ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 404
/ 14.12.2015

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Al via campagna istituzionale di promozione prodotti Dop e Igp

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è partita la campagna istituzionale di promozione per aumentare la conoscenza e sostenere il consumo dei prodotti Dop e Igp. L'iniziativa, che coinvolge anche i punti vendita della Grande distribuzione organizzata che hanno aderito all'iniziativa, rientra nel quadro di azioni che il Mipaaf ha messo in campo per i prodotti di qualità certificata DOP IGP, protagonisti anche nell'ambito di Expo Milano 2015. 
"Con 839 prodotti certificati dall'Unione europea - commenta il Ministro Maurizio Martina - siamo leader assoluti nel campo della qualità. Un patrimonio che vogliamo continuare a valorizzare al meglio, attraverso azioni coordinate e strategiche per far crescere ancora un settore che vale già oggi più di 13,5 miliardi e coinvolge circa 150.000 imprese. La campagna di informazione, frutto anche del lavoro del Tavolo permanente istituito per la prima volta dal Ministero tra le associazioni della Grande Distribuzione Organizzata e le Associazioni dei Consorzi, ha l'obiettivo di rafforzare il comparto dei prodotti a indicazione geografica anche nel mercato interno. In questi 20 mesi abbiamo lavorato molto su 3 fronti cruciali come quello delle relazioni diplomatiche, della promozione dei prodotti e della lotta al falso Made in Italy agroalimentare". 
"Proprio a Milano - continua il Ministro - abbiamo organizzato l'Assemblea mondiale delle IG, che ci ha consentito concreti passi in avanti nelle relazioni diplomatiche e fra imprese per tutelare meglio le nostre denominazioni. Nella promozione per la prima volta parte un'azione coordinata con la Gdo per mettere in evidenza i prodotti di qualità certificata nei punti vendita, in coordinamento proprio con il nostro spot istituzionale. Sul fronte della lotta alla contraffazione abbiamo superato le 700 operazioni a contrasto dei falsi Dop Igp, tanto nel territorio comunitario quanto sulla rete. Con orgoglio dico che siamo l'unica istituzione al mondo ad avere accordi con player mondiali del web come Alibaba e eBay che ci consentono di dare al 'brand geografico' lo stesso livello di tutela dei più grandi marchi commerciali. Tradotto in numeri, significa ad esempio aver bloccato flussi di commercio di falso Parmigiano per 99.000 tonnellate al mese, ovvero 11 volte la produzione mensile di quello autentico".

www.politicheagricole.it





Censis: enogastronomia è record

Il record storico delle esportazioni alimentari Made in Italy conferma che “il vero "X factor" sta in una rinnovata ibridazione di settori e competenze tradizionali che produce un nuovo stile italiano con il successo della gastronomia italiana che ha agganciato lo sviluppo della filiera agroalimentare, legandola anche al turismo, alle bellezze paesaggistiche e culturali del Paese, grazie anche al volano delle piattaforme digitali. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare il rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese dal quale emerge il protagonismo dell’agroalimentare nella ripresa del Paese. L'export agroalimentare è cresciuto di 8 punti percentuali quasi il doppio dell’aumento fatto registrare dal made in Italy nel suo insieme nei primi 9 mesi del 2015 per raggiungere a fine anno - stima la Coldiretti - il record storico di 36 miliardi di euro. Ma la tendenza positiva si registra anche a livello nazionale dove le città cambiano il look con un vero boom registrato di take away (+37%), ma anche di ristoranti (15,5%), bar (+10%) e gelaterie-pasticcerie (+8%) registrato dal Censis. Con più di quattro pizzaioli su dieci si tratta di una opportunità di integrazione anche per gli stranieri che vengono dall’estero dove la domanda di cibo Made in Italy passa anche attraverso internet. Un risultato sostenuto dal fatto che l’Italia è l’unico Paese - sottolinea la Coldiretti - che può vantare 275 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) superiori a quelle registrate dalla Francia oltre a 4886 prodotti tradizionali censiti dalle regioni, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%). L’Italia è anche il Paese con le regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino che non valgono in altri Paesi dell’Unione Europea. E sul territorio nazionale operano oltre 21mila agriturismi e c’è anche il maggior numero di agricoltori biologici a livello europeo (49.070) con una superficie coltivata, salita a quasi 1,4 milioni di ettari (+5%). Il modello produttivo dell’agricoltura italiana è campione anche nella produzione di valore aggiunto. Il valore aggiunto per ettaro realizzato dal settore è – sottolinea la Coldiretti - più del doppio della media UE-27, il triplo del Regno Unito, il doppio di Spagna e Germania, e il 70% in più dei cugini francesi. Non solo: siamo i primi anche in termini di occupazione, con 7,3 addetti per cento ettari a fronte di una media Ue di 6,6 (elaborazione su dati Commissione Europea). Un percorso reso possibile - conclude la Coldiretti - dal grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana dove una impresa su tre è nata negli ultimi dieci anni con una decisa tendenza alla multifunzionalità, dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche le attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.
www.coldiretti.it




Natale: 1 italiano su 5 cambia shopping per paura

La paura degli attentati terroristici contagia lo shopping natalizio di quasi un italiano su cinque (18%). E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia che il clima di preoccupazione impatta sulle abitudini più tradizionali della Festa di Natale. Dall’analisi - sottolinea la Coldiretti - si registra una tendenza generalizzata a modificare le priorità nelle spese, ma anche a scegliere con più attenzione i luoghi dove trascorrere il tempo libero o effettuare gli acquisti per i regali.
A cambiare è la distribuzione del budget deciso dalle famiglie per il periodo di Natale/Capodanno che quest'anno - sottolinea la Coldiretti - sarà destinato per il 34 per cento all’acquisto di cibo e bevande che rappresenta di gran lunga la prima voce di spesa, per il 23 per cento all’acquisto di regali, per il 17 per cento all’abbigliamento, per il 15 per cento ai divertimenti e agli svaghi e solo per l’11 per cento a viaggi e vacanze. Evidentemente dunque - precisa la Coldiretti - gli italiani quest’anno preferiscono scambiarsi i regali ed avere una buona cena a casa piuttosto che uscire al ristorante, al cinema, a teatro, nei concerti o nelle discoteche.
Le scelte dei luoghi dello shopping sono peraltro influenzate dai recenti fatti di cronaca e sono 3,8 milioni gli italiani che - continua la Coldiretti - cercheranno di evitare i centri commerciali mentre 2,9 milioni rinunciano alla tradizionali passeggiate lungo le vie dei centri storici e infine in circa 900mila per uscire meno da casa fanno addirittura scorte degli alimentari necessari per preparare i pranzi ed i cenoni di Natale. Al contrario - precisa la Coldiretti - si registra una positiva tendenza a fare gli acquisti da casa via internet, che è utilizzato molto anche per avere suggerimenti e fare raffronti, ma anche a scegliere regali e i prodotti alimentari nei piccoli mercatini che a Natale si moltiplicano.

Tra i regali più gettonati libri, tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza e l’enogastronomia, anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Da segnalare la preferenza accordata all'acquisto di prodotti Made in Italy, spesso legati al territorio anche per aiutare l’economia o garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa. Accanto ai tradizionali luoghi di consumo, un successo - continua la Coldiretti - viene dunque registrato per i mercatini locali che nei fine settimana durante le festività si moltiplicano nei luoghi di villeggiatura e che garantiscono spesso la possibilità di trovare regali ad "originalità garantita" al giusto prezzo. Per il cibo e le bevande - conclude la Coldiretti - si registra una tendenza al ritorno al contatto fisico con il produttore magari con acquisti direttamente in azienda o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo.
www.ilpuntocoldiretti.it




Clima, l'Italia migliora ma resta fuori dalla 'Top 10'

Migliora la performance climatica dell'Italia ma resta fuori, anche se per poco, dalla Top 10 dei paesi più virtuosi. Il Bel Paese, infatti, si posiziona all'undicesimo posto. Lo rileva il rapporto annuale di Germanwatch, realizzato in collaborazione con Legambiente per l’Italia, e presentato a Parigi nel corso della Conferenza Modiale sul Clima. Il rapporto prende in considerazione la performance climatica di 58 paesi che insieme rappresentano oltre il 90% delle emissioni globali.

La performance di ciascun paese è misurata attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI) e si basa per il 60% sulle sue emissioni (30% livello delle emissioni annue e 30% il trend nel corso degli anni), per il 20% sullo sviluppo delle rinnovabili (10%) e dell’efficienza energetica (10%) e per il restante 20% sulla sua politica climatica nazionale (10%) e internazionale.

Nel rapporto, anche quest’anno, le prime tre posizioni della classifica non sono state attribuite in quanto nessuno dei paesi ha raggiunto la necessaria performance per contrastare in maniera efficace i cambiamenti climatici in corso e contribuire a mantenere le emissioni globali al di sotto della soglia critica dei 2°C.

La 'top 10' della classifica, con l’eccezione del Marocco che conferma la positiva performance dello scorso anno posizionandosi al decimo posto, è occupata da paesi europei. In testa vi è ancora una volta la Danimarca, seguita da Regno Unito, Svezia, Belgio, Francia e Cipro.

L’Italia fa un balzo in avanti passando dal 16esimo all’11esimo posto grazie alla riduzione delle emissioni (-16.1% nel 2013 rispetto al 1990) dovuta al contributo delle rinnovabili (il nostro Paese si classifica al sesto posto per il trend di sviluppo delle rinnovabili) e dell’efficienza energetica combinato con la perdurante stagnazione economica. Trend positivo nonostante l’assenza di una politica climatica nazionale a livello degli altri partner europei, che relega il nostro paese in fondo alla classifica specifica (51esimo posto) stilata dal rapporto per quanto riguarda le politiche nazionali per il clima.

La Germania continua a rimanere nelle retrovie, confermando il 22esimo posto dello scorso anno, dopo molti anni di leadership. Caduta dovuta alla quota di lignite nel mix energetico nazionale che non consente la necessaria riduzione delle emissioni indispensabile al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di riduzione entro il 2020 del 40% delle emissioni rispetto al 1990.

Vanno sottolineati, inoltre, i passi in avanti fatti da India, Stati Uniti e Cina, che grazie agli investimenti nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica degli ultimi anni, risalgono il fondo della classifica e si posizionano rispettivamente al 25esimo, 34esimo e 47esimo posto.

Nel complesso il rapporto evidenzia un forte rallentamento della crescita delle emissioni globali di CO2, che ormai tendono a stabilizzarsi. Trend positivo dovuto allo sviluppo delle rinnovabili, che nel 2014 hanno registrato il 59% della nuova potenza elettrica installata a livello globale superando, per la prima volta, la potenza combinata delle nuove installazioni di centrali fossili e nucleari. In ben 44 dei 58 Paesi presi in considerazione dal rapporto si è registrata una crescita percentuale annua in doppia cifra.

www.panorama.it


Terra Madre Salone del Gusto 2016

È ufficiale: nuove sedi, nuove date e una piccola novità anche nel nome per l’evento più importante organizzato da Slow Food insieme a Regione Piemonte e Città di Torino, che nel 2016 compie 20 anni. L’appuntamento con la prossima edizione di Terra Madre Salone del Gusto è nel centro di Torino dal 22 al 26 settembre 2016. Decisione condivisa da Slow Food, Regione Piemonte e Città Torino per avvicinare maggiormente il grande pubblico alle tematiche legate al cibo – dalla produzione alla distribuzione e al consumo – così importanti nella vita di ognuno di noi. La manifestazione è anticipata di un mese e non si tiene all’interno di un polo fieristico, ma coinvolge alcuni tra i luoghi più belli e importanti di Torino: il Parco del Valentino con il Borgo Medievale, vero cuore dell’appuntamento e cornice storica di eventi internazionali, Palazzo Reale, il Teatro Carignano, il Circolo dei Lettori e la Reggia di Venaria Reale.

In occasione del ventesimo compleanno, l’evento modifica il nome e porta in primo piano Terra Madre per sottolineare la centralità delle Comunità del cibo e il ruolo da protagonisti che sempre più è assegnato a tutti coloro che nel mondo coltivano e producono il nostro cibo, sottolineando valori come responsabilità sociale e sostenibilità. «È tempo che Terra Madre Salone del Gusto vada incontro a molti più visitatori, che potranno così facilmente conoscere i progetti di Slow Food e della rete di Terra Madre nel mondo, incontrare i produttori, assaggiare ottimi cibi e scoprire modi di produrli rispettosi dell’ambiente e della giustizia sociale, assistere alle molte conferenze e partecipare agli appuntamenti pensati principalmente per le famiglie. Il tutto nella meravigliosa cornice offerta dalla bellissima Torino», commenta Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.

«L’enorme successo dell’Expo dedicato alla nutrizione e la grande attenzione riservata proprio in questi giorni alla conferenza mondiale sul clima, a Parigi, testimoniano che esiste una nuova e più ampia attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e alimentare. Terra Madre Salone del Gusto, forti della credibilità acquisita, potranno essere riferimento in una edizione rinnovata per tutti coloro che aspirano ad un ambiente migliore e vogliono un cibo “buono pulito e giusto”», sottolinea Piero Fassino, sindaco della Città di Torino.

«Già alla chiusura di Expo avevamo annunciato come il nostro lavoro fosse soltanto a un nuovo inizio – aggiunge Petrini -. Terra Madre Salone del Gusto, con la sua rinnovata impostazione, rappresenta l’essenza di questo nostro rinnovato impegno e della volontà di proseguire sulla strada intrapresa da Slow Food nel 1986. Il miglior modo, dunque, per festeggiare non solo i 20 anni del Salone del Gusto ma anche i 30 anni dalla nascita di Slow Food in Italia».

Il centro della manifestazione è quindi il Parco del Valentino, luogo ideale per parlare della sfida del futuro: conciliare la presenza dell’uomo sul pianeta con la necessità di rispettarne le risorse naturali e i suoi limiti. Per Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte: «Grazie alle sue tante eccellenze e alla profonda e diffusa cultura del cibo della sua comunità, il Piemonte continua a essere la cornice ideale di manifestazioni come Terra Madre Salone del Gusto, capaci di rinnovarsi – anche radicalmente – per continuare a proporre un’esperienza di qualità indiscussa a un sempre numeroso pubblico di appassionati ed esperti».

«Ora più che mai vogliamo creare un evento in sintonia con i luoghi che lo ospitano, sensibilizzando ancor di più i visitatori al rispetto del nostro patrimonio. Anche per questo cercheremo di lasciare alla città un tangibile contributo per il bene comune. Sarà una grande sfida, ma siamo certi che Torino e il Piemonte ci accoglieranno con l’entusiasmo e l’affetto che ci dimostrano ormai da tanti anni», conclude Petrini.
www.slowfood.it



Lotta alla fame: più cibo nel piatto per tutti

Una riduzione di cento milioni nel numero di denutriti in dieci anni non può far felici. Per più di un motivo: perché – rivela la Fao – almeno otto volte tanti ancora lottano contro la fame. E perché già produciamo alimenti per 12 miliardi di individui. «Il problema è la distribuzione, non la quantità». Ne è convinto il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale, ed è ormai assodato che da un lato il sistema globale della distribuzione del cibo così accentrato, e dall’altro il land grabbing, la progressiva acquisizione delle terre compiuta da corporation e governi, stiano minando la sovranità alimentare di molti Paesi. 
Continenti ad altissima presenza di affamati come l’Africa e l’Asia sono tra i primi bersagli. «Ma la concentrazione della proprietà di terra in poche mani riguarda sempre più anche l’Europa, dove vi sono circa 12 milioni di aziende agricole, ma quelle più grandi (sopra i 100 ettari), che sono solo il 3% del totale, controllano il 50% di tutte le terre coltivate».
E se alla diffusione della proprietà del suolo per chi coltiva è connessa sia la disponibilità dei prodotti da parte dei consumatori sia un più agevole accesso al cibo (in quantità e qualità), «allo sviluppo delle filiere corte si collega un rafforzamento della sovranità alimentare nelle diverse aree geografiche, tramite l’impiego di risorse locali». 
Questa la tesi di Beppe Croce, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente, che ipotizza una gestione della produzione e della distribuzione di cibo che sappia ridurre le disparità, avvantaggiandosi anche da una modifica della dieta che liberi terre coltivabili grazie alla riduzione delle calorie di derivazione animale, e puntando su «orticoltura urbana, agricoltura di prossimità e gruppi di acquisto solidale».

Diverse componenti per arginare il condizionamento di un modello distributivo che sta portando anche alcuni Stati africani ad adottare «un’economia urbana completamente dipendente dall’esterno»; Paesi che, non avendo una struttura industriale e commerciale sviluppata capace di garantire ad essi potere negoziale, diventano «destinatari di gran parte degli scarti dell’agroalimentare dell’Occidente, ad esempio gli avanzi dei nostri polli, che giungono in Cina o in Africa tramite lunghe filiere distributive, in cui spesso non viene adottata una catena del freddo regolare».
Da qui l’opportunità, intrapresa solo da alcuni, di cambiare il proprio destino, investendo su una politica agricola per lo sviluppo interno: «Il governo del Camerun – conclude Croce – ha varato ad esempio un grande piano di agricoltura biologica di qualità, non solo per l’autoconsumo ma per sviluppare l’export di prodotti, anche trasformati, di vario tipo, come caffè, cacao, ortaggi e persino la pasta».
www.informasalus.it





CONFERENZE STAMPA

Giovedì 17 dicembre
Bologna - Cubiculum Aristarum dell’Archiginnasio -  piazza Galvani 1 – ore 17
L’Accademia Nazionale di Agricoltura, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna 2014-2020, organizza la conferenza “PSR e pacchetto Giovani”. Intervengono: Rocco Carrillo e Silvia Zampieri, Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Bologna.
Ufficio stampa e comunicazione Accademia Nazionale di Agricoltura: Lorenzo Bonazzi - Tel: 051-268809 - Cell: 329-3684176 - ufficiostampa@accademia-agricoltura.it

Venerdì 18 dicembre
Milano - Associazione Stampa Estera Milano - via Principe Amedeo 5 – ore 11.30
Unioncamere Basilicata e Sviluppo Basilicata, in collaborazione con la Regione Basilicata e con il coordinamento della Forim, azienda speciale della Camera di Commercio di Potenza presentano i risultati del progetto Mapping Basilicata, Exporting Italian Excellence. I distretti della Basilicata fanno rete con la nascita di 3 nuovi marchi per promuovere l’eccellenza lucana nel mondo. Sarà analizzato lo scenario di partenza, le iniziative messe in campo e i risultati ottenuti. Info e accrediti: tiziana@theoria.it


EVENTI E MANIFESTAZIONI

Lunedì 14 dicembre
Udine
– Camera di Commercio – Sala Valduga – piazza Venerio 18 – ore 17
Presentazione del libro di Walter Filiputti "Fuoco, arti e mestieri del Friuli, un racconto". La pubblicazione è promossa dalla Camera di Commercio di Udine e coeditata assieme a Vinibuoni Biblioteca.
E’ richiesto l’accredito.
Info e accrediti
: tel. 0432 273537 – promozione@ud.camcom.it - www.ud.camcom.it

Martedì 15 dicembre
Roma
– Palazzo dell’Informazione – piazza Mastai 9 – ore 9.30
Convegno Adiconsum dal titolo "Sostenibilità: etica economica, coesione sociale, tutela ambientale"
Insieme ad Adiconsum, ne parleranno il prof. Giovanni Lombardo dell’Università degli Studi di Genova, il prof. Luca Pesenti dell’Università Cattolica di Milano, il Consigliere Delegato di RBM Salute, Marco Vecchietti, e per Coldiretti, l’Avv. Maria Adele Prosperoni.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa
Adiconsum Nazionale: Valeria Lai - tel. +390644170222 - cell. +39 347.9139574 - valeria.lai@adiconsum.it oppure ufficiostampa@adiconsum.it - www.adiconsum.it

Giovedì 17 dicembre
Salerno
– Grand Hotel Salerno – via Lungomare Clemente Tafuri 1 – ore 17
Evento finale corso “Tecnico per la Valorizzazione e Promozione dei Beni e delle Attività Culturali”. Sarà l’occasione per presentare i diversi prodotti realizzati, applicando modelli e tecniche evolute di apprendimento formale e non formale per promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio culturale della Regione Campania. Seguirà spettacolo teatrale.
Accredito obbligatorio.
Info
: salastampa@conform.it - conform@conform,it – tel. 0825 1805405/06/50

Venerdì 18 dicembre
Milano
– Camera di Commercio di Milano, Sala Conferenze – via Meravigli 9/b – ore 9.30
A cura della Camera di Commercio di Milano il convegno “Turismo a Milano: quale futuro dopo Expo?” Il convegno vuole essere un momento di riflessione sulle prospettive del Turismo a Milano e sulle azioni da condividere con il mondo imprenditoriale e gli operatori del settore, sfruttando l'onda lunga del dopo Expo.
Info e accrediti: marketingterritoriale@mi.camcom.it - tel.02/8515 4471 - 4247- 4123 - www.mi.camcom.it

 

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