ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 420
/ 18.04.2016

Segui ASA anche su Facebook | Twitter



Etichetta a semaforo, Martina: bocciatura in Parlamento UE è successo dell'Italia

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali informa che il Parlamento  europeo ha  votato a larga maggioranza per la revisione del regolamento n° 1924/2006 sui claim nutrizionali e salutistici alla base del sistema della cosiddetta 'etichettatura a semaforo'.
"Siamo sempre stati in prima linea contro il sistema di etichettatura a semaforo, che penalizza i nostri prodotti agroalimentari di qualità. Lo abbiamo ribadito - ha affermato il Ministro Maurizio Martina - anche in recenti Consigli dei Ministri europei, con l'appoggio di 15 Paesi".
"Il voto di oggi in Parlamento europeo è un successo che l'Italia ha costruito facendo squadra. Abbiamo unito le filiere produttive, quelle agricole e collaborato costantemente con i nostri parlamentari, a partire da Paolo De Castro. Ora ci aspettiamo che la Commissione Ue faccia un salto di qualità concreto su questo piano. Lo dobbiamo soprattutto - ha concluso il Ministro - ai consumatori, che vengono tratti in inganno da questi sistemi basati su criteri discutibili. Non è ammissibile che le nostre aziende che lavorano sulla qualità e producono alcuni dei prodotti cardine della Dieta mediterranea vengano penalizzate, mentre invece le bibite gassate 'light' ricevono il bollino verde. L'Italia andrà avanti con determinazione".

www.politicheagricole.it


Premio Europa Nostra 2016 a quattro progetti italiani

La Commissione Europea e Europa Nostra hanno annunciato i nomi dei vincitori del Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2016, la più alta onorificenza presente in Europa nel settore del patrimonio culturale e naturale. I 28 vincitori, provenienti da 16 paesi, sono stati riconosciuti per i loro risultati esemplari nell’ambito della conservazione, ricerca, contributi esemplari, istruzione, formazione e sensibilizzazione. Giurie di esperti indipendenti hanno valutato un totale di 187 domande, presentate da organizzazioni e individui provenienti da 36 paesi europei, e hanno selezionato i vincitori. Tra i vincitori anche quattro progetti italiani: nella categoria Conservazione, le Terme di Diocleziano e Certosa di Santa Maria degli Angeli: il Chiostro “Ludovisi” e la piscina scoperta (Roma); nella categoria ricerca, I granai della memoria (Bra); nella categoria contributi esemplari, Giulia Maria Crespi (Milano); e nella categoria istruzione, formazione e sensibilizzazione, il progetto Apprendisti Ciceroni (Milano). I cittadini di tutto il mondo possono ora votare on-line per il Premio della giuria popolare e mobilitare il sostegno del proprio paese o di un altro paese europeo per il progetto/i premiato/i. 

I progetti scelti dalle giurie sono esempi eccellenti di creatività, innovazione, sviluppo sostenibile e partecipazione sociale nel settore del patrimonio culturale in Europa.

Tra le iniziative premiate nel 2016 vi sono: la ristrutturazione di un sentiero sospeso sulle sponde scoscese di una gola, che ha aperto una zona di fenomenale bellezza naturale al pubblico attirando così una nuova ondata di turismo nella regione (Spagna); lo sviluppo di uno stile industriale di digitalizzazione che ha portato alla digitalizzazione di quasi 9 milioni di esemplari zoologici, botanici e geologici, europei e non solo, di enorme valore per i ricercatori di tutto il mondo (Paesi Bassi); la dedizione dei dipendenti di un museo nazionale che hanno lavorato instancabilmente e senza remunerazione per tre anni, al fine di mantenere il museo aperto nonostante la difficile situazione politica (Bosnia ed Erzegovina); infine un progetto di sensibilizzazione che incoraggia i cittadini ad 'adottare' monumenti di importanza culturale e storica per la loro comunità, di riportarli all’antico splendore e di aprirli al pubblico (Finlandia). Per la prima volta quest’anno, un premio è stato assegnato ad un progetto islandese: la riabilitazione e la trasformazione dell'ospedale francese di Faskrudsfjordur in un museo. 

“Mi congratulo con i vincitori e i loro staff per questi progetti straordinari. Grazie al loro talento e dedizione, molti tesori culturali europei sono stati preservati e rivitalizzati per le generazioni presenti e future. I loro progetti hanno contribuito ad una maggiore sensibilizzazione al patrimonio culturale come risorsa strategica per la società e l’economia europea. Il patrimonio culturale unisce i popoli e crea ponti tra il passato, il presente e il futuro. Allo stesso tempo, genera crescita economica, promuove uno sviluppo sostenibile e incoraggia la partecipazione e l’inclusione sociale, oggi importante più che mai. Queste le ragioni per cui sosteniamo e continueremo a sostenere il Premio e altri progetti sul Patrimonio culturale attraverso il programma Europa Creativa,” ha affermato Tibor Navracsics, Commissario Europeo per l’istruzione, la cultura, la gioventú e lo sport. 

"L’elevato numero dei progetti premiati dimostra che il patrimonio culturale e naturale è importante per l'Europa e i suoi cittadini. È un fattore chiave per lo sviluppo economico sostenibile ed è una forza che unisce le nostre società multiculturali, come è stato ampiamente riconosciuto dalle istituzioni dell'UE ed è chiaramente dimostrato nella recente relazione 'Il patrimonio culturale conta per l'Europa'. Sono lieto che quest'anno la cerimonia di premiazione si terrà nella mia città natale, a Madrid, in un luogo speciale: il Teatro de la Zarzuela," ha aggiunto Plácido Domingo, celebre cantante lirico e Presidente di Europa Nostra. 

I vincitori degli European Heritage Awards 2016 saranno celebrati nel corso di un evento di alto profilo, sotto l’egida del Commissario Navracsics e di Plácido Domingo, la sera del 24 maggio presso lo storico Teatro de la Zarzuela a Madrid. La cerimonia riunirà circa 1.000 persone, tra professionisti del patrimonio, volontari e sostenitori provenienti da tutta Europa, nonché rappresentanti di alto livello delle istituzioni dell'UE, del paese ospitante e degli altri stati membri. Durante la cerimonia saranno annunciati i sette vincitori del Grand Prix, ognuno dei quali riceverà € 10.000, ed il vincitore del Premio della giuria popolare, scelti tra progetti vincitori di quest'anno. 

I vincitori presenteranno inoltre i loro progetti durante la Excellence Fair nella mattinata del 24 maggio, presso la sede del Collegio degli Architetti di Madrid e parteciperanno a vari eventi di networking che si terranno a Madrid durante il European Heritage Congress (22-27 maggio) organizzato da Europa Nostra nell’ambito del suo progetto di networking 'Mainstreaming Heritage', con il sostegno del programma Europa Creativa dell'Unione Europea.

http://ec.europa.eu



Ogm: le semine crollano in Europa, storico calo anche negli Usa e nel mondo 

Crollano del 18 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2015 che per la prima volta fa registrare anche una inversione di tendenza a livello mondiale con 1,8 milioni di ettari coltivati in meno, a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che non rispetta le promesse miracolistiche.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che dall’analisi del rapporto annuale dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA) emerge che la superficie ogm in Europa nel 2015 si è ridotta ad appena  116.870  ettari di mais geneticamente modificato (-18%) coltivati in soli 5 Paesi sui 28 che fanno parte dell’Unione. Peraltro ben il 92 per cento di mais biotech europeo è coltivato in Spagna dove sono stati seminati 107.749 ettari (-21%) mentre le superfici coltivate sono residuali in Portogallo, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Si tratta di una tendenza che conferma la giusta decisione dell’Italia che ha notificato alla Commissione europea nel 2015 la richiesta di vietare la coltivazione di ogm sul loro territorio assieme ad altri 18 Stati (Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Slovenia e Ungheria), mentre la Gran Bretagna ha presentato domanda per Scozia, Galles e Irlanda del nord e il Belgio per la Vallonia. La richiesta di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo trova d’accordo quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono oggi al biotech nei campi.

“Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. L’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati come avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea.

A livello globale nel 2015 sono stati coltivati 179,7 milioni di ettari di colture biotech, con uno storico decremento di 1,8 milioni di ettari rispetto ai 181,5 milioni nel 2014, a causa dei prezzi bassi. Gli Stati Uniti continuano a guidare la produzione biotech con 70,9 milioni di ettari (39% del totale), con un decremento di 2.2 milioni di ettari rispetto al 2014. Il Brasile si conferma al secondo posto con 44,2 milioni di ettari (25% del totale) con un incremento di 2 milioni di ettari rispetto al 2014. Al terzo posto si trova l’Argentina con 24,5 milioni di ettari; poi l’India con 11,6 milioni di ettari ed il Canada con 11 milioni di ettari (circa -5% rispetto al 2014). Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sui vantaggi economici, cresce lo scetticismo degli agricoltori e dei consumatori. Anche perché gli Ogm in commercio riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell’interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili.

www.ilpuntocoldiretti.it



Equalitas. Il mondo del vino italiano verso la sostenibilità

Martina: "C'è un grande lavoro di squadra dietro questo progetto, con soggetti cruciali dell'esperienza vitivinicola italiana. Equalitas interpreta bene il binomio sostenibilità-competitività, come elemento distintivo"

In una affollatissima sala delle conferenze presso il MIPAAF al Vinitaly, martedì 12 aprile, il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina ha lanciato Equalitas e il relativo standard di sostenibilità del vino insieme al Presidente di Equalitas Riccardo Ricci Curbastro.
Equalitas nasce dopo quasi tre anni di lavoro fra Federdoc, Unione Italiana Vini, il gruppo CSQA-Valoritalia, 3A vino e Gambero Rosso; raccoglie le esperienze di una vasta platea di produttori e di programmi di ricerca scientifica sviluppato in questi anni in seno a Unione Italiana vini e al Forum per la Sostenibilità del vino.

Equalitas propone un modello di sostenibilità unico per il settore vitivinicolo italiano, condiviso fra i rappresentanti della filiera; si propone ai mercati internazionali in modo proattivo. Lo standard “Equalitas – Vino sostenibile” sarà volontario e risponde a una serie di parametri ben misurabili: biodiversità, consumi, impronta carbonica, gestione fitosanitaria, ma anche interazione con le comunità locali e quindi impatto sociale delle aziende. La sostenibilità è approcciata secondo i pilastri sociale, ambientale ed economico.

“Abbiamo pensato ai consumatori e alle aziende” spiega Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Equalitas “i primi vogliono vini buoni ma anche certezze quando si parla di sostenibilità; le seconde avevano necessità di uno strumento in grado di raccontare con immediatezza e semplicità il proprio impegno su questo tema fondamentale. Si tratta di una iniziativa privata che ha un grande valore pubblico. L’Italia si pone, con i propri produttori, in modo proattivo, con un approccio omogeneo, coordinato e rappresentativo della produzione vitivinicola italiana”.

L’iniziativa ha ottenuto un decisivo imprimatur da parte del Ministro. “Questo appuntamento” dichiara il Ministro Martina “rappresenta bene il percorso fatto dai nostri produttori in direzione della qualità. C’è un grande lavoro di squadra dietro questo progetto, con soggetti cruciali dell’esperienza vitivinicola italiana uniti sotto la chiave della sostenibilità. Equalitas interpreta bene il binomio sostenibilità-competitività, come elemento distintivo. Ci sono mercati, come ad esempio quello degli Stati Uniti, dove la certificazione della sostenibilità può diventare un fattore determinante per la scelta dei consumatori. L’Italia più di altri paesi deve spingere in questa direzione, come abbiamo dimostrato anche in Expo Milano 2015. C’è una sfida da vincere per avere modelli agricoli e agroalimentari a basso impatto ambientale. Noi siamo più avanti degli altri e questo progetto lo dimostra. Siamo sulla strada giusta.”

L’auspicio adesso è che lo straordinario lavoro di sintesi fatto dalla filiera vitivinicola, che ha portato alla nascita di “Equalitas – Vino sostenibile”, possa essere preso come base dal Ministero delle Politiche Agricole per definire un quadro normativo generale che porti al riconoscimento pubblico di questo standard.

www.uiv.it


Chiude a Verona, dopo quattro giorni, la 50ª edizione del Salone dedicato a vini e distillati 

In crescita buyer e affari, con visitatori sempre più qualificati. È la cifra di Vinitaly 2016 che chiude oggi con 130mila operatori da 140 nazioni e ha visto superare lo storico record di 100mila metri quadrati netti espositivi, prima rassegna al mondo per superficie con più 4.100 espositori da più di 30 Paesi. Quasi 50mila le presenze straniere, con 28mila buyer accreditati dai mercati internazionali in aumento del 23% rispetto al 2015, grazie al potenziamento delle attività di incoming di Vinitaly e del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy (www.vinitaly.it).

Il fuori salone Vinitaly and the City ha registrato 29mila presenze, interpretando la strategia di diversificazione dell’offerta per gli operatori professionali a Vinitaly, da quella rivolta ai wine lover, appassionati e giovani con degustazioni, spettacoli ed eventi culturali nelle piazze del centro storico di Verona.

«L’obiettivo era quello di dare un segnale chiaro alle aziende espositrici e ai visitatori, per fare in modo che la 50ª edizione di Vinitaly fosse quella che proiettava la rassegna nei prossimi cinquant’anni – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. L’aver saputo mantenere la parola data e creare un format che ha soddisfatto in pieno le attese, sia per il wine business in fiera sia per il wine festival in città, con una edizione di Vinitaly and the City dai grandi numeri, è motivo di orgoglio e di impegno per migliorare ulteriormente il prossimo anno».

«Questa edizione è stata l’occasione, inoltre, per celebrare la storia di una manifestazione che da 50 anni promuove nel mondo il vino italiano e la sua cultura – continua Danese –. Per la prima volta, infatti, un Capo dello Stato ha inaugurato ufficialmente Vinitaly. Il Presidente Mattarella ha ricordato la funzione del Vinitaly quale “vettore e simbolo della qualità vitivinicola italiana, apprezzata nel mondo”, nell’ambito di un progetto di “internalizzazione e sostegno dell’export verso nuove aree di consumo”».

Vinitaly 2016 ha ricevuto lunedì la visita anche del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha discusso degli sviluppi delle vendite digitali del vino, insieme a Jack Ma, fondatore di Alibaba, il colosso dell’e-commerce cinese che proprio da Verona ha lanciato il 9 settembre la Giornata del vino in Cina. Con loro anche il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, che nella giornata conclusiva ha organizzato in fiera il Forum dei ministeri europei dei principali paesi a vocazione vinicola.

«Da questa edizione emergono segnali interessanti sia dall’estero che dal mercato interno – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – confermando la capacità del Salone di interpretare le tendenze, mettere a frutto il lavoro di internazionalizzazione e capitalizzare esperienze importanti, come la realizzazione del Padiglione del Vino ad Expo 2015. In particolare, a questo Vinitaly, aumentano in modo significativo, ed in ordine di rilevanza quantitativa delle presenze, i buyer da Stati Uniti (+25%), Germania (+11%), Regno Unito (+18%), Francia (+29%), Canada (+30%), Cina (+130%), Giappone (+ 21%), Paesi del Nord Europa (+8%), Paesi Bassi (+24%) e Russia (+18 per cento). Dati positivi anche dal fronte interno, con gli operatori dal Centro e Sud Italia cresciuti mediamente del 15 per cento».

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti più di 300 appuntamenti tra convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come ogni anno, le esclusive degustazioni, tra cui quella della Vinitaly International Academy che ha ricordato la figura di Giacomo Tachis, uno dei più grandi enologi italiani, recentemente scomparso

In contemporanea a Vinitaly, si sono svolte come ogni anno, Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità (www.solagrifood.com), ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola (www.enolitech.it).

Sono stati 2.357 i giornalisti accrediti da 47 nazioni che hanno seguito la manifestazione.

La 51ª edizione di Vinitaly è in programma dal 9 al 12 aprile 2017.

www.vinitaly.com


L'alimentare rilancia il Sud, l'export torna ai valori 2008

Il Sud ritrova la sua vocazione agroalimentare anche grazie all'export. È quanto emerge dal rapporto sui distretti del Mezzogiorno messo a punto dall'Ufficio Studi di Banca Intesa-San Paolo. Nel 2015 tutte le regioni meridionali hanno infatti riportato risultati positivi sui mercati esteri, contribuendo a una crescita complessiva delle esportazioni dell'area dell'8,3% (542,8 milioni in più rispetto ai livelli di export toccati nel 2014), risultato che ha permesso di raggiungere un valore delle vendite superiore ai 7 miliardi di euro. Il contributo più importante alla performance del Mezzogiorno è stato offerto dalle imprese pugliesi che nel 2015 hanno registrato una crescita delle vendite sui mercati internazionali del 10,5%, raggiungendo un valore di 3,2 miliardi di euro, grazie ai buoni risultati dei distretti dell'Ortofrutta del barese e del Mobile imbottito della Murgia.
La dinamica delle esportazioni dei distretti della Campania è ritornata su un sentiero positivo nel 2015, dopo una lieve battuta d'arresto nel 2014 (+6,9% dopo il -0,6% dell'anno precedente), al traino degli ottimi risultati dei distretti delle Conserve di Nocera, dell'Alimentare napoletano e della Mozzarella di bufala in primis, a cui si sono sommate le performance positive del distretto dell'Alimentare di Avellino e dell'Agricoltura della Piana del Sele. Primo segno positivo invece nella esportazioni abruzzesi, le cui vendite estere delle imprese distrettuali sono cresciute del 4,6% rispetto al 2014, grazie ai risultati positivi riportati dai distretti della Pasta di Fara, dei Vini del Montepulciano d'Abruzzo e del Mobilio abruzzese, performance che hanno più che compensato le perdite dei due distretti della filiera moda. Sul totale d'anno crescono anche le esportazioni della Sicilia (+4,6%) e della Sardegna (+14,5%). L'analisi di lungo periodo della dinamica delle esportazioni dei distretti tradizionali del Mezzogiorno mostra come le vendite estere dell'area siano cresciute ininterrottamente dal 2010, evidenziando un'unica lieve flessione nel corso del 2014 (-0,3% rispetto all'anno precedente), dinamica che ha permesso di recuperare le perdite del 2009 e di raggiungere livelli di massimo storico (1 miliardo di euro in più rispetto al picco del 2008). L'analisi dell'orientamento dei flussi commerciali delle imprese del Mezzogiorno evidenzia come nel 2015 le vendite estere dei distretti del Mezzogiorno siano cresciute sia sui nuovi mercati, sia sui mercati maturi. Complessivamente nel 2015 le esportazioni dei distretti del Mezzogiorno dirette sui mercati maturi sono aumentate del 7,2%, raggiungendo un valore pari a 4,8 miliardi di euro (il 67% delle esportazioni dell'area), grazie alle brillanti performance registrate negli Stati Uniti, in Spagna, in Francia e nel Regno Unito. 

Luciano Pignataro - www.ilmattino.it





EVENTI

Mercoledì 20 aprile
Cremona
– Fiera di Cremona – Padiglione 1 – ore 10,30
Inaugurazione da parte di Roberto Maroni, presidente Regione Lombardia, di BioEnergy Italy - Food Waste Management Conference e Green Chemistry Conference and Exhibition.
Info eventi: http://www.bioenergyitaly.com
Ufficio Stampa: Paolo Bodini, Responsabile Ufficio Comunicazione ed Eventi - Tel: +39 0372 598 206 - Mob: +39 345 258 6239 - paolo.bodini@cremonafiere.it

Mercoledì 20 aprile
Alcamo (TP)
– Auditorium Collegio dei Gesuiti – piazza Ciullo – ore 18.30
Convegno "Coltivare la città: Piano Regolatore delle Città del Vino e Food Urban Planning" organizzato dall'Associazione Nazionale delle Città del Vino con il patrocinio e la collaborazione della Strada del Vino Alcamo doc.
Ufficio Stampa: Max Rella - cell +39/347.8872490 - maxrella@maxrella.com

Mercoledì 20 aprile
Milano
– Librerie Coop Eataly Smeraldo – piazza XXV Aprile 10 – ore 19
Presentazione del volume “Pasta madre, pane nuovo, grani antichi”, ricettario illustrato di Antonella Scialdone edito da Edagricole. Sarà presente l’autrice.
Presentazione pubblica ad ingresso gratuito.
Info
: agricoltura24@newbusinessmedia.net

Venerdì 22 aprile
Ferrara
– Centro Servizi Ortofrutticoli – via Bologna 534 – ore 11.30
Tavola rotonda “La Filiera Ortofrutticola nel mercato globale”, il sistema ortofrutticolo e le istituzioni a confronto per un modello di sviluppo sostenibile e competitivo nel panorama internazionale.
E’ richiesto l’accredito entro mercoledì 20 aprile.
Info
: Serenella Toso, Area Comunicazione CSO - Tel +39 0532.904511 - Mob +39.338.2983495 - serenella.toso@csoservizi.com - www.csoservizi.com


Privacy & Cookie Policy