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Newsletter 41 / 14.1.2008


Emergenza rifiuti: evitiamo gli allarmismi alimentari
Un buon inizio per l'Anno della patata
Frutta e verdura contro sovrappeso e obesità
Agli Americani il vino piace sempre più
La clonazione? Soprattutto un problema etico
Aviaria: bene la proroga dell’etichettatura obbligatoria dei polli


Emergenza rifiuti: evitiamo gli allarmismi alimentari
Attenzione agli allarmismi: i prodotti campani che rispettano le norme di tracciabilità sono sicuri. Perché alle loro spalle ci sono controlli quotidiani da parte dei produttori e della grande distribuzione. Perché "più buono" significa "più sicuro". Parola di Fabrizio Marzano, presidente Unaproa, Unione nazionale tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio. Napoletano, Marzano parla con Affari sia come imprenditore campano sia come capo di un'organizzazione produttori che riunisce 149 Organizzazioni operanti su tutte le regioni italiane e che ogni anno sviluppa programmi di qualità per oltre 200 Milioni di euro , a servizio dei produttori e dei consumatori. Quindi che cosa serve? "Un po' di chiarezza. Perché non vorrei che si aggiungesse danno al danno", dice Marzano, che sottolinea: "Sono preoccupato anche per gli allarmi generici che le organizzazioni agricole danno. Sono straordinariamente negativi, il generico non serve. Siamo difronte ad una cosa seria e ci vuole un atteggiamento serio, anche da parte della stampa". http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/marzanounaproa110108.html
Della stessa opinione il Ministro De Castro: “Abbiamo grande fiducia nel lavoro che sta svolgendo il commissario Gianni De Gennaro, al quale assicuriamo la massima collaborazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Affronteremo come abbiamo sempre fatto, problemi e timori dell’agricoltura campana, insieme ai Consorzi di tutela, alle associazioni e agli operatori del settore”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, sottolinea l’attenzione che il Mipaaf sta prestando alla soluzione dell’emergenza in Campania. “E’ importante evitare gli allarmismi – sottolinea De Castro – che rischiano di mettere in ginocchio un’economia fortemente radicata nell’agricoltura e che eccelle per prodotti di qualità. I controlli ci sono e sono effettuati dagli organi competenti sull’intera filiera – assicura il Ministro – e tutto questo garantisce la sicurezza alimentare dei prodotti campani che arrivano sui mercati e sugli scaffali nazionali ed internazionali”. Il Ministro prende atto delle sollecitazioni e delle legittime preoccupazioni del settore agricolo: “E’ fondamentale lavorare tutti insieme evitando strumentalizzazioni politiche – dice De Castro – ed individuare soluzioni in grado di limitare al massimo l’impatto negativo per le imprese. Saranno valutati con attenzione – conclude il Ministro - eventuali interventi per il settore agricolo e agroalimentare”. www.politicheagricole.gov.it
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Un buon inizio per l'Anno della patata
Dopo il parere di conformità espresso dal Mipaaf il contratto quadro per le patate da consumo fresco può rappresentare un concreto contributo alla realizzazione degli obiettivi dell'Onu che, ricordiamo, ha proclamato il 2008 anno internazionale della patata. Lo dichiara Tiberio Rabboni, assessore regionale all'Agricoltura dell'Emilia Romagna. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha espresso il parere di conformità sul contratto quadro per le patate da consumo fresco. Il contratto quadro è stato sottoscritto a Bologna lo scorso agosto tra tutte le parti in causa, ed è pubblicato sul sito Internet del Mipaaf, nella sezione "Settori agroalimentari/ Ortofrutticolo". Con questo tipo di contratto vengono definiti nuovi strumenti di relazione di mercato, più vincolanti e impegnativi, nell'ottica di veri e propri contratti collettivi di compravendita, come sottolinea in un suo comunicato la Giunta della Regione Emilia Romagna. Il contratto quadro triennale 2007-2009, spiega il comunicato, è stato sottoscritto dalle organizzazioni dei produttori di patate Appe e Assopa, dalle cooperative maggiormente interessate alla produzione di questo prodotto, dall'associazione dei commercianti Aneioa, oltre al Cepa quale ente promotore della Borsa Patate e riguarda circa 100.000 tonnellate di prodotto, pari al 40% del totale regionale.
L'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni ha espresso viva soddisfazione per il riconoscimento ministeriale ricordando che nel 2008, proclamato dall'Onu come Anno internazionale della patata, "l'accordo regionale che estenderà i suoi effetti su gran parte del territorio nazionale rappresenta un concreto contributo alla realizzazione degli obiettivi dell'Onu" "L'alleanza tra mondo agricolo, commercianti e cooperative per promuovere la coltivazione della patata e rafforzare il ruolo dell'Emilia-Romagna come polo di eccellenza - ha proseguito Rabboni - trova ora il suo pieno compimento e potrà contribuire ad assicurare ai consumatori un prodotto assolutamente competitivo per qualità, periodo di offerta e diffusione commerciale". Da parte loro le associazioni firmatarie dell'accordo hanno sottolineato che "questo contratto - in particolare con le modalità di determinazione dei prezzi - estende i suoi effetti non solo alla produzione regionale ma a tutto il centro-nord, conferendo ancora più valore all'accordo".
Il contratto quadro, spiega il comunicato, stabilisce il quantitativo complessivo di prodotto, permettendo la massima programmazione delle colture e degli stoccaggi, utili a garantire la migliore fluidità di mercato; conferma le modalità di funzionamento della Borsa Patate; fissa le modalità di definizione del prezzo e di cessione del prodotto sia in natura sia confezionato, e delle relative modalità di pagamento; definisce lo schema con cui effettuare la liquidazione del prodotto; prevede le norme di qualità per la sua classificazione. In particolare è stato inserito il "Disciplinare di produzione regionale per il Marchio Qualità Controllata-QC" per le patate, definito ai sensi della L.R. 28/99, come standard produttivo. L'accordo, continua la nota, impegna inoltre i firmatari a pervenire alla costituzione di un fondo di esercizio privato, alimentato in base ad un apposito regolamento e gestito secondo una logica interprofessionale, per sviluppare azioni di miglioramento e qualificazione del prodotto, per un'efficace diffusione sui mercati nazionali ed esteri e per la promozione verso i consumatori.
L'Emilia-Romagna, con circa 7.000 ettari di coltivazioni a patate e con una produzione nel 2006 di circa 250.000 tonnellate, concentrate per oltre la metà in provincia di Bologna, rappresenta una consistente quota della produzione nazionale, ma anche un punto di riferimento nazionale per lo sviluppo del sistema organizzato e delle relazioni, che negli anni è maturato, anche con il supporto della Regione Emilia-Romagna e degli Enti locali.Importanti realizzazioni, all'interno di questo percorso, conclude la nota, sono state la Borsa Patate, il Consorzio delle Buone Idee, che ha dato vita a Selenella, ed il Consorzio per la patata di Bologna DOP, in un intreccio di relazioni interprofessionali e societarie che fino ad ora ha dato ottimi frutti. www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Frutta e verdura contro sovrappeso e obesità
Dallo scorso novembre, in 22 scuole superiori della Provincia di Bologna gli studenti hanno a disposizione una valida alternativa alle solite merendine. Si tratta di “Frutta Snack” con i distributori automatici di prodotti salutari a base di frutta fresca e trasformata in porzioni monodose pronte all’uso. “Frutta Snack” è un progetto pilota voluto dai Ministeri della Salute e della Pubblica Istruzione che interessa complessivamente 81 scuole superiori e circa 60 mila ragazzi dei capoluoghi di 3 regioni (Emilia Romagna, Lazio, Puglia). Una iniziativa per vincere soprappeso e obesità che colpiscono particolarmente le fasce più giovani di età. Un’opportunità per consumare frutta e verdure fresche che nutrono e sono povere di calorie.
Partendo dall’esigenza di ritrovare i valori salutistici della dieta mediterranea e rendere attivi tutti quei processi che possono combattere soprappeso e obesità, è nato il Progetto Pilota Nazionale “Frutta Snack”. Un invito, soprattutto ai giovani, fortemente interessati al problema, e ogni giorno sottoposti ad un condizionamento martellante da parte della pubblicità di snack e piatti pronti ad alto contenuto calorico. I bambini italiani, tanto per fare un esempio, sono i più bersagliati d’Europa dagli spot televisivi di merendine e snack (nella fascia protetta, dalle 16 alle 19, viene trasmesso uno spot ogni 5 minuti per un totale di 33.000 in un anno). Da queste considerazioni è nata la necessità di ritrovare i valori salutistici della dieta mediterranea, composta prevalentemente da cereali, ortaggi, frutta, pesce, olio extravergine di oliva e considerata ancora il miglior modello alimentare oggi esistente. Troppo spesso, però, l’attenzione viene distolta da “affascinanti sirene mediatiche” che, nel nome della modernità, propongono soluzioni di tipo alimentare certamente comode e di pronto utilizzo, ma troppo ricche di zuccheri e grassi.
Ecco, allora, il pericolo del sovrappeso e dell’obesità che favoriscono le cosiddette “patologie killer” (malattie vascolari, tumori, diabete tipo II) che hanno in comune stili di vita sbagliati. E’ stato stimato, infatti, che un errato stile di vita sia causa di circa il 31% delle malattie cardio-ischemiche, l’11% degli infarti a livello mondiale e del 12% di diabete tipo II. Questi dati allarmanti hanno indotto il Ministero della Salute e della Pubblica Istruzione ad attivarsi per promuovere la “cultura” di un corretto stile di vita ed affidando la sperimentazione pilota nazionale “Frutta Snack” a “Centrale - Sperimentazione e Servizi Agro-ambientali” di Cesena sulla base della positiva esperienza già realizzata. “Frutta Snack” ha un obiettivo rivoluzionario, rendere graditi agli adolescenti il consumo di frutta e verdura, in particolare gli snack consumati a scuola, incentivando i giovani ad esplorare alimenti importanti per la loro salute, spesso scarsamente presenti nella loro dieta.
Il progetto prevede una diffusione capillare di prodotti freschi attraverso l’utilizzo di distributori automatici dedicati collocati nelle scuole. Queste ultime, infatti, accompagnando la maggior parte dei bambini e dei giovani fino ai 20 anni, sono la struttura ideale, insieme alla famiglia, per indirizzare i consumi dei giovani. “Frutta Snack”, che rientra nell’iniziativa ministeriale “Guadagnare Salute” è realizzato in tre Regioni rappresentative, Emilia Romagna, Lazio e Puglia in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali. La sperimentazione, partita operativamente nel mese di novembre scorso coinvolge 22 scuole superiori di Bologna e altre 60 di Roma e Bari per un totale di circa 60.000 ragazzi. A questi viene offerta l’opportunità di consumare, tramite l’utilizzo dei distributori automatici, frutta fresca, trasformata e/o miscelata ad altri prodotti (yogurt ) in alternativa alle solite merendine. L’obiettivo è, dunque, educare alla salute attraverso una corretta alimentazione ed un comportamento più critico nei confronti delle sofisticate strategie pubblicitarie. La proposta di Frutta Snack, quindi, forte anche delle positive esperienza già realizzate a livello interprovinciale da “Centrale – Sperimentazione e Servizi Agro-ambientali” di Cesena, intende avviare una forma di partnership tra pubblico e privato, che supporti e faciliti lo sviluppo di iniziative imprenditoriali sul territorio, volte alla organizzazione di filiere per la produzione e distribuzione di Frutta Snack partendo dalle scuole.
Per fare meglio conoscere il progetto, le attività in corso di realizzazione nelle scuole di Bologna e i primi risultati agli operatori della Comunicazione, della Scuola, della Sanità, della Pubblica Amministrazione, delle Organizzazioni Professionali, Sindacali, Imprenditoriali e Cooperative è stata convocata un incontro-conferenza stampa per giovedì 17 gennaio 2008 alle ore 10,00 a Bologna presso il quartiere fieristico - Piazza della Costituzione – “Sala Suite” – Primo Piano Centro Servizi – Blocco D. www.osservatorioagroambientale.org - www.fattoriedidattiche.net


Agli Americani il vino piace sempre più
Dagli ultimi dati disponibili il sorpasso dovrebbe essere ormai fatto: l'America beve più vino dell'Italia. La crescita dei consumi americani raggiunge così il suo quindicesimo anno consecutivo nel 2007, dopo un +4% registrato nel 2006. In totale gli americani hanno consumato ben 304 milioni di casse di vino sorpassando gli italiani, posizionandosi quindi al secondo posto della classifica mondiale del consumo e insediando ormai da vicino i francesi (ancora al primo posto, dati 2007 wine market report di Impact Databank). Il report elenca anche una serie di fattori che hanno contribuito a ciò: pubblicità che elogia gli effetti benefici della bevanda; crescita dei nuovi wine lover, soprattutto da imputare alla millennial generation; crescita del reddito personale delle donne; modalità di vendita e marketing del vino. I consulenti e gli osservatori, infatti, affermano che il vino è diventato oltre che più disponibile negli store, anche più facile e semplice da capire: le immagini di animali in etichetta (critter label) hanno ormai rotto le barriere, vedi il caso Yellow Tail. Sono cambiate anche le modalità di acquisto: cinque anni fa la spesa media per bottiglia si aggirava tra i 6 e gli 8 dollari, mentre oggi siamo a quota 10-15 dollari. In generale, i consumatori non guardano più al vino poco costoso e basta, ma cercano anche e soprattutto la qualità. Riguardo alla classifica, di questo passo l'America supererà la Francia entro il 2015. www.vino24tv.it
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La clonazione? Soprattutto un problema etico
Non bastava il parere positivo sugli Ogm. Ora l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare si è espressa, in via preliminare, anche a favore della vendita di latte e carne provenienti da mucche e maiali clonati. Una posizione che ci trova totalmente in disaccordo, non solo sotto il profilo della sicurezza alimentare, ma soprattutto sotto l’aspetto etico. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al progetto di parere formulato dall’organismo comunitario sulla clonazione, richiesto dalla Commissione Ue. La vendita di prodotti provenienti da animali clonati (latte, carne e formaggi) - sostiene la Cia- rappresenta un elemento negativo ed inaccettabile, proprio perché evidenzia rischi per il consumatore, alimentando grandi preoccupazioni e perplessità di pura natura etica. Da qui l’esigenza che su un problema così delicato e complesso come questo vi sia una più attenta riflessione. E non certo sufficiente il lancio, da parte dell’Efsa, di una consultazione pubblica che dovrà concludersi entro il prossimo 25 febbraio, al fine di presentare un progetto scientifico definitivo all’Esecutivo comunitario sulla clonazione animale. Serve ben altro per arrivare ad una decisione conclusiva ed organica in materia. La cosa strana, oltretutto, è che il parere dell’Efsa arrivi a ridosso -afferma la Cia- della decisione presa dalla statunitense Food and Drug Administration che prevede la vendita di prodotti provenienti da animali che hanno subito un processo di clonazione. Una tempestività che alimenta non pochi sospetti. Uno su tutti: quello di spingere l’Europa a scegliere Ogm e clonazione. Un orientamento che, però, contrasteremo con tutte le nostre forze. Nel ribadire la netta contrarietà sia agli Organismi geneticamente modificati che alla clonazione, la Cia riafferma che su questi temi la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ed europei ha espresso netto dissenso, come emerge anche dalla consultazione promossa dalla Coalizione Liberi da Ogm. Inoltre, è indispensabile procedere nella difesa e valorizzazione dell’agroalimentare tipico e di qualità che ha la sua base su un’agricoltura diversificata e che produce alimenti salubri e fortemente legati al territorio. http://www.cia.it/cia/
Ed ecco le dichiarazioni del Ministro De Castro sullo stesso scottante argomento. "Terremo conto dei pareri scientifici ma la sicurezza alimentare viene davanti ogni cosa". Lo ha dichiarato all'agenzia Agi il ministro Paolo De Castro commentando il parere espresso in via preliminare dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare sulle implicazioni della clonazione animale su sicurezza alimentare, salute animale, welfare e ambiente, annunciato in un comunicato della stessa Efsa. Il parere era stato richiesto all'Autorità di Parma nel febbraio 2007 dalla Commissione europea. Il ministro rassicura inoltre i consumatori "stiano comunque sicuri che nulla arriverà loro né ora né in futuro senza ogni totale garanzia". L'Efsa darà il via anche ad una consultazione pubblica sull'argomento, i contributi potranno essere espressi anche tramite il sito web dell'Efsa, fino al prossimo 25 febbraio. E' prevista inoltre l'organizzazione di un meeting con le parti interessate, sempre a febbraio, e tramite il Forum consultivo la stessa Efsa intende consultare gli Stati membri. Il parere definitivo, informa il comunicato dell'Autorità europea, potrà essere adottato dal Comitato scientifico dell'Efsa nel prossimo aprile e pubblicato a maggio 2008. www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Aviaria: bene la proroga dell’etichettatura obbligatoria dei polli
L'Ordinanza del Ministro della Salute che ha prorogato al 31 dicembre 2008 il termine previsto per continuare ad applicare le misure di protezione e sorveglianza contro l'influenza aviaria e garantire quindi la salvaguardia dello stato sanitario del patrimonio avicolo nazionale e comunitario è una conferma dell'esigenza di perseguire sulla strada dell'etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti per assicurare ai consumatori prodotti sani e sicuri. E' quanto afferma la Coldiretti in merito alla decisione di prorogare di un anno le norme, nate nell'agosto del 2005 a seguito dell'emergenza causata dalla diffusione dell'influenza aviaria dai polli all'uomo e della necessità di risollevare il mercato della carne avicola crollato per la disaffezione dei consumatori preoccupati dalla malattia. Restano quindi in vigore – ricorda la Coldiretti - in aggiunta alle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, di cui al Decreto legislativo 109/92, le disposizioni che prevedono che gli operatori che intervengono nella fase di macellazione e di sezionamento e i soggetti che importano nel territorio italiano animali vivi da macellare, o carni fresche da sezionare o già sezionate da commercializzare, debbano riportare in etichetta le informazioni necessarie a ripercorrere con esattezza la storia dell'animale. Le disposizioni in materia di etichettatura e, in particolare, l'obbligo di indicare l'origine della carne, rivestono - osserva la Coldiretti - un'importanza fondamentale, in quanto, garantendo la completa tracciabilità del prodotto, agevolano il sistema dei controlli e tutelano la salute dei consumatori ed il loro diritto alla corretta informazione, che si sostanzia nella trasparenza delle indicazioni riportate in etichetta. Ciò – conclude la Coldiretti – anche alla luce dei recenti casi di decessi umani in Vietnam, Pakistan ed Egitto a seguito della malattia. www.coldiretti.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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