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Newsletter 26 / 17.09.2007


Coldiretti - Prezzi: per il grano lo stesso valore del 1985, + 750% il divario con il pane
Confagricoltura – Prezzi: non aderire allo “sciopero della pasta
MiPAF – Prezzi: impegno comune contro i rincari
Chesse 2007: il settore caseario s’incontra
Tutti in campagna con la prima giornata nazionale dell’agriturismo
La vendemmia precoce è solo l’ultimo effetto del clima


Coldiretti - Prezzi: per il grano lo stesso valore del 1985, + 750% il divario con il pane
Il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori è oggi lo stesso del 1985 mentre da allora il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato di ben il 750 per cento. E' quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento allo sciopero della spesa del 13 settembre annunciato da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori sottolinea che occorre raccogliere le giuste sollecitazioni dei consumatori per garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e nell'informazione sull’origine dei prodotti per dare la possibilità ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli e per combattere le speculazioni in agguato. Se nel 1985 - spiega la Coldiretti - il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 22 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo ma che raggiunge i 5 euro e oltre per quelli più elaborati, Il divario tra il prezzo del pane e quello del grano è quindi passato dai 29 centesimi del 1985 agli almeno 2,48 euro attuali con un incremento del 750 per cento. Secondo uno studio della Coldiretti per pane, pasta fresca e dolci il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 12, 20 e 70. Un divario ampio che dimostra che - sottolinea la Coldiretti - nella forbice dei prezzi alla produzione e quelli al consumo c’è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie. I rincari annunciati - continua la Coldiretti - rischiano peraltro di avere effetti negativi sui consumi domestici che sono già pesantemente calati del 6,1 per cento per il pane e del 5,6 per cento per la pasta di semola nei primi cinque mesi del 2007, rispetto allo scorso anno secondo i dati Ismea - Ac Nielsen. ll rischio è che i rincari, oltre ad incidere sui consumi, servano - sostiene la Coldiretti - a coprire la volontà di aumentare le importazioni dall'estero di prodotti da spacciare come Made in Italy a fini speculativi in assenza di una adeguata informazione in etichetta. Secondo l'ultima rilevazione Ismea la produzione di frumento duro nel 2007 in Italia - conclude la Coldiretti - è aumentata rispetto allo scorso anno dello 0,9 per cento per 4,13 milioni di tonnellate, mentre per il grano tenero l'aumento è dello 0,6 per cento per una produzione di 3,23 milioni di tonnellate.


Andamento del prezzo del pane e del grano in Italia euro/kg

1985
1990
1995
2006
2007
Grano
0,23
0,19
0,16
0,15
0,22
Pane
0,52
0,83
1,03
2,5
2,7

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati osservatorio prezzi Camere di Commercio


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Confagricoltura – Prezzi: non aderire allo “sciopero della pasta"
“Abbiamo le nostre ragioni e crediamo che siano condivisibili anche dagli stessi consumatori. Non a caso – ha commentato il presidente Vecchioni di Confagricoltura – constatiamo che non tutte le associazioni del comparto aderiranno a questa iniziativa”.
In primo luogo, riteniamo che simili iniziative, per quanto legittime, siano poco utili, e addirittura controproducenti – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. Non si risolvono in piazza problemi che non sono da piazza. Il rischio è di diffondere un allarmismo, magari ingiustificato, che finisce per deprimere i consumi o, peggio, per innescare un’inflazione artificiosa anche dove magari non si sarebbe dovuta registrare.
“Senza contare che non è ancora chiaro, cifre alla mano, se effettivamente si siano registrati dei rincari al dettaglio, quali prodotti abbiano colpito ed in che misura. Dal confronto con il Governo ci attendiamo, sinceramente, cifre ufficiali a questo riguardo”. Al di là di questo, ribadisce Confagricoltura, resta il fatto che l’incidenza del costo della materia prima (rispettivamente frumento tenero e frumento duro) sul costo totale di produzione di pane e pasta è poco rilevante.
Facendo dei rapidi calcoli basati sui prezzi dello scorso anno, quindi prima degli aumenti delle quotazioni delle ultime settimane, il costo del frumento incide per il 10-20% circa sul costo della produzione di pasta e per meno del 10% su quello del pane (v. tabella).
In pratica, anche forti aumenti delle quotazioni del frumento, come quelle che si sta verificando, giustificherebbero incrementi dei prezzi del prodotto finito molto più contenuti. Ad esempio, gli aumenti di quest’ultimo anno delle quotazioni di frumento, che hanno portato il prezzo del grano tenero a 0,27 euro/kg e del frumento duro a 0,30 euro/kg, proporzionatamente dovrebbero portare ad aumenti dei prodotti finiti limitati grosso modo entro le “due cifre”.
“Non si può andare oltre – ammonisce Confagricoltura – ncolpando dei rincari gli agricoltori che in questo momento stanno solo recuperando una minima parte delle perdite subite negli ultimi anni. E che non possono essere messi sul banco degli imputati quando non sono responsabili degli aumenti”.
www.confagricoltura.it
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MiPAF – Prezzi: impegno comune contro i rincari
Definito un percorso virtuoso per il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari e per la vigilanza su eventuali fenomeni speculativi legati alle recenti tensioni sui mercati internazionali di alcuni prodotti agricoli, latte e cereali in particolare. E' questo il primo risultato degli incontri tenutisi il 12 settembre alla presenza dei ministri Paolo De Castro e Pierluigi Bersani con una delegazione delle associazioni dei consumatori presenti nel Consiglio nazionale consumatori e utenti e con le associazioni della Grande distribuzione organizzata.
Il ministro De Castro ha chiarito che "la variabilità dei prezzi nei mercati internazionali è un fenomeno nuovo e strutturale e per questo dobbiamo mettere a punto strumenti innovativi per governare le fluttuazioni ed evitare impatti sui mercati finali e sui consumatori, ma al tempo stesso per dare certezze ai produttori agricoli". De Castro ha aggiunto che "si lavorerà già nei prossimi giorni a Bruxelles per varare provvedimenti urgenti sia per riportare a coltura quasi 3 milioni di ettari di seminativi messi a riposo (set-aside), e sia per arrivare ad un aumento delle quote latte, in modo da contribuire a calmierare le tensioni di mercato.".
La Grande distribuzione ha condiviso l'iniziativa del Governo e si è impegnata a proseguire gli sforzi promozionali già sostenuti in passato e a verificare come contribuire, assieme alle altre componenti della filiera agroalimentare, al contenimento delle tensioni inflattive offrendo ai consumatori prodotti alimentari a prezzi vantaggiosi.
Sotto il coordinamento del Mipaaf e del Ministero dello Sviluppo economico, assieme alle organizzazioni della distribuzione organizzata e dei consumatori, verranno condotti nelle prossime settimane approfondimenti tecnici volti a concordare i parametri di valutazione e gli obiettivi di contenimento della spesa alimentare per il 2007 ed avviare efficaci strumenti di gestione per il 2008.
"Abbiamo domandato alla Gdo, attiva negli ultimi anni nel contenimento dei prezzi, di contribuire all'obiettivo di interesse generale di mantenere i prezzi in linea con l'attuale tasso di inflazione -. ha specificato il ministro Bersani - Medesimo impegno lo chiederemo agli altri segmenti del commercio e della produzione agroalimentare con i quali sono in programma specifici incontri nelle prossime settimane".
Per quanto riguarda gli interventi nelle filiere del latte e dei cereali, i ministri De Castro e Bersani hanno confermato l'incontro per il 20 settembre, sempre al Mipaaf.
www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Chesse 2007: il settore caseario s’incontra
La sesta edizione di Cheese, le forme del latte, rassegna internazionale a cadenza biennale dedicata al formaggio, e più in generale al latte nelle sue varie coniugazioni, avrà luogo a Bra (Cuneo) dal 21 al 24 settembre 2007.
In dieci anni (la prima edizione è del 1997), la manifestazione è diventata per gli esperti del settore caseario un’occasione per confrontarsi e portare all’attenzione del pubblico le tematiche più attuali del panorama mondiale.
Tra i suoi intenti, sviluppare nei consumatori la consapevolezza delle loro scelte, offrendo la possibilità di degustare e confrontare i formaggi dop o igp d’Europa; creare eventi e spazi che siano una vetrina unica per il settore lattiero-caseario artigianale di qualità; portare a contatto del grande pubblico formaggi e produttori dalle più diverse parti del mondo.
Cheese 2007 si presenta come un grande mercato del formaggio che raccoglie anche i prodotti più rari e i Presìdi Slow Food italiani e internazionali, con ampi spazi dedicati alla degustazione e alla conoscenza; ma anche come importante momento di riflessione e di proposta. Tema centrale dell’evento saranno i formaggi erborinati e le produzioni casearie dei Paesi dell’Est
europeo, in particolare di Romania a Bulgaria, appena entrate a far parte dell’Ue. A Cheese 2007 ci saranno gli ormai tradizionali momenti dedicati all’approfondimento: Laboratori del Gusto, Gran Sala del formaggio, convegni, presentazioni, incontri. In questa cartella stampa, oltre al programma di Cheese, abbiamo raccolto notizie utili per l’annuncio dell’evento sui media. Speriamo quindi che la notizia possa essere diffusa, ma soprattutto di poterti incontrare a Cheese, che trasforma per quattro giorni la tranquilla cittadina di Bra nella capitale internazionale di pastori, casari, affinatori, commercianti, funzionari, tecnici, studiosi e semplici appassionati di formaggio, in un vortice di eventi, spettacoli, incontri, dal mattino fino a tarda sera.
Dal 18 giugno hai la possibilità di accreditarti per partecipare all’evento attraverso uno dei siti www.slowfood.it e www.comune.bra.cn.it, cliccando nella sezione dedicata a Cheese dove si ha anche la possibilità di scaricare il pdf del programma completo della manifestazione; all'interno del sito di Cheese, la sezione ufficio stampa è costantemente aggiornata di comunicati e materiale fotografico scaricabile a 300 dpi in jpg.
www.cheese.slowfood.it
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Tutti in campagna con la prima giornata nazionale dell’agriturismo
Domenica 23 settembre si svolgerà la prima giornata nazionale dell’agriturismo. Un’iniziativa, promossa da Turismo Verde, l’associazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori, con la quale s’intende favorire una migliore conoscenza dell’attività agrituristica, praticata ormai da oltre 15.000 aziende agricole in stretta connessione con le attività principali di coltivazione e allevamento. Con lo slogan “Agriturismo, la tua casa in campagna”, si vuole, quindi, lanciare su tutto il territorio italiano un’azione realmente incisiva per evidenziare il legame profondo che questa forma di ospitalità riesce a creare. Una “casa” pronta ad accogliere gli ospiti di tutte le età. Dunque, tutti in campagna per riscoprire la cultura, le tradizioni e i sapori delle nostre terre.
L’apertura “speciale” di domenica 23 settembre, oltre a mostrare ai visitatori l’organizzazione aziendale e dei servizi, toccando con mano quella multifunzionalità che tanta importanza ha assunto per lo sviluppo rurale europeo, permetterà di gustare menù particolari, spuntini, acquistare prodotti, scoprire le tradizioni enogastronomiche, partecipare a corsi di degustazione, conoscere i programmi di attività delle aziende. Una grande opportunità per constatare personalmente la genuinità dei prodotti, la bellezza dei paesaggi, la familiarità dell’accoglienza.
Nel corso dell’iniziativa le aziende aderenti parteciparanno anche alla raccolta di firme per la Petizione popolare “Dacci un taglio. È semplicemente un tuo diritto” rivolta al Presidente del Consiglio per la semplificazione dei rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione e per la Consultazione nazionale sugli Ogm.
www.cia.it
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La vendemmia precoce è solo l’ultimo effetto del clima
La vendemmia piu’ precoce e contenuta degli ultimi trenta anni è solo l’ultimo degli effetti dei cambiamenti climatici in atto, con il 2007 che si è classificato come il piu’ caldo dal 1800 in inverno e primavera mentre l’estate piu’ “fresca” entra comunque nella top ten degli anni piu’ bollenti da oltre due secoli. E’ quanto afferma la Coldiretti che, in occasione dell’apertura della Conferenza nazionale 2007 sui cambiamenti climatici alla quale interverrà il presidente nazionale Sergio Marini, sottolinea come le tipicità alimentari Made in Italy che sono l'espressione delle diverse combinazioni tra territorio, ambiente e clima, sono destinate a modificarsi profondamente se non si interverrà adeguatamente. Dal punto di vista congiunturale i primi grappoli di uva sono stati raccolti quest’anno straordinariamente già dai primi di agosto e si prevede una vendemmia di buona qualità, ma contenuta di oltre il 10 per cento che si traduce in una produzione inferiore ai 45 milioni di ettolitri di vino. Una vendemmia anticipata come peraltro - precisa la Coldiretti - tutti i cicli produttivi con la mietitura del grano che si è aperta con un anticipo di una decina di giorni come pure la maturazione delle principali varietà di frutta e verdura. Ma l’impatto sulla natura è strutturale con il riscaldamento delle temperature in Italia che fa registrare una variazione di un grado in 100 anni (1865-2003), piu' alta del valore medio registrato su scala globale, che e' di 0,74 gradi /100 anni (dal 1906 al 2005), secondo i dati del Cnr. Un cambiamento che - sottolinea la Coldiretti - ha già provocato un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l'olivo che è arrivato quasi a ridosso delle Alpi mentre ai confini con la Svizzera si coltiva il sorgo e le prime arachidi sono state raccolte nella Pianura Padana dove il clima è diventato favorevole alla produzione di grandi quantità di pomodoro e di grano duro per la pasta. Gli effetti del surriscaldamento del pianeta non sono solo la migrazione delle principali colture mediterranee, ma anche - precisa la Coldiretti - il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamento dei vini. E si ripetono le situazioni di emergenza idrica per il bacino del Po dove si ottiene un terzo dell'agroalimentare nazionale mentre è sopratutto il mezzogiorno a rischio desertificazione come dimostra il fatto che secondo l'ultimo annuario dei dati ambientali dell'Apat le aree con sensibilità media o alta alla desertificazione coprono - precisa la Coldiretti - il 36 per cento del territorio nazionale, ma sono addirittura in una situazione di criticità circa la metà del territorio della Sardegna e della Calabria. Gli effetti del cambiamento climatico - continua la Coldiretti - si fanno sentire nelle campagne con un aumento degli eventi estremi, la riduzione della riserva idrica, l'aumento dell'erosione in zone collinari e alluvioni in pianura, anticipo di germogliamento per le piante coltivate, maggiore rischio per gelate tardive, aumento dell'incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti, stress idrico delle piante. Si tratta di processi - continua la Coldiretti - che rappresentano una nuova sfida per l'impresa agricola che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Servono - conclude la Coldiretti - interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali del piano irriguo nazionale previsto dalla finanziaria, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.
www.condiretti.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore





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