ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 412
/ 22.02.2016

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Export agroalimentare superati i 36,8 miliardi di euro nel 2015

Nel 2015 abbiamo superato il nostro obiettivo sfiorando quota 37 miliardi di euro nelle esportazioni con un aumento. Nei mesi da maggio a dicembre l'aumento rispetto allo scorso anno è stato di quasi 1,7 miliardi di euro. Abbiamo registrato così l'effetto positivo di Expo Milano 2015, dove l'Italia ha saputo presentare la forza delle sue filiere in oltre 50 mila incontri con operatori. Si sono aperti nuovi scenari, che stiamo consolidando attraverso partnership strategiche, in mercati dal potenziale interessante come ad esempio l'Iran. A questo si aggiunge il lavoro unitario di promozione che il Governo ha fatto con il piano per l'internazionalizzazione del Made in Italy. Rispetto a 12 mesi fa oggi l'agroalimentare ha un segno unico distintivo, che lo rappresenta in maniera univoca ed è stato protagonista anche di una campagna mirata su un mercato strategico come quello degli Usa, e un piano di azioni che porta tutto il sistema a fare squadra. Se non fosse stato per gli effetti dell'embargo russo avremmo certamente superato i 37 miliardi. Questi risultati sono la prova che possiamo raggiungere quota 50 miliardi entro il 2020".
La principale area di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani si conferma l'Unione europea, andando oltre i 24 miliardi di valore con una variazione del 6,1% rispetto al 2014. In questo scenario tra i Paesi più importanti c'è la Germania che nel 2015 ha importato 6,5 miliardi di euro di prodotti agricoli e alimentari Made in Italy. 
Cresce del 9,4% l'area extra Ue, superando i 12 miliardi di euro. Spiccano gli aumenti del mercato degli Stati Uniti d'America che arriva a 3,6 miliardi con un +20% sul 2014 e della Cina, che con un incremento del 23%, sfiora il mezzo miliardo complessivo.

www.politicheagricole.it



Caldo: Coldiretti record mondiale a Gennaio, in Italia +1.2 gradi

Gennaio con caldo record in Italia dove si sono registrate temperature superiori di 1,2 gradi alla media storica, con natura letteralmente sconvolta e allarme smog nelle città. E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base di dati Isac Cnr, nel commentare l’analisi della Nasa secondo la quale il mese appena trascorso è stato il più caldo dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati. La temperatura globale ha raggiunto 1,13 gradi in più rispetto alla media del 1951-1980, che è il parametro usato dall'Agenzia statunitense per misurare il trend delle temperature. I cambiamenti del clima smentiscono anche i proverbi dopo un anno, il 2015, che si è classificato in Italia come l’anno più caldo della storia con una temperatura superiore di 1,42 gradi la media di riferimento, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr. Il risultato è che ci sono primule, viole e margherite mentre le mimose sono già fiorite da tempo in netto anticipo rispetto alla festa della donne e nelle campagne - continua la Coldiretti - si teme una serie compromissione dei raccolti per il possibile prossimo ed improvviso abbassamento della temperatura. Ma - precisa la Coldiretti - a preoccupare per i raccolti sono anche le forti infestazioni degli insetti patogeni che proliferano per effetto del caldo fuori stagione. Siamo di fronte – conclude la Coldiretti - agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura.
www.coldiretti.it


A febbraio crollano ancora i prezzi agricoli, dal grano alle arance 

Crollano a inizio febbraio i prezzi nelle campagne italiane, dal -60% per cento dei pomodori al -30 % per il grano duro fino al -21% per le arance rispetto all’anno scorso. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Ismea a febbraio 2016 dai quali si evidenzia che la discesa delle quotazioni al di sotto dei costi di produzione mette a rischio il futuro della Fattoria Italia, in occasione della divulgazione dei dati Istat sul Pil.

Non deve ingannare il fatto che l’agricoltura insieme ai servizi abbia fatto registrare una variazione congiunturale positiva del valore aggiunto in contrasto con la flessione del comparto dell'industria concorrendo all’andamento positivo del Pil nel quarto trimestre del 2015 secondo l’Istat. La situazione dei prezzi in campagna sta assumendo toni drammatici anche per gli allevamenti con le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) che ormai da giorni sono scesi ben al disotto della linea di 1,25 centesimi al chilo che copre appena i costi della razione alimentare.

Cosi come i bovini da carne che sono pagati su valori che si riscontravano 20 anni fa, per non parlare del prezzo del latte che con il venir meno degli accordi da marzo sarà ancora in balia delle inique offerte dell’industria. In crisi anche il grano a causa delle scelte poco lungimiranti fatte nel tempo da chi ha preferito fare acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da "spacciare" come pasta o pane Made in Italy, per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la reale origine del grano impiegato.

Un comportamento reso possibile dai ritardi nella legislazione comunitaria e nazionale che non obbliga ad indicare la provenienza del grano utilizzato in etichetta. Il risultato è che è fatto con grano straniero un pacco di pasta su tre e circa la metà del pane in vendita in Italia ma i consumatori non lo possono sapere mentre è a rischio il granaio Italia ed il futuro di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche la desertificazione di un territorio di 2 milioni di circa ettari e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy.

Anticipo dei calendari di maturazione, accavallamento dei raccolti, varietà tardive diventate precoci, con eccesso di offerta prima e crollo della disponibilità poi, sono questi sono alcuni degli effetti dell’andamento climatico anomalo sulle verdure che subiscono anche la pressione delle importazioni, determinate dall’embargo russo nei confronti dell’Ue e, più recentemente, della Turchia, ma anche la scarsa trasparenza dei mercati.

Così prodotti come i cavolfiori o i finocchi hanno visto crollare le quotazioni, rispetto allo scorso anno, rispettivamente del 36,1% e del 26,7%, mentre il radicchio, 32 centesimi al chilogrammo, è posizionato su quotazioni inferiori del 55,4% allo stesso periodo del 2015. La situazione più grave è però quella delle colture in serra, in primo luogo i pomodori, le cui quotazioni si sono ridotte del 60,4% rispetto al 2015, principalmente a causa delle forti importazioni agevolate dal Marocco che stanno condizionando il mercato europeo.

In sofferenza anche prodotti tipicamente invernali come arance e kiwi. Le arance sono quotate all’origine il 21,3% in meno dello scorso anno, con un prezzo medio pagato al produttore intorno ai 22 centesimi, in un mercato invaso da agrumi di importazione, spesso spacciati per italiani.  A subire gli effetti delle importazioni è anche un altro prodotto simbolo della dieta mediterranea made in Italy come l’olio extravergine di oliva sotto la pressione dell’annunciato accesso temporaneo supplementare sul mercato dell'Unione di 35mila tonnellate di olio d'oliva tunisino a dazio zero per il 2016 e 2017, dopo che in Italia  sono già aumentate del 520% le importazioni dell’olio di oliva dal Paese africano.

www.ilpuntocoldiretti.it



Il Chianti classico vuole diventare Patrimonio Unesco

Può un calice di vino dal colore intenso e dal corpo deciso ambire a spandere col suo aroma l’aura di un Patrimonio mondiale dell’Unesco? Sì, può – ecco cosa devono essersi detti i produttori del notissimo nettare toscano in occasione dell’Assemblea dei soci del Chianti Classico, che hanno ufficialmente deliberato l’avvio del processo di inserimento del territorio del Chianti nella prestigiosa Lista dei patrimoni Unesco. 

Il progetto di candidatura sarà incentrato sulla valorizzazione del complesso delle risorse culturali storiche e paesaggistiche del territorio, di cui la componente enologico-produttiva costituisce il risultato più significativo. Il progetto sarà seguito dalla Fondazione per la Tutela del Territorio, e la presidente Tessa Capponi afferma che per il successo dell’operazione è importante che la candidatura sia “popolare, e sostenuta dal più ampio schieramento di forze sociali economiche, culturali e ambientaliste del territorio”.

Sempre in occasione dell’Assemblea sono stati resi noti i dati del 2015 circa le vendite complessive di Chianti classico, che negli ultimi dodici mesi sono cresciute dell’8%, grazie soprattutto al forte trend delle esportazioni che tocca quota 80%, ma anche per merito di una ripresa del mercato italiano, che dopo vari anni di stasi è tornato a crescere del 2%. La fotografia economica è stata presentata insieme al ‘Chianti classico collection’, l’anteprima delle annate e dei nuovi vini che andranno in commercio, in programma alla Leopolda di Firenze.

Dai dati emerge che gli Stati Uniti si confermano il mercato di riferimento per il Chianti, assorbendo circa il 31% delle vendite totali, seguiti dall’Italia al 20%, dalla Germania con il 12%, dal Canada con il 10% e dal Regno Unito al 5%. Per quanto concerne la produzione, la vendemmia 2015– a detta di molti di eccezionale qualità – ha toccato i 292mila ettolitri, un valore leggermente superiore alla media degli ultimi 20 anni. In Italia il territorio del Chianti Classico può essere a ragione definito come un vero e proprio ‘distretto produttivo’ e contare su numeri da “grande impresa”, con un fatturato globale stimabile in oltre 700 milioni di euro, un valore della produzione vinicola imbottigliata di circa 400 milioni di euro e un valore della produzione olivicola pari a 10 milioni di euro.

“Siamo molto soddisfatti dell’andamento del mercato – sottolinea il presidente del consorzio Sergio Zingarelli – un risultato che premia il lungo lavoro di rilancio della denominazione svolto negli ultimi anni e culminato con l’introduzione della Gran selezione, la nuova tipologia di Chianti Classico sul mercato da due anni”.

www.intoscana.it


Alimentare, a maggio torna Cibus

La 18° edizione di Cibus si presenta con una adesione senza precedenti delle maggiori aziende alimentari italiane e con una esposizione che copre tutti i settori tradizionali del comparto e tutte le nuove tendenze dell’offerta alimentare.

Cibus 2016, Salone Internazionale dell’Alimentazione organizzato da Fiere di Parma e Federalimentare, si terrà a Parma dal 9 al 12 Maggio. Saranno presidiati tutti i settori: carni e salumi, formaggi e latticini, gastronomia, ultrafresco e surgelati, pasta, conserve, condimenti, prodotti dolciari e da forno, la Quarta Gamma, le bevande, prodotti tipici e regionali, ed altro ancora.
Grande spazio avranno i prodotti vegetariani e vegani (per entrambi è stata creata la comune etichetta “VEG” che segnalerà gli stand di queste categorie), ma anche prodotti biologici e prodotti con meno grassi, meno sodio, senza glutine e via dicendo.

“Cibus 2016 si conferma la fiera alimentare più conosciuta e rilevante in Italia e nel mondo – ha dichiarato Elda Ghiretti, Cibus Brand Manager – L’adesione delle aziende alimentari è fin qui numerosa ed entusiasta. Sanno di trovare una piattaforma che si modella in tempo reale alla domanda del mercato, sia in termini di innovazione che di tipicità. Gioca a nostro favore anche l’incredibile esperienza dei 6 mesi in Expo, col padiglione “Cibus è Italia” che ha ospitato centinaia di buyer esteri”.

Per quanto riguarda le attività e le novità di Cibus 2016, sono quattro gli ambiti di interesse che verranno presidiati: Sezioni Speciali, Convegni & Workshop, Incoming ed Eventi in Città. Il rinnovato padiglione 7 della fiera, valorizzato dal nuovo ingresso Ovest, creato ricostruendo a Parma il padiglione CIBUSèITALIA presente ad EXPO, ospiterà in questa edizione sezioni speciali e novità.

Nelle sezioni speciali troviamo il nuovo spazio Halal/Kosher, uno showcase dedicato ai prodotti Made in Italy certificati Halal e Kosher.

Altra nuova area sarà lo spazio Seafood EXPO, dedicato agli espositori del settore ittico dove i visitatori avranno la possibilità non solo di scoprire i prodotti ma anche di partecipare ad incontri ed approfondimenti sul tema, presso la specifica area workshop.

La 18° edizione della manifestazione vedrà anche un particolare focus sul retail, con un convegno che si concentrerà sul ruolo della Marca del Distributore nello sviluppo dell’export italiano. Altro spazio dedicato all’approfondimento dei temi legati al Retail sarà un’area workshop all’interno del padiglione 7 dove verranno organizzati incontri pomeridiani dedicati all’analisi degli scaffali all’estero e a come vengono presentati i prodotti Made in Italy nei principali mercati obiettivo.

L’attività incoming realizzata in collaborazione con ICE/Italian Trade Agency, che svolge da sempre un ruolo chiave nella strategia di Cibus, quest’anno si rafforza con un investimento di oltre 2 milioni di euro, stanziati nell’ambito delle azioni di promozione a sostegno dell’agroalimentare italiano promosse sotto il segno distintivo “The Extraordinary Italian Taste”, per ospitare buyers e importatori internazionali.

Il piano prevede una strutturata offerta che aggiunge alla visita della fiera anche retail tour, gala dinner e post show tour presso alcuni stabilimenti produttivi sul territorio. L’attività di incoming è coadiuvata da un’intensa attività di roadshow internazionale, che ha portato gli organizzatori di Cibus ad incontrare professionisti del settore a San Francisco in Gennaio per il Winter Fancy Food e continuerà con una partecipazione al Gulfood a Dubai in Febbraio e al Foodex di Tokyo in Marzo.

Confermati anche per questa edizione il coinvolgimento della Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA con Alma Caseus, premio dedicato ai produttori e ai professionisti del settore lattiero caseario e lo spazio MicroMalto organizzato in collaborazione con Birra Nostra, dove verranno presentate le migliori produzioni di birre artigianali italiane.

Il tema dello sviluppo del segmento Fuori Casa sarà invece approfondito grazie ad un convegno dedicato alle tendenze dell’offerta organizzata, collettiva e commerciale. L’appuntamento vedrà coinvolti manager delle catene out-of home e la partecipazione di NPD Group, realtà leader nella fornitura di dati di scenario e comportamenti e trend di consumo nel fuori casa.

Sempre per quanto riguarda i convegni, torna l’annuale appuntamento dedicato alle leve promozionali curato dall’Università degli Studi di Parma e Nielsen in collaborazione con Fiere di Parma. Al centro dell’incontro le nuove traiettorie della promozione delle vendite e le possibili vie d’uscita dalla saturazione promozionale di prezzo per industria e distribuzione.

Torna anche l’edizione 2016 di Ecotrophelia, il concorso per l’innovazione e la sostenibilità dei prodotti alimentari organizzato da Federalimentare e rivolto agli studenti universitari italiani afferenti al settore alimentare. Federalimentare presenterà anche un cartellone seminariale che riguarderà programmi di ricerca, innovazione e sviluppo e un Workshop scuola e azienda.

Per Cibus 2016 è stato rinnovato ed ampliato il fuori salone, il programma di attività nelle strade e nelle piazze di Parma, con “CIBUS IN FABULA” che forte dall’esperienza di EXPO avrà il suo fulcro nella cornice suggestiva della chiesa di San Tiburzio dove verrà collocata un’installazione di GENERATIVE ART realizzata da Felice Limosani: “IL PIATTO DEL GIORNO” e attraverso l’allestimento scenografico dell’Ospedale Vecchio in centro a Parma.

Inoltre si conferma anche per questa edizione la collaborazione con “I Love Italian Food”, che si occuperà di promuovere le produzioni agroalimentari Made in Italy al proprio network di food blogger internazionali coinvolgendoli direttamente e invitandoli a seguire le novità presentate in occasione della nuova edizione della manifestazione.

www.parmadaily.it



Lotta allo spreco 3.0: Banco Alimentare sbarca su Atlante

I 22 magazzini di Banco Alimentare dislocati sul territorio nazionale, per il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari a favore degli indigenti, sono ora rilevati all’interno di Atlante, la piattaforma online realizzata da GS1 Italy in ambito Ecr Italia, in collaborazione con Assologistica, che raccoglie i nodi logistici della filiera del largo consumo in Italia. Atlante mappa più di 1000 nodi logistici tra centri distributivi e magazzini, gestiti da operatori logistici, frutto di un’analisi condotta a 360°, rilevando i dati lato produttore, distributore ed operatore logistico.

«La possibilità di vedere mappati in Atlante i nostri 22 magazzini, che rappresentano il cuore logistico della Rete Banco Alimentare, non ha solo un grande valore scientifico conoscitivo, ma risvolti di concreta utilità per organizzazioni come la nostra che fanno della lotta allo spreco la mission e il quotidiano. Recuperare cibo e salvarlo dallo spreco» continua Malaguti «significa ottimizzare risorse e creare valore, guardando alla sostenibilità del nostro pianeta. Gli studi condotti da GS1 Italy in ambito Ecr Italia approcciano nuove soluzioni proprio con questo obiettivo. In questa direzione va anche la possibilità di essere inclusi nella mappa di Atlante, poiché offre anche l’opportunità di rendere visibili i nostri bisogni di spazi di stoccaggio, di celle frigorifere e di trasporti, ottimizzando i flussi già esistenti in Atlante. E perché operare in condivisione ed efficienza di costi può permettere al cibo salvato, stoccato e trasportato, di arrivare tempestivamente a 1.560.000 famiglie e persone bisognose che lo aspettano in tutta Italia».

Atlante mette a disposizione delle aziende un patrimonio informativo di grande valore per facilitare pratiche di asset e transport sharing che consentono di ottimizzare i flussi, riducendo i costi di trasporto e le emissioni inquinanti.

«Siamo molto orgogliosi di questa nuova collaborazione con Fondazione Banco Alimentare» afferma Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy. «Abbiamo avuto modo di lavorare insieme, a fianco delle imprese, già in occasione delle attività sulla gestione delle eccedenze alimentari, per identificare le soluzioni di filiera efficaci e adottabili da tutti gli attori. Abbiamo potuto apprezzare come Banco Alimentare disponga di forte professionalità in ambito logistico e, nel lavoro quotidiano per combattere lo spreco e ridistribuire le eccedenze, si trovi ad affrontare le stesse sfide di ottimizzazione con cui si confrontano le imprese».

www.italiaambiente.it





EVENTI

Mercoledì 24 febbraio
Cles (Trento)
– Auditorium Polo Scolastico – dalle ore 8.20
Qualità dei corsi d’acqua e frutticoltura in prossimità delle aree sensibili. Sono questi i temi principali della giornata tecnica “La frutticoltura delle Valli del Noce” organizzata dalla Fondazione Edmund Mach.
In caso di esaurimento posti, sarà possibile seguire l'evento in diretta streaming a Cles, presso la Sala Borghesi Bertolla, piano terra edificio Biblioteca, in Piazza Navarrino, 19. L’incontro tecnico sarà trasmesso in diretta streaming all’indirizzo (anche per dispositivi mobile) live.fmach.it
Info: Silvia Ceschini, Responsabile dei rapporti con i media Fondazione Edmund Mach - 
T.+39 0461 615126 - M.+39 339 7392973 - silvia.ceschini@fmach.it - www.fmach.it

Giovedì 25 febbraio
Torino
– Aula Magna Università Cavallerizza Reale – ore 9.30
Convegno inaugurale del “Festival del Giornalismo alimentare”. Tra i relatori anche Roberto Rabachino, Presidente ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana che è tra i partners dell’evento. Tre giorni interamente dedicati a una delle tematiche di maggiore attualità, attraverso incontri, workshop e un “gustoso” calendario di eventi off, showcooking e degustazioni guidate, rivolti agli addetti ai lavori e aperti al grande pubblico. Quattro le sezioni su cui il Festival si concentrerà: Sicurezza Alimentare, Biodiversità, Stili di vita ed Enogastronomia.
La partecipazione al Festival è gratuita. Per: ricevere le ultime comunicazioni sul Festival, prenotare l’ingresso, usufruire delle speciali promozioni per viaggi e pernottamenti a Torino e per partecipare agli eventi collaterali accredito su: www.festivalgiornalismoalimentare.it
Ufficio Stampa: José Urso 335 7940036 - Stefano Bosco 338 9321089 - Alessandra Valsecchi 340 3405184 - Giorgia Brescia 334 3510351 - stampa@festivalgiornalismoalimentare.it

Sabato 27 febbraio
Montichiari (Brescia)
– Centro Fiera del Garda – via Brescia 129 – ore 11
Taglio del nastro della quinta edizione di Golositalia & Aliment 2016. La manifestazione ideata da Mauro Grandi avviene in contemporanea ad Aliment & Attrezzature, salone dedicato alla ristorazione professionale. Con l'edizione 2016 si completa l'integrazione tra le due fiere, oggi in grado di offrire uno sguardo a 360° sul mondo del food attraverso l'articolazione in 6 aree tematiche: food, wine, beer, bio-vegan-gluten free, professional technology & restaurant.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa
: Studio Cru - Tel 0444 042110 - info@studiocru.it

Domenica 28 febbraio
Venezia
– Scuola Grande San Giovanni Evangelista – dalle ore 10.40
Inaugurazione di Gusto in Scena, l’evento che si svolgerà il 28 e 29 febbraio, ideato e condotto da Marcello Coronini, per imparare a “cucinare senza sale o senza grassi e dessert senza zucchero aggiunti” e far così convivere gusto e salute all'insegna della qualità. Una grande officina creativa che ha come riferimento la Cucina del Senza®. Ne fanno parte non solo cuochi, pizzaioli e pasticceri, ma anche tutti i produttori e gli sponsor presenti, selezionati per l'alta qualità e perché sempre più eliminano dal processo produttivo tutto quanto non è indispensabile e può far male alla salute.
Info: Marcello Coronini - Tel. +39 0271091871 / +39 0229404086 - info@gustoinscena.it - www.gustoinscena.it


CONFERENZE STAMPA

Mercoledì 24 febbraio
Milano
. Cargo ETC Excelsior – Galleria del Corso 4 – ore 18.30
Presentazione del libro "Let's cook Italian!" della giornalista e Guru del “foodtelling” italiano, Anna Prandoni con l’intervento dello chef Tommaso Arrigoni. Il libro, propone i piatti classici e semplici inspirati dalla tradizione italiana, con preparazioni semplici per una cucina in compagnia anche dei "piccoli" di casa. Ogni ricetta è presentata sia in italiano che in inglese ed è accompagnata da illustrazioni a collage di Emanuela Ligabue.
Al termine del book signing verrà offerto un rinfresco a tutti i partecipanti.
Ufficio Stampa: Ezio Zigliani - +39 0302400643 - Mobile: +39 3347579711 - ezio@eziozigliani.com



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