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Emergenza
rifiuti: evitiamo gli allarmismi alimentari
Un buon
inizio per l'Anno della patata
Frutta
e verdura contro sovrappeso e obesità
Agli Americani
il vino piace sempre più
La clonazione?
Soprattutto un problema etico
Aviaria:
bene la proroga dell’etichettatura obbligatoria dei polli

Emergenza
rifiuti: evitiamo gli allarmismi alimentari
Attenzione
agli allarmismi: i prodotti campani che rispettano le norme di tracciabilità
sono sicuri. Perché alle loro spalle ci sono controlli quotidiani
da parte dei produttori e della grande distribuzione. Perché
"più buono" significa "più sicuro".
Parola di Fabrizio Marzano, presidente Unaproa, Unione nazionale
tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di
frutta in guscio. Napoletano, Marzano parla con Affari sia come
imprenditore campano sia come capo di un'organizzazione produttori
che riunisce 149 Organizzazioni operanti su tutte le regioni italiane
e che ogni anno sviluppa programmi di qualità per oltre 200
Milioni di euro , a servizio dei produttori e dei consumatori. Quindi
che cosa serve? "Un po' di chiarezza. Perché non vorrei
che si aggiungesse danno al danno", dice Marzano, che sottolinea:
"Sono preoccupato anche per gli allarmi generici che le organizzazioni
agricole danno. Sono straordinariamente negativi, il generico non
serve. Siamo difronte ad una cosa seria e ci vuole un atteggiamento
serio, anche da parte della stampa". http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/marzanounaproa110108.html
Della stessa opinione il Ministro De Castro: “Abbiamo grande
fiducia nel lavoro che sta svolgendo il commissario Gianni De Gennaro,
al quale assicuriamo la massima collaborazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali. Affronteremo come abbiamo
sempre fatto, problemi e timori dell’agricoltura campana,
insieme ai Consorzi di tutela, alle associazioni e agli operatori
del settore”. Così il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali Paolo De Castro, sottolinea l’attenzione
che il Mipaaf sta prestando alla soluzione dell’emergenza
in Campania. “E’ importante evitare gli allarmismi –
sottolinea De Castro – che rischiano di mettere in ginocchio
un’economia fortemente radicata nell’agricoltura e che
eccelle per prodotti di qualità. I controlli ci sono e sono
effettuati dagli organi competenti sull’intera filiera –
assicura il Ministro – e tutto questo garantisce la sicurezza
alimentare dei prodotti campani che arrivano sui mercati e sugli
scaffali nazionali ed internazionali”. Il Ministro prende
atto delle sollecitazioni e delle legittime preoccupazioni del settore
agricolo: “E’ fondamentale lavorare tutti insieme evitando
strumentalizzazioni politiche – dice De Castro – ed
individuare soluzioni in grado di limitare al massimo l’impatto
negativo per le imprese. Saranno valutati con attenzione –
conclude il Ministro - eventuali interventi per il settore agricolo
e agroalimentare”. www.politicheagricole.gov.it
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Un
buon inizio per l'Anno della patata
Dopo
il parere di conformità espresso dal Mipaaf il contratto
quadro per le patate da consumo fresco può rappresentare
un concreto contributo alla realizzazione degli obiettivi dell'Onu
che, ricordiamo, ha proclamato il 2008 anno internazionale della
patata. Lo dichiara Tiberio Rabboni, assessore regionale all'Agricoltura
dell'Emilia Romagna. Il Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali ha espresso il parere di conformità sul contratto
quadro per le patate da consumo fresco. Il contratto quadro è
stato sottoscritto a Bologna lo scorso agosto tra tutte le parti
in causa, ed è pubblicato sul sito Internet del Mipaaf, nella
sezione "Settori agroalimentari/ Ortofrutticolo". Con
questo tipo di contratto vengono definiti nuovi strumenti di relazione
di mercato, più vincolanti e impegnativi, nell'ottica di
veri e propri contratti collettivi di compravendita, come sottolinea
in un suo comunicato la Giunta della Regione Emilia Romagna. Il
contratto quadro triennale 2007-2009, spiega il comunicato, è
stato sottoscritto dalle organizzazioni dei produttori di patate
Appe e Assopa, dalle cooperative maggiormente interessate alla produzione
di questo prodotto, dall'associazione dei commercianti Aneioa, oltre
al Cepa quale ente promotore della Borsa Patate e riguarda circa
100.000 tonnellate di prodotto, pari al 40% del totale regionale.
L'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni ha espresso
viva soddisfazione per il riconoscimento ministeriale ricordando
che nel 2008, proclamato dall'Onu come Anno internazionale della
patata, "l'accordo regionale che estenderà i suoi effetti
su gran parte del territorio nazionale rappresenta un concreto contributo
alla realizzazione degli obiettivi dell'Onu" "L'alleanza
tra mondo agricolo, commercianti e cooperative per promuovere la
coltivazione della patata e rafforzare il ruolo dell'Emilia-Romagna
come polo di eccellenza - ha proseguito Rabboni - trova ora il suo
pieno compimento e potrà contribuire ad assicurare ai consumatori
un prodotto assolutamente competitivo per qualità, periodo
di offerta e diffusione commerciale". Da parte loro le associazioni
firmatarie dell'accordo hanno sottolineato che "questo contratto
- in particolare con le modalità di determinazione dei prezzi
- estende i suoi effetti non solo alla produzione regionale ma a
tutto il centro-nord, conferendo ancora più valore all'accordo".
Il contratto quadro, spiega il comunicato, stabilisce il quantitativo
complessivo di prodotto, permettendo la massima programmazione delle
colture e degli stoccaggi, utili a garantire la migliore fluidità
di mercato; conferma le modalità di funzionamento della Borsa
Patate; fissa le modalità di definizione del prezzo e di
cessione del prodotto sia in natura sia confezionato, e delle relative
modalità di pagamento; definisce lo schema con cui effettuare
la liquidazione del prodotto; prevede le norme di qualità
per la sua classificazione. In particolare è stato inserito
il "Disciplinare di produzione regionale per il Marchio Qualità
Controllata-QC" per le patate, definito ai sensi della L.R.
28/99, come standard produttivo. L'accordo, continua la nota, impegna
inoltre i firmatari a pervenire alla costituzione di un fondo di
esercizio privato, alimentato in base ad un apposito regolamento
e gestito secondo una logica interprofessionale, per sviluppare
azioni di miglioramento e qualificazione del prodotto, per un'efficace
diffusione sui mercati nazionali ed esteri e per la promozione verso
i consumatori.
L'Emilia-Romagna, con circa 7.000 ettari di coltivazioni a patate
e con una produzione nel 2006 di circa 250.000 tonnellate, concentrate
per oltre la metà in provincia di Bologna, rappresenta una
consistente quota della produzione nazionale, ma anche un punto
di riferimento nazionale per lo sviluppo del sistema organizzato
e delle relazioni, che negli anni è maturato, anche con il
supporto della Regione Emilia-Romagna e degli Enti locali.Importanti
realizzazioni, all'interno di questo percorso, conclude la nota,
sono state la Borsa Patate, il Consorzio delle Buone Idee, che ha
dato vita a Selenella, ed il Consorzio per la patata di Bologna
DOP, in un intreccio di relazioni interprofessionali e societarie
che fino ad ora ha dato ottimi frutti. www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Frutta
e verdura contro sovrappeso e obesità
Dallo
scorso novembre, in 22 scuole superiori della Provincia di Bologna
gli studenti hanno a disposizione una valida alternativa alle solite
merendine. Si tratta di “Frutta Snack” con i distributori
automatici di prodotti salutari a base di frutta fresca e trasformata
in porzioni monodose pronte all’uso. “Frutta Snack”
è un progetto pilota voluto dai Ministeri della Salute e
della Pubblica Istruzione che interessa complessivamente 81 scuole
superiori e circa 60 mila ragazzi dei capoluoghi di 3 regioni (Emilia
Romagna, Lazio, Puglia). Una iniziativa per vincere soprappeso e
obesità che colpiscono particolarmente le fasce più
giovani di età. Un’opportunità per consumare
frutta e verdure fresche che nutrono e sono povere di calorie.
Partendo dall’esigenza di ritrovare i valori salutistici della
dieta mediterranea e rendere attivi tutti quei processi che possono
combattere soprappeso e obesità, è nato il Progetto
Pilota Nazionale “Frutta Snack”. Un invito, soprattutto
ai giovani, fortemente interessati al problema, e ogni giorno sottoposti
ad un condizionamento martellante da parte della pubblicità
di snack e piatti pronti ad alto contenuto calorico. I bambini italiani,
tanto per fare un esempio, sono i più bersagliati d’Europa
dagli spot televisivi di merendine e snack (nella fascia protetta,
dalle 16 alle 19, viene trasmesso uno spot ogni 5 minuti per un
totale di 33.000 in un anno). Da queste considerazioni è
nata la necessità di ritrovare i valori salutistici della
dieta mediterranea, composta prevalentemente da cereali, ortaggi,
frutta, pesce, olio extravergine di oliva e considerata ancora il
miglior modello alimentare oggi esistente. Troppo spesso, però,
l’attenzione viene distolta da “affascinanti sirene
mediatiche” che, nel nome della modernità, propongono
soluzioni di tipo alimentare certamente comode e di pronto utilizzo,
ma troppo ricche di zuccheri e grassi.
Ecco, allora, il pericolo del sovrappeso e dell’obesità
che favoriscono le cosiddette “patologie killer” (malattie
vascolari, tumori, diabete tipo II) che hanno in comune stili di
vita sbagliati. E’ stato stimato, infatti, che un errato stile
di vita sia causa di circa il 31% delle malattie cardio-ischemiche,
l’11% degli infarti a livello mondiale e del 12% di diabete
tipo II. Questi dati allarmanti hanno indotto il Ministero della
Salute e della Pubblica Istruzione ad attivarsi per promuovere la
“cultura” di un corretto stile di vita ed affidando
la sperimentazione pilota nazionale “Frutta Snack” a
“Centrale - Sperimentazione e Servizi Agro-ambientali”
di Cesena sulla base della positiva esperienza già realizzata.
“Frutta Snack” ha un obiettivo rivoluzionario, rendere
graditi agli adolescenti il consumo di frutta e verdura, in particolare
gli snack consumati a scuola, incentivando i giovani ad esplorare
alimenti importanti per la loro salute, spesso scarsamente presenti
nella loro dieta.
Il progetto prevede una diffusione capillare di prodotti
freschi attraverso l’utilizzo di distributori automatici dedicati
collocati nelle scuole. Queste ultime, infatti, accompagnando la
maggior parte dei bambini e dei giovani fino ai 20 anni, sono la
struttura ideale, insieme alla famiglia, per indirizzare i consumi
dei giovani. “Frutta Snack”, che rientra nell’iniziativa
ministeriale “Guadagnare Salute” è realizzato
in tre Regioni rappresentative, Emilia Romagna, Lazio e Puglia in
collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali.
La sperimentazione, partita operativamente nel mese di novembre
scorso coinvolge 22 scuole superiori di Bologna e altre 60 di Roma
e Bari per un totale di circa 60.000 ragazzi. A questi viene offerta
l’opportunità di consumare, tramite l’utilizzo
dei distributori automatici, frutta fresca, trasformata e/o miscelata
ad altri prodotti (yogurt ) in alternativa alle solite merendine.
L’obiettivo è, dunque, educare alla salute attraverso
una corretta alimentazione ed un comportamento più critico
nei confronti delle sofisticate strategie pubblicitarie. La proposta
di Frutta Snack, quindi, forte anche delle positive esperienza già
realizzate a livello interprovinciale da “Centrale –
Sperimentazione e Servizi Agro-ambientali” di Cesena, intende
avviare una forma di partnership tra pubblico e privato, che supporti
e faciliti lo sviluppo di iniziative imprenditoriali sul territorio,
volte alla organizzazione di filiere per la produzione e distribuzione
di Frutta Snack partendo dalle scuole.
Per fare meglio conoscere il progetto, le attività in corso
di realizzazione nelle scuole di Bologna e i primi risultati agli
operatori della Comunicazione, della Scuola, della Sanità,
della Pubblica Amministrazione, delle Organizzazioni Professionali,
Sindacali, Imprenditoriali e Cooperative è stata convocata
un incontro-conferenza stampa per giovedì 17 gennaio 2008
alle ore 10,00 a Bologna presso il quartiere fieristico - Piazza
della Costituzione – “Sala Suite” – Primo
Piano Centro Servizi – Blocco D. www.osservatorioagroambientale.org
- www.fattoriedidattiche.net

Agli
Americani il vino piace sempre più
Dagli
ultimi dati disponibili il sorpasso dovrebbe essere ormai fatto:
l'America beve più vino dell'Italia. La crescita dei consumi
americani raggiunge così il suo quindicesimo anno consecutivo
nel 2007, dopo un +4% registrato nel 2006. In totale gli americani
hanno consumato ben 304 milioni di casse di vino sorpassando gli
italiani, posizionandosi quindi al secondo posto della classifica
mondiale del consumo e insediando ormai da vicino i francesi (ancora
al primo posto, dati 2007 wine market report di Impact Databank).
Il report elenca anche una serie di fattori che hanno contribuito
a ciò: pubblicità che elogia gli effetti benefici
della bevanda; crescita dei nuovi wine lover, soprattutto da imputare
alla millennial generation; crescita del reddito personale delle
donne; modalità di vendita e marketing del vino. I consulenti
e gli osservatori, infatti, affermano che il vino è diventato
oltre che più disponibile negli store, anche più facile
e semplice da capire: le immagini di animali in etichetta (critter
label) hanno ormai rotto le barriere, vedi il caso Yellow Tail.
Sono cambiate anche le modalità di acquisto: cinque anni
fa la spesa media per bottiglia si aggirava tra i 6 e gli 8 dollari,
mentre oggi siamo a quota 10-15 dollari. In generale, i consumatori
non guardano più al vino poco costoso e basta, ma cercano
anche e soprattutto la qualità. Riguardo alla classifica,
di questo passo l'America supererà la Francia entro il 2015.
www.vino24tv.it
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La
clonazione? Soprattutto un problema etico
Non
bastava il parere positivo sugli Ogm. Ora l’Agenzia europea
per la sicurezza alimentare si è espressa, in via preliminare,
anche a favore della vendita di latte e carne provenienti da mucche
e maiali clonati. Una posizione che ci trova totalmente in disaccordo,
non solo sotto il profilo della sicurezza alimentare, ma soprattutto
sotto l’aspetto etico. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione
italiana agricoltori in merito al progetto di parere formulato dall’organismo
comunitario sulla clonazione, richiesto dalla Commissione Ue. La
vendita di prodotti provenienti da animali clonati (latte, carne
e formaggi) - sostiene la Cia- rappresenta un elemento negativo
ed inaccettabile, proprio perché evidenzia rischi per il
consumatore, alimentando grandi preoccupazioni e perplessità
di pura natura etica. Da qui l’esigenza che su un problema
così delicato e complesso come questo vi sia una più
attenta riflessione. E non certo sufficiente il lancio, da parte
dell’Efsa, di una consultazione pubblica che dovrà
concludersi entro il prossimo 25 febbraio, al fine di presentare
un progetto scientifico definitivo all’Esecutivo comunitario
sulla clonazione animale. Serve ben altro per arrivare ad una decisione
conclusiva ed organica in materia. La cosa strana, oltretutto, è
che il parere dell’Efsa arrivi a ridosso -afferma la Cia-
della decisione presa dalla statunitense Food and Drug Administration
che prevede la vendita di prodotti provenienti da animali che hanno
subito un processo di clonazione. Una tempestività che alimenta
non pochi sospetti. Uno su tutti: quello di spingere l’Europa
a scegliere Ogm e clonazione. Un orientamento che, però,
contrasteremo con tutte le nostre forze. Nel ribadire la netta contrarietà
sia agli Organismi geneticamente modificati che alla clonazione,
la Cia riafferma che su questi temi la stragrande maggioranza dei
cittadini italiani ed europei ha espresso netto dissenso, come emerge
anche dalla consultazione promossa dalla Coalizione Liberi da Ogm.
Inoltre, è indispensabile procedere nella difesa e valorizzazione
dell’agroalimentare tipico e di qualità che ha la sua
base su un’agricoltura diversificata e che produce alimenti
salubri e fortemente legati al territorio. http://www.cia.it/cia/
Ed ecco le dichiarazioni del Ministro De Castro sullo stesso scottante
argomento. "Terremo conto dei pareri scientifici ma la sicurezza
alimentare viene davanti ogni cosa". Lo ha dichiarato all'agenzia
Agi il ministro Paolo De Castro commentando il parere espresso in
via preliminare dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare
sulle implicazioni della clonazione animale su sicurezza alimentare,
salute animale, welfare e ambiente, annunciato in un comunicato
della stessa Efsa. Il parere era stato richiesto all'Autorità
di Parma nel febbraio 2007 dalla Commissione europea. Il ministro
rassicura inoltre i consumatori "stiano comunque sicuri che
nulla arriverà loro né ora né in futuro senza
ogni totale garanzia". L'Efsa darà il via anche ad una
consultazione pubblica sull'argomento, i contributi potranno essere
espressi anche tramite il sito web dell'Efsa, fino al prossimo 25
febbraio. E' prevista inoltre l'organizzazione di un meeting con
le parti interessate, sempre a febbraio, e tramite il Forum consultivo
la stessa Efsa intende consultare gli Stati membri. Il parere definitivo,
informa il comunicato dell'Autorità europea, potrà
essere adottato dal Comitato scientifico dell'Efsa nel prossimo
aprile e pubblicato a maggio 2008. www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Aviaria:
bene la proroga dell’etichettatura obbligatoria dei polli
L'Ordinanza
del Ministro della Salute che ha prorogato al 31 dicembre 2008 il
termine previsto per continuare ad applicare le misure di protezione
e sorveglianza contro l'influenza aviaria e garantire quindi la
salvaguardia dello stato sanitario del patrimonio avicolo nazionale
e comunitario è una conferma dell'esigenza di perseguire
sulla strada dell'etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti
per assicurare ai consumatori prodotti sani e sicuri. E' quanto
afferma la Coldiretti in merito alla decisione di prorogare di un
anno le norme, nate nell'agosto del 2005 a seguito dell'emergenza
causata dalla diffusione dell'influenza aviaria dai polli all'uomo
e della necessità di risollevare il mercato della carne avicola
crollato per la disaffezione dei consumatori preoccupati dalla malattia.
Restano quindi in vigore – ricorda la Coldiretti - in aggiunta
alle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa in materia
di etichettatura dei prodotti alimentari, di cui al Decreto legislativo
109/92, le disposizioni che prevedono che gli operatori che intervengono
nella fase di macellazione e di sezionamento e i soggetti che importano
nel territorio italiano animali vivi da macellare, o carni fresche
da sezionare o già sezionate da commercializzare, debbano
riportare in etichetta le informazioni necessarie a ripercorrere
con esattezza la storia dell'animale. Le disposizioni in materia
di etichettatura e, in particolare, l'obbligo di indicare l'origine
della carne, rivestono - osserva la Coldiretti - un'importanza fondamentale,
in quanto, garantendo la completa tracciabilità del prodotto,
agevolano il sistema dei controlli e tutelano la salute dei consumatori
ed il loro diritto alla corretta informazione, che si sostanzia
nella trasparenza delle indicazioni riportate in etichetta. Ciò
– conclude la Coldiretti – anche alla luce dei recenti
casi di decessi umani in Vietnam, Pakistan ed Egitto a seguito della
malattia. www.coldiretti.it
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore

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