ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 383
/ 22.06.2015


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Biologico: raggiunta intesa in Consiglio ue per riforma

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è concluso a Lussemburgo il Consiglio Agrifish, al quale ha partecipato il Sottosegretario Giuseppe Castiglione e durante il quale è stato raggiunto un accordo sulla proposta di regolamento in materia di agricoltura biologica. 
Tra le novità più importanti rispetto all'attuale normativa troviamo la modifica del regime di importazione dei prodotti biologici, perseguita dall'Italia con grande determinazione. In futuro, i prodotti biologici potranno essere importati solo in regime di conformità con applicazione delle stesse norme produttive europee o da Paesi con i quali siano stati sottoscritti accordi di reciprocità. I produttori europei saranno così maggiormente garantiti sul mercato internazionale e ai consumatori sarà assicurata più trasparenza.   
Altra novità assoluta è l'introduzione della certificazione di gruppo, volta a  consentire un accesso più facile per le piccole aziende produttrici nel settore del biologico.
Le norme sui controlli sono mantenute all'interno del regolamento del biologico per una maggiore semplificazione e chiarezza normativa. L'obbligo di un controllo annuale per le aziende biologiche rimane un requisito fondamentale e gli Stati Membri potranno dilazionare le ispezioni fisiche solo in caso di aziende a basso rischio fino a un massimo di trenta mesi. 
In tema di residui di sostanze non ammesse riscontrati su prodotti biologici - argomento assente nell'attuale legislazione - la proposta introduce un articolo che tuttavia non consegue pienamente l'obiettivo di armonizzare le procedure applicate nei diversi Stati membri. L'Italia ha pertanto lasciato agli atti una dichiarazione, sostenuta dalla Spagna, con la quale chiede alla Presidenza entrante del Consiglio e alla Commissione l'impegno di migliorare ulteriormente il testo nel corso delle trattative con il Parlamento europeo,  nell'ottica di rendere più stringenti le procedure di controllo in caso di contaminazioni di sostanze non ammesse nei prodotti biologici e di aumentare la tutela dei consumatori.
"L'intesa raggiunta - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - è frutto anche del lavoro che abbiamo fatto durante il semestre di Presidenza italiana. Possiamo ancora migliorare nei futuri passaggi del regolamento. In Italia nei prossimi anni investiremo nel biologico 1,5 miliardi di euro, proprio per potenziare un settore dove siamo leader con oltre 52mila operatori". 
"L'accordo di oggi - commenta il Vice Ministro Andrea Olivero che ha la delega al biologico - rappresenta un passo in avanti per il settore. Tra gli aspetti positivi la maggiore tutela ai produttori europei rispetto alla concorrenza internazionale, allo stesso tempo i consumatori potranno contare su regole trasparenti e coerenti azioni di controllo. Tengo a evidenziare che la certificazione di gruppo sarà uno strumento operativo per far sì che i piccoli produttori, soprattutto in aree marginali, possano aderire al sistema biologico, con evidenti effetti benefici sul presidio del territorio".
www.politiche.agricole.it



Prezzo pane raddoppia da Napoli a Bologna

Il prezzo del pane è fortemente variabile lungo lo stivale con valori che raddoppiano tra Napoli, dove costa 1,90 euro al chilo, e Bologna dove si spende 3,98 euro al chilo, mostrando una incredibile variabilità tra le diverse città con valori che variano tra i 3,57 euro al chilo a Milano, 2,67 a Torino, 2,72 euro al chilo a Palermo, 2,50 a Roma e 2,81 a Bari. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Osservatorio prezzi relativi ad aprile 2015 all' Expo dove al Padiglione Coldiretti, dove è stata allestita la più ampia rassegna delle specialità tradizionali delle diverse regioni, dal Pane di Cerchiara della Calabria al pane di Lariano del Lazio fino al Miccone della Lombardia.
La forte variabilità è una evidente dimostrazione - sottolinea la Coldiretti – che l'andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano che è fissato a livello internazionale al Chicago Board of Trade e non mostra quindi differenze tra le diverse città. Peraltro - denuncia la Coldiretti - negli anni della crisi è crollato del 27 per cento il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori, ma quello del pane ha continuato ad aumentare con un incremento del 6 per cento dal 2007. 
Oggi un chilo di grano tenero è venduto a circa 21 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,75 euro al chilo, con un rincaro di tredici volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito. 
“C’è sicuramente un margine da recuperare per garantire un giusto compenso agli agricoltori, senza pesare sui cittadini che sono costretti a ridurre gli acquisti, ed evitare la scomparsa delle coltivazioni di grano Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “soprattutto con la diffusione del pane confezionato servono interventi per garantire una maggiore trasparenza di filiera a partire dall’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano impiegato ed evitare che venga spacciato come italiano quello importato da Turchia, Kazakistan o altri Paesi”. Tra l’altro -  conclude la Coldiretti - le importazioni di grano tenero sono aumentate del 17 per cento nel 2014 rispetto all’anno precedente ed oggi coprono più della metà del fabbisogno italiano.
www.coldiretti.it



Cai-Coldiretti, arriva il marchio per i mangimi No Ogm

In controtendenza alla crisi, il mercato dei mangimi senza Ogm è cresciuto in Italia del 15 per cento negli ultimi tre anni. E’ quanto emerso da uno studio presentato da Consorzi Agrari d’Italia (Cai) nel padiglione della Coldiretti ad Expo in occasione della presentazione del marchio mangimi No Ogm per rispondere alle esigenze di un numero crescente di consumatori in Italia, in Europa e nel mondo.
I Consorzi Agrari aderenti a Cai hanno fatto una scelta di campo avanzata, a tutela del prezioso patrimonio alimentare Made in Italy, convertendo tutti i mangimifici alla produzione di mangimi No Ogm. Dalla conversione degli impianti già per l’annata in corso si prevede la produzione di 280.000 tonnellate di mangimi No Ogm che saranno tutte commercializzate con l’unico marchio di Consorzi Agrari d’Italia.
Si tratta di una vera svolta per i Consorzi Agrari aderenti a Cai che rappresentano una quota produttiva importante pari a circa il 8 per cento sul totale nazionale, a significare che l'elemento valoriale del No Ogm assume sempre più un ruolo strategico a salvaguardia della qualità e della distintività del Made in Italy.
I Consorzi Agrari sono peraltro gli unici attori sul mercato che possono controllare la filiera partendo dal seme, giocano un ruolo nevralgico e propulsivo nel panorama agroalimentare nazionale. Il tutto si traduce in grandi opportunità sia per gli allevatori che intendono distinguere e valorizzare le loro produzioni ma anche per i cerealicoltori che attraverso contratti di filiera possono accorciare le filiere e valorizzare le produzioni locali di qualità, sull'intero territorio nazionale 
Consorzi Agrari d'Italia, con le strutture di riferimento sul territorio, si pone dunque l’obiettivo della valorizzazione dell’identità territoriale nazionale, proponendosi, sempre di più, come elemento aggregante in un contesto generale agricolo in cui fattori quali esperienza, professionalità, capillarità territoriale, efficienza nel fornire servizi alle imprese, possono risultare elementi strategici fondamentali e vincenti.
“Recenti studi dimostrano che la disponibilità a pagare di più per prodotti ogm free è spesso elevato e raggiunge negli USA in media tra il 14 ed il 21 per cento” ha affermato il Professor Felice Adinolfi nel sottolineare che peraltro “i valori sono più elevati per la carne per la quale i consumatori statunitensi spenderebbero 7 dollari in più al chilo per averla certificata come proveniente da alimentazione priva di ogm”.
“Di fronte alle incertezze legislative comunitarie abbiamo avviato con responsabilità un percorso di trasparenza unico in Europa per rispondere alle nuove domande che vengono dal mercato” ha affermato il presidente di Consorzi Agrari d’Italia Mauro Tonello nel sottolineare che “i Consorzi Agrari di Cai con questa scelta si pongono l’obiettivo di diventare leader di mercato nello specifico settore”.
www.ilpuntocoldiretti.it



Inflazione: l'ortofrutta spinge la crescita dei prezzi

Dopo quattro mesi di cali consecutivi, l'inflazione torna a crescere a maggio facendo segnare un indice dei prezzi al consumo dello 0,1% sia in termini congiunturali sia rispetto allo scorso anno. A spingere il Paese fuori dalla deflazione, un contributo giunge anche dal "made in Italy" agroalimentare con il carrello della spesa che, rispetto allo scorso anno, vede aumentare i listini dell'ortofrutta. Così il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino ha commentato i dati diffusi dall'Istat.

In particolare, sono stati i vegetali freschi a far segnare il rialzo tendenziale più importante (+11% rispetto al 2014), seguiti dalla frutta che ha visto aumentare il prezzo del 3,2%. Anche se su base mensile la crescita dei prezzi è stata più timida (aumenta la frutta fresca, ma si riduce il prezzo della verdura) -ha sottolineato Scanavino- i segnali di ripresa dei consumi da inizio anno sembrano comunque ripercuotersi positivamente sui listini del 2015.

Ma tale tendenza -secondo il presidente della Cia- deve trasferirsi velocemente sulle fasi a monte della filiera. Sono sempre di più i casi e i settori in cui le aziende agricole con le loro vendite non riescono a remunerare i costi di produzione. È opportuno mettere in campo le iniziative e gli strumenti necessari a trasformare in reddito i segnali di ripresa che ci giungono dalle statistiche sull'economia.

In tal senso il carico fiscale, che in questi giorni con il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli si aggrava ulteriormente, e le incertezze sulla presentazione delle domande della Pac non aiutano di certo. Soluzioni definitive in tempi rapidi, è questo che rivendicano le aziende. Solo così -ha concluso Scanavino- gli sforzi che sostengono gli agricoltori per riuscire a portare i prodotti all'interno del carrello della spesa saranno remunerati e valorizzati sul mercato. 
www.cia.it


Nocciole: comparto in crescita, ma serve una strategia nazionale

Con circa 85.000 tonnellate di produzione nel 2014, che rappresentano l'11% del totale, l'Italia si colloca al secondo posto  nella classifica della produzione corilicola mondiale. Al primo posto c'è la Turchia, che controlla il 68% dell'offerta globale e che conta di aumentare ulteriormente la propria produzione. I dati sono emersi al confronto "Nocciolo, economia di un territorio", che si è svolto a Cherasco, organizzato dalla Confagricoltura di Cuneo , presieduta da Oreste Massimino, in collaborazione con l'associazione dei produttori Ascopiemonte e Piemonte Asprocor. Erano presenti, tra gli altri, il vice ministro delle politiche agricole Andrea Olivero e l'europarlamentare Alberto Cirio. L'incontro tecnico, giunto alla seconda edizione, ha visto la partecipazione di oltre 500 persone e sta diventando il punto di riferimento nazionale in materia di corilicoltura.  Per il presidente della Federazione nazionale di prodotto della frutta in guscio  di Confagricoltura Giuseppe Russo "considerato il trend positivo dei consumi sarebbe auspicabile l'incremento delle superfici produttive, sia nei territori delle aree storicamente vocate, sia in quelli che potenzialmente potrebbero diventarlo. L'agricoltura e in generale il comparto della frutta in guscio rappresentano una grande occasione di rilancio dell'economia delle aree interne".  Il rappresentante del ministero dell'Economia della Turchia  Nizamettin Dogan Güne ha annunciato che il suo Paese presta grande attenzione all'evoluzione del comparto e intende investire risorse considerevoli per lo sviluppo della corilicoltura. “Nei  prossimi otto anni – ha detto - contiamo di portare a 350.000 tonnellate l'export di prodotto sgusciato". Il direttore di Confagricoltura Cuneo Roberto Abellonio, intervenendo ai lavori, ha confermato ai dirigenti della multinazionale dolciaria Ferrero la disponibilità del mondo produttivo  "a consolidare le relazioni commerciali in atto, al fine di giungere a una migliore integrazione dei rapporti di filiera, nell'interesse dei produttori, dei consumatori e dell'economia del territorio".  "Il nostro Paese - ha concluso Giuseppe Russo - ha bisogno di definire una strategia nazionale che tenga conto dell'evoluzione del settore. Ora più che mai è necessario un coordinamento che sia  in grado di dare un indirizzo chiaro e che coinvolga tutta la filiera: dalle imprese agricole a quelle della trasformazione dal mondo della ricerca al settore del vivaismo, alle Regioni, anche in vista dell'apertura dei bandi dei PSR". 
www.confagricoltura.it



Troppi pesticidi nei meleti

I pesticidi nelle mele non vanno bene, si sa. Ma nell'ambiente? In un rapporto reso noto la scorsa settimana ("Il gusto amaro della produzione intensiva di mele. Un'analisi dei pesticidi nei meleti europei e di come soluzioni ecologiche possono fare la differenza") Greenpeace ha passato ai raggi X la produzione di mele in Europa e il risultato non è incoraggiante. Su un totale di 85 campioni raccolti (49 di suolo e 36 di acqua provenienti da meleti intensivi) sono stati trovati 53 pesticidi diversi: il 78% dei prelievi di suolo e il 72% dei prelievi di acqua contenevano residui di almeno un pesticida. E il 70% dei pesticidi individuati ha un'elevata tossicità per gli esseri umani o per l'ambiente.
Questa fotografia ambientale è stata scattata all'inizio del periodo di fioritura. Non si tratta dunque di stabilire quanti residui rimangono nei frutti (da anni risulta che quelli fuori norma sono dell'ordine di qualche percento) ma di misurare l'impatto sull'ambiente. "I risultati", si legge nel rapporto, "mostrano che nei meleti europei è possibile trovare una vasta gamma di pesticidi nel suolo e nelle acque, che rimangono nel terreno e continuano a inquinare l'ecosistema anche dopo l'applicazione. Nonostante non sia possibile determinare l'esatta provenienza di questi pesticidi, l'ipotesi più verosimile è l'uso diretto (recente o passato) di pesticidi nei meleti dove questi campioni sono stati raccolti, mentre alcune sostanze potrebbero essere il prodotto della parziale degradazione di altri pesticidi".
E non ci si sente meglio se guardiamo alla classifica dei paesi. Il più alto numero di pesticidi nel suolo è stato trovato in Italia (18 in totale su 3 campioni raccolti), seguono il Belgio (15 su 3 campioni) e la Francia (13 su 6 campioni). Per quanto riguarda l'acqua, invece, i valori maggiori sono stati registrati in Polonia (13 pesticidi su 3 campioni), Slovacchia (12 su 3 campioni) e Italia (10 su 2 campioni). Dei 38 pesticidi scoperti nei campioni di acqua, 8 sono altamente tossici per gli organismi acquatici. Mentre tra quelli trovati nel complesso dei prelievi, 8 risultano altamente tossici per le api. Inoltre 7 non sono attualmente approvati nell'Unione europea e possono essere utilizzati solo da eccezionali deroghe temporanee.
Un'alternativa è però possibile e il rapporto lo sottolinea evidenziando le tecniche alternative per la lotta ai parassiti e alle malattie dei meli: "Un ecosistema agricolo in equilibrio è il fattore chiave per una produzione sostenibile di mele dal momento che aumenta la resilienza a parassiti e malattie e, contemporaneamente, favorisce i nemici naturali dei parassiti, come le vespe, attraverso una maggiore disponibilità di polline e nettare".
"Chiediamo ai paesi dell'Unione europea di bandire i pesticidi chimici di sintesi dalle coltivazioni e di indirizzare i sussidi a sostegno di pratiche ecologiche, tutelando così la salute degli agricoltori, delle acque e del suolo", propone Federica Ferrario, responsabile della Campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace
In risposta al rapporto di Greenpeace, Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica dichiara: "Le imprese produttrici di agrofarmaci sono coinvolte, a livello sia europeo che nazionale, in importanti progetti destinati al miglioramento progressivo degli standard di sostenibilità ambientale e della qualità dei suoli, delle acque sotterranee e superficiali; l'implementazione di tali progetti è resa possibile dalla presenza di sinergie positive tra tutti gli attori della filiera agricola, in primis gli agricoltori che, perseguendo le Buone Pratiche Agricole, si adoperano per una gestione corretta degli agrofarmaci in azienda. L'Associazione comprende la diffusa preoccupazione per la tutela delle risorse fondamentali come i suoli e le acque e per una gestione sempre più attenta degli agrofarmaci in agricoltura, sostenendo e favorendo l'adozione da parte di tutti gli operatori del settore di un comportamento consapevole e orientato alla sostenibilità".
Antonio Cianciullo – www.repubblica.it





CONFERENZE STAMPA

Lunedì 22 giugno
Bologna – Biblioteca dell’Archiginnasio, Sala Stabat Mater – piazza Galvani 1 – ore 18
Convegno “Nuove prospettive di prevenzione primaria: il coach della salute”. Parteciperanno il Sindaco di Bologna - Virginio Merola, l’Assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna - Sergio Venturi, il Presidente della Fondazione Carisbo – Leone Sibani e il Presidente della Fondazione Carira Lanfranco Gualtieri.
Ufficio Stampa: Lorenzo Bonazzi, tel. 051 268809 – 329 3684176 – ufficiostampa@accademia-agricoltura.it - www.accademia-agricoltura.it


Martedì 23 giugno
Milano – Palazzo Marino, Sala Stampa Franco Brigida – piazza della Scala 2 – ore 12.30
Presentazione del format di “Enjoy the Table”, nato dalla collaborazione fra le Associazioni: ART, Arti della Tavola e del Regalo; ALTOGA, Associazione dei torrefattori lombardi e importatori di caffè e grossisti alimentari. Il format è promosso da Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa: Monique Hemsi 347.6444262, monique.hemsi@esprithb.it - Sara Marchesi 349.7270993, sara.marchesi@esprithb.it


Giovedì 25 giugno
Bologna – Cubiculum Artistarum, Archiginnasio – piazza Galvani 1 – ore 17/18.30
Incontro su “Il ruolo delle colture industriali: opportunità per la diversificazione delle produzioni agricole e miglioramento del reddito”. Presenti il Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, Prof. Giorgio Cantelli Forte, e Paolo Ranalli dell’Accademia Nazionale di Agricoltura.
Info: segreteria@accademia-agricoltura.it - www.accademia-agricoltura.it
Ufficio Stampa: Lorenzo Bonazzi, tel. 051 268809 – 329 3684176 – ufficiostampa@accademia-agricoltura.it


EVENTI

Martedì 23 giugno
Alessandria – via Dossena (lato piazza Gobetti) – ore 11
Inaugurazione Mercato di Campagna Amica “Farmer Market del Ponte Cittadella”, nuovo punto di incontro tra produttori e consumatori nel centro storico di Alessandria. Saranno presenti l’assessore allo sviluppo economico del comune di Alessandria, Marica Barrera, e i vertici di Coldiretti-Alessandria.
Ufficio Stampa e relazioni esterne: Ilaria Lombardi, 0131 250700 int. 623, 335 7536015, ilaria.lombardi@coldiretti.it, www.alessandria.coldiretti.it


Mercoledì 24 giugno
Milano – Triennale – via Alemagna 6 – ore 16
L’Istituto Salumi Italiani Tutelati presenta l’incontro “L’Expo dei Territori”, moderato da Francesca Romana Barberini, nel corso del quale si parlerà di eccellenze del nostro patrimonio alimentare e dei territori  a cui appartengono. E si approfondirà il gusto con una vera e propria degustazione sensoriale condotta da Davide Oltolini, giornalista e critico enogastronomico (associato ASA); si parlerà delle origini storiche dei salumi e della loro avvincente storia con  Alex Sorini Revelli; i nuovi valori nutrizionali dei salumi saranno illustrati da Evelina Flachi. E per finire il valore economico che rappresentano anche per il loro territorio, con Magda Antonioli Corigliano.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa IVSI - Istituto Valorizzazione Salumi Italiani: Tiziana Formisano - Tel. 02/892590.1 - formisano@ivsi.it - www.salumi-italiani.it

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