ASA Associazione Stampa Agroalimentare - Newsletter 380
/ 25.05.2015

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Caritas Day ad Expo

La presenza ad Expo dei 174 delegati delle Caritas attive in 85 Paesi rafforza il dibattito sui contenuti di questa Esposizione universale e la potenza del suo messaggio nel mondo. Il cibo è un diritto e la lotta alla fame un dovere dei Governi. Proprio questo è uno dei pilastri della Carta di Milano, il documento tradotto in 19 lingue, per essere letto potenzialmente da 3 miliardi e mezzo di persone. Firmarla, come hanno già fatto, tra gli altri, il Premier Renzi e il Premio Nobel Amartya Sen, significa assumersi responsabilità precise, mettere in atto, da oggi, azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo anche alle nuove generazioni.
Come si evince dal rapporto Caritas è inoltre fondamentale il sostegno all'agricoltura per garantire l'accesso al cibo sano, sicuro e sufficiente. 50 milioni di cittadini Ue soffrono di povertà alimentare, 8 milioni solo in Italia. Come Ministero - ha concluso Martina - nel 2014, grazie al Fondo indigenti, abbiamo distribuito 65mila tonnellate di alimenti, collaborando con enti caritativi come la Caritas. L'obiettivo è arrivare quest'anno a più di 100mila tonnellate. Un'altra bella esperienza è il Refettorio Ambrosiano, nato proprio per Expo Milano 2015 e che resterà come patrimonio della città. Chiudere gli occhi davanti al paradosso dell'abbondanza non è una condizione più tollerabile. Che ruolo vogliono giocare l'Italia e l'Europa? Abbiamo degli imperativi precisi in vista dell'aggiornamento degli Obiettivi del Millennio di fine anno, ed Expo Milano 2015 può davvero contribuire a rimettere al centro dell'attenzione la sfida alimentare globale.
www.politiche.agricole.it



EXPO: l’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa

Con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati come avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea. E’ quanto è emerso all’incontro “L’agricoltura che sconfigge la crisi, la sfida della multifunzionalità” organizzato ad Expo da Coldiretti e Univerde a quattordici anni dall’approvazione della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) che ha rivoluzionato l’attività agricola. L’Italia è l’unico  Paese – sottolinea la Coldiretti - che può vantare 271 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) superiori a quelle registrate dalla Francia, su ben 43.852 imprese biologiche pari al 17% di quelle europee, davanti alla Spagna ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,2%), quota inferiore di quasi 10 volte rispetto alla media europea (1,9%) e di oltre 30 volte quella dei prodotti extracomunitari (6,3%).

La rete di vendita diretta degli agricoltori di Campagna Amica ha quasi diecimila riferimenti dove acquistare lungo tutta la Penisola prodotti alimentari a chilometri zero con una azione di sostegno alle realtà territoriali ed un impegno contro inquinamento ambientale per i trasporti che non ha eguali negli altri Paesi dell’Unione e nel mondo.  Un percorso reso possibile – sottolinea la Coldiretti - dal grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana dove una impresa su tre è nata negli ultimi dieci anni con una decisa tendenza alla multifunzionalità, dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo ma anche le attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Opportunità rese possibili dalla legge di orientamento che ha allargato i confini dell’attività agricola e rivoluzionato le campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali nell'agribenessere, nella tutela ambientale, nel risparmio energetico, nel recupero degli scarti, nelle attività sociali, dagli agriasilo fino alla pet-therapy.

Un cambiamento che – sottolinea la Coldiretti - è stato recentemente riconosciuto anche dall’Istat che ha proceduto ad una rivalutazione del valore aggiunto del settore agricolo pari al 7,5% (con un impatto positivo sul Pil di 0,1 punti percentuali) per considerare le “nuove attività emergenti come la produzione di energie rinnovabili (essenzialmente fotovoltaico e biomasse), le fattorie didattiche, le attività ricreative, l’artigianato in azienda, l’agricoltura sociale, le vendite dirette, la produzione di mangimi, la sistemazione di parchi e giardini, la manutenzione del territorio e del paesaggio”. A cogliere queste opportunità sono soprattutto i giovani come dimostra il fatto che nell’ultimo trimestre del 2014 si è verificato un aumento congiunturale dell’ 1,5 per cento delle imprese agricole condotte da 35 anni che sono salite a 49871, il 70 per cento delle quali svolge attività multifunzionali secondo l’indagine della Coldiretti. "Il successo dell'agricoltura italiana  sta nella sostenibilità, nella straordinaria qualità con caratteri distintivi unici, una varietà e un’articolazione sul territorio che non hanno uguali al mondo” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo” nel sottolineare che  “l’Expo è una enorme occasione per ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo per perseguire a livello globale un modello di sviluppo sostenibile attento all'ambiente che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti, in Italia e nei Paesi più poveri”.
www.coldiretti.it


Commercio estero: +51% in Cina, +26% in USA!

Con un aumento record che va dal +51 per cento in Cina al +26 per cento in Usa, il comparto agroalimentare traina l’export made in Italy, sostenendo lo sforzo del Paese per uscire dalla recessione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero a marzo 2015. Il cibo tricolore cresce – rileva Coldiretti - su tutti i mercati, con un complessivo +13 per cento nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente, che sale al +19 per cento se si considerano i soli Paesi Extra Ue, grazie soprattutto al balzo record registrato in Cina e negli Stati Uniti. Nel caso degli Usa il boom è dovuto anche alla spinta del tasso di cambio euro/dollaro favorevole, che si conferma una opportunità – sottolinea la Coldiretti - per sostenere la ripresa economica. Ma la crescita è in doppia cifra anche all’interno dell’Unione Europea, dove incassa un +11 per cento. Resta, invece, negativo – rileva la Coldiretti - il dato della Russia, dove l’embargo continua a togliere quote di mercato ai prodotti alimentari italiani (-38 per cento in valore a marzo). L’ottimo risultato dell’export segue i segnali positivi di ripresa anche sui consumi interni con le vendite al dettaglio che aumentano dello 0,7 per cento nel primo bimestre con un tasso doppio dell’1,4 per cento nell’alimentare che – conclude Coldiretti - è la seconda voce del budget familiare dopo l’abitazione ed è destinata ad avere un effetto traino sull’intera economia.  
www.coldiretti.it


Unioncamere: imprese femminili a un passo da 1,3 milioni

Donne d’impresa a quota 1.295.942. A mostrarlo è l’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, sulla base dei dati del I trimestre 2015. Se, in media, più di una imprese su cinque è femminile, in alcuni ambiti e regioni il peso sale vertiginosamente. I casi più significativi? In rigoroso ordine di incidenza del tasso di femminilizzazione (che esprime la percentuale di imprese femminili sul totale delle imprese) si incontrano: le altre attività di servizi per la persona, dove le imprenditrici rappresentano il 58,63% del tessuto imprenditoriale del settore, l’assistenza sociale non residenziale (56,88%), la confezione di articoli di abbigliamento (42,59%), i servizi di assistenza sociale residenziale (40,06%) e le agenzie di viaggio (37,42%).
Se poi si guarda all’apporto delle donne all’interno del mondo artigiano, nel quale le 214.815 imprese artigiane a guida femminile rappresentano quasi il 16% del totale imprese artigiane esistenti al 31 marzo 2015, la mappa dell’impresa femminile un po’ si modifica, accentuando l’apporto, in diversi casi davvero sostanziale, ad alcuni dei settori di punta del made in Italy.
In questi ambiti, l’universo dell’impresa femminile del 2015 si ricongiunge con le tradizioni radicate nei territori, i saperi antichi tramandati di generazione in generazione e quella creatività ed eleganza – che è la cifra distintiva di buona parte del nostro made in Italy – si colora fortemente di ‘rosa’. Infatti, l’incidenza dell’imprenditoria artigiana femminile, oltre ad essere determinante nelle altre attività dei servizi alla persona (64,17%), nelle attività creative, artistiche e di intrattenimento (50,46%), nei servizi di informazione (45,97%), diventa addirittura maggioritaria nella confezione di articoli di abbigliamento (55,94%), e assume un notevole peso specifico nel tessile (dove la componente femminile incide sul totale degli artigiani per il 42,30%), con punte del 50% di imprenditrici impegnate nell’arte del finissaggio dei tessuti, del 47% nel confezionamento di articoli di biancheria per la casa, del 57% nella fabbricazione di altri materiali tessili (quali nastri e passamanerie) e del 42,3% nella realizzazione di tulle, pizzi e ricami. Importante, inoltre, l’apporto femminile all’artigianato legato alla fabbricazione di bigiotteria (52,89%), alle lavorazioni in ceramica e porcellana (42,41%) alla fabbricazione di articoli in pelle (31,09%) ed all’alimentare (25,32%).
www.confagricoltura.it


Scoperto in Italia un piccolo esercito di 100 mila "raccoglitori di erbe spontanee"

Sarà la crisi e l'austerità che attraversa da tempo il nostro Paese o la consapevole riscoperta del patrimonio naturale, incentivata da una più diffusa sensibilizzazione culturale sui temi agricoli, ambientali e alimentari, ma in Italia sono moltissime le persone che tornano nei prati, nelle campagne e nei boschi a raccogliere quei frutti spontanei che offre la terra. Si stima un vero e proprio piccolo esercito di almeno 100 mila persone che raccoglie erbe spontanee che finiscono poi in tavola. Questa novità, che sta realmente facendo tendenza, ha ispirato la X edizione della Giornata nazionale "Mangiasano" promossa da VAS-Verdi Ambiente e Società onlus e Cia-Confederazione italiana agricoltori, che vogliono offrire il loro contributo per divulgare un nuovo modello che tenda allo sviluppo di un'economia agricola basata sulla relazione e sulla tutela della biodiversità. Sabato 23 maggio, nelle piazze di oltre 20 città italiane, nel decennale di "Mangiasano", si è parlato di questo e molto altro: laboratori, piccoli corsi formativi, dibattiti, degustazioni e mercatini, tutti eventi uniti dal "filo rosso" che porta a una corretta divulgazione circa la conoscenza e la tutela del patrimonio di biodiversità del nostro Paese. Ed è proprio su questa scia che anche all'interno di Expo, nel Padiglione Italia, Turismo Verde-Cia, in collaborazione con VAS, nell'ambito di "Mangiasano" realizza delle piccole "classi" per i bambini, dove l'unica materia di studio sarà l'agricoltura e si potranno scoprire, tra l'altro, molte erbe spontanee che nascono nel nostro Paese. La stellaria, la lingua di cane, la piantaggine, la borraggine, la malva, la bubbolina e l'ortica sono solo pochi esempi dell'immenso patrimonio vegetale spontaneo di cui è ricco il nostro territorio. Una risorsa complessiva ancora per molti versi inesplorata, ma su cui stanno lavorando molto i titolari degli agriturismi. Sono ormai centinaia le aziende agricole e gli erboristi che propongono corsi di approfondimento sulla conoscenza delle piante selvatiche, "tour" nelle macchie e laboratori culinari sull'impiego in cucina delle erbe di campo. Quindi, sta diventando a pieno titolo una delle attività che gli agriturismi svolgono in piena coerenza con la loro vocazione multifunzionale. Al momento non si può parlare di un vero e proprio business intorno alle erbe spontanee, ma l'interesse è crescente. Infatti non può essere casuale che nella "top ten" delle pietanze richieste nei menù agrituristici c'è proprio la "misticanza". Di questa nuova tendenza esultano anche gli ambientalisti, convinti che questo rinnovato interesse verso i frutti spontanei e naturali della terra potrà attivare un processo virtuoso, che condurrà a un maggiore rispetto e tutela delle aree verdi e boschive d'Italia.  Ma c'è un'unica controindicazione -avvertono i VAS e la Cia in occasione di Mangiasano- così come avviene per i funghi, nessuno deve raccogliere erbe spontanee di alcun tipo senza un'adeguata e certificata conoscenza delle stesse, tantomeno dovrà mangiarle. E' notorio come alcune erbe non siano edibili e altre siano protette dalla legislazione vigente, quindi ne è vietata la raccolta. La questione delle piante spontanee è, tra l'altro, un pilastro fondamentale del grande tema della tutela e salvaguardia della biodiversità. Una tutela che passa attraverso la rimessa in produzione di varietà vegetali e animali in via d'estinzione, ma anche preservando e monitorando l'universo della vegetazione spontanea. Un processo che include la cura e la manutenzione, non solo dei Parchi protetti, ma di tutte le aree verdi del Paese. VAS e Cia ricordano che, solo nel nostro Paese nell'ultimo secolo, sono scomparse oltre il 20% delle specie animali e vegetali e una percentuale quasi analoga è a serio rischio d'estinzione se non si interviene con politiche e interventi adeguati. Bisogna, quindi, investire sulle ricerca e favorire attraverso incentivi le attività di allevamento e produzione di piante, frutti e animali rari anche se non garantiscono alti livelli di rese e quantità.  
www.cia.it


Ambiente: bene via libera alla legge sugli ecoreati, fondamentale per la sostenibilità dell'agricoltura

Inserire finalmente gli ecoreati nel Codice Penale restituisce all'ambiente l'importanza che merita nella vita di tutti, nell'interesse dei cittadini e degli ecosistemi. L'ambiente è un bene fondamentale per il settore primario. Un bene che va protetto e da cui dipende l'esistenza stessa dell'agricoltura. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, esprimendo soddisfazione per il via libera definitivo al disegno di legge con l'approvazione del Senato.
Da sempre la Cia è impegnata sui temi della qualità alimentare, delle tipicità legate ai territori e della salubrità degli alimenti, ma è difficile affermare questi concetti quando l'ambiente in cui si producono non consente di sostenere lo sforzo di garanzia che operano i produttori. Per questo la possibilità, da adesso in poi, di disporre di seri deterrenti nei confronti di chi commette reati che incidono sulla collettività è una garanzia di giustizia -spiega la Confederazione- e ci pone a livello dei Paesi comunitari che queste norme le hanno già.
Lo stesso mondo agricolo potrà essere più tutelato e valorizzato da questa legge -aggiunge la Cia-. Tanto più che proprio l'agricoltura è il maggior settore che garantisce esternalità positive per l'ambiente, le collettività e i servizi ambientali che spesso non sono riconosciuti e che invece dovrebbero essere incentivati.
www.cia.it



EVENTI E MANIFESTAZIONI

Martedì 26 maggio
Milano
– Palazzo Marino – Sala stampa Franco Brigida – piazza della Scala, 2 - ore 11
Presentazione della seconda edizione di The Vegetarian Chance, festival di cultura e cucina vegetariana, un’idea di Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi. Come già nel 2014, al centro dell'evento ci sarà il concorso internazionale di alta cucina, al quale parteciperanno otto cuochi, che presenteranno i loro piatti al ristorante Joia.
E’ necessario confermare la propria partecipazione.
Direzione e Ufficio Stampa: Gabriele Eschenazi - tel. 3779835207 - thevegetarianchance@gmail.com - www.thevegetarianchance.org

Mercoledì 27 maggio
Milano
- Sede della Stampa Estera di Milano  -  via Principe Amedeo, 5 – ore 11.30
Italia del Vino – Consorzio”, presentazione ufficiale del nuovo presidente Andrea Sartori e dei progetti futuri di questa associazione di imprese che riunisce dodici fra le più importanti aziende del comparto vitivinicolo italiano.
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa
: Gheusis srl – 0422 928954 – Mail: renza@gheusis.com - 334 2413080

Mercoledì 27 maggio
Milano
– Triennale di Milano, viale Emilio Alemagna, 6 – ore 12
L’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, con Linus, Direttore Artistico di Radio Deejay, e Chiara Berardi, ricercatrice dell’IPSOS, farà il punto sul rito dell’aperitivo, come è cambiato in questi anni.
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa Istituto Valorizzazione Salumi Italiani: Tiziana Formisano – tel. 02 8925901 – email formisano@ivsi.it - ivsi@ivsi.it

Giovedì 28 maggio
Cavenago di Brianza (MB)
– Hotel Devero - Largo Kennedy, 1 – ore 11
Presentazione dell'evento organizzato dalla delegazione lombarda dell'Associazione Le Donne del Vino denominato "Fuori Expo", due serate di gala che si terranno presso l'Hotel Devero dove l'11 giugno ed il 2 luglio saranno in degustazione circa 50 vini delle socie produttrici, provenienti da tutta Italia: un banco d'assaggio panoramico, unico nel suo genere.
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa
: Veronica Massussi e Anna Pesenti - info@ledonnedelvino.com - annapesenti@hotmail.com

Giovedì 28 maggio
Rho (Milano)
– Padiglione EXPO CIBUSèITALIA di Federalimentare – ore 11
Informazioni sull’andamento e le novità di Anuga 2015, la più grande fiera mondiale dedicata al food&beverage. Saranno presenti Gerard Böse, President and Chief Executive Officer Koelnmesse GmbH; Thomas Rosolia, Amministratore delegato Koelnmesse Italia; Franz-Martin Rausch, Executive Director Associazione Federale dei Commercianti Alimentari Tedeschi (BVLH).
Info e accrediti: ufficio stampa CBO Lidia Pavone – tel 02 85458311 – l.pavone@cbopr.com