ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 397
/ 26.10.2015



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Senato approva legge su tutela biodiversità

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato approvato dal Senato il provvedimento sulla tutela della biodiversità, che ora torna alla Camera per la terza lettura. La legge istituisce un Sistema nazionale della biodiversità agraria e alimentare, con 4 strumenti operativi:  l'Anagrafe della biodiversità, dove saranno indicate le risorse genetiche a rischio di estinzione; il Comitato permanente, che garantisce il coordinamento delle azioni tra i diversi livelli di governo; la Rete nazionale, che si occuperà di preservare le risorse genetiche locali; il Portale nazionale, composto da un sistema di banche dati contenenti le risorse genetiche presenti su tutto il territorio italiano. 
La legge prevede l'avvio di un Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo e istituisce un Fondo di tutela per sostenere le azioni degli agricoltori e degli allevatori. Viene  anche stabilito che il piano triennale di attività del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria debba prevedere interventi per la ricerca sulla biodiversità agraria e alimentare, sulle tecniche necessarie per favorirla, tutelarla e svilupparla.
"L'Italia possiede un patrimonio unico di biodiversità, che rappresenta un valore non solo da difendere ma anche da valorizzare. La legge sulla tutela della biodiversità rappresenta un passo fondamentale in questo senso: l'obiettivo è quello di salvaguardare la distintività delle nostre ricchezze naturali, vegetali e animali. Con questo provvedimento, infatti, riconosciamo il ruolo attivo che gli agricoltori svolgono come custodi del paesaggio e della biodiversità, per la conservazione dei nostri territori".
www.politicheagricole.it





Consumi: dopo strage storica, la castagna è salva +20%

Dopo anni drammatici che ne avevano fatto temere la scomparsa torna a crescere la produzione di castagne Made in Italy con un aumento stimato in media del 20 per cento rispetto a un 2014 che aveva fatto segnare il minimo storico, per effetto degli attacchi del cinipide, il parassita cinese che fa seccare gli alberi ed ha provocato nei boschi italiani una vera strage. E’ quanto emerge da una indagine della Coldiretti in occasione dell’avvio della raccolta segnato da feste e manifestazioni. Quest’anno si festeggia - sottolinea la Coldiretti - una storica rinascita di quello   che Giovanni Pascoli chiamava "l'italico albero del pane", simbolo dell’autunno nei libri scolastici di molteplici generazioni di giovani scolari. 
Il raccolto di castagne Made in Italy con una qualità comunque ottima risalirà quest’anno - stima la Coldiretti - oltre i 20 milioni di chili, pur restando al di sotto della media. La situazione è in realtà a macchia di leopardo lungo la Penisola con una ripresa dei raccolti che arriva al 50 per cento in Toscana mentre il raccolto è ancora in calo in Basilicata. A pesare sulla ripresa è stata – precisa la Coldiretti – anche l’attività di lotta al cinipide attraverso i lanci del suo nemico naturale, il parassitoide Torymus sinensis, che ha dato risultati positivi nei castagneti di molte regioni, pur se saranno necessari anni per ritornare ad un livello produttivo degno della tradizione nazionale. Basti dire che nel 1911 la produzione di castagne ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era il triplo rispetto a quella attuale.
Il castagno – rileva Coldiretti - riveste peraltro un ruolo importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico.  La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari – aggiunge Coldiretti -, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago con l’habitat che risulta fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti. Anche per questo restano molto popolari le feste e le sagre dedicate a castagne e marroni in tutta la penisola a partire da Cuneo dove fino a domenica 18 ottobre si svolge la Fiera Nazionale del Marrone, con un grande mercato dei produttori di Campagna Amica.

Nonostante il ritorno delle castagne Made in Italy resta il rischio - continua la Coldiretti - di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Slovenia, con le importazioni che nel giro di due anni sono quasi triplicate in valore, passando dai 38,7 milioni di euro in valore del 2012 ai 67,8 milioni di euro del 2013 fino ai 95,3 milioni euro del 2014,   pari ad oltre 38 milioni di chilogrammi di castagne in guscio, e 800.000 kg di castagne sgusciate, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori, anche inferiori a 2 euro al chilo. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori. Non sono noti invece i dati relativi alle importazioni di farina di castagne, perché non esiste un codice doganale specifico, ma solo un codice relativo alla farina ottenuta da frutti di diverse tipologie. Serve pertanto l’introduzione di un codice doganale specifico per la farina di castagne, in modo da poterne monitorare i flussi e l’obbligo di etichettatura di origine per i derivati a base di castagne.
Un modo per tutelare l’alta qualità della produzione made in Italy che - precisa la Coldiretti – conta ben dodici tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo. Quattro - precisa la Coldiretti - si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp e la Farina di Neccio della Garfagnana Dop mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp e il Marrone di Roccadaspide Igp, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop  e i Marroni del Monfenera Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano Dop.
Se non si vuole comunque correre il rischio di acquistare, spesso a caro prezzo, caldarroste straniere in vendita nel centro delle città, la Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o le sagre in programma in questi giorni in tutta Italia dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.
Le castagne, delle quali si conoscono oltre cento varietà, sono rimaste nelle tradizioni alimentari autunnali degli italiani da consumare - conclude la Coldiretti - in diversi modi: arrosto (dopo averle incise sul lato bombato metterle in una padella di ferro con il fondo forato e cuocerle o sul fuoco vivo o in forno per circa 30 minuti, dopo la cottura si consiglia di avvolgerle in un canovaccio umido); lesse (dopo averle lavate accuratamente, cuocerle in abbondante acqua salata per circa 40 minuti); cotte in latte e zucchero; usate per particolari ripieni, nella preparazione di primi piatti o elaborati secondi a base di carne.
www.coldiretti.it


55% italiani mangia cibi scaduti, rischi a tavola

La maggioranza degli italiani per una percentuale del 55 per cento mangia gli alimenti oltre il limite di tempo indicato nelle confezione se la stessa non è danneggiata e se il prodotto sembra comunque in buono stato. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del settembre 2015 dai quali emerge che solo il 32 per cento li getta via e l’11 per cento decide in base al tipo di alimento, mentre il 2 per cento non risponde.  In particolare nel caso degli spaghetti che - sottolinea la Coldiretti sono il piatto più tradizionale degli italiani la percentuale degli italiani che li buttano nel bidone scende al 30 per cento mentre la stragrande maggioranza del 70 per cento li porta in tavola dopo averne verificato le condizioni. 
A guidare i comportamenti degli italiani - sostiene la Coldiretti - è la scarsa conoscenza delle informazioni fornite in etichetta con riguardo alla scadenza dei prodotti ed in particolare in merito al diverso significato tra “da consumarsi preferibilmente entro il..” e “da consumarsi entro”. In particolare per quest’ultimo termine ben il 27 per cento ha comportamenti diversi a seconda del tipo di alimento mentre il 20 per cento ritiene erroneamente che il cibo può essere consumato anche dopo la data indicata ma potrebbe non essere alla massima qualità. Invece - rileva la Coldiretti - la dicitura “da consumarsi entro..” è la data entro cui il prodotto deve essere consumato ed anche  il termine oltre il quale un alimento non può più  essere posto in commercio. Tale data di consumo - precisa la Coldiretti - non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili come il latte fresco (7 giorni) e le uova (28 giorni). E’ indicata dal giorno, il mese ed eventualmente l’anno e vale indicativamente per tutti i prodotti con una durabilità non superiore a 30 giorni.
Discorso diverso - continua la Coldiretti - merita invece il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro“  che indica  - sottolinea la Coldiretti - la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà organolettiche e gustative, o nutrizionali specifiche in adeguate condizioni di conservazione, senza con questo comportare rischi per la salute in caso di superamento seppur limitato della stessa. Si sottolinea però che tanto più ci si allontana dalla data di superamento del TMC, tanto più vengono a mancare i requisiti di qualità del prodotto, quale il sapore, odore, fragranza, ecc.
La durata viene stabilita autonomamente dagli stessi produttori, in base ad una serie di fattori che vanno dal trattamento tecnologico alla qualità delle materie prime, dal tipo di lavorazione e di conservazione per finire con l’imballaggio. Per questo, non è difficile, durante un controllo commerciale, vedere due prodotti simili, ma di marchio differente con un termine minimo di conservazione diverso. E’ infatti compito di ogni singola azienda effettuare prove di laboratorio sui propri prodotti, per misurare la crescita microbica e valutare dopo quanti giorni i valori organolettici e nutrizionali cominciano a modificarsi in modo sostanziale.
Il risultato è ad esempio che -  continua la Coldiretti - per l’olio d’oliva extra vergine alcune aziende consigliano il consumo entro 12 mesi, altre superano i 18, con il rischio di perdere le caratteristiche nutrizionali e di gusto secondo studi del dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari e microbiologiche dell’università di Milano. Tali ricerche evidenziano come gli effetti del mancato rispetto dei tempi di scadenza variano - conclude la Coldiretti - da prodotto a prodotto: per lo yogurt, che dura 1 mese, il prolungamento di 10-20 giorni non altera l’alimento, ma riduce il numero dei microrganismi vivi, mentre al contrario per i pomodori pelati quasi tutte le confezioni riportano scadenze di 2 anni anche se la qualità sensoriale è certamente migliore se si consumano prima.
www.ilpuntocoldiretti.it




L'Accademia dei Georgofili rilancia il "Premio Antico Fattore" dedicato all'olivicoltura

Nel 250° anniversario della sua fondazione, l'Accademia dei Georgofili ridà vita al "Premio Antico Fattore" dedicato al settore dell'olivicoltura.

Il Premio nacque a Firenze negli anni Trenta. Assunse il nome della Trattoria -che tutt'oggi è all'angolo di via Lambertesca con via dei Georgofili- nella quale si riunivano, ogni mercoledì sera, alcuni tra i maggiori esponenti del mondo culturale, artistico, letterario e scientifico.

Il Premio ha vissuto diverse fasi. La prima edizione fu assegnata nel 1931. Ne seguirono annualmente altre, fino al 1934 (tra i vincitori, due futuri Premi Nobel: Eugenio Montale nel '31 e Salvatore Quasimodo nel '32). L'attività riprese dopo il secondo conflitto mondiale, con incontri culturali che però andarono esaurendosi, senza alcuna consegna di premi. Dal 1984, la storica azienda vinicola Ruffino si offrì di rivitalizzarlo, rendendolo anche internazionale e affiancandogli un analogo Premio per la scienza vitivinicola (tra i vincitori, nell'85 Indro Montanelli e nell'89 Tony Morrison, a cui fu poi conferito il Premio Nobel nel '93).  

Oggi, il "nuovo" Premio Antico Fattore, in considerazione delle spiccate tradizioni olivicole e viticole che rappresentano particolare espressione culturale ed elemento di identità della Toscana e  dei Paesi mediterranei, è destinato a lavori letterari e a contributi scientifici di diversa  natura sui due settori. Così da coniugare, allo stesso tempo, una valorizzazione della cultura con un'attenzione per attuali significative e pulsanti realtà socio-economiche italiane.

C'è tempo fino alla fine di gennaio 2016 per partecipare al Premio, che la Cia è ben lieta di condividere e pubblicizzare condividendo con l'Accademia dei Georgofili tanti progetti e obiettivi a favore dell'agricoltura.

www.cia.it




Il ritorno alla terra, boom di assunzione nel settore dell'agricoltura: i dati

Il Dipartimento di Economia dell’Università, nell’ambito degli stages professionalizzanti, ha organizzato il seminario “Agricoltura 2.0: prospettive occupazionali e qualità della vita”, che si è tenuto nell’Aula 4 del dipartimento in via Pascoli. Hanno discusso dell’argomento il prof. avv. Simone Budelli, il direttore della Confederazione italiana agricoltori-Cia dell’Umbria Catia Mariani e Giovanni Dubini, titolare dell’importante azienda vitivinicola “Palazzone” di Orvieto.
In un periodo di profonda crisi economica ed occupazionale, l’agricoltura sembra andare in controtendenza: secondo i dati Istat sono stati 57mila i nuovi assunti nel 2014, che rappresentano oltre il 7 per cento del tasso di occupati in un anno in Italia. I dati superano di gran lunga la media nazionale: +5,5 per cento rispetto ai lavoratori dipendenti e +8,7 per cento rispetto ai lavoratori autonomi. Per incentivare questo virtuoso trend di crescita, le Organizzazioni agricole chiedono un impianto legislativo specifico e flessibile, che venga incontro alle nuove esigenze produttive dell’agricoltura 2.0.
Non solo aiuti economici, ma riferimenti normativi e fiscali certi ed adeguati alla specificità dell’importante settore produttivo. L’agricoltura costituisce un’attività economica in cui le risorse umane sono un valore e non un costo da tagliare, neppure nei periodi di più profonda sofferenza economica come l’attuale. Ma queste scelte imprenditoriali coraggiose, sostengono gli operatori, devono poter continuare a contare su un impianto legislativo specifico e flessibile, come confermato dai decreti attuativi del Jobs Act che, interpretando correttamente le esigenze del settore, non intaccando il sistema degli ammortizzatori sociali agricoli, né il regime “ad hoc” per i contratti a termine.
Anche sotto il profilo fiscale, importanti novità sono contenute nella Legge di Stabilità ora all’esame del Parlamento, in cui non si potrà non tenere in considerazione la specificità del mondo agricolo: dall'abolizione dell’Irap e dell'Imu sui beni strumentali a partire dai terreni, alle agevolazioni fiscali sulla quota di consumo del gasolio agricolo. Su queste tematiche l’agricoltura richiede non solo agronomi, ma anche giuristi ed economisti preparati nello specifico settore produttivo, che possano accompagnare gli agricoltori verso le nuove sfide dell’internazionalizzazione.
www.perugiatoday.it




Riciclare oli esausti da cucina fa bene all'ambiente e non solo

Riciclare correttamente l'olio esausto da cucina fa bene all'ambiente e ai cittadini fa guadagnare 'ecobonus' da utilizzare in attività commerciale. Da oggi è possibile grazie ad Eurven, azienda veneta, che, in occasione di Ecomondo (Rimini Fiera, 3-6 novembre), presenterà il nuovo riciclatore incentivante. Da un punto di vista ambientale è bene ricordare che l'olio usato da cucina non è un alimento biodegradabile od organico e, se raggiunge le falde, può rendere l’acqua non potabile o creare danni al funzionamento dei depuratori.

Sbagliato dunque smaltirlo nello scarico del lavello, del water o nei bidoni della spazzatura, mentre sarebbe indicato e corretto portarlo nei centri di raccolta adibiti. Il nuovo riciclatore incentivante Eurven servirà a recuperare gli oli vegetali da cucina, domestici e non, in modo che possano essere riciclati immediatamente per ricavarne biodiesel e altri sottoprodotti.

La modalità di conferimento è semplice: agli utenti basterà inserire l’olio esausto nel riciclatore che automaticamente riconoscerà se è stato inserito olio da cucina esausto o un altro tipo di liquido e li separerà in diversi comparti, in modo da assicurare una raccolta differenziata di qualità.

L’olio raccolto in maniera selettiva verrà poi direttamente inviato alla fase di riciclo, permettendo un abbattimento delle emissioni di Co2 derivanti dalla movimentazione del rifiuto. Ma quello che rende particolari i riciclatori Eurven è il loro sistema incentivante: i cittadini che utilizzeranno il macchinario per differenziare l’olio esausto riceveranno in cambio un ecobonus, da usare nelle attività convenzionate che aderiscono al progetto, oppure nuovo olio da cucina.

In questo modo, l’utente che aiuta l’ambiente scegliendo di conferire in maniera corretta i propri rifiuti viene ricompensato e contribuisce al miglioramento dell’economia locale. A beneficiare di questo sistema quindi è non solo l’ambiente, ma anche i cittadini, i Comuni, le municipalizzate e le società di raccolta e rivalorizzazione degli oli esausti.

Il macchinario sarà gestibile anche da remoto da qualsiasi dispositivo connesso ad internet, come ad esempio uno smartphone. Attraverso l’app dedicata, il gestore potrà monitorare i dati di raccolta, la Co2 risparmiata e capire quando il macchinario ha raggiunto il massimo. Sempre da remoto, inoltre, sarà anche possibile programmare gli sconti da assegnare al singolo conferimento a seconda della scelta dell' attività merceologica.
www.focus.it





CONFERENZE STAMPA

Lunedì 26 ottobre
Perugia
– Sala Fiume, Palazzo Donini – ore 11
Presentazione della XVIII edizione di “Frantoi Aperti”. Presenti: Fernanda Cecchini, Assessore all’Agricoltura Regione Umbria; Paolo Morbidoni, Presidente Associazione Strada dell’Olio DOP Umbria; Fausto Galilei, Direttore Ati3; Leonardo Laureti, Presidente Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Umbria. Interverranno anche i rappresentanti di Associazioni di Categoria, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, dei Comuni e dei frantoi aderenti.
Ufficio Stampa: Add Comunicazione – Michela Federici - press@addcomunicazione.it - 328 0079662

Martedì 27 ottobre
Udine
– Aula Magna dell’Istituto B. Stringher – via Mons. Giuseppe Nogara – ore 11.30
Presentazione di “Good, tutti i piaceri della buona tavola”, il 5^ Salone delle specialità enogastronomiche e agroalimentari. Seguirà buffet a cura degli allievi dell’Istituto.
Info e accrediti: Ufficio Stampa Udine e Gorizia Fiere – Maria Luisa Rosso, Responsabile Comunicazione e R.P. - Tel. 0039/ 0432 / 495609 - rosso@udinegoriziafiere.it

Martedì 27 ottobre
Rho-Pero (MI)
– Sala Stampa Media Center – Expo Milano 2015 – ore 12.30
Il Comitato Scientifico per Expo Milano 2015 del Comune di Milano - composto da delegati dei Rettori delle sette Università milanesi - organizza una conferenza stampa che riunisce gli attori principali della comunità scientifica che hanno animato questo semestre, con l’obiettivo di sintetizzare i contenuti dei numerosi incontri, seminari, conferenze ed eventi organizzati nei sei mesi dell’Evento.
Info: Uffici del Comitato Scientifico Expo 2015, Comune di Milano, Gabinetto del Sindaco, Relazioni Istituzionali con la Città ed Expo - tel. 02 884 53171 / 53166 / 56207 - comitatoscientifico.expo@comune.milano.it - csexpo.patrocini@comune.milano.it - www.comitatoscientifico-expo2015.org

Giovedì 29 ottobre
Venezia
– Hotel Principe Venice - Lista di Spagna, Cannaregio 146 – ore 11
AIS Veneto presenta “Vinetia 2016, Guida ai Vini del Veneto”. In questa occasione verranno consegnati  sette Premi Speciali ad altrettante cantine venete.
Alla conferenza stampa seguirà una speciale degustazione guidata, protagonisti i sette vini premiati. Concluderà l’incontro l’ aperitivo veneziano.
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa
: Gheusis – alessandra@gheusis.com  – Tel. 328 4467209

Giovedì 29 ottobre
Milano
- Auditorium dell’Acquario Civico di Milano - viale G.B. Gadio 2 – ore 11.30
Presentazione di “Bit2016”. A seguire cocktail nel giardino d’inverno e, su prenotazione, visita all’Acquario Civico.
Info e accrediti: Ufficio Stampa Weber Shandwick - Cristina Gavirati – cgavirati@webershandwick.com 02 57378352 - Maria Antonietta Morello – mmorello@webershandwick.com 02 57378310

Giovedì 29 ottobre
Bologna
– Cubiculum Artistarum Archiginnasio – piazza Galvani 1 – ore 17
Il Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, prof. Giorgio Cantelli Forti è promotore della conferenza “Combattere l’inquinamento con gli alberi” a cura di Riccardo Adversi, dottore forestale e landscape designer.
Info: segreteria@accademia-agricoltura.it - ufficiostampa accademia-agricoltura.it – www. accademia-agricoltura.it

 

EVENTI E MANIFESTAZIONI

Martedì 27 ottobre
Rho-Pero (MI) – Padiglione Vino a Taste of Italy, EXPO 2015 - Sala Convivium – ore 11
“Wine and Health: scientific evidences and mechanisms”, Convegno organizzato dal Comitato Grandi Cru d’Italia in collaborazione con il Comitato Scientifico del Ministero delle Politiche Agricole per il Padiglione Vino. In questo workshop, quattro illustri scienziati che hanno dedicato molto del loro tempo allo studio degli effetti biologici del vino, tracceranno lo stato dell’arte delle evidenze scientifiche a favore del ruolo prezioso del vino nella dieta mediterranea e spiegheranno i meccanismi d’azione di questa attività.
E’ richiesto l’accredito entro il 26 ottobre a Telefono 02.58219668/397, grandcru@class.it
Info: pressoffice@veronafiere.it

Martedì 27 ottobre
Rho-Pero (MI)
- Padiglione CIBUSèITALIA – Expo 2015 – dalle ore 10.30 alle 17.30
Conferenza finale del “Progetto Europeo TeRiFiQa conclusione di un lavoro di ricerca durato 4 anni. Obiettivo principale è il miglioramento delle caratteristiche nutrizionali di alcuni prodotti alimentari attraverso una modifica della composizione degli alimenti esistenti mantenendo inalterate flavor, texture, safety e quindi la consumer perception.
Durante la sessione mattutina i maggiori centri di ricerca europei presenteranno i principali risultati scientifici condotti sui vari prodotti. In quella pomeridiana interverranno i centri tecnici e le imprese alimentari che hanno lavorato sulla dimostrazione su scala industriale dei c.d. “prodotti riformulati”.
E’ richiesta la registrazione a: notarfonso@federalimentare.it
Info: Maurizio Notarfonso – tel. 389632340

Sabato 31 ottobre
Brescia
– Aula Magna Istituto Tecnico Agrario G. Pastori – viale Bornata 110 – ore 10
La Fondazione I.A.R. presenta la cerimonia di premiazione dell’XI Premio Giuseppe Pastori: “L’istruzione è la porta di ingresso alla libertà, alla democrazia e allo sviluppo. Nutrire la mente per nutrire il Pianeta”. Saranno presenti anche Marco Rossi, Presidente della Fondazione I.A.R., e Angelo Balsamo, Vice presidente della Fondazione I.A.R.
Info e accrediti: Margherita Costa – margherita.costa@goldguest.it


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