ASA Associazione Stampa Agroalimentare - Newsletter 363
/ 12.01.2015

Pasta: istituita cabina di regia per promuovere e sostenere l'intera filiera
Erogati 2,5 miliardi di contributi all'agricoltura nel 2014  
Crisi: Coldiretti, Made in Italy razionato nel 2015, da olio a miele
Saldi: a gennaio pandori e panettoni scontati nella colazione di tre italiani su cinque
Grana Padano: nel 2014 export +5%, bene anche in Giappone“
Vini DOP e IGP: etichette più chiare per i consumatori


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Pasta: istituita cabina di regia per promuovere e sostenere l'intera filiera
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che per promuovere l'intera filiera e definire un programma di valorizzazione e rilancio del settore è stata istituita la 'Cabina di Regia sulla Pasta', grazie a un apposito decreto firmato dal Ministro Maurizio Martina e dal Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi.
In particolare, la Cabina di Regia ha tra le sue principali finalità promuovere e sostenere la competitività dell'intera filiera, dalla produzione primaria del frumento fino alla trasformazione industriale della pasta attraverso l'incentivazione, lo stimolo e il supporto ad accordi di filiera tra coltivatori di grano e produttori di pasta per il sostegno alle coltivazioni di grano duro di qualità; favorire i processi di aggregazione dell'offerta della materia prima; individuare percorsi di valorizzazione e di incentivazione di frumento duro di qualità; individuare strategie di attrazione dei fondi comunitari destinati al settore nella programmazione 2014-2020 e di ulteriori fondi nazionali e comunitari per iniziative promozionali a supporto della produzione e dell'esportazione; incentivare l'investimento in innovazione e ricerca nell'intera filiera produttiva.
"Abbiamo voluto fortemente questa azione in sinergia con il Ministero dello sviluppo economico - commenta il Ministro Martina - per andare incontro alle esigenze di un settore simbolo del Made in Italy come la pasta. Siamo leader mondiali con una produzione annua da 3,4 milioni di tonnellate, un fatturato di più di 4,6 miliardi di euro con oltre 7.500 addetti impiegati. Negli ultimi dieci anni il trend delle esportazioni ha registrato tassi di crescita importanti, arrivando a 2 miliardi di euro. Con la Cabina di Regia potremo supportare meglio le aziende sul fronte dell'export, organizzare una promozione integrata in ambito Expo e favorire una migliore distribuzione del valore lungo la filiera".
La Cabina di Regia sulla Pasta, composta da rappresentanti del Mipaaf e del Mise, riserva infatti un'attenzione specifica anche al tema dell'Esposizione universale di Milano in quanto mira a promuovere la filiera grano-pasta all'interno di Expo 2015 e sostenere in questo ambito iniziative di promozione culturale del modello agroalimentare italiano.
"L'Italia è il primo produttore europeo anche di grano duro e proprio per questo - prosegue Martina - abbiamo inserito questa coltura tra quelle a cui destinare parte degli oltre 146 milioni di euro annui che abbiamo stanziato per il piano seminativi all'interno delle risorse relative agli aiuti accoppiati".
Le attività della Cabina di Regia saranno svolte attraverso l'istituzione di Gruppi di Lavoro tematici, formati da rappresentanti delle principali associazioni industriali di settore e delle organizzazioni professionali e delle cooperative. 
www.politicheagricole.it
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Erogati 2,5 miliardi di contributi all'agricoltura nel 2014  
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che nel corso del 2014 per i Programmi di sviluppo rurale (Psr) sono stati erogati contributi superiori a 2,6 miliardi di euro, di cui circa 1,34 miliardi messi a disposizione dall'Unione europea.
In cima alla classifica della spesa si confermano le Regioni del Centro Nord, in particolare la Provincia autonoma di Bolzano (con il 94,6% della spesa realizzata), seguita dalla Lombardia (con il 90,7%), mentre le rimanenti Regioni del Centro Nord raggiungono una percentuale di spesa compresa tra il 75 e l'86%. Per le Regioni del Sud (gruppo Obiettivo Convergenza) la percentuale di spesa rimane inferiore alla media nazionale ma solo una Regione non ha raggiunto gli obiettivi minimi.
"Si tratta di un passaggio importante - ha affermato il Ministro Maurizio Martina - frutto del lavoro sinergico portato avanti da Ministero, Agea, Regioni e Organismi pagatori, che conferma le possibilità del mondo agricolo di utilizzare sempre meglio le risorse finanziarie messe a disposizione dall'Unione europea in un settore strategico per l'economia del Paese, dimostrando dinamicità e propensione a investire per incrementare la competitività delle imprese agricole italiane e delle aree rurali in generale. Il lavoro svolto nelle ultime settimane con Agea e le Regioni sui fondi comunitari di sviluppo rurale è stato intenso e ha portato a risultati soddisfacenti. È stato recuperato gran parte del ritardo accumulato nel corso dell'anno sulla spesa e ciò ha permesso di chiudere il 2014 riducendo al minimo il rischio di penalizzazioni finanziarie da parte della Commissione europea".
Malgrado gli sforzi messi in campo, nel caso della Basilicata non è stata raggiunta la spesa necessaria, inferiore di circa 18,3 milioni di euro alla quota minima stabilita dai regolamenti comunitari. Per Abruzzo, Marche e Sardegna, invece, è stato possibile raggiungere il livello di spesa necessario ad evitare penalizzazioni da parte dell'Unione europea.
"Queste problematiche - ha aggiunto Martina - se da un lato impongono interventi mirati e tempestivi a livello organizzativo sulle strutture regionali incaricate della spesa dei programmi comunitari, dall'altro ci devono far riflettere sull'utilità di mantenere una modello programmatorio che impedisca qualsiasi forma di compensazione della spesa tra Regioni e che di fatto esponga il Paese al rischio concreto di penalizzazioni finanziarie da parte dell'Unione europea".
"Il dato di quest'anno - ha concluso il Ministro Martina - è particolarmente significativo, perché ottenuto a carico di misure che hanno teso a privilegiare interventi molto importanti, volti al sostegno della competitività delle imprese agricole, di pratiche agricole ecocompatibili e di investimenti in settori strategici, come quelli finalizzati alla diffusione della connettività a banda larga nelle aree rurali. Da queste esperienze si dovrà ripartire per chiudere al più presto il negoziato in corso con la Commissione europea, in modo che i nuovi Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 possano vedere la luce al più presto e consentire alle imprese agricole italiane di beneficiare dei relativi interventi già a partire da questa campagna".
www.politicheagricole.it
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Crisi: Coldiretti, Made in Italy razionato nel 2015, da olio a miele
Nel 2015 sugli scaffali dei supermercati ci sarà il 35 per cento in meno di olio di oliva italiano, ma anche un calo del 25 per cento per gli agrumi, del 15 per cento per il vino fino al 50 per cento per il miele, mentre il raccolto di castagne è stato da minimo storico. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del crollo dei raccolti Made in  Italy e costringe nel nuovo anno al “razionamento”  di tutti i prodotti base della dieta mediterranea. La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, agrumi e millefiori è quasi dimezzata (-50 per cento) per effetto del clima, ma se la vendemmia - sottolinea la Coldiretti - si è classificata come la più scarsa dal 1950, con una produzione di vino Made in Italy che potrebbe scendere fino a 41 milioni di ettolitri, quella di olio di oliva è crollata attorno alle 300mila tonnellate. E’ allarme – continua la Coldiretti - anche per la produzione italiana di pasta a causa dell’eccessiva dipendenza dell’industria nazionale per l’acquisto di grano duro dall’estero da dove arriva circa il 40 per cento del fabbisogno perché non si è avuta la lungimiranza di investire sull’agricoltura nazionale. Se in Italia i  raccolti di frumento duro hanno subito una leggera flessione (-4 per cento), un calo consistente del 10 per cento si è verificato nell’Unione Europea e un vero e proprio crollo del 27 per cento  si è registrato in Canada,  che è il principale fornitore dell’Italia. Complessivamente, secondo le stime dell’International Grains Council, la produzione mondiale dovrebbe attestarsi sui 34 milioni di tonnellate (-15 per cento). Anche per il raccolto nazionale di agrumi il conto è pesante con un taglio del 25 per cento mentre per il pomodoro da conserva per preparare polpe, passate e pelati da condimento si registra un calo delle rese per ettaro e la produzione rimane in linea con la media stagionale degli ultimi cinque anni solo grazie a un aumento delle superfici coltivate. E per le castagne siamo addirittura al minimo storico con un raccolto nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari ad appena 1/3 di quella di 10 anni fa. Gli effetti del crollo produttivo si faranno sentire  a tavola dove gli italiani – sottolinea la Coldiretti - sono i principali consumatori di pasta a livello mondiale con una media per persona di 26 chili all’anno, una quantità che è tre volte superiore a quella di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quella di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quella di un giapponese. Ma gli italiani fanno registrare acquisti da primato anche per il vino (38 litri a persona all’anno), per l’olio di oliva (12 chili a persona all’anno) e per i pomodori trasformati con circa 35 chili per persona all’anno. Anche per gli effetti dal punto di vista economico, rischiano quindi di mancare dalle tavole quei i prodotti base della dieta mediterranea che – spiega la Coldiretti - sono considerati indiscutibilmente come essenziali per garantire una buona salute, soprattutto per la crescita nelle giovani generazioni. Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani - precisa la Coldiretti - di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le più elevate al mondo. Con il crollo dei raccolti nazionali aumenta il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per Made in Italy ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità e per questo -  consiglia la Coldiretti - occorre verificare  con attenzione l’origine in etichetta, almeno su quei prodotti come l’olio, il miele e gli agrumi freschi dove è in vigore l’obbligo di indicare la provenienza, oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica, ma anche cercare sulle confezioni il caratteristico logo (Dop/Igp) a cerchi concentrici blu e gialli con la scritta per esteso nella parte gialla “Denominazione di Origine Protetta” o “Indicazione Geografica Protetta” mentre nella parte blu compaiono le stelline rappresentative dell’Unione Europea” .
www.coldiretti.it
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Saldi: a gennaio pandori e panettoni scontati nella colazione di tre italiani su cinque
Pandori e panettoni “in saldo” sostituiscono biscotti e merendine. Per tutto il mese di gennaio quasi tre italiani su cinque trasformeranno i due dolci simbolo di Natale in prodotti per la prima colazione, con un occhio al risparmio e uno al riciclo. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Passato Capodanno e trascorsa l’Epifania, infatti, sono partiti i saldi sugli alimenti tipici delle feste e nei punti vendita della Gdo, dai supermercati ai discount, si possono comprare pandori e panettoni a prezzi davvero convenienti -spiega la Cia- con sconti che superano anche il 50 per cento e moltissime offerte “paghi due, prendi tre”. Un’occasione di risparmio che oltre la metà degli italiani coglie al volo, tanto più che questo tipo di saldi è di natura prettamente commerciale e non riguarda assolutamente la qualità dei prodotti.
D’altra parte, con la crisi e il potere d’acquisto sottoterra, le famiglie certamente non si lasciano sfuggire l’occasione di dimezzare il budget di spesa per la colazione -sottolinea la Cia-. Senza contare che proprio le difficoltà economiche hanno invertito la tendenza “sciupona” degli italiani, che riscoprono il riciclo degli avanzi evitando la pattumiera.
Oggi ben il 64 per cento delle famiglie -ricorda la Cia- dichiara di aver diminuito gli sprechi alimentari nei mesi scorsi e di aver fatto ancora più attenzione a Natale, adottando “trucchi” in cucina per non buttare via nulla, a partire proprio da pandoro e panettoni. Che non solo diventano ottimi sostituti delle brioche la mattina, ma possono trasformarsi anche in perfette basi per torte, tiramisù, zuppe inglesi e semifreddi.
www.cia.it
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Grana Padano: nel 2014 export +5%, bene anche in Giappone“
Il successo riscontrato qualche giorno fa in Giappone all’evento ‘Messe Nagoya’, dove il 90% del pubblico presente ha certificato un ‘alto gradimento’ per il nostro prodotto, e i dati dell’export del 2014, con un segno positivo del 5%, evidenziano la bontà del lavoro dei nostri produttori e  confermano la fiducia dei consumatori nei nostri confronti”.
Lo afferma Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano, commentando i recenti successi ottenuti dal formaggio DOP più consumato del mondo nel Sole Levante alla fiera 'Messe Nagoya' e valutando, più in generale, l’andamento delle esportazioni nel 2014.
“Con una stima ancora non definitiva – prosegue Berni - possiamo dire che anche quest’anno tendenzialmente le esportazioni di Grana Padano sono cresciute complessivamente del 5%, con circa 1.500.000 di  forme vendute in ogni parte del mondo. Il nord Europa e gli Stati Uniti si confermato per noi mercati vincenti, mentre cresce l’interesse verso il Grana Padano in realtà importanti come la Cina, la Nuova Zelanda e anche l’Arabia Saudita. Ora guardiamo avanti e prepariamoci ad affrontare nel migliori dei modi il 2015 che - conclude il direttore Berni - sarà caratterizzato da un evento straordinario come l’Expo che avrà proprio l’alimentazione e il cibo come temi centrali” 
www.congricoltura.it
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Vini DOP e IGP: etichette più chiare per i consumatori
Gli appassionati di vini dunque potranno scegliere a colpo d'occhio una bottiglia DOP o IGP proveniente, ad esempio, dal Piemonte, dall'Alto Adige o dal Veneto. Il rinnovamento delle etichette per i vini DOP e IGP va a favore delle scelte d'acquisto consapevoli.
Il Mipaaf ha stabilito i criteri per la corretta indicazione in etichetta della provenienza geografica dei vini DOP e IGP. In questo modo diventa più semplice rispondere alle esigenze dei consumatori e tutelarli dalle frodi, anche grazie all'azione degli organismi di controllo.
"Con la circolare" – come ha dichiarato il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina – "abbiamo fatto chiarezza sull'interpretazione della norma, con l'obiettivo di semplificare la vita alle aziende e tutelare i consumatori che hanno diritto ad informazioni chiare e complete. Soprattutto per un prodotto come il vino è necessario essere attenti all'utilizzo dei nomi geografici, tutelati dalle norme europee e nazionali, proprio per non indurre in errore chi acquista".
Sarà dunque più semplice per i consumatori conoscere dove si trovano le cantine di produzione dei vini di qualità e andare alla scoperta del loro territorio, magari facendo visita direttamente ai produttori, che potranno riportare in etichetta il nome della regione o della provincia, con finalità descrittive, senza cadere in sanzioni.
Sia nelle etichette che nelle altre forme di comunicazione aziendale, come i siti web, ora i consumatori potranno trovare un'indicazione della provincia o della regione anche nel caso in cui il nome del capoluogo o della regione siano stati registrati come DOC o IGT diverso da quella del vino prodotto.
Si parla dunque di uso del nome geografico più ampio, che viene normato in termini precisi per quanto riguarda le etichette, mentre per le altre forme di comunicazione si valuterà caso per caso. Per le aziende sarà più facile promuovere i vini italiani DOP e IGP anche all'estero.
Ma che differenza c'è tra un vino DOP e un vino IGP?
Vi avevamo già parlato delle differenti denominazioni d'origine che possono riguardare i prodotti agroalimentare italiani e guidare il consumatore negli acquisti.
I vini IGT (Indicazione Geografica Tipica) sono di solito vini da tavola caratterizzati da aree di produzione generalmente ampie e con disciplinare produttivo poco restrittivo. La sigla è utile per permettere al consumatore di conoscere la zona di produzione della bevanda e delle uve, che fanno parte di territori ben definiti. Ora si potranno trovare in etichetta indicazioni più specifiche riguardo regione e provincia.
I vini DOP sono dotati di una denominazione di origine che riguarda le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione, che devono avvenire in un'area geografica delimitata. Chi produce vini DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo. I vini e gli altri prodotti DOP sono fortemente influenzati dall'ambiente geografico, che comprende sia fattori naturali, come clima e caratteristiche ambientali, sia fattori umani, come tecniche artigianali tramandate nel corso del tempo. Anche in questo caso ora si potranno trovare in etichetta diciture evidenti sulla regione o provincia di provenienza del vino.
I vini DOP seguono dunque regole più restrittive rispetto ai vini IGP e sono più legati ad una porzione ben determinata di territorio. Con l'indicazione della regione o della provincia sarà più semplice scegliere la zona di provenienza del vino e quali territori e produttori premiare con i propri acquisti, ad esempio nel caso di vini che si trovano in commercio sia come DOP o DOC che come IGP o IGT.
www.greenme.it
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