ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 401
/ 22.11.2015

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Commercio Estero, vola export agricolo + 14%

Commercio Estero, Coldiretti, con auto vola export agricolo + 14%
Nel 2015 record storico agroalimentare italiano all’estero anche grazie a Expo

Dopo gli autoveicoli sono i prodotti agricoli a fare registrare l’incremento maggiore delle esportazioni con un balzo record del 14 per cento anche sotto la spinta dell’effetto trainante di Expo. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nel settembre 2015. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente le esportazioni di prodotti agricoli aumentano sia nei Paesi dell’Unione europei, con un aumento del 12,3 per cento, sia in quelli extraeuropei con un +19,8 per cento anche grazie al tasso di cambio favorevole. A far registrare un trend positivo è l’intera filiera agroalimentare con i prodotti alimentari, le bevande e il tabacco italiani che crescono all’estero del 4,3 per cento nel mese di settembre. Un andamento che - continua la Coldiretti - spinge le esportazioni dell’agroalimentare Made in Italy verso il record storico di 36 miliardi di euro nel 2015.  Con questi risultati sul commercio estero l’agroalimentare, insieme al turismo, è probabilmente il settore che più di altri sta beneficiando dell’effetto traino dell’Esposizione Universale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che il prodotto dell’agroalimentare più esportato dall’Italia nel mondo è il vino, ma rilevanti sono anche le spedizioni all’estero di ortofrutta, quelle di pasta e di olio di oliva”. I 2/3 del fatturato si ottengono con l’esportazione di prodotti agroalimentari verso i Paesi dell’Unione Europea, ma il Made in Italy - conclude la Coldiretti - va forte anche negli Usa che sono il principale mercato di sbocco extracomunitario

www.coldiretti.it


Latte: 1/3 mercato italiano in mano a francese Lactalis

La multinazionale francese Lactalis, che negli anni si è comperata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori, detiene il 33 per cento del mercato italiano del latte a lunga conservazione, ma la quota sale al 34 per cento nella mozzarella, al 37 per cento nei formaggi freschi e arriva addirittura la 49,8 per cento nella ricotta solo per citare alcuni esempi. E’ quanto emerge dal Dossier della Coldiretti sul potere di mercato conquistato in Italia dal gruppo d’oltralpe divulgato in occasione della mobilitazione degli allevatori italiani davanti alla sede dell’Antitrust in Piazza Verdi 6/a Roma, sulla base dei dati di Italiainprimapagina.

Una iniziativa per far luce sull’evidente squilibrio contrattuale tra le parti che - sostiene la Coldiretti - determina un abuso, da parte dell’industria, dovuto alla maggiore forza economica sul mercato, con imposizione di condizioni ingiustificatamente gravose agli allevatori. I prezzi praticati dagli operatori a valle della filiera del latte fresco - sottolinea la Coldiretti - sono iniqui e gli allevatori sono costretti a chiudere perché non riescono a coprire neanche i costi di produzione.

“Nel passaggio dalla stalla allo scaffale i prezzi del latte fresco moltiplicano fino a quattro e la differenza tra i prezzi pagati dal consumatore italiano e il prezzo riconosciuto agli allevatori è la più alta d’Europa”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “in altre parole in Italia l’industria e distribuzione hanno i margini molto più elevati rispetto agli altri Paesi, dalla Francia alla Germania”. E questo significa - precisa Moncalvo - che all’interno della filiera ci sono margini da recuperare per garantire un giusto prezzo agli allevatori senza aumenti per i consumatori.

In Italia - denuncia la Coldiretti - occorre dunque verificare l'esistenza di comportamenti scorretti nel pagamento del latte agli allevatori che hanno portato prima in Spagna e anche in Francia alla condanna delle principali industrie lattiero-casearie, molte delle quali, peraltro, operano anche sul territorio nazionale. In Francia l’Antitrust - ricorda la Coldiretti - ha multato per un importo di 193 milioni di euro 11 industrie lattiero-casearie tra le quali Lactalis, Laita, Senagral e Andros’s Novandie per pratiche anticoncorrenziali dopo che era precedentemente intervenuto anche l’Antitrust iberico che aveva annunciato multe per un totale di 88 milioni di euro a gruppi come Danone (23,2 milioni), Corporation Alimentaria (21,8 milioni), Grupo Lactalis Iberica (11,6 milioni).

La multinazionale Lactalis è il primo gruppo lattiero caseario nel mondo con un fatturato complessivo di 16 miliardi e che in Italia nel 2014 ha sviluppato un giro d’affari per 1,4 miliardi di euro, con una quota di mercato complessiva nel settore lattiero caseario del 23,4 per cento in volume, mentre acquista circa l’8 per cento del latte italiano.  Il Gruppo francese ha tagliato i compensi agli allevatori italiani che chiedono soltanto che - sottolinea la Coldiretti - il prezzo a loro riconosciuto sia almeno commisurato ai costi di produzione che variano dai 38 ai 41 centesimi al litro, secondo l’analisi ufficiale effettuata dall’Ismea in attuazione della legge 91 del luglio 2015. La vita o la morte delle stalle sopravvissute fino ad ora in Italia dipendono da almeno 5 centesimi per litro di latte che si ricavano dalla differenza tra i costi medi di produzione e i compensi riconosciuti scesi a 34 centesimi al litro.
Inoltre - denuncia la Coldiretti - l’assenza dell’indicazione chiara dell’origine del latte a lunga conservazione, ma anche di quello impiegato in yogurt, latticini e formaggi, non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative e impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy.

Il risultato è che nell’ultimo anno oltre mille stalle da latte sono state chiuse, il 60 per cento delle quali in montagna, e quasi quattromila posti di lavoro andati in fumo per effetto della perdita nei bilanci di circa 550 milioni di euro, perché il latte agli allevatori viene pagato al di sotto dei costi di produzione, con una riduzione dei compensi fino al 30 per cento rispetto allo scorso anno, su valori inferiori a quelli di venti anni.

A fronte di una produzione nazionale di circa 110 milioni di quintali di latte sono 85 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente dall’estero, circa il 40 per cento, e c’è il rischio concreto che il latte straniero possa a breve per la prima volta superare quello tricolore. Sembrano prevalere - spiega la Coldiretti - le ragioni di un patto scellerato per puntare sulla produzione straniera da rivendere ai consumatori italiani a prezzi maggiorati fino al 50 per cento rispetto a quelli di altri Paesi Europei. Il disegno è quello - precisa la Coldiretti - di far chiudere il maggior numero di stalle per dimezzare la produzione italiana e lucrare sull’importazione di latte da Paesi con meno controlli e bassa qualità.

La Coldiretti non permetterà che questo accada e alza il livello della mobilitazione per difendere le stalle, il lavoro, il territorio da coloro che non rispettano la legge e vogliono umiliare il Paese. La situazione drammatica del settore ha provocato la storica mobilitazione nel mese di novembre che - continua la Coldiretti - ha già coinvolto circa ventimila allevatori che insieme alle principali associazioni dei consumatori (Adiconsum, Federconsumatori, Adusbef, Codacons Movimento consumatori) hanno intercettato centinaia di camion, tir e cisterne, presidiato decine di iper e supermercati in tutte le regioni, distribuito almeno trecentomila volantini ai consumatori per spiegare i motivi della protesta.

La presenza della multinazionale francese Lactalis in Italia inizia nel 2003 con l’acquisizione dell’Invernizzi, continua con quella della Galbani e della Locatelli e poi nel 2011 con la Parmalat e infine all’inizio del 2015 con l’acquisto del Consorzio Cooperativo Latterie Friulane. A ciò si aggiunge - denuncia la Coldiretti - la strana storia della Centrale del Latte di Roma, che vede coinvolto sempre il colosso transalpino. Nel marzo del 2010 una Sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato la nullità della vendita della Centrale del Latte di Roma a Cirio da parte del Comune di Roma e tutti gli atti conseguenti, compresa la successiva vendita a Parmalat; pertanto le azioni della Centrale del Latte sono ritornate al Comune di Roma, il quale però, dopo cinque anni, non ha ancora avviato le procedure di recupero delle proprie azioni. Secondo la Coldiretti il progetto per il recupero della Centrale deve prevede un ruolo di partecipazione diretto degli allevatori nelle scelte che riguardano l’azienda.
www.ilpuntocoldiretti.it


I grani antichi tornano sui nostri campi e sfidano le grandi multinazionali

I grani antichi tornano sui campi siciliani. La scorsa settimana a Blufi, in provincia di Palermo, la Cia Sicilia ha dato vita al comitato costituente l'Associazione Produttori Grani antichi di Sicilia per la rivalutazione di un elemento di biodiversità, frutto della selezione fatta dai contadini in migliaia di anni di storia dell'agricoltura.

Un'iniziativa nell'ambito del progetto nazionale sulle "bioresistenze" per la salvaguardia ambientale e la tutela del territorio, del paesaggio e della biodiversità. Temi che sono stati al centro della tavola rotonda che si è tenuta nel centro montano sulle Madonie sul tema "Sapore di grano". Una tavola rotonda, moderata dal giornalista Salvo Messina, per rivalutare i grani antichi Russello, Perciasacchi, Nero delle Madonie, Timilia (o Tumminia) e Senatore Cappelli, con l'intervento del presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Dino Scanavino, della presidente regionale Rosa Giovanna Castagna e del presidente della delegazione palermitana Antonino Cossentino.

"La rivalutazione dei grani antichi è fondamentale -ha detto il presidente nazionale Dino Scanavino- perché sono un elemento di biodiversità e la Cia, da sempre, fa della tutela della biodiversità il fondamento della sua visione dell'agricoltura. Biodiversità, infatti, significa aderenza a un protocollo di sviluppo sostenibile, ma anche affermazione della centralità agricola e dell'agricoltore come imprenditore ‘multiruolo' e ‘custode', capace cioè non solo di produrre dai campi ma di preservare l'ambiente, di qualificarlo attraverso l'attività turistica, di costruire sistemi territoriali capaci di rispettare la natura e i prodotti tipici di quell'area. In questo senso, salutiamo con soddisfazione l'approvazione recente in Senato del ddl sulla biodiversità agricola e alimentare. Crediamo molto in questo disegno di legge, che finalmente definisce un quadro normativo unico, prevedendo misure fondamentali per la difesa e la valorizzazione della biodiversità, come l'istituzione di un'Anagrafe nazionale ‘ad hoc' e l'avviamento del Fondo per la tutela della biodiversità a sostegno delle azioni degli agricoltori custodi. D'altra parte l'Italia, con un trentesimo della superficie Ue, detiene il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale del continente europeo. Un patrimonio che va salvaguardato".

"C'è un'agricoltura che fa antimafia -ha aggiunto la presidente regionale della Cia Rosa Giovanna Castagna- tutelando il paesaggio, un'agricoltura che è presidio di democrazia e libertà. Bioresistenza vuol dire salvaguardia del territorio e della biodiversità. La rivalutazione dei grani antichi è di strategica importanza per la nostra terra poiché sono un elemento di biodiversità da tutelare. In quest'ottica viene costituita l'Associazione dei grani antichi di Sicilia. La lotta che si fa in campagna è una lotta sociale poiché quando noi lottiamo contro le contraffazioni, quando noi lottiamo contro tutta la malavita organizzata che ruota attorno all'agricoltura non stiamo solo proteggendo l'economia dell'agricoltura, ma stiamo creando le condizioni  per un'agricoltura pulita e dignitosa".

La coltivazione dei grani autoctoni siciliani è stata via via abbandonata fino a rischiare di scomparire, perché soppiantata dai nuovi grani imposti dalla normativa comunitaria, sempre più iperproteici che l'intestino dell'uomo, come dimostrato da diversi studi scientifici, non riesce a digerire dando il via a tutte le intolleranze e le allergie. La delegazione palermitana della Confederazione, negli ultimi anni, ha creduto fortemente nella rivalutazione di questi grani, lanciando la sfida alle multinazionali.

"In questo senso -ha spiegato proprio il presidente della Cia di Palermo Antonino Cossentino- sono stati preziosi gli aiuti che abbiamo avuto dalla Stazione consorziale sperimentale di granicoltura di Sicilia, dove è custodita una collezione di grani antichi, una settantina in tutto, e che costituiscono una base comunque importante da cui partire. Con la loro collaborazione possiamo puntare a ben altro, perché disponiamo di un patrimonio genetico così importante che ci consente di avviare il processo di rilancio. Dall'altra parte possiamo contare sugli studi effettuati dal Consorzio di ricerca "Gian Pietro Ballatore" sulla bontà per la nostra salute di questi grani e delle farine ottenute. In questa nostra iniziativa non portiamo avanti un'idea ‘romantica', ma stiamo mettendo assieme i pezzi di un mosaico che possono portarci a un disegno economico importante per la nostra regione".

Alla tavola rotonda è intervenuto anche Giuseppe Castiglione, sottosegretario del Mipaaf, il sindaco di Blufi Calogero Brucato e Franco Vescera, archeologo dei grani antichi.

www.cia.it



Giovani imprenditori, l’agricoltura attira sempre di più

La Fondazione Mach fucina dei nuovi imprenditori agricoli, non solo con i corsi scolastici ma anche con il corso biennale per aspiranti imprenditori agricoli della durata di 600 ore, inaugurato dall’assessore provinciale all’agricoltura Michele Dallapiccola, dal direttore generale della Fem Sergio Menapace e dal dirigente scolastico Marco Dalrì.

Nel 1986 quando l’Istituto Agrario assunse in proprio questo elemento strategico di formazione legato anche alla concessione del premio d’insediamento sono oltre 2500 i giovani che hanno frequentato questi corsi. Si può affermare senza ombra di dubbio che ormai il tessuto centrale degli imprenditori agricoli trentini è uscito da questi corsi frequentati spesso anche da diplomati e laureati in altre specializzazioni.

Dallapiccola ha colto l’occasione della presenza di oltre 120 giovani, fra i 57 che ricevevano il diploma per aver concluso positivamente il corso delle 600 ore ed i 65 che ieri lo hanno iniziato, per dare una forte iniezione di fiducia: «Dovete avere l’orgoglio di essere contadini perché la vostra è la professione più importante” e con imprenditori preparati in grado non solo di produrre ma anche di relazionarsi con gli altri comparti cominciando dal turismo per la valorizzazione dei vostri prodotti, operando in questo modo farete un ottimo sevizio al Trentino, una terra che non deve aver paura ad affrontare il futuro».

Certo, ha spronato l’assessore, anche l’occhio vuole la sua parte: «Le corti delle vostre aziende come le vostre stalle devono essere ben ordinate, egli ha quindi inviati i giovani ad aprirsi al mondo, confrontandosi con altre realtà, cercando di incontrare chi fa le cose meglio di noi per imparare, solo dal confronto può nascere un momento di crescita per tutti».

«L’interesse a questo corso», ha ricordato il direttore generale Sergio Menapace, «è dimostrato dal fatto che le domande di amissione erano ben 160, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2014. Da notare che la maggior parte dei corsisti è in possesso di un diploma di scuola superiore, mentre il 14% dispone di una laurea. Altro dato interessante: la presenza femminile si è ormai stabilizzata sul 25% del totale».

Il dirigente del comparto scuola Marco Dalrì ha ricordato come la Fem sia «molto attenta a fornire una formazione e un aggiornamento costante ad un settore come quello agricolo, molto complesso e diversificato». Per questo, ha ricordato Paolo Dallavalle, che insieme a Carlo Micheli sono i tutor del corso, «negli anni ci siamo specializzati in un modello di formazione molto personalizzato. Con la diversificazione dei moduli vogliamo offrire la possibilità di una formazione che permetta loro di sviluppare una mentalità imprenditoriale».
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it



Expo Food & Wine a Catania

Il salone euromediterraneo del buon cibo e del buon vino, ideato e creato da Sief Italia, ritorna con una seconda edizione ricca di novità. Dal 28 al 30 novembre 2015 presso il centro fieristico Le Ciminiere di Catania, grandi protagoniste saranno le delegazioni estere che prenderanno parte agli eventi di incoming: Romania, Malta, Irlanda, Inghilterra, Germania, Polonia, Colombia e Ghana. Lo scopo è quello di creare un network in giro per il mondo per assicurare alle aziende che parteciperanno, veri e propri incontri d’affari per incoraggiare e facilitare l’internazionalizzazione delle imprese, come precisa Alessandra Ambra, amministratrice di Sief Italia.

Ma le novità non finiscono qui. Il connubio tra cibo e turismo sarà uno dei grandi protagonisti di questa seconda edizione. All’interno di Expo Food and Wine prenderà vita un evento parallelo ‘Sicily travel show’ che proporrà, in partnership con ‘Sicilia convention bureau’, attività, convegni e molteplici occasioni per conoscere le zone di produzione, per degustare le eccellenze alimentari, per apprezzare ancora di più l’arte della cucina, i produttori e il territorio.

“Food, Turismo ed Eventi: una triade fortissima per promuovere il prodotto ‘destinazione Sicilia’ in Italia e nel Mondo. Il Sicily Travel Show è una splendida iniziativa di valorizzazione turistica, oltre che enogastronomica, per il territorio siciliano” – dichiara Daniela Marino, Direttore Operativo Sicilia Convention Bureau – La partnership tra Sicilia Convention Bureau ed Expo Food & Wine è una grande opportunità per la promozione delle eccellenze della filiera turistica-congressuale siciliana che rappresentiamo. Siamo certi che questo sarà il punto di partenza per sviluppare sinergie sempre più ambiziose per promuovere i punti di forza della Sicilia e attrarre il turismo nazionale e internazionale. Siamo pronti a supportare Expo Food & Wine con grande entusiasmo”.

Si discuterà di contesti turistici, enogastronomia siciliana e importanza per la ristorazione dei marchi di qualità legati al prodotto, alla filiera, al territorio. In programma, showcooking organizzati dalla Federazione italiana cuochi e dall’Unione regionale cuochi Sicilia. E ancora, laboratori del gusto, corsi di degustazione, il concorso nazionale a squadre Federazione italiana cuochi e quello dell’Unione regionale cuochi Sicilia con premiazione dello chef emergente. Tra i convegni, saranno affrontate tematiche importanti come il ruolo dell’Expo sulla ripresa dell’economia siciliana, il turismo on line con le piattaforme web del turismo e le tecnologie digitali. Ultima novità, almeno per ora, una piattaforma e-commerce che rappresenterà un vetrina virtuale del gusto messa a disposizione delle aziende che prenderanno parte alla seconda edizione di ‘Expo Food & Wine’.

ASA, Associazione Stampa Agroalimentare Italiana, ha concesso il patrocinio alla manifestazione.
www.expofoodandwine.com



Grove Ecosystem, un ecosistema biologico gestito con l’iPhone

Sarebbe bello poter avere una piccola sezione, in ogni casa, in grado di fornire cibi biologici per tutto l’anno. Questo ovviamente non è sempre possibile, a meno che non abbiate una fattoria. Ma delle piccole soddisfazioni si possono ottenere con degli orti casalinghi. Visto che il problema di molti è il poco tempo disponibile da dedicare all’orto, stanno nascendo anche delle soluzioni autonome. Grove Ecosystem è una di queste e consente di avere un piccolo orticello auto gestito.

Il sistema funziona con due sezioni. Una principale con della terra dove coltivare ortaggi e verdure. Una sottostante con un acquario. In pratica l’acquario genera umidità e batteri che concimano e rendono umida la terra. A sua volta la terra rilascia dei micro organismi in grado di alimentare i pesci.

Così si ottengono due cose: un acquario sempre alimentato e pulito e una terra sempre fertile e umida. Il tutto è gestibile mediante un’app per smartphone, che consente di sapere se i parametri sono corretti e quando seminare e raccogliere gli ortaggi. Il Grove Ecosystem si finanzia su Kickstarter. Il sistema completo costa 2.700 dollari e sarà pronto dal prossimo maggio.

www.melamorsicata.it







CONFERENZE STAMPA

Sabato 28 novembre
Roma
– The Westin Excelsior – via Veneto – ore 11
Presentazione di “Flos Olei 2016, il mondo dell’extravergine in tasca”, l’attesa guida di Marco Oreggia, grande esperto del settore, che nella settima edizione ha selezionato oli da ben 49 Paesi.
Info: www.flosolei.com
Ufficio Stampa: MG Logos - E.mail: comunicazione@mglogos.it - Tel. 06 45491984

Sabato 28 novembre
Aspra-Bagheria (Palermo)
– Museo dell’Acciuga – Strada Comunale Cotogni 1, zona piazza Verdone – ore 18
Presentazione del volume “Sardine e acciughe di Sicilia” durante una serata interamente dedicata a questi pesci e con degustazione finale.
Info e accrediti: Martina Cenni, Salvietti & Barabuffi Editori, tel. 0577 905330 (int. 5) - martinacenni.seb@gmail.com


EVENTI E MANIFESTAZIONI

Mercoledì 25 novembre
Roma
- Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Aula Marconi - piazzale Aldo Moro 7 - ore 10-13.30
Convegno “Rete e innovazione in agricoltura. Esiste un digital divide nel settore agroalimentare?” organizzato da Cnr in collaborazione con Confagricoltura, Giovani di Confagricoltura, Istat, Cisco e Telecom per fare il punto sull’avanzamento tecnologico di uno dei settori strategici dell’economia italiana.
Info e accrediti: Confagricoltura, Area Comunicazione - Tel.:  +39 066852.410 - E-mail: immagine@confagricoltura.it - www.confagricoltura.it

Mercoledì 25 novembre
Milano-Malpensa – Ristorante Il Canneto, Hotel Sheraton Milan Malpensa – ore 19.30
Nell’ambito dell’evento #ItalianFoodAffair, serata dedicata al Veneto con degustazione realizzata dall’Executive Chef Pasquale D’Ambrosio insieme all’Executive Chef Carlo Molon, dello Sheraton Lake Como, e a Carlo Bassetto, testimonial della carne Veneta Qualità Verificata.
E’ gradito l’accredito.
Info: Carlo Vischi - info@carlovischi.net - Cell. + 39 349 8341936

Giovedì 26 novembre
Milano
– Palazzo Pirelli, Sala Gaber – piazza Duca d’Aosta 3 – ore 9.30
Seminario “Mani nella terra, cervelli in azione. Il valore educativo e sociale di un orto” promosso dalla Regione Lombardia nell’ambito dei progetti didattici nelle scuole lombarde con la creazione di orti didattici permanenti.
Iscrizione obbligatoria su: http://ersaf.lombardia.it/servizi/eventi/dettaglio_iscrizione.aspx?ID=98
Info: www.buonalombardia.it - Elsa Brambilla, Regione Lombardia, Direzione Generale Agricoltura - elsa_brambilla@regione.lombardia.it

Giovedì 26 novembre
Roma
– Eataly – piazzale XII Ottobre 1492 – ore 10-15
Workshop “Responsibility: per una rete economica sociale solidale” organizzato da Adiconsum. Il programma è su www.adiconsum.it, sezione stampa/eventi.
Ufficio Stampa Adiconsum: Valeria Lai - tel. +390644170222 - cell. +39 347.9139574 - valeria.lai@adiconsum.it - ufficiostampa@adiconsum.it

Sabato 28 novembre
Sant’Alessio Siculo (Messina)
– Centro Congressi Hotel Capo dei Greci – ore 10
Il Distretto Taormina Etna – Polo d’Attrazione Etna organizza il convegno “Risultati raggiunti e obiettivi futuri” per presentare insieme alle Istituzioni locali le attività svolte sul territorio e illustrare i nuovi obiettivi.
Il convegno è ad ingresso libero.
Info
: distretto@visitetna.net

 

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