ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 398
/ 02.11.2015



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Più conveniente per le imprese donare che sprecare

"Oggi recuperiamo 550 mila tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile che, attraverso il prezioso lavoro degli enti caritativi, viene distribuito a milioni di persone in difficoltà, ma possiamo e dobbiamo fare di più, l'obiettivo è arrivare entro il 2016 al recupero di 1 milione di tonnellate.
Per raggiungere l'obiettivo del nostro piano SprecoZero il primo passo fondamentale è la semplificazione delle norme. Con la legge di stabilità, attraverso il Ministero dell'economia, siamo intervenuti per rendere più conveniente per le imprese donare che sprecare. Lo facciamo innalzando a 15 mila euro la soglia per l'obbligo di comunicazione preventiva in caso di donazione e lasciando a 10 mila euro la soglia per la distruzione. Questo esonero è esteso anche ai prodotti deperibili. Ora è importante arrivare quanto prima a un'approvazione della legge contro gli sprechi che può essere per l'Italia una delle grandi eredità di Expo". Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina in audizione alla Camera sulle proposte di legge sugli sprechi alimentari.
"Non è tollerabile - ha proseguito Martina - che ancora oggi in Italia si sprechi cibo per un valore di 12 miliardi di euro ogni anno, con 5,5 milioni di tonnellate di eccedenze che si perdono. La lotta allo spreco alimentare è una battaglia di civiltà che dobbiamo affrontare incentivando il recupero e creando un meccanismo virtuoso di donazione delle eccedenze agli indigenti." "La lotta allo spreco alimentare - ha concluso il Ministro - è un elemento cardine per arrivare a centrare l'obiettivo Fame zero entro il 2030. Questo è un tema globale che abbiamo affrontato anche ad Expo 2015. Con la Carta di Milano abbiamo chiamato ad impegni precisi su questo fronte cittadini, istituzioni, imprese e associazioni. L'Italia in questa discussione è protagonista perché propone un modello che funziona e che vogliamo rafforzare ulteriormente".
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Firmato protocollo d'intesa con Uncem per valorizzazione settore agricolo in aree montane

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è stato firmato, alla presenza del Ministro Maurizio Martina e del Presidente UNCEM Enrico Borghi, il Protocollo d'intesa tra il Ministero delle politiche agricole e l'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani. 
Il Ministero e l'UNCEM si impegnano a porre in atto la più ampia collaborazione nel settore agricolo, alimentare e forestale. Innanzitutto nel realizzare un monitoraggio su tutto il territorio nazionale per evidenziare il ruolo dei comuni montani nella fase di programmazione dei Programmi di sviluppo Rurale, ai fini del miglioramento della capacità di governo e della cooperazione istituzionale.
L'accordo prevede inoltre l'avvio di una serie di azioni sinergiche tra il Ministero delle politiche agricole e l'Uncem, a partire dalla definizione di progetti di cooperazione finanziati da Programmi dell'Unione europea o da altre Organizzazioni Internazionali per lo sviluppo delle aree rurali italiane. 
Il Protocollo d'intesa stabilisce, tra le attività da avviare, la promozione dell'offerta delle risorse storiche, ambientali ed agricole del territorio montano all'interno di circuiti di fruizione turistica, e la collaborazione per la creazione di un nuovo sistema di istruzione e formazione professionale a favore degli imprenditori agricoli rivolta anche ai tecnici agricoli. 
"Il Protocollo d'Intesa siglato con l'Uncem è un passo molto importante - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - che ci consente di mettere in campo strumenti concreti per la piena valorizzazione e lo sviluppo in ambito agricolo dei territori montani. L'agricoltura di montagna, oltre ad essere un presidio fondamentale per la vita di molti territori rurali, è anche una risorsa strategica per la lotta al dissesto idrogeologico. Rappresenta un settore che in Europa vale 30 miliardi di euro e che coinvolge più di 2,5 milioni di aziende agricole".
Il Vice Ministro Andrea Olivero ha dichiarato: "Questo Protocollo è frutto di un  lavoro di attenzione e cura verso un territorio come quello montano che ha le sue specificità e che questo Governo ha saputo riconoscere e valorizzare con azioni di pianificazione territoriale coerenti come la tutela del paesaggio agrario e la valorizzazione dell'agricoltura di montagna. In questo contesto, il Protocollo consentirà di monitorare lo stato di connettività delle aree montane, avviare partnership tra gli attori del territorio e, grazie alla collaborazione con la Rete Rurale, saprà favorire la messa in rete dei comuni montani, realizzando quindi politiche di sviluppo rurale lungimiranti e sinergiche".  

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Pasta fatta in casa per 1 italiano su 4

Più di una famiglia su quattro (28 per cento) ha preparato pasta semplice o ripiena fatta in casa nel 2015. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione del World Pasta Day festeggiato nel Padiglione "No farmers no party" al cardo sud dell'Expo con una speciale lezione di preparazione casalinga del prodotto più amato dagli italiani da parte di Maria Pia Parisi, cuoca della famiglia Mattarella da 25 anni, che ha cucinato nella settimana della Sicilia ad Expo nel padiglione Coldiretti.
Per la pasta, che il 45 per cento dei cittadini ritengono essere il simbolo culinario dell’Italia secondo un sondaggio del sito www.coldiretti.it, si è di fronte ad una specie di ritorno al passato rispetto alle prime fasi dell’industrializzazione e urbanizzazione del Paese quando la conquista della modernità passava anche dall’acquisto della pasta piuttosto che dalla sua realizzazione in casa. Per gli italiani che dalle campagne e dai piccoli comuni affluivano nelle grandi città lasciare le tradizionali abitudini culinarie era una straordinaria e simbolica conquista del nuovo benessere mentre oggi, dopo le ondate di mucca pazza e la riscoperta della genuinità come valore, il fatto in casa - precisa la Coldiretti - torna a valere di più del prodotto acquistato. Una tendenza confermata dal boom dei corsi di cucina negli agriturismi di Terranostra e nei mercati di Campagna Amica, ma anche dal successo delle trasmissioni televisive e delle pubblicazioni dedicate.
E quando non è possibile fare da soli si cerca comunque nello scaffale il prodotto che richiama alla genuinità e alla tradizione, come dimostra la decisa svolta nazionalista della pasta con la nascita e la rapida proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato al 100%. Un percorso che è iniziato nei primi anni della crisi sotto la spinta dell’iniziativa del progetto di Filiera Agricola Italiana (FAI) che si è esteso ad alcune etichette della grande distribuzione (da Coop Italia a Iper) fino ai marchi più prestigiosi (Ghigi, Valle del grano, Jolly Sgambaro, Granoro, Armando, ecc.) fino all’annuncio dello storico marchio napoletano “Voiello”, che fa capo al Gruppo Barilla, che ora vende solo pasta fatta da grano italiano al 100% di varietà “aureo”. Una tendenza - sostiene la Coldiretti - rivolta a garantire qualità e sostenibilità della produzione, ma favorita anche dalla volontà di sostenere il lavoro e l’economia italiana in un difficile momento del Paese che spinge i consumatori a privilegiare scelte di acquisto sostenibili che contribuiscono al rilancio del Made in Italy. 
Ed i risultati sono evidenti con il World Pasta day 2015 che – continua la Coldiretti - festeggia con il record storico delle vendite di pasta italiana all’estero grazie all’aumento del 6 per cento nel primo semestre dell’anno con il fatturato realizzato dall’esportazioni, che salirà all'importo record di 2,4 miliardi di euro nel 2015 se il trend sarà mantenuto, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat. Un risultato - precisa la Coldiretti - ottenuto grazie alla crescita nei mercati tradizionali come l’Unione Europea (+6%) e soprattutto negli Stati Uniti (+19%) ma anche su nuovi mercati come la Cina dove si è verificato un balzo del 35 %. 
Nonostante questo, l’Italia resta il maggior consumatore di pasta con un quantitativo per persona pari a circa 26 kg all’anno, una quantità che è tre volte superiore a quella di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quella di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quella di un giapponese. Nel podio dei mangiatori di pasta - continua la Coldiretti - si piazzano dietro all’Italia il Venezuela, con 13 chili all’anno a testa, e la Tunisia, con 12 chili all’anno pro capite. L’Italia- conclude la Coldiretti - con 3,4 milioni di tonnellate di prodotto è di gran lunga leader a livello mondiale, con  un pacco di pasta su quattro che è prodotto in Italia.
www.coldiretti.it


Boom dell'agricoltura al Sud, record di assunti: +11%

È l'agricoltura, fra le diverse attività produttive nel Mezzogiorno, a far segnare il maggior tasso di crescita nelle assunzioni nel 2015 con un aumento dell'11 per cento dei lavoratori dipendenti che sale al 31 per cento se si considerano le sole donne. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti relativa ai dati Istat sul secondo trimestre dell'anno, resa nota in occasione della Giornata della divulgazione del rapporto Svimez.

Tra gli occupati, dipendenti e indipendenti, rileva la Coldiretti, è boom anche tra i giovani sotto i 35 anni, con un incremento del 10 per cento che sale al 21 per cento se si considerano i soli giovani del Sud. A dimostrazione del fatto, commenta l'organizzazione agricola, che «l'agricoltura nel Mezzogiorno è oggi capace di offrire prospettive di lavoro sia a chi vuole intraprendere con idee innovative sia a chi vuole trovare una occupazione anche temporanea. Ma il rilancio del Sud passa anche - sottolinea Coldiretti - dalla capacità di riuscire finalmente a sfruttare le risorse inutilizzate del Meridione, o meglio il Capitale inagito, come lo ha definito l'ultimo Rapporto Censis sulla situazione del Paese».

È per questo che Coldiretti ha presentato una serie di progetti che sta sviluppando insieme ai principali gruppi industriali e bancari d'Italia. «Con questi progetti contiamo di accelerare un processo di crescita per l'agricoltura del Sud, di cui si vedono già alcuni segni», ha concluso il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo nel sottolineare che «la ri-partenza nel Sud e nelle isole non ha i caratteri (come è accaduto in passato) dell'assistenza o dell'intervento statale, ma si nutre di Sud stesso, di impresa spesso giovane e vocata all'internazionalità».

http://gds.it/




No a terrorismo su carne, quella italiana è la più sana 

“I falsi allarmi lanciati sulla carne mettono a rischio 180mila posti di lavoro in un settore chiave del Made in Italy a tavola, che vale da solo 32 miliardi di euro, un quinto dell’intero agroalimentare tricolore”. A denunciarlo è il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, sottolineando che lo studio dell’Oms sul consumo della carne rossa sta creando una campagna allarmistica immotivata per quanto riguarda il nostro Paese, soprattutto se si considera che la qualità della carne italiana, dalla stalla allo scaffale, è diversa e migliore e che i cibi sotto accusa come hot dog e bacon non fanno parte della tradizione nostrana. Nel nostro Paese i modelli di consumo della carne – sottolinea Moncalvo - si collocano perfettamente all’interno della Dieta Mediterranea che, fondata su una alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi, è il segreto alla base dei primati di longevità degli italiani, con 84,6 anni per le donne e i 79,8 anni per gli uomini. 
Le carni Made in Italy sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni, a differenza di quelle americane, e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione “Doc” che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali. E per gli stessi salumi si segue una prassi di lavorazione di tipo ‘naturale’ a base di sale. Non a caso il nostro Paese vanta il primato a livello europeo per numero di prodotti a base di carne “Doc”, ben 40 specialità di salumi che hanno ottenuto la denominazione d’origine o l’indicazione geografica.
A dover rassicurare i consumatori italiani è tra l’altro una frase riportata sullo stesso studio dell’Oms dove si afferma chiaramente che “E' necessario capire quali sono i reali margini di rischio ed entro che dosi e limiti vale la pena di preoccuparsi davvero”. Altrettanto importante è capire esattamente di quali tipi di carne e di quali sistemi di lavorazione si sta realmente parlando quando si punta il dito contro la carne. Basti pensare agli Usa, dove il consumo di prodotti a base di carne è del 60 per cento superiore all’Italia e dove l’utilizzo di ormoni e di altre sostanze atte a favorire la crescita degli animali è considerato del tutto lecito.
“L’ennesimo falso allarme che non riguarda le nostre produzioni conferma la necessità di accelerare nel percorso dell’obbligo di etichettatura d’origine per tutti gli alimenti, a partire dai salumi - conclude il presidente della Coldiretti - E' questa la vera battaglia che l'Italia deve fare in Europa per garantire la salute dei suoi cittadini e il reddito delle sue imprese”.
Una situazione che preoccupa anche i pediatri che proprio all’inizio di ottobre in occasione del IX Congresso Nazionale Fimp  (Federazione Italiana Medici Pediatri) hanno tenuto a sfatare quei miti che spesso  impediscono alle famiglie di consumare serenamente la carne. In un paese dove si sono ripetuti casi di malnutrizione dei bambini per l’eliminazione delle carni dai menu occorre evitare allarmismi e ricordare che la carne italiana è un alimento sicuro e prezioso anche per lo svezzamento dei bambini poiché a livello nutrizionale è un alimento ricco di nutrienti fondamentali nelle prime fasi della vita di un individuo nelle quantità suggerite dal modello della Dieta Mediterranea.
www.coldiretti.it




Droni, la svolta per l'agricoltura di precisione

Se ne parla da anni, si dibatte, ma ancora l'agricoltura di precisione in Italia non si è completamente affermata. La svolta però potrebbe essere alle porte, con l'arrivo dei droni è infatti diventato più agevole fare i rilievi, utilizzando appositi sensori e senza la necessità di entrare in campo, per poi costruire mappe di vigore con maggiore flessibilità rispetto al passato quando si utilizzavano principalmente satelliti o aerei. La precision farming si sta diffondendo, ma si tratta ancora di una nicchia.
“Perché trovi applicazione è necessario che i viticoltori, e più in generale gli agricoltori, inizino a percepire la reale convenienza ad adottarla”, è il pensiero di Stefano Poni, direttore del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza. Proprio a Piacenza, infatti, si è tenuta la prima di una serie di giornate formative, organizzate da Fiapr, per fornire agli operatori, coloro che pilotano i droni, gli strumenti fondamentali per muoversi sul terreno della geomatica, ovvero la disciplina che integra le nuove tecnologie con i diversi settori relativi al rilevamento e al trattamento dei dati. Durante l'appuntamento sono stati anche presentati i risultati preliminari dei rilievi condotti dal gruppo di geomatica di Fiapr su vigneti della Val Tidone, a pochi giorni della vendemmia.
“La viticoltura di precisione è una branca dell'agricoltura di precisione – ha spiegato Matteo Gatti, ricercatore presso lo stesso dipartimento dell’Ateneo piacentino -. Con il telerilevamento, in questo caso realizzato da droni, è possibile descrivere la variabilità vegetativa del vigneto allo scopo di disegnare mappe di vigore che poi serviranno all'agronomo per dare indicazioni al viticoltore su come agire. Il vigore è un indice che esprime la velocità di accrescimento dei germogli ed è correlato alla fertilità del suolo, generalmente piante più vigorose avranno più superficie fogliare e una chioma più importante. Le viti avranno anche una resa maggiore, grappoli e acini più pesanti mostrando, al tempo stesso, esigenze colturali differenti e un diverso potenziale enologico. Le mappe dividono il vigneto in zone omogenee in modo che a vigore simile corrisponda simile trattamento. Si potrà quindi variare, per esempio, l'intensità degli apporti azotati o della defogliazione al fine di ottenere il risultato cercato”. I macchinari per dosare correttamente gli input alla coltura sulla base delle mappe sono già a disposizione, ci sono diverse aziende, anche piacentine, che hanno progettato e immesso sul mercato concimatori e defogliatrici a rateo variabile o vendemmiatrici di precisione. Ciò che manca, per ora, è la convinzione nel settore di abbracciare l'agricoltura di precisione. 
http://agronotizie.imagelinenetwork.com/







CONFERENZE STAMPA

Martedì 3 novembre
Firenze
– Mercato Centrale, primo piano, Terrazza Ristorante Tosca – ore 11
Presentazione di “Food and Wine in Progress” e “il Cuoco 3.0: Visioni, valori e vantaggi”, l’evento che si svolgerà alla Stazione Leopolda di Firenze dall’8 all’10 novembre 2015. Promosso dalla Federazione italiana cuochi (Fic) e dall’Unione regionale cuochi toscani (Urct), con la partnership dell’Associazione italiana sommelier Toscana, Cocktail in the world e Mercato Centrale di Firenze.
Ufficio Stampa: Marte Comunicazione - Tel 335 6130800 - ufficio.stampa@aistoscana.it - marzia.morganti@gmail.com

Mercoledì 4 novembre
Vicenza
– Fiera di Vicenza – via dell’Oreficeria 16 – ore 11
Conferenza stampa di presentazione della terza edizione di “Cosmofood”, in programma dal 14 al 17 novembre presso la Fiera di Vicenza. Un evento dedicato alle eccellenze del settore enogastronomico, della ristorazione e delle attrezzature professionali con 350 espositori, 100 eventi e 40.000 visitatori previsti.
Info e accrediti: Studio Cru – tel. 0444 042110 – info@studiocru.it


EVENTI E MANIFESTAZIONI

Mercoledì 4 novembre
Rimini
– Sala Diotallevi di Fiera Rimini, Hall Centrale Sud, piano rialzato – ore 14.30
§ In occasione di Key Energy, Confagricoltura organizza il convegno “PSR: opportunità tra clima ed energia”. Il convegno, in particolare, si pone l’obiettivo di illustrare le opportunità di investimento per le aziende agricole  derivanti dalla programmazione dello sviluppo rurale per il periodo 2014-2020, con un intervento della Regione Emilia Romagna. E quelle offerte dai regimi di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili, facendo il punto con il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ed il GSE.
Info e accrediti: Confagricoltura, Area Comunicazione - Tel.:  +39 066852.410 - E-mail: immagine@confagricoltura.it - www.confagricoltura.it

Mercoledì 4 novembre
Milano
– Memo Restaurant – via Monte Ortigara 30 – ore 18
Cerimonia di premiazione di "Insegna dell'Anno 2015", premio assegnato alla catena che avrà ricevuto il maggior numero di voti.  Le valutazioni sono espresse dai consumatori in modo molto articolato e quest'anno sono state quasi 180.000 (su un totale di oltre 100.000 votanti).
E’ richiesto l’accredito, da effettuare entro il 2 novembre.
Ufficio Stampa
: Ne.www.s Comunicazione – Antonella Mantovani – tel. 02 48028535 – cell. 328 6220384 – mail mantovani@neees.it

Giovedì 5 novembre
Udine
– Area Eventi Udine Fiere – Padiglione 6 (accesso da ingresso Ovest) - ore 17
Inaugurazione del 5° Salone delle specialità enogastronomiche e agroalimentari “Good: tutti i piaceri della buona tavola” in programma dal 5 all’8 novembre. Sarà presente Luisa De Marco, Presidente Udine Gorizia Fiere. Titolo dell’evento inaugurale: “Birra Moretti, un brand friulano nel mondo globale” condotto da Davide Paolini.
Info e accrediti: Ufficio Stampa Udine e Gorizia Fiere – Maria Luisa Rosso, Responsabile Comunicazione e R.P. - Tel. 0039/ 0432 / 495609 - rosso@udinegoriziafiere.it



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