ASA Associazione Stampa Agroalimentare - Newsletter 365
/ 26.01.2015

EXPO: Coldiretti, a 100 giorni la top five dei primati italiani
Definito il testo base Ddl sul consumo di suolo
L'Italia ha scelto: niente cibi ogm
Dai cardi le bioplastiche contro la crisi, primo modello di bioraffineria integrata con il territorio
Mini ripresa dei consumi alimentari 
Unaproa, frutta e verdura per vivere meglio

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EXPO: Coldiretti, a 100 giorni la top five dei primati italiani
Dal maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario alla leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, ma anche il primato nella creazione di valore aggiunto per ettaro e quello nella sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma, senza dimenticare il fatto che l’agricoltura italiana è tra le più sostenibili dal punto di vista ambientale per la ridotta emissione di gas ad effetto serra. E’ la Coldiretti a tracciare il bilancio dei primati conquistati dal Made in Italy agroalimentare a 100 giorni dall’apertura dell’Expo. Il modello produttivo dell’agricoltura italiana è campione nella produzione di valore aggiunto per ettaro che - sottolinea la Coldiretti - è più del doppio della media europea dei 27 Paesi, il triplo del Regno Unito, il doppio di Spagna e Germania, e il 70% in più dei cugini francesi. Non solo - precisa la Coldiretti -  siamo i primi anche in termini di occupazione, con 7,3 addetti ogni cento ettari a fronte di una media Ue di 6,6. L’Italia è - continua la Coldiretti - al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici (0,2%), quota inferiore di quasi 10 volte rispetto alla media europea (1,9%) e non è quindi un caso il fatto che con 43.852 imprese biologiche (il 17% di quelle europee) siamo i campioni europei del settore. L’agricoltura italiana - sostiene la Coldiretti - è peraltro tra le più sostenibili con 814 tonnellate per ogni milione di euro prodotto dal settore, non solo l’agricoltura italiana emette il 35% di gas serra in meno della media Ue, ma fa decisamente meglio di Spagna (il 12% in meno), Francia (35%), Germania (39%) e Regno Unito (il 58% di gas serra in meno). L’Italia è infine il Paese più forte al mondo per prodotti ‘distintivi’, con 268 prodotti Dop e Igp e 4.813 specialità tradizionali regionali, seguita a distanza da Francia, 207, e Spagna, 162. Nel settore vino inoltre l’Italia conta su ben 332 Doc, 73 Docg e 118 Igt. “Con il loro lavoro gli imprenditori agricoli italiani hanno costruito una agricoltura  di straordinaria qualità, con caratteri distintivi unici, con una varietà e un’articolazione che non ha uguali al mondo” - ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “questo modello produttivo replicabile in ogni parte del pianeta è il contributo per uno sviluppo sostenibile che l’Italia deve sapere offrire all’Expo.
www.coldiretti.it
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Definito il testo base Ddl sul consumo di suolo
"Definito il testo base sul consumo di suolo, dalla scorsa settimana in discussione presso le Commissione Agricoltura ed Ambiente della Camera dei Deputati" annunciano Chiara Braga e Massimo Fiorio, deputati Pd, relatori del provvedimento. E’ stato poi approvato a larga maggioranza il nuovo testo base sul ddl sul consumo del suolo dalle commissioni riunite Agricoltura e Ambiente della Camera; unica astensione M5s. Lo afferma all'ANSA, Mario Catania deputato di Scelta civica in Commagri, nel precisare che ora si apre la fase della presentazione degli emendamenti che dovrà concludersi entro il 10 febbraio, per poi iniziare la loro votazione "Il nuovo articolato ha fatto proprie alcune osservazioni provenienti dai gruppi parlamentari - sottolinea Massimo Fiorio -. L'obiettivo è quello di avere ora un testo condiviso che possa essere discusso dall'Aula di Montecitorio entro il mese di febbraio".
"Il provvedimento - riporta testualmente la proposta di legge -, in coerenza con le indicazioni della Costituzione e gli indirizzi Comunitari, pone i principi per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica, al fine di promuovere e tutelare l'attività agricola, il paesaggio e l'ambiente, nonché di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi ecosistemici, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici". ''Ci stiamo avvicinando al risultato finale - continua Catania - ma il testo deve essere ancora migliorato nella fase degli emendamenti'', spiega Catania, riferendosi in particolare a come trovare il modo per evitare che vengano salvati progetti di cementificazione non ancora iniziati''. Le principali modifiche apportate al nuovo testo approvato il 20 gennaio, sottolinea Catania, riguardano la definizione più stringente della superficie agricola e quella che riguarda gli aiuti Pac che blocca la diversa destinazioni d'uso.
Per il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, in un tweet, "Bene definizione testo base. Arrivare presto ad approvazione per tutela territorio e crescita agricoltura". www.ansa.it
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L'Italia ha scelto: niente cibi ogm
Un decreto firmato da tre ministri proroga il bando al mais MON 810 anticipando la nuova direttiva Ue che sancisce il diritto dei singoli paesi a decidere se accettare o meno i prodotti transgenici
Niente ogm in Italia. Su questo punto si sono trovati d'accordo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti che hanno firmato un decreto per mettere al bando il mais MON810. Dal punto di vista pratico cambia poco. Il provvedimento proroga per altri 18 mesi un precedente decreto. Ma dal punto di vista politico l'atto è rilevante perché anticipa il recepimento della nuova direttiva che sancisce il diritto degli Stati membri della Ue di proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale. Mentre finora l'opposizione di un singolo paese alla coltivazione di prodotti transgenici era stata giuridicamente complessa, adesso  -  proprio alla vigilia dell'Expo di Milano dedicata al cibo - la procedura viene semplificata in sede comunitaria e si riconosce il diritto all'autodeterminazione del modo di produrre quello che finisce nel piatto.
Le nuove norme permetteranno inoltre ai paesi Ue di adottare misure ulteriori per evitare la presenza accidentale di ogm nelle colture tradizionali e biologiche oltre che nei prodotti alimentari e nei mangimi. Gli stati membri potranno infatti intervenire direttamente sull'etichettatura e potranno abbassare la soglia limite attualmente consentita (lo 0,9%) per la presenza di elementi transgenici finiti accidentalmente in un prodotto definito "libero da ogm".
"La decisione di mantenere in Italia il divieto di coltivare ogm, come chiedono quasi otto italiani su dieci, è un ottimo biglietto da visita per il made in Italy alimentare in vista dell'Expo", afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo."Gli ogm, infatti, non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione". La Coldiretti precisa che nei 28 paesi dell'Unione Europea, nonostante l'azione delle lobbies che producono ogm, nel 2013 solo 5 hanno coltivato ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148 mila ettari di mais transgenico MON810 piantati per la quasi totalità in Spagna.
"L'Italia si conferma leader nella battaglia per l'alimentazione di altissima qualità", aggiunge Vincenzo Vizioli presidente di Aiab, l'associazione del biologico. "Il governo ha dato un segnale chiaro. Ci auguriamo che questo indirizzo venga al più presto reso definitivo in modo da dare certezze al paese e permettere un rilancio ulteriore dell'agricoltura biologica e delle eccellenze del made in Italy".
"Decisione tempestiva, atto dovuto in difesa di ambiente, agricoltura e cittadini", commenta Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace, alla firma del decreto che proroga per altri 18 mesi il divieto di coltivazione di mais Ogm MON810 sul territorio italiano. "Sventato il tentativo delle multinazionali di imporre in Italia, Paese che ospiterà EXPO 2015, la forzosa coltivazione di Ogm. Un atto dovuto, per proteggere ambiente, agricoltura e cittadini". L'associazione sostiene che l'agricoltura, e "in particolare l'agricoltura italiana, può e deve fare a meno degli Ogm. Ci sono biotecnologie che evitano la manipolazione genetica, con ottimi risultati".
Antonio Cianciullo - www.repubblica.itultimi quattro anni, sviluppando oltre 10.000 posti di lavoro.
www.confagricoltura.it
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Dai cardi le bioplastiche contro la crisi, primo modello di bioraffineria integrata con il territorio
Valorizzare aree abbandonate non irrigue al fine di creare filiere agroindustriali, corte e innovative, per la realizzazione di bioprodotti. E' l'obiettivo dell'accordo siglato da Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont e di Matrìca (joint venture paritetica tra Novamont e Versalis), Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, e Mauro Tonello, presidente di Consorzi Agrari d'Italia (Cai).
In particolare l'accordo di collaborazione fa riferimento alla diffusione del cardo tra gli agricoltori della Coldiretti, coltura a basso input che ha dimostrato di crescere su terreni aridi e poco adatti a colture tradizionali, non consumando acqua, generando farine proteiche per l'alimentazione animale e altre materie prime per la produzione di prodotti a basso impatto ambientale, creando una forte sinergia con la bioraffineria Matrìca di Porto Torres, in Sardegna. Impianti nati da una tecnologia sviluppata da Novamont dove, partendo dall'utilizzo di materie prime agricole e di scarti vegetali, si produce una gamma di prodotti chimici (biochemicals, biointermedi, monomeri per la produzione di bioplastiche, basi per biolubrificanti e bioadditivi per gomme) attraverso processi innovativi e a basso impatto.
"Non basta, infatti, sviluppare tecnologie innovative e realizzare impianti da imporre ai territori per uscire dalla crisi - sottolinea Bastioli - ma occorre un nuovo modello di sviluppo territoriale che parta da progetti condivisi che siano in grado di mettere in pratica il concetto di economia circolare e di innovazione continua". Moncalvo, da parte sua, osserva che "la diffusione di tecnologie rispettose del territorio che ne valorizzano le caratteristiche distintive e le potenzialità è la vera strada da seguire per garantire uno sviluppo sostenibile al Paese".
I termini dell'accordo, spiega una nota congiunta, prevedono che verrà promossa tramite la società Filiera Agricola Italiana (F.A.I), la coltura del cardo in Sardegna e la sua valorizzazione agro ambientale attraverso contratti di filiera che prevedano, tra l'altro, l'anticipo delle spese colturali per i primi due anni e un reddito garantito all'agricoltore. Inoltre si procederà allo studio e alla realizzazione della gestione degli ammassi del prodotto post-raccolta e dell'utilizzo della rete dei consorzi riuniti in Cai per la vendita dei prodotti derivanti dalla trasformazione industriale.
Previsto anche che si darà avvio allo sviluppo di progetti di ricerca attraverso il nuovo strumento del Pei (Partenariato europeo innovazione) nello sviluppo rurale in collaborazione con gli stakeholder rilevanti della filiera. Infine verranno sostenute le bioplastiche da filiere integrate con più del 50% di rinnovabilità promuovendo il riuso di shopper biodegradabili nella raccolta differenziata del rifiuto organico, l'uso del compost in agricoltura per contrastare fenomeni di desertificazione e l'utilizzo dei teli per la pacciamatura agricola.
www.adnkronos.com
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Mini ripresa dei consumi alimentari 
L'ultimo scorcio del 2014, complice il calo del prezzo del petrolio e un tasso di inflazione ai minimi storici, regala un mini rimbalzo dei consumi alimentari delle famiglie italiane. È quanto emerge dai dati del Panel famiglie Ismea Gfk/Eurisko relativi ai primi 11 mesi dell'anno, da cui si evince un recupero della spesa per alimenti e bevande di circa mezzo punto percentuale su base annua.
Un primo timido segnale di inversione di tendenza, dopo il dato particolarmente allarmante del 2013 ( -3,1% la contrazione della spesa alimentare) che prelude, se non a un rilancio dei consumi, quanto meno ad uno stop del trend flessivo che ha caratterizzato il periodo recente.
Il potere d'acquisto delle famiglie (in crescita dell'1,9% nel terzo trimestre dell'anno) ha trovato giovamento dall'inflazione vicina allo zero, dal calo del prezzo della benzina e da una politica di bilancio pubblico, dopo anni di austerity, un po' meno restrittiva, ma l'elevata disoccupazione e la frenata degli investimenti lasciano ancora dubbi su un auspicabile consolidamento del trend. 
Tra le varie categorie di prodotto, aumenta in particolare la spesa dei derivati dei cereali (+5,6%), trainati prevalentemente dalla biscotteria (+6%). Si conferma la buona performance del complesso dei dolciumi (+4% in valore), e degli oli e grassi vegetali (+6,1%), con gli oli di oliva extravergine che spuntano un +3,3%.
Positivo anche il dato dei prodotti ittici, che stanno lentamente risalendo la china (+1,8%) dopo la caduta a doppia cifra del 2013. Tra le carni fresche, che avanzano nel complesso dello 0,7% (sempre in valore) si rilevano dinamiche divergenti, con i tagli bovini e avicoli in aumento rispettivamente dell'1,5% e del 4,7% a fronte del meno 6% della carne suina. In flessione anche la spesa delle famiglie in salumi (-0,8%), nonostante un aumento dei volumi acquistati.
Riguardo poi all'ortofrutta, secondo il panel famiglie Ismea- GFK/Eurisko - che monitora gli acquisti non solo presso gli scaffali della Gdo ma anche nel dettaglio tradizionale, mercati rionali, ambulanti e porta a porta - gli italiani hanno risparmiato, negli acquisti di frutta e verdura fresche, il 2,4% sul 2013, aumentando invece del 3,6% il budget destinato alla frutta trasformata.  Un segmento in ridimensionamento nel carrello degli italiani è poi quello del latte e derivati (-1,1% in valore), che sconta sia la disaffezione nei confronti del latte fresco da parte di alcune fasce di consumatori (-5% la spesa, in presenza di un calo ancora maggiore dei volumi), sia la flessione degli acquisti di formaggi (-0,9%) dovuto in particolare ai freschi (-5,1%). Il comparto del beverage (+3,3%), al contrario, pare abbia trovato, dopo il tonfo del 2013, un nuovo slancio grazie soprattutto alle acque minerali. Per i vini il dato resta invece leggermente negativo, con un meno 0,2% sul 2013. 
www.ismea.it
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Unaproa, frutta e verdura per vivere meglio
Il consumo di ortofrutta protegge da tumori e malattie cardiovascolari, ma gli italiani ne mangiano sempre meno. Presentati i risultati della campagna “Nutritevi dei colori della vita”
“"Nutritevi dei colori della vita" ha contribuito a diffondere una corretta cultura dell’alimentazione, importante obiettivo sociale per la salute dei cittadini e per il conseguente risparmio dello Stato in termini di spesa sanitaria”.
A dirlo è il presidente di Unaproa, Ambrogio De Ponti, in occasione della presentazione dei risultati della campagna “Nutritevi dei colori della vita”, avvenuta il 22 gennaio a Roma, presso la sala Cavour del Mipaaf.
Nonostante il consumo medio annuo pro capite di frutta e verdura continui a registrare un sensibile calo (-18% dal 2000), De Ponti si è detto soddisfatto dei risultati del primo triennio di campagna, in particolare della valutazione della Commissione Europea – cofinanziatrice con lo Stato italiano dell’iniziativa, che ha riconfermato il sostegno al progetto per altri tre anni.
Iniziata nel 2011, la campagna “Nutritevi dei colori della vita” ha visto i suoi temi portanti approdare non solo sui media specializzati, ma anche su piattaforme generaliste e in circuiti particolari, come quelli cinematografici, televisivi e radiofonici. Notevole lo sforzo sul web, con il potenziamento del sito e una corposa campagna banner; presso i punti vendita di alcune delle principali catene di distribuzione e con la partecipazione a eventi, sportivi e non, di ampio impatto pubblico e sociale. Il tutto ha portato la campagna a una visibilità notevole, con un numero di contatti totali computabile nell’ordine delle centinaia di milioni.
Nonostante gli sforzi, tuttavia, i dati di consumo rimangono deprimenti, con gli italiani che si fermano in media a 360 grammi di frutta e verdura al giorno, contro i  500 grammi al giorno consigliati dall'Oms.
“Non c’è correlazione tra scarso consumo e carovita – ha proseguito De Ponti - La frutta di stagione non è cara, anzi. In media per un consumo annuo individuale di 137 chili di frutta e verdura ogni italiano spende meno di 200 euro l'anno. Con il costo di una comune smartphone ci si pagano frutta e verdura per tre o quattro anni”.
Sui vantaggi per la salute di una dieta che preveda un consumo adeguato di prodotti ortofrutticoli si sono espressi Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università di Milano e Pietro Migliaccio, presidente della società italiana di Scienza dell'alimentazione, che hanno sottolineato come una porzione in più di ortofrutta nella dieta quotidiana farebbe scendere a livello individuale del 10-20% il rischio relativo di malattie cardiovascolari e tumori dell'apparato digerente, mentre un consumo di soli prodotti ortofrutticoli per un giorno a settimana (dieta da 700 calorie) risolverebbe molti dei problemi di quel 36,1% di italiani sovrappeso.
Per Luca Bianchi, capo dipartimento Mipaaf, il settore ortofrutticolo è vitale e riflette una vocazione del Paese della dieta mediterranea, ma i dati dell'export vedono l'Italia ben dietro la Germania.
“Il ministero continuerà a promuovere l’export, ma alla luce di questi dati è fondamentale recuperare quote nel mercato interno”, ha dichiarato Bianchi, giudicando la campagna Unaproa un buon utilizzo della risorse europee e, unitamente al programma "Frutta nelle scuole" del Mipaaf, un esempio concreto del messaggio che l’Italia vuole portare all’Expo.
Alessandro Vespa - http://agronotizie.imagelinenetwork.com
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CONFERENZE STAMPA

Giovedì 29 gennaio
Reggia di Colorno (PR) – ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, Aula Botte – ore 11.00

Conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto International Wine Program in collaborazione con la scuola di Taiwan Hung Kuang. Saranno discussi i temi della Sommellerie e dell'internazionalizzazione sempre più presenti e importanti per ALMA.
E’ richiesta la conferma di partecipazione.
Per info e accrediti: Francesca Fornaciari, Binario Immagine e Comunicazione - tel. +39 0521/1910211 - fornaciari@binariocomunicazione.it

Venerdì 30 gennaio
Roma - Dipartimento di Giurisprudenza Università degli studi di Roma Tor Vergata, Via Orazio Raimondo, 18 – dalle ore 9.30

Convegno a cura del Consumer’s Forum dal titolo “La Tutela del Consumatore tra azione inibitoria e poteri dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”. Un ricco e interessante programma con vari interventi che si chiuderà alle 13.15 con le conclusioni del Dott. Fabio Picciolini Presidente Consumers' Forum.
Per accrediti e info: eventi@consumersforum.it - tel 06 39725486 – www.consumersforum.it
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