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Il Parmigiano
Reggiano eccellenza mondiale
L’Ue
approva progetto di promozione dell’Unione Italiana Vini
Il Consorzio
di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure vigila sulla qualità
In Piemonte
il primo protocollo d’intesa per i vini DOC e DOCG
Progetto
Filiera Ittica
Il Salame
Cremona è IGP

Il Parmigiano
Reggiano eccellenza mondiale
Il
Parmigiano-Reggiano è stato premiato il 21 novembre a San
Sebastian, in Spagna, quale prodotto d’eccellenza mondiale
e, insieme al prodotto, un premio speciale è stato assegnato
ad una latteria sociale reggiana: si tratta del Caseificio Castellazzo,
che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per il suo impegno
costante a sostegno della qualità. Sin dalla sua prima edizione,
il Congresso di Gastronomia di San Sebastían – che
ha conferito il premio al Consorzio di tutela anche per l’attività
di divulgazione a livello internazionale degli elementi culturali
e di innovazione gastronomica che si legano al prodotto - si è
imposto come lo scenario più importante del mondo per il
lancio di protagonisti ed idee della cucina contemporanea. Nel suo
ambito è stato istituito il “Premio Martiko”,
unico nel suo genere, in quanto insieme al prodotto premia anche
un produttore. Per il Parmigiano-Reggiano questo premio costituisce
un ulteriore riconoscimento da parte della avanguardia gastronomica
mondiale, la stessa avanguardia che a San Sebastián lo eleva
non solo ad ingrediente indispensabile, ma a protagonista delle
nuove culture culinarie internazionali. E, insieme al prodotto,
è premiato un caseificio che ne ha preservato l’eccellenza
nel tempo. Nel corso della manifestazione il Consorzio di tutela
ha a sua volta conferito un premio allo chef Pedro Subijana del
ristorante Akelarre di San Sabastian (3 stelle Michelin) per il
miglior piatto elaborato a base di formaggio. Il nostro prodotto
tipico è stato tra l’altro protagonista del Congresso
“Il meglio della gastronomia” (con la partecipazione
degli chef Moreno Cedroni, Carlo Cracco e Massimo Bottura, 7 stelle
Michelin in tre) e di tre cene per professionisti realizzate con
una selezionatissima rosa di prodotti d’eccellenza.
www.parmigiano-reggiano.it
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L’Ue
approva progetto di promozione dell’Unione Italiana Vini
Il
progetto di promozione del vino europeo sui mercati esteri presentato
dall’Unione Italiana Vini è stato approvato dall’Unione
europea, che lo ha finanziato con un contributo di 4 milioni di
euro. A darne notizia è stato il ministro delle Politiche
agricole, Paolo De Castro, durante la conferenza di presentazione
dei programmi di promozione proposti dall’Italia all’Ue.
“Si tratta di un progetto triennale, con inizio nel 2008,
di cui Unione Italiana Vini è soggetto proponente e responsabile
a livello organizzativo - spiega Andrea Sartori, presidente dell’Unione
Italiana Vini. Sarà dedicato in modo specifico all’informazione
sulla qualità e sulle tecnologie di produzione del vino europeo
e ha lo scopo di favorire l’accreditamento delle nostre produzioni
in tre mercati strategici quali India, Cina e Russia. Un passo importante
per l’Uiv, che al tradizionale ruolo di rappresentanza politica
aggiunge anche l’offerta di servizi mirati al sostegno dei
prodotti vitivinicoli europei nel mondo”.
Le azioni promozionali in programma vogliono assicurare una maggiore
visibilità ai vini europei di qualità, ma farne anche
cogliere le differenze rispetto a quelli del resto del mondo. “Insieme
alla Fiera di Verona-Vinitaly, selezionata attraverso bando di gara
tra una rosa di proponenti per l’organizzazione degli aspetti
logistici – ha aggiunto Francesco Pavanello, condirettore
dell’Uiv e project leader dell’iniziativa – ci
muoveremo in tre direzioni: la prima con le indagini di mercato
per meglio comprendere i gusti dei consumatori; la seconda incentrata
sulla formazione non solo di addetti ai lavori ma anche degli opinion
leaders locali, attraverso corsi di analisi sensoriale presso i
vari Paesi e attività di incoming nel laboratorio centrale
Uiv di Verona; e la terza attraverso un’attività di
informazione continua e multicanale. Il valore aggiunto del progetto
sta nel fatto che la parte formativa e informativa fa capo totalmente
all’Unione Italiana Vini, che raccoglie le grandi imprese
rappresentative del vino italiano con tutto il loro carico di autorevolezza”.
www.uiv.it
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Il
Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure vigila sulla
qualità
Il
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha confermato
l’incarico al Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera
ligure per lo svolgimento dell’attività di vigilanza
sull’olio ligure.
Sulla base della valutazione da parte ministeriale, che registra
come il Consorzio rappresenti più del 72% della produzione
di olive destinate alla filiera dell’olio DOP Riviera Ligure
(ed il 95% del prodotto immesso in commercio), per i prossimi tre
anni il Consorzio potrà operare nell’attività
post-certificazione. Una volta che un prodotto viene certificato
vi è infatti la possibilità che il Consorzio di Tutela,
su incarico del Ministero, possa collaborare con Ispettorato Centrale
Controllo Qualità (ex Repressione Frodi), Comando Carabinieri
Politiche Agricole, Corpo Forestale dello Stato ed Ufficio Europeo
per la lotta alla Frode in un’attività di vigilanza
da svolgere nella fase della commercializzazione. Dopo l’impegno
del programma di filiera sviluppato dal Consorzio al fine di sostenere
uno sviluppo equilibrato della filiera (visibile sulla bottiglie
che avranno nel contrassegno il marchio rosso consortile) il Consorzio
prosegue nella sua attività volta a garantire la qualità
del prodotto e ad ottenere la fiducia del consumatore. “Sempre
più imprenditori scelgono di percorrere la strada della qualità
rispettando regole chiare, come quelle imposte dal piano di certificazione
e controllo per quanto concerne l’olio DOP Riviera Ligure”
afferma il Presidente del Consorzio di Tutela Francesco Bruzzo “Con
l’azione di vigilanza vogliamo che le imprese non subiscano
i comportamenti sleali degli operatori disonesti che determinano
una concorrenza sleale sul mercato, fornendo false informazioni
ai consumatori”. E’ per questo che anche prima di svolgere
direttamente l’attività con propri agenti vigilatori
dotati di tesserino ed aventi la qualifica di agente di pubblica
sicurezza, il Consorzio di Tutela sta collaborando con le diverse
sedi dell’Ispettorato Controllo Qualità del Ministero
delle Politiche Agricole nella segnalazioni di casi di oli che fanno
riferimento ad origini liguri del prodotto senza aver ottenuto la
certificazione. E’ importante sottolineare” come ricorda
il Direttore Giorgio Lazzaretti “ che i Consorzi di Tutela
incaricati dal Ministero collaborano con le istituzioni alla vigilanza,
tutela e salvaguardia della DOP da abusi, atti di concorrenza sleale,
contraffazioni, uso improprio delle denominazioni tutelate e che
tale attività è esplicata ad ogni livello e nei confronti
di chiunque, in ogni fase della produzione, della trasformazione
e del commercio”. Egli evidenzia come sia di fondamentale
importanza l’attività di prevenzione nei confronti
degli operatori per ricordare loro che è sanzionata dalla
legge ogni comunicazione al consumatore sull’origine geografica
del prodotto se in quell’area è stata registrata una
denominazione di origine protetta e se non si è in possesso
della certificazione del prodotto sulla base di un piano di controllo
approvato dal Ministero. Ma ancora più importante appare
l’azione nei confronti del consumatore per una migliore educazione
alimentare ed una maggiore conoscenza del patrimonio agroalimentare
italiano di cui le DOP sono il fiore all’occhiello.
www.consorziodoprivieraligure.it
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In
Piemonte il primo protocollo d’intesa per i vini DOC e DOCG
E’
stato firmato ad Alba, in occasione di “Piemonte Anteprima
Vendemmia”, il protocollo di intesa che applica, sull’intero
territorio regionale, il piano dei controlli previsto dal Ministero
sui vini DOC e DOCG: il Piemonte è la prima regione italiana
a dare attuazione operativa all’orientamento indicato dai
Decreti Ministeriali 29 marzo e 13 luglio 2007, che stabiliscono,
il piano dei controlli, per tutte le denominazioni d’origine.
Il Piemonte ha scelto di attuarli con una modalità gestionale,
fondata sulla piena sinergia tra gli enti operanti sul territorio
e sulla semplificazione degli adempimenti burocratici, attraverso
un protocollo tra Consorzi di tutela e sistema camerale.
“I vini di qualità del Piemonte – ha sottolineato
l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco –
avranno, tra i primi in Italia, un vero e proprio sistema di certificazione
di processo e di prodotto, che parte dai vigneti, dai prelievi di
campioni di vino e, attraverso un iter rigoroso e uniforme in tutta
la regione, arriva fino all’etichetta e dunque al consumatore
finale. Grazie alle procedure informatiche di cui ci siamo dotati,
sarà possibile, inoltre, risalire a ritroso, dalla singola
bottiglia all’appezzamento di terreno che ne è all’origine.
Si tratta di una svolta importante, attesa dalla filiera vitivinicola
e sostenuta a livello nazionale dalla Regione Piemonte, nel suo
ruolo di coordinamento delle regioni italiane per il comparto vitivinicolo.
L’elemento nuovo è la promozione di sinergie territoriali
tra gli enti coinvolti, che permettano di semplificare gli adempimenti
e di ridurre i costi, un aspetto che può contribuire a costruire,
in ultima analisi, un miglior governo del territorio. Il protocollo
d’intesa è stato sottoscritto da Regione Piemonte,
Federazione dei Consorzi di tutela dei vini del Piemonte e Unioncamere
Piemonte, con la firma, per adesione, dei singoli Consorzi e singole
Camere di Commercio piemontesi. In Piemonte l’accordo prevede
che i Consorzi di tutela dei vini, che hanno la titolarità
dell’attività di controllo e ne sono responsabili nei
confronti del Ministero, collaborino in sinergia con le Camere di
Commercio per svolgere gli adempimenti previsti: le Camere di Commercio
dovranno gestire e aggiornare l’Albo vigneti, effettuare i
prelievi dei campioni di vino e provvedere alle analisi fisico-chimiche,
per poi rilasciare in caso positivo l’attestazione d’idoneità.
I Consorzi, da parte loro, vigileranno sull’intero iter, rilasciando
pareri di conformità ed effettueranno controlli incrociati
sui vini destinati al mercato.
Per quanto possibile, le operazioni descritte e le relative comunicazioni
verranno ottimizzate attraverso mezzi informatici; l’esito
finale sarà il rilascio delle fascette regionali, dalle quali
sarà possibile risalire a ritroso sino al vigneto di origine,
grazie all’informatizzazione dell’intero sistema.
La firma del protocollo d’intesa è avvenuta a conclusione
di “Piemonte Anteprima Vendemmia”, l’incontro
promosso ogni anno dalla Regione e realizzato in collaborazione
con la Vignaioli Piemontesi, per fornire i primi dati certi e ufficiali
sulla produzione vitivinicola 2007 in Piemonte, sulla base dei controlli
effettuati sui processi di maturazione delle uve, da cui è
possibile ricavare indicazioni sulla qualità dei vini che
deriveranno da ciascun vitigno. L’incontro per la firma dei
protocolli d’intesa sul piano dei controlli ha avuto luogo
ad Alba, all’Ampelion, la sede del corso di laurea in Viticoltura
ed Enologia della Facoltà d’Agraria. Dopo la relazione
di apertura dell’assessore Mino Taricco sul tema “Analisi
e prospettive del Piemonte vitivinicolo”, sono intervenuti
Daniele Dellavalle e Giulio Porzio a nome della Vignaioli Piemontesi
che hanno tenuto relazioni tecniche sull’andamento dell’annata.
Ha concluso l’incontro la firma del protocollo d’intesa
sul piano dei controlli, che è stato sottoscritto da Regione
Piemonte, Federazione dei Consorzi di Tutela del Piemonte e Unioncamere
Piemonte. In attuazione dell’intesa, hanno sottoscritto l’accordo
il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero, il Consorzio Vini
d’Asti e Monferrato, il Consorzio dell’Asti, il Consorzio
Vini d’Acqui, il Consorzio del Gavi; la Camera di Commercio
di Cuneo, la Camera di Commercio di Asti, la Camera di Commercio
di Alessandria. (lp)
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Progetto
Filiera Ittica
Rintracciabilità,
freschezza, sicurezza alimentare, tutela del consumatore. Sono queste
le parole chiave del progetto “Filiera ittica”, il primo
in Italia che si propone di creare un sistema certificato di rintracciabilità
per i prodotti ittici. Promosso dall’Organizzazione Interprofessionale
Filiera Ittica - riconosciuta dall’Unione europea –
e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari
e Forestali il progetto ha coinvolto le diverse Organizzazioni di
produttori, con le loro imprese di pesca associate, di 4 regioni:
Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche. Il progetto
“Filiera ittica” punta alla sensibilizzazione degli
operatori lungo tutta la filiera – dai pescatori, ai grossisti
e non ultime la Grande Distribuzione che commercializza i prodotti
e la Ristorazione a marchio “Bollino Blu” – per
garantire il consumatore finale della freschezza e sicurezza alimentare.
Con il marchio “Filiera Ittica” si vuol rendere evidente
e trasparente, dalla produzione al mercato, una catena produttiva
, dove ogni anello della filiera ha la forte consapevolezza di appartenenza
ad un processo chiaro e definito. La certificazione di rintracciabilità
riguarda i principali prodotti ittici dell’Adriatico, come
i mitili, le vongole veraci, le seppie, le cappesante, le sogliole,
le pannocchie, gli scampi, i calamari, le triglie ed ovviamente
il pesce azzurro. Gli organizzatori si dicono certi che il marchio
“Filiera ittica” sarà concorrenziale e ben posizionato
sul mercato perché avrà una forte identità
legata alla freschezza, alla provenienza nazionale e all’omogeneità
qualitativa dei prodotti in ogni momento dell’anno. L’auspicio
è che il valore aggiunto dato dal marchio “Filiera
itiica”, rispetto al prodotto ittico abituale, conquisti la
fiducia di un consumatore sempre più attento a ciò
che arriva sulla sua tavola.
www.filieraittica.it
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Il
Salame Cremona è IGP
È
ufficiale: dal 22 novembre 2007 il Salame Cremona è una Indicazione
Geografica Protetta riconosciuta in tutta l’Unione Europea.
La pubblicazione del Decreto di riconoscimento sulla Gazzetta Ufficiale
della Comunità Europea conclude con successo il lungo e complesso
iter che ha visto lavorare il Consorzio e i Produttori, con il fondamentale
sostegno delle Istituzioni pubbliche, dal Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali alla Regione Lombardia. L’iter
per il conseguimento della IGP europea aveva infatti incontrato
non poche difficoltà in sede comunitaria, specie da parte
di alcuni Paesi quali Germania e Paesi Bassi che si erano opposti
al riconoscimento per ragioni essenzialmente di natura economica.
“Siamo emozionati e orgogliosi per questa notizia che premia
la costanza e la pervicacia dei produttori e delle Istituzioni italiane
per ottenere questo importantissimo riconoscimento - ha affermato
Franco Negroni, Presidente del Consorzio Salame Cremona. Desidero
ringraziare tutti i protagonisti di questa battaglia, a partire
dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali,
la Camera di Commercio di Cremona, la Regione Lombardia, la Provincia
e il Comune per il sostegno che ci hanno garantito in tutti questi
anni. Il riconoscimento IGP consentirà al prodotto di godere
di una tutela ancora più forte ed estesa che consentirà
di far conoscere questo importante Salame della tradizione lombarda
e potrebbe ragionevolmente far incrementare vendite ed esportazioni,
configurando scenari finora impensabili. “Il riconoscimento
IGP segna l’inizio di una nuova fase per il Salame Cremona
che può diventare uno dei protagonisti della grande salumeria
italiana. Per questo da oggi dobbiamo moltiplicare gli sforzi per
far conoscere le qualità uniche questo prodotto in tutta
Europa.” La prima uscita pubblica del Salame Cremona premiato
dall’UE sarà già il 26 novembre, quando questo
grande salume della tradizione italiana sarà l’invitato
d’onore di una premiére al Teatro dell’Arte a
Milano, per lo spettacolo di Sergio Sgrilli, comico di Zelig. Nei
primi 8 mesi del 2007 sono stati prodotti quasi 130.000 Kg di Salame
Cremona IGP con un incremento, rispetto all'anno precedente di circa
il 60%. Il Salame Cremona è frutto della lavorazione della
carne suina selezionata ed aromatizzata al sale ed aglio pestato,
insaccato in budelli naturali di suino, bovini, ovino ed equino.
E’grazie alla perfetta integrazione di questi ingredienti,
macinati ed impastati insieme, che il salame risulta così
aromatico e speziato al palato, profumato e di un colore rosso intenso
sfumato. In base alla pezzatura è stagionato da un minimo
di 5 settimane ad un massimo di 4 mesi. Negli archivi storici comunali
di Cremona risulta che il Salame rientra tra i doni offerti al Governatore
di Cremona già nel 1516 in occasione della sua salita al
potere. Nel 1526 per celebrare l’arrivo a Cremona del duca
di Milano e per rendergli omaggio, la città offre ricchissime
e costosissime vivande, il meglio di quanto si produceva all’ombra
del Torrazzo, fra cui ovviamente si ritrova il salame cremonese.
Addirittura il salame tipico locale rientrava fra i doni elargiti
ai funzionari del luogo per agevolare la risoluzione di pratiche
burocratiche.
www.salamecremona.it
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore


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