ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 385
/ 06.07.2015


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Presentata la 'Carta di Milano dei bambini'

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata presentata ad Expo la 'Carta di Milano dei bambini', il documento di impegni per un futuro sostenibile riscritto appositamente per gli under 12 con percorsi educativi a loro dedicati.
Presenti il Ministro Maurizio Martina, il Commissario unico di Expo Milano 2015 Giuseppe Sala, il Presidente di Lab-Expo Fondazione Feltrinelli Salvatore Veca, il direttore esecutivo di Laboratorio Expo Massimiliano Tarantino e Marta Dassù, presidente esecutivo di WE-Women For Expo.
Il nuovo documento, con i testi di Marta Pastorino e le illustrazioni di Giuseppe Ferrario, potrà essere letto e sottoscritto dai bambini di tutto il mondo. Quattro i problemi legati al cibo sui quali i ragazzi sono chiamati a riflettere: mangiare poco o pochissimo, mangiare male, lo spreco di alimenti e il paradosso di chi ha troppo cibo e chi non ne ha abbastanza. 
Il documento è già disponibile online sul sito www.carta.milano.it nell'apposita sezione.
"La Carta ha un obiettivo importante: unire genitori, insegnanti e bambini nella responsabilità di un futuro più sostenibile, in grado di garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti. - afferma il Ministro Martina - È uno strumento formidabile che invita a riflettere sull'importanza dei temi centrali di Expo, come appunto lo spreco alimentare e la lotta alla fame. Si tratta di un'altra bella eredità di questa Esposizione universale, in linea con quel percorso di consapevolezza e di cittadinanza che abbiamo tracciato e che conferma la potenza educativa di questo evento."
"La Carta di Milano dei bambini - conclude Martina - sarà utilizzata a partire da oggi nei centri ricreativi estivi e da settembre sarà uno strumento di lavoro per le scuole. Con il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini stiamo già pensando, infatti, ad una settimana a tema per la fine di settembre, con alcune iniziative speciali".
www.politicheagricole.it



UE: diffida Italia perché vieta formaggi senza latte

La fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale.  In pratica l'Unione Europea vuole imporre all'Italia di produrre “formaggi senza latte” ottenuti con la polvere. Lo rende noto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare i contenuti della lettera di costituzione in mora appena inviata dal Segretariato generale della Commissione Europea alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea sull’infrazione n.4170. “Siamo di fronte all’ultimo diktat di una Europa che tentenna su emergenze storiche come l’emigrazione, ma che è pronta ad assecondare le lobby che vogliono costringerci ad abbassare gli standard qualitativi dei nostri prodotti alimentari difesi da generazioni di produttori”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.
Dal 11 aprile del 1974 con la legge n. 138, l’Italia ha deciso - sottolinea la Coldiretti - di vietare l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare ai caseifici situati sul territorio nazionale. Questa misura - precisa la Coldiretti - ha lo scopo di tenere alta la qualità delle produzioni casearie italiane salvaguardando le aspettative dei consumatori per quanto concerne l’autenticità e la qualità dei prodotti italiani mediante la qualità delle materie prime. Una scelta che ha garantito fino ad ora il primato della produzione lattiero casearia italiana che riscuote un apprezzamento crescente in tutto il mondo, dove le esportazioni di formaggi e latticini sono aumentate in quantità del 9,3 per cento nel primo trimestre del 2015.
La Commissione Ue con l'avvio della procedura di infrazione ritiene invece che la legge italiana a tutela della qualità della produzioni rappresenti una restrizione alla “libera circolazione delle merci”, essendo la polvere di latte e il latte concentrato prodotti utilizzati in tutta Europa. In altre parole - precisa la Coldiretti - impone un adeguamento al ribasso con una diffida che, se accolta, comporterà uno scadimento della qualità dei formaggi e degli yogurt italiani che metterà a repentaglio la “reputazione” del Made in Italy, ma anche una maggior importazione di polvere di latte e latte concentrato che arriverà da tutto il mondo a costi bassissimi, con conseguenze pesanti sulla tenuta degli allevamenti italiani.
Si tratta in realtà - continua la Coldiretti - solo dell’ultima trovata delle burocrazie dell'Unione Europea da dove sono arrivate incomprensibili decisioni sulla tavola che allontanano cittadini e imprese dall'Europa, dal vino senza uva al cioccolato senza cacao fino alla carne annacquata, ma sul mercato c’è anche il vino zuccherato e quello in polvere mentre circa la metà della spesa è anonima. 
“Nell'Unione che si disinteressa e temporeggia sull’emergenza immigrati si consentono invece trucchi e inganni nel momento di fare la spesa con l’appiattimento verso il basso della qualità alimentare, anche a danno di Paesi come l’Italia che possono contare su primati qualitativi e di sicurezza alimentare", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare "le alchimie negli ingredienti che hanno snaturato anche gli alimenti più comuni". Si spiega cosi - sottolinea la Coldiretti - la richiesta dell’Unione Europea di utilizzare la polvere di latte al posto del latte, nei formaggi, di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero nei Paesi del Nord Europa o di ottenerlo a partire da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose con la semplice aggiunta di acqua.
L’Unione Europea consente anche per alcune categorie di carne la possibilità - continua la Coldiretti - di non indicare l’aggiunta d’acqua fino al 5 per cento, ma per alcuni prodotti (wurstel, mortadella) tale indicazione può essere addirittura elusa e potrebbero essere esclusi dagli obblighi di indicazione della quantità d’acqua, mentre in tutta Europa circolano liberamente imitazioni low cost del Parmigiano reggiano e del Grana Padano, cosiddetti “similgrana”, realizzate fuori dall’Italia senza alcuna indicazione della provenienza e con nomi di fantasia che ingannano i consumatori sulla reale origine. Una mozzarella su quattro in vendita in Italia - precisa la Coldiretti - è stata ottenuta con semilavorati industriali, chiamati cagliate, che vengono dall’estero senza alcuna indicazione in etichetta per effetto della normativa europea.
Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” previste dalla normativa comunitaria per far conoscere la provenienza delle olive ai consumatori. Storica l’imposizione all’Italia dell’Unione di aprire i propri mercati anche al cioccolato ottenuto con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao. 
Quasi la metà della spesa - continua la Coldiretti - è anonima per colpa della contraddittoria normativa comunitaria che obbliga a indicare la provenienza nelle etichette per la carne bovina ma non per i prosciutti, per l’ortofrutta fresca ma non per quella trasformata, per le uova ma non per i formaggi, per il miele ma non per il latte. Il risultato è che - conclude la Coldiretti - gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle.
www.coldiretti.it



Bene Hogan su sostegno ad etichette trasparenti

“E’ positivo il sostegno assicurato dal Commissario Europeo all’agricoltura Phil Hogan al lavoro che stiamo facendo per garantire una etichetta di origine trasparente ai prodotti alimentari Made in Italy”.

Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento all’incontro a Roma con il Commissario Europeo all’agricoltura Phil Hogan che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa dell’Italia promossa sulla base del regolamento comunitario N.1169 del 2011 entrato in vigore il 13 dicembre del 2014 che consente ai singoli Stati Membri di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti qualora i cittadini esprimano in una consultazione parere favorevole in merito alla rilevanza delle dicitura di origine ai fini di una scelta di acquisto informata e consapevole, come è avvenuto nella consultazione pubblica on line sull'etichettatura condotta dal Ministero delle Politiche Agricole.

Un segnale importante per tutelare le produzioni agroalimentari nazionali che - sottolinea Moncalvo - apre prospettive positive anche nel settore lattiero caseario italiano dove dall’inizio della crisi hanno chiuso oltre diecimila stalle e ora scelte sbagliate rischiano di compromettere irrimediabilmente l’identità e la genuinità dei formaggi, diversi da quelli a denominazione di origine.

L’impegno del Commissario in questi primi mesi di attività a sostenere la promozione e a tutelare le denominazioni di origine con l’istituzione del registro internazionale rappresenta importanti passi in avanti come pure - sottolinea Moncalvo - la volontà di accelerare il processo di semplificazione della politica agricola comune. Ci auguriamo infine - conclude Moncalvo -  un concreto sostengo ai produttori italiani colpiti dall’embargo che la Russia ha appena deciso di prorogare per un ulteriore anno.
www.ilpuntocoldiretti.it




Ricerca e innovazione sempre più strategici per il futuro del settore

Le trasformazioni che hanno caratterizzato il processo socio economico degli ultimi anni sono state straordinariamente importanti e rapide. I cambiamenti climatici, la crescita della domanda alimentare rispetto alle capacità di offerta di cibo, la crisi energetica e la scarsità di risorse naturali rappresentano grandi temi rispetto ai quali il ruolo del settore agroalimentare è diventato sempre più strategico. Così il coordinatore di Agrinsieme, Dino Scanavino, ha esordito durante il suo intervento alla tavola rotonda "Ricerca e innovazione nel sistema agroalimentare italiano" svoltasi a Verona in occasione della presentazione del nuovo "Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi economica agraria -Crea".

Per rispondere a queste sfide globali, la risposta dovrebbe provenire da un incremento della produttività e delle rese agricole. Ma nel momento in cui terra e acqua sono sempre più scarsi e i condizionamenti del cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale incidono con forza sempre maggiore sull'attività agricola, ecco che l'innovazione e la ricerca in agricoltura saranno elementi sempre più determinanti per il futuro del settore e, più in generale, della nostra società.

La sfida che le imprese agricole dovranno raccogliere nei prossimi anni -ha continuato Scanavino- sarà quella di produrre di più e meglio, inquinando meno. Una sfida, rispetto alla quale, gli investimenti nella ricerca e nelle innovazioni organizzative e di processo, dovranno portare un contributo importante agevolando, di pari passo, la costruzione un'economia sostenibile dal punto di vista ambientale ed efficiente sotto il profilo delle risorse. In tale contesto, la contrazione degli investimenti pubblici in ricerca agricola che ha caratterizzato l'Europa negli ultimi decenni, non rappresenta un segnale incoraggiante per il futuro. Al contrario, il ruolo dell'intervento pubblico nella ricerca diventerà sempre più fondamentale per il futuro del settore agroalimentare. Lungo questa prospettiva il nuovo Ente di ricerca -Crea- al servizio dell'agricoltura, che unisce sotto un'unica veste le competenze "tecniche" a quelle di carattere economico agrario, rappresenta un'importante novità nel panorama scientifico nazionale.

L'accorpamento dei due precedenti istituti di ricerca Cra e Inea in unico ente, introduce altresì quell'elemento di semplificazione necessario a valorizzare le attività di ricerca in campo agricolo e ad evitare quella sovrapposizione di iniziative che, spesso in passato, ha finito con l'appesantire il sistema di diffusione delle conoscenze scientifiche. Positiva, infine, la volontà espressa da parte del Crea di voler coinvolgere più attivamente i portatori di interesse nelle attività di pianificazione e definizione dei processi di ricerca. Soltanto con il protagonismo diretto degli agricoltori, e con le loro associazioni di rappresentanza coinvolte nell'analisi dei fabbisogni e a svolgere il ruolo di divulgazione dei risultati -ha concluso Scanavino- le attività di ricerca riusciranno a fornire risposte importanti alle sfide future del settore agroalimentare.
 www.cia.it


Turismo, gli italiani le vacanze le fanno in agosto e preferibilmente in Italia

Gli italiani detengono il record europeo per la maggior parte delle vacanze trascorse d’estate, in particolare ad agosto. Il 74% delle notti turistiche degli italiani, circa i tre quarti, si concentra infatti nel periodo estivo, a differenza di altri paesi in cui queste sono meglio distribuite durante l’anno. E’ quanto emerge da Eurostat.

Gli italiani preferiscono inoltre agosto agli altri mesi estivi, segnando il record anche per numero di notti di ferie in questo mese (32,7%). Segue luglio (27,4%), mentre pochi a giugno (10%) e pochissimi a settembre (3,8%). La maggior parte delle vacanze d’estate degli italiani (76,9%) si svolge poi in Italia, il settimo tasso di vacanze domestiche più alto dopo Grecia, Spagna, Romania, Bulgaria, Francia e Portogallo.

Gli italiani mostrano anche una spiccata tendenza a trascorrere le vacanze nei confini nazionali: con il 70,7 per cento contro un 29,3% per cento di notti turistiche trascorse all’estero. La media europea è di un 60,6 per cento di turismo domestico a fronte di un 39,4 per cento all’estero.

Luglio e agosto sono i mesi più gettonati, in media rispettivamente con il 16,1 e il 17,2 per cento delle notti turistiche. Anche in questo caso l’Italia mostra una tendenza più accentuata: 27,4 per cento a luglio e 32,7 per cento ad agosto, a fronte di un 10 per cento a giugno e di appena il 3,8 per cento a settembre.
Luca Tramolada - www.infodata.ilsole24ore.com



Nasce il dominio .bio Il mondo del biologico protagonista sul web

Nel corso degli ultimi anni l’approccio di tutti gli operatori dell’agroalimentare e del settore dell’agricoltura biologica è radicalmente cambiato. Avere una presenza online è diventato fondamentale per comunicare con i propri clienti e per creare interesse e conoscenza intorno al mondo del prodotto biologico.

Il primo passo è sicuramente quello di costruire il proprio sito, scegliendo un nome che rappresenti e comunichi in modo chiaro la propria identità. Per questo motivo e per creare una maggiore possibilità di promuoversi online per singole categorie o realtà di settore, recentemente accanto ai domini ‘storici’ come il .it, .com, etc. sono stati creati e rilanciati tantissimi nuovi domini. Dal .pizza al .wine, dal .hotel al .bike, ormai chi cerca online può essere aiutato già dal nome a trovare quello che sta cercando.

In questo contesto, ad aprile 2014 Ifoam (Federazione Internazionale dei movimenti per l’Agricoltura Biologica), ha ufficialmente annunciato il lancio del dominio .bio a tutti i propri affiliati.

E ad oggi sono stati già registrati migliaia di domini con questa estensione, da parte di produttori e distributori di prodotti biologici. Tra questi, per citare qualche esempio, grandi aziende e consorzi, come Il consorzio del prosecco, o start up innovative come Smart Food , vincitrice del concorso “Good4 Start Up the Future” contest organizzato da Barilla in occasione dell’Expo 2015.

L’uso di un .bio ha il preciso scopo di creare fiducia tra il pubblico e il consumatore verso i professionisti certificati del mondo dell’agricoltura biologica e i soggetti interessati ai temi della sostenibilità ed è stato pensato per produttori, distributori enti preposti alla certificazione e controllo, ai media di settore, etc.

Il .bio permetterà a tutti i membri del mondo del biologico:

- di essere raggiunti online molto più facilmente

- di far crescere la propria visibilità online grazie ad un riconoscimento immediato

- di proporre indirizzi web più brevi e facili da memorizzare

- di differenziarsi facendo chiaramente conoscere e certificando la propria appartenenza al mondo del biologico.

I vantaggi che derivano dalla registrazione di un dominio .bio non mancano, soprattutto se si sceglie di affidarsi a un partner certificato come Register.it , leader nella fornitura di servizi per la registrazione di domini, hosting, protezione del brand e pubblicità digitale, ottenendo trasparenza, qualità dei servizi e garanzie sulla sicurezza dei contenuti, che in ogni dominio registrato include anche 3 email, uno spazio per costruire il sito e assistenza completa. La scelta di un professionista è anche fondamentale per scegliere la strategia migliore per promuovere ma anche proteggere il proprio nome e marchio da contraffazione online.
C.S. - www.teatronaturale.it






CONFERENZE STAMPA

Mercoledì 8 luglio
Roma
– Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori – piazza Venezia 11 – ore 10
Nell’ambito del progetto “La bisaccia del pellegrino: Francigena 2014, l’Europa a piedi verso Roma”, promosso dall’Associazione Civita e RadioRai, volto a valorizzare la Via Francigena del Nord, nel suo tratto da Aosta a Roma, vengono presentati due prodotti editoriali: la pubblicazione “La bisaccia del pellegrino. Camminare di gusto lungo la Via Francigena” e l’ebook “Cammin scrivendo: scrittori sulla Via Francigena”, entrambi  editi da Marsilio Editori e Associazione Civita. 
Seguirà una presentazione delle specialità enograstronomiche de “La bisaccia del pellegrino”. 
Info e accrediti: Ufficio Stampa Associazione Civita Rachele Mannocchi, tel. 06 692050307, e-mail mannocchi@civita.it - www.civita.it


Mercoledì 8 luglio
Roma
– Sede della Stampa Estera, via dell’Umiltà 83/C – ore 11.30
Conferenza stampa “il giro del mondo in 5 colori”, presentazione della campagna “Nutritevi dei colori della vita” per la promozione dei prodotti ortofrutticoli freschi sul mercato nazionale. Modera Gioacchino Bonsignore, Caporedattore TG5 e conduttore di “Gusto” e con l’intervento di Ambrogio De Ponti, Presidente UNAPROA. I 5 colori di frutta e verdura saranno presentati da 5 chef provenienti dai 5 continenti con 5 piatti tipici delle loro culture.
E’ richiesto l’accredito.
Info: nutritevideicoloridellavita@grapho.cx - 06.69920710 - 389.2756994


Mercoledì 8 luglio
Robbiano di Mediglia (Milano)
– Società Agricola Folli – via Grandi 1 – ore 18.30
Terzo appuntamento con il fuori EXPO di San Patrignano con: “Storie di vita e di cibo: il pane del mondo e l’etica in agricoltura”. E’ prevista tra i relatori la presenza del ministro Maurizio Martina.
Per i giornalisti è organizzato un servizio navetta dalla stazione metro di Cadorna con partenza alle ore 17. Per usufruire del servizio si prega di inviare conferma a pressoffice@sanpatrignano.org o chiamare 0541362111 (ufficio stampa).
Info: San Patrignano Comunicazione, Federica Luppi fluppi@sanpatrignano.org


Mercoledì 8 luglio
Milano
– Mercato Metropolitano, via Valenza 2 – ore 21
Presentazione del libro di Paolo De Castro, relatore permanente per Expo 2015 della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, “CIBO La sfida globale” di Donzelli Editore. Ne converseranno con l’autore Ezio Castiglione Presidente Ismea, Felice Adinolfi Professore associato Università di Bologna, Antonio Schiavelli Consigliere d'amministrazione Donzelli Editore
E’ gradito l’accredito.
Info: tel. 06/42452268 - info@unaproa.com


Venerdì 10 luglio
Rho Pero (Milano)
– Sito Espositivo Expo 2015 – sala Conferenze Stampa Expo Centre - ore 17
Il Comitato Scientifico per Expo del Comune di Milano  organizza il convegno "La forza delle donne in agricoltura. Testimonianze delle eccellenze italiane", con ricerche realizzate dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi della Economia Agraria (CREA). L’evento fa parte del programma We Women for Expo - Women's week - l'altra metà del cielo e organizzato in collaborazione con CIA, Confagricoltura e Coldiretti assieme all'associazione Donne e Tecnologie.
L'iscrizione non è obbligatoria.
Info: Uffici del Comitato Scientifico Expo 2015 Comune di Milano - Gabinetto del Sindaco, Relazioni Istituzionali con la Città ed Expo - tel. 02 884 53171 / 53166 / 56207 - comitatoscientifico.expo@comune.milano.it - csexpo.patrocini@comune.milano.it www.comitatoscientifico-expo2015.org www.facebook/comitatoscientifico.expo2015


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