ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 394
/ 05.10.2015



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Presentato a New York segno unico distintivo made in Italy agroalimentare. Martina: rafforziamo la lotta all'Italian sounding

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha presentato a New York il segno unico distintivo del Made in Italy agroalimentare 'The extraordinary Italian taste', tassello fondamentale del piano per l'internazionalizzazione che Mipaaf e Ministero dello Sviluppo economico stanno attuando per sostenere l'export e rafforzare le azioni di contrasto all'Italian sounding. Il piano prevede risorse pari a 260 milioni di euro; di queste il 25% è dedicato proprio all'agroalimentare.
"Il Governo - ha affermato il Ministro Martina all'evento presso Eataly New York - è in campo con una strategia di aggressione all'Italian sounding che non ha precedenti. Il segno unico rappresenta uno strumento innovativo che aiuta a dare riconoscibilità al sistema agroalimentare italiano, valorizzando meglio la nostra presenza soprattutto nelle fiere internazionali e con iniziative speciali nella grande distribuzione. Il mondo chiede prodotti italiani, vogliamo aiutare i nostri produttori a essere ancora più presenti sui mercati. Proprio negli Stati Uniti, il 12 ottobre, in occasione del Columbus Day, partirà una campagna importante contro il falso Made in Italy con investimenti per 50 milioni di euro". "Non ci basta - ha proseguito Martina - abbiamo rafforzato il contrasto ai falsi aumentando in controlli in Italia e, primi al mondo, chiudendo accordi con due player mondiali del web come eBay e Alibaba per proteggere i nostri prodotti Dop e Igp dalle imitazioni. In pochi mesi abbiamo bloccato flussi di valore enorme, anche negli Usa. Con una sola operazione abbiamo fermato una vendita mensile potenziale di 5 mila tonnellate di falso Parmigiano Reggiano, quasi la metà della produzione mensile di quello autentico".
"L'agroalimentare italiano rappresenta sicuramente un campo nel quale si può e si deve continuare a investire. Ce lo confermano i dati dell'export relativi ai primi 7 mesi di quest'anno: oltre 21 miliardi di euro. Un record che ci dà la dimensione del potenziale che abbiamo per dare nuovo slancio anche alla nostra economia, rafforzando la nostra presenza su mercati in forte espansione come Stati Uniti, Canada, Brasile, Russia, India, Cina, Europa, Turchia e Australia. Raggiungere i 36 miliardi di export entro la fine di quest'anno e i 50 miliardi entro il 2020 - ha concluso Martina - sono obiettivi alla nostra portata."

www.politicheagricole.it



Nel 2016  i primi comuni con le “Spighe Verdi” 

Il 2016 sarà l’anno delle “Spighe Verdi”. E’ quanto è emerso l’1 ottobre nella presentazione dei primi risultati del programma per lo sviluppo sostenibile dell’ambiente rurale che ha avuto luogo nella prestigiosa Casa degli Atellani -Vigna di Leonardo, a Milano.

Il progetto, nato dalla collaborazione di FEE Italia e Confagricoltura, ha l’obiettivo di adattare i principi e la metodologia della ben nota certificazione “Bandiera Blu” alla realtà dei comuni rurali della nostra penisola.

“L’attività agricola - ha affermato Luigi Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura - è parte fondamentale del processo di sostenibilità dei territori e il ruolo di Confagricoltura è quello di evidenziare e diffondere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità ed innovazione che le aziende già attuano o sperimentano. Ecco perché l’esperienza di FEE nella gestione del programma internazionale “Bandiera Blu” si integrerà con i principi del progetto EcoCloud di Confagricoltura, esempio di come le aziende agricole possano attuare pratiche sostenibili che coinvolgano e migliorino tutta l’azienda nei suoi aspetti ambientali, economici e sociali.”

“Sono numerosi i benefici che hanno avuto in questi anni le amministrazioni locali che hanno aderito a “Bandiera Blu” - ha sottolineato Claudio Mazza presidente di FEE Italia – in quanto il progetto ha sollecitato e facilitato la loro programmazione ambientale delle politiche del territorio. Ora con “Spighe Verdi” vogliamo coinvolgere le amministrazioni locali dei comuni rurali per promuovere un miglioramento continuo della gestione ambientale al fine di favorire la conservazione del paesaggio, il corretto uso del suolo, la valorizzazione dei centri storici e degli aspetti culturali dei luoghi, per finire con lo sviluppo turistico e l’educazione ambientale”.

Su questi aspetti sono intervenuti i sindaci di Agropoli (Sa) e di Castagneto Carducci (Li), portando la loro esperienza su “Bandiera Blu”, ed i sindaci di Montefalco (Pg) e di Tassarolo (Al) che hanno manifestato il loro interesse a sviluppare il nuovo percorso con il progetto “Spighe Verdi”.

Gli interventi di Maurizio Mangialardi presidente di ANCI Marche e Lorella Chimenti, coordinatrice del GAL Pollino Sviluppo, hanno sottolineato come il progetto “Spighe Verdi” possa favorire lo sviluppo sostenibile delle aree interne del Paese.

“Con l’iniziativa “Spighe Verdi”  - ha concluso il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - i comuni potranno sviluppare politiche territoriali in armonia con  chi da sempre presidia il territorio, le aziende agricole, con positive ricadute anche sul turismo, sulla valorizzazione e sulla commercializzazione dei prodotti agricoli e dell’artigianato. La lunga esperienza internazionale di FEE nella gestione di programmi di educazione ambientale, la presenza capillare di Confagricoltura in tutto il Paese, anche attraverso la rete EcoCloud dedicata alla sostenibilità, ed il coinvolgimento delle amministrazioni interessate sono le basi per lo sviluppo del progetto, che già a partire dal 2016 rilascerà le prime certificazioni”.

www.confagricoltura.it


2015 record, +35% giovani. E' il tasso di crescita più elevato di tutti i settori

Nel 2015 i giovani agricoltori sono aumentati in Italia del 35% rispetto al 2014. Gli under 34 che operano come imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari e soci di coop agricole hanno superato le 70mila unità. E' quanto emerge da un’analisi Coldiretti, resa nota a Expo in occasione della consegna degli Oscar Green, il premio per le imprese più innovative promosso dai giovani di Coldiretti. "Nelle campagne italiane si registra il tasso di crescita più elevato dell'occupazione giovanile tra i diversi settori produttivi".
Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe', il 57% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18%) o in banca (18%): "vi è un rinnovato interesse a trascorrere il proprio tempo a contatto con la natura: più di due su tre (68%) dichiarano di partecipare volentieri alla vendemmia e alla raccolta della frutta".
La vera novità sono le new entry: la metà dei giovani che scelgono l'agricoltura sono laureati e hanno fatto innovazione (57%), ma soprattutto il 74% è orgoglioso del lavoro fatto e si dichiara "più contento di prima". La scelta di diventare imprenditore agricolo è peraltro apprezzata per il 57% delle persone vicine (genitori, parenti, compagni o amici). "I giovani - sottolinea Coldiretti - stanno cogliendo una straordinaria opportunità di sviluppo economico personale, scoprendo quanto offre il mondo rurale interpretato in chiave innovativa". La spinta è venuta dalla Legge di Orientamento (n.228/2001) sostenuta da Coldiretti, che ha aperto la strada all'agricoltura multifunzionale. Oggi il 70% delle imprese under 35 opera in attività "rurali", dalla trasformazione dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo.
"Molti giovani hanno saputo valorizzare le potenzialità del territorio trovando opportunità occupazionali, soddisfazione personale ma anche una migliore qualità della vita" ha detto il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo. "Si tratta anche di un impegno per il bene comune che in Italia le Istituzioni stanno imparando a riconoscere".

www.ansa.it




Scattata la raccolta delle olive, +30% produzione 

E’ già iniziata con anticipo di almeno una settimana in Italia la raccolta delle olive che quest’anno vedrà un aumento stimato in oltre il 30 per cento della produzione di olio rispetto al 2014, con una qualità ottima per l’andamento climatico favorevole. Ad annunciarlo è la Coldiretti con il via alla campagna olivicola che mette in moto un settore che può contare su un patrimonio di circa 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno, con un fatturato di circa 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.

Numeri che fanno dell’Italia il secondo produttore mondiale dopo la Spagna, ma anche il primo paese per numero di oli Dop (Denominazione di origine protetta), ben 43. L'extravergine fresco del nuovo raccolto esprime al meglio le note proprietà organolettiche, antiossidanti e nutrizionali che tendono a deperire nel tempo.
Rispetto allo scorso anno, uno dei più neri della storia dell’olivicoltura italiana, con poco più di 300mila tonnellate d’olio, la produzione 2015 dovrebbe risalire a circa 400mila tonnellate, pur rimanendo sotto la media storica (intorno alle 500mila tonnellate). In compenso la qualità delle olive è ottima grazie anche al caldo che ha limitato gli attacchi della mosca olearia. Proprio la mosca era stata, assieme al maltempo, una delle cause del crollo produttivo fatto registrare lo scorso anno, il peggiore mai vissuto dall’olivicoltura italiana. In totale - sottolinea Coldiretti - si era registrato un crollo che in alcune regioni è stato anche oltre il 50 per cento.
Il problema è che la scarsa produzione dello scorso anno ha favorito le importazioni dall’estero, che nel primo semestre del 2015 hanno visto l’arrivo di 321mila tonnellate di olio straniero, con un vero e proprio boom dalla Tunisia, dove le importazioni sono addirittura cresciute del 748 per cento nel giro di un anno. “Una situazione che - rivela il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo -, rischia di peggiorare ulteriormente dopo il via libera annunciato dalla Commissione Europea all’aumento del contingente di importazione agevolato di olio d’oliva dal paese africano verso l’Unione europea fino al 2017, aggiungendo ben 35mila tonnellate all'anno alle attuali circa 57mila tonnellate senza dazio già previsti dall'accordo di associazione Ue-Tunisia”. Una decisione sulla quale è giustamente intervento anche il ministro degli esteri Paolo Gentiloni affermando che “non si deve danneggiare l'economia agricola nazionale”.
Aumenta così, infatti, il rischio che vengano spacciati come Made in Italy prodotti di altri Paesi. L’Italia è infatti il primo importatore mondiale di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri”. Il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica.
Sotto accusa è la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicare per legge l’origine in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è però quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile.

Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. I consumatori - conclude la Coldiretti - dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. In attesa che vengano strette le maglie larghe della legislazione per non cadere nella trappola del mercato.

www.ilpuntocoldiretti.it




Ogm, l'Italia notifica alla Ue la richiesta divieto coltura

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, quello dell'Ambiente Gian Luca Galletti e della Salute, Beatrice Lorenzin, hanno inviato alla Commissione Ue le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo. Le richieste - spiega il Mipaaf - sono fatte in attuazione della nuova Direttiva europea 2015/412 dell'11 marzo scorso che consente agli Stati membri di vietare al proprio interno la coltivazione degli organismi geneticamente modificati. "La nostra scelta guarda alle caratteristiche del modello agricolo italiano, che vince e si rafforza puntando sempre di più sulla qualità e sulla distintività. Abbiamo un patrimonio unico di biodiversità che rappresenta un valore non solo da tutelare, ma da promuovere", ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.
M5S: "Prima vittoria". "Il  Movimento 5 Stelle ha denunciato il ritardo dell'Italia nel comunicare alla Ue il suo no agli Ogm. Oggi finalmente il governo ha inviato a Bruxelles la nota ufficiale che ribadisce il divieto di coltivazione degli Organismi geneticamente modificati, come deciso dal Parlamento, in attuazione della nuova Direttiva europea che, lo ricordiamo, consente agli Stati membri di decidere - si legge in una nota congiunta i parlamentari del M5S delle Commissioni Agricoltura e Politiche Europee - . Meglio tardi che mai, vorremmo dire, ma il pressing del M5S non finisce qui". Adriano Zaccagnini di Sel saluta con favore la decisione in quanto il nostro paese "deve continuare a perseguire una politica agricola rispettosa dell'ambiente e delle tradizioni contadine".
Una decisione quella del governo italiano che è stata accolta in modo positivo da Coldiretti e Greenpeace. Secondo una indagine Ixè, diffusa da Coldiretti, la richiesta del governo italiano trova d'accordo quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono oggi al biotech nei campi. "Per l'Italia gli organismi geneticamente modificati  in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del made in Italy", commenta il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. "L'Italia si conferma libera da ogm e la metà dei paesi dell'unione europea "sta facendo lo stesso, emanando bandi nazionali che vietano la coltivazione di ogm sul proprio territorio. Sarebbero almeno 14 gli stati membri che di Ogm non vogliono saperne, ma altri potrebbero aggiungersi perché la comunicazione formale alla commissione europea può pervenire fino al prossimo 3 ottobre", scrive in una nota di Greenpeace.  Adesso però "dobbiamo bloccare l'approvazione di nuovi Ogm e rivedere completamente il processo di valutazione dei rischi e di autorizzazione degli ogm a livello europeo", aggiunge Greenpeace.

www.repubblica.it




E’ allarme specie esotiche invasive per la biodiversità, Ue: “Danni ci costano 12 miliardi l’anno”

Le specie esotiche invasive “sono una delle minacce alla biodiversità che registra la crescita più rapida in Europa, causando danni significativi all’agricoltura, alla silvicoltura e alla pesca con un costo nell’Ue pari ad almeno 12 miliardi l’anno”. Così la Commissione Ue nell’ambito della revisione intermedia della strategia dell’Ue sulla biodiversità.

Rispetto al tema è entrato in vigore un nuovo regolamento dell’Ue, ‘Eu Regulation 1143/2014 on invasive alien species’ con lo scopo di “combattere la diffusione delle specie esotiche invasive”, segnalano da Bruxelles, mentre “si sta lavorando per definire entro l’inizio del 2016 un elenco delle specie invasive di rilevanza unionale”.

Dalla revisione intermedia della strategia dell’Ue sulla biodiversità “si evince che sono stati registrati progressi in molti settori“, ma “emerge anche la necessità di un maggiore impegno da parte degli Stati membri per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020“. Così una nota della Commissione Ue.

Scopo della revisione intermedia della strategia dell’UE sulla biodiversità è valutare se l’Ue è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020. I risultati dimostrano che “sono stati compiuti progressi in molti settori, ma evidenziano la necessità di sforzi più intensi per tener fede agli impegni assunti dagli Stati membri in materia di attuazione”. La capacità della natura di pulire l’aria e l’acqua, impollinare le colture e limitare l’impatto di catastrofi quali le inondazioni “è compromessa, con potenziali costi elevati e imprevisti per la società e per la nostra economia”.

Come intervenire? In primo luogo “gli Stati membri devono attuare meglio la legislazione Ue in materia di protezione della natura”, tenendo conto che “più dei tre quarti dei principali habitat naturali nell’Ue sono attualmente in condizioni insoddisfacenti, e molte specie sono a rischio di estinzione”.

Per il commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, “possiamo trarre numerosi insegnamenti da questa relazione – abbiamo compiuto progressi e ci sono esempi validi da seguire, ma resta tanto da fare per colmare le lacune e raggiungere gli obiettivi in materia di biodiversità all’orizzonte 2020. Non c’è motivo di autocompiacersi – perdere biodiversità significa perdere il nostro sistema di sostegno alla vita. Non possiamo permettercelo, né può permetterselo la nostra economia”.

Un sondaggio d’opinione a livello europeo, anch’esso pubblicato oggi, conferma che “la maggioranza dei cittadini europei è preoccupata per le conseguenze della perdita di biodiversità ed è consapevole delle ripercussioni negative che questo fenomeno può avere sulla salute e il benessere degli esseri umani, e in ultima analisi anche sul nostro sviluppo economico a lungo termine”. L’Ue ha adottato una strategia per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020. Dalla valutazione effettuata a metà percorso, come visto, emerge che “occorre fare molto di più sul terreno per tradurre le politiche dell’Ue in azioni concrete”.

L’effettivo arresto della perdita di biodiversità dipende anche da quanto efficacemente le questioni legate alla biodiversità sono integrate nelle politiche in materia di agricoltura, silvicoltura, pesca, sviluppo regionale e commercio.

La riforma della politica agricola comune “offre la possibilità di una maggiore integrazione delle questioni connesse alla biodiversità, ma la misura in cui gli Stati membri attueranno i provvedimenti a livello nazionale sarà decisiva per garantirne il successo”, segnala la Commissione.

di Roberto Antonini – www.dire.it






CONFERENZE STAMPA

Lunedì 5 ottobre
Rho-Pero (MI)
- Sala MIPAAF, I Piano - Padiglione MIPAAF EXPO – Cardo Sud Est – ore 14.30
Presentazione della campagna “Solo Olive Italiane per Expo 2015”. È stato invitato a partecipare Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa
: Aida Partners Ogilvy PR, Giuseppe Stamegna - tel. +39.02.89504650 - giuseppe.stamegna@aidapartners.com

Martedì 6 ottobre
Milano
– Expo Gate, Spazio Sforza – piazza Castello – ore 11
Appuntamento di informazione mensile sull’andamento delle attività di ExpoinCittà e di anticipazione dei principali prossimi eventi in palinsesto.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa ExpoinCittà
: press@expoincitta.com - T (+39) 02 89699779 - Cell. 331 3199036

Martedì 6 ottobre
Bologna
- Sala Atelier Urban Center Sala Borsa - piazza Nettuno 3 – ore 11.30
Il Consorzio Mortadella Bologna presenta “MortadellaBO’. Nasce buona, coglila perFetta!”. Si parlerà della rinnovata formula dell’evento che per quattro giorni porterà gusto, cultura, passione e divertimento nelle piazze e nelle vie più belle di Bologna.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa
: Silvia Voltan - silvia.voltan@pragmatika.it - 331 1860936 - tel. 051 6242214

Martedì 6 ottobre
Milano
- Chiostri dell’Umanitaria - via Francesco Daverio 7 – ore 12
A Toscana Fuori Expo presentazione di “Cibo Civile Toscana”, il primo progetto che mette in rete chi produce, chi trasforma e chi distribuisce il cibo in chiave solidale, sostenibile, etica. Il progetto ha l’obiettivo di creare una rete di solidarietà e di integrazione. Il cibo prodotto viene venduto a privati (prevalentemente con filiera corta e gruppi di acquisto solidale) e a strutture di ristorazione collettiva e scolastica dove lavorano persone con svantaggio sociale e che gestiscono attività di ristorazione e catering.
Seguiranno show cooking e degustazione a cura degli aderenti alla rete Cibo Civile della Toscana.
Ufficio Stampa LR Comunicazione: Laura Ruggieri –06/ 97618280 - 339/4755329 - lrcomunicazione@lrcomunicazione.com

Mercoledì 7 ottobre
Roma
- Sala del Carroccio del Comune di Roma – ore 11
Presentazione della terza edizione del “Gluten Free Day”, in programma il 10 e 11 ottobre, che quest'anno raddoppia e apre le porte al benessere e agli stili alimentari che fanno bene, contro tutte le intolleranze. Quest’anno è “Gluten Free Days - Wellness Food Fest 2015” ed è un'occasione per sensibilizzare e far conoscere la celiachia. 
Info e aggiornamentiwww.glutenfreeday.it - https://www.facebook.com/glutenfreeday - info@glutenfreeday.it -
Ufficio stampa: Caterina Falomo – cell. 346 8513723caterina.falomo@sulleali.it

Mercoledì 7 ottobre
Creazzo (VI)
- Centro Formazione Esac - Centro Formazione Esac – ore 18
Presentazione della nuova rassegna enogastronomica de “Le Buone Tavole dei Berici”, storico gruppo di ristoratori della Confcommercio di Vicenza. La rassegna, che inizierà il 22 ottobre, si propone quest’anno in una versione rinnovata, che i ristoratori del gruppo presenteranno, assieme ad altre novità.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa Ascom
: ufficio.stampa@ascom.vi.it – Tel. 0444 964300 - Monica Rossato 347 2204461 – Diego Trevisan 338 1352639


EVENTI E MANIFESTAZIONI

Mercoledì 7 ottobre
Milano
– Best Western Hotel Galles – piazza Lima 2 – ore 11
Presentazione alla stampa della partnership Best Western Italia e Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Igp. Degustazione sensoriale – teatrale: l’arte di gustare. Presentazione del progetto ‘Colazione Balsamica’.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa Consorzio Aceto Balsamico ABM IGP:  Marte Comunicazione - Tel. 3356130800-3398655400 - marzia.morganti@gmail.com     
Ufficio Stampa Best Western: Paola Colla - Tel. 3385076595 -    p.colla@presstudio.com

Lunedì 12 ottobre
Roma
– Centro Congressi Roma Eventi – piazza della Pilotta 2 – ore 9
Tavola Rotonda “Il Consumatore interconnesso” a cura del Consumer’s Forum con quattro tavoli tematici paralleli, tra cui quello dedicato alla lotta alla contraffazione. Il programma della giornata è sul sito www.consumersforum.it
Accredito preventivo obbligatorio: Consumer’s Forum tel 06 39725486 – fax 06 39887519 – eventi@consumersforum.it
Info: segreteria@consumersforum.it 




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