ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 395
/ 12.10.2015



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Vino, l'Italia batte Francia e torna primo produttore mondiale

Nel 2015 la Francia lascerà all'Italia il posto di primo produttore di vino al mondo. Secondo la stima della Commissione Ue, il nostro Paese nella campagna 2015/2016 produrrà 48,869 milioni di ettolitri di vino, segnando un aumento del 13% rispetto all'annata 2014-2015. Al secondo posto, dunque, la Francia con 46,450 milioni di ettolitri (-1%), mentre al terzo posto si piazza la Spagna con 36,6 milioni di ettolitri (-5%).

Il terzetto di testa stacca di gran lunga tutti gli altri, con Germania (8,788 milioni) e Portogallo (6,703 milioni) rispettivamente al quarto e quinto posto, su un totale di produzione a livello Ue di 163,800 milioni di ettolitri.
Di anno in anno Italia e Francia si avvicendano regolarmente sull'ambito podio. Nell'eterno derby tra le due fraterne rivali, a fare la differenza, ogni stagione, sono soprattutto le condizioni meteo. Lo scorso anno, ad esempio, il clima particolarmente sfavorevole fece crollare i rendimenti italiani, mentre la patria del Bordeaux se ne uscì benone, riconquistando lo scettro.
Quest'anno, si verifica esattamente il contrario, con i produttori francesi che hanno dovuto fare i contro con una stagione meteo particolarmente secca. "Anche se la Francia - osserva orgoglioso Le Monde - resta, e di gran lunga, il numero uno mondiale in termini di valorizzazione dei propri prodotti vinicoli".
MINISTRO MARTINA: ITALIA PATRIA DEL VINO - "L'Italia si conferma la patria del vino, tornando ad essere leader anche nella produzione - ha commentato il ministro Martina. - Abbiamo una ricchezza straordinaria, con oltre 500 vitigni coltivati, e vogliamo valorizzare ancora di più il grande lavoro fatto dalle nostre aziende in questi anni".
INCREMENTI IN QUASI TUTTE LE REGIONI ITALIANE - A livello territoriale - secondo i dati Uiv-Ismea - si è assistito ad incrementi generalizzati in quasi tutte le regioni italiane. Fanno eccezione Lombardia (-3%) e Toscana (0%), regioni che anche lo scorso anno sono risultate in controtendenza rispetto al resto del Paese. Fuori dal coro anche la Calabria (-10%). La leadership spetta, come nel 2014, al Veneto, con circa 9.317.000 ettolitri (+13%), mentre seconda è l'Emilia Romagna con 7.618.000 ettolitri (+9%) e terza la Puglia con 6.480.000 ettolitri (+19%).
BENE ANCHE L'EXPORT - Ci sono anche dati incoraggianti sul piano dell'export. Le stime di Bruxelles rivelano infatti che nei primi sei mesi del 2015 l'Italia è stato il Paese leader nelle esportazioni in termini di eccellenze Doc e Doccg, rispettivamente con 3,780 milioni di ettolitri e 3,305 milioni di ettolitri piazzati fra mercato Ue ed extra Ue. Al secondo posto c'è naturalmente l'immancabile Francia con 3,095 milioni di ettolitri di Doc e 1,962 di Doccg, poi la Spagna con 2,411 milioni di ettolitri di Doc e 1,070 milioni di ettolitri di Doccg.
Quando si guarda però al valore di tutti i vini esportati, all'interno e all'esterno dell'Ue, i cugini d'oltralpe rimangono imbattuti, totalizzando nello stesso periodo 3,642 miliardi di euro, contro i 2,542 miliardi incassati dall'Italia e 1,233 miliardi dalla Spagna. Se poi si fa una valutazione quantitativa, è la Spagna il Paese leader dell'export, con oltre 12 milioni di ettolitri piazzati fra mercato Ue ed extra Ue. All'Italia tocca il secondo posto con oltre 9,7 milioni e la Francia il terzo con 6,7 milioni.

www.tgcom24.mediaset.it





Intesa Coldiretti-Ministero della Cultura per promuovere il turismo agroalimentare 

Un protocollo d'intesa per la promozione del turismo agroalimentare. Lo hanno siglato nel museo ferroviario di Pietrarsa, a Portici, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo, a conclusione degli Stati generali del turismo sostenibile.

"Firmiamo una convenzione molto importante. Occuparsi di cultura in Italia - ha spiegato il ministro all'atto della firma - vuol dire occuparsi anche di paesaggio e di eccellenze enogastronomiche. La Coldiretti ha fatto un lavoro molto importante in questi anni e con l'accordo di oggi vogliamo lavorare assieme sapendo che una parte del mio lavoro, essendo ministro della Cultura, è occuparmi del paesaggio e delle nostre tipicità che sono patrimonio da conservare, come dice anche la Costituzione. Ecco perché una parte di questo accordo mi sento di firmarlo più come ministro della Cultura che del Turismo".   

Per Roberto Moncalvo la firma è il riconoscimento del lavoro svolto da Coldiretti in questi anni. “L'intesa - ha sottolineato - dà valore a quello che abbiamo fatto fino ad ora ma ci lancia anche verso il futuro con grande ottimismo. Le nostre aziende sono pronte per mettercela tutta e a dare il loro contributo. L'idea è quella di mettere in rete tutte le risorse disponibili e le esperienze per la promozione del comparto agroalimentare”.

www.ilpuntocoldiretti.it


Scuola, sempre più prodotti bio sulla tavola delle mense

Cambia la tavola delle mense scolastiche. Si riempiono sempre più di verdure, cereali integrali e cibi biologici. Particolare attenzione alla qualità della pasta, del riso e della frutta. Più prodotti biologici, sono aumentati del 43 percento negli ultimi 4 anni. A rivelarlo sono i dati Biobank, elaborati da Fedagri Confcooperative, durante un convegno all’Expo di Milano.
Un modo questo, insieme alle buone abitudini alimentari, per combattere l’obesità infantile. In Italia i bambini di 8 o 9 anni in sovrappeso, secondo i recenti dati del ministero della Salute, sono il 20 percento e quelli obesi il 9 percento. In calo rispetto all’anno precedente. 1.249 sono le mense scolastiche in cui si mangia biologico e le regioni più virtuose sono: Lombardia (224), il Veneto (192) e l'Emilia Romagna (172). Il quadro delle mense biologiche è comunque variegato, perché alcune regioni sono più indietro di altre. Tanti i menù che si possono creare con prodotti biologici come insalata a chilometro zero condita con la frutta, hummus di ceci, lasagne vegetariane e tanta frutta, le più richieste sono le mele biologiche.
«Il forte incremento registrato dalle mense biologiche, +43% in 4 anni, attesta come sia cresciuta negli ultimi anni l'attenzione verso l'alimentazione dei più piccoli. Tra i 10 milioni di italiani che mangiano regolarmente fuori casa, ci sono infatti anche molti bambini e ragazzi, ai quali è importante garantire cibi sani e di qualità» ha spiegato Giorgio Mercuri , presidente di Fedagri-Confcooperative. Attenzione a ciò che si mette in tavola per gli studenti, buone abitudini alimentari, un po’ di movimento, sono i consigli utili per crescere in modo sano e avere un corretto rapporto con il cibo. Per Gino Girolomoni, il padre fondatore del biologico in Italia: «Mangiare non è solo raccogliere, trasformare e cuocere il cibo, ma anche amicizia, sapienza, semplicità e compagnia». Interesse che si riserva anche alla terra e alla natura, verso la quale avere un approccio rispettoso, scegliendo prodotti che privilegiano la biodiversità.

www.ilmessaggero.it




Presentazione alla Camera proposta di Legge su produzione e vendita del pane.

La scorsa settimana stata presentata la proposta di Legge n. 3265 “Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane” assegnata in questi giorni alla Commissione Agricoltura da parte dell’onorevole Giuseppe Romanini

“Si tratta di un percorso legislativo compiuto anche su nostro stimolo”, spiega Assopanificatori Confesercenti. “Le buone norme sono quelle che tengono conto delle esigenze degli operatori e dei cittadini. Nel nostro settore i consumi continuano a premiare l’attrattiva del prezzo, rispetto alla qualità delle produzioni artigiane, prova ne sono sia gli andamenti delle vendite degli hard discount che la continua moria di PMI artigiane e della vendita di pane. Negli ultimi anni abbiamo assistito al dilagare delle produzioni industriali di pane e di prodotti da forno la cui provenienza è – almeno per le materie e i preparati di base – di origine estera. Siamo, poi, in presenza di crescenti quantitativi di produzioni industriali di pane e prodotti da forno e per la prima colazione derivanti da semilavorati e prodotti surgelati che arrivano dall’estero, talvolta da aziende delocalizzate”.
“Le trasformazioni tecnologiche e sociali degli ultimi decenni – riporta la proposta di Legge – hanno modificato la modalità di produzione e vendita del pane e le tecniche di conservazione del freddo hanno reso l’offerta di questo prodotto estremamente variegata. Il consumatore oggi, infatti, può scegliere fra pane fresco, pane confezionato e presurgelato e altri prodotti da forno simili. In sostanza, ad oggi, la legge non garantisce il consumatore nel riconoscimento del pane fresco artigianale rispetto al pane conservato, distinzione estremamente necessaria non solo per i panificatori, ma anche per gli acquirenti che devono essere messi nelle condizioni di sapere cosa stanno acquistando”.
“Esprimiamo grande apprezzamento – conclude Assopanificatori – per questa proposta che non solo va a tutela dei cittadini, ma anche della tipicità e della specificità del pane artigianale italiano. Un comparto di estrema importanza per l’economia del Paese con quasi 25.000 imprese che impiegano oltre 106.000 addetti. Va anche ricordato che il prezzo del pane, in questi anni, ha subito rincari leggermente inferiori a quelli dei generi alimentari nel complesso (6,9% a fronte di un 7,5%): un dato determinato dal pane fresco, a dimostrazione che qualità e convenienza sono un binomio proprio del nostro settore”.

www.assopanificatori.it




L’Ue apre agli insetti a tavola (ma solo se allevati)

L’Agenzia europea per l’alimentazione: «Importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare»

Un giorno potrà essere normale mangiare insetti anche in Europa, come del resto avviene già in Asia - dove sono richiestissime le cicale femmine in pastella -, o in Africa - dove invece le larve delle falene del bambù sono considerate una delizia. Tutto questo, precisa però l’Agenzia Ue per l’alimentazione (Efsa), potrà avvenire solo a patto che siano correttamente allevati. Anche perché se i piccoli invertebrati venissero prodotti con criteri sanitari adeguati, i pericoli biologici e chimici legati al loro consumo sarebbero sostanzialmente uguali a quelli che comportano una mucca o un pollo.  

L’Efsa ha analizzato il caso partendo dalla constatazione che vi è un crescente interesse per i potenziali vantaggi derivanti dall’uso degli insetti per l’alimentazione umana e animale. L’entomologo olandese Dennis Oonincx ha pubblicato nel 2012 uno studio in cui - dopo aver stimato che di qui al 2050 la domanda di proteine animali crescerà del 50-70 per cento senza possibilità che l’offerta “tradizionale” possa seguirla - gli insetti commestibili saranno la fonte di sostentamento alternativa «più sostenibile». E’ una prospettiva per l’avvenire, però sta diventando anche una moda di questi giorni. A Londra (come a Parigi e Bruxelles) fa molto chic un ristorante dove si possono mangiare cavallette, fra le altre cose. Sia chiama Eat Ento. Un nome una garanzia. 

NON È ROBA DA SELVAGGI. L’entomologo italiano Gianumberto Accinelli ha ricordato che «anche gli antichi Romani amavano la cucina a base di questi animali e un loro piatto tipico consisteva in grossi bruchi xilofagi (che si nutrono di legno) cotti su pietre bollenti e quindi conditi con il miele». E’ il passato che ritorna. E se si muove l’Efsa, è un passato che comincia ad assomigliare a un futuro.  

PAURA? L’Agenzia Europa osserva che i pericoli dell’insetto a tavola «dipenderebbero dai metodi di produzione, da ciò con cui gli animali vengono nutriti (il cosiddetto “substrato”), dalla fase nel ciclo di vita nella quale gli insetti vengono raccolti, dalle specie di insetti, nonché dai metodi utilizzati per la loro successiva trasformazione». Ne consegue che «quando gli insetti non trasformati vengono nutriti con sostanze per mangimi attualmente autorizzate, la potenziale insorgenza di pericoli microbiologici è prevedibilmente simile a quella associata ad altre fonti di proteine non trasformate». Oltretutto, il rischio ambientale derivante dall’allevamento di insetti si prevede «paragonabile a quello da altri sistemi di produzione animale». Andrebbero comunque applicate «le attuali strategie di gestione dei rifiuti per smaltire le scorie derivanti dall’allevamento di insetti». 

L’EFSA NON HA DUBBI. «L’uso di insetti come fonte di alimenti e mangimi ha, potenzialmente, importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare». E già si segnalano come specie di insetti con maggior potenziale d’uso come alimento o mangime nell’Unione europea mosche, larve della farina, grilli e bachi da seta. La Commissione europea, riassume l’Efsa, sta attualmente cofinanziando un progetto di ricerca per esplorare la fattibilità di impiegare proteine ricavate da insetti per i mangimi. Verrà un giorno in cui ci diranno che possiamo mangiarli, bene o male che sia. Nell’attesa, che forse è meglio sperare sia lunga, ci si può intrattenere con un sorriso sulle labbra su un dibattito inevitabile: il giorno in cui l’hamburger di formiche sarà su tutti i menu, come si comporteranno vegetariani e vegani? 

Marco Zatterin - www.lastampa.it




Federconsumatori- Adusbef, consumatori e buste per la spesa: meglio eco-friendly

In principio erano le sporte, poi arrivarono le retine e, mano a mano che la Grande Distribuzione Organizzata si impadroniva del mercato, stracciando la concorrenza dei piccoli esercizi di quartiere, il sacchetto di plastica (un tempo distribuito gratuitamente) ha rivoluzionato il nostro modo di portare la spesa a casa e nello stesso tempo ha progressivamente invaso e inquinato l’ambiente.

Stime della Commissione Europea, infatti, evidenziano che ogni anno si producono circa 100 miliardi di sacchetti di plastica (300 a testa), per la cui produzione servono 910.000 tonnellate di petrolio che immettono nell’atmosfera 8 Kg di CO2 a famiglia. Senza contare il costo: 20 miliardi di euro l’anno che, paragonato al danno ambientale prodotto, è (quasi) poca cosa dal momento che occorrono dai 500 ai 1.000 anni perché una busta di plastica si decomponga. Inoltre, sospinto dal vento e dalle correnti, il sacchetto è una delle cause principali dell’inquinamento dei mari e della morte di molte specie animali. Nel solo Mar Adriatico si possono contare 27 rifiuti galleggianti ogni kmq, di questi il 40% è composto proprio dai sacchetti per la spesa.

“Nel periodo di preparazione all’incontro di oggi”, dichiara la vice presidente di Federconsumatori, Simonetta Cervellini che, insieme a Adusbef e con il patrocinio di Polieco, ha promosso una giornata di riflessione dal titolo “Consumatori consapevoli e eco-friendly”, “mi è stato chiesto più volte perché dedicare addirittura un convegno al tema dei sacchetti di plastica. La risposta sta nei numeri, davvero giganteschi, che si nascondono dietro questo oggetto a cui siamo così affezionati”.

Gli italiani però dimostrano di avere una buona consapevolezza dei danni prodotti sull’ambiente e si dimostrano disponibili a riesumare la vecchia sporta dalla cantina o, in alternativa a munirsi delle versioni più ecologiche del sacchetto per la spesa. Già oggi, secondo i dati raccolti da Federconsumatori, il 39,7% dei cittadini porta sempre con sé al supermercato una borsa riutilizzabile e, il 57,7% dichiara di conoscere la differenza tra il sacchetto biodegradabile e/o compostabile.

Cosa serve, allora, perché la rivoluzione abbia davvero successo? “Innanzitutto serve repressione da parte delle forze dell’ordine affinché vigilino sull’effettiva dismissione dei sacchetti di plastica e, parallelamente, occorre informare e pubblicizzare le regole esistenti ma soprattutto sui danni all’ambiente e alla salute”, aggiunge Cervellini. “Perché non pensare ad una sorta di “vuoto a rendere” anche per i sacchetti di plastica, ad esempio?” propone Giuseppe Chiné, Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, che aggiunge, “l’introduzione del Bag to Bag, stimolerebbe comportamenti virtuosi nei cittadini che si sentirebbero responsabilizzati in un processo di raccolta e dismissione di questi oggetti”.

La normativa esistente sull’argomento è, neanche a dirlo, piuttosto contraddittoria e, se da una parte l’Italia è stato il primo paese europeo a ragionare in termini di divieto di vendita dei sacchetti di plastica, restano ancora in sospeso diverse questioni da risolvere il prima possibile. “Credo sia importante riflettere insieme, imprese di produzione, di riciclo, legislatore e GdO, sull’importanza della riutilizzabilità e riciclabilità dei beni di grande consumo come le buste per il trasporto della spesa”, dichiara in conclusione il presidente di PolieCo, Enrico Bobbio, “soprattutto oggi che l’economia e l’esigenza di uno sviluppo sostenibile impongono a tutti la massima consapevolezza”. Elena Leoparco - www.helpconsumatori.it





CONFERENZE STAMPA

Martedì 13 ottobre
Trento - Palazzo Roccabruna - via Santissima Trinità 24 – ore 11
Presentazione di “Mondomerlot 2015”, l’evento enogastronomico che si svolgerà ad Aldeno (TN) il 23, 24 e 25 ottobre pv. È previsto service fotografico e video televisivo, con possibilità di personalizzare le interviste.
Info: Comune di Aldeno: 0461.842523 - segreteria@comune.aldeno.tn.it - www.mondomerlot.it
Ufficio Stampa: Pegaso Media: 348.0613477 - comunicazione@pegasomedia.it

Mercoledì 14 ottobre
Milano – La Triennale, Sala Triennale Lab – viale Alemagna 6 - ore 12
Presentazione di Zurigo 2016, capitale internazionale della Cultura. Dal centenario del movimento Dada alla Biennale Europa di Arte Contemporanea Manifesta.
Info e accrediti: Andrea Cucchetti - acucchetti@consiliumcom.it - 02 36565485 - 349 5554664

Giovedì 15 ottobre
Bologna – Cubiculum Artistarum, Archiginnasio – piazza Galvani 1 – ore 17
A cura dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, la conferenza stampa “Le nuove frontiere dell’impiego di bioagrofarmaci e biofertilizzanti”. Interventi di Marco Marani, direttore agricolo COPROB, e Giovanni Campagna, responsabile agricolo COPROB.
Info: segreteria@accademia-agricoltura.it - www.accademia-agricoltura.it
Ufficio Stampa: Lorenzo Bonazzi - ufficiostampa@accademia-agricoltura.it - Tel: 051-268809 - Cell: 329-3684176


EVENTI E MANIFESTAZIONI

Martedì 13 ottobre
Milano – Circolo del Commercio, Palazzo Bovara Confcommercio Milano – corso Venezia 47 – ore 11
Presentazione dell’evento “Toscana Look and Taste Experience”, presentazione multisensoriale del territorio, in particolare quello pistoiese, e dei prodotti che lo contraddistinguono. Il percorso si articolerà infatti fra proiezioni video e degustazioni. Seguirà una conferenza stampa nella quale verranno approfonditi i temi della tradizione gastronomica toscana e presentata la terza edizione della manifestazione “La Toscana in Bocca”.
Info e accrediti: 0573 991508
Ufficio Stampa Edizioni Contattoredazione@italiaatavola.net - Tel 035 615370, 035 460563

Mercoledì 14 ottobre
Milano – Consiglio Nazionale delle Ricerche - Area di Ricerca di Milano – via Corti 12 – ore 8.30
Workshop “Nuovi scenari nell’industria agroalimentare: gli Alimenti Funzionali e Nutraceutici”. Il workshop vuole essere un’occasione di interscambio di idee e progettazioni tra aziende e i ricercatori CNR della rete Nutrheff (http://www.nutrheff.cnr.it/) ed UNASA (Unione Nazionale delle Accademie italiane per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale), impegnati nel settore degli alimenti funzionali e nutraceutici.
Dopo il lunch seguirà un incontro con Nutrheff.
Info e accrediti: Giusto Giovannetti - giustogiovannetti@hotmail.com - Tel 335 7511429

Domenica 18 ottobre
Roma – Hotel Parco dei Principi – ore 15
Presentazione della “Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2016” di Daniele Cernilli (Mondadori) con il seguente programma: ore 15.00 conferenza stampa; dalle ore 16.00 alle 21.00 degustazione gratuita aperta al pubblico durante la quale 79 tra i migliori produttori italiani serviranno i loro vini; dalle ore 17.30 alle 18.30 degustazione verticale di Tignanello (6 annate) guidata da Daniele Cernilli (costo di partecipazione 20 euro, posti limitati).
Info e accrediti: MG Logos - comunicazione@mglogos.it - Tel. 0645491984

Lunedì 19 ottobre
Rho-Pero (MI) – EXPO – Spazio Slow Food Theater – ore 16.30
Il Pisco, distillato bandiera del Perù, si presenta ad Expo Milano 2015. L’evento è organizzato con Slow Food, con l'Associazione Las Damas del Pisco - Perù, la FISAR - Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori e con il patrocinio di ASA - Associazione Stampa Agroalimentare Italiana.
Le donne peruviane negli ultimi 30 anni hanno fatto una piccola rivoluzione nel mondo del Pisco e la loro presenza oggi è diventata fondamentale al punto di ricoprire dei ruoli importanti storicamente di gestione maschile.
A raccontarcelo ci sarà Gladys Torres Urday, giornalista ASA e Presidente dell’Associazione Las Damas del Pisco del Perù.
Parteciperanno e porteranno i saluti ufficiali S.E. Eda Adriana Rivas Franchini - Ambasciatrice del Perù in Italia, Amora Carbajal Schumacher - Consejero Economico Comercial del Perù in Italia e il Presidente ASA, Roberto Rabachino.
Tutti i giornalisti e i comunicatori in possesso di Pass Ingresso EXPO sono inviatati a partecipare.
Al termine del seminario ci sarà una degustazione guidata di Pisco.
Info: http://www.slowfood.com/expo2015/it/calendario-expo/il-pisco-distillato-bandiera-del-peru





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