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Promossi
gli abbinamenti classici della tavola natalizia
L'Europa
riconosce i vini Passiti
Pesca,
crescono in Italia produzione, consumi e import
Il mondo
del vino italiano investe su Internet
Nasce “Valtellina
c’è più gusto”
La Carbonara
è il piatto italiano più apprezzato all’estero

Promossi
gli abbinamenti classici della tavola natalizia
Pandoro
o panettone con Asti spumante, gli abbinamenti classici delle feste
italiane, hanno passato l'esame dell'analisi sensoriale. La scienza
quindi conferma la tradizione e va oltre, spiegandoci perché
questi abbinamenti funzionano. Tutto nasce dalla ricerca dell'Associazione
Industrie Dolciarie Italiane (AIDI) e del Consorzio per la Tutela
dell'Asti che hanno incaricato il Centro Studi Assaggiatori di verificare
il livello di piacevolezza dei prodotti abbinati tra loro. Utilizzando
delle schede di assaggio apposite, gli assaggiatori hanno prima
valutato panettone e pandoro, poi assaggiato l'Asti Dogc e valutato
nuovamente le sensazioni percepite. In questo modo si sono ottenuti
diversi profili sensoriali: uno per ogni dolce e uno per ogni abbinamento
tra i dolci e lo spumante. In entrambe le coppie l'Asti Docg enfatizza
le caratteristiche aromatiche positive del dolce. Nel caso del pandoro,
lo spumante aggiunge una fresca acidità, potenzia il profumo
di vaniglia e vi aggiunge una sensazione floreale e fruttata, con
note di agrumi e mandorle. L'abbinamento prende quindi un punteggio
edonistico di 7,3 (su scala 0-9) Anche il panettone ne guadagna
dall'abbinamento: infatti l'Asti Docg sottolinea il profumo dei
canditi e dell'uvetta, apportando note di uva fresca e arancia.
Voto: 7,4. «Il metodo utilizzato è innovativo rispetto
ai precedenti perché consente di verificare il livello dell’attendibilità
del test - afferma Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori
- Rispetto ad altri metodi, questo è focalizzato sull'analisi
aromatica perché l'olfatto è il senso che maggiormente
influisce sulle nostre scelte. A questo proposito i test evidenziano
che l'industria dolciaria sta investendo in prodotti di sempre maggiore
profondità». - www.assaggiatori.com.
Però gli Italiani gradiscono molto anche lo champagne francese,
così come risulta dai dati forniti dal Centro Informazioni
Champagne. Infatti il mercato italiano dello champagne mostra una
crescita superiore alla media mondiale. A fine settembre l'export
verso l'Italia è cresciuto del 7,6%. Per numero di bottiglie
l'Italia continua a confermarsi il quinto mercato all'export per
lo Champagne, con 9,2 milioni di bottiglie giunte nel nostro Paese
nel 2006 su 320 milioni di bottiglie affluite sui mercati di tutto
il mondo. A livello globale la crescita a fine settembre è
stata del 6,4%. “Gli italiani stanno scoprendo lo Champagne
come vino da tutto pasto, ha dichiarato Domenico Avolio, direttore
del Centro Informazioni Champagne in Italia. Le scelte dei consumatori
nel nostro Paese sono orientate sempre di più verso bottiglie
di valore: millesimati, cuvée speciali e rosé, ponendo
l'Italia al terzo posto nella classifica mondiale a valore”.
- www.champagne.it.
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L'Europa
riconosce i vini Passiti
Finalmente
il riconoscimento europeo, dando dignita' internazionale a una tipologia
di prodotto dal forte legame con il territorio di origine e le tradizioni
produttive. La categoria dei "vini da uve appassite" e'
stata inserita nella riforma dell'Ocm approvata ieri. Erano infatti
assenti nella legislazione comunitaria e nella prima proposta di
riforma dello scorso luglio, come aveva piu' volte evidenziato l'Associazione
Nazionale, denunciando i rischi che avrebbero corso decine di passiti
europei, piccole produzioni di nicchia di alta qualita'. La legislazione
europea già riconosceva alcuni vini per la categoria dei
liquorosi, come lo Sherry e il Porto, ma i vini da uve stramature,
come i Sauternes, non includevano la categoria dei passiti, che
adesso hanno il loro specifico riconoscimento. L'approvazione di
ieri trova la soddisfazione delle Citta' del Vino (550 Comuni associati),
impegnate in questi anni per la valorizzazione dei vini passiti
attraverso diverse iniziative, tra le più importanti la costituzione
della Fondazione Nazionale Centro Vini Passiti, a Montefalco (Perugia),
la realizzazione del primo Atlante Italiano dei Vini Passiti (nel
2006), l'organizzazione di un evento internazionale come il Vinoro,
a Marsala (Trapani). "E' un riconoscimento che premia il lavoro
di questi anni - dichiara il presidente di Citta' del Vino, Valentino
Valentini -. Il capitolo passiti e' uno degli aspetti positivi della
nuova Ocm vino, insieme alla tutela dei vigneti eroici e di montagna,
alla possibilita' di imbottigliamento in zona per i vini a denominazione
di origine e alla possibilita' che avranno gli Stati membri di vietare
l'indicazione sulle etichette dei vini da tavola i vitigni che includono
il nome di un Comune, come la Vernaccia di San Gimignano, il Lambrusco
di Sorbara o il Sagrantino di Montefalco. Purtroppo in sede europea
sono state approvate anche misure negative, come la reintroduzione
dello zuccheraggio e la riduzione dei fondi per lo sviluppo rurale,
passati da 400 milioni di € a 150 milioni, ma diamo atto al
ministro Paolo De Castro di aver conseguito importanti risultati
nonostante le difficolta' della negoziazione con gli altri Stati.
Il nostro giudizio è positivo anche sul metodo adottato da
De Castro per raccogliere le osservazioni non solo della filiera
produttiva, ma dei territori e delle amministrazioni locali".
Tra gli altri aspetti positivi della riforma, secondo Citta' del
Vino, vanno anche menzionati: il divieto di utilizzo di mosti extraUe,
l'obbligo di vinificazione in zona d'origine, la riduzione delle
superfici da estirpare a 175 mila ettari, l'esclusione dal piano
estirpi dei vigneti di montagna e l'innalzamento dal 2 al 3% delle
superfici "protette" di particolare interesse ambientale.
Negativo invece, secondo l'Associazione, oltre alla reintroduzione
dello zuccheraggio e alla riduzione dei fondi per lo sviluppo rurale,
anche il passaggio alla Commissione delle competenze sul riconoscimento
delle pratiche enologiche. – www.cittadelvino.it.
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Pesca,
crescono in Italia produzione, consumi e import
Una
produzione nel 2006 di 538mila tonnellate, in crescita del 4,3%
su base annua, per un ricavo complessivo di 2.142 milioni di euro
(+8,4%). Sono i numeri del settore ittico in Italia, comprensivo
della pesca e dell’acquacoltura, pubblicati nel rapporto Ismea
dal titolo “Il settore ittico in Italia e nel Mondo: le tendenze
recenti”, scaricabile gratuitamente all’indirizzo Internet
www.ismea.it. Un settore che - sottolinea l’Ismea - dopo il
recupero del 2006 ha vissuto però un anno più problematico
nel 2007, a causa soprattutto del forte aumento dei costi di produzione
determinato dal caro-gasolio. Voce, quella dei carburanti, che è
arrivata a coprire oltre il 50% dei costi correnti del settore,
al netto degli oneri salariali. Dai risultati del 2006 emergono
incrementi sia per le catture in mare, con la pesca nelle acque
del Mediterraneo aumentata del 6,5% rispetto all’anno precedente,
sia per l’acquacoltura, la cui produzione è cresciuta
in volume del 3,3%. Un anno positivo anche per i consumi di pesce,
con una media pro capite di 22 chilogrammi, in aumento del 2,8%
rispetto al 2005. Il settore ittico in Italia resta però
fortemente dipendente dall’estero. Le importazioni di pesce,
molluschi e crostacei hanno oltrepassato nel 2006 le 900.000 tonnellate,
registrando un aumento del 3,4%. Il grado di autoapprovvigionamento,
dato dal rapporto tra la produzione interna e i consumi nazionali,
è comunque leggermente migliorato per l’aumento della
produzione, raggiungendo nello stesso anno il 41,5%. Nel 2006 la
bilancia commerciale del settore ittico ha chiuso i conti con un
disavanzo monetario di 3.124 milioni di euro, registrando un peggioramento
del 7,5% rispetto al 2005. Dai dati strutturali emerge, infine,
un’ulteriore riduzione dello sforzo di pesca in Italia che
si è riflessa negli ultimi anni in una minore pressione sugli
stock ittici mediterranei e in un conseguente recupero delle risorse,
anche se non generalizzato a tutte le specie e a tutte le aree.
Nel 2006, il calo dello sforzo di pesca è da ricondurre esclusivamente
alla riduzione del numero dei battelli attivi, con l’aumento
della produzione che si è verificato solo per effetto di
una crescita della produttività e delle favorevoli condizioni
meteorologiche. La sensibile riduzione dello sforzo di pesca, in
atto da diversi anni, ha avuto pesanti ricadute però sul
piano socio-economico. Gli occupati nella pesca sono scesi l’anno
scorso a poco più di 30mila addetti, contro i 32mila del
2005 e i 47mila circa dell’inizio del decennio.– www.ismea.it.
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Il
mondo del vino italiano investe su Internet
In
notevole ritardo rispetto a quasi tutti gli altri settori, il mondo
del vino italiano comincia a comprendere l’immenso potenziale
offerto da Internet e a rinforzare la propria presenza sul web,
che è ormai il medium dove si cerca ogni tipo di informazione,
dalle news più fresche su ogni argomento, al semplice numero
di telefono di un ristorante, di un’enoteca e di una cantina.
Migliorano i siti delle aziende del Belpaese, sia dal punto di vista
della grafica che dei contenuti; i produttori utilizzano sempre
più strumenti come blog, forum e newsletter per attivare
un canale privilegiato con gli enoappassionati; si diffonde l’uso
dei video; l’e-commerce sta prendendo timidamente piede, soprattutto
tra le piccole aziende. Questo lo scenario che scaturisce dalla
consueta analisi del mondo aziendale del vino su Internet a cura
di www.winenews.it,
uno dei siti più consultati dagli eno-appassionati in rete,
un monitoraggio unico nel nostro Paese che dà vita alla classifica
“Cantine in web” (edizione n. 7). Quest’anno i
12 migliori siti sono: Santa Margherita (www.santamargherita.it),
Planeta (www.planeta.it),
Donnafugata (www.donnafugata.it),
Tasca d’Almerita (www.tascadalmerita.it),
Arnaldo Caprai (www.arnaldocaprai.com),
Corvo (www.vinicorvo.it),
Duca di Salaparuta (www.duca.it)
e Cantine Florio (www.cantineflorio.it),
considerati come sito unico perché di proprietà del
gruppo Ilva di Saronno, Bastianich (www.bastianich.com),
Mionetto (www.mionetto.com),
Josko Gravner (www.gravner.it),
Feudi di San Gregorio (www.feudi.it),
Lungarotti (www.lungarotti.it)
e Cavit (www.cavit.it).
Navigando tra oltre 2500 indirizzi di aziende vitivinicole, si notano
evidenti segnali di miglioramento, anche se la strada da percorrere
è ancora lunga, soprattutto se si considera che il vino rappresenta
a livello mondiale uno dei maggiori ambasciatori del “made
in Italy”. A fronte di molti che ancora considerano il sito
Internet una sorta di catalogo aziendale on line, c’è
chi comincia ad utilizzare strumenti avanzati ed interattivi. Sempre
più frequenti le animazioni e le pagine in Flash, mentre
la necessità di stabilire un contatto diretto con i consumatori
ha dato vita a newsletter e soprattutto a blog, considerati un rilevante
strumento di comunicazione. Ma il progresso che colpisce più
favorevolmente è quello che riguarda l’e-commerce,
praticato ormai da un buon 5% delle cantine italiane. E’ ancora
un dato molto basso, ma è più che raddoppiato sul
2006 il numero di aziende che vende i propri prodotti direttamente
sul sito, trasformandosi in una sorta di “farmer market”
on-line. - www.winenews.it.
[Indice]

Nasce
“Valtellina c’è più gusto”
Gli
organismi che tutelano i prodotti tipici di Valtellina e Valchiavenna
si uniscono per promuovere uno dei patrimoni dell’enogastronomia
alpina più noti e apprezzati. Programmare e sviluppare iniziative
di promozione, attuare iniziative di carattere divulgativo, partecipare
a manifestazioni fieristiche, vendere i prodotti tutelati, supportare
i consorziati nelle attività di vigilanza, ma anche rappresentare
gli interessi di tutti nei confronti della Pubblica Amministrazione
e promuovere iniziative per la salvaguardia del territorio. Con
questi scopi gli organismi che tutelano i prodotti tipici di Valtellina
e Valchiavenna, mantenendo ciascuno la propria identità,
hanno deciso di unire le forze e di condividere un percorso comune
costituendo “Valtellina c’è più gusto”,
formalmente una società consortile a responsabilità
limitata. I presidenti delle sei realtà, Emilio Rigamonti
per il Consorzio per la Tutela del Nome Bresaola della Valtellina,
Maurizio Quadrio per il Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina
Casera e Bitto, Casimiro Maule per il Consorzio Tutela Vini, Gianluigi
Quagelli per il Consorzio Tutela Mele, Giampaolo Palmieri per il
Consorzio per la Valorizzazione e Promozione della Dop Miele della
Valtellina, Fabio Moro per il Comitato per la Valorizzazione dei
Pizzoccheri della Valtellina, hanno firmato l’atto costitutivo.
Presidente per i prossimi tre anni sarà Emilio Rigamonti,
coadiuvato nel consiglio di amministrazione dagli altri cinque presidenti,
mentre “Valtellina c’è più gusto”avrà
sede nello stabile della Camera di Commercio, in via Piazzi 23,
a Sondrio.
La presentazione ufficiale di quello che, più comunemente,
è stato definito ‘multiconsorzio’ è avvenuta
nella Sala Giunta del Palazzo della Provincia, alla presenza del
presidente Fiorello Provera e dell’assessore all’Agricoltura
Severino De Stefani, per sottolineare il ruolo propulsivo e il sostegno
dell’ente sia nella fase di avvio del confronto che nei mesi
successivi. “La costituzione di questa società va nella
direzione che questa Amministrazione ha sempre indicato quale ottimale
per raggiungere risultati importanti: quella dell’unione e
della coesione – ha spiegato il presidente Provera –.
Quantitativamente contiamo poco ma dal punto di vista qualitativo
il nostro territorio eccelle, per questo vi è la necessità
di promuoversi tutti insieme. Gli obiettivi raggiunti in questi
ultimi anni, dalla nuova statale 38 alle tangenziali di Morbegno
e di Tirano, dal demanio idrico alla moratoria, devono rappresentare
un ulteriore stimolo per il comparto agroalimentare riunito in questo
nuovo organismo. Sono certo che su queste basi la nostra valle non
potrà che crescere offrendo nuove opportunità di sviluppo
ad un settore tanto strategico per la nostra provincia e così
strettamente connotato con il territorio del quale è espressione”.
L’assessore De Stefani, per la delega attribuitagli, ha seguito
passo dopo passo la costituzione della società ed ora è
soddisfatto del risultato: “Come Provincia ci abbiamo sempre
creduto, poiché sappiamo che nell’attuale contesto
non vi era altra scelta che unirsi nella promozione e nella valorizzazione
dei nostri prodotti tipici. Abbiamo un grande patrimonio da difendere
e da tutelare, eccellenze che tutti ci invidiano e che meritano
di essere promosse. Soprattutto sappiamo – continua De Stefani
– che i prodotti tipici sono il manifesto di una tradizione
contadina e alpina che può sopravvivere soltanto grazie al
valore aggiunto assicurato ad operatori e produttori dal successo
sul mercato che non è più soltanto locale e regionale,
ma che è sempre più nazionale e internazionale. Da
parte nostra non mancheranno mai né il sostegno né
il supporto economico a questa nuova società e all’intero
comparto agroalimentare che consideriamo strategico per l’intera
provincia”. - www.salumi-italiani.it
[Indice]

La
Carbonara è il piatto italiano più apprezzato all’estero
E’
la gustosa notizia riportata dal sito di Itchefs & Co. del GVCI,
Virtual Group of Italian Chefs, che riunisce professionisti della
cucina italiana, soprattutto chefs, che lavorano fuori dai confini
italiani. E per celebrare questo piatto ritenuto un pilastro della
nostra cucina tradizionale (secondo GVCI in Italia se ne consumano
28 kg all’anno a testa), il 17 gennaio è stato dichiarato
“giorno internazionale della cucina italiana”. E’
stata scelta questa data perché è il giorno in cui
si festeggia S. Antonio Abate, patrono dei norcini, e inizia il
Carnevale. Per questa giornata Mario Caramella, presidente GVCI,
raccomanda a tutti gli aderenti di preparare almeno un piatto tradizionale
italiano, preferibilmente la carbonara, con la ricetta originale
e gli ingredienti appropriati. Per la prima volta al mondo, quindi,
decine di chefs di Itchefs-gvci prepareranno la pasta alla carbonara
nei loro ristoranti posti in vari angoli della terra, secondo l’originale
ed autentica ricetta regionale. - http://www.itchefs-gvci.com
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore


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