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Newsletter 36 / 25.11.2007


Il Parmigiano Reggiano eccellenza mondiale
L’Ue approva progetto di promozione dell’Unione Italiana Vini
Il Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure vigila sulla qualità
In Piemonte il primo protocollo d’intesa per i vini DOC e DOCG
Progetto Filiera Ittica
Il Salame Cremona è IGP


Il Parmigiano Reggiano eccellenza mondiale
Il Parmigiano-Reggiano è stato premiato il 21 novembre a San Sebastian, in Spagna, quale prodotto d’eccellenza mondiale e, insieme al prodotto, un premio speciale è stato assegnato ad una latteria sociale reggiana: si tratta del Caseificio Castellazzo, che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per il suo impegno costante a sostegno della qualità. Sin dalla sua prima edizione, il Congresso di Gastronomia di San Sebastían – che ha conferito il premio al Consorzio di tutela anche per l’attività di divulgazione a livello internazionale degli elementi culturali e di innovazione gastronomica che si legano al prodotto - si è imposto come lo scenario più importante del mondo per il lancio di protagonisti ed idee della cucina contemporanea. Nel suo ambito è stato istituito il “Premio Martiko”, unico nel suo genere, in quanto insieme al prodotto premia anche un produttore. Per il Parmigiano-Reggiano questo premio costituisce un ulteriore riconoscimento da parte della avanguardia gastronomica mondiale, la stessa avanguardia che a San Sebastián lo eleva non solo ad ingrediente indispensabile, ma a protagonista delle nuove culture culinarie internazionali. E, insieme al prodotto, è premiato un caseificio che ne ha preservato l’eccellenza nel tempo. Nel corso della manifestazione il Consorzio di tutela ha a sua volta conferito un premio allo chef Pedro Subijana del ristorante Akelarre di San Sabastian (3 stelle Michelin) per il miglior piatto elaborato a base di formaggio. Il nostro prodotto tipico è stato tra l’altro protagonista del Congresso “Il meglio della gastronomia” (con la partecipazione degli chef Moreno Cedroni, Carlo Cracco e Massimo Bottura, 7 stelle Michelin in tre) e di tre cene per professionisti realizzate con una selezionatissima rosa di prodotti d’eccellenza.
www.parmigiano-reggiano.it
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L’Ue approva progetto di promozione dell’Unione Italiana Vini
Il progetto di promozione del vino europeo sui mercati esteri presentato dall’Unione Italiana Vini è stato approvato dall’Unione europea, che lo ha finanziato con un contributo di 4 milioni di euro. A darne notizia è stato il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, durante la conferenza di presentazione dei programmi di promozione proposti dall’Italia all’Ue. “Si tratta di un progetto triennale, con inizio nel 2008, di cui Unione Italiana Vini è soggetto proponente e responsabile a livello organizzativo - spiega Andrea Sartori, presidente dell’Unione Italiana Vini. Sarà dedicato in modo specifico all’informazione sulla qualità e sulle tecnologie di produzione del vino europeo e ha lo scopo di favorire l’accreditamento delle nostre produzioni in tre mercati strategici quali India, Cina e Russia. Un passo importante per l’Uiv, che al tradizionale ruolo di rappresentanza politica aggiunge anche l’offerta di servizi mirati al sostegno dei prodotti vitivinicoli europei nel mondo”.
Le azioni promozionali in programma vogliono assicurare una maggiore visibilità ai vini europei di qualità, ma farne anche cogliere le differenze rispetto a quelli del resto del mondo. “Insieme alla Fiera di Verona-Vinitaly, selezionata attraverso bando di gara tra una rosa di proponenti per l’organizzazione degli aspetti logistici – ha aggiunto Francesco Pavanello, condirettore dell’Uiv e project leader dell’iniziativa – ci muoveremo in tre direzioni: la prima con le indagini di mercato per meglio comprendere i gusti dei consumatori; la seconda incentrata sulla formazione non solo di addetti ai lavori ma anche degli opinion leaders locali, attraverso corsi di analisi sensoriale presso i vari Paesi e attività di incoming nel laboratorio centrale Uiv di Verona; e la terza attraverso un’attività di informazione continua e multicanale. Il valore aggiunto del progetto sta nel fatto che la parte formativa e informativa fa capo totalmente all’Unione Italiana Vini, che raccoglie le grandi imprese rappresentative del vino italiano con tutto il loro carico di autorevolezza”.
www.uiv.it
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Il Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure vigila sulla qualità
Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha confermato l’incarico al Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera ligure per lo svolgimento dell’attività di vigilanza sull’olio ligure.
Sulla base della valutazione da parte ministeriale, che registra come il Consorzio rappresenti più del 72% della produzione di olive destinate alla filiera dell’olio DOP Riviera Ligure (ed il 95% del prodotto immesso in commercio), per i prossimi tre anni il Consorzio potrà operare nell’attività post-certificazione. Una volta che un prodotto viene certificato vi è infatti la possibilità che il Consorzio di Tutela, su incarico del Ministero, possa collaborare con Ispettorato Centrale Controllo Qualità (ex Repressione Frodi), Comando Carabinieri Politiche Agricole, Corpo Forestale dello Stato ed Ufficio Europeo per la lotta alla Frode in un’attività di vigilanza da svolgere nella fase della commercializzazione. Dopo l’impegno del programma di filiera sviluppato dal Consorzio al fine di sostenere uno sviluppo equilibrato della filiera (visibile sulla bottiglie che avranno nel contrassegno il marchio rosso consortile) il Consorzio prosegue nella sua attività volta a garantire la qualità del prodotto e ad ottenere la fiducia del consumatore. “Sempre più imprenditori scelgono di percorrere la strada della qualità rispettando regole chiare, come quelle imposte dal piano di certificazione e controllo per quanto concerne l’olio DOP Riviera Ligure” afferma il Presidente del Consorzio di Tutela Francesco Bruzzo “Con l’azione di vigilanza vogliamo che le imprese non subiscano i comportamenti sleali degli operatori disonesti che determinano una concorrenza sleale sul mercato, fornendo false informazioni ai consumatori”. E’ per questo che anche prima di svolgere direttamente l’attività con propri agenti vigilatori dotati di tesserino ed aventi la qualifica di agente di pubblica sicurezza, il Consorzio di Tutela sta collaborando con le diverse sedi dell’Ispettorato Controllo Qualità del Ministero delle Politiche Agricole nella segnalazioni di casi di oli che fanno riferimento ad origini liguri del prodotto senza aver ottenuto la certificazione. E’ importante sottolineare” come ricorda il Direttore Giorgio Lazzaretti “ che i Consorzi di Tutela incaricati dal Ministero collaborano con le istituzioni alla vigilanza, tutela e salvaguardia della DOP da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio delle denominazioni tutelate e che tale attività è esplicata ad ogni livello e nei confronti di chiunque, in ogni fase della produzione, della trasformazione e del commercio”. Egli evidenzia come sia di fondamentale importanza l’attività di prevenzione nei confronti degli operatori per ricordare loro che è sanzionata dalla legge ogni comunicazione al consumatore sull’origine geografica del prodotto se in quell’area è stata registrata una denominazione di origine protetta e se non si è in possesso della certificazione del prodotto sulla base di un piano di controllo approvato dal Ministero. Ma ancora più importante appare l’azione nei confronti del consumatore per una migliore educazione alimentare ed una maggiore conoscenza del patrimonio agroalimentare italiano di cui le DOP sono il fiore all’occhiello.
www.consorziodoprivieraligure.it
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In Piemonte il primo protocollo d’intesa per i vini DOC e DOCG
E’ stato firmato ad Alba, in occasione di “Piemonte Anteprima Vendemmia”, il protocollo di intesa che applica, sull’intero territorio regionale, il piano dei controlli previsto dal Ministero sui vini DOC e DOCG: il Piemonte è la prima regione italiana a dare attuazione operativa all’orientamento indicato dai Decreti Ministeriali 29 marzo e 13 luglio 2007, che stabiliscono, il piano dei controlli, per tutte le denominazioni d’origine. Il Piemonte ha scelto di attuarli con una modalità gestionale, fondata sulla piena sinergia tra gli enti operanti sul territorio e sulla semplificazione degli adempimenti burocratici, attraverso un protocollo tra Consorzi di tutela e sistema camerale.
“I vini di qualità del Piemonte – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco – avranno, tra i primi in Italia, un vero e proprio sistema di certificazione di processo e di prodotto, che parte dai vigneti, dai prelievi di campioni di vino e, attraverso un iter rigoroso e uniforme in tutta la regione, arriva fino all’etichetta e dunque al consumatore finale. Grazie alle procedure informatiche di cui ci siamo dotati, sarà possibile, inoltre, risalire a ritroso, dalla singola bottiglia all’appezzamento di terreno che ne è all’origine. Si tratta di una svolta importante, attesa dalla filiera vitivinicola e sostenuta a livello nazionale dalla Regione Piemonte, nel suo ruolo di coordinamento delle regioni italiane per il comparto vitivinicolo. L’elemento nuovo è la promozione di sinergie territoriali tra gli enti coinvolti, che permettano di semplificare gli adempimenti e di ridurre i costi, un aspetto che può contribuire a costruire, in ultima analisi, un miglior governo del territorio. Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto da Regione Piemonte, Federazione dei Consorzi di tutela dei vini del Piemonte e Unioncamere Piemonte, con la firma, per adesione, dei singoli Consorzi e singole Camere di Commercio piemontesi. In Piemonte l’accordo prevede che i Consorzi di tutela dei vini, che hanno la titolarità dell’attività di controllo e ne sono responsabili nei confronti del Ministero, collaborino in sinergia con le Camere di Commercio per svolgere gli adempimenti previsti: le Camere di Commercio dovranno gestire e aggiornare l’Albo vigneti, effettuare i prelievi dei campioni di vino e provvedere alle analisi fisico-chimiche, per poi rilasciare in caso positivo l’attestazione d’idoneità. I Consorzi, da parte loro, vigileranno sull’intero iter, rilasciando pareri di conformità ed effettueranno controlli incrociati sui vini destinati al mercato.
Per quanto possibile, le operazioni descritte e le relative comunicazioni verranno ottimizzate attraverso mezzi informatici; l’esito finale sarà il rilascio delle fascette regionali, dalle quali sarà possibile risalire a ritroso sino al vigneto di origine, grazie all’informatizzazione dell’intero sistema.
La firma del protocollo d’intesa è avvenuta a conclusione di “Piemonte Anteprima Vendemmia”, l’incontro promosso ogni anno dalla Regione e realizzato in collaborazione con la Vignaioli Piemontesi, per fornire i primi dati certi e ufficiali sulla produzione vitivinicola 2007 in Piemonte, sulla base dei controlli effettuati sui processi di maturazione delle uve, da cui è possibile ricavare indicazioni sulla qualità dei vini che deriveranno da ciascun vitigno. L’incontro per la firma dei protocolli d’intesa sul piano dei controlli ha avuto luogo ad Alba, all’Ampelion, la sede del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia della Facoltà d’Agraria. Dopo la relazione di apertura dell’assessore Mino Taricco sul tema “Analisi e prospettive del Piemonte vitivinicolo”, sono intervenuti Daniele Dellavalle e Giulio Porzio a nome della Vignaioli Piemontesi che hanno tenuto relazioni tecniche sull’andamento dell’annata. Ha concluso l’incontro la firma del protocollo d’intesa sul piano dei controlli, che è stato sottoscritto da Regione Piemonte, Federazione dei Consorzi di Tutela del Piemonte e Unioncamere Piemonte. In attuazione dell’intesa, hanno sottoscritto l’accordo il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero, il Consorzio Vini d’Asti e Monferrato, il Consorzio dell’Asti, il Consorzio Vini d’Acqui, il Consorzio del Gavi; la Camera di Commercio di Cuneo, la Camera di Commercio di Asti, la Camera di Commercio di Alessandria. (lp)
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Progetto Filiera Ittica
Rintracciabilità, freschezza, sicurezza alimentare, tutela del consumatore. Sono queste le parole chiave del progetto “Filiera ittica”, il primo in Italia che si propone di creare un sistema certificato di rintracciabilità per i prodotti ittici. Promosso dall’Organizzazione Interprofessionale Filiera Ittica - riconosciuta dall’Unione europea – e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il progetto ha coinvolto le diverse Organizzazioni di produttori, con le loro imprese di pesca associate, di 4 regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche. Il progetto “Filiera ittica” punta alla sensibilizzazione degli operatori lungo tutta la filiera – dai pescatori, ai grossisti e non ultime la Grande Distribuzione che commercializza i prodotti e la Ristorazione a marchio “Bollino Blu” – per garantire il consumatore finale della freschezza e sicurezza alimentare. Con il marchio “Filiera Ittica” si vuol rendere evidente e trasparente, dalla produzione al mercato, una catena produttiva , dove ogni anello della filiera ha la forte consapevolezza di appartenenza ad un processo chiaro e definito. La certificazione di rintracciabilità riguarda i principali prodotti ittici dell’Adriatico, come i mitili, le vongole veraci, le seppie, le cappesante, le sogliole, le pannocchie, gli scampi, i calamari, le triglie ed ovviamente il pesce azzurro. Gli organizzatori si dicono certi che il marchio “Filiera ittica” sarà concorrenziale e ben posizionato sul mercato perché avrà una forte identità legata alla freschezza, alla provenienza nazionale e all’omogeneità qualitativa dei prodotti in ogni momento dell’anno. L’auspicio è che il valore aggiunto dato dal marchio “Filiera itiica”, rispetto al prodotto ittico abituale, conquisti la fiducia di un consumatore sempre più attento a ciò che arriva sulla sua tavola.
www.filieraittica.it
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Il Salame Cremona è IGP
È ufficiale: dal 22 novembre 2007 il Salame Cremona è una Indicazione Geografica Protetta riconosciuta in tutta l’Unione Europea. La pubblicazione del Decreto di riconoscimento sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea conclude con successo il lungo e complesso iter che ha visto lavorare il Consorzio e i Produttori, con il fondamentale sostegno delle Istituzioni pubbliche, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali alla Regione Lombardia. L’iter per il conseguimento della IGP europea aveva infatti incontrato non poche difficoltà in sede comunitaria, specie da parte di alcuni Paesi quali Germania e Paesi Bassi che si erano opposti al riconoscimento per ragioni essenzialmente di natura economica. “Siamo emozionati e orgogliosi per questa notizia che premia la costanza e la pervicacia dei produttori e delle Istituzioni italiane per ottenere questo importantissimo riconoscimento - ha affermato Franco Negroni, Presidente del Consorzio Salame Cremona. Desidero ringraziare tutti i protagonisti di questa battaglia, a partire dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la Camera di Commercio di Cremona, la Regione Lombardia, la Provincia e il Comune per il sostegno che ci hanno garantito in tutti questi anni. Il riconoscimento IGP consentirà al prodotto di godere di una tutela ancora più forte ed estesa che consentirà di far conoscere questo importante Salame della tradizione lombarda e potrebbe ragionevolmente far incrementare vendite ed esportazioni, configurando scenari finora impensabili. “Il riconoscimento IGP segna l’inizio di una nuova fase per il Salame Cremona che può diventare uno dei protagonisti della grande salumeria italiana. Per questo da oggi dobbiamo moltiplicare gli sforzi per far conoscere le qualità uniche questo prodotto in tutta Europa.” La prima uscita pubblica del Salame Cremona premiato dall’UE sarà già il 26 novembre, quando questo grande salume della tradizione italiana sarà l’invitato d’onore di una premiére al Teatro dell’Arte a Milano, per lo spettacolo di Sergio Sgrilli, comico di Zelig. Nei primi 8 mesi del 2007 sono stati prodotti quasi 130.000 Kg di Salame Cremona IGP con un incremento, rispetto all'anno precedente di circa il 60%. Il Salame Cremona è frutto della lavorazione della carne suina selezionata ed aromatizzata al sale ed aglio pestato, insaccato in budelli naturali di suino, bovini, ovino ed equino. E’grazie alla perfetta integrazione di questi ingredienti, macinati ed impastati insieme, che il salame risulta così aromatico e speziato al palato, profumato e di un colore rosso intenso sfumato. In base alla pezzatura è stagionato da un minimo di 5 settimane ad un massimo di 4 mesi. Negli archivi storici comunali di Cremona risulta che il Salame rientra tra i doni offerti al Governatore di Cremona già nel 1516 in occasione della sua salita al potere. Nel 1526 per celebrare l’arrivo a Cremona del duca di Milano e per rendergli omaggio, la città offre ricchissime e costosissime vivande, il meglio di quanto si produceva all’ombra del Torrazzo, fra cui ovviamente si ritrova il salame cremonese. Addirittura il salame tipico locale rientrava fra i doni elargiti ai funzionari del luogo per agevolare la risoluzione di pratiche burocratiche.
www.salamecremona.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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