ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 421
/ 26.04.2016

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Vinitaly: oltre 80% della produzione europea al primo "European Forum of Wine Producing Countries"

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolto a Verona presso il Vinitaly il primo "European Forum of Wine Producing Countries", organizzato dal Mipaaf. Il Forum, presieduto dal Ministro Maurizio Martina e dal Vice Ministro Andrea Olivero, ha visto la partecipazione di Ministri e delegati da Francia, Portogallo, Spagna, Slovenia, Ungheria, Grecia insieme a Paolo De Castro in rappresentanza del Parlamento europeo.
L'Italia ha voluto focalizzare l'incontro su tre grandi aree tematiche: miglioramento della Ocm vino, mantenimento della legislazione sulle denominazioni d'origine e gestione del sistema delle autorizzazioni ai nuovi impianti.
Sul fronte del vino si è discusso della necessità di innovare l'Ocm vino con elementi che favoriscano ancora di più le esigenze delle imprese, tenendo sempre conto dell'equilibrio tra domanda e offerta. È stato ribadito che, soprattutto per l'Italia, è fondamentale mantenere la legislazione vitivinicola attuale sulle denominazioni d'origine e sull'etichettatura, senza toccare un sistema che ha tutelato i vitigni autoctoni e garantito la crescita dei vini di qualità europei nel mondo. I Paesi hanno convenuto che non sono accettabili passi indietro su questo fronte delicato. Sul sistema di autorizzazione dei vigneti ci si è confrontati sulla possibilità di valutare aumenti delle quote nazionali che siano bene legati alle necessità territoriali e di mercato, con una maggiore flessibilità su alcune scelte a partire dai criteri di ammissibilità.
"È stata un'occasione importante - ha dichiarato il Ministro Martina - per delineare politiche europee sempre più efficaci per le nostre aziende. Al nostro Forum sono stati rappresentati oltre l'80% dei produttori europei, confermando la vocazione internazionale di Vinitaly. Una piattaforma diplomatica utile per costruire nuove scelte, anche mediterranee, che diano ulteriore spinta a un prodotto simbolo come il vino. L'Italia vuole giocare un ruolo di leadership, forti anche del nostro primato mondiale nella produzione. Il Forum è un altro tassello importante che guarda ai prossimi 50 anni del settore. Con tre parole chiave: semplificazione, competitività e qualità".
"Il settore vitivinicolo - ha detto il Vice Ministro Olivero - rappresenta una delle esperienze più importanti dell'agroalimentare italiano e europeo. Nel Forum abbiamo avuto modo di ribadire che serve un'Europa capace di essere vicina alle aziende e ai consumatori. Sulle indicazioni geografiche abbiamo condiviso la forte necessità di continuare nel percorso di tutela e promozione del sistema qualitativo europeo. È questo uno dei punti più strategici che dobbiamo portare avanti anche negli accordi internazionali".
www.politicheagricole.it


Salute: migliaia agricoltori a difesa dieta mediterranea

Sono già migliaia gli agricoltori che con i trattori sono scesi in piazza per difendere la dieta mediterranea sotto l’attacco di inganni, schifezze low cost e speculazioni avallate dall’Unione Europea che mettono a rischio la produzione di grano, pomodoro, extravergine e mozzarella Made in Italy. L’iniziativa è della Coldiretti dentro e fuori al Palabarbuto in viale Giochi del Mediterraneo a Napoli in Campania, dove visse per 40 anni lo scienziato statunitense Ancel Key che per primo ha evidenziato gli effetti benefici della dieta mediterranea. Sono già arrivati i pizzaioli acrobatici e i casari stanno preparando la mozzarella, ma sono anche esposti fusti di concentrato di pomodoro cinese e mozzarella dell’est Europa poiché la Campania è la regione principale di destinazione per sfruttare impropriamente l’immagine di qualità conquistata nell’alimentare. Negli striscioni si legge “Subito l’etichetta di origine”, “Salviamo il San Marzano !!”, “La mozzarella si fa con il latte”. “Gli italiani lo fanno meglio” è scritto sopra all’esposizione della black list dei cibi più contaminati che riguarda alimenti di uso comune arrivati in Italia da diversi continenti anche per effetto delle agevolazioni concesse dall’Unione Europea, dalla arance alle fragole sino al peperoncino.
www.coldiretti.it


Pomodori San Marzano spagnoli scovati nei supermercati inglesi 

Sugli scaffali di una delle catene più grandi di supermercati inglesi è stata smascherata la vendita di confezioni di mini “San Marzano Tomatoes” prodotti in Spagna che sono stati portati in Italia ed esposti per la prima volta pubblicamente a Napoli nel corso della mobilitazione di migliaia di agricoltori italiani con i trattori a difesa della dieta mediterranea Made in Italy. La scoperta è stata fatta dalla task force contro i tarocchi della Coldiretti che ha voluto denunciare il nuovo caso di inganno ai rappresentanti delle Istituzioni presenti all’iniziativa dal Governatore della regione Campania Vincenzo de Luca fino al sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il San Marzano tarocco è venduto a grappolo in confezioni da 270 grammi con etichetta TESCO finest con la scritta “molto profumato con una ricca polpa soda rinomato come il perfetto pomodoro da sugo”

Si tratta di un evidente sfruttamento del tutto improprio dell’immagine conquistata dal vero pomodoro San Marzano nel mondo. Serve un’azione incisiva dell’Unione europea per consentire ai consumatori di compiere scelte di acquisto consapevoli poiché chi sceglie San Marzano in Europa e nel mondo - sottolinea la Coldiretti - è convinto di acquistare un prodotto italiano e non si possono quindi tollerare inganni dei consumatori, ma neanche la concorrenza sleale nei confronti dei produttori dell’unico San Marzano dell’agro Sarnese Nocerino DOP, impegnati nel rispettare rigidi disciplinari di produzioni. Il pomodoro San Marzano dell’agro Sarnese Nocerino DOP - sottolinea la Coldiretti - è una varietà conosciuta in tutto il mondo, sulla cui produzione si regge l’economia di 41 comuni delle province di Salerno, Napoli e Avellino in Campania, che l’Unione Europea deve tutelare sulla base del sulla base del regolamento n. 1151/12. La norma sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari che - spiega la Coldiretti - prevede apposite sanzioni amministrative per tutti coloro che utilizzano impropriamente segni distintivi di un prodotto nella presentazione e nella commercializzazione.

Siamo di fronte ad un nuovo tentativo di omologare al ribasso le produzioni mentre il futuro dell’agricoltura italiana ed europea dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono la chiave del successo del Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “oggi, in campo agroalimentare, il richiamo all'Italia è sinonimo di qualità, ma troppo spesso anche di inganno sui mercati mondiali. La Coldiretti ha avviato una mobilitazione con la campagna #nonuccidiamoilsanmarzano che dopo le adesioni dei Comuni che ricadono nell’areale di produzione ha avuto anche quella della Camera di Commercio competente di Salerno che ha votato la delibera per sostenere l’allargamento della tutela dop al prodotto fresco e dire “no” alla creazione di un marchio Igp.

www.ilpuntocoldiretti.it



Riso: import selvaggio dai paesi Eba

L'incremento delle importazioni di riso in Europa è sempre più preoccupante.

A riconoscerlo ora è la stessa DG Agricoltura dell'Ue che, nel corso di una riunione del Gruppo di Dialogo Civile Riso, tenutasi a Bruxelles nei giorni scorsi, ha modificato il bilancio di collocamento, aumentando di 90 mila tonnellate il livello delle importazioni, già date in crescita di 60 mila tonnellate, e che lo scorso hanno avevano toccato il record di 1,2 milioni di tonnellate.

"Anche l'Unione europea non può più negare che la concessione fatta nel 2008 ai Paesi meno abbienti di esportare prodotti a dazio zero sta avendo serie ripercussioni sui risicoltori italiani e di tutto il Vecchio Continente -ha detto Giovanni Daghetta, presidente della Cia Lombardia, che ha partecipato all'incontro di Bruxelles in qualità di responsabile nazionale Cia del settore Riso-. E' dunque necessario intervenire con celerità per ripristinare i dazi doganali e bloccare le importazioni di riso lavorato da questi Paesi".

Richiesta ribadita solo qualche settimana fa dal Ministero dell'Agricoltura e dall'Ente Risi che, assieme ai rappresentanti della filiera, hanno presentato al Comitato di Gestione Ue dell'Ocm Unica un documento per chiedere di attivare misure urgenti al fine di limitare le importazioni "selvagge" di riso e consentire al settore risicolo di riequilibrare la produzione interna in funzione delle reali esigenze del mercato.

Nel corso dell'incontro del Gruppo di Dialogo Civile Riso, è anche emerso che l'export è in calo di circa 30 mila tonnellate. Di conseguenza, la DG Agri non ha potuto fare altro che aumentare le scorte di fine campagna, portandole a 624 mila tonnellate.

"Una scelta obbligata, che rischia tuttavia di appesantire in anticipo la prossima campagna di commercializzazione", ha commentato Daghetta, che ha anche espresso preoccupazione riguardo alla situazione dei prezzi: "In Italia le quotazioni di mercato del lungo A da Parboiled e del gruppo Baldo sono già ai minimi storici -ha spiegato-. Nonostante i prezzi stracciati si registrano evidenti difficoltà a collocare il prodotto sul mercato e il prevedibile aumento delle superfici investite a tondo ed a varietà da mercato interno ci fanno temere il peggio per la prossima campagna."

La Commissione, dal canto suo, ha affermato che continuerà a monitorare la situazione generale del comparto.

I produttori e i trasformatori della filiera alla fine dell'incontro, pur apprezzando le aperture che forse per la prima volta si registrano da Bruxelles, hanno ribadito unanimi la richiesta di intervenire con celerità soprattutto sul fronte dell'import dai paesi meno sviluppati (Eba).

www.cia.it


Agricoltura: conferenza stato regioni approva decreto su fondi 

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il decreto del Mipaaf per il riconoscimento, la costituzione e la gestione dei fondi di mutualizzazione in agricoltura che potranno beneficiare dei sostegni previsti nell'ambito del Programma di sviluppo rurale nazionale fino al 2020. 
Si tratta di un importante passo in avanti per l'attivazione delle sottomisure relative ai due nuovi strumenti di gestione del rischio: i fondi di mutualizzazione per le perdite economiche causate da avversità atmosferiche, insorgenza di focolai di epizoozie, fitopatie, infestazioni parassitarie, da un'emergenza ambientale o per le perdite causate da un drastico calo del reddito.
In particolare, il decreto identifica i soggetti che possono costituire e gestire i fondi di mutualizzazione, definisce i requisiti minimi per il riconoscimento da parte dell'autorità competente e stabilisce le regole per l'adesione degli agricoltori, il riconoscimento delle compensazioni finanziarie e la gestione del patrimonio dei fondi. 
"Per tutelare davvero il reddito delle nostre imprese agricole - ha affermato il Ministro Maurizio Martina - dobbiamo puntare con decisione sugli strumenti assicurativi e di mutualizzazione. Vogliamo che le nostre aziende dispongano di un set di strumenti integrati per garantire una migliore sostenibilità dei processi di crescita, oltre ad essere tutelati meglio dai fenomeni atmosferici spesso legati ai cambiamenti climatici. Per questo motivo interveniamo con 1,6 miliardi di euro con fondi nazionali ed europei. Siamo il Paese in Europa a investire con maggiore convinzione su questa frontiera, perché sappiamo che i vecchi strumenti non funzionano. Pensare di agire con il Fondo di solidarietà nazionale non basta più".
E, sempre nell'ambito degli interventi messi in campo dal Governo, in particolare per quel che riguarda le polizze agevolate, il Ministero delle politiche agricole comunica che è stato ultimato il processo di semplificazione del Piano Assicurativo Individuale.
Per evitare ulteriori aggravi burocratici, infatti, l'aggiornamento del fascicolo e del piano di coltivazione, indispensabile per la compilazione del Piano Assicurativo Individuale (PAI), sarà utilizzabile anche per gli altri adempimenti, come le domande per gli aiuti PAC e per le misure dei PSR. All'agricoltore basterà indicare soltanto le rese produttive mentre le scelte assicurative saranno acquisite successivamente con l'informatizzazione dei dati della polizza.

www.politicheagricole.it



Biologico: in Toscana crescono produttori e consumi

Secondo un’analisi di  (Coldiretti Toscana sulla base dell’ultimo rapporto Sinab in Toscana c’è stato un nuovo balzo del biologico: «Crescono produttori (+12,3%), superfici e colture (+15,8%) in particolare l’olivicoltura (+9%), cereali (+41%) e vite (+6%). A spingere la crescita inarrestabile del biologico l’aumento del 20% degli acquisti di alimenti prodotti senza l’uso della chimica ed il contestuale boom dei consumatori che cercano la garanzia “Ogm Free”».

L’analisi di Coldiretti arriva all’indomani dell’annuncio dell’aumento di 25 milioni di euro delle risorse stanziate per l’agricoltura biologica deciso la giunta regionale della Toscana su iniziativa dell’assessore Marco Remaschi.  In una nota la Regione spiega che «In risposta al bando del 2015 sull’agricoltura biologica (la misura 11 del Programma di sviluppo rurale per l’introduzione e il mantenimento dell’agricoltura biologica) a fronte di una dotazione finanziaria della misura di 17 milioni di euro erano pervenute richieste di poco inferiori ai 23 milioni di euro per 2059 aziende, a dimostrazione dell’interesse delle imprese agricole nei confronti del sistema biologico. Pertanto la giunta, al fine di soddisfare tutte le domande ammesse, ha deciso di aumentare l’impegno finanziario nel quinquennio di ulteriori 25milioni di euro rispetto a quanto previsto».

Remaschi sottolinea  che si tratta di «Una decisione assunta in considerazione del fatto che la valorizzazione dell’agricoltura biologica ha un ruolo fondamentale per favorire e incentivare un processo di cambiamento delle pratiche agricole, puntando come obiettivo sulla conservazione della biodiversità a livello di agroecosistema, sulla conservazione dei paesaggi, sulla riduzione dell’inquinamento delle risorse idriche, sul contenimento dell’erosione e della perdita di fertilità dei suoli, contribuendo anche alla riduzione dell’emissione dei gas serra. In Toscana sono circa 4.500 le aziende biologiche che fanno parte del sistema agricolo regionale e che contribuiscono quindi all’immagine della Regione Toscana quale territorio attento al vivere sano, alla cultura e alla tutela del paesaggio. Di qui l’impegno della Regione a incentivarle e sostenerle, in quanto valore aggiunto del settore».

Per Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana, «Il biologico è il segmento più dinamico della tavola, dove i consumi sono praticamente raddoppiati con il 70% degli italiani è disposto a pagare di più un alimento del tutto naturale, il 65% per uno che garantisce l’assenza di Ogm, il 62% per un prodotto bio e il 60% per uno senza coloranti, secondo l’ultimo rapporto Coop. Un exploit da ricondurre  all’attenzione per il benessere, la forma fisica e la salute, oltre che la crescente diffusione di intolleranze alimentari. In Toscana le aziende agricole hanno scommesso, già da molto tempo, sulle produzioni biologiche ed i risultati di oggi dimostrano che hanno avuto ragione. E’ stata importante, per incentivare il bio, anche la politica della Regione Toscana che ha messo a disposizione delle imprese risorse importanti. La nostra rete di vendita di Campagna Amica ha impresso una notevole accelerazione al settore. Più del 10% degli acquisti effettuati ogni giorno nei nostri mercati sono prodotti biologici».

Dall’impennata della domanda di prodotti bio è scaturita una crescita anche dei produttori: in Toscana sono sempre di più le aziende agricole che hanno investito e investiranno sulle produzioni biologiche. Secondo il rapporto del Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica «Alla fine del 2014 sono 4.156 gli operatori, 455 in più rispetto ad un anno fa per una superficie complessiva destinata che ha raggiunto i 118 ettari: 2.621 sono produttori, 472 preparatori e 1.063 sono sia preparatori che produttori. La principale coltura sono le colture foraggere (32mila ettari) utilizzate nella zootecnica, segno che la qualità del comparto passa attraverso una alimentazione sana e bio, i cereali (19mila ettari) che hanno subito una vera e propria impennata, l’olivo (13mila ettari) e la vite (9mila ettari)».

Coldiretti evidenzia che «la regione con la più grande biodiversità agroalimentare è al sesto posto, in Italia, con il 13,90% delle superfici a biologico sopra le media nazionale (11,17%). E’ di questi giorni l’approvazione del piano strategico per l’agricoltura biologica frutto di un lungo lavoro di concertazione con Coldiretti, le associazioni di produttori biologici e le altre organizzazioni. Il piano prevede degli obiettivi specifici per la crescita del settore, sia in termini di mercato che di superficie dedicata all’agricoltura biologica, da raggiungere entro il 2020 con il supporto delle misure stabilite dai Piani di Sviluppo Rurale».

«Il documento programmatico trova il nostro pieno gradimento – conclude Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana – poiché ha l’intento di promuovere ulteriormente l’uso dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche, alla promozione internazionale del bio Made in Italy anche studiando l’introduzione di un marchio distintivo, al rafforzamento dei controlli alle importazioni. Ora ci aspettiamo che non restino soltanto intenzioni ma si possano realmente raccogliere i risultati di questo strumento».

Il riscontro degli agricoltori è positivo e unanime, con la Cia che parla di «un risultato importante, che rafforza la strategia  della valorizzazione della qualità e sostenibilità dell’agricoltura toscana». «La delibera adottata dalla Giunta regionale avrà un impatto significativo – sottolinea poi il presidente Anabio Toscana Piero Tartagni –, con migliaia di ettari in più coltivati secondo il metodo biologico in Toscana; un valore aggiunto per la nostra agricoltura, per l’ambiente, per il contrasto al cambiamento climatico. Grande soddisfazione quindi – conclude Tartagni  – per una scelta lungimirante e coerente con l’impianto e gli obiettivi del PSR della Regione Toscana».

www.greenreport.it





CONFERENZE STAMPA

Giovedì 28 aprile
Foggia
– Fiera di Foggia, Sala Consiglio – Palazzo Uffici – ore 10
Presentazione del programma di “Enovitis in Campo 2016” che avrà luogo il 17 e 18 giugno presso la Tenuta Torrevento a Corato (Bari), una “due giorni” di prove in campo dinamiche, con l’allestimento di aree tematiche statiche dedicate ad argomenti specifici, tra cui l’olivicoltura, e una serie di convegni e workshop tecnico-scientifici.
E’ gradito l’accredito.
Segreteria organizzativa
: Carlotta Toffali - Tel. 045-4851408 - Cell: 366-6787294 / Email: c.toffali@uiv.it
Ufficio Stampa UIV: Tel. 02 7222281 – ufficiostampa@uiv.it

Giovedì 28 aprile
Bologna
- Sala Stampa Luca Savonuzzi, Palazzo d’Accursio - piazza Maggiore 6 – ore 13
Presentazione dell'undicesima edizione del Gran Festival Internazionale della Zuppa di Bologna che avrà luogo domenica 1 maggio.
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa Associazione Culturale Oltre…:
Claudia Marchetti - mobile 328 2586266 – tel.  051 6390743 - stampaoltre@gmail.com


EVENTI

Mercoledì 27 aprile
Roma
– sede Confagricoltura, Sala Serpieri - corso Vittorio Emanuele II, 101 – ore 14.30
Convegno "L'affitto punto di incontro tra proprietà e impresa per lo sviluppo dell'agricoltura". Le relazioni previste affronteranno l’argomento del contratto di affitto agrario sotto gli aspetti economici, giuridici e fiscali, anche nei 28 Stati membri dell’UE.  Le conclusioni saranno tratte da Mario Guidi, presidente di Confagricoltura e Giuseppe Visconti, presidente della Federazione Nazionale.
Ufficio Stampa: Tel. 02/8692180 - fondiaria@federfondiaria.it
Info: Area Comunicazione Confagricoltura - Tel.:  +39 066852.410 - immagine@confagricoltura.it - www.confagricoltura.it

Venerdì 29 aprile
Padova
– Hotel Crowne Plaza – via Po 197 – ore 10.30
Azove Soc. Agr. Coop. organizza un convegno su “Criticità valori e prospettive future della filiera carne bovina”. Tra gli interventi anche quello di Paolo De Castro, Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale UE, e di Maurizio Martina, Ministro Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Info e accrediti: AZOVE Soc. Agr. Coop. Organizzazione Produttori - Tel. 0429/679277 - segreteria@azove.eu

Sabato 30 aprile
Montopoli (RI)
– Località Pontesfondato – Villa Caprola – ore 9
Nova Agricoltura in Oliveto”, una giornata per valorizzare la tradizione, prima edizione. Presso l’Azienda Agricola Sperimentale di Arsial Montopoli, dimostrazioni e training dedicati agli olivicoltori.
La partecipazione è gratuita, previa registrazione su http://www.novagricoltura.com/eventi-campo-nova-agricoltura-2016/

Sabato 30 aprile
Bologna
- Relais Bellaria Hotel - via Altura 11/bis – ore 15.30
Seminario “Piwi Wines: i vini del futuro?” condotto da Werner Morandell. Il produttore di Caldaro, pioniere della viticultura biologica in Alto Adige, racconterà 25 anni di esperienza e studi sui vitigni resistenti e sulle nuove varietà da ibridazione intraspecifica resistenti alle malattie come peronospora e oidio.
Seguirà una degustazione di vini Piwi.
Posti limitati, è richiesto l’accredito.
Press info e accrediti stampa
: Anna Sperotto - Studio Cru - Tel 0444 042110 - cell 393 8168013 - info@studiocru.it



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