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ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 432
/ 11.07.2016

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Pesche e nettarine: campagna di promozione in 4mila punti vendita di tutta Italia

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è partita la campagna "Pesche e nettarine di stagione: qualità italiana garantita dalla natura" realizzata dall'Organizzazione Interprofessionale ortofrutticola italiana - Ortofrutta Italia, con il patrocinio del Mipaaf.
La promozione, che si sviluppa principalmente nei mesi di luglio e agosto, punta a sostenere su tutto il territorio nazionale il consumo di pesche e nettarine attraverso un'informazione dei cittadini sulle qualità nutrizionali e qualitative di questi prodotti. Coinvolti 4mila punti vendita della grande distribuzione organizzata, dei mercati agroalimentari e dei negozi specializzati e di prossimità dove sono esposti i materiali comunicativi.  
"Nei prossimi giorni - afferma il Ministro Maurizio Martina - sarà ancora più facile individuare le pesche e nettarine italiane e i cittadini potranno scegliere ancora più facilmente la qualità made in Italy al 100%, sostenendo così i nostri produttori. Questa campagna di promozione, così come quelle dei mesi scorsi su pomodori e arance, è il risultato di un lavoro concreto e costante per la valorizzazione delle nostre filiere agricole e che vedono protagonista l'interprofessione ortofrutticola. Abbiamo sempre più bisogno di organizzazione, di aggregazione dell'offerta anche per cogliere opportunità di comunicazione come questa".
In Italia si producono annualmente da 1,3 a 1,5 milioni di tonnellate di pesche, nettarine e percoche confermando il nostro Paese, insieme alla Spagna, leader a livello europeo, dove la produzione complessiva varia da 3,5 a 3,9 milioni di tonnellate.

www.politicheagricole.it



In Italia fare agricoltura costa il doppio di Francia e Spagna

In Italia il costo del lavoro in agricoltura, inteso come oneri contributivi ed assicurativi è pari a più del doppio dei Paesi europei direttamente concorrenti come Francia e Spagna. E’ quanto emerge dalla prima analisi “Lavoro giovanile in agricoltura nel 2016” effettuata dalla Coldiretti su dati Istat relativi al primo trimestre dell’anno, diffusa in occasione dell’accordo Coldiretti, Ministero del Lavoro e Google su “Crescere in digitale” con la presenza del presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo e di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro.
Il settore agricolo – sottolinea la Coldiretti - è caratterizzato dalla forte stagionalità delle attività e conseguentemente la stragrande maggioranza delle imprese agricole utilizza lavoratori stagionali. Per questo - continua la Coldiretti - in Francia e Spagna, ma anche in Germania e Olanda, sono stati previsti trattamenti contributivi particolarmente agevolati per i lavoratori stagionali al fine di contenere il costo del lavoro e permettere alle loro imprese agricole di vendere a prezzi fortemente concorrenziali proprio con quelli italiani.
In Italia si stimano oltre 300.000 lavoratori stagionali che effettuano rapporti di lavoro di breve durata e comunque inferiori a 50 giornate nell’anno dei quali circa un terzo nelle regioni del Centro-nord che non godono di nessuna agevolazione. Occorre pertanto - chiede la Coldiretti - un intervento che in queste regioni preveda una contribuzione mirata per i lavoratori stagionali e di breve durata che consenta alle imprese agricole di competere a armi pari con i competitor europei.
A pesare sulle imprese agricole - continua la Coldiretti - sono anche gli oneri burocratici che sottraggono al lavoro nei campi almeno 100 giornate l’anno per adempiere a tutti gli atti richiesti dalla Pubblica Amministrazione. Occorre impegnarsi sulla semplificazione favorendo la comunicazione all’interno della Pubblica Amministrazione mentre non sono accettabili alcuni interventi legislativi in discussione in Parlamento che vogliono introdurre l’Uniemens anche in agricoltura che, di fatto, triplica gli attuali adempimenti burocrati per le denunce contributive.
Per essere concreti a favore della semplificazione vale la pena di ricordare - rileva la Coldiretti - che dal primo gennaio 2017 sarà obbligatorio inviare per via telematica al Ministero del Lavoro il Libro unico del Lavoro (la vecchia busta paga) che contiene tutte le informazioni necessarie per l’Inps, l’agenzia delle Entrate e per i lavoratori e si potrebbe quindi evitare di inviare ogni trimestre le denunce in quanto sia Inps che lavoratore hanno in mano le informazioni necessarie, evitare di rilasciare la CU (Certificazione Unica) in quanto tutte le informazioni sono state date ogni mese, evitare di inviare il 770 sempre perché le informazioni sono state date ogni mese.
“L’agricoltura è il settore che fa segnare il maggior aumento delle ore lavorate con un incremento record del 5,8% annuale nel primo trimestre del 2016 che è praticamente il triplo di quello medio fatto registrare per l’intera economia”, ha concluso Roberto Moncalvo nel sottolineare che “bisogna incentivare questo trend positivo che conferma la dinamicità del settore e l’impegno per la legalità nonostante le difficoltà che si stanno registrando sul mercato dove i compensi riconosciuti agli agricoltori sono in molti casi al di sotto dei costi di produzione”.

www.coldiretti.it




Arriva il termine di conservazione dell'olio ma l'Europa frena 

La procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea ha impedito di inserire obbligatoriamente nella legge europea il termine minimo di conservazione non superiore ai diciotto mesi per gli oli di oliva che è la soluzione sostenuta dalla Coldiretti nella cosiddetta legge salva olio, anche se resta l’importante obbligo di indicare un termine che sarà però a discrezione del produttore o del confezionatore, sulla base delle specifiche condizioni tecnico-produttive (es. colore scuro della bottiglia rallenta l’invecchiamento). 

In aggiunta, quando l’olio deriva tutto da una stessa annata si può inserire anche l’anno di raccolta, che sarà un'opzione sicuramente preferita dai produttori più attenti e che aiuterà i consumatori a scegliere con maggiore consapevolezza. 

"Ancora una volta le giuste aspettative dei consumatori si scontrano con le rigidità dell’Unione Europea che troppo spesso promuove l’appiattimento e omologazione delle produzioni agricole ed alimentari verso il basso" afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.  

Con l’invecchiamento l’olio comincia a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi dell’organismo. Dobbiamo, infatti, proteggere l’olio dai suoi nemici naturali quali l’ossigeno, il calore e la luce.

Il consiglio di Coldiretti è quello di acquistare solo oli di qualità italiani che si riconoscono dall’esame olfattivo in quanto non presentano difetti ma anzi sono profumati, con note vegetali, di erba tagliata, di pomodoro etc, ed all’esame gustativo si presentano leggermente amari e piccanti.

Dobbiamo saper scegliere e comprare nei luoghi dove è possibile assaggiare e valutare tali caratteristiche organolettiche, come ad esempio è possibile acquistando direttamente dai produttori agricoli o presso i mercati di Campagna Amica di Coldiretti. 

L’Italia ha prodotto nell’ultimo anno 300 milioni di chili ottenuti da un patrimonio di circa 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno, con un fatturato di circa 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative. Numeri che fanno del nostro Paese il secondo produttore mondiale dopo la Spagna, ma anche il primo paese per numero di oli Dop/Igp (Denominazione di origine protetta/Indicazione geografica protetta), ben 43.

www.ilpuntocoldiretti.it




Latte: via libera Ue alla Francia per l'origine in etichetta, ora tocca all'Italia 

“Nell’Unione Europea si è aperto finalmente un fronte nella battaglia per la qualità e la trasparenza dell’informazione sugli alimenti per dare possibilità ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare la riposta positiva della Commissione europea alla richiesta da parte della Francia di sperimentare per due anni un regime di etichettatura di origine obbligatoria per il latte, e per latte e carni utilizzate come ingredienti nei prodotti alimentari preconfezionati secondo quanto indicato da una nota diffusa dal ministero dell'agricoltura di Parigi.

Ora tocca all’Italia che – sottolinea Moncalvo - ha inviato a Bruxelles un analogo provvedimento per l’etichettatura di origine obbligatoria per il latte e dei suoi derivati come annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della Giornata nazionale del latte Italiano promossa dalla Coldiretti. Un risultato che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero dell’agricoltura in più di 9 casi su 10 – continua Moncalvo - considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione.

Con l’etichettatura di origine - precisa Moncalvo - si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy che riguarda tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta".

Le 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia potranno finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, formaggi e yogurt che è garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 49 formaggi a denominazione di origine realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione.

www.coldiretti.it



Gik, il vino blu: che cos’è e come si produce

Dici blu e pensi al cielo, ai Puffi, al Curaçao che colora i cocktail dell’estate o al mare di Capri che si fa largo tra i Faraglioni. Ma mai e poi mai penseresti al vino. Almeno fino a questo momento, perché un’azienda spagnola fondata da un gruppo di giovani imprenditori ha deciso di lanciare sul mercato Gik, il primo vino blu del mondo. “Per ideare questo prodotto sono stati necessari due anni di ricerca in stretta collaborazione con diversi istituti tecnologici legati al settore dell’alimentazione”, spiega l’azienda. Ma vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta e, soprattutto, come è stato possibile dare vita a una bevanda di questo insolito colore.

Di base, Gik è un semplice vino da tavola ottenuto con un mix non meglio specificato di uve bianche e rosse, tra cui varietà come Airén, Syrah e Garnacha. Nessuna macerazione delle vinacce, nessun invecchiamento in botte. Al vino, in seguito alla fermentazione, vengono però aggiunti due coloranti organici: le antocianine, che sono contenute nella buccia dell’uva e hanno un colore che può variare dal rosso al blu, e soprattutto l’indaco, che conferisce l’originale sfumatura di azzurro intenso alla bevanda.

“Grazie alla varietà di uve utilizzate –, sottolineano i creatori di Gik – riusciamo a ottenere un vino fresco e dolce al palato, senza zuccheri aggiunti, con l’11,5% di alcol in volume”. Da servire a una temperatura di 8 gradi, accompagnato da sushi, salmone affumicato o nachos con guacamole. O una carbonara, suggeriscono. “Ci piacerebbe entrare molto presto anche nel mercato italiano. Altri colori? No, al momento ci stiamo focalizzando sul blu. Un colore che significa tecnologia, fluidità e anche un pizzico di poesia. Bere Gik non è soltanto bere un vino blu: è sorseggiare innovazione, creatività, infrangere le regole e reinventare le tradizioni”. Già, un’esperienza curiosa, anche se – da una prima analisi – sembrerebbe che la ricerca si sia concentrata prevalentemente sull’aspetto estetico della bevanda. Con quel colore blu acceso che risulta l’unica caratteristica  peculiare della proposta.

www.wired.it



Boom del bio: +21% in un anno nella grande distribuzione

E' boom per il bio: +21% in un anno, un trend positivo che nella grande distribuzione dura da ben 10 anni. AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici, ha presentato i dati degli associati e i dati Nielsen sul mercato domestico.

I 12 mesi chiusi a maggio 2016 segnano, appunto, un significativo +21%. Nella media è biologico il 3% della spesa alimentare delle famiglie italiane con una mezza dozzina di categorie in cui il biologico pesa per almeno il 30%. Ben 4,5 milioni di famiglie (il 18% del totale) consumano abitualmente prodotti biologici con una crescita del 17% solo in un anno, e ben 3,4 milioni di famiglie li consuma saltuariamente (+11% sull’anno precedente). Se si considerano i consumatori occasionali (11,9 milioni di famiglie) i prodotti biologici entrano nelle dispense di quasi 20 milioni di famiglie.

I consumi non stanno crescendo solo nella grande distribuzione: nel canale specializzato (circa 1.200 punti vendita in cui è proposto un assortimento di quasi 5.000 referenze ottenute senza un grammo di pesticidi chimici di sintesi) l’incremento è stato del 13,5%.

Aggiungendo vendite dirette degli agricoltori, gruppi di acquisto, vendite online e altri canali si raggiungono 2,4 miliardi; con i 320 milioni nelle mense scolastiche e nella ristorazione commerciale e con un export in crescita a 1,6 miliardi, il fatturato complessivo del settore biologico italiano nel 2015 è stato di ben 4,3 miliardi.

"E’ presto per fare previsioni sulle vendite 2016, ma l’andamento che registra il nostro panel di imprese nei primi mesi di quest’anno migliora addirittura le performance estremamente positive del 2015 - commenta Roberto Zanoni, presidente di AssoBio - Questo dato dovrebbe indurre l’agroalimentare italiano, in seria difficoltà, a una profonda riflessione: il consumatore chiede prodotti che non impattino negativamente sull’ambiente e sul benessere degli animali, che siano certificati, garantiti, sicuri e di elevata qualità. La produzione biologica è quella che più risponde a queste esigenze espresse dai consumatori di tutte le età e fasce sociali".

Il buon andamento delle vendite ha riflessi positivi anche sull’occupazione: nel 2015 gli occupati diretti delle imprese del campione AssoBio sono aumentati del 17,5%. Durante l’ultima assemblea di Assobio è stato modificato lo statuto per consentire l’adesione anche alle realtà della Gdo.

www.adnkronos.com






CONFERENZE STAMPA

Martedì 12 luglio
Milano
– Mondadori Megastore – via San Pietro all’Orto 11 – ore 18
La Good Beer Society presenta il libro “Fatti di Birra. Come innamorarsi di una bionda, una rossa e una bruna”. Saranno presenti gli autori e seguirà una degustazione di birre.
Info e accrediti: 02 318 10072 – stampa@rossiebianchi.it

Giovedì 14 luglio
Roma
- Associazione Stampa Estera - via dell'Umiltà 83/c – ore 12
Presentazione del progetto “Toscana Ovunque Bella”, promosso dalla Regione insieme a Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana con il supporto di ANCI.
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa
: LRComunicazione Laura Ruggieri 06/97618280 - 339/4755329 - lrcomunicazione@lrcomunicazione.com

  

EVENTI

Mercoledì 13 luglio
Roma
– Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura –via XX Settembre – ore 11
Consegna dei riconoscimenti del XXI Premio Biol, il concorso internazionale per gli extravergini biologici organizzato dal CIBi e promosso da Camera di Commercio di Bari e Regione Puglia - Assessorato all'Agricoltura.
Info: www.premiobiol.it
Ufficio Stampa: Fabio Nardulli – 339 1307311 – stampa@premiobiol.it

Giovedì 14 luglio
Roma
- Sala del Tempio di Adriano - Piazza di Pietra – ore 10.30
Tavola rotonda dell’Academy 2016 “Impresa e lavoro in agricoltura” organizzato da Confagricoltura, Organizzazione di riferimento dei datori di lavoro agricolo. Concluderà i lavori il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti.
E’ gradito l’accredito.
Info
: Presidenza Confagricoltura 06 6852203 – presidenza@confagricoltura.it
Area Comunicazione Confagricoltura: 06 6852410 – immagine@confagricoltura.it

Giovedì 14 luglio
Trevi
– Molino sul Clitunno – ore 15
Corso gratuito di formazione professionale per pasticceri che si terrà presso l’antico fienile, ora Accademia di Formazione, all’interno dell’azienda di Trevi e sarà condotto dal maestro pasticcere Emanuele Carletti, docente presso la scuola professionale di cucina “Chef Accademy” di Terni.
Info e prenotazioni: tel. 0742 78264 - info@molinosulclitunno.com - www.molinosulclitunno.com
Ufficio Stampa: ADD Comunicazione Michela Federici - Tel. 328 0079662 - press@addcomunicazione.it

Giovedì 14 luglio
Roma
- MAXXI - via Guido Reni 4 – ore 18.30
Inaugurazione della mostra fotografica “30 anni e non mettiamo la testa a posto” in occasione dei 30 anni di Greenpeace.
E’ richiesta la conferma a ufficio.stampa.it@greenpeace.org entro martedì 12 luglio.
Ufficio Stampa: 06.68136061, int.203 - Felice Moramarco 06.68136061 int. 123 - 348.7630682 - Gabriele Salari 06.68136061 int. 293 – 342.5532207

Sabato 16 luglio
Crocetta del Montello (TV)
– Villa Sandi – ore 9
Primo Forum Internazionale WRT Wine Research Team, un progetto di ricerca che punta alla ricerca scientifica con particolare attenzione alla sostenibilità, sia in ambito vitivinicolo che enologico, sviluppato interamente da aziende private e cooperative.
Seguirà la visita alla Tenuta di Nervesa della Battaglia.
E’ richiesto l’accredito
Info
: Patrizia Marin, Marco Polo Experience, 348.0094414 - patrizia@marcopoloexperience.it


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