ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 415
/ 14.03.2016

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Unesco: arte dei pizzaiuoli candidata patrimonio immateriale

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la Commissione nazionale italiana per l'Unesco ha scelto di confermare all'unanimità la candidatura dell'arte dei pizzaiuoli napoletani per la Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco.
"Sono molto contento che la Commissione nazionale Unesco abbia confermato la candidatura di una tradizione così importante per il nostro Paese. Prosegue anche così - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - il nostro lavoro di valorizzazione del Made in Italy dopo Expo Milano 2015. L'arte dei pizzaiuoli rappresenta un simbolo di italianità nel mondo e questa candidatura dimostra ancora una volta l'impegno del governo di proteggere e promuovere, in tutti i contesti mondiali, le tradizioni agroalimentari italiane". Il dossier sarà valutato dall'Unesco nel corso del 2017 e l'esito sarà noto entro dicembre 2017.

www.politicheagricole.it



Mafia: sprecati 25 mld a 20 anni da legge beni confiscati

Tra i 20 ed i 25 miliardi di euro vengono sprecati per il mancato utilizzo dei beni confiscati sulla base delle stime dall’Istituto nazionale degli amministratori giudiziari (Inag). E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base del quarto Rapporto Agromafie nel ventennale dell'approvazione della legge 109/96 per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Dal rapporto elaborato dalla Coldiretti con Eurispes e Osservatorio criminalità in agricoltura su tutto il territorio nazionale si evidenzia che sono 26.200 i terreni nelle mani di soggetti condannati in via definitiva per reati che riguardano tra l’altro l’associazione a delinquere di stampo mafioso e la contraffazione, anche perché il processo di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa si presenta lungo e confuso, spesso non efficace e sono numerosi i casi in cui i controlli hanno rilevato che alcuni beni, anche confiscati definitivamente, sono di fatto ancora nella disponibilità dei soggetti mafiosi.  Si stima - sottolinea la Coldiretti - che circa un immobile su cinque confiscato alla criminalità organizzata sia nell’agroalimentare. Il 53,5% - precisa la Coldiretti - si concentra in Sicilia, mentre la restante parte riguarda soprattutto le altre regioni a forte connotazione mafiosa, quali la Calabria (17,6%), la Puglia (9,5%) e la Campania (8%). Seguono con percentuali più contenute la Sardegna (2,3%), la Lombardia (1,6%), la Basilicata (1,5%) e il Piemonte (1,3%). Le altre regioni si attestano sotto l’1%. La Dia ha avviato un monitoraggio e i report che ne raccolgono i risultati denunciano diverse irregolarità con moltissimi beni che risultano ancora occupati o dai mafiosi stessi o da loro parenti e prestanome. All’origine di ciò, inadempienze, procedure farraginose, lungaggini burocratiche. I criminali che non vengono sgomberati dagli immobili godono persino del vantaggio di non dover pagare le tasse sul bene, poiché sequestrato. Senza dimenticare - conclude Coldiretti - che i beni di fatto non riutilizzati, anche quando non sono più direttamente a disposizione dei soggetti mafiosi, comunicano all’esterno il permanere del loro controllo sul territorio.
www.coldiretti.it



Crisi, serve una moratoria per i debiti degli allevamenti 

Una moratoria sui debiti degli allevamenti da latte e da carne bovina e suina che stanno affrontando una crisi senza precedenti. E’ quanto chiede la Coldiretti al Governo nel sottolineare che occorre dare immediatamente una boccata di ossigeno per non fare chiudere le imprese agricole che da troppo tempo sono costrette a lavorare con prezzi di vendita al di sotto dei costi di produzione.

Servono misure nazionali di rapida attuazione con una moratoria su mutui e prestiti agli allevamenti di 24/36 mesi, nonché un riposizionamento debitorio dal breve al medio lungo termine ed un impegno straordinario sui fondi di garanzia. Una necessità che può accompagnare il position paper che l’Italia presenterà alla Commissione europea che prevede anche l’obbligo di etichettatura di origine per fermare le importazioni dall’estero da spacciare come Made in Italy.

La situazione dei prezzi in campagna sta assumendo toni drammatici per gli allevamenti con le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) che sono scesi al disotto della linea di 1,20 centesimi al chilo che non copre neanche i costi della razione alimentare. Cosi come i bovini da carne che sono pagati su valori che si riscontravano 20 anni fa, per non parlare del prezzo del latte che con il venir meno degli accordi rischia ora di essere in balia delle inique offerte dell’industria.

www.ilpuntocoldiretti.it



Crisi carne suina: il prezzo all'origine sceso del 20% al di sotto dei costi di produzione

I ripetuti ribassi registrati nella CUN (Commissiona Unica Nazionale) di queste ultime settimane hanno portato il prezzo della carne suina ben al di sotto dei costi di produzione, nonostante la consistente diminuzione del patrimonio suinicolo di questi anni. Negli ultimi 5 mesi la flessione media è stata intorno al 20% sia per le scrofe che per i suini da macello. Questa caduta delle quotazioni sta inesorabilmente sottraendo gli ultimi barlumi di vitalità a un comparto già da tempo provato. La denuncia è di Agrinsieme -il coordinamento che raggruppa Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari-. Il lavoro, la professionalità, l'esperienza, gli investimenti e soprattutto la passione di una vita stanno andando in fumo.

Il sistema allevatoriale -sottolinea Agrinsieme- è al collasso: soffre la mancanza di un programma strategico di rilancio della filiera e una forte competitività internazionale aggravata dall'embargo e dalle barriere doganali imposte da molti Paesi. Il protrarsi dell'embargo russo, per esempio, ha effettivamente stravolto il sistema allevatoriale suinicolo, non solo nazionale. Anche le misure di stoccaggio privato delle carni varate dalla Ue per sostenere il settore sono risultate inefficaci a fronte di una crisi strutturale del sistema. Inoltre si deve considerare che si prefigurano pesanti ripercussioni negative nella prossima primavera, quando i quantitativi stoccati dovranno essere reimmessi sul mercato.

Questa emergenza -secondo Agrinsieme- deve essere nuovamente posta con forza all'attenzione del Governo, coinvolgendo il Mipaaf, il Mise e il Ministero della Salute, per quanto di competenza relativamente alla rimozione delle barriere sanitarie.

"E' fondamentale definire con le amministrazioni e la filiera un Piano di supporto al settore -sostiene il coordinatore nazionale di Agrinsieme, Dino Scanavino- che attivi  azioni concrete e tempestive per la valorizzazione della carne di maiale e dei prodotti trasformati, la promozione della nostra salumeria a denominazione di origine sul mercato internazionale, il supporto al credito, la riduzione della pressione fiscale, la risoluzione delle limitazioni sanitarie ancora in atto in alcune aree del territorio. Non ultimo, si deve alzare l'attenzione sul nostro export, promuovendo interventi concreti verso nuovi mercati, a iniziare dalle aree del sud-est asiatico. Tutto questo deve essere fatto in fretta: troppi allevamenti sono allo stremo, mentre aumenta la già fortissima concorrenza tra i paesi comunitari produttori di carne suina. Non bisogna perdere altro tempo, sono in gioco le sorti di un comparto fondamentale della nostra agricoltura, vanto della nostra gastronomia e del Made in Italy".

Insomma, per Scanavino "serve un piano strategico, ma anche misure immediate di sostegno: nessuna strategia può nascere sui cocci del sistema allevatoriale". 

www.cia.it


Il vino è la bevanda alcolica più popolare in Svizzera

Il vino è la bevanda alcolica più popolare in Svizzera e la birra è quella più consumata fra i giovani. Secondo un'inchiesta di Dipendenze Svizzera, in termini di alcol puro, quasi il 60% è consumato sotto forma di vino, anche di genere spumante.

La birra è più distaccata, con un apporto del 30%. Seguono i superalcolici (5%), aperitivi e cocktail (3%) e gli alcolpop (1%).

I dati raccolti di recente dal Monitoraggio svizzero delle dipendenze confermano inoltre che gli uomini bevono nettamente più delle donne e che nella Svizzera francese e in quella italiana si consuma globalmente più alcol - soprattutto più vino - che nella Svizzera tedesca. In quest'ultima il consumo di vino corrisponde al 56% del totale di alcol e in Romandia al 69%.

I giovani preferiscono la birra: costituisce oltre la metà dell'alcol consumato nella fascia d'età tra i 15 e i 24 anni. I giovani bevono anche più spesso superalcolici, cocktail e alcopop. Con il passare degli anni, però, le persone tendono a bere più vino (dai 15 ai 19 anni lo beve il 16%, oltre i 75 anni l'84%), mentre tende a diminuire il consumo di birra (dai 15 ai 19 anni la bevono il 53%, tra gli ultrasettantacinquenni l'11%) e delle altre bevande alcoliche.

Come già noto, si beve soprattutto durante il fine settimana (il 60% in più rispetto ai giorni feriali), maggiormente sotto forma di superalcolici e birra. A consumare nettamente più alcol durante il weekend sono in particolare le fasce d'età più giovani. Invecchiando, gli svizzeri bevono invece meno durante il fine settimana, ma di più nei giorni feriali.

Dipendenze Svizzera sottolinea che tra il 2011 e il 2015 si sono riscontrate pochissime differenze. Nel 2015 le donne hanno consumato proporzionalmente più vino rispetto al 2011 (nel 2011 il 69% dell'alcol puro consumato, nel 2015 il 78%), ma meno birra (nel 2011 il 17%, nel 2015 l'11%). Tra gli uomini le percentuali sono rimaste invariate: vino al 51,5% e birra al 38,5%.

www.swissinfo.ch



Presentato il manuale per la raccolta e la distribuzione del cibo a fini di solidarietà sociale

Presso l’auditorium del Ministero della Salute, è stato presentato il manuale Recupero, raccolta e distribuzione di cibo ai fini di solidarietà sociale, manuale per corrette prassi operative per le organizzazioni caritative, a cura di Caritas Italiana e Fondazione Banco Alimentare Onlus.
Come vi abbiamo spesso raccontato all’interno del nostro Focus sulla povertà alimentare, in questi anni sono nati importanti e efficaci progetti che hanno saputo affrontare il problema della povertà alimentare- non più soddisfatto dalla famiglia o da reti informali, riempiendo così spazi non coperti dall’intervento pubblico e dal mercato – e ridurre il volume dello spreco alimentare. Lo scorso 2 dicembre la Commissione Europea, presentando il Pacchetto sull’economia circolare, ha ribadito infatti che “i rifiuti alimentari rappresentano un problema per l'Europa: si stima che nell'Ue si sprechino circa 100 milioni di tonnellate di alimenti l'anno”.
Tuttavia, non è facile per chi opera in questo settore conoscere le normative e le procedure necessarie a garantire la qualità dei prodotti redistribuiti. Da qui l’origine del manuale, il cui obiettivo è predisporre delle corrette “prassi igieniche” che consentano il recupero, la raccolta, la conservazione e la distribuzione di derrate alimentari da parte delle Organizzazioni Caritative, e, allo stesso tempo, incentivare i donatori a recuperare alimenti, riducendo così gli sprechi. Tra i donatori, infatti, c’è ancora il timore di una scarsa tracciabilità e poca capacità di gestire in sicurezza il prodotto donato alle Organizzazioni Caritative. Come ha spiegato Marco Lucchini, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare, “la passione e la cura con cui operano le Organizzazione Caritative spesso non è sempre sufficiente garanzia per i donatori. In questo senso, il manuale aiuterà a fugare in modo più trasparente e condiviso questi timori da parte dei potenziali donatori”.
L’individuazione di corrette prassi igieniche contribuisce dunque a massimizzare la raccolta e il recupero di eccedenze alimentari lungo tutta la filiera agroalimentare: secondo una recente ricerca del Politecnico, negli ultimi anni è stato rilevato un incremento del 10% di alimenti recuperati grazie al miglioramento dei processi di gestione, raggiungendo così un totale di 500 mila tonnellate. “Fino ad ora l’incertezza ci ha fatto (tutti compresi) donare, recuperare e ridistribuire solo prodotti estremamente sicuri – precisa Lucchini. Il Manuale, o meglio il suo utilizzo, permetterà di rendere più autonomi le organizzazioni del terzo settore nella valutazione del rischio delle proprie attività, cioè recuperare e ridistribuire cibo”.
“Per tutto quanto detto – ha concluso Lucchini -, ci sentiamo sicuri di affermare che l’applicazione del Manuale, nel medio periodo, porterà a recuperare almeno altre 30 mila tonnellate, su un totale stimato di circa 1.000.000 di tonnellate eccedenti, nelle due macro-categorie ad alto e medio livello di attenzione, ossia i così detti alimenti deperibili. Alimenti di ottima qualità e recuperati dalle Organizzazioni Caritative con processi di sicurezza condivisi con i donatori e le autorità di controllo. A queste eccedenze alimentari si aggiungeranno sicuramente anche maggiori tonnellate di prodotti della macro-categoria a basso livello di attenzione, ovvero i prodotti non deperibili, prodotti con caratteristiche di stabilità termica e i prodotti provenienti dal settore primario (ortofrutta ecc…)”.

Il manuale può essere scaricato direttamente dal sito di Secondo Welfare
www.secondowelfare.it





EVENTI

Giovedì 17 marzo
Roma
– Palazzo della Valle, sede Confagricoltura – ore 10.30
Tavola rotonda e presentazione dello studio “Fabbisogni di ricerca ed innovazione nell’impresa familiare” di Confagricoltura, F.N.I.F.C. e PRIA, in collaborazione con il dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Parteciperanno Luigi Gallo di Invitalia e Claudio Lorenzini, del Mipaaf; Salvatore Parlato del CREA; Nicola Colonna dell’Enea e Francesco Loreto del CNR, per la ricerca; Leonardo Di Gioia, assessore all’Agricoltura della Puglia. Concluderà i lavori il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi.
Info e accrediti: Confagricoltura, Area Comunicazione - Tel.:  +39 066852.410 - E-mail: immagine@confagricoltura.it - www.confagricoltura.it

Venerdì 18 marzo
Faenza
– Fiera di Faenza – sala Zanelli – ore 9.30
In occasione della Mostra dell’Agricoltura e di MO.ME.VI., il convegno “Sostenibilità in vitivinicoltura”. Modelli e best practice per affrontare la sfida si propone di fare il punto sulla sostenibilità attraverso l’attuazione di pratiche concrete, atte a migliorare la performance del bilancio ambientale ma anche economico dei produttori vitivinicoli.
Iscrizione gratuita previo accredito scaricando il modulo dal sito www.mostragricolturafaenza.com
Info: info@fierafaenza.it - Tel.  0546.621554 – Segreteria CSO Cinzia Zanella: Tel +39 0532.904511, cinzia.zanella@csoservizi.com

Venerdì 18 marzo
Faenza
– Fiera di Faenza – Sala Zanelli - ore 15
In occasione della Mostra dell’Agricoltura e di MO.ME.VI., “La Cisgenica e l’Editing genetico come nuova frontiera per nuove varietà sostenibili: opinioni a confronto”, è il tema affrontato nel convegno promosso da CRPV. Dopo l’illustrazione delle attuali frontiere della ricerca e delle prospettive per il mondo ortofrutticolo la parola passerà alle principali organizzazioni di settore e della GDO per capire se stakeholder e consumatori sono pronti ad accogliere questi prodotti.
Info: info@fierafaenza.it - Tel.  0546.621554 – Segreteria CSO Cinzia Zanella: Tel +39 0532.904511, cinzia.zanella@csoservizi.com


CONFERENZE STAMPA

Mercoledì 16 marzo
Roma
- Congress Center, Roma Eventi Piazza di Spagna, Sala Fellini - via Alibert, 5° - ore 11
Presentazione della 50ma edizione di Vinitaly, Sol&Agrifood – Enolitech, a Verona dal 10 al 13 aprile 2016. E’ prevista anche la presenza di Maurizio Martina - Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
E’ richiesto l’accredito.
Veronafiere Press Office
: Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85 – 82.10 - E-mail: pressoffice@veronafiere.it

Giovedì 17 marzo
Milano
– La Triennale di Milano – saletta LAB – viale Alemagna 6 – ore 11
Presentazione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino “Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan”. A questo sistema di foreste nelle Montagne Celesti del sud del Kazakistan, luogo di biodiversità all’origine dei paesaggi coltivati, il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche dedica la campagna di studio, di cura e di divulgazione della XXVII edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, iniziativa scientifica che annualmente, dal 1990, si rivolge a un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione.
Info e accrediti: Studio Esseci, Simone Raddi, gestione2@studioesseci.net, tel. 049 663499, cell. 347.0481694 - Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it

Venerdì 18 marzo
Montichiari (BS)
– Centro Congressi del Centro Fiera del Garda – Sala A, II piano – ore 14.30
Nell’ambito di Fiera di Vita in Campagna, presentazione del Salone Eima Green, Esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio. 
Info e accrediti: Monica Sommacampagna - cel. 335.6244116 - monica@sommacampagna.com - www.lafiera.vitaincampagna.it




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