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Newsletter 40 / 7.1.2008


Promossi gli abbinamenti classici della tavola natalizia
L'Europa riconosce i vini Passiti
Pesca, crescono in Italia produzione, consumi e import
Il mondo del vino italiano investe su Internet
Nasce “Valtellina c’è più gusto”
La Carbonara è il piatto italiano più apprezzato all’estero


Promossi gli abbinamenti classici della tavola natalizia
Pandoro o panettone con Asti spumante, gli abbinamenti classici delle feste italiane, hanno passato l'esame dell'analisi sensoriale. La scienza quindi conferma la tradizione e va oltre, spiegandoci perché questi abbinamenti funzionano. Tutto nasce dalla ricerca dell'Associazione Industrie Dolciarie Italiane (AIDI) e del Consorzio per la Tutela dell'Asti che hanno incaricato il Centro Studi Assaggiatori di verificare il livello di piacevolezza dei prodotti abbinati tra loro. Utilizzando delle schede di assaggio apposite, gli assaggiatori hanno prima valutato panettone e pandoro, poi assaggiato l'Asti Dogc e valutato nuovamente le sensazioni percepite. In questo modo si sono ottenuti diversi profili sensoriali: uno per ogni dolce e uno per ogni abbinamento tra i dolci e lo spumante. In entrambe le coppie l'Asti Docg enfatizza le caratteristiche aromatiche positive del dolce. Nel caso del pandoro, lo spumante aggiunge una fresca acidità, potenzia il profumo di vaniglia e vi aggiunge una sensazione floreale e fruttata, con note di agrumi e mandorle. L'abbinamento prende quindi un punteggio edonistico di 7,3 (su scala 0-9) Anche il panettone ne guadagna dall'abbinamento: infatti l'Asti Docg sottolinea il profumo dei canditi e dell'uvetta, apportando note di uva fresca e arancia. Voto: 7,4. «Il metodo utilizzato è innovativo rispetto ai precedenti perché consente di verificare il livello dell’attendibilità del test - afferma Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori - Rispetto ad altri metodi, questo è focalizzato sull'analisi aromatica perché l'olfatto è il senso che maggiormente influisce sulle nostre scelte. A questo proposito i test evidenziano che l'industria dolciaria sta investendo in prodotti di sempre maggiore profondità». - www.assaggiatori.com.
Però gli Italiani gradiscono molto anche lo champagne francese, così come risulta dai dati forniti dal Centro Informazioni Champagne. Infatti il mercato italiano dello champagne mostra una crescita superiore alla media mondiale. A fine settembre l'export verso l'Italia è cresciuto del 7,6%. Per numero di bottiglie l'Italia continua a confermarsi il quinto mercato all'export per lo Champagne, con 9,2 milioni di bottiglie giunte nel nostro Paese nel 2006 su 320 milioni di bottiglie affluite sui mercati di tutto il mondo. A livello globale la crescita a fine settembre è stata del 6,4%. “Gli italiani stanno scoprendo lo Champagne come vino da tutto pasto, ha dichiarato Domenico Avolio, direttore del Centro Informazioni Champagne in Italia. Le scelte dei consumatori nel nostro Paese sono orientate sempre di più verso bottiglie di valore: millesimati, cuvée speciali e rosé, ponendo l'Italia al terzo posto nella classifica mondiale a valore”. - www.champagne.it.
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L'Europa riconosce i vini Passiti
Finalmente il riconoscimento europeo, dando dignita' internazionale a una tipologia di prodotto dal forte legame con il territorio di origine e le tradizioni produttive. La categoria dei "vini da uve appassite" e' stata inserita nella riforma dell'Ocm approvata ieri. Erano infatti assenti nella legislazione comunitaria e nella prima proposta di riforma dello scorso luglio, come aveva piu' volte evidenziato l'Associazione Nazionale, denunciando i rischi che avrebbero corso decine di passiti europei, piccole produzioni di nicchia di alta qualita'. La legislazione europea già riconosceva alcuni vini per la categoria dei liquorosi, come lo Sherry e il Porto, ma i vini da uve stramature, come i Sauternes, non includevano la categoria dei passiti, che adesso hanno il loro specifico riconoscimento. L'approvazione di ieri trova la soddisfazione delle Citta' del Vino (550 Comuni associati), impegnate in questi anni per la valorizzazione dei vini passiti attraverso diverse iniziative, tra le più importanti la costituzione della Fondazione Nazionale Centro Vini Passiti, a Montefalco (Perugia), la realizzazione del primo Atlante Italiano dei Vini Passiti (nel 2006), l'organizzazione di un evento internazionale come il Vinoro, a Marsala (Trapani). "E' un riconoscimento che premia il lavoro di questi anni - dichiara il presidente di Citta' del Vino, Valentino Valentini -. Il capitolo passiti e' uno degli aspetti positivi della nuova Ocm vino, insieme alla tutela dei vigneti eroici e di montagna, alla possibilita' di imbottigliamento in zona per i vini a denominazione di origine e alla possibilita' che avranno gli Stati membri di vietare l'indicazione sulle etichette dei vini da tavola i vitigni che includono il nome di un Comune, come la Vernaccia di San Gimignano, il Lambrusco di Sorbara o il Sagrantino di Montefalco. Purtroppo in sede europea sono state approvate anche misure negative, come la reintroduzione dello zuccheraggio e la riduzione dei fondi per lo sviluppo rurale, passati da 400 milioni di € a 150 milioni, ma diamo atto al ministro Paolo De Castro di aver conseguito importanti risultati nonostante le difficolta' della negoziazione con gli altri Stati. Il nostro giudizio è positivo anche sul metodo adottato da De Castro per raccogliere le osservazioni non solo della filiera produttiva, ma dei territori e delle amministrazioni locali". Tra gli altri aspetti positivi della riforma, secondo Citta' del Vino, vanno anche menzionati: il divieto di utilizzo di mosti extraUe, l'obbligo di vinificazione in zona d'origine, la riduzione delle superfici da estirpare a 175 mila ettari, l'esclusione dal piano estirpi dei vigneti di montagna e l'innalzamento dal 2 al 3% delle superfici "protette" di particolare interesse ambientale. Negativo invece, secondo l'Associazione, oltre alla reintroduzione dello zuccheraggio e alla riduzione dei fondi per lo sviluppo rurale, anche il passaggio alla Commissione delle competenze sul riconoscimento delle pratiche enologiche. – www.cittadelvino.it.
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Pesca, crescono in Italia produzione, consumi e import
Una produzione nel 2006 di 538mila tonnellate, in crescita del 4,3% su base annua, per un ricavo complessivo di 2.142 milioni di euro (+8,4%). Sono i numeri del settore ittico in Italia, comprensivo della pesca e dell’acquacoltura, pubblicati nel rapporto Ismea dal titolo “Il settore ittico in Italia e nel Mondo: le tendenze recenti”, scaricabile gratuitamente all’indirizzo Internet www.ismea.it. Un settore che - sottolinea l’Ismea - dopo il recupero del 2006 ha vissuto però un anno più problematico nel 2007, a causa soprattutto del forte aumento dei costi di produzione determinato dal caro-gasolio. Voce, quella dei carburanti, che è arrivata a coprire oltre il 50% dei costi correnti del settore, al netto degli oneri salariali. Dai risultati del 2006 emergono incrementi sia per le catture in mare, con la pesca nelle acque del Mediterraneo aumentata del 6,5% rispetto all’anno precedente, sia per l’acquacoltura, la cui produzione è cresciuta in volume del 3,3%. Un anno positivo anche per i consumi di pesce, con una media pro capite di 22 chilogrammi, in aumento del 2,8% rispetto al 2005. Il settore ittico in Italia resta però fortemente dipendente dall’estero. Le importazioni di pesce, molluschi e crostacei hanno oltrepassato nel 2006 le 900.000 tonnellate, registrando un aumento del 3,4%. Il grado di autoapprovvigionamento, dato dal rapporto tra la produzione interna e i consumi nazionali, è comunque leggermente migliorato per l’aumento della produzione, raggiungendo nello stesso anno il 41,5%. Nel 2006 la bilancia commerciale del settore ittico ha chiuso i conti con un disavanzo monetario di 3.124 milioni di euro, registrando un peggioramento del 7,5% rispetto al 2005. Dai dati strutturali emerge, infine, un’ulteriore riduzione dello sforzo di pesca in Italia che si è riflessa negli ultimi anni in una minore pressione sugli stock ittici mediterranei e in un conseguente recupero delle risorse, anche se non generalizzato a tutte le specie e a tutte le aree. Nel 2006, il calo dello sforzo di pesca è da ricondurre esclusivamente alla riduzione del numero dei battelli attivi, con l’aumento della produzione che si è verificato solo per effetto di una crescita della produttività e delle favorevoli condizioni meteorologiche. La sensibile riduzione dello sforzo di pesca, in atto da diversi anni, ha avuto pesanti ricadute però sul piano socio-economico. Gli occupati nella pesca sono scesi l’anno scorso a poco più di 30mila addetti, contro i 32mila del 2005 e i 47mila circa dell’inizio del decennio.– www.ismea.it.
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Il mondo del vino italiano investe su Internet
In notevole ritardo rispetto a quasi tutti gli altri settori, il mondo del vino italiano comincia a comprendere l’immenso potenziale offerto da Internet e a rinforzare la propria presenza sul web, che è ormai il medium dove si cerca ogni tipo di informazione, dalle news più fresche su ogni argomento, al semplice numero di telefono di un ristorante, di un’enoteca e di una cantina. Migliorano i siti delle aziende del Belpaese, sia dal punto di vista della grafica che dei contenuti; i produttori utilizzano sempre più strumenti come blog, forum e newsletter per attivare un canale privilegiato con gli enoappassionati; si diffonde l’uso dei video; l’e-commerce sta prendendo timidamente piede, soprattutto tra le piccole aziende. Questo lo scenario che scaturisce dalla consueta analisi del mondo aziendale del vino su Internet a cura di www.winenews.it, uno dei siti più consultati dagli eno-appassionati in rete, un monitoraggio unico nel nostro Paese che dà vita alla classifica “Cantine in web” (edizione n. 7). Quest’anno i 12 migliori siti sono: Santa Margherita (www.santamargherita.it), Planeta (www.planeta.it), Donnafugata (www.donnafugata.it), Tasca d’Almerita (www.tascadalmerita.it), Arnaldo Caprai (www.arnaldocaprai.com), Corvo (www.vinicorvo.it), Duca di Salaparuta (www.duca.it) e Cantine Florio (www.cantineflorio.it), considerati come sito unico perché di proprietà del gruppo Ilva di Saronno, Bastianich (www.bastianich.com), Mionetto (www.mionetto.com), Josko Gravner (www.gravner.it), Feudi di San Gregorio (www.feudi.it), Lungarotti (www.lungarotti.it) e Cavit (www.cavit.it).
Navigando tra oltre 2500 indirizzi di aziende vitivinicole, si notano evidenti segnali di miglioramento, anche se la strada da percorrere è ancora lunga, soprattutto se si considera che il vino rappresenta a livello mondiale uno dei maggiori ambasciatori del “made in Italy”. A fronte di molti che ancora considerano il sito Internet una sorta di catalogo aziendale on line, c’è chi comincia ad utilizzare strumenti avanzati ed interattivi. Sempre più frequenti le animazioni e le pagine in Flash, mentre la necessità di stabilire un contatto diretto con i consumatori ha dato vita a newsletter e soprattutto a blog, considerati un rilevante strumento di comunicazione. Ma il progresso che colpisce più favorevolmente è quello che riguarda l’e-commerce, praticato ormai da un buon 5% delle cantine italiane. E’ ancora un dato molto basso, ma è più che raddoppiato sul 2006 il numero di aziende che vende i propri prodotti direttamente sul sito, trasformandosi in una sorta di “farmer market” on-line. - www.winenews.it.
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Nasce “Valtellina c’è più gusto”
Gli organismi che tutelano i prodotti tipici di Valtellina e Valchiavenna si uniscono per promuovere uno dei patrimoni dell’enogastronomia alpina più noti e apprezzati. Programmare e sviluppare iniziative di promozione, attuare iniziative di carattere divulgativo, partecipare a manifestazioni fieristiche, vendere i prodotti tutelati, supportare i consorziati nelle attività di vigilanza, ma anche rappresentare gli interessi di tutti nei confronti della Pubblica Amministrazione e promuovere iniziative per la salvaguardia del territorio. Con questi scopi gli organismi che tutelano i prodotti tipici di Valtellina e Valchiavenna, mantenendo ciascuno la propria identità, hanno deciso di unire le forze e di condividere un percorso comune costituendo “Valtellina c’è più gusto”, formalmente una società consortile a responsabilità limitata. I presidenti delle sei realtà, Emilio Rigamonti per il Consorzio per la Tutela del Nome Bresaola della Valtellina, Maurizio Quadrio per il Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto, Casimiro Maule per il Consorzio Tutela Vini, Gianluigi Quagelli per il Consorzio Tutela Mele, Giampaolo Palmieri per il Consorzio per la Valorizzazione e Promozione della Dop Miele della Valtellina, Fabio Moro per il Comitato per la Valorizzazione dei Pizzoccheri della Valtellina, hanno firmato l’atto costitutivo. Presidente per i prossimi tre anni sarà Emilio Rigamonti, coadiuvato nel consiglio di amministrazione dagli altri cinque presidenti, mentre “Valtellina c’è più gusto”avrà sede nello stabile della Camera di Commercio, in via Piazzi 23, a Sondrio.
La presentazione ufficiale di quello che, più comunemente, è stato definito ‘multiconsorzio’ è avvenuta nella Sala Giunta del Palazzo della Provincia, alla presenza del presidente Fiorello Provera e dell’assessore all’Agricoltura Severino De Stefani, per sottolineare il ruolo propulsivo e il sostegno dell’ente sia nella fase di avvio del confronto che nei mesi successivi. “La costituzione di questa società va nella direzione che questa Amministrazione ha sempre indicato quale ottimale per raggiungere risultati importanti: quella dell’unione e della coesione – ha spiegato il presidente Provera –. Quantitativamente contiamo poco ma dal punto di vista qualitativo il nostro territorio eccelle, per questo vi è la necessità di promuoversi tutti insieme. Gli obiettivi raggiunti in questi ultimi anni, dalla nuova statale 38 alle tangenziali di Morbegno e di Tirano, dal demanio idrico alla moratoria, devono rappresentare un ulteriore stimolo per il comparto agroalimentare riunito in questo nuovo organismo. Sono certo che su queste basi la nostra valle non potrà che crescere offrendo nuove opportunità di sviluppo ad un settore tanto strategico per la nostra provincia e così strettamente connotato con il territorio del quale è espressione”. L’assessore De Stefani, per la delega attribuitagli, ha seguito passo dopo passo la costituzione della società ed ora è soddisfatto del risultato: “Come Provincia ci abbiamo sempre creduto, poiché sappiamo che nell’attuale contesto non vi era altra scelta che unirsi nella promozione e nella valorizzazione dei nostri prodotti tipici. Abbiamo un grande patrimonio da difendere e da tutelare, eccellenze che tutti ci invidiano e che meritano di essere promosse. Soprattutto sappiamo – continua De Stefani – che i prodotti tipici sono il manifesto di una tradizione contadina e alpina che può sopravvivere soltanto grazie al valore aggiunto assicurato ad operatori e produttori dal successo sul mercato che non è più soltanto locale e regionale, ma che è sempre più nazionale e internazionale. Da parte nostra non mancheranno mai né il sostegno né il supporto economico a questa nuova società e all’intero comparto agroalimentare che consideriamo strategico per l’intera provincia”. - www.salumi-italiani.it
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La Carbonara è il piatto italiano più apprezzato all’estero
E’ la gustosa notizia riportata dal sito di Itchefs & Co. del GVCI, Virtual Group of Italian Chefs, che riunisce professionisti della cucina italiana, soprattutto chefs, che lavorano fuori dai confini italiani. E per celebrare questo piatto ritenuto un pilastro della nostra cucina tradizionale (secondo GVCI in Italia se ne consumano 28 kg all’anno a testa), il 17 gennaio è stato dichiarato “giorno internazionale della cucina italiana”. E’ stata scelta questa data perché è il giorno in cui si festeggia S. Antonio Abate, patrono dei norcini, e inizia il Carnevale. Per questa giornata Mario Caramella, presidente GVCI, raccomanda a tutti gli aderenti di preparare almeno un piatto tradizionale italiano, preferibilmente la carbonara, con la ricetta originale e gli ingredienti appropriati. Per la prima volta al mondo, quindi, decine di chefs di Itchefs-gvci prepareranno la pasta alla carbonara nei loro ristoranti posti in vari angoli della terra, secondo l’originale ed autentica ricetta regionale. - http://www.itchefs-gvci.com
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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