ASA Associazione Stampa Agroalimentare


Newsletter 381
/ 08.06.2015


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Fao: la generazione della “fame zero”

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la scorsa settimana si è tenuta, presso la sede Fao di Roma, la presentazione del rapporto curato da Fao, Ifad e Wfp "Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo 2015". Alla presentazione è intervenuto in videoconferenza da Expo il Ministro Maurizio Martina.
"Con Expo vogliamo contribuire al lavoro che Fao, Ifad, Wfp fanno sul fronte della lotta alla povertà alimentare. Sarà questo uno dei grandi temi - ha dichiarato Martina - affrontati nel Forum internazionale dell'agricoltura il 4 e 5 giugno.  Una parte fondamentale dei lavori sarà dedicata a come sviluppare politiche per i piccoli produttori, come sostenere modelli che portino innovazione in questi contesti, a come promuovere la sostenibilità nelle produzioni agricole. Dobbiamo lavorare insieme su strumenti che durino oltre i sei mesi espositivi e rappresentino insieme alla carta di Milano l'eredità dell'esposizione universale italiana. Proprio con la Carta abbiamo voluto coinvolgere in un dibattito e in un impegno globale cittadini, associazioni, imprese e istituzioni in vista dell'aggiornamento degli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite. In questa occasione - ha concluso il Ministro - è molto importante sottolineare la chiave educativa che Expo Milano 2015 sta offrendo al mondo, coinvolgendo studenti e giovani. Possiamo essere la generazione della 'fame zero', ma dobbiamo far assolutamente crescere la consapevolezza attorno a questo tema".
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Maggiori tutele per le indicazioni geografiche

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è tenuta la Conferenza diplomatica di Ginevra per la revisione dell'accordo di Lisbona sulla protezione internazionale delle denominazioni di origine, presso l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI). Al termine è stato adottato e firmato l'Atto di Ginevra, che introduce disposizioni in grado di proteggere a livello internazionale, oltre alle denominazioni di origine (AOs), già previste dall'accordo di Lisbona, anche le indicazioni geografiche (IGs) dalla genericità e dall'uso strumentale.
Viene previsto, inoltre, un nuovo standard internazionale per la loro tutela in linea con le richieste italiane in ambito WTO, OMPI e accordi bilaterali dell'UE con Paesi terzi. Infine sono previsti interventi relativi alla salvaguardia dei diritti acquisiti dalle registrazioni già in essere che sono più di 800, di cui 101 italiane, e alla loro protezione da parte degli attuali Membri. Con l'Atto di Ginevra viene estesa la possibilità di sottoscrivere l'accordo anche alle organizzazioni intergovernative, all'Unione Europea, favorendo l'aumento di Paesi membri che possono manifestare la loro adesione volontaria. Già diversi Stati europei come l'Italia e la Francia hanno firmato l'Atto mentre altri Stati come la Russia e altri Paesi africani e asiatici hanno manifestato interesse ad aderire.
"Siamo il Paese leader in Europa per numero di denominazioni protette con 271 prodotti Dop e Igp. L'accordo raggiunto dalla conferenza di Ginevra, grazie anche al ruolo positivo svolto dalla Commissione Europea, - ha commentato il Ministro Martina - ha visto l'impegno in prima linea della delegazione italiana e permetterà di avere una tutela maggiore del nostro patrimonio di prodotti a indicazione. Si tratta di un passaggio chiave per affermare a livello internazionale un modello di tutela e promozione dell'agroalimentare come quello delle IG, che si basa sullo stretto legame tra territorio, origine, qualità e identità. Proprio il prossimo 15 giugno - ha proseguito il Ministro - organizzeremo a Expo un grande appuntamento sulle Indicazioni e denominazioni geografiche italiane, un'occasione per presentare al mondo il nostro modello fatto di eccellenza sia dal punto di vista della produzione che dei controlli. Sempre ad Expo, ad ottobre, organizzeremo l'Assemblea mondiale delle Indicazioni Geografiche. Sarà l'occasione per un dibattito aperto e per un salto di qualità su questo fronte, soprattutto in chiave di relazioni e commercio internazionale".
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Inflazione: +10,9%, i prezzi verdure spingono Italia fuori deflazione

All’uscita dalla deflazione ha contribuito il balzo del 10,9 per cento dei prezzi della verdura rispetto allo scorso anno che insieme all’aumento delle quotazioni della frutta del 3,6% fa aumentare il carrello della spesa.  E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti al commento dei dati sull’andamento dell’inflazione in Italia a maggio che evidenziano un aumento dell’uno per cento dei prezzi per i prodotti alimentari.  Dopo sei anni consecutivi di riduzione, i consumi alimentari - precisa la Coldiretti - sono tornati ad aumentare nel 2015 con effetti positivi sui prezzi.  Un cambiamento che – continua la Coldiretti - deve trasferirsi alle imprese agricole con una adeguata remunerazione dei prodotti che in molti casi come nel latte e al di sotto dei costi di produzione. La spesa alimentare - conclude la Coldiretti - è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi.
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Crisi latte, chiuso il 60% delle stalle di montagna

Dall’inizio della crisi hanno chiuso oltre diecimila stalle da latte, oltre il 60 per cento delle quali si trovava in montagna, dove insieme alla perdita di posti di lavoro e di reddito viene anche a mancare il ruolo insostituibile di presidio del territorio, nel quale la manutenzione è assicurata proprio dal lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della Giornata ufficiale del latte promossa da Expo 2015 e dal Ministero delle Politiche Agricole. In Italia sono sopravvissute appena 35mila stalle che hanno prodotto nel 2014 circa 110 milioni di quintali di latte mentre sono circa 86 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente.

Per ogni milione di quintali di latte importato in più - denuncia la Coldiretti - scompaiono 17mila mucche e 1.200 occupati in agricoltura, eppure dall’inizio della crisi nel 2007 ad oggi le importazioni di prodotti lattiero-caseari dall’estero sono aumentate in valore del 20 per cento, secondo un’analisi di Coldiretti relativa ai dati del commercio estero fino al 2014.

Il risultato della concorrenza sleale dovuta alle importazioni di bassa qualità spacciate per italiane è il fatto che il latte viene pagato agli allevatori in media 0,36 centesimi al litro, con un calo di oltre il 20 per cento rispetto allo scorso anno, mentre al consumo il costo medio per il latte di alta qualità è di 1,5 euro al litro, di qualche centesimo superiore allo scorso anno. Ma soprattutto il prezzo riconosciuto agli allevatori - sottolinea la Coldiretti - non copre neanche i costi per l’alimentazione degli animali e sta portando alla chiusura di una media di quasi 4 stalle al giorno con effetti sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla sicurezza alimentare degli italiani. A rischio c’è un settore che rappresenta la voce più importante dell’agroalimentare italiano con un valore di 28 miliardi di euro con quasi 180 mila gli occupati nell’intera filiera.

“Nella forbice dei prezzi dalla stalla alla tavola c’è spazio da recuperare per consentire ai consumatori di acquistare un prodotto indispensabile per la salute e per dare agli allevatori italiani la possibilità di continuare a garantire una produzione di qualità con standard di sicurezza da record”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “a dimostrarlo ci sono i primi esempi significativi di gruppi lungimiranti della distribuzione e dell’industria che ci auguriamo possano essere seguiti da tutti”.
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Italia sorpassa Francia, è leader formaggi DOP

Con gli ultimi riconoscimenti salgono a 48 i formaggi a denominazione di origine protetta (Dop) tutelati dall’Unione Europea con l’Italia che sorpassa la Francia ferma a 45 e diventa leader europeo e mondiale nella produzione casearia di qualità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della Giornata ufficiale del latte promossa da Expo 2015 e dal Ministero delle Politiche Agricole. La sfida tra Italia e Francia nella produzione di formaggi ha radici lontane e se Charles De Gaulle si chiedeva come governare la Francia che ha più formaggi che giorni nel calendario, la situazione non gli sarebbe parsa certamente più facile in ltalia che di formaggi tradizionali censiti dalle Regioni ne ha ben 487 che si aggiungono - sottolinea la Coldiretti - a quelli denominazione di origine protetta (Dop) ai quali è destinato circa la metà del latte consegnato dagli allevamenti italiani (45,5 per cento per circa 50 milioni di quintali).

Il vantaggio tricolore sulla Francia è ancora più eclatante se si considerano le quantità, con la produzione di formaggi a denominazione di origine italiano che è vicina a 500 milioni di chili, praticamente il doppio di quella realizzata dai cugini d’oltralpe. E lo schiaffo brucia ancora di più se si considera che le esportazioni di formaggi italiani in Francia, con un aumento del 4 per cento, sono risultate superiori a quella dei formaggi francesi in Italia, in calo del 3 per cento nel 2014, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

Nonostante questi primati produttivi, gli italiani con 20,7 chilogrammi per persona all’anno sono - sottolinea la Coldiretti - solo settimi nel mondo per consumo di formaggi preceduti dai francesi con 25,9 chilogrammi a testa, ma anche da islandesi, finlandesi, tedeschi, estoni e svizzeri. Ma a preoccupare è anche la qualità dei formaggi venduti in Italia al di fuori delle denominazioni tutelate, con quasi la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, anche se - denuncia la Coldiretti - nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta.

Dalle frontiere italiane passano ogni giorno 24 milioni di litri di “latte equivalente” tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. Complessivamente in Italia - sottolinea la Coldiretti - sono arrivati 8,6 miliardi di chili in equivalente latte (fra latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogurt e altro) che vengono utilizzati in latticini e formaggi all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori. Ad oggi in Italia - continua la Coldiretti - è obbligatorio indicare la provenienza del latte fresco, ma non per quella a lunga conservazione, ma l’etichetta è anonima anche per i formaggi non a denominazione di origine, per le mozzarelle e gli yogurt.

In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e lo stop al segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero è un primo passo che va completato con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che, nell’anno dell’Expo, la chiusura delle stalle rischia di far perdere all’Italia il primato nella produzione di formaggi a denominazione di origine (Dop) che contribuisce a forgiare l’identità nazionale in campo alimentare.

In questo contesto - continua la Coldiretti - è particolarmente grave il recente rapporto della Commissione Europea secondo cui, per talune categorie di prodotti alimentari come latte e prodotti caseari, sarebbe meglio optare per una indicazione volontaria dell’origine, piuttosto che su un obbligo a livello comunitario. Si tratta di un parere in netto contrasto con gli interessi dei cittadini europei espressi attraverso Eurobarometro e di quelli italiani che hanno risposto numerosi alla consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf), che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015, i quali nell’89 per cento dei casi ritengono che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero-caseari. Un risultato che, sulla base del regolamento comunitario n.1169 del 2011, entrato in vigore il 13 dicembre del 2014, consente all’Italia - conclude la Coldiretti - di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti.

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Agricoltura: gli italiani amano il bio e odiano gli ogm

Non solo produttori di cibo, ma anche custodi delle tradizioni e protettori dell’ambiente. È così che l’85% degli italiani vede gli agricoltori, autentici angeli dell’alimentazione sana, da cui acquistare, magari, prodotti biologici a chilometro zero. A fare da contraltare, infatti, è un vecchio spauracchio del nostro Paese: gli ogm, che il 73% della nazione vorrebbe tenere fuori dall’agricoltura nazionale. Sono i risultati che emergono dal quinto rapporto “Gli italiani e l’agricoltura”, presentato al padiglione di Coldiretti dell’Expo 2015 nel corso del convegno “L’agricoltura che sconfigge la crisi. La sfida della multifunzionalità dal 18 maggio 2001” organizzato dalla Fondazione UniVerde e da Coldiretti.
L’indagine è stata svolta su mille cittadini italiani disaggregati per sesso, età e area di residenza, che hanno risposto ad un questionario sul tema dell’agricoltura. I risultati, ha spiegato Antonio Noto, direttore dell’Istituto Ipr Marketing, dimostrerebbero come per gli italiani ci sia poca attenzione per l’agricoltura nel nostro Paese e che la condizione dei coltivatori negli ultimi anni sia peggiorata, soprattutto a livello economico. Per l’86% degli intervistati dovrebbero quindi ricevere un incentivo economico per la loro attività a servizio dell’intera collettività.
L’85% del campione ritiene, infatti, che gli agricoltori svolgono un ruolo importante nella protezione dell’ambiente, perché manterrebbero in vita una tradizione che altrimenti rischierebbe di estinguersi, e proteggerebbero il territorio contro il dissesto idrogeologico. Altrettanto importante ovviamente è anche il fatto che producano alimenti genuini, che il 43% del campione preferisce a frutta e verdura d’importazione e, quando possibile, acquista direttamente in fattoria. L’attenzione verso i prodotti agricoli freschi non si ferma inoltre al momento della spesa, ma si conferma anche nella scelta del ristorante: il 90% infatti apprezza che nel menù siano indicati prodotti di stagione e a chilometro zero.
A uscire sconfitti ancora una volta sono invece gli ogm, a cui si è detto contrario il 73% degli intervistati. Il 90% inoltre vorrebbe delle etichette che indicassero chiaramente prodotti ogm free, non solo in campo alimentare, ma anche per i cosmetici, che il 44%gradisce di più se contenenti prodotti naturali o provenienti da agricoltura biologica. È bene ricordare però che attualmente non esistono prove scientifiche a sostegno di molte affermazioni negative che si sentono fare sugli ogm: che facciano per esempio male alla salute, che causino più spesso allergie, o che siano necessariamente lo strumento di un’agricoltura meno sostenibile (così come esistono molti falsi miti su cosa voglia dire genuino se riferito al cibo che mangiamo).
Molto positiva infine è risultata l’opinione sull’agricoltura multifunzionale, cioè forme di produzione agricola che realizzano anche attività collaterali utili alla società. Tra le iniziative più apprezzate sono emersi l’agriturismo, i farmer’s market, le fattorie didattiche, gli agri ospizi per anziani e gli agri asili, a cui l’82%degli intervistati si è detto pronto a iscrivere il proprio figlio.
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CONFERENZE STAMPA

Mercoledì 10 giugno
Milano – Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2 – ore 18

Catalan Tourist Board e Turisme de Barcelona presentano le eccellenze della Catalunya in compagnia di Camila Raznovich e di Massimo Di Perna, Country Manager Vueling Italia, Svizzera e Malta; Francesca Marino, Passenger Manager Grimaldi Linea; Marco Bolasco, Giornalista eno-gastronomico; Chiara Curti, Architetto e Professore dell'Istituto Europeo di Design di  Barcellona; Martina Vitali, Travel Blogger di  BlogdiViaggi.com.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa Catalan Tourist Board/AIGO: Giulia Cosseddu - press@cat.aigo.it -tel. 02 669927.223 - cell. 344 0994675

Giovedì 11 giugno
Firenze – Aula Magna Università degli Studi di Firenze, piazza san Marco – ore 9.45/16.30

Per gli Incontri della Louis Bonduelle Foundation, ospiti italiani e internazionali si alterneranno sul palco per parlare de “I sensi come driver di scelte alimentari”. Un confronto a più voci sul tema dell’alimentazione dal punto di vista del gusto e di tutti i sensi coinvolti nell’atto di cibarsi, una preziosa opportunità per i partecipanti di scambiarsi idee ed esperienze.
Per iscriversi www.segreteriaweb.it/louisbonduellefoundation
Info: Fondazione L. Bonduelle Notizie&Salute, contatti@fondation-louisbonduelle.org

Venerdì 12 giugno
Milano – Palazzo Marino – piazza della Scala – ore 11

Caro Petrini e Giuliano Pisapia presentano l’appello firmato da personalità milanesi che dal 3 al 6 ottobre 2015 aprono le loro case ai giovani contadini del mondo, a Milano per l’evento Terra Madre Giovani – We Feed the Planet. Partecipano: Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano; Monsignor Luca Bressan, Vicario Episcopale Diocesi di Milano; Lella Costa, attrice e scrittrice; Agostino Toscana, Direttore creativo esecutivo Saatchi&Saatchi; Joris Lohman, comitato esecutivo di Slow Food e rappresentante dello Slow Food Youth Network. Modera Eleonora Bergoglio, Slow Food, e conclude Carlo Petrini, Presidente di Slow Food.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa: Alessia Pautasso, 0172 419754, a.pautasso@slowfood.it

 

EVENTI E MANIFESTAZIONI

Mercoledì 10 giugno
Milano - Galleria Gruppo Credito Valtellinese, corso Magenta 59 – ore 11.30
Vernice per la Stampa della mostra “Cibo di carta”, prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e allestita nei suoi prestigiosi spazi espositivi milanesi dall’11 giugno al 20 settembre. Originale e inedita, la mostra racconta il cibo attraverso le rappresentazioni che di esso si sono diffuse grazie a pubblicità, etichette, figurine, gadget, menu, riviste, libri, ma anche a documenti di trasporto, bandi, carte intestate o scatole e manifesti di cinema.
Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo - tel. +39 049.663.499 - info@studioesseci.net


Mercoledì 10 giugno
Milano – Triennale Design Cafè – viale Alemagna 6 – ore 19
Presso l’unico padiglione di EXPO in città con Arts&Foods, “SalumiAmo con Bacco”, degustazione gratuita di salumi DOP e IGP, insieme ai vini Franciacorta e Brunello di Montalcino. L'iniziativa rientra nella campagna europea TOP of the DOP, promossa dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani – IVSI e da Federdoc - Confederazione nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani.
Per partecipare basta accreditarsi a ivsi@ivsi.it
Ufficio stampa IVSI - Istituto Valorizzazione Salumi Italiani: Tiziana Formisano, Tel. 02/892590.1 - formisano@ivsi.it - www.salumi-italiani.it



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