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Newsletter 39 / 17.12.2007


2007 nero per le bevande – Previsioni negative anche per il 2008
Mipaaf, approvato regolamento
Trenta anni di Cia
Al via il Premio Oscar Green per l’innovazione
Troppi rincari, cambia il menù?
Ue, proposta d’aumento del 2% delle quote latte


2007 nero per le bevande – Previsioni negative anche per il 2008
Secondo i dati raccolti ed elaborati da CDA (Consorzio Distributori Alimentari) - il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande, che da solo rappresenta oltre l’ 11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari – su un campione di circa 19.000 pubblici esercizi, la situazione per l’intero comparto del beverage è tutt’altro che soddisfacente.
Nei primi 10 mesi del 2007 infatti si registrano consumi in netto calo in tutto il canale Horeca (acronimo di hotel, restaurant e caffetterie) e prezzi in costante aumento, con prospettive che non lasciano ben sperare nemmeno per il 2008.
Se la media italiana dei consumi di bevande segna -4,22%, peggiore è la situazione nel Sud e nelle isole, dove il trend dei consumi sfiora quasi il -9%, reggono il Nord Ovest e il Centro (-0,75% e -0,86%), mentre il Nord Est subisce un calo del 3%.
A farne le spese sono soprattutto aperitivi monodose, vermouth e sciroppi (base per i cocktail), che segnano rispettivamente -8,72%, -9,63% e -11,82% (media nazionale). Altrettanto male le bibite gasate (-8,75%), i vini (-6,55%), le birre (-6,10%) e i succhi di frutta (-6,44%). Vertiginoso il calo dei ready to drink (-26,49%), mentre tengono meglio i consumi di acqua (-1,54%) e bibite piatte (-2,54%). Unica “voce fuori dal coro”, la categoria degli energy drink, che cresce di oltre il 12%.
A livello di canale, i cali più consistenti si registrano nel comparto dei locali serali (pub e discoteche), con una flessione complessiva dei consumi che supera il 5,8%, con picchi di calo del 27% per i ready to drink, i vermouth (-21,41%) e i succhi di frutta (-17,41%). Negativi anche gli altri canali: la ristorazione segna un calo nei consumi di bevande del 4,25%, mentre i bar si attestano attorno ad un -3,5%.
Sul fronte dei prezzi a nulla sono valsi i tentativi dei grossisti, che in questi mesi hanno tentato di assorbire i consistenti incrementi di prezzo, mantenendo sostanzialmente invariati i propri listini, con il timore che, a cascata, gli stessi si potessero riversare totalmente sul consumatore finale. Nel complesso infatti i prezzi dei prodotti venduti al locale, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente hanno subito un leggero aumento + 2,29% a parziale copertura dei costi di distribuzione.
La situazione è comunque destinata a peggiorare nel 2008. Tutti i produttori di marca hanno già reso noti gli aumenti dei propri listini per il prossimo anno, con incrementi dell’8% per la birra e del 10-15% per il vino, dovuti soprattutto all’aumento dei prezzi delle materie prime.
“La situazione è sicuramente preoccupante – ha commentato Lucio Roncoroni, direttore di CDA – l’estate 2007 (periodo cruciale per le vendite di bevande) non ha dato i frutti sperati e sicuramente non ci saranno margini di miglioramento almeno per i prossimi mesi.
Il distributore di bevande difficilmente potrà anche per il prossimo anno mantenere inalterati i propri listini e la conseguenza sarà che il pubblico esercizio riverserà tali aumenti sul consumatore con ovvie quanto mai scontate ripercussioni sui consumi.
Ormai non è più possibile parlare solo di crisi economica, la crisi dei prezzi e dei consumi è ormai una questione politica e sociale.
E non ci aspettiamo grandi miglioramenti nemmeno in occasione del Natale, se non un lieve incremento nelle vendite di vini, spumanti e superalcolici… ma sempre con grande attenzione ai prezzi. Il potenziale di spesa degli italiani infatti è calato notevolmente in questi anni e sempre più spesso vediamo i clienti prediligere prodotti a basso costo, a scapito della qualità”.
RdP Strategia e Comunicazione - www.rdp.it
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Mipaaf, approvato regolamento
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo il regolamento che riorganizza e razionalizza la struttura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. “Un ministero dinamizzato e in linea con l’evolversi del contesto socio-economico. Nel delinearne la riorganizzazione – ha detto il Ministro - abbiamo voluto dare piena applicazione ai criteri di economicità previsti dalla legge Finanziaria per il 2007 (articolo 1, comma 404), coniugandoli - ha sottolineato De Castro - alla necessità di rendere il Mipaaf capace di rispondere pienamente, anche in campo internazionale, alle nuove domande e aspirazioni dei settori di pertinenza”. Il Ministero è riorganizzato in tre Dipartimenti: politiche europee e internazionali; politiche di sviluppo economico e rurale; Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari. “La tutela del consumatore, le garanzie per i produttori onesti, la sicurezza alimentare – ha spiegato il Ministro – sono una missione centrale e imprescindibile, alla quale rispondiamo con il potenziamento del sistema dei controlli. Allo stesso modo – continua De Castro – recepiamo l’importanza di un capace coordinamento dell’azione in campo europeo e internazionale e accogliamo la sfida di un futuro di crescita in ambito economico e rurale anche attraverso filiere innovative e agroenergetiche. Il tutto – ha concluso il Ministro, razionalizzando gli uffici, eliminando le sovrapposizioni e ottimizzando la resa”. Con il nuovo regolamento si è proceduto infatti alla prevista riduzione del dieci per cento degli uffici a livello dirigenziale generale e del 5 per cento di quelli non generali, con un risparmio totale di spesa di quasi un milione di euro l’anno.
www.politicheagricole.gov.it
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Trenta anni di Cia
La Confederazione italiana agricoltori compie trent'anni. Dal Congresso costituente dell'allora Confederazione italiana coltivatori del dicembre 1977, che raccoglieva, sotto la guida di Giuseppe Avolio, le bandiere dell' Alleanza contadini, della Federmezzadri, dell' Unione Coltivatori Italiani, è stata una lunga storia di conquiste, di impegno, di iniziative e di lotte tese a difendere la dignità del lavoro contadino e a valorizzare l'agricoltura del nostro Paese, a tutelare con azioni realmente concrete il reddito dei produttori agricoli, a difendere l'ambiente e il territorio, ad orientare sempre di più l'attenzione per la qualità e la salubrità dell'alimentazione. Insomma, una strategia mirata che è passata attraverso appuntamenti ed eventi che hanno lasciato una traccia profonda nella vita economica, sociale ed agricola dell'Italia.
Un impegno che, tuttavia, non si esaurisce nello studio della storia del passato, ma che anzi, è proiettato con maggior decisione al futuro, cercando di rafforzare la missione di una Confederazione mobilitata al sostegno degli agricoltori, delle loro famiglie, delle loro imprese che devono svilupparsi in maniera equilibrata ed essere concretamente competitive sui mercati internazionali.
Per celebrare degnamente i trent'anni di vita dell'organizzazione, la Cia ha organizzato due appuntamenti. A?Roma il 21 dicembre prossimo, alle ore 9.30, presso la Sala Protomoteca in Campidoglio, si svolgerà, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del ministero per i Beni e le attività culturali, una solenne manifestazione.
Il programma prevede l'apertura da parte del vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli e la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Seguirà l'intervento del Sindaco di Roma Walter Veltroni e la relazione del prof. Emanuele Bernardi sul tema "Dalla Alleanza contadini alla Cia, una esperienza nella rappresentanza agricola in Italia".
Alla cerimonia celebrativa è prevista la partecipazione di Franco Marini, presidente del Senato, di Fausto Bertinotti, presidente della Camera, di Paolo De Castro, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali e di Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Le conclusioni della manifestazione saranno svolte da Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia.
Questa cerimonia sarà preceduta il 20 dicembre, sempre a Roma, presso la Residenza di Ripetta, da un convegno che, con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali, affronterà il tema "Paesaggio agrario, territorio, globalizzazione". I lavori, che inizieranno alle ore 15.00, saranno aperti dal presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi. Seguirà l'introduzione di Paolo Surace, coordinatore del Comitato scientifico della Cia. Il programma prevede gli interventi e le relazioni di Roberto Fanfani, Università di Bologna "I mutamenti delle strutture e delle politiche agrarie", di Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, di Tullio Seppilli, Università di Perugia e Fondazione Angelo Celli "Città e campagna: il cambiamento di immagine del mondo rurale tra radicazioni locali e dinamiche di globalizzazione", di Carmine Capece, imprenditore agricolo, di Paola Colaneri, Università del Molise "Dall'impresa coltivatrice all'impresa agricola professionale: metamorfosi o continuità?", di Domenico Brugnoni, imprenditore agricolo, di Maria Gemma Grillotti, Università Campus Bio-medico, gruppo di ricerca Gecoagri-landitaly "Il paesaggio agrario da paradigma scientifico a fattore di sviluppo rurale", di Margherita Longo, imprenditrice agricola, di Maria Cristina Treu, Politecnico di Milano "Le politiche e gli strumenti di gestione del territorio", e di Rossella Cantoni, presidente dell'istituto Alcide Cervi.
www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Al via il Premio Oscar Green per l’innovazione
E' stato presentato dal Delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Donato Fanelli il concorso nazionale Oscar Green sull'innovazione che premia le imprese più originali e capaci di testimoniare il contributo offerto dall'agricoltura alla società in termini di valore, sicurezza, fiducia e qualità della vita. Oscar Green è promosso da Coldiretti Giovani Impresa per valorizzare e dare spazio all'innovazione in agricoltura. L'obiettivo è quello di far conoscere ai cittadini e delle altre aziende agricole le esperienze vincenti di operatori che hanno saputo costruire progetti di impresa competitivi e allo stesso tempo sostenibili, rafforzando il legame con il loro territorio d'appartenenza. Coldiretti Giovani Impresa vuole premiare le nuove idee in agricoltura, valorizzando quelle imprese “giovani” (non solo anagraficamente!) che si sono maggiormente distinte in progetti innovativi e che possono fungere da modelli per gli altri imprenditori. “I giovani imprenditori agricoli di Coldiretti guardano a un processo di crescita e di valorizzazione che sa mantenere le proprie radici ma con lo sguardo rivolto al futuro” ha affermato il delegato Nazionale dei giovani Coldiretti Donato Fanelli nel sottolineare che “il concorso si propone di mettere al centro dell'attenzione e di connettere le realtà imprenditoriali più innovative e rigenerate, di creare una rete di conoscenze e di comunanza di vision e valori, di mettere a disposizione modelli da imitare e replicare, adattandoli alla propria realtà territoriale”. Possono partecipare al concorso “Oscar Green” tutti gli imprenditori agricoli, singoli o associati operanti sul territorio nazionale e di qualsiasi età che, all'interno del proprio percorso imprenditoriale, abbiano sviluppato un'idea innovativa, che si rispecchi in una delle 6 categorie del premio. Le domande per la partecipazione possono essere presentate usando il link presente sul sito www.coldiretti.it entro e non oltre le ore 24.00 del 29 febbraio 2008 mentre non sono ammesse domande in forma cartacea.
Le categorie del concorso.
• Stile e cultura di impresa: Innovazione, creatività, originalità, competenza e capacità imprenditoriale sono il mix più dinamico per un'impresa di successo.
• Sviluppo locale: L'imprenditore agricolo contribuisce in modo determinante allo sviluppo complessivo del suo territorio. L'impresa agricola permette sempre più di migliorare la qualità della vita dei cittadini, integrandosi con tutti i settori economici (artigianato, turismo) fino ad offrire servizi innovativi riconducibili a nuove forme di welfare (assistenza agli anziani, agri-asili, fattorie didattiche).
• Energia per il Futuro: L'agricoltura può contribuire in maniera significativa alla lotta contro il cambiamento climatico, producendo energia da fonti rinnovabili (ad esempio le biomasse) e utilizzando nelle aziende tutte le fonti energetiche “pulite” disponibili.
• Esportare il Territorio: Quando si esportano i propri prodotti all'estero si diventa ambasciatori della nostra agricoltura, che ha un valore inestimabile nel diffondere il Made in Italy e la cultura del Bel Paese nel mondo.
• Oltre la filiera: Sono molti, spesso troppi i passaggi dal produttore al consumatore. Questa categoria vuole premiare le imprese che hanno saputo innovare nel processo di commercializzazione, costruendo nuove forme di filiera (ad esempio la vendita diretta) e razionalizzando le filiere esistenti, a vantaggio del consumatore.
• Campagna Amica: Il consumatore e i suoi bisogni sono al centro dell'attenzione delle imprese agricole. Sta proprio nella capacità di rispondere alle esigenze di sicurezza alimentare, qualità dei prodotti, protezione ambientale che emergono dei cittadini una preziosa chiave di successo per le imprese.
www.coldiretti.it
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Troppi rincari, cambia il menù?
Gli abitanti della Penisola sono spaventati dai continui rincari dei principali generi alimentari, vivono sulla propria pelle una crescita dei prezzi che appare ormai incontrollabile, perciò hanno addirittura modificato il loro menù a tavola (quattro su dieci persino «in modo drastico») e chiedono in misura significativa (il 37 per cento del campione considerato, contro solo il 16 per cento della media europea) un intervento pubblico per calmierare i costi. Inoltre, hanno aumentato l’attenzione riposta nella lettura dell’etichetta e prestano più attenzione alla provenienza dei cibi a favore di quelli locali. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti-Swg “Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione”, presentata al recente Forum di Cernobbio, che evidenzia come la responsabilità degli aumenti viene attribuita in Italia soprattutto ai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno per arrivare dal produttore al consumatore (66 per cento) a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei (42 per cento). Ma sotto accusa sono anche i rincari eccessivi applicati dai commercianti e dalle catene di distribuzione (37 per cento) mentre sono del tutto scagionati gli agricoltori. Il 29 per cento ritiene che occorra favorire direttamente gli acquisti dagli agricoltori e solo il 6 per cento considera come soluzione la concentrazione della distribuzione commerciale con la riduzione dei piccoli negozi a favore degli ipermercati. I cambiamenti nel comportamento di acquisto – un dato che peraltro si pone controcorrente rispetto ad altre ricerche del passato, forse a testimonianza di un fattore “emozionale” che sta agendo pesantemente proprio in queste settimane - sono giustificati dal fatto che la spesa alimentare è la seconda voce dopo l'abitazione ed assorbe il 19 per cento della spesa mensile totale delle famiglie, per un valore che è salito a 467 euro al mese destinati nell’ordine principalmente all’acquisto di carne (106 euro), frutta e ortaggi (84 euro), pane e pasta (79 euro) e latte, uova e formaggi (64 euro). Se complessivamente la spesa alimentare è rimasta invariata, le quantità portate a casa si sono ridotte dell'1,5 per cento e tra gli spostamenti più significativi si registra un calo nei consumi di pane (- 7,4 per cento), pasta di semola (-7,4 per cento), latte fresco (- 2,6 per cento), vino (- 7,9 per cento), carne bovina (- 4,1 per cento) mentre aumentano la carne di pollo (+ 7,5 per cento) e le uova (+ 6,4 per cento), secondo le elaborazioni su dati Ismea Ac Nielsen nei primi otto mesi del 2007. Secondo un studio della Coldiretti dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all'industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole. Questo significa chiaramente che i prezzi aumentano in media di cinque volte dal campo alla tavola con una tendenza che - afferma il presidente della Col diretti, Sergio Marini - tende ad accentuarsi nel tempo. Come ovviare a questo problema? Favorendo ad esempio la presenza di prodotti locali negli scaffali dei negozi, ma anche promuovendo la vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli in azienda o nei mercati nelle città, con i cosiddetti farmers market. Secondo una recente indagine dell'Osservatorio sulla vendita diretta Coldiretti-Agri2000, ben sette italiani su dieci hanno fatto acquisti direttamente nelle quasi 50mila aziende agricole che offrono questa opportunità, giudicando la spesa conveniente, con un risparmio atteso compreso dal 20 al 30 per cento. Qualità e la garanzia di genuinità e freschezza sono comunque le principali motivazioni di tale acquisto, mentre la difficoltà di raggiungere le aziende agricole è considerato il principale ostacolo.
Carlo Passera – www.asa-press.com
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Ue, proposta d’aumento del 2% delle quote latte
Un aumento del 2% delle quote latte a partire dall’ aprile 2008. E' quanto propone la Commissione europea per fronteggiare la domanda di prodotti lattiero-caseari sia dentro la Ue che sui mercati mondiali. Tale aumento, per un importo di 2,84 milioni di tonnellate, interessa tutti i 27 paesi membri dell'Unione europea e la sua applicazione è naturalmente legata ad una rapida decisione del Consiglio e del Parlamento europeo.
"Grazie alla riforma della Pac gli agricoltori producono oggi in funzione del mercato - ha sottolineato la commissaria europea all'Agricoltura e sviluppo rurale, Mariann Fischer Boel - ma l'esistenza di quote di produzioni restrittive è in contraddizione con quest'obiettivo.”
Fischer Boel fa presente che negli ultimi anni si è assistito ad un forte rialzo dei prezzi del latte e ad una pressante richiesta di aumentare le quote latte. "Nei prossimi anni, osserva, la domanda di prodotti lattiero-casearia ad elevato valore aggiunto, in particolare di formaggio, continuerà a salire in Europa e nel mondo". Ecco perché spiega "dobbiamo permettere ai nostro agricoltori di far fronte a tale incremento della domanda".
La proposta che è stata presentata il 12 dicembre dall'Esecutivo comunitario è accompagnata da una relazione sulle prospettive del settore lattiero della Ue, una richiesta del Consiglio quando era stato raggiunto nel 2003 l'accordo sulla riforma della Pac. Secondo le conclusioni di tale relazione nel periodo 2003-2007 l'accresciuta produzione di formaggi e latte fresco ha permesso di assorbire un quantitativo supplementare di 5,5 milioni di t di latte a fronte di una produzione di latte stabile. Tra il 2007 e il 2014 sarà necessario un quantitativo supplementare di circa 8 milioni di tonnellate per far fronte alla crescita di domanda interna, soprattutto formaggi. Anche sui mercati emergenti è aumentata la domanda di prodotti alimentari europei. Se quindi il regime delle quote rimanesse inalterato si perderebbe una buona occasione per i nostri produttori.
La proposta della Commissione non pregiudica il riesame del comparto lattiero-caseario in corso nel quadro della verifica dello stato di salute della Pac.
http://europa.eu
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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