ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 413
/ 29.02.2016

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Latte: chiuse mille stalle nel 2015, 60% in montagna

Oltre mille stalle da latte chiuse, delle quali il 60 per cento in montagna, perché il latte agli allevatori viene pagato al di sotto dei costi di produzione, con una riduzione dei compensi fino al 30 per cento rispetto allo scorso anno e valori inferiori a quelli di venti anni fa. E’ quanto emerge dall’analisi presentata dalla Coldiretti all’incontro “la sfida della competitività per il latte italiano” organizzato a Roma dall’associazione distribuzione moderna al quale ha partecipato il vicepresidente della Coldiretti Ettore Prandini.

“Nel 2015 il valore finale distribuito all’agricoltura all’interno della filiera è sceso dal 17 al 14 per cento”, ha affermato Prandini. La differenza tra i prezzi pagati dal consumatore italiano e il prezzo riconosciuto agli allevatori è infatti la più alta d’Europa secondo l’analisi della Coldiretti.

A fronte di una produzione nazionale di circa 110 milioni di quintali di latte, sono 85 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente dall’estero che viene “spacciato” come italiano per la mancanza di una etichettatura trasparente sull’origine, secondo la Coldiretti. E’ questo il risultato - denuncia la Coldiretti - dell’assenza dell’indicazione chiara dell’origine del latte a lunga conservazione, ma anche di quello impiegato in yogurt, latticini e formaggi che non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy.

“Negli ultimi 5 anni si è verificato un aumento delle importazioni di cagliate dall’estero del 50% e c’è addirittura un Paese come la Lituania che destina all’Italia i 2/3 delle proprie esportazioni”, ha affermato il vicepresidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta è una questione di eticità nei confronti dei consumatori che lo chiedono. Portare anche la Francia a condividere in Europa la battaglia per l’etichettatura trasparente - ha precisato Prandini - è un successo degli incontri ad Expo”.

In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, ma anche con l’indicazione delle loro caratteristiche specifiche a partire dai sottoprodotti. Non è un caso - conclude la Coldiretti - che l’89 % dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari, secondo la consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015.

www.coldiretti.it



Inflazione: prezzi crollano da -60% pomodori a -21% arance

Crollano i prezzi nelle campagne italiane, dal -60% per cento dei pomodori al -30 % per il grano duro fino al -21% per le arance rispetto all’anno scorso. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione, sulla base dei dati Ismea a febbraio 2016. In controtendenza all’andamento dei prezzi alimentari che fanno registrare una crescita dello 0,6% nei freschi e dello 0,3% nei trasformati, nelle campagne la discesa delle quotazioni al di sotto dei costi di produzione - sottolinea la Coldiretti - sta mettendo a rischio il futuro della Fattoria Italia. L’effetto congiunto dell’andamento climatico anomalo e le speculazioni e distorsioni lungo la filiera - denuncia la Coldiretti - hanno allargato la forbice dei prezzi dal campo alla tavola. La situazione dei prezzi in campagna - continua la Coldiretti - sta assumendo toni drammatici anche per gli allevamenti con le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) che ormai da giorni sono scesi ben al disotto della linea di 1,25 centesimi al chilo che copre appena i costi della razione alimentare. Cosi come i bovini da carne che sono pagati su valori che si riscontravano 20 anni fa, per non parlare del prezzo del latte che - precisa la Coldiretti - con il venir meno degli accordi da marzo sarà ancora in balia delle inique offerte dell’industria. In crisi anche il grano a causa delle scelte poco lungimiranti fatte nel tempo da chi ha preferito fare acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da "spacciare" come pasta o pane Made in Italy, per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la reale origine del grano impiegato. Un comportamento - conclude la Coldiretti - reso possibile dai ritardi nella legislazione comunitaria e nazionale che non obbliga ad indicare la provenienza del grano utilizzato in etichetta, ma l’etichetta è anonima anche per i formaggi e i salumi.
www.ilpuntocoldiretti.it


Il vero problema sono i prezzi alimentari all'origine

A gennaio il carrello della spesa alimentare diminuisce dello 0,2% congiunturale mentre, su base annua, si allinea all'andamento generale dell'inflazione (+0,4%), per effetto soprattutto del calo dei prezzi dei prodotti non trasformati che, rispetto al mese di dicembre, cedono mezzo punto percentuale e a livello tendenziale subiscono un brusco rallentamento della crescita (+0,6% da +2,3%). In particolare, a influenzare la dinamica, sono stati i listini alla vendita degli ortaggi che hanno mostrato un andamento decrescente sia nell'ultimo mese (-2%) sia rispetto al mese di gennaio 2015 (-2,7%). È quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio Studi della Cia-Agricoltori Italiani sulla base delle ultime rilevazioni sui prezzi al consumo diffuse dall'Istat.
"Nonostante su base mensile siano diminuiti -ha commentato il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino- in chiave tendenziale i prezzi al consumo dei beni alimentari continuano a salire, mentre quelli all'origine corrisposti agli agricoltori hanno perso solo a dicembre il 2,5% e spesso non coprono più nemmeno i costi di produzione. La situazione di difficoltà che sta interessando il settore primario è ormai sempre più diffusa, tanto da essere stata certificata anche dall'Europa durante l'ultimo Consiglio Ue dei ministri dell'Agricoltura".
Ecco perché "è necessario procedere al riequilibrio dei rapporti di filiera -ha evidenziato Scanavino- al fine di riconoscere il ruolo centrale della componente agricola e di trasferire su di questa le variazioni positive che si registrano nella fase al consumo".       
www.cia.it

Olio: sistema sanzionatorio efficiente è primo strumento per tutela produttori e consumatori

Il settore dell'olio d'oliva sta attraversando un momento di particolare incertezza, sia per le politiche di mercato europeo che non salvaguardano sufficientemente il prodotto interno, sia per l'andamento altalenante dei prezzi e dei volumi, non sempre di provenienza nazionale. La forza dell'olio italiano è nella prevalenza di prodotto di qualità e nella ricchezza varietale. L'olio extravergine made in Italy è il più apprezzato nel mercato europeo, con capacità di penetrazione anche nel panorama internazionale. Lo ha sostenuto Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri, Alleanza delle cooperative agroalimentari, nel corso dell'audizione alla Camera delle Commissioni riunite Agricoltura e Giustizia, in materia, tra l'altro, di sanzioni per violazione delle norme di commercializzazione. 
Agrinsieme condivide, dunque, l'adozione di un testo di legge che disciplini in maniera semplice e diretta gli illeciti per il settore. Per il coordinamento ciò che costituisce reato dovrà continuare a definirsi tale. Importante che sia chiaramente contenuta, laddove necessario, la clausola di salvaguardia "Salvo che il fatto costituisca reato", in modo che continui ad essere perseguito penalmente e non depenalizzato ciò che si configura come reato.
Un sistema sanzionatorio efficiente -ha sottolineato il coordinamento- è il primo strumento di tutela per i produttori che operano seguendo le norme e per i consumatori che chiedono sicurezza. Riteniamo importante introdurre e prevedere due strumenti che rendano più flessibile l'approccio al sistema sanzionatorio, ossia la diffida/ammonimento e il ravvedimento operoso. Fondamentale resta, poi, per Agrinsieme arrivare a un'etichettatura obbligatoria dell'origine, che sgombri quanto più possibile il terreno da occasioni di contraffazioni e frodi in generale.
www.cia.it


Agricoltura biologica: l’unica risposta al riscaldamento globale

Osteggiata, irrisa, oscurata e maltrattata da molta “scienza ufficiale” e dai colossi dell’agribusiness, l’agricoltura biologica è uno dei settori la cui crescita sembra inarrestabile. Ma c’è di più: secondo la ricerca più accurata mai condotta finora, è anche l’unico sistema in grado di nutrire il mondo afflitto dal riscaldamento globale.

Lo studio, pubblicato su Nature Plants, ha esaminato centinaia di studi pubblicati negli ultimi 40 anni. Le sue conclusioni non solo contrastano con le affermazioni delle lobby, ma contraddice la retorica di molti governi favorevoli all’agricoltura industriale. Inoltre, specialmente nei Paesi emergenti, il biologico «può essere il modello ideale per affrontare i cambiamenti climatici».

L’agricoltura biologica è considerata dai suoi critici come «un approccio inefficiente per la sicurezza alimentare», «un sistema agricolo che diverrà meno rilevante nel futuro», un metodo «ideologico» e «con molti difetti» per il «maggior uso di terra al fine di produrre un’uguale quantità di cibo».

Ma il professor John Reganold della Washington State University, che ha scritto la ricerca, lascia parlare i numeri: le vendite mondiali del biologico sono aumentate di cinque volte a tra il 1999 e il 2013:oggi valgono 72 miliardi di dollari e si prevede un raddoppio entro il 2018. La pratica è certificata in 170 Paesi, e anche se i rendimenti sono più bassi rispetto all’agricoltura chimica, non si tratta di cifre molto inferiori. Per molte colture il deficit potrebbe essere più che dimezzato tramite una rotazione delle colture ed evitando le monocolture: per le leguminose come fagioli, piselli e lenticchie non vi è alcuna differenza tra convenzionale e biologico, con quest’ultimo definito «un’alternativa molto competitiva per l’agricoltura industriale».

www.rinnovabili.it



Bambù, una pianta su cui investire

Durante la “Fiera Agricola” di Verona (svoltasi dal 3 al 6 Febbraio), molte giovani imprese hanno illustrato le enormi potenzialità chele piante di Bambù possono offrire a livello commerciale per chi lavora o a intenzione di lavorare nel settore primario.
La coltivazione di questa pianta è un’assoluta novità in Europa che però si sta avvicinando molto velocemente all’utilizzo dei suoi prodotti, soprattutto nel mondo del design.

Il Bambù è la pianta con il miglior rapporto di resa legno per ettaro, poiché ogni pianta può raggiungere in generale un diametro che varia dagli 8 ai 15 cm e fino i 25 metri di altezza (tutto ciò varia a seconda del tipo di pianta e di terreno), qui prendiamo in considerazione la Phyllostachys Pubescens Edulis, sicuramente una delle migliori per la produzione medio-intensiva.

I germogli del Bambù completano la loro crescita diventando fusti in soli 40-60 giorni, con un elevatissimo grado di rinnovamento, può arrivare a crescere anche 1 metro al giorno.
Essendo delle Graminacee (piante infestanti) le piante di Bambù sono praticamente eterne, grazie anche alla loro continua riproduzione attraverso la crescita sotterranea di rizomi durante l’autunno e l’inverno per poi generare dei germogli in primavera.

Questa pianta, oltre a garantire una grande produzione, ha anche il vantaggio di non richiedere grandi investimenti, essendo completamente autonoma e riuscendo a crescere a qualsiasi altitudine, in più (essendo una pianta infestante) non ha bisogno di sostanze particolari nel terreno e non necessita di trattamenti chimici né grandi mezzi o particolari attrezzature, anche la concimazione non è necessaria, in poche parole, il Bambù è una pianta che si coltiva da sé.
Il sesto di impianto principalmente utilizzato è di 4X5 metri.

Il commercio del legname di bambù è vastissimo e in continua crescita, rappresenta una fetta di mercato particolare, usato molto nel settore dell’arredamento e dell’architettura (principalmente quella Bio), chiamato “acciaio della natura” per la sua incredibile resistenza, vanta anche ottime proprietà meccaniche.
In aumento l’utilizzo come parquet, ma è negli arredi che dimostra tutto il suo potenziale, sia a livello qualitativo che di fascino.

Anche dai germogli è possibile ricavare un profitto, data la loro richiesta raffinata nel campo dell’alimentazione (soprattutto quella orientale sempre più in voga anche in Occidente) data la loro consistenza croccante e dal sapore unico e molto delicato, anche se quando viene bollito in qualche zuppa dei piatti tipici Cinesi e Giapponesi acquisisce un sapore abbastanza neutro.
I germogli di Bambù offrono molti benefici per la salute del nostro organismo: contengono solo 27 KiloCalorie e 2,2g di fibre;
Ricchi anche di vitamine del gruppo B (indispensabili per il corretto funzionamento del metabolismo).
Questi germogli sono inoltre ricchi di minerali come il Magnesio e il Rame e di piccole quantità di Calcio, Ferro e Fosforo.

In alcune diete particolari vengono suggeriscono questi germogli per la loro discreta quantità di Potassio (100 grammi di germogli contengono 533mg di potassio) minerale che porta benefici alla frequenza cardiaca e alla pressione sanguigna. Data l’elevata produzione di germogli (ogni 3 o 4 anni) -in quanto il bambuseto si autoregola in base alle proprie capacità di nutrire le proprie piante- è necessario rimuoverli per evitare un sovraffollamento della coltivazione, per ciò la raccolta dei germogli non risulta essere né una rinuncia né uno spreco.

Dalle foglie di Bambù si può ricavare anche un tè/tisana molto particolare, utilizzando solamente le foglie più giovani, questa bevanda non contiene teeina (caffeina) e non irrita le mucose orali. È quindi particolarmente indicato anche per i bambini ed è inoltre molto dissetante.

Le piantagioni di Bambù sono molto diffuse nei paese asiatici dato il loro elevato utilizzo, ma l’esportazione di questo prodotto risulta essere ancora limitata e molto costosa, per questo motivo una concorrenza oltre oceano garantisce numerosi vantaggi.

www.uninfonews.it





EVENTI

Lunedì 29 febbraio
Prato
– Palazzo Buonamici – via Bettino Ricasoli - ore 11.30
Presentazione della prima edizione della “Festa delle Donne del Vino” in programma il 5 marzo prossimo. Interverranno la consigliera provinciale Paola Tassi e la giornalista enogastromica Marzia Morganti Tempestini. Partecipano inoltre Pamela Bicchi e Sabrina Biagini degustatori ufficiali AIS, Beatrice Contini Bonacossi, della tenuta di Capezzana, Annabella Pascale della Tenuta di Artimino, Ludovica Lombardi, demi-chef de partie Four Season Hotel e Mek Tessema, ristoratrice Kaldi's Kaff.
Ufficio Stampa provincia di Prato: Moira Pierozzi - tel. 0574 534635 - 329 5833769 - mpierozzi@provincia.prato.it

Lunedì 29 febbraio
Milano
– Palazzo Lombardia, 39° piano – piazza Città di Lombardia – ingresso N1 – ore 18
Presentazione del più grande aggregato pubblico nazionale del servizio idrico, modello d’eccellenza lombarda di gestione dell’acqua. Tra gli illustri relatori è prevista la presenza del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
Info e accrediti: Ufficio Stampa Consilium Comunicazione, Francesca Corradi – 02 36565485 – 331 3199036

Martedì 1 marzo
Torino – Castello del Valentino, Salone d’onore – viale Mattioli 39 – ore 11
Presentazione di “Terra Madre. Salone del Gusto 2016. Voler bene alla terra”. Durante l’incontro verrà presentato anche il progetto dedicato alle famiglie che desiderano ospitare i delegati di Terra Madre e l’immagine dell’evento 2016. Interverranno tra gli altri Sergio Chiamparino, presidente Regione Piemonte; Piero Fassino, sindaco Città di Torino; Carlo Petrini, presidente Slow Food;
E’ gradito l’accredito.
Info: Alessia Pautasso – 0172 419653 – a.pautasso@slowfood.it - press@slowfood.it - www.slowfood.it


CONFERENZE STAMPA

Giovedì 3 marzo
La Spezia
– Centro Allende – ore 9
Convegno “Azioni di sistema per la tutela e la valorizzazione della biodiversità nei parchi nazionali dell’area tirrenica. La direttiva del Ministero dell’Ambiente per l’indirizzo delle attività dirette alla conservazione della biodiversità”. Aprirà i lavori Maria Carmela Giarratano del Ministero dell’Ambiente e la tutela del territorio e del mare.
Il programma completo è su www.parconazionale5terre.it
Info e accrediti: tel. 0187 762602 - comunicazione@parconazionale5terre.it

Venerdì 4 marzo
Jesi (AN)
– Hotel Federico II – via Ancona 100 – ore 16
Convegno “Qualità, Sostenibilità, Innovazione. Le nuove filiere agroalimentari”. Interverranno Andrea Olivero - Vice Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali; Paolo Bruni - Presidente Centro Servizi Ortofrutticoli CSO; Denis Pantini - Direttore dell’area Agricoltura e Industria Alimentare, Nomisma; Adele Finco - Presidente Cluster Agrifood Marche; Davide Astolfi - Product Marketing TeamSystem; Vilma Mazzocco - Manager Food Agri Departement SidaGroup.
La partecipazione è gratuita previa registrazione su: http://azienda.teamsystem.com/innovazione-filiera-alimentare
Info: New Business Media - newsletter@newbusinessmedia.net



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