ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 382
/ 15.06.2015


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Forum Agricoltura: raggiunto obiettivo, lavoriamo insieme per il futuro del pianeta

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è svolto a Expo Milano 2015 il Forum internazionale dell'agricoltura, l'appuntamento a cui hanno partecipato oltre 115 Paesi, più di 50 Ministri, 370 delegati. Presenti ai lavori del Forum anche 27 Stati che non partecipano all'Esposizione universale come Pakistan, Sudafrica o Australia.
Due giorni di dibattiti, interventi e riflessioni sui grandi temi della "Carta di Milano". I lavori della giornata di ieri sono ruotati attorno a tre sessioni sulle politiche dell'agricoltura, il cibo, lo sviluppo,  la cultura, la sicurezza alimentare. 
Inoltre, è stata presentata  la "Carta di Milano", che è stata firmata da molti dei Ministri partecipanti al Forum. Nello stesso giorno hanno firmato la Carta il Presidente Sergio Mattarella e Luiz Inácio Lula da Silva.
A presentare il documento, il Prof. Salvatore Veca (Curatore scientifico della Carta di Milano). A seguire gli interventi di Vicente Loscertales (Segretario Generale del Bureau International des Expositions), José Graziano da Silva (Direttore Generale FAO), Phil Hogan (Commissario Europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale), Evelyn Nguleka (Presidente della World Farmer Organization), Kenneth M. Quinn (Presidente della World Food Prize Foundation), Irene Ovonji-Odida (Presidente Ufficio internazionale Action Aid), Luiz Inácio Lula da Silva (Presidente Istituto Lula).
"L'Italia ha raggiunto il suo obiettivo - ha detto il Ministro Martina nel corso del suo intervento - abbiamo contribuito a rendere più consapevole l'opinione pubblica, i visitatori che attraversano i viali di questa Expo, e a porre in evidenza che la lotta alla fame, la lotta alla povertà sono grandi questioni di cittadinanza e di civiltà, che hanno a che vedere innanzitutto con la responsabilità di ciascuno di noi. In queste battaglie c'è sempre una quota di responsabilità fondamentale che riguarda innanzitutto gli individui. Vogliamo essere - ha sottolineato Martina - la generazione Fame ero. La realizzazione di questa aspirazione passa necessariamente per il ruolo cruciale che deve giocare l'agricoltura. Da questo forum - ha aggiunto il Ministro - usciamo più forti, più consapevoli, ma soprattutto lanciando un messaggio: quando noi lavoriamo per garantire un futuro ai modelli agricoli dei nostri Paesi non lo facciamo solo per gli addetti ai lavori di quei settori, ma lavoriamo per assicurare un futuro alla cittadinanza tutta. La dimensione globale della sfida agricola è il vero messaggio che parte da questo Forum. Rivolgo il pensiero ai tantissimi ragazzi che sono venuti a visitare Expo e che la rendono innanzitutto una esposizione di giovani. Noi tutti sappiamo quanto sia giovani che le donne, dal punto di vista della questione di genere e generazionale, siano a tutti gli effetti due sfide enormi e cruciali anche per il futuro dell'agricoltura. Nel prossimo futuro bisognerà produrre di più, ma consumando meno risorse naturali. All'agricoltura è oggi dedicato circa l'11% della superficie terrestre e una parte importante delle risorse idriche disponibili. È il momento di dare un nuovo, concreto, slancio allo sforzo di costruire una global food policy, in grado di assicurare l'obiettivo di azzerare la fame nei prossimi quindici anni, di promuovere un'alimentazione più sana e di assicurare che l'obiettivo di produrre cibo sufficiente per soddisfare una domanda in rapida crescita sia perseguito nel rispetto del principio di sostenibilità. Abbiamo proposto quattro sfide: un nuovo rapporto tra ecologia e agricoltura; il sostegno al reddito degli agricoltori familiari; più innovazione per i piccoli produttori; regole forti per garantire mercati più giusti. In questi sei mesi Expo Milano deve aiutarci a costruire soluzioni concrete. Come Paese ospitante - ha concluso il Ministro Martina - abbiamo elaborato la "Carta di Milano" innanzitutto per questo, per offrire un contributo alla responsabilità di ciascuno e avanzare, partendo dal basso, un quadro di impegni per cittadini, associazioni, imprese e istituzioni".
www.politiche.agricole.it



Expo: + 300% export cibo Made in Italy in Cina da inizio crisi

Le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy in Cina sono amentate del 298 per cento dall’inizio della crisi facendo segnare nel 2014 il record di sempre per un importo di 367 milioni di euro. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti sulla base dei dati Istat 2008-2014, presentato in occasione del Forum italo-cinese per la cooperazione nel settore agroalimentare nel giorno dedicato dall’Expo al grande Paese Asiatico. Le esportazioni agroalimentari italiane - sottolinea la Coldiretti - hanno continuato a crescere anche nel primo trimestre del 2015 mettendo a segno un incoraggiante aumento del 4 per cento che ha ulteriormente riequilibrato la bilancia commerciale tra i due Paesi. Ad essere particolarmente richiesti - precisa la Coldiretti - sono i prodotti base della dieta mediterranea come il vino e gli spumanti, la pasta, l’ortofrutta e l’extravergine di oliva ma anche il caffè ed i formaggi. Tra i prodotti più dinamici lo spumante, le cui esportazioni in Cina sono aumentate del 46 per cento nel primo bimestre del 2015 rispetto allo scorso anno. Rilevante - continua la Coldiretti - è anche il flusso di prodotti agroalimentari cinesi in arrivo sul territorio nazionale che nel 2014 è stato pari a 536 milioni di euro in calo del 4 per cento rispetto all’anno precedente. Si tratta soprattutto - precisa la Coldiretti - di pomodoro, miele, riso ed aglio. Secondo i dati del sistema di allerta comunitario, il gigante asiatico – conclude la Coldiretti - si classifica al primo posto nella commercializzazione di cibi a rischio per la salute con ben 469 allerte pari al 15 per cento del totale.
www.coldiretti.it



Nel mondo uno su tre lavora in agricoltura 

Uno su tre nel mondo lavora in agricoltura o nella pesca con 2,5 miliardi di persone impegnate quotidianamente a sfamare il pianeta che molto spesso però vivono in condizioni di povertà perché manca un adeguato riconoscimento sociale ed economico del lavoro nei campi. E’ quanto emerge da uno studio presentato dalla Coldiretti all’Expo, in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura, che evidenzia come lo sfruttamento e la speculazione sul cibo alimenti il paradosso della presenza di molti agricoltori tra le oltre 800 milioni di persone che soffrono la fame, secondo la Fao.Sono 570 milioni le aziende agricole presenti nel mondo delle quali ben l’88 per cento di tipo familiare, che sono la stragrande maggioranza sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Di queste ben il 35 per cento si trova in Cina, il 24 per cento in india e solo il 7 per cento in Asia Centrale ed in Europa dove l’Italia si presenta all’Expo con 155mila imprese in meno rispetto all’inizio della crisi nel 2007 e non può permettersi dl perdere l’opportunità di rilancio offerta dalla grande esposizione universale.
 “La globalizzazione dei mercati a cui non ha fatto seguito quella delle regole ha delegittimato il cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi con gli effetti che vanno dalle speculazioni sulle materie prime agricole al furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi più poveri, il cosiddetto land grabbing” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Expo è una enorme occasione per ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti, in Italia e nei Paesi più poveri.E’ necessario - sostiene Moncalvo - lavorare sulla sovranità alimentare con politiche ed investimenti dei Governi volti a favorire la crescita delle agricolture dei diversi Paesi e regole commerciali rispettose e consapevoli del valore del cibo ma anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole”.Oggi, secondo lo studio della Coldiretti, per ogni euro speso dai consumatori italiani per l’acquisto di prodotti alimentari appena 15 centesimi arrivano agli agricoltori ed in alcuni casi i compensi non sono neanche sufficienti a coprire i costi di produzione o a dare da mangiare agli animali allevati, come nel caso del latte. L'emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all'origine per i produttori perché questi non consentono all'agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi”, conclude il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ricordando che “occorre investire nell'agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni territoriali per sfamare prima di tutto le popolazioni locali e sfuggire all'omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall'estero”.A segnare il ruolo delle campagne all’interno dell’Expo c’è il padiglione della Coldiretti all’inizio del Cardo sul lato opposto all’albero della vita con una enorme scritta “No farmers no party” ed i maxivolti di veri agricoltori che tappezzano completamente le pareti esterne. Non c'è Expo, non c'è cibo e non c'è vita senza il duro lavoro nelle campagne. Le immagini degli agricoltori italiani raccolte lungo tutta la penisola testimoniano il giusto orgoglio di una professione che ha la responsabilità di nutrire il mondo.
www.ilpuntocoldiretti.it




Più agricoltura biologica per soddisfare la crescente domanda del mercato

La ricerca presentata dal dottor Nicola De Carne ha evidenziato che è in atto una ripresa dell'indice di "Fiducia dei consumatori" sulle prospettive economiche e sociali del paese salito a 57 nel corso dei primi mesi dell'anno rispetto a 41 del 2008. La ripresa economica in atto, seppur modesta, è trainata dal settore Agroalimentare che tuttavia presenta significative differenze al variare della tipologia di prodotto. In particolare i "prodotti del Benessere" registrano un incremento del 27,6%, quelli a "Contenuto di servizio" del 11,2%, quelli per le "Cene Gourmet" del 7,5%. Decrescono invece del 2,6% i "prodotti per la "prima colazione" e del 2,5% quelli dei prodotti per la "preparazione in casa di dolci e pizze”. Nel raffronto tra l'anno 2008 e primi 4 mesi del 2015 è cambiato anche il rapporto degli italiani con il cibo tanto che il 58% della popolazione è convinto che il "cibo sbagliato" sia causa di malattie, il 46% cerca di esser sempre più informato nel conoscere il rapporto tra alimentazione e salute e il 60% considera il mangiare un vero e proprio piacere. Scavando più a fondo nei comportamenti degli italiani emerge che è in continua crescita l'attenzione a come si mangia tanto che il 35% cerca di perdere peso mangiando meno e il 37% mangiando sano. Per il 68% degli italiani il tema della "sicurezza alimentare" è molto importante, il 70% legge gli ingredienti delle etichette alimentari. Queste convinzioni e comportamenti fanno sì che 65% scelga prodotti Dop, Doc o Igp, il 56% scelga prodotti italiani, il 34% a km zero e il 20% prodotti biologici. Il valore del mercato dei prodotti biologici vale 2,5 miliardi di euro e ha avuto nel corso del 2014 un incremento del 12% tendenza che si è ampliata nel corso dei primi 4 mesi del 2014 salendo al 16%.Gli italiani nel corso del 2014 hanno speso per l'acquisto di prodotti biologici  950 milioni nei negozi specializzati, 850 nella GDO (Ipermercati, supermercati e discount), 302 nella Food Service e 407 nelle altre tipologie di vendita (Gas, vendita diretta). Come è ormai ai più noto, dal 2008 il mercato dei prodotti biologici è in continua crescita con doppia cifra (rappresenta tuttavia il 2,5% del totale del mercato agroalimentare italiano!). La crescita maggiore si registra nel nord ovest con +37% seguito dal nord est con + 33%I prodotti maggiormente venduti sono le uova, le confetture, i panetti croccanti, le bevande, i fresco pronti e i biscotti. Il Peso del biologico nei diversi "segmenti" ammonta a 9% nelle bevande, 23% nei prodotti salutistici, il 5% nei prodotti per la preparazione dei dolci, 1,5% nei legumi. In Italia 3,2 milioni di famiglie consumano prodotti biologici di cui il 18% sono abituali, il 17% saltuari e il 65% occasionali; il 2014 ha fatto registrare la crescita dei consumatori abituali. In prevalenza sono le donne a scegliere e consumare prodotti biologici il 23% contro il 17% degli uomini. Consumano maggiormente prodotti biologici le persone con più elevato titolo di studio. La fascia di età compresa tra 25 e 44 anni è quella che consuma maggiormente prodotti biologici. La tendenza al consumo di prodotti biologici decresce per la fascia di età compresa tra 45 e 55 anni e ritorna ad aumentare per la fascia di età compresa tra 55 e 64 anni. Dall'analisi di questi dati emerge che il biologico non è solo una categoria merceologica di prodotto, ma un sistema agricolo e alimentare innovativo che si candida a soddisfare le esigenze dei consumatori soprattutto nei paesi sviluppatati e nel contempo a salvaguardare il Pianeta dal punto di vista ambientale. Anabio, l'associazione per lo sviluppo dell'agricoltura biologica e biodinamica della Cia, consapevole delle dinamiche di mercato in atto, è impegnata a sviluppare la diffusione dell'agricoltura biologica tanto da essere impegnata nel raggiungimento  dell'obiettivo di raddoppiare l'attuale superficie investita con coltivazioni biologiche nel corso del prossimo quinquennio. Il raggiungimento di questo obiettivo consentirebbe, oltre ai produttori che effettuano la vendita diretta, di poter rispondere alla domanda crescente di prodotti biologici da parte di imprese della trasformazione e distribuzione che oggi sono costrette spesso ad importare produzioni biologiche da altri paesi. Per consentire i raggiungimento di questo obiettivo Anabio è impegnata a far si che il nostro paese si doti quanto prima di un proprio "Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica"  che è stato sintetizzato in un proprio memorandum denominato "#2015:AgricolturaBiologica2.0".
Molti dei punti in esso contenuti potrebbero essere assunti e fatti propri dai Stati Generali del Biologico che il Ministero delle politiche agricole svolgerà in occasione della prossima edizione del "Sana"  che si svolgerà a  Bologna dal 12 al 15 settembre p.v.
www.cia.it


5 startup che cambieranno food e agricoltura

Non braccia levate all’agricoltura ma braccia ridate all’agricoltura. Perché se fino a poco tempo fa c'era disinteresse e quasi indifferenza verso food, campi, green e alimentazione, ora c’è una crescente attenzione dei giovani italiani alle possibilità offerte da questi settori. Ma sotto una lente innovativa e hitech. Dalla piattaforma di scambio che crea una rete contro lo spreco alimentare al food design, dal servizio che offre prodotti preconfezionati per soggetti allergici o affetti da intolleranze alimentari a soluzioni innovative nel settore dell’isolamento termico: il futuro dell’agricoltura è già presente ed è stato creato dalle 5 startup selezionate da Alimenta2Talent,  il programma di accelerazione organizzato da Parco Tecnologico di Lodi e dal Comune di Milano per favorire la nascita di nuove imprese nel settore agroalimentare e scienze della vita.

E, per la seconda edizione del programma che coincide con Expo, i loro progetti non potevano che ispirarsi al mood dell’esposizione universale:  ‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’.

Dopo il successo della precedente edizione che ha visto, tra le altre, la nascita e il lancio di Orange Fiber, azienda innovativa che utilizza gli scarti degli agrumi per produrre un tessuto sostenibile, le 5 startup selezionate tra più di 100 proposte, sono pronte per presentare a investitori e industrie i loro progetti, messi a punto dopo un semestre di accelerazione passato nei laboratori del Parco Tecnologico.

Ecco chi sono e che cosa hanno in mente per innovare il settore agricolo e alimentare.

- Agricoltura 2.0. La startup offre la possibilità, attraverso coltivazioni acquaponiche (che nascono dall’unione di colture idroponiche con l’acquacoltura) di far crescere qualunque pianta, indipendentemente dalla latitudine di coltivazione, riuscendo ad ottenere rese produttive elevate riducendo e in alcuni casi azzerando l’uso di energia fossile e chimica.

- Anagramma S.r.l., nasce con l’obiettivo di apportare soluzioni innovative nel settore del food con forte attenzione alla sostenibilità ambientale e alla creazione di valore sociale. Il servizio principale offerto è MyFoody, piattaforma di scambio che crea una rete contro lo spreco attraverso la vendita a prezzi scontati di prodotti come quelli in scadenza, con difetti estetici, obsoleti, non venduti secondo le stime, in eccesso o in offerta di lancio.

- NAM. Il prodotto ideato da questa startup è l’ecoAerogel. A partire alla cenere della lolla del riso, un materiale di scarto, i ricercatori di NAM sono riusciti a identificare un processo innovativo ed ecologico per produrre aerogel. Un prodotto che grazie alle sue proprietà isolanti trova la sua principale applicazione nel settore dell’isolamento termico.

- Outdoors Safe Food. La startup si propone di rispondere al bisogno dei soggetti allergici o affetti da intolleranze alimentari offrendo loro la possibilità di reperire fuori casa cibo buono e privo degli allergeni a cui sono sensibili, offrendo prodotti preconfezionati e testati per l’assenza delle molecole implicate nelle allergie e intolleranze più comuni e distribuendoli in modo tali da fornire soprattutto agli esercizi “quick business” come bar e alberghi, alimenti di elevata qualità e sicuri.

- QUOMI. Si tratta di un modello innovativo di cucina che propone attraverso il proprio sito ricette di alta cucina ideate da chef rinomati e offre la possibilità a chi le acquista di ricevere a casa o in ufficio gli ingredienti di alta qualità made in Italy nelle giuste dosi per poterle realizzare. Il box Qurami viene consegnato entro 48 ore dal momento dell’acquisto.

Non è tra i cinque vincitori ma ha ricevuto una menzione speciale Narratem. Si tratta di una startup che produce e commercializza Narratè, un prodotto di food design composto da un libretto collegato a una teabag, la cui lettura richiede esattamente il tempo di infusione. Il senso del prodotto Narratè è quello di unire il food (con la preparazione di miscele da infusione di alta qualità) con l’editoria (con la redazione di brani brevi prevalentemente inediti), fornendo una nuova modalità esperienziale sia nella fruizione di contenuti culturali che nella degustazione del tè.

www.economyup.it

Sostenibilità della filiera vite-vino, la viticoltura è "Viva"

Quanto è sostenibile una bottiglia di vino? A questa domanda ha dato una risposta "Viva", il programma di certificazione sviluppato dal ministero dell'Ambiente che misura l'impatto sull'ambiente e il territorio della filiera vite-vino.
Ideato nel 2011, oggi "Viva" compie quattro anni ed Expo è stata la vetrina ideale per fare un primo bilancio. La location non poteva non essere il Padiglione del vino dove, sulla terrazza che si affaccia sul Cardo, si è tenuta una degustazione di alcune bottiglie di produttori che hanno aderito al progetto.
“Il bilancio di questo primo periodo è estremamente positivo”, spiega Francesco La Camera, direttore generale per lo Sviluppo sostenibile. E' certamente una iniziativa impegnativa per le aziende, sia dal punto di vista economico che del management. Ma devo dire che c'è un numero crescente di imprese che hanno chiesto di entrare nel programma. Le prospettive sono molto buone”.
Ma come funziona "Viva"? Quando una cantina aderisce deve misurare l'impatto che la sua attività ha su ambiente e territorio. Si misurano parametri come l'utilizzo di prodotti chimici e di acqua, le emissioni in atmosfera di inquinanti e l'impatto sul territorio. Le misurazioni comprendono tutta la filiera: dalla coltivazione della vite fino al trasporto delle bottiglie, passando dalla fermentazione all'imbottigliamento.
Grazie a questo sistema le aziende aderenti hanno potuto misurare l'impatto della loro produzione in termini di sostenibilità ed intraprendere in tal modo, su base volontaria, un percorso di miglioramento.
Le analisi vengono certificate da un ente terzo e indipendente che mette il 'marchio' sul vino. Quando il consumatore va al supermercato o in enoteca trova sul retro della bottiglia quattro simboli: Territorio, Aria, Vigneto e Acqua. Ognuno rappresenta un parametro della sostenibilità del vino.
Aria esprime una valutazione sul totale delle emissioni ad effetto serra legate al ciclo di vita di una bottiglia. Acqua invece misura il totale di acqua dolce usata ed inquinata nella produzione. Il simbolo Vino valuta l'impatto sull'ambiente di agrofarmaci, fertilizzanti e altri prodotti chimici. Mentre Territorio analizza le ricadute ambientali, economiche e sociali sulla biodiversità, il paesaggio, i lavoratori, la comunità locale e i consumatori.
Ma c'è di più. Sull'etichetta è stampato anche un QR code che, fotografato con uno smartphone, rimanda ad una pagina internet in cui sono contenute tutte le informazioni sull'azienda che ha prodotto e imbottigliato il vino. Non solo una descrizione approfondita del prodotto, ma anche valori numerici e grafici. E tra un vino ad impatto zero e uno che con una impronta ambientale marcata non è difficile immaginare cosa sceglierà il consumatore.
“Il mercato globale richiede ormai prodotti che abbiano una componente ambientale pronunciata e riconoscibile”, spiega La Camera. “Per le aziende diventerà inevitabile aderire a delle iniziative che consentono di garantire ai loro prodotti un marchio di sostenibilità che li apra ai mercati esteri”.
E l'Italia ha tutto da guadagnare da questo tipo di certificazioni visto che la qualità dei nostri prodotti è indiscussa e la biodiversità dei vitigni nostrani non ha eguali in tutto il mondo. Si tratta di un volano per l'export che è stato adottato in origine da nove produttori italiani (Mastroberardino, Marchesi Antinori, Venica&Venica, Michele Chiarlo, Masi, Planeta, Tasca D'Almerita, Castello Monte Vibiano Vecchio, F.lli Gancia & Co.) ma che ha già visto aderire altri dieci nomi e sta riscuotendo numerose adesioni.

http://agronotizie.imagelinenetwork.com




CONFERENZE STAMPA

Martedì 16 giugno

Bra (Cuneo) – Teatro Politeama Boglione, piazza Carlo Alberto – ore 11

Presentazione della decima edizione di “Cheese 2015. Alle sorgenti del latte”. Intervengono: Giorgio Ferrero, Assessore all’agricoltura, caccia e pesca Regione Piemonte; Bruna Sibille, Sindaco Città di Bra; Luigi Barbero, Presidente Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero; Gaetano Pascale, Presidente Slow Food Italia; Piero Sardo, Presidente Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. Raccontano la Spagna, paese ospite di Cheese 2015, gli affinatori Enrique Ojanguren e Jesus Pombo Lanza, intervistati dal giornalista Rossend Domènech, El Periodico. Conclude Carlo Petrini, Presidente Slow Food.

Ufficio Stampa Cheese: Slow Food: Valter Musso – Elisa Virgillito, +39 0172 419615-666, v.musso@slowfood.it - e.virgillito@slowfood.it - Segreteria: Nicoletta Dogliani, +39 0172 419653, n.dogliani@slowfood.it - Città di Bra: Raffaele Grillo – Elena Martini +39 0172 438278, urp@comune.bra.cn.it - www.slowfood.itwww.comune.bra.cn.it

Giovedì 18 giugno

Roma - Palazzo Antonelli, via Monserrato 34 – ore 17

Convegno “Progetto Sviluppo e Trasferimento di Sistemi Innovativi di produzione di Vini senza Allergeni”. Intervengono: - Prof. Marco Esti, Università degli Studi della Tuscia, Filippo Antonelli, cantina Castello di Torre in Pietra, Luigi De Sanctis, azienda Biologica De Sanctis, Leandro Dominicis, agronomo; Pier Francesco Lisi, giornalista enologo; Salvatore Stingo, Agricoltura Capodarco. Modera Fabio Turchetti, giornalista enogastronomico.

E’ richiesto l’accredito.

Ufficio Stampa: Max Rella, +39/347.8872490, info@maxrella.com

Giovedì 18 giugno

Rho Fiera (Milano) – EXPO, Terrazza Coldiretti – ore 18.30

In collaborazione con Coldiretti Umbria, "Alle origini del gusto L’equilibrio tra natura e gastronomia". Intervengono: Silvio Barbero, Vicepresidente Università degli Studi di Scienze Gastronomiche; Paolo De Castro, Standing rapporteur Ttip Commissione Agricoltura Parlamento Europeo; Ettore Prandini, Vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Lombardia; Maurizio Zipponi, Coordinatore gruppo di lavoro “Filiera Ambientale”.

E’ richiesto l’accredito.

Info: InConTra, +06 4740739 - Anna Colavita, +39335303233, a.colavita@incontra.org - Roberta Benvenuto, +39 3347474749, stampa@incontra.org

Venerdì 19 giugno

Milano – Palazzo Bovara, corso Venezia 51 – ore 11-17

Patrocinata dal Comitato Scientifico di Expo 2015 – la settima conferenza della serie cultural entrepreneurship, dal titolo “Ethics and Food – Etica e Cibo”. Dopo la relazione d’apertura di Clara Mavellia (fondatrice del Cultural Entrepreneurship Institute, Berlino), Maria Luisa Brandi dell’ Università di Firenze (progetto EU credits4health), Anna Maria Corazza Bildt, eurodeputata, Barbara Carfagna, filosofa e giornalista RAI, nonché presentazioni di imprese,  (Amistani, Divina Piadina), iniziative (ANDE), fondazioni (San Patrignano) e artisti (Tiziana Russo, Electric Blue) davvero straordinarie. Il celebre filosofo tedesco Julian Nida-Rümelin – key-note speaker della conferenza – ispirerà il pubblico con le sue riflessioni sul tema.

Info e accrediti: Uffici del Comitato Scientifico Expo 2015, Comune di Milano, Gabinetto del Sindaco, Relazioni Istituzionali con la Città ed Expo - tel. 02 884 53171 / 53166 / 56207 - comitatoscientifico.expo@comune.milano.it - csexpo.patrocini@comune.milano.it - www.comitatoscientifico-expo2015.org - www.facebook/comitatoscientifico.expo2015

Domenica 21 giugno

Genova – Villa Lo Zerbino, Passo dello Zerbino 1 – ore 14-19.30

Il giorno prima di TerroirVino, la tavola rotonda che vedrà protagoniste alcune delle maggiori aziende vitivinicole italiane per fatturato in un'accesa tavola rotonda sul "Pregiudizio nei confronti della grande azienda". Insieme ai dirigenti saranno presenti esperti di comunicazione, marketing, ristoratori, enotecari e blogger, in allegato ogni informazione.

La partecipazione è gratuita ma soggetta a previa iscrizione per via del numero limitato di posti, da qui: http://www.terroirvino.it/vinix-unplugged-open-unconference.htm

Info: Filippo Ronco, Organizzatore TerroirVino 2015 – 3472119450 - info@terroirvino.it

EVENTI

Mercoledì 17 giugno

Rho Fiera (Milano) – EXPO – Palazzo Italia – ore 12

Assemblea Annuale di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria) all’interno di Expo, a Palazzo Italia. L’Assemblea sarà l’occasione per poter approfondire gli aspetti economici del settore: consumi, produzione ed export. Proprio l’export sarà un tema importante dell’Assemblea. Dopo le recenti aperture del mercato USA, si farà il punto sui vincoli protezionistici che ancora limitano l’invio dei nostri prodotti in molte parti del Mondo.

Sarà anche possibile visitare al termine della Assemblea la mostra di Confindustria “Fab Food. La fabbrica del gusto italiano”.

Ufficio Stampa ASSICA: Tiziana Formisano - Tel. 02/892590.1 - formisano@assica.it

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