ASA Associazione Stampa Agroalimentare - Newsletter 374
/ 13.04.2015

Etichettatura: 9 italiani su 10 vogliono origine chiara e leggibile di ogni alimento
Firmato protocollo per valorizzazione e promozione settore vitivinicolo su Ebay
Xylella, la Francia blocca le importazioni di ulivo, vite e piante 
Consumi fermi al 2014, vince il "fai da te" in cucina
Vino: Andrea Faccio nuovo presidente della Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura
Italiani disposti a pagare di più il cibo made in Italy

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Etichettatura: 9 italiani su 10 vogliono origine chiara e leggibile di ogni alimento
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è conclusa la consultazione pubblica online tra i cittadini sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari. Sono stati oltre 26.500 i partecipanti che hanno espresso il proprio punto di vista, rispondendo a un questionario con 11 domande sull'importanza della tracciabilità dei prodotti, della indicazione dell'origine e della trasparenza delle informazioni in etichetta. 
Oltre il 96% dei consumatori ha dichiarato che è molto importante che sull'etichetta sia scritta in modo chiaro e leggibile l'origine dell'alimento e per l'84% è fondamentale ci sia il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Per 8 italiani su 10 assume un'importanza decisiva al momento dell'acquisto che il prodotto sia fatto con materie prime italiane e sia trasformato in Italia, a seguire il 54% controlla che sia tipico, il 45% verifica anche la presenza del marchio Dop e Igp, mentre per il 30% conta che il prodotto sia biologico.
Per 9 su 10 è importante conoscere l'origine per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, mentre per il 70% è utile per questione etiche, come il rispetto delle normative sul lavoro.
Gli italiani quindi vogliono conoscere sempre l'origine delle materie prime, in particolare su alcuni prodotti come le carni fresche e il latte fresco (95%), i prodotti lattiero-caseari come yogurt e formaggi (90%), la frutta e verdura fresca tagliata già pronta per l'uso (88%), le carni trasformate come salumi e insaccati, carne in scatola (87%) o il riso (81%). Per quanto riguarda il luogo dove avviene la trasformazione per oltre 18mila persone (70%) è sempre fondamentale che sia indicato in etichetta in modo chiaro, e per l'86% è molto importante avvenga al 100% in Italia.
Quasi 22mila persone (82%) hanno poi dichiarato che sono disposte a spendere di più per avere la certezza dell'origine e provenienza italiana del prodotto, con quasi la metà pronta a pagare dal 5 al 20% in più.
L'iniziativa fa parte delle misure di 'Campolibero' della Legge Competitività e ha avuto l'obiettivo di coinvolgere la collettività su una questione decisiva come la trasparenza delle informazioni in etichetta sugli alimenti. Un ulteriore effetto della consultazione è allinearsi ai principi generali dell'Unione europea, dove la condivisione dei contenuti delle decisioni pubbliche costituisce da tempo una prassi consolidata. 
"Abbiamo avuto una partecipazione straordinaria - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - con più di 26mila consumatori e operatori che ci hanno detto cosa vogliono leggere in etichetta. La risposta è stata univoca: l'indicazione chiara dell'origine della materia prima è un dato fondamentale per un'informazione trasparente e per la prevenzione delle frodi. Oggi siamo più forti, perché presenteremo a Bruxelles questi risultati insieme a delle proposte incisive per rendere le norme nazionali sull'etichetta ancora più efficaci, in linea con le nuove disposizioni dell'Unione Europea. Non si è trattato di un questionario puro e semplice, ma di uno strumento di condivisione con i consumatori degli indirizzi politici su una materia che incide sulla vita di ogni giorno. Per noi valorizzare l'origine è un tratto distintivo e l'etichettatura è il mezzo che consente al consumatore di scegliere in modo consapevole".
"Allo stesso tempo siamo impegnati per il ripristino dell'obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta. Da un lato portiamo avanti una battaglia in Europa per la modifica del Regolamento e l'inserimento di questa informazione come obbligatoria, dall'altro stiamo lavorando con i tecnici della Commissione Ue per poter introdurre una norma nazionale che valga in Italia. La trasparenza e la correttezza delle informazioni al consumatore - ha concluso Martina - quando si parla di cibo è un diritto che dobbiamo assicurare in ogni modo ai cittadini e continueremo a lavorare sempre in questa direzione".
www.politicheagricole.it
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Firmato protocollo per valorizzazione e promozione settore vitivinicolo su Ebay
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che presso l'area Mipaaf all'interno di Vinitaly è stato siglato il Protocollo d'intesa per la realizzazione di attività di promozione, valorizzazione, informazione e tutela delle produzioni nel settore vitivinicolo sulla piattaforma online eBay.
Il documento è stato sottoscritto dal Ministro Maurizio Martina, dal responsabile affari legali di eBay Andrea Moretti, dal Presidente della Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani (Federdoc) Riccardo Ricci Curbastro e dal Capo Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) Stefano Vaccari. Con il protocollo, eBay si impegna a rimuovere gli annunci quando vengono riscontrate violazioni relative ai vini DOP e IGP. Inoltre l'Ispettorato repressione frodi (ICQRF) attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell'Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati.
"La firma di oggi è un tassello importante della strategia che abbiamo messo in campo - ha affermato il Ministro Martina - per tutelare lo straordinario patrimonio del Made in Italy. Con grande orgoglio voglio sottolineare che siamo l'unico Paese al mondo ad aver stipulato un accordo del genere con una piattaforma online della portata di eBay, con 800 milioni di inserzioni nel mondo. E i numeri ci danno ragione: finora sono stati 160 i falsi Made in Italy segnalati, per un controvalore di circa 50 milioni di euro. L'Italia, sul versante della lotta alla contraffazione, può fare scuola. Lo abbiamo dimostrato anche in occasione del Forum internazionale di Lodi, dove i 60 delegati stranieri hanno voluto studiare il nostro modello. Oggi completiamo il lavoro proteggendo anche le nostre eccellenze del vino. La nuova frontiera di presidio è quella web e l'Italia c'è".
www.politicheagricole.it
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Xylella, la Francia blocca le importazioni di ulivo, vite e piante 
Dall’ulivo alla vite, ma anche fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e numerose piante ornamentali per un totale di 102 specie vegetali non potranno più essere esportate dalla Puglia in Francia per effetto del Decreto del Ministero dell’Agricoltura francese che è già stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare gli effetti della pubblicazione del Decreto del 2 aprile 2015 concernente la prevenzione dell'introduzione di Xylella fastidiosa (Well e Raju). Con il provvedimento la lotta contro la Xylella fastidiosa diventa obbligatoria ovunque e in modo permanente su tutto il territorio nazionale francese e viene vietata l'importazione, salvo deroghe, di piante specificate da paesi terzi dove la patologia è presente o la cui assenza non è garantita ma anche l'introduzione di piante specificate originarie di zone delimitate o spedite all'interno dell'Ue dove la Xylella fastidiosa è presente come il Salento.
Si tratta di un duro colpo all’economia ma soprattutto un pesante danno di immagine che rischia di alimentare una pericolosa e ingiustificata reazione a catena da parte di altri Paesi. Pesanti sono, infatti, le ripercussioni a carico del comparto delle piante ornamentali che in Puglia ha raggiunto i 185 milioni di euro di valore, con un incidenza dell’11,4 percento del valore della produzione regionale su quella nazionale.
Stupisce la decisione di intervenire brutalmente con un provvedimento nazionale su una materia di competenza comunitaria da parte di un Paese come la Francia che  è un partner storico dell’Italia, con la quale ha partecipato alla nascita dell’Unione Europea. I tempi, i modi e i contenuti del provvedimento appaiono sproporzionati e irrispettosi e per questo del tutto inaccettabili, ma vale la pena anche ricordare che l’Italia è vittima della mancanza di controlli alle frontiere dell’Unione europea da dove è arrivata la malattia.
La Coldiretti chiede che il necessario e immediato intervento nei confronti delle Autorità francesi e comunitarie sia accompagnato a livello nazionale,  alla luce dei danni diretti ed indiretti che gravano sugli agricoltori, da un impegno di tutto il Parlamento affinché sia resa possibile la dichiarazione di stato di calamità naturale con il quale sarebbero immediatamente innescate urgenti misure di sostegno in favore degli imprenditori olivicoli, quali sgravi della contribuzione previdenziale agricola ai sensi del D. Lgs. 102/2004 e del settore della trasformazione, sospensione o dilazione delle scadenze fiscali agricole previste per i soggetti agricoli professionali e postergazione di ogni scadenza di mutui e investimenti per n. 5 anni, interventi indispensabili a garantire un futuro ad imprese olivicole, cooperative, frantoi e vivai pugliesi.
www.ilpuntocoldiretti.it
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Consumi fermi al 2014, vince il "fai da te" in cucina
I primi segnali di ripresa dell'economia, con le vendite al dettaglio che cominciano a invertire la tendenza negativa e il potere d'acquisto delle famiglie che interrompe la sua discesa dopo 8 anni, non arrivano sulle tavole di Pasqua. Come a dire che, dall'aumento del clima di fiducia al portafoglio, il passo è ancora lungo. Il risultato è che per il pranzo di domenica gli italiani manterranno praticamente inalterato il budget del 2014 in due casi su tre, con una spesa alimentare pari a poco più di un miliardo, e il 76% festeggerà anche quest'anno tra le mura domestiche. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Niente superfluo e acquisti oculati quindi: uova di cioccolato e colombe segnano un calo del 2% e anche l'agnello risulta in diminuzione (-3%). A vincere saranno soprattutto i dolci "fai da te" e la pasta fatta in casa. Si prevede, infatti, una crescita del 10% della spesa per uova, zucchero, farina, burro e lievito. In particolare di uova, fino alla fine della settimana di Pasqua, se ne consumeranno circa 400 milioni tra decorazioni e preparazioni culinarie.
Nei menù casalinghi saranno protagonisti come sempre i piatti del territorio e della tradizione, dalla pastiera alla frittata, dalla torta pasqualina all'agnello. Nonostante la flessione prevista (anche per l'aumento del numero dei vegetariani in Italia, che oggi sono 4,2 milioni) -spiega la Cia- l'agnello resta in ogni caso un "classico" delle tavole per più di una famiglia su tre: solo domenica se ne consumeranno 29 mila tonnellate, "bruciando" in un giorno quasi la metà del consumo complessivo annuo di carne ovina.
E le previsioni di una Pasqua ancora sotto il segno dell'austerity si riscontrano anche nella scelta delle vacanze, con meno viaggi e più gite fuori porta. Anche nel 2015 a partire sarà meno del 25% degli italiani -aggiunge la Cia- che opterà comunque per località vicine e soggiorni brevi. Una scelta di cui beneficeranno gli agriturismi, che uniscono il relax della campagna ai prezzi contenuti e alle tradizioni enogastronomiche del territorio. A trainare le aziende agrituristiche sarà soprattutto il ramo ristorazione: sugli oltre 250 mila ospiti attesi in campagna, quasi due terzi sono solo i "buongustai". Tra domenica 5 e lunedì 6 aprile, infatti, saranno circa 140 mila gli italiani che si recheranno a pranzo in agriturismo. O che approfitteranno delle aree attrezzate per pic-nic comprando in azienda vari prodotti tipici, tra conserve, formaggi, salumi e vino.
www.cia.it
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Vino: Andrea Faccio nuovo presidente della Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura
Andrea Faccio, piemontese, è stato eletto presidente della Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura. Succede a Piergiovanni Pistoni.
Andrea Faccio, titolare dell’azienda agricola Villa Giada, situata a Canelli, tra le colline astigiane e quelle albesi, proviene da una famiglia che da due secoli si dedica con passione al settore vitivinicolo. E’ vicepresidente di Confagricoltura Asti e componente della Federazione di prodotto, in rappresentanza della sua regione, dal 2006.
Accanto a lui, in qualità di vicepresidente, la Federazione ha confermato Alessandro Candido, amministratore delegato dell’azienda vitivinicola Francesco Candido di Sandonaci (Brindisi).
 “E’ con grande entusiasmo ed interesse che accolgo questo incarico da parte di Confagricoltura - ha commentato il neo presidente -. Il vino è un settore molto articolato, che richiede estrema attenzione e impegno in tutte le fasi produttive, dal vigneto alla bottiglia, ed in tutte le problematiche legate ai mercati, nazionale ed internazionale. I temi che intendiamo approfondire sono molteplici e variegati, dall’applicazione nazionale del sistema di autorizzazione agli impianti vitati, alle politiche settoriali legate alle esigenze di investimento e promozione; dalla semplificazione normativa con la proposta di Testo Unico del vino, alle problematiche legate alla tutela e gestione delle denominazioni”.
“Il mio obiettivo – ha concluso Faccio - è confermare l'impegno che Confagricoltura da sempre ha verso il mondo del vino e rafforzare l'attenzione sul settore da parte di tutte le Istituzioni”.
www.confagricoltura.it
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Italiani disposti a pagare di più il cibo made in Italy
Il fatto che l’82 per cento degli italiani è disposto a spendere di più per avere la certezza dell’origine e provenienza italiana del prodotto alimentare che acquista e tra questi quasi la metà (40 per cento) è disposto a pagare dal 5 al 20 per cento in più e  il 12 per cento oltre il 20 per cento, dimostra che in una situazione di difficoltà economica bisogna portare sul mercato il valore della trasparenza a vantaggio dei consumatori e dei produttori agricoli, con l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza per tutti i prodotti alimentari.
E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare i risultati della consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015. 
Si tratta di una iniziativa promossa sulla base del regolamento comunitario N. 1169 del 2011 entrato in vigore il 13 dicembre del 2014 che consente ai singoli Stati Membri di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti qualora i cittadini esprimano in una consultazione parere favorevole in merito alla rilevanza delle dicitura di origine ai fini di una scelta di acquisto informata e consapevole.
“Con il 96,5 per cento dei consumatori che ritiene necessario che l’origine debba essere scritta in modo chiaro e leggibile nell’etichetta il risultato in Italia non lascia spazio ad equivoci ed impegna le Istituzioni a introdurla dove ancora manca, dai formaggi ai salumi, dalle conserve ai succhi di frutta fino al latte a lunga conservazione”, ha affermato il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Non è un caso che secondo la consultazione pubblica on line del Ministero l’89 per cento dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari, l’87 per cento per le carni trasformate, l’83  per cento per la frutta e verdura trasformata, l’81 per cento per la pasta e il 78 per cento per il latte a lunga conservazione. Da segnalare – continua la Coldiretti -  che per l'84 per cento dei consumatori è fondamentale che nell’etichetta ci sia il luogo di trasformazione.
Nel momento dell’acquisto per 8 persone su 10 è decisivo che il prodotto sia fatto con materie prime italiane e sia trasformato in Italia, a seguire il 54 per cento controlla che sia tipico, il 45 per cento verifica la presenza del marchio Dop e Igp, mentre per 3 su 10 conta che il prodotto sia biologico. Con l’entrata in vigore del Regolamento Ue 1337/2013 dal primo aprile 2015 è arrivato in Europa l’obbligo per gli operatori di indicare in etichetta il luogo di allevamento e di macellazione delle carni di maiale, capra e pecora che rappresenta un nuovo passo avanti del cammino iniziato a livello comunitario dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca.
Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti è all’avanguardia in questo percorso: il 7 giugno 2005 è scattato l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco; dal 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy per effetto dell'influenza aviaria; a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.
www.ilpuntocoldiretti.it
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CONFERENZE STAMPA

Mercoledì 15 aprile
Milano – Touring Club, Sala Consiglio, Corso Italia 10 – ore 10

Il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana, formata dai Comuni di: Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Modena, Monza, Parma, Pavia, Piacenza e Reggio Emilia, organizza la conferenza stampa “Exponiamoci: presentazione del calendario eventi e delle tante novità in occasione di Expo 2015”.
E’ richiesto l’accredito.
Ufficio Stampa: Ornella Gamacchio- ornella.gamacchio@libero.it Cell. 333/9493621


CONFERENZE STAMPA

Martedì 14 aprile
Milano – Fabbrica del Vapore, Palazzina Liberty – via Procaccini 4 – ore 18.30

Presentazione e inaugurazione del progetto “Dalle gru origami di Hiroshima: nuove idee per un design sociale”. Senbazuru, si chiamano così le Mille gru di carta origami che a settant'anni di distanza dallo scoppio della bomba atomica continuano a colorare il Parco della Pace di Hiroshima inviate da ogni parte del mondo come simbolo di pace. Tonnellate di gru origami che oggi rinascono e riprendono il volo verso nuove destinazioni sotto forma di oggetti di design e d’uso comune sviluppati dalla società giapponese Camino Co. Ltd. utilizzando la polpa di cellulosa ottenuta dal riciclo della carta origami da parte della società giapponese Nissei Sangyo in accordo con la Città di Hiroshima e il Parco della Pace.
L’evento si svolge nell’ambito di Posti di Vista 12* edizione - link http://www.fdvlab.org/ - e si concluderà il 19 aprile.
Contatti con la stampa: Yuko Noguchi & Koichiro Fukasawa
Info: tel. 02 36534643 – info@ilfischio.com - info@ca-mi-no.jp

Giovedì 16 aprile
San Donato Milanese (MI) – Crowne Plaza Hotel, via K. Adenauer 3 – ore 9.00/17.00

Organizzata da EIOM con il patrocinio di ANIPLA (Associazione Nazionale per l’Automazione) e Federalimentare (Federazione Italiana dell’Industria Alimentare), la nuova edizione di “mcT Tecnologie per l’Alimentare” è un apppuntamento dedicato a tutti gli operatori professionali del settore Food & Beverage. Nel corso della mattinata il convegno “Monitoraggio della produzione, tecnologie di confezionamento e strumenti di logistica per la shelf life dei prodotti food&bev”.
Info: www.eiomfiere.it/mctalimentare_milano
Ufficio Stampa EIOM: Benedetta Rampini - Tel. +39 0255181842
Cel. +39 3939573894 - benedetta.rampini@eiomfiere.it