ASA Associazione Stampa Agroalimentare - Newsletter 378
/ 11.05.2015

Semplificazione: Conferenza unificata approva Registro unico dei controlli
Nasce la Consulta nazionale del vino italiano
Land grabbing, conflitti, urbanizzazione: il grido d'allarme in "Terra Viva"
La pasta italiana trionfa all'estero
Se il clima stravolge l'agricoltura: l'avocado ora è Made in Italy
Inghilterra: al via quattro centrali elettriche ad olio di scarto dei ristoranti italiani

Segui ASA anche su Facebook | Twitter


Semplificazione: Conferenza unificata approva Registro unico dei controlli
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che la Conferenza Unificata ha approvato il 7 maggio il decreto ministeriale che istituisce il Registro unico dei controlli ispettivi a carico delle aziende agricole, previsto da Campolibero, nella Legge Competitività.
"Evitare la duplicazione dei controlli nelle aziende - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - e rendere più efficiente il lavoro degli organismi che svolgono le verifiche. Sono questi i principali obiettivi che il Registro unico dei controlli che ci consentirà di ottenere, raggiungendo un risultato atteso dalla imprese da troppi anni. Semplificare è un imperativo per consentire al settore agricolo di essere più competitivo, senza abbassare la guardia sulla necessità di tutela, che anzi con questo strumento rafforziamo. Ringrazio le Regioni per il contribuito determinante che hanno dato nell'approvazione di questo strumento che rappresenta una delle azioni strategiche del provvedimento Campolibero". 
Di seguito una scheda illustrativa delle principali novità.
COSA E' IL RUCI (Registro unico dei controlli ispettivi a carico delle aziende agricole). Il RUCI è uno strumento di supporto alle amministrazioni pubbliche per effettuare i controlli di propria competenza e per una più razionale programmazione degli stessi, ferma restando l'attuazione dei controlli straordinari ed urgenti. Questo archivio informatico contiene per ogni controllo: data; anno di riferimento; ente competente; ente esecutore; nominativo del controllore; impresa agricola controllata; settore; tipologia; documentazione controllata o riproduzione elettronica dei verbali; esiti; estremi dei verbali o riproduzione elettronica dei verbali.
I DATI. Nel RUCI affluiscono i dati concernenti i controlli effettuati da parte di organi di polizia, organi di vigilanza, organismi pagatori, nonché da organismi privati autorizzati allo svolgimento di controlli a carico delle imprese agricole.
COORDINAMENTO CON LE REGIONI. I Registri unici di controllo istituiti dalle regioni e il RUCI nazionale condividono le informazioni in maniera costante e con stretto coordinamento.
COME FUNZIONA. Il pubblico funzionario, prima di effettuare una nuova ispezione, verifica attraverso il RUCI gli esiti dei controlli precedenti al fine di evitare sovrapposizioni e di intralciare l'esercizio dell'attività d'impresa.
www.politicheagricole.it
[Indice]



Nasce la Consulta nazionale del vino italiano
Conoscere per sapere: il vino come istruzione e cultura.
Presentarsi uniti per rilanciare i valori e la cultura enologica del nostro Paese.
È questa l'idea da cui nasce la Consulta Nazionale del Vino italiano, progetto che ha mosso ufficialmente i primi passi il 17 aprile 2015.
A Roma si sono infatti riuniti, su iniziativa di Onav, i rappresentanti della maggiori associazioni del comparto vitivinicolo nazionale, allo scopo di riflettere su alcune tematiche di scottante attualità.
La Consulta Nazionale Vino si propone di affrontare concretamente i problemi del settore a 360° divenendo, per il consumatore, un punto di riferimento per tutto ciò che concerne la conoscenza del mondo enologico e, al contempo, di essere elemento propositivo di interventi sul fondamentale tema dell'educazione al consumo.
Grazie all'adesione al progetto di una larghissima rappresentanza di Associazioni tra cui: Onav, Agivi, Ais, Aspi, Associazione Nazionale Le Donne del Vino, Movimento Turismo del Vino, Fisar, Fivi e SlowFood, sono dunque state gettate le basi di quello che sarà un lungo percorso di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni e dei consumatori. Ognuna delle associazioni presenti ha infatti, per propria natura, diversi approcci e finalità. Fondamentale è perciò trovare un linguaggio ed uno scopo comune, che consenta di approntare un piano di lavoro ben definito, che possa essere sottoposto alle istituzioni.
Il primo punto su cui si concentrerà il lavoro della Consulta sarà l'introduzione di una appropriata istruzione sulla vite e sul vino, sullo stile di alimentazione mediterraneo, in cui fondamentale è l'abbinamento cibo-vino, e sul valore del territorio vinicolo italiano, della sua storia e della sua gastronomia già nel percorso scolastico, come avviene in altri Paesi dell'Unione Europea.
Di primaria importanza è infatti l'avvicinamento del consumatore al mondo del vino, alla sua storia millenaria e ai suoi valori perché solo attraverso la “conoscenza” si potrà dare nuovo respiro al comparto, valorizzando quella tipicità ed unicità del prodotto vino così strettamente legata al territorio e alla cultura del Gusto Italiano.
La Consulta è aperta a nuove adesioni da parte di Associazioni ed Istituzioni e già in un futuro prossimo si prevede l'ampliamento dei partecipanti con alcune altre importanti presenze.
Alessandra Tutino - Gheusis
[Indice]


Land grabbing, conflitti, urbanizzazione: il grido d'allarme in "Terra Viva"
Al suolo urbanizzato entro il 2030 si aggiungerà una città estesa come tutto il Sudafrica mentre la terra fertile viene erosa a una velocità tra le 10 e le 40 volte superiore alla sua capacità di rigenerazione. Il 40% delle guerre degli ultimi 60 anni è stato causato da clima, suolo, risorse. Sono alcuni dei dati contenuti nel manifesto "Terra Viva", presentato a Cascina Triulza da Navdanya International, Banca Etica e Fondazione Triulza.
Il Padiglione della Società Civile di Expo Milano 2015 ha aperto così il suo programma culturale, con la presentazione del manifesto frutto del lavoro e dell’elaborazione, guidata dall’ambientalista Vandana Shiva, di un panel di ricercatori ed esperti provenienti da tutto il mondo, fra i quali Luc Gnacadja, ex segretario della Convenzione Onu di lotta alla desertificazione; Andrea Baranes, economista; Nnimmo Bassey, premio Nobel alternativo.
Secondo i dati del manifesto, negli ultimi due secoli il cambiamento dell’uso dei suoli ha trasformato la biosfera producendo il 20% delle emissioni di anidride carbonica e la scomparsa o la conversione ad altri usi del 70% delle praterie, del 50% delle savane, del 45% delle foreste temperate decidue, del 27% del bioma delle foreste tropicali. Entro il 2030 è prevista una crescita dell’area urbana pari a 1,2 milioni di kmq: una superficie equivalente a quella del Sudafrica, 3 volte quella urbanizzata nel 2000.
L’incontrollata espansione dell’area antropizzata riduce la quantità di terreno fertile a disposizione dell’umanità, con conseguenze gravi. Un ettaro di suolo contiene 15 tonnellate di organismi viventi: 1,5 kg per mq. E’ un dato che non andrebbe sottovalutato perché nel suo insieme il suolo conserva una quantità di carbonio molto superiore rispetto all’atmosfera e indebolire la sua vitalità significa minacciare la stabilità climatica.
Eppure negli ultimi decenni è stato di fatto ignorato: il suolo fertile è stato eroso a una velocità tra le 10 e le 40 volte superiore alla capacità di rigenerazione. Perdiamo 24 miliardi di tonnellate di humus (suolo fertile) all’anno e per ricostruirne uno strato da 2,5 centimetri ci vogliono circa 5 secoli. E ancora: la dimensione dei terreni abbandonati a causa dell’uso insostenibile è uguale alla somma della superficie degli Stati Uniti e del Canada (2 miliardi di ettari) ed è maggiore della superficie globale attualmente occupata dall’agricoltura.
Secondo il manifesto, poi, c'è una connessione tra danni ambientali, squilibri sociali e conflitti: stando ai dati elaborati della Convenzione per la lotta contro la desertificazione, analizzando un periodo di 60 anni, il 40% dei conflitti all’interno degli Stati è collegato a una tensione nata dal controllo delle risorse naturali e della terra. E nel 2007 l’80% dei maggiori conflitti armati è avvenuto in ecosistemi resi vulnerabili dalla carenza di acqua.
“C’è bisogno di un nuovo patto che riconosca che noi siamo il suolo: veniamo dal suolo, siamo sostenuti dal suolo. Prendersi cura della terra è il lavoro più importante che gli agricoltori possano fare - commenta Vandana Shiva - Il messaggio che lanciamo dall’importante vetrina di Expo è forte e chiaro: la nuova democrazia è la democrazia della Terra”.
Anche per Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, è necessario “ripartire dalla cura del nostro pianeta perché non può esistere un’etica della convivenza senza un’etica della terra. La terra non è solo generatrice, è anche maestra di vita. Insegna la costanza, la profondità, la corresponsabilità e, come bene comune, indica la via della condivisione e della giustizia sociale”.
www.adnkronos.com
[Indice]


La pasta italiana trionfa all'estero
Con un balzo in avanti del 4%, le esportazioni di pasta made in Italy hanno superato nel 2014 la soglia di 2 milioni di tonnellate, per un giro d'affari complessivo di oltre 2,2 miliardi di euro.
La pasta pesa oggi il 7% circa del valore dell'export dell'intero agroalimentare, e negli ultimi 15 anni, osserva l'Ismea, ha registrato un trend delle spedizioni all'estero in continua e rapida ascesa. Nel caso della pasta di semola secca -  che rappresenta oltre l'80% dell'intero comparto -  le esportazioni sono cresciute, a partire dal 2001, mediamente ad un ritmo del 2,3% annuo in volume e del 5% in valore, con uno stop solo nel 2008, quando la fiammata dei listini del grano duro determinò una drastica riduzione dei quantitativi immessi sui circuiti internazionali (-5% circa) per via degli alti livelli di prezzo raggiunti.
L'export del settore si rivolge principalmente al mercato comunitario, dove Germania, Francia e Regno Unito hanno assorbito nel 2014 quasi il 46% della produzione nazionale inviata oltre frontiera. La dinamica dell'ultimo anno si è rivelata particolarmente sostenuta verso il Regno Unito (+10% in quantità sul 2013), positiva verso la Germania (+1%) e invariata alla volta di Parigi.  Scorrendo lungo la lista dei principali Paesi clienti, si evidenzia una buona performance in Usa (+7%) a fronte di una battuta d'arresto in Giappone (-4%). Incrementi a due cifre si registrano invece nel mercato russo (+11%), nei Paesi Bassi (+18%) e in Belgio (+17%).  Più contenuta la crescita in Svezia (+4%) - ottavo mercato di sbocco in termini quantitativi alla spalle dei Paesi Bassi - mentre gli invii in Austria hanno accusato una flessione del 2%. Tra le destinazioni più promettenti, oltre alla già citata Russia, passata da poco più di 7 mila tonnellate del 2000 alle oltre 59 mila del 2014, si annovera la Cina che, pur in corrispondenza di quote di mercato ancora esigue, ha incrementato i suoi acquisti del 40% nel 2014, confermando l'ottimo trend dell'ultimo triennio.
Un'ulteriore conferma del successo della pasta di semola italiana che, sottolinea l'Ismea, rende ancora più evidente la dicotomia esistente tra fase agricola e industriale, in un settore strutturalmente dipendente dall'estero per l'approvvigionamento della materia prima.
www.ismea.it
[Indice]


Se il clima stravolge l'agricoltura: l'avocado ora è Made in Italy
Banane e avocado Made in Italy, ora è possibile. Complice il cambiamento climatico. L'innalzamento delle temperature ha letteralmente rivoluzionato l'agricoltura italiana negli ultimi decenni: come analizzato da Coldiretti, infatti, il vino italiano negli ultimi trenta anni è aumentato di un grado mentre la coltivazione tradizionale dell'ulivo è approdata sulle Alpi. E con l'arrivo del caldo, Coldiretti ha messo in mostra dal vivo i nuovi "frutti" Made in Italy nel suo padiglione a Expo "No farmers no party".
Se si osserva la produzione vinicola, ci si rende conto che il surriscaldamento ha determinato un anticipo della vendemmia fino a un mese rispetto al tradizionale mese di settembre. Il caldo ha cambiato anche la distribuzione sul territorio dei vigneti che tendono a espandersi verso l'alto con la presenza della vite a quasi 1.200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni più alti d'Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop.
Dal canto suo l'olivo è ormai avvezzo all'alta quota. E' infatti in provincia di Sondrio, oltre il 46esimo parallelo, l'ultima frontiera nord dell'olio d'oliva italiano. Negli ultimi dieci anni la coltivazione dell'ulivo sui costoni più soleggiati della montagna valtellinese è passata da zero a circa diecimila piante, su quasi 30 mila metri quadrati di terreno.
E ancora, nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee. Una situazione che, rileva la Coldiretti, ha avuto effetti straordinari in Sicilia dove Andrea Passanisi sfruttando il clima ormai torrido, è riuscito a coltivare i primi avocado Made in Italy ai piedi dell'Etna. A Palermo invece grazie al microclima e alla posizione soleggiata, Letizia Marcenò riesce a produrre le prime banane nostrane.
Gli effetti si estendono però anche ai prodotti tipici. Il riscaldamento cambia le condizioni ambientali per la stagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto mette a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti Made in Italy che devono le proprie caratteristiche alla combinazione di fattori naturali e umani. E in questo senso l'Expo per la Coldiretti serve anche a raccontare la terra che cambia e come l'uomo cerca di adattarsi con i cambiamenti climatici che sono uno degli aspetti centrali della Carta di Milano. www.askanews.it
[Indice]



Inghilterra: al via quattro centrali elettriche ad olio di scarto dei ristoranti italiani
Dopo l'autobus scozzese che cammina a olio di pesce e di patatine fritte, dopo il Boeing della KLM che vola da Amsterdam a New York alimentato per il 25% da olio usato, ecco che dall'Inghilterra arriva la notizia di quattro centrali elettriche che useranno esclusivamente olio e grasso da cucina usato per produrre energia. A contribuire ad illuminare le case nel Regno Unito sarà l'olio proveniente dalle cucine dei ristoranti della catena “Jamie's Italian”, di Jamie Oliver. Il Piano energetico viene sostenuto dall'agenzia per l'energia inglese in collaborazione da BlackRock Inc., una società pubblica, che a quanto dichiarato in un'intervista l'Amministratore Delegato Andrew Whalley, prevede di costruire gli impianti nei prossimi due anni che hanno un costo di circa 25 milioni di sterline (39 milioni dollari).
Centrali in grado di produrre l'equivalente di 130 GWh in un anno ognuna e soddisfare quindi il fabbisogno elettrico di 39 mila nuclei familiari. A fare da leva un problema poco simpatico: l'ostruzione causata dai grassi di scarto nel sistema fognario e un programma di sovvenzioni del governo che termina nel 2017. REG ha già quattro impianti per la produzione di calore ed energia ad olio lampante proveniente dalle cucine dei ristoranti di Birmingham, Nottingham e East Midlands. Essi variano da 2 megawatt a 18 megawatt e ricevono sussidi attraverso il sistema delle Renewables Obligation.
Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” una fonte di energia pulita che consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane per produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio.
www.sportellodeidiritti.org
[Indice]






CONFERENZE STAMPA

Martedì 12 maggio
Milano – Urban Center – Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12 – ore 11

Presentazione di “OrtinFestival” Secondo Festival Gastronomico degli orti contemporanei, curato da Vittorio Castellani e che si terrà nei giardini della reggia di Venaria (Torino) dal 30 maggio al 2 giugno. L’evento è gemellato quest’anno con la manifestazione The Vegetarian Chance, il primo festival di alta cucina vegetariana organizzato a Milano dallo chef Pietro Leeman.
Il programma completo su www.ortinfestival.it
Ufficio Stampa Reggia di Venaria: tel. 011 4992300, press@lavenariareale.it, www-lavenaria.it.


Martedì 12 maggio
Milano – Showroom Elica – via Pontaccio 8 – ore 19.00

Presentazione dell’indagine Eurisko “BUONO, DA PENSARE”, una fotografia dell’evoluzione della cultura alimentare e degli orientamenti degli Italiani a tavola negli ultimi 30anni. Per l’occasione si propone un focus Eurisko sul boom della cucina vegetale nel nostro Paese alla presenza della presidente dell’Associazione Vegani italiani Onlus Renata Balducci.
La serata è organizzata da TreValli Cooperlat e prevede un vegan show cooking interpretato dallo chef stellato Errico Recanati.
I posti sono limitati: in caso di esaurimento della disponibilità, le richieste saranno accolte secondo l’ordine temporale della prenotazione.
Ufficio Stampa TreValli Cooperlat – InterCOM, Marta De Carli 345.4848542 – press@agenziaintercom.it

Mercoledì 13 maggio
Genova - Sala Conferenze Stand Slow Food-Mipaaf, Piazza Falcone e Borsellino – ore 15

Anteprima per la stampa di Slow Fish 2015. Accompagnano i giornalisti: Luca Fontana, Direttore dipartimento agricoltura, turismo e cultura della Regione Liguria; Daniele Buttignol, Segretario generale di Slow Food Italia; Carla Coccolo, Responsabile eventi di Slow Food.
Giovedì 14 maggio seguirà l’inaugurazione dell’evento alle ore 12 e nella stessa sede, con la presenza di Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, e Silvia Velo, Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Ufficio stampa Slow Fish: Elisa Virgillito, 0172 419666 e.virgillito@slowfood.it


Giovedì 14 maggio
Reggio Calabria – Parco Ecolandia, via Scopelliti, ex Forte Gullì, Località Arghillà – ore 9.30

Parte dalla Calabria la rivoluzione eco-compatibile della filiera olivicola con il workshop conclusivo del Progetto OLIO-PIÙ, “Sistemi tecnologici avanzati e processi integrati nella filiera olivicola per la valorizzazione dei prodotti e dei sottoprodotti, lo sviluppo di nuovi settori e la creazione di sistemi produttivi ecocompatibili”. Interverranno professori universitari, ricercatori, esperti e operatori del settore.
Alle ore 12 incontro con la stampa di Jean Louis Barjol, direttore esecutivo del Consiglio Oleicolo Internazionale (Madrid), l’associazione transnazionale nata sotto l’egida dell’ONU i cui membri rappresentano il 98% della produzione mondiale.
Info: ufficio stampa 3403974877 – progetto.oliopiu@gmail.com


Giovedì 14 maggio
Siena – Sala Maccherini – Comune di Siena, Piazza del Campo – ore 12.30

Conferenza Stampa di presentazione dei vincitori del Concorso Nazionale ”Bimboil” a cura dell’Associazione Nazionale Città dell’Oli. Il progetto è realizzato con il contributo del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Divisione PQA III con D.M. n. 47548 del 16 giugno 2014 e con il Patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. 
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa: Marte Comunicazione - Tel 335 6130800 - marzia.morganti@gmail.com


Giovedì 14 maggio
Milano – sede ISPI, Palazzo Clerici, via Clerici 5 – ore 14.30

Tavola rotonda “Nutrire il Pianeta: una questione globale”. L’incontro è organizzato in occasione della pubblicazione del volume di Paolo De Castro “Cibo. La sfida globale” (ed. Donzelli). Discuteranno con lui: Dario Casati, Professore di Scienze Agrarie, Università degli Studi di Milano; Pier Sandro Cocconcelli, Professore di Microbiologia degli Alimenti, Università Cattolica di Milano; Sylvie Coyaud, Giornalista; Claudia Sorlini, Presidente del Comitato Scientifico per Expo del Comune di Milano.
Per partecipare all’incontro è necessario registrarsi su www.ispionline.it
Info: segreteria ISPI, tel. +39 02 86 93 053, mail ispi.eventi@ispionline.it