ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 418
/ 04.04.2016

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Biologico: approvato il piano strategico nazionale in conferenza Stato Regioni

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il Piano Strategico nazionale del biologico. Il Piano, risultato del lavoro portato avanti dal Mipaaf insieme a tutta la filiera, prevede una serie di obiettivi mirati per la crescita del settore, sia in termini di mercato che di superficie dedicata all'agricoltura biologica, da raggiungere entro il 2020 attraverso un set di azioni specifiche. 
"L'approvazione del Piano rappresenta un passaggio importante per un settore sempre più strategico per tutto il Paese, come ci dimostrano anche i consumi interni che nell'ultimo anno sono aumentati in modo esponenziale segnando + 20%. In questo momento di forte crescita è fondamentale quindi mettere in campo - ha commentato il Ministro Maurizio Martina - una strategia d'insieme e a lungo termine, in grado di dare un indirizzo preciso allo sviluppo del biologico così da coordinare al meglio le politiche di sostegno e dare allo stesso tempo risposte concrete alle esigenze degli operatori". 
"Partendo dalla particolare fase di sviluppo dell'agricoltura biologica in Italia e in stretto raccordo con il tavolo di filiera del biologico, abbiamo definito - ha dichiarato il Viceministro alle politiche agricole con delega al biologico, Andrea Olivero -  le linee guida strategiche per favorire ed indirizzare uno sviluppo armonico del settore in Italia. Il lavoro, che ha tratto linfa dal confronto e dalla partecipazione che abbiamo avuto in Expo 2015, ha aperto un dibattito specifico sul tema, con l'obiettivo di mettere a sistema le scelte politiche per il comparto, un approccio che può essere sintetizzato in quattro principi: coordinamento delle iniziative di sviluppo, tutela del consumatore, semplificazione e ricerca. Con questo lavoro corale davvero l'agricoltura biologica cambia passo". 
www.politicheagricole.it




Russia: azzerato export ortofrutta, formaggi e salumi

La nuova guerra “fredda” economica con la Russia ha azzerato completamente le esportazioni di ortofrutta, formaggi, carni e salumi Made in Italy ma ha anche provocato una devastante turbativa sui mercati agricoli europei che ha messo in crisi milioni di aziende. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’indagine della Cgia di Mestre nel ricordare che l’agroalimentare è l’unico settore ad essere colpito direttamente dall’embargo totale sancito dalla Russia con una lista di prodotti per i quali è del tutto vietato l’ingresso, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e successive proroghe. In termini di valore i prodotti agroalimentari Made in Italy più dipendenti dalla Russia e quindi più colpiti dall’embargo in termini di taglio in valore delle esportazioni sono stati - precisa la Coldiretti - nell’ordine la frutta, le carni e frattaglie, i formaggi e latticini.  Dall’inizio dell’embargo ad oggi si stimano perdite dirette dovute all’embargo totale sui prodotti agroalimentari Made in Italy per 400 milioni di euro. La guerra commerciale ha però provocato - continua la Coldiretti – anche effetti indiretti dovuti alla mancanza di sbocchi di mercato che ha fatto crollare le quotazioni di molti prodotti agricoli europei nel lattiero caseario, nella carne e nell’ortofrutta al di sotto dei costi di produzione costringendo le aziende alla chiusura. Per il Made in Italy si sta verificando anche - conclude la Coldiretti - un pesante danno di immagine a causa della diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con l’Italia ma che sono realizzati all’interno dei confini russi o in Paesi che si stanno avvantaggiando della situazione.
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Sparito il 15% delle campagne, agricoltori in piazza 

L’Italia ha perso il 15 per cento delle campagne per effetto dell’abbandono e della cementificazione provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha causato la scomparsa di 2,6 milioni di ettari di terra coltivata negli ultimi 20 anni, pari ad almeno 400 campi da calcio al giorno. E’ quanto denuncia la Coldiretti in occasione del blitz di agricoltori e allevatori in città nel giorno tradizionalmente dedicato alle scampagnate (28 marzo, Pasquetta ndr) per denunciare gli effetti delle profonda crisi che ha colpito settori importanti dell’agricoltura, con l’abbandono delle campagne e la chiusura delle stalle italiane.
Gli agricoltori della Coldiretti hanno scelto di occupare piazza Palazzo di Città nel pieno centro di Torino, la prima capitale d’Italia, per riaffermare il contributo dell’agricoltura al Paese proprio nel giorno in cui tradizionalmente milioni di cittadini apprezzano le bellezze delle campagne e gustano i prodotti della terra e dell’allevamento nei tradizionali picnic fuori porta. Una tradizione che rischia di sparire insieme a centinaia di migliaia di aziende agricole e allevamenti italiani sotto l’attacco delle politiche comunitarie e delle distorsioni di mercato.
“Senza campagna muoiono anche le città”, “agricoltura vuol dire cibo, ambiente e salute”, “Un prezzo etico e giusto per il latte”, Salviamo la fattoria Italia dalle speculazioni” sono alcuni degli slogan della mobilitazione con la distribuzione gratuita ai cittadini di formaggi e yogurt, rigorosamente Made in Italy, ma anche l’offerta di consigli per fare scelte di acquisto consapevoli, a tutela della salute, dell’occupazione dell’economia e del territorio. Nella piazza è allestito il mercato degli agricoltori di campagna amica che hanno lasciato le proprie aziende per portare i prodotti della terra direttamente ai consumatori.
Il frutteto italiano  che si è ridotto di un terzo (-33 per cento) negli ultimi quindici anni con la scomparsa di oltre 140mila ettari di piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti, che rischiano di far perdere all’Italia il primato europeo nella produzione di una delle componenti base della dieta mediterranea. La situazione non è migliore per le fattorie da dove sono scomparsi 2 milioni di animali tra mucche, maiali e pecore negli ultimi dieci anni con il pericolo di estinzione per le razze storiche e lo spopolamento delle aree interne e montane, ma a rischio c’è anche il primato dell’enogastronomia Made in Italy con la dipendenza dall’estero che per carne, salumi, latte formaggi che è vicina al 40%.

Minacciate di estinzione ben 130 razze allevate tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale della precedente programmazione. Ma in pericolo sono anche pezzi pregiati dell’enogastronomia nazionale che può contare sul primato mondiale con 49 formaggi a denominazione di origine protetta (Dop) riconosciuti dall’Unione Europea addirittura davanti alla Francia che ne possiede solo 45.
Sotto accusa la normativa comunitaria che consente di spacciare come Made in Italy prodotti importati dall’estero per la mancanza di norme chiare e trasparenti sull’etichettatura di origine. La mancanza di trasparenza in etichetta sulla reale origine colpisce salumi e formaggi ma anche il latte a lunga conservazione. Il risultato è che vengono spacciati come italiani prodotti di origine straniera con gli inganni del finto Made in Italy che riguarda due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle.

Una concorrenza sleale che fa abbassare i prezzi riconosciuti ad agricoltori e allevatori italiani al di sotto dei costi di produzione e provoca la chiusura di aziende e stalle. Occorre cogliere l’opportunità per cambiare le norme comunitarie nel senso della trasparenza con un’azione sinergica tra Italia e Francia, alla quale è stata già concessa l’autorizzazione dalla Commissione europea per l’etichettatura di origine per i derivati del latte e della carne. Non è un caso che secondo la consultazione pubblica on line del Ministero che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015 l’89 per cento dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari e l’87% per le carni trasformate.
www.ilpuntocoldiretti.it




Olio, via libera al Piano olivicolo nazionale 

Con l’approvazione dei piano olivicolo nazionale si apre un percorso di crescita del vero Made in Italy nel mondo dove i consumi di extravergine sono praticamente raddoppiati in una sola generazione con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per l’approvazione del Piano olivicolo Nazionale, annunciata dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina in occasione della mobilitazione della Coldiretti a Bari, e nel ringraziare, per il suo impegno, l’assessore all'Agricoltura della Puglia Leonardo Di Gioia, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni.

Facendo leva sul piano Olivicolo, che aiuta ad incrementare la produzione nazionale, sarà possibile - sottolinea Moncalvo - soddisfare la crescente fame d’Italia nei mercati internazionali e difendere i consumatori italiani e stranieri dal rischio degli inganni del falso Made in Italy.

Il piano olivicolo nazionale  destina risorse interessanti al settore per incrementare la produzione nazionale, sostenere attività di ricerca, stimolare il recupero varietale e la distintività a sostegno della competitività del settore. Nel dettaglio, si punta all'incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva,  senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare sulla risorsa  idrica, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il  rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di  conciliare la sostenibilità ambientale con  quella economica.

Altro obiettivo è la promozione dell’attività di ricerca per accrescere e migliorare l'efficienza dell'olivicoltura italiana, mentre verranno realizzate iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di  qualità superiore certificate dell'olio extravergine  di oliva italiano, anche attraverso l'attivazione  di interventi per la promozione del prodotto  sul mercato interno e su quelli internazionali.

Previsti anche il recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti  olivicoli integralmente meccanizzabili e l'incentivazione e il sostegno dell'aggregazione e dell'organizzazione economica degli operatori della  filiera olivicola, in conformità alla disciplina  delle trattative contrattuali nel settore dell'olio  di oliva prevista dal regolamento (UE) n. 1308 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.

Un passo importante che va accompagnato dall’attuazione completa delle norme già varate con la legge salva olio “Mongiello”, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata.

L’Italia ha prodotto nell’ultimo anno 300 milioni di chili ottenuti da un patrimonio di circa 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno, con un fatturato di circa 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative. Numeri che fanno dell’Italia - conclude la Coldiretti - il secondo produttore mondiale dopo la Spagna, ma anche il primo paese per numero di oli Dop (Denominazione di origine protetta), ben 43.

www.coldiretti.it


Latte: situazione sempre più delicata, industria garantisca il ritiro del prodotto Made in Italy

La situazione del settore lattiero-caseario diventa di giorno in giorno più complicata e le difficoltà per gli allevatori italiani, anziché diminuire, aumentano col passare del tempo. Lo afferma il presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino.
Partendo dalle proposte da parte di Italatte per la prossima campagna produttiva, che, di fatto, agganciano i prezzi di fornitura ai livelli del mercato comunitario, non si possono non considerare i rischi per le imprese italiane -spiega Scanavino-. In quest'ottica, la mancanza di un riconoscimento oggettivo all'interno del prezzo di base, sia della qualità che caratterizza il nostro latte sia del differenziale derivante dai costi d'importazione, rappresenta un limite che deve necessariamente essere risolto.
Accanto a ciò -continua il presidente nazionale della Cia- quello che ci preoccupa maggiormente sono i rumors che stanno iniziando a circolare circa l'eventualità che la componente di trasformazione all'interno della filiera non sia in grado di garantire il ritiro del latte "Made in Italy". Nel momento in cui l'Italia è costretta a importare latte per far fronte alla domanda interna, non ritirare il latte tricolore, anche soltanto per un giorno, e aumentare ulteriormente l'entrata di prodotto straniero, sarebbe un clamoroso controsenso. Un'eventualità devastante per il nostro sistema lattiero-caseario e per le imprese zootecniche e che, quindi, siamo pronti a contrastare con tutte le nostre forze nelle sedi opportune.
Nella sciagurata ipotesi che il nostro latte dovesse rimanere invenduto –avverte Scanavino- metteremo in campo i mezzi e le risorse di cui disponiamo e siamo pronti a portarlo nelle piazze italiane. Auspichiamo dunque una presa di posizione netta da parte delle Istituzioni affinché quelli che ad oggi sono soltanto dei rumors possano rimanere tali anche in futuro.
www.cia.it



Sull’ambiente la questione è di tutti

Uno degli errori più comuni è quello di considerare un cambiamento come il prodotto di un nuovo pensiero. Per qualcuno, l’idea scorretta è quella da tenere a debita distanza; se poi sei proprio tu a mancare ti diventa quasi inaccettabile.

In molti casi, non si tratta d’idee settarie o di partito ma di una semplice decisione che riguarda un qualsiasi bene comune, un habitat o la sopravvivenza di una specie. Su queste scelte, occorre sempre rifletterci su, aiutare chi ancora non ha deciso o attende un lucido consiglio.

È giusto, quindi, che sulle questioni che riguardano beni come l’acqua o il mare, l’aria o la terra, i cittadini siano sempre informati e molto vigili? I monitoraggi, le segnalazioni, il registro dei dati e delle nostre condotte quotidiane, per una buona società, sono indispensabili, oltre che doverose.

È piacevole scoprire un governatore educato e preparato sulle questioni che riguardino l’etica, il rispetto ambientale e, soprattutto, che ci dia le sicurezze che reclamiamo. Rimuoviamo la faziosità, quindi, l’ego o le solite strategie; l’obiettivo è il benessere di tutti senza alcuna distinzione di sorta.

Qui, occorre comunicare per resistere, acquisendo da studi e ricerche, senza slogan e titoli che indicizzano l’individualismo. Occorre continuare e voltare su un percorso solidale e dignitoso, senza alcun obbligo, con umiltà, provare al prossimo, di essere ancora straordinariamente presenti.
Mimmo Ciccarese - www.tagpress.it/




CONFERENZE STAMPA

Lunedì 11 aprile
Bologna
– Sala Stabat Mater Archiginnasio – piazza Galvani 1 – ore 10
Inaugurazione del 209° Anno Accademico con la relazione di Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. Verranno inoltre consegnati i diplomi ai nuovi accademici e verranno firmati i Protocolli d’intesa.
Ufficio Stampa Accademia Nazionale di Agricoltura - Lorenzo Bonazzi - Tel: 051-268809 - Cell: 329-3684176 - ufficiostampa@accademia-agricoltura.it

EVENTI

Martedì 5 aprile
Milano
– Spazio Eventi – via Paolo Sarpi 60 – ore 18
Presentazione, degustazione e aperitivo dedicato alla linea di Gianni Tessari, la nuova firma di Soave e dei Colli Berici.
Info e accrediti
: ufficio stampa Studio Cru - info@studiocru.it - 3938168013

Venerdì 8 aprile
Milano
- Nctm Studio Legale Associato – via Agnello 12 – ore 9
Workshop “Espresso Italiano verso nuove conquiste, sotto il segno della qualità”. Esperti, professionisti e ricercatori racconteranno l’espresso italiano tra scienza e marketing nell’evento organizzato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano e dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.
Evento aperto a tutti, ma per motivi organizzativi e di sicurezza è necessaria la preregistrazione al link http://goo.gl/forms/z6K5gsSoLn
Ufficio stampa: Carlo Odello - press@espressoitaliano.org - (t) 329 7941822

Sabato 9 aprile
Bologna
– Cappella Farnese, Palazzo Comunale – piazza Maggiore - ore 14.30
Per i 60 anni della Delegazione di Bologna dell’accademia Italiana della Cucina, il convegno “Un gusto ripieno di storia e ripieno di salute”.
Ufficio stampa Accademia Nazionale di Agricoltura
: Lorenzo Bonazzi - Tel: 051-268809 - Cell: 329-3684176 - ufficiostampa@accademia-agricoltura.it

Domenica 10 aprile
Verona
– Veronafiere Vinitaly – Pad 9, Stand B16 - Distillerie Mazzetti d’Altavilla – ore 11
Incontro con le Donne della Grappa, presenti tutte le Distillerie Sostenitrici e un gruppo di Socie Amiche. Grappa protagonista anche con una degustazione alla quale seguirà un piccolo tour delle Distillerie del Trentino.
E’ richiesto l’accredito.
Info e accrediti:
Segreteria Operativa Donne della Grappa Gatti Alessandra - donnedellagrappa@virgilio.it - tel 3349581998

Domenica 10 aprile
Verona
– Vinitaly - Sala Tulipano – Palaexpo – ore 15
10 Donne del vino offriranno le loro bottiglie del 1967 e di oggi. La degustazione sarà guidata da Marco Gatti e Paolo Massobrio.
L’evento è solo a invito. Per i giornalisti il contatto è Monica Beifiori – degustazioni@veronafiere.it
Info: Associazione Nazionale Le Donne del Vino - Tel. e Fax 02 867577 - Cell. 331 9104048 - info@ledonnedelvino.com - www.ledonnedelvino.com
Addetta stampa: Anna Pesenti Buonassisi - cell. 335 6376458 – 334 3997914 – email annapesenti@hotmail.com



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