ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 419
/ 11.04.2016

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Mille giovani del servizio civile nazionale per l'agricoltura sociale 

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato siglato dal Ministro Maurizio Martina e dal Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba l'accordo per il progetto cofinanziato di impegno di mille giovani del servizio civile nazionale in esperienze di agricoltura sociale in tutta Italia. L'intesa quadro tra Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali prevede che i mille giovani possano lavorare in progetti di agricoltura sociale con attività come: 
- Inserimento lavorativo di persone con difficoltà temporanee o permanenti (handicap psico‐fisico, problemi psichiatrici, dipendenze da alcool o droghe, detenzione, ecc.) in aziende agricole o cooperative sociali agricole;
- Formazione, soprattutto con forme come la borsa lavoro e il tirocinio, per soggetti a bassa contrattualità, finalizzate anche all'inserimento lavorativo;
- Offerta di attività di co‐terapia, in collaborazione con i servizi socio‐sanitari, per persone con difficoltà temporanee o permanenti (handicap psico‐fisico, problemi psichiatrici, anziani);
- Offerta di servizi alla popolazione: bambini (agri‐nidi, attività ricreative, campi scuola, centri estivi), anziani (attività per i tempo libero, orto sociale, fornitura di pasti, assistenza).
"L'Italia - ha affermato il Ministro Martina - è ancora una volta all'avanguardia sul fronte dell'inclusione sociale e della formazione sul lavoro. Avremo mille giovani del servizio civile nazionale che potranno dare il loro contributo nei progetti di agricoltura sociale. Significa contare su volontà e passione dei ragazzi che potranno entrare in contatto con esperienze del terzo settore. Diamo così un'attuazione immediata all'importante legge sull'agricoltura sociale approvata in Parlamento, sostenendo concretamente anche percorsi di formazione in questo mondo. Guardare alla terra significa guardare al futuro, compreso quello professionale". 
"Abbiamo inserito un altro tassello importante in ambiti fondamentali per la crescita dei nostri giovani. - queste le parole del Sottosegretario Bobba commentando l'accordo siglato - La cultura dell'ambiente, dell'alimentazione ed anche dell'agricoltura sono infatti tematiche attualissime e rappresentano uno sbocco economico e occupazionale per il nostro Paese, che potranno arricchire ancora di più il percorso dei ragazzi del servizio civile. Se poi si pensa - continua l'On. Bobba - che è di questi giorni l'approvazione da parte del Senato della legge delega di riforma del Terzo Settore, in cui il Servizio Civile Nazionale diventa Universale, ovvero accessibile a tutti, questo accordo ha un ruolo chiave. Infatti, la firma del protocollo consentirà a ulteriori 1000 giovani di poter svolgere il Servizio Civile Nazionale - conclude il Sottosegretario -  rendendo sempre più concreto l'impegno del Governo ad offrire tale opportunità ad un numero sempre crescente di giovani".
www.politicheagricole.it



Istat: con ritorno potere acquisto riparte spesa

L’aumento del potere d’acquisto delle famiglie italiane spinge la spesa alimentare, che torna a crescere dopo sette anni con una significativa inversione di tendenza. A sottolinearlo è la Coldiretti, in occasione della diffusione dei nuovi dati Istat sul reddito degli italiani, dai quali emerge un incremento del potere d’acquisto dello 0,8 per cento nel 2015 rispetto all’anno precedente. Un fenomeno che si ripercuote sul carrello della spesa, visto che dopo sette anni – rileva la Coldiretti – sono tornate a crescere le vendite di prodotti alimentari (+0,4 per cento), con una significativa inversione di tendenza. La spesa alimentare - sottolinea la Coldiretti – è, infatti, la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi ed è quindi un importante indicatore dello stato dell’economia. A crescere maggiormente - precisa la Coldiretti - sono gli acquisti di bevande, dall’acqua (+9%) alla birra (+6%) ma anche prodotti come gli oli di oliva, il pesce (+4,8%) e gli ortaggi e frutta freschi (+2,5% e +4,7%) che sono alla base della dieta mediterranea. Il cambiamento - conclude la Coldiretti - deve ora trasferirsi alle imprese agricole con una adeguata remunerazione dei prodotti che in molti casi si trovano tuttora al di sotto dei costi di produzione.
www.coldiretti.it


L'appello del Papa: "Agricoltori ricevano il giusto compenso" 

“Siamo grati al Santo Padre per il suo appello affinché gli agricoltori ricevano il giusto compenso per il loro prezioso lavoro. Un appello che cade in un momento di crisi senza precedenti, con il crollo dei prezzi nelle campagne che sta portando alla chiusura di molte imprese”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare il videomessaggio di papa Francesco sulle intenzioni di aprile dell'Apostolato di preghiera, nel quale il Pontefice chiede che “i piccoli agricoltori ricevano il giusto compenso per il loro prezioso lavoro”.

Il Santo Padre ricorda che “La terra è un dono di Dio e non è giusto utilizzarla per favorire solo pochi, privando la maggior parte dei loro diritti e benefici” mentre nel videomessaggio scorrono le immagini delle Borse mondiali a ricordare che le speculazioni sulle quotazioni e le manovre delle multinazionali mettono a rischio la sopravvivenza di tante aziende.

I compensi riconosciuti agli agricoltori – ricorda Moncalvo - sono crollati dal -43% per cento dei pomodori al -27 % per il grano duro, ma in grande difficoltà sono anche gli allevamenti che con il venir meno degli accordi sul latte sono in balia delle inique offerte dell’industria. Serve ora - conclude Moncalvo - un impegno straordinario per garantire un prezzo equo e onesto agli agricoltori e agli allevatori che in questo momento non riescono neanche a coprire i costi di produzione e di alimentazione degli animali.
www.ilpuntocoldiretti.it



Debutta il Piemonte Barbera doc del "sai cosa bevi"

Cresce e si fa alta l'attenzione sul progetto della Cia di Asti che si propone di ridare ordine al "sistema Barbera" dando il giusto valore alla doc Piemonte, chiamata a diventare un vino quotidiano, fresco, piacevole e fruttato e dal prezzo contenuto invece di una "seconda scelta" rispetto alla docg "Asti", come troppo spesso è accaduto finora.

A testimoniare l'interesse del mondo del vino astigiano, e non solo, verso l'iniziativa della Cia, un affollatissimo salone dell'Enoteca regionale di Nizza Monferrato dove il Piemonte Barbera della "tradizione che si rinnova" o, meglio ancora, del "sai cosa bevi" è stato presentato nella sua versione definitiva. Ad accompagnare il debutto dell'innovativa proposta enologica, un importante "parterre des rois" composto dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, dall'assessore all'Agricoltura Giorgio Ferrero, dal presidente nazionale della Cia Dino Scanavino e dal presidente del Consorzio del Barbera Filippo Mobrici.

Tra gli ospiti e i relatori del pomeriggio nicese anche l'enologo Giuliano Noè, ideatore e curatore tecnico dell'iniziativa, Lorenzo Giordano, presidente della Cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra che ha realizzato il prototipo del vino. E poi l'onorevole Massimo Fiorio, i consiglieri regionali Angela Motta e Walter Ottria, il direttore dell'associazione Vignaioli piemontesi Gianluigi Biestro, il sindaco di Nizza Monferrato Flavio Pesce e il presidente dell'Enoteca di Nizza Mauro Damerio. Folta anche la rappresentanza della Cia piemontese, con il presidente Lodovico Actis Perinetto, il vicepresidente Gabriele Carenini e il direttore della Cia di Torino Francesco Amatuzzo.

"Con questa iniziativa -ha affermato Alessandro Durando, presidente della Cia di Asti- la nostra organizzazione si è impegnata per fare chiarezza nel complesso mondo della Barbera dando forza e solidità al rapporto tra territorio e produzione vinicola. Da un'attenta programmazione in vigneto che indichi chiaramente quali sono gli impianti destinati alla produzione della doc Piemonte, si arriva alla vinificazione di un prodotto di pronta beva e di uso quotidiano che propone al consumatore un vino di precisa identità ("sai cosa bevi") a un prezzo assai contenuto. D'altro canto, utilizzando quanto prevede il disciplinare della doc, questo nuovo vino garantisce al viticoltore una redditività pari, se non in qualche caso superiore, a quella fornita dalla docg Asti. Una proposta, la nostra, aperta a tutti i produttori che ci credono e vogliono contribuire a rendere più facilmente comprensibile il variegato mondo della Barbera ai consumatori".

Della necessità di concentrare gli sforzi promozionali e di conoscenza sulla Barbera e sulla denominazione Piemonte, hanno parlato Filippo Mobrici, l'assessore Ferrero e l'enologo Giuliano Noè, mentre Lorenzo Giordano ha spiegato come la cantina di cui è presidente abbia deciso di garantire ai propri conferenti identica redditività per "Piemonte" e "Asti" a patto che si proceda a un'adeguata programmazione dei vigneti, si evitino improprie scelte vendemmiali e riclassificazioni in corso d'opera.

Pieno sostegno della regione Piemonte al progetto della Cia ha espresso il presidente Sergio Chiamparino che nel suo apprezzato intervento, ha sottolineato come, anche nella veste di presidente delle regioni vitivinicole europee, sia necessario "dare maggior visibilità al Piemonte e ai suoi vini sia in Italia, sia soprattutto all'estero, non soltanto con le tipologie di maggior nobiltà ma anche con quelle, come il ‘nuovo' Piemonte Barbera, in grado di intercettare fasce di consumatori giovani che prediligono prodotti di buona qualità ma di non eccessiva importanza". Chiamparino ha poi lanciato un'ipotesi, ancora allo stato di pura intenzione e bisognosa di contributi di idee e di fantasia da parte dell'intero comparto, dell'organizzazione di un evento che, senza far nascere inutili emulazioni con altri ormai storici "saloni", sia però capace di porre all'attenzione dei consumatori e degli operatori internazionali del settore le grandi qualità del vino piemontese.

Le conclusioni sono toccate al presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, che, sottolineando come il comparto vinicolo sia chiamato in questi anni a utilizzare al meglio le importanti risorse economiche messe a disposizione dal Psr e dall'OCM Vino ("adesso non possiamo più sbagliare") ha richiamato l'esigenza di immettere sul mercato prodotti di sempre maggior qualità, grazie a un'auspicabile maggior severità nei giudizi di idoneità delle Commissioni di degustazione. "Un rigore produttivo che -ha evidenziato Scanavino- il Piemonte Barbera della tradizione che si rinnova, sembra rispettare a pieno".

Dopo la presentazione di Nizza Monferrato, il Piemonte Barbera doc del "sai cosa bevi" sarà al centro di una conferenza stampa organizzata lunedì 11 aprile (ore 15) nello stand della Cia nazionale (Padiglione 10 - D2) al Vinitaly di Verona e successivamente, il 20 maggio, sarà proposto  in degustazione nei Giardini di Palazzo Alfieri ad Asti. In questi giorni si sta anche approntando un calendario di degustazioni nei principali centri di Piemonte, Liguria e Lombardia, in collaborazione con l'Onav.

www.cia.it



Tutti i record di Vinitaly, 50 anni dopo

Quando l’inviato del «Corriere della Sera» arrivò a Verona per raccontare il primo Vinitaly, trovò solo «alcune centinaia di tecnici, esperti e operatori italiani e stranieri». Non l’esercito odierno di 150 mila visitatori. Era il 22 settembre 1967. Il Nordest aveva fame di tutto, case e schei. Il poeta veneto Andrea Zanzotto inveiva contro le «villette benessere che oscurano con la loro caotica disseminazione ogni angolo del paesaggio».

L’inviato a Verona conquistò poche righe in una pagina interna del Corriere. Spiegò che la «vitivinicoltura è un’attività agricola di preminente interesse economico e sociale per l’intero paese». Perché «non vi è provincia che non tragga dall’uva e dal vino un certo reddito». Il Vinitaly (il nome originale era «Giornate del vino italiano», due giorni di convegni al Palazzo della Gran Guardia) stava già diventando lo specchio (bianco, rosso e rosato) dell’Italia.

Un’Italia, quella del 1967, dalle botti piene: 65 milioni di ettolitri prodotti (contro i 47 dell’anno scorso) e un consumo da ebbrezza, «una media per abitante di 106 litri», mentre ora siamo a quota 33 litri. C’erano già grandi etichette italiane: il Brunello di Montalcino di Biondi Santi, il Barolo di Giacomo Conterno, stava per nascere il Tignanello dei Marchesi Antinori. All’inizio, le «Giornate» veronesi si limitavano a qualche ora di convegni più o meno tecnici. Due anni dopo arrivarono le bottiglie.

C’è un gruppetto di 42 «senatori» che dall’inizio ad oggi non ha saltato un’edizione: dai veneti Allegrini, Bertani, Bolla, Guerrieri Rizzardi, Sartori e Tedeschi ai piemontesi Braida e Marchesi di Barolo, fino ai toscani Cecchi e Marchesi de’ Frescobaldi.

Mario Soldati, dopo aver scritto il miglior eno-libro d’Italia («Vino al vino») arrivò a Verona nella veste di battitore d’asta di «vini pregiati»: era il 1971. Ci sono stati anni mesti, come il 1986, sotto la croce dello scandalo del metanolo. «Facevo il militare in Friuli Venezia Giulia – ricorda Andrea Cecchi, uno dei «senatori» – dalla mensa della caserma sparì il vino, da casa mi avvisarono di tornare, gli ordini dall’estero venivano annullati. Fu un Vinitaly triste, dopo tutti quei morti».

Una batosta, ma anche uno spartiacque. Da lì iniziò il Rinascimento del vino italiano. Assieme alla qualità è cresciuto l’export. Di pari passo il Vinitaly, con il direttore di VeronaFiere Giovanni Mantovani, è diventato un gigante da centomila metri quadrati per 4.100 espositori da un centinaio di nazioni. E, anno dopo anno, il carattere festoso da fiera ha lasciato sempre più il posto all’allestimento di diventare una vetrina internazionale per il vino italiano. Una spinta l’ha data OperaWine, l’evento che apre il Vinitaly con una selezione 101 cantine in collaborazione con gli americani di Wine Spectator. Un’altra la daranno il Premio 5 Star Wine (condotto da Ian D’Agata e Stevie Kim), che prende il posto, dopo 22 anni, del Concorso enologico, con una giuria di esperti da tutto il mondo, divisi per aree geografiche di provenienza dei vini, e il Premio Wine Without Walls dedicato ai vini naturali e guidato da Alice Feiring.

Nel 1967 si esportava il 4% del vino italiano, adesso l’incasso delle vendite nel mondo è da record: 5,4 miliardi. Il Vinitaly è stato il filo conduttore di questo successo. Non sono state esportate solo montagne di bottiglie, ma un’idea di bellezza italiana, di luce, di voglia di stare assieme. Hanno trovato spazio i piccoli vignaioli, dimostrando che bere «è un atto agricolo», che si può evitare il gusto semplificato della produzione di massa e scegliere i multiformi autoctoni di cui il Belpaese è ricco. L’Italia del vino ha capito che «difendere le piccole proprietà agricole equivale a difendere la Costituzione», come proclama l’ambientalista americano Wendell Berry.

Nel suo viaggio a Verona l’inviato del Corriere indicò le priorità. Sono le stesse di oggi: «Migliorare gli impianti e le strutture viticole, affinare le tecnologie enologiche, stroncando le frodi, ma soprattutto modernizzare i sistemi di commercializzazione adattandoli ai tempi nuovi». Tanto meglio se si riuscirà a farlo salvando la terra, le vigne e la memoria. Perché, come scriveva Zanzotto nel 1967, l’antidoto al paesaggio delle villette è la sopravvivenza delle «semplici dimore rustiche in cui gioirono e soffrirono gli avi».
www.divini.corriere.it


Non solo latte: mobilitazione anche per vino, olive, arance, pomodori e cereali

La battaglia per il giusto prezzo di Coldiretti, non si restringe al solo settore lattiero caseario.

In Italia, problemi analoghi hanno i produttori di olive con l'olio, quelli di arance con i succhi e anche i produttori di pomodori con le conserve. In pratica, non solo non guadagnano, ma rischiano di perdere il lavoro, di abbandonare i campi.

Per il vino, e nello specifico la Barbera, Coldiretti Asti ha ideato un algoritmo per individuare il valore minimo. “Sì – sottolinea il presidente, Roberto Cabiale – lo abbiamo fatto quando abbiamo trovato in un supermercato una bottiglia di Barbera d'Asti Docg ad un prezzo impossibile. C'è un limite oltre il quale non conviene produrre e oltrepassarlo significa non poter più coltivare la vigna. E dismettere la vigna vuol dire sfregiare le colline del territorio Unesco. Ora, con l'Algoritmo siamo in grado di capire tutte le distorsioni del mercato e di individuare chi fa il furbo lungo la filiera e guadagna sottraendo valore a chi lavora. Il caso non è dissimile da quello del latte. Si tratta di dare il giusto valore ai prodotti e in proporzione all'attività dell'agricoltore”.

Anche per i cereali è crisi profonda e la filiera non riesce ancora a dare il giusto valore al prodotto primario. Eppure se si considerano i tanti prodotti tipici trasformati, ad esempio dell'Astigiano, o del territorio delle Colline Unesco di Langhe-Roero e Monferrato, non è spiegabile come un cerealicoltore non riesca a sbarcare il lunario. Pane, grissini, torte e dolci di ogni genere fanno quasi sempre riferimento a questi territori, facendo la fortuna delle industrie da forno e dei commercianti, ma l'unico a non guadagnare è sempre l'agricoltore.

“In questo caso – sottolinea Cabiale – non serve l'Algoritmo per individuare il giusto valore, basterebbe una semplice equazione: rapportare il valore dei prodotti trasformati con quanto vale il nostro grano. E' palese che non sono ancora ben definite alcune incognite. La prima variabile ancora impazzita è l'indicazione, in etichetta, della reale provenienza dei prodotti impiegati”.

Che la battaglia di Coldiretti sia postmoderna, quindi, lo si vede dal superamento di tutte le teorie sul plusvalore. L'imprenditore agricolo non guadagna, ma c'è chi ci guadagna più di una, di due o anche di tre volte, e senza pagare chi effettivamente lavora.

www.atnews.it/




CONFERENZE STAMPA

Lunedì 11 aprile
Verona
– Vinitaly – Sala Degustazione D12/13 - Palazzo Regione Lombardia (secondo piano) - ore 13.30
Presentazione del “Festival dell’Estate”. Interverranno Gianni Fava, Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia e Lucia Barzanò, Presidente Strada del Franciacorta.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa: Agorà di Marina Tagliaferri - tel: +39 0481.62385 - agora@studio-agora.it - Beatrice Archetti – mob. 377 5370804 – b.archetti@franciacorta.net

Giovedì 14 aprile
Perugia
- Sala Fiume, Palazzo Donini – ore 10
Presentazione di "Pic&Nic a Trevi. Arte, musica e merende tra gli ulivi". Un evento che parla di Trevi, di Umbria, di bellezza, di buon vivere, di buon mangiare, di vivere lento, di saper fare!
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa
: Add Comunicazione ed Eventi, Michela Federici - press@addcomunicazione.it - Tel. 328 0079662 / 347 6882596

Giovedì 14 aprile
Asti
– Camera di Commercio di Asti – piazza Medici 8 – ore 11
La Strada del Vino Monferrato Astigiano in collaborazione con Welcome Piemonte, Società Cooperativa e Agenzia Viaggi presenta l'edizione 2016 del Circuito "Ritorno alla Fiera - Monferrato Astigiano".
Info:
Welcome Piemonte 339 5315104 - info@welcomepiemonte.it - www.welcomepiemonte.it
Ufficio Stampa: press.fierenelmonferrato@gmail.com

Venerdì 15 aprile
Milano
– Aula Magna, Museo di Storia Naturale – corso Venezia 55 – ore 10
Il Comitato Scientifico per Expo 2015 del Comune di Milano presenterà e distribuirà ai partecipanti la pubblicazione “Dopo Expo: eredità e prospettive. Da Milano all’Italia il contributo del mondo scientifico, delle istituzioni e della società civile”. Il racconto corale raccoglie le testimonianze dei tanti che hanno condiviso con il Comitato Scientifico per Expo 2015 iniziative scientifiche e culturali, contribuendo ai temi dell’Esposizione Universale.
Per accedere è necessario registrarsi entro il 14 aprile alle ore 14 contattando: comitatoscientifico.expo@comune.milano.it
Info: Uffici del Comitato Scientifico Expo 2015 Comune di Milano, Gabinetto del Sindaco, Relazioni Istituzionali con la Città ed Expo - tel. 02 884 53171 / 53166 / 56207

EVENTI

Lunedì 11 aprile
Verona
– Vinitaly - Area Talk Show dello stand del MIPAAF – ore 10
La Filiera del Vino italiana si presenta in maniera congiunta a Vinitaly 2016 per discutere di politiche e strategie utili. Al termine dei lavori, il Ministro Maurizio Martina, il Presidente On. Luca Sani, il relatore On. Massimo Fiorio e i componenti della Commissione agricoltura della Camera presenteranno il Testo Unico della vite e del vino.
Info e accrediti: Confagricoltura Area Cominicazione, Tel.:  +39 066852.410 - E-mail: immagine@confagricoltura.it - www.confagricoltura.it

Martedì 12 aprile
Verona
– Vinitaly – stand D1, Padiglione 1, Consorzio del Lambrusco – dalle 11 alle 15
Degustazioni dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, non la solita degustazione sensoriale, ma di un esperimento sensoriale a tutto tondo, reso possibile grazie alla collaborazione dell'Associazione Koiné – teatro sostenibile attraverso una "degustazione teatrale" che immergerà i partecipanti “in un racconto di storia e sapori ".
Sarà possibile partecipare solo su prenotazione. Per prenotazioni Segreteria Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP tel. 059208621
Ufficio Stampa Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP: Marte Comunicazione di Marzia Morganti Tempestini & C. - Tel 3356130800 - Email marzia.morganti@gmail.com - www.consorziobalsamico.it

Martedì 12 aprile
Verona
– Vinitaly - Sala polivalente del Padiglione Lombardia – ore 14.30
Sata Studio Agronomico parteciperà al seminario "Innovazione e ricerca nella viticoltura biologica Lombarda", organizzato da Regione Lombardia. Sarà occasione per presentare i risultati delle indagini 2015 del Progetto Nazionale per la biodiversità  in viticoltura, chiamato BIOPASS.
Info: Marco Tonni - Sata Studio Agronomico - marco.tonni@agronomisata.it

Mercoledì 13 aprile
Parma
– Fiere di Parma – Palacassa – viale delle Esposizioni 393 A - ore 9
Presentazione del campionato mondiale della pizza. Giunto alla sua 25^ edizione è la kermesse più importante al mondo dedicata al tipico piatto italiano: più di 600 pizzaioli provenienti da ogni angolo del globo si sfideranno a suon di pizza... napoletana, senza glutine o acrobatica.
Ufficio Stampa: Francesca Fornaciari 3457209722 - fornaciari@binariocomunicazione.it- Benedetta benecchi@binariocomunicazione.it 3402386337

Venerdì 15 aprile
Palermo
- Sala Congressi - Confindustria Sicilia, via Alessandro Volta 44 – ore 9.30
Convegno "Il Ghiaccio, un alimento spesso sottovalutato. Il primo manuale approvato dal Ministero della Salute e le linee guida operative”. Un appuntamento voluto da INGA Istituto Nazionale del Ghiaccio Alimentare il cui scopo statutario è diffondere buone prassi per la produzione del ghiaccio alimentare.
Ufficio Stampa INGA: Emanuela Capitanio - +39 347 4319334 - pressdscitalia@gmail.com
Provider e segreteria Organizzativa: Biba Congressi – tel. 091-527416

Venerdì 15 aprile
Albenga (SV)
– Piazza Trincheri – ore 16.30
Nell’ambito della manifestazione “Fior d’Albenga”. Presentazione della guida “I Ristoranti della Tavolozza” con lo Chef Cinzia Chiappori dell’Osteria del Tempo Stretto, Il Presidente dell’Associazione Claudio Porchia  e con interventi musicali di Marisa Fagnani. Introduce Gino Rapa dei Fieui dei Carugi. Al termine degustazione dell’Ormeasco Superiore dell’azienda Cascina Nirasca di Pieve di Teco a cura del sommelier Massimiliano.
Ingresso libero.
Info:
christian.flammia@libero.it

Sabato 16 aprile
Montesanto di Voghiera (FE)
– Azienda Vinicola Al Fienile – via Risorgimento - ore 11.30
Vernice della mostra di Maria Teresa Gobber. Buffet con prodotti del territorio e degustazione vini Pettyrosso servito da allievi dello Ial ER di Ferrara con lo chef Michele Francia.
Info evento e accrediti: Ufficio Stampa Salotto Europeo, Franco Mioni, stampa@salottoeuropeo.it - Alessandro Rocchetti, Pettyrosso Soc. Agr. Srl, Cell.: 00393485253448
Info mostra: info@gattabianca.it - 333 3748929



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