.
Newsletter 28 / 30.09.2007


Bluetongue, patto italo-francese
Italia al primo posto per i Kiwi
Positivo l’accordo sull’emersione del lavoro nero e sommerso in agricoltura
In Cina ritirate licenze a 564 industrie alimentari
Distributori automatici di frutta e verdura in tutte le scuole d’Italia
Non togliete la pasta ai manager!


Bluetongue, patto italo-francese
Garantire le importazioni di bovini dalla Francia proteggendo però l'Italia da ogni rischio di contaminazione da Bluetongue: sono gli obiettivi dell'importante accordo nel settore veterinario raggiunto il 24 settembre a Parigi fra il Ministero della salute italiano e il Ministero dell'agricoltura e della pesca francese, rispettivamente rappresentati dal sottosegretario Gianpaolo Patta e dal ministro Michel Barnier.
L'accordo - precisa una nota del nostro Ministero - si è sviluppato del quadro delle ottime relazioni tra i due Paesi nel settore della Sanità pubblica veterinaria.
In base all'intesa, siglata ufficialmente il 24 settembre a Parigi, l'Italia è stata chiamata ad accompagnare la Francia nell'adozione di misure adeguate a fronteggiare l'epidemia di Bluetongue da sierotipo 8 che si sta manifestando nel Nord-Europa. In tal senso viene richiesto di sfruttare l'importante esperienza acquisita dall'Italia, ed in particolare dal nostro Centro di referenza per lo studio e la lotta a questa malattia presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise ''G. Caporale'' di Teramo trasferendola in forma di collaborazione all'Afssa - l'Agence francaise de sécurité sanitaire des aliments.
Il nostro Paese è un grande importatore di bovini dalla Francia: questo accordo ci consentirà di mantenere gli attuali flussi commerciali salvaguardando al contempo la zootecnia italiana e la salute pubblica.
www.agricolturaitalianaonline.gov.it
[Indice]


Italia al primo posto per i Kiwi
L'Italia è il primo paese produttore di Kiwi al mondo con una produzione che nel 2006 ha raggiunto le 422.000 tonnellate (dati faostat), pari al 35% dell'intera produzione mondiale. Seguono la Nuova Zelanda (318.000 ton) con il 27% e il Cile (150.000 ton) con il 13%.
A livello europeo l'Italia conferma il suo primato nella produzione di Kiwi seguita dalla Francia che presenta una produzione di circa 76.000 tonnellate e dalla Grecia (63.000 ton).
In Italia è il Lazio la prima regione produttrice di Kiwi con il 35% della produzione totale: circa 150.000 tonnellate di produzione su una superficie coltivata di circa 7 mila ettari, seguita da Piemonte e Veneto che rappresentano rispettivamente il 20% e il 15% della produzione nazionale. La produzione più rilevante nel Lazio risulta concentrata nella provincia di Latina che da sola concorre per il 68% alla produzione totale regionale. La provincia di Latina rappresenta la maggiore area produttiva di kiwi a livello nazionale con una produzione pari a 99.000 tonnellate, seguita dalla provincia di Cuneo (63.877 ton) che rappresenta il 77% della produzione totale nella Regione Piemonte. Le importazioni di kiwi in Italia si attestano intorno alle 50.000 tonnellate di prodotto, proveniente per il 59 % dal Cile e per il 29% dalla Nuova Zelanda.
Positivo il flusso di export degli ultimi anni: nel 2006 le esportazioni nazionali di kiwi hanno raggiunto le 322.956 tonnellate (dati ISMEA) con un aumento delle esportazioni del 7% rispetto al 2005. I principali paesi destinatari, come risulta dai dati Eurostat, sono la Germania (65.965 ton), la Spagna (51.136 ton) e la Francia (26.147 ton). Tra i paesi extraUE i maggiori flussi si segnalano verso l'URSS e gli Stati Uniti.
Alina Fiordellisi - www.unaproa.com
[Indice]


Positivo l’accordo sull’emersione del lavoro nero e sommerso in agricoltura
La Cia-Confederazione italiana agricoltori si dice pienamente soddisfatta dell’accordo sull’emersione del lavoro nero e sommerso in agricoltura raggiunto oggi a Palazzo Chigi dalle parti sociali.
Tale accordo, che potrà beneficiare di una adeguata copertura nella prossima finanziaria, è frutto del lavoro che nei mesi scorsi è stato portato avanti con grande impegno e convinzione dal Tavolo agricolo e rappresenta la tanto attesa attuazione dell’Avviso comune sul sommerso sottoscritto la prima volta nel 2004 e attualizzato a gennaio di quest’anno.
Il settore da tempo chiedeva attenzione sulla necessità di prevedere interventi mirati alla stabilizzazione ed allo sviluppo dell’occupazione agricola e oggi finalmente, grazie anche alla preziosa collaborazione dei ministeri competenti (Politiche agricole, alimentari e forestali e Lavoro) e degli Istituti interessati (Inps ed Inail), si è fatto un passo importante in quella direzione.
Il settore, con l’accordo raggiunto, ha dato il segnale chiaro ed inequivocabile di voler contrastare tutte le forme di lavoro irregolare, rimuovendo le condizioni che ne determinano il ricorso e soprattutto eliminando ogni possibile alibi (che verrà eliminato del tutto quando anche il problema della semplificazione amministrativa verrà definitivamente risolto).
Di particolare rilievo e valore, secondo la Cia, sono le misure sul riordino degli ammortizzatori sociali, sugli incentivi alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro e alla sicurezza sul lavoro, sul finanziamento della formazione e sul riordino degli interventi a favore dell’occupazione nelle aziende colpite da calamità naturale.
L’introduzione del complesso delle misure concordate all’interno di quella che finalmente si può dire una riforma della previdenza agricola porterà -rileva la Cia- all’incremento del numero di giornate denunciate e consentirà alle imprese agricole di liberare risorse per investirle in azioni direttamente mirate a rafforzare la competitività del settore, a beneficio dell’economia e della società.
www.cia.it
[Indice]



In Cina ritirate licenze a 564 industrie alimentari
Ma in Italia piu' che raddoppiano (+133 %) le importazioni di concentrato di pomodoro cinese
Mentre in Cina è stata revocata la licenza per la produzione a 564 industrie alimentari per problemi legati alla sicurezza alimentare, in Italia le importazioni di concentrato di pomodoro dal Paese asiatico sono piu' che raddoppiate, con un aumento del 133 per cento e un trend che ne porterà in Italia oltre 150 milioni di chili a fine anno, un quantitativo che equivale a circa un quarto dell'intera produzione di pomodoro coltivata nel nostro paese. E' quanto afferma la Coldiretti , sulla base di elaborazioni sul commercio estero dell'Istat relative al primo semestre, nel riferire della campagna di immagine sulla sicurezza avviata dal Governo cinese dopo la messa sotto accusa per i rischi alla salute di dentifrici, alimenti per animali domestici a causa della presenza irregolare di melamina tossica, anguille, pesce gatto, ma anche succhi e conserve con pericolosi additivi. L'autorità cinese che si occupa della supervisione della qualità ha riferito che la decisione fa parte della campagna per assicurare qualità e sicurezza alimentare con il rafforzamento dei controlli. Si tratta - sottolinea la Coldiretti - di una iniziativa che fa seguito alla grave crisi di fiducia sul mercati internazionali dovuti ai numerosi problemi che si sono verificati in prodotti Made in China sia alimentari che non. Se il pomodoro in scatola rappresenta circa un terzo del valore delle importazioni nazionali, dalla Cina - precisa la Coldiretti - arrivano anche aglio, mele e funghi in scatola. Si tratta di prodotti che – denuncia la Coldiretti - rischiano di essere spacciati come Made in Italy per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Di fronte all'estendersi dell'allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre immediatamente - sostiene la Coldiretti - allargare l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l'immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini. Per non rincorrere le emergenze e di fronte ai rischi per la salute e' necessario - precisa la Coldiretti - intervenire urgentemente con la trasparenza dell'informazione per consentire la rintracciabilita' delle produzioni e i controlli necessari ad individuare ed eliminare eventuali rischi. Per questo - chiede la Coldiretti - occorre immediatamente applicare le norme contenute nella legge 204 del 2004, ottenuta grazie alla raccolta di un milione di firme da parte della Coldiretti, per rendere obbligatoria l'indicazione in etichetta dell'origine dei prodotti in vendita.
www.coldiretti.it
[Indice]



Distributori automatici di frutta e verdura in tutte le scuole d’Italia
Distributori automatici di frutta e verdura in tutte le scuole d'Italia, questa la sfida lanciata dal presidente di Unaproa Fabrizio Marzano, intervenuto oggi al convegno "Distribuzione automatica di alimenti e prevenzione dell'obesità: dalla programmazione alle esperienze", svoltosi nell'ambito di Sicura, Convention sulla sicurezza alimentare.
"Le iniziative che si sono moltiplicate negli ultimi anni per introdurre prodotti freschi e salutari nelle scuole e negli uffici - ha dichiarato Marzano - sono la prova evidente di una diffusa sensibilità da parte delle amministrazioni locali e degli stessi operatori del vending a temi quali la tutela della salute e l'importanza di una corretta alimentazione.
"Una attenzione che da alcuni mesi poi è diventata un impegno di governo attraverso il programma intersettoriale Guadagnare salute, con il quale il Ministero della Salute ha posto l'accento sulla necessità di un intervento sistematico e coordinato per diffondere, sin dalle fasce d'età più giovani, stili di vita alimentari più sani, incrementando il consumo di frutta e verdura.
È in questo contesto che si inserisce Unaproa che, attraverso il suo capillare sistema organizzato di imprese ortofrutticole, è pronta a giocare un ruolo decisivo nella definizione di un una serie di iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale, insieme agli operatori del settore della distribuzione automatica, alle amministrazioni locali e nazionali, alle aziende sanitarie, alle associazioni di categoria e quelle a tutela dei consumatori".
Le 145 organizzazioni di produttori che aderiscono ad Unaproa si sono progressivamente specializzate nella fornitura di prodotti freschi e di qualità "pronti all'uso" - come i succhi di frutta al 100%, le macedonie, le insalate miste, ecc, - ideali per essere consumati durante le pause nei luoghi di lavoro o nella scuola.
"Fondamentale sarà poi - ha concluso Marzano - accompagnare le iniziative che andremo a realizzare con una intensa attività di informazione e comunicazione. Sono infatti convinto che se vogliamo combattere e prevenire il problema dell'obesità infantile e fare in modo che in Italia i giovani mangino più frutta e verdura, è necessario continuare a investire risorse per la promozione di campagne nazionali di educazione alimentare".
www.agricolturaoggi.com
[Indice]


Non togliete la pasta ai manager!
Gli italiani si sa, sono grandi consumatori ed estimatori di pasta. Un’ulteriore conferma avviene da un sondaggio, promosso dal Club di Papillon di Paolo Massobrio, tra i manager italiani e che sarà diffuso in occasione del prossimo evento ”I Primi d’Italia”. In una colazione di lavoro emerge infatti che gli intervistati rinuncerebbero nell'ordine: a dolce, carne, pesce, antipasto e solo all’ultimo posto, tra le preferenze, alla pasta. Scelta ben precisa confermata anche dal fatto che in una settimana la pasta è abitualmente mangiata tre volte dal 49% dei nostri interlocutori, tutti i giorni dal 39%, una volta la settimana dal 9% e meno di una volta o mai solo dal 3%. Idee chiare anche sulle tipologie preferite: l’85% sceglie la pasta secca e solo il 15% quella all’uovo. Il 52% predilige la pasta corta mentre il 48% quella lunga, spaghetti in testa. Tra i condimenti il più apprezzato è l’olio, scelto dall’82% degli intervistati, mentre solo il 18% confessa di condire la pasta con il burro; in caso di sughi, il 57% preferisce il ragù di carne mentre il 43%, se potesse, sceglierebbe quello di pesce E così, mentre questo alimento principe della dieta mediterranea viene consumato nel 71% dei casi durante il pranzo e solo il 29% a cena, un altro prodotto italiano, il riso, viene mangiato prevalentemente una volta la settimana (57%). Il 25% degli intervistati lo predilige due o tre volte la settimana, mentre solo l’1% lo consuma tutti i giorni. E se il 17% corrisponde alla percentuale di quanti lo mangiano raramente, è certo che il 78% preferisce gustarlo come primo piatto e solo il 22% in fresche insalate Ma da un ulteriore sondaggio sulle preferenze delle categorie professionali commissionato dall’Epta - Confcommercio di Perugia si evince che il riso è anche il piatto principe degli impiegati (15,4%) e uno dei primi piatti, insieme agli gnocchi, preferiti dai commercianti (11,6%). Le casalinghe non sanno scegliere tra spaghetti e penne e assegnano ad entrambi i piatti la loro prima preferenza (17%), mentre i rappresentanti delle forze dell’ordine scelgono le tagliatelle (20%). E se gli artigiani edili prediligono le zuppe (23,1%), gli operai stravedono per le penne (15%), mentre ingegneri, commercialisti, geometri ed architetti amano tagliatelle (17,1%) e spaghetti (14,6%). I liberi professionisti e i manager scelgono gli gnocchi (18,9%) come i medici (11,1%), mentre tra i pensionati spopolano gli spaghetti (18,5%) preferiti anche dagli insegnanti (19,7%); gli studenti, infine, tifano per le gustose lasagne (21,1%).
Carlo Passera – www.asa-press.com
[Indice]


ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore





IMPORTANTE
Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Gli indirizzi E-Mail presenti nel nostro archivio elettronico provengono o da richieste di iscrizioni pervenute direttamente al nostro sito o dalla nostra sede. (D.L. 30/06/2003 n. 196). Il copyright di eventuali pittogrammi presenti nella notizia è dell’ASA e tutti i diritti sono riservati.
Le notizie da noi pubblicate sono state direttamente a noi inviate o selezionate da comunicati o articoli liberi da vincoli.
Per cancellarsi dalla mailing list inviare una email a
newsletter-unsubscribe@asa-press.com (lasciando l'oggetto ed il testo del messaggio vuoti) adoperando l’e-mail da eliminare dal nostro mailing.