ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 414
/ 7.03.2016

Segui ASA anche su Facebook | Twitter


Istat: agroalimentare volano della ripresa

"Nel 2015 l'agricoltura ha fatto segnare il più alto aumento di valore aggiunto con un +3,8%, l'export agroalimentare ha toccato la soglia record di 36,8 miliardi di euro con +7,5%, l'occupazione giovanile è aumentata del 16% con oltre 20 mila nuovi posti di lavoro. Numeri che parlano da soli della capacità del settore di essere protagonista. È questa la fotografia del comparto nell'anno di Expo Milano 2015, un evento nel quale l'Italia ha saputo fare squadra e presentarsi unita.
Sono dati che ci incoraggiano e ci dicono che il lavoro che stiamo facendo sta dando frutti, da Campolibero al pacchetto giovani fino al piano di internazionalizzazione del Made in Italy. Risultati  che tuttavia non ci fermeranno perché sappiamo che ancora molto lavoro si deve fare a partire da alcuni settori agricoli oggi in difficoltà."

"Con questo spirito siamo in campo ogni giorno per favorire la crescita e sostenere il comparto, con tre priorità assolute: tutelare il reddito di chi vive di agroalimentare, favorire il ricambio generazionale e organizzare su basi nuove le nostre filiere eccellenti. 
Non è un caso - aggiunge Martina - che nella legge di stabilità l'agroalimentare abbia avuto una centralità assoluta: da quest'anno tagliamo del 25% la pressione tributaria sulle aziende, cancellando Irap e Imu sui terreni che da sole valevano 600 milioni di euro. 
Con lo stesso obiettivo - conclude il Ministro - abbiamo proposto una riforma della nostra organizzazione per approdare a un vero e proprio Ministero dell'Agroalimentare italiano in grado di dare unità e forza al settore. Non si tratta certo solo di un cambio di denominazione, ma di una scelta strategica figlia delle necessità e delle potenzialità del comparto, sempre più attore protagonista decisivo del nuovo modello di sviluppo del Paese."

www.politicheagricole.it



Vino: 30 anni fa il metanolo, da allora +575% export

Il vino ha fatto segnare nel 2015 il record storico nelle esportazioni che hanno raggiunto il valore di 5,4 miliardi con un aumento del 575% rispetto a 30 anni fa quando erano risultate pari ad appena 800 milioni di euro. E’ quanto affermano la Coldiretti e la Fondazione Symbola sulla base del Dossier ‘Accadde domani. A 30 anni dal metanolo il vino e il made in Italy verso la qualità’. Trenta anni fa nel marzo 1986 in seguito alle segnalazioni di alcuni casi di avvelenamento registrati a Milano, è dato l’incarico al sostituto procuratore della Repubblica Alberto Nobili di fare luce su quello che sarebbe stato un clamoroso scandalo del settore alimentare: il vino al metanolo. Vittime, decine di intossicati, inchieste giudiziarie e l'immagine del Made in Italy alimentare drammaticamente compromessa in tutto il mondo, ma anche un nuovo inizio con la rivoluzione che ha portato il vino italiano alla conquista di storici primati a livello nazionale, comunitario ed internazionale.
Il risultato è che oggi nel mondo 1 bottiglia di vino esportata su 5 è fatta in Italia, che si classifica come il maggior esportatore mondiale di vino. Il 66% delle bottiglie di vino esportate dall’Italia sono Dog/Doc o Igt.  In termini di fatturato il primo mercato del vino Made in Italy con il valore record delle esportazioni di 1,3 miliardi di euro sono diventati gli Stati Uniti che hanno sorpassato la Germania che rimane sotto il miliardo davanti al Regno Unito con oltre 700 milioni di Euro. Ma negli ultimi anni si sono aperti nuovi mercati prima inesistenti come quello della Cina, dove le esportazioni di vino hanno superato gli 80 milioni di euro nel 2015. Nel 2015 rispetto all’anno precedente le vendite hanno avuto un incremento in valore di oltre 13% negli Usa, mentre nel Regno Unito l’export cresce dell’11% e la Germania rimane sostanzialmente stabile. In Oriente le esportazioni sono cresciute sia in Giappone sia in Cina rispettivamente in valore del 2% e del 18%. Negli Stati Uniti - continuano Coldiretti e Symbola - sono particolarmente apprezzati il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco che piace però molto anche in Germania insieme all’Amarone della Valpolicella ed al Collio.
Lo spumante è stato il prodotto che ha fatto registrare la migliore performance di crescita all’estero con le esportazioni che sfiorano per la prima volta il record storico del miliardo di euro nel 2015. Il risultato è che all’estero si sono stappate più bottiglie di spumante italiano che di champagne francese, con uno storico sorpasso con il 2015 che si chiude con volumi esportati pari ad una volta e mezzo quelli degli spumanti transalpini (+50%). Nella classifica delle bollicine italiane più consumate nel mondo ci sono nell’ordine il Prosecco, l’Asti, il Trento Doc e il Franciacorta che ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese. Per quanto riguarda le destinazioni, la classifica è guidata dal Regno Unito con circa 250 milioni di euro e un incremento del 44% nel 2015, ma rilevanti sono anche gli Stati Uniti con circa 200 milioni e un aumento del 26% a valore.
www.coldiretti.it


Consumi dimezzati del vino in 30 anni, è minimo storico

Dalla scandalo del metanolo ad oggi i consumi di vino degli italiani si sono praticamente dimezzati passando dai 68 litri per persona all’anno del 1986 agli attuali 37 litri che rappresentano il minimo storico dall’Unità d’Italia nel 1861. E’ quanto affermano la Coldiretti e la Fondazione Symbola sulla base del Dossier ‘Accadde domani. A 30 anni dal metanolo il vino e il made in Italy verso la qualità’
Il risultato è che la quantità di vino Made in Italy consumato all’interno dei confini nazionali è risultata addirittura inferiore a quella nel resto del mondo. In Italia si beve meno, ma si beve meglio con il vino che si è affermato nel tempo come l'espressione di uno stile di vita "lento" attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi in alternativa agli eccessi. In Italia si stima la presenza di 35mila sommelier, ma un numero crescente di giovani ci tiene ad essere informato sulle caratteristiche dei vini e cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole con la proliferazione di wine bar e un vero boom dell’enoturismo, dalle strade alle città del vino,  che è una realtà consistente in Italia dal 1994, quando intorno a “Cantine aperte” nacque un movimento che oggi registra circa 3 milioni di turisti l’anno, per un giro d’affari che si attesta intorno ai 4 miliardi.
Il 73% dei consumatori di vino lo bevono in casa, prevalentemente durante i pasti, apprezzando in otto casi su dieci più il vino rosso rispetto al bianco o alle bollicine che invece sono preferiti da chi lo consuma fuori casa per il 62%, secondo una recente indagine dell’Osservatorio vino dalla quale emerge che cresceranno di oltre l'8% i consumi di vino al ristorante nei prossimi due anni, per lo più al bicchiere, dove avranno la meglio le etichette locali o regionali per il 94,5% dei consumatori.
Il vero cambiamento rispetto al passato si registra infatti nelle scelte di consumo con i vini del territorio che fanno registrare i maggiori incrementi della domanda a livello nazionale dove, a fronte di una stagnazione dei consumi, è boom per gli acquisti di vini autoctoni dal Pecorino al Pignoletto, dalla Falanghina al Negroamaro.  Nel tempo della globalizzazione gli italiani bevono locale con il vino a “chilometri zero” che è il preferito nelle scelte di acquisto in quasi tutte le realtà regionali.
La domanda sostenuta di vini di produzione locale ha spinto la nascita a livello regionale di numerose realtà per favorirne la conoscenza, la degustazione e l’acquisto. Sono molte le aziende vitivinicole che aprono regolarmente o in speciali occasioni le porte ai visitatori per far conoscere la propria attività con i metodi di produzioni dal vigneto alla cantina. Sono oltre 1000 i produttori di vino certificati che fanno parte della rete di vendita diretta di Campagna Amica attraverso punti vendita e mercati degli agricoltori dove vengono offerti vini locali a chilometri zero.
www.ilpuntocoldiretti.it



Giovani, un pacchetto da 160 milioni tra mutui agevolati e fondi per start up 

“Un concreto sostegno alla competitività dell’agricoltura italiana dove le aziende condotte da giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, hanno il 50 per cento di occupati per azienda in più e un fatturato più elevato del 75 per cento della media”.  E’ quanto afferma il delegato nazionale dei giovani Coldiretti Maria Letizia Gardoni nel commentare positivamente l’annuncio del Ministro delle Politiche Agricole sull’operatività delle misure del pacchetto Generazione Campolibero, dai mutui a tasso zero ai fondi per supportare la nascita e lo sviluppo di start up agri-food, ma anche più innovazione con il credito di imposta per il commercio elettronico di prodotti agroalimentari per un valore di 160 milioni tra risorse interne e fondi Ismea-Bei.

Vediamo i provvedimenti nel dettaglio. Previsto innanzitutto un fondo da 20 milioni di euro per le start up, con l’obiettivo di supportare la nascita e lo sviluppo di start up nel settore agricolo, agroalimentare e delle pesca. L’importo massimo finanziabile per progetto è stato fissato nella cifra di 4,5 milioni.

Ci sono poi mutui a tasso zero a copertura degli investimenti effettuati da giovani imprenditori agricoli. L’importo massimo finanziabile per progetto è pari a 1,5 milioni, per un totale complessivo di 30 milioni di euro di risorse nazionale più altri 50 milioni dall’accordo Bei – Ismea.

Ma il pacchetto prevede anche mutui a tasso agevolato della durata massima di 30 anni per l’acquisto di aziende agricole da parte di giovani che vogliono diventare imprenditori agricoli. 
Le risorse finanziarie a disposizione per il 2016 ammontano a 60 milioni di euro, con apertura del bando prevista nel mese di marzo.

“C’è un intero esercito di giovani che hanno preso in mano un settore considerato vecchio, saturo e inappropriato per immaginare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari, innovatori e attivisti impegnati nel costruire un mondo migliore per se stessi e per gli altri”, ha affermato Gardoni nel sottolineare che “dai campi non viene solo una risposta alla disoccupazione e alla decrescita infelice del Paese, ma anche una speranza alla sconfitta dei nostri coetanei che sono costretti ad espatriare”.

A 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne, i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le  opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

www.coldiretti.it


Biologico, Anabio: al settore serve visione sistemica e strategia economica

Se c'è un dato incontrovertibile, è sicuramente la conferma della crescita costante del "bio", che dura ormai da 10 anni in controtendenza con l'agricoltura convenzionale e con l'economia complessiva del Paese. Così Anabio commenta il "Rapporto 2015 sull'agricoltura biologica in Italia" presentato nei giorni scorsi dal Sinab.

Il tutto continua ad avvenire, però, in assenza di una visione sistemica e della relativa strategia economica e sociale sia da parte delle istituzioni preposte che dei soggetti economici. Infatti -spiega Anabio- accanto ad alcuni dati estremamente positivi, in primis  l'incremento dei consumi (+19% nel 2015), si registrano alcuni dati negativi (come l'inadeguata assegnazione di valore alla produzione agricola) e addirittura preoccupanti (come l'incremento dell'import di alcuni prodotti che poi vengono trasformati e distribuiti nel nostro paese e/o di nuovo esportati).

Per questi motivi è assolutamente urgente l'approvazione del "Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema  biologico" con un'adeguata dotazione finanziaria.

La strategia nazionale, secondo Anabio-Cia, dovrà prioritariamente consentire la realizzazione dei seguenti obiettivi:

- Finanziare tutti i nuovi richiedenti che, con i nuovi Bandi dei Psr, misura 11, intendono effettuare il passaggio dall'agricoltura convenzionale a quella biologica soprattutto nelle Regioni del Nord Italia che si caratterizzano per un estensione di superficie inferiore alla media nazionale e con consumi di prodotti superiori alla media stessa. Si incrementerebbe così la superficie coltivata e quindi  la produzione e si ridurrebbero le importazioni;

- Ridurre i quantitativi di importazioni soprattutto per alcuni prodotti a forte vocazione nazionale: le importazioni di grano duro che nel 2014 hanno raggiunto oltre 24 mila tonnellate potrebbero essere facilmente recuperate ottimizzando l'attuale superficie investita a grano duro (78 mila ettari) e/o incrementandola di un ulteriore 10%;

- Ridurre i  quantitativi di importazioni di frutta (+34%) e ortaggi (+42,7%) di incremento nel corso del 2014 rispetto alle quali esiste un grande margine di recupero e vocazione estendendo la conversione di superficie coltivate da convenzionale a biologico;

- Consentire la realizzazione di veri e propri rapporti interprofessionali per le principali filiere produttive nazionali attraverso l'adeguamento della normativa esistente e la trasformazione di Federbio da organizzazione a "ombrello" del biologico italiano, da organizzazione a "sistema". In questo modo i produttori potrebbero ottenere una migliore remunerazione del valore dei propri prodotti e le imprese della trasformazione utilizzare prodotti nazionali più facilmente reperibili e a maggior garanzia di autenticità costruendo un equo rapporto con le imprese della distribuzione;

- Consentire un'adeguata semplificazione normativa e attuativa delle regole che governano il settore e che molto spesso costituiscono un'autentica barriera di sopravvivenza che costringe spesso numerosi  imprenditori a tornare all'agricoltura convenzionale;

- Realizzare un adeguato Piano di Ricerca e innovazione che faccia evolvere il settore dalla tradizione verso i nuovi obiettivi di sostenibilità economica ambientale e sociale;

- Dispiegare una diffusa campagna d'informazione che orienti il consumatore ai reali valori qualitativi ed etici dei prodotti biologici. A riguardo occorre istituire ogni anno una campagna di comunicazione sui  principali media  nazionali e la "Giornata nazionale del Bio";

- Coinvolgere gli operatori agricoli in azioni di formazione specialistica e assicurare loro adeguati servizi di consulenza aziendale.

Queste richieste sono già contenute nelle "10 azioni" in cui si articola la proposta di "Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema  biologico" che attende  di essere condivisa  e approvata prima  dalla Conferenza Stato Regioni, poi dal Governo e dal Parlamento.

La brevità dei tempi dei passaggi richiamati costituisce una condizione essenziale per consentire agli imprenditori agricoli biologici di poter concretizzare quel "sentiment" positivo che hanno nei confronti del settore nei prossimi 2-3 anni e che è confermato dal mercato, in cui si rileva ad esempio per il grano duro bio rispetto a quello convenzionale un prezzo superiore del 47% o per il latte di vacca (a fronte di un calo del prezzo del prodotto convenzionale del 13%) un incremento del prezzo di quello bio del 14%.

Se il sistema di imprese e istituzioni saprà fare bene quanto indicato e richiesto -conclude Anabio- l'agricoltura biologica si confermerà concretamente come modello produttivo del futuro, in quanto capace di dare le risposte che i consumatori vogliono in termini di qualità e di salvaguardia dell'ambiente e di dare agli agricoltori il giusto reddito.
www.cia.it



Robot e biotech spingono l'agricoltura di precisione

In Italia le startup del settore agricolo sono meno di 20. Quelle che gravitano nel food più di 18 volte tanto: 350. Dove si incontrano i due mondi? Nell'agritech, l'ecosistema che incrocia la filiera tradizionale dei campi con le spinte innovative in arrivo da robotica, biotecnologie ed energie pulite. Nei grandi mercati internazionali, come gli Stati Uniti, il fenomeno è in esplosione.

Dati del Future Food Institute parlano di 4,6 miliardi di dollari “spalmati” in 527 accordi solo nel 2015, dopo un 2014 chiuso con 2,36 miliardi di dollari e 264 accordi. I numeri italiani sono più modesti e soprattutto meno compatti, ma non mancano gli exploit: dai device per la gestione dei campi ai droni per i vitigni di Barolo, dai sensori meteorologici alla produzione di biocarburanti. Sullo sfondo c'è la “vecchia” agricoltura, un mercato che in Italia ha prodotto anche nel 2014 un valore aggiunto di 31,5 miliardi di euro su una produzione di quasi 57 miliardi. Qualche esempio delle neoimprese attive? Horta, spin off dell'Università Cattolica, macina ricavi da 1,5 milioni di euro con i suoi servizi qualificati per le imprese del settore: dai Dss (decision support system, sistemi di supporto per le decisioni gestionali) alle consulenze e al trasferimento di tecnologie nelle filiere. Agroils Technology, statup fiorentina che si descrive come «a metà via tra il bio e il cleantech», lavora sulla coltivazione della pianta latinoamericana jatropha e ha chiuso round di finanziamenti con picchi di 900mila euro. AeroDron, startup emiliana che si occupa di telerilevamento via droni, aveva già archiviato tra 2013 e 2014 un investimento da 400mila euro che supera buona parte dei numeri messi a segno della startup di agroalimentare durante i mesi di Expo. E la lista potrebbe essere lunga: la microalghe per la produzione di biomasse di Algamundi, le commercializzazione della Canna comune per l'agroenergia di Arundo, le varie aziende e joint venture nell'orbita di un mercato biotech che vale solo in Italia oltre 7 miliardi di euro.

Il comune denominatore è proprio l'applicazione all'agrobusiness di competenze e tecnologie di settori diversi, secondo una logica di contaminazione che mira all'aumento di produttività. Una dinamica che spiega bene la latitanza, sulla carta, di imprese innovative disposte a inquadrarsi come «agricole»: sulle 5.150 startup innovative censite a febbraio di quest'anno nella sezione speciale del registro delle imprese della Camera di Commercio d'Italia, le società che rientrano nella categoria sono 15 e quelle dedicate in maniera esplicita alle «coltivazioni» non più di 12. Eppure basta spostare l'obiettivo su segmenti paralleli, dalle scienze della vita alla ricerca, per far crescere il bilancio finale. Come spiega al Sole 24 Ore Raffaele Maiorano, presidente di Anga – Giovani di Confagricoltura, «ci sono tantissime startup che sono legate al mondo dell'agricoltura, ma non sono propriamente “agricole” né è loro interesse esserlo. È per quello che stiamo spingendo sull'open innovation: l'innovazione aperta che si integra nei campi, non l'agricoltura che cerca di innovarsi da sola». Insomma, prosegue Maiorano, «diventano agricole tutte le tecniche che ti permettono di ridurre i costi e aumentare la redditività, dai dispositivi per il meteo all'internet of things. Il futuro? Noi pensiamo Big Data. Li usiamo già ovunque, l'agricoltura non dovrebbe fare eccezione»

www.ilsole24ore.com





EVENTI

Martedì 8 marzo
Roma
– Salone delle Fontane – via Ciro il Grande 10/12 – ore 10
Tavola Rotonda “Il welfare come strumento di crescita” e presentazione della ricerca “Il Welfare Index PMI e i risultati”. Seguirà la premiazione dei migliori progetti d’impresa.
E’ richiesto l’accredito.
Info
: Tel. 026296549 - comunicazionegeneralitalia.it@generali.com - www.welfareindexpmi.it - immagine@confagricoltura.it

Martedì 8 marzo
Roma
– Salone delle Fontane – via Ciro il Grande 10/12 – ore 10
Tavola Rotonda “Il welfare come strumento di crescita” e presentazione della ricerca “Il Welfare Index PMI e i risultati”. Seguirà la premiazione dei migliori progetti d’impresa.
E’ richiesto l’accredito
Info e accrediti: Valeria Lai (Ufficio Stampa Adiconsum Nazionale) - tel. +390644170222 - cell. +39 347.9139574 valeria.lai@adiconsum.it oppure ufficiostampa@adiconsum.it www.adiconsum.it

Sabato 19 marzo
Carpenedolo (BS)
– Lucaffè – via I maggio 35 – ore 10
Il caffè, questo sconosciuto. La possibilità di avvicinarsi al mondo del caffè, riconoscerlo ed apprezzarlo viene messa a disposizione degli associati ASA.
Termine ultimo per le adesioni mercoledì 16 marzo.
Iscrizioni e info:
contattare il nostro associato Riccardo Lagorio: lagorio@asa-press.com


CONFERENZE STAMPA

Lunedì 7 marzo
Milano
– Palazzo Lombardia – Sala Stampa 11° piano – piazza Città di Lombardia – ore 11
Nasce la Varese Sport Commission. Aria, terra e acqua, un turismo per tutti gli sport”: la mission è quella di favorire l’attrazione di eventi sportivi con ricadute turistiche. L’iniziativa verrà presentata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dal presidente della Camera di Commercio varesina Renato Scapolan.
Accrediti: ingresso Nucleo N1.
Info: Varese Sprot Commission – Tel. 0332 295310 - info@varesesportcommission.it - www.varesesportcommission.it
Ufficio Stampa: Consilium Comunicazione - ufficiostampa@consiliumcom.it

Giovedì 10 marzo
Roma
- Unioncamere, Sala Comitato - Piazza Sallustio – ore 9.30
Presentazione della XXIV edizione del Premio Nazionale Ercole Olivario. Interverranno: Ivano Lo Bello, presidente Unioncamere; Giorgio Mencaroni, presidente Camera di Commercio Perugia; Colomba Mongiello, onorevole Camera dei Deputati; Roberto Luongo, direttore generale ICE.
E’ richiesto l’accredito.
Info e accrediti Ufficio Stampa: MG Logos – tel. 06 45491984 – comunicazione@mglogos.it

Giovedì 10 marzo
Roma
– Mercato Nomentano – piazza Alessandria – ore 11
Presentazione del progetto “Mercati d’Autore – La genuinità firmata Roma” e il nuovo volto del Mercato Nomentano, primo esempio di riqualificazione e restyling di un mercato rionale.
Info: Mercati d’autore: https://mercatidautore.wordpress.com/ - https://www.facebook.com/MercatidAutore/
Ufficio stampa: Caterina Falomo – cell. 346 8513723 – caterina.falomo@sulleali.it

Venerdì 11 marzo
Milano
– Hotel Excelsior Gallia – piazza Duca d’Aosta 9 – ore 11.30
Presentazione della Linea Benessere di IV Gamma sviluppata da Cultiva in collaborazione con Valfrutta Fresco.
Info e accrediti: Lamberto Mazzotti direttore Centro Stampa - Tel. 051 373330 - cell. 335/7616557 - e-mail: info@centrostampa.net




Privacy & Cookie Policy