Newsletter 214
/ 24.10.2011


Promozione Ue, avviso straordinario E-coli. Romano: approvati 2 progetti italiani
Reti transeuropee dei trasporti (TEN-T)
La Commissione Ue lancia una campagna sull'utilizzo efficace delle risorse
Riscaldamento globale: animali e piante più piccoli
Fiume Po, una scala di risalita per salvare storione e anguilla
La carne di bufalo abbassa il rischio di infarto

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dei primi 20 anni di storia dell’Associazione
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Promozione Ue, avviso straordinario E-coli. Romano: approvati 2 progetti italiani
“Questo risultato testimonia l’importanza del nostro comparto ortofrutticolo in ambito comunitario. I progetti approvati potranno dare una risposta importante, in vista della prossima campagna 2012, per sostenere un settore ingiustamente colpito da una crisi per la quale i nostri agricoltori non hanno avuto nessuna responsabilità”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Francesco Saverio Romano commenta l’approvazione dei programmi di promozione riferiti al settore ortofrutticolo nell’ambito dell’avviso straordinario deciso dalla Commissione Europea per dare risposte alla crisi di mercato seguita alla epidemia di E-coli dei mesi estivi scorsi.
A livello complessivo, sono stati approvati 14 programmi per un investimento complessivo di 34 milioni di euro nel prossimo triennio, di cui 17 milioni di euro a titolo di cofinanziamento Ue.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha selezionato nello scorso mese di settembre le proposte ricevute entro la scadenza del 16 agosto 2011, inviando a Bruxelles i programmi proposti da Unaproa e da Alimos, che prevedono azioni di rilancio dei consumi nel mercato nazionale nonché in Francia e Germania. La Commissione Europea ha approvato entrambi i progetti proposti dal Mipaaf, per un investimento complessivo di 4,2 milioni di euro, di cui 2,1 milioni di euro di cofinanziamento Ue. (www.aiol.it)
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 Reti transeuropee dei trasporti (TEN-T)
Il 19 ottobre la Commissione Ue ha presentato la proposta per il futuro delle Reti transeuropee dei trasporti (TEN-T): 31,7 miliardi per il periodo 2014-2020, nel quadro di uno strumento che comprende anche energia e telecomunicazioni e vale 50 miliardi. Sui 10 corridoi prioritari, 4 toccano l'Italia: Il Baltico-Adriatico (numero 1); il Corridoio Mediterraneo (numero 3); l'Helsinki-Valletta, che attraversa il Paese da Bolzano a Palermo (il 5), e il Genova - Rotterdam (nr 6). Sono compresi 5 valichi alpini, inclusa la Torino-Lione.
Sono dieci i corridoi della rete trans europea dei trasporti che presentata dalla Commissione europea. Molti di questi tratti, in quattro corridoi su dieci, coinvolgono, in maniera diretta o indiretta, il territorio italiano. La disponibilità totale, per il periodo 2014-2020, sarà di 31,7 miliardi, una cifra quattro volte superiore a quella dell'attuale fase finanziaria.
Il corridoio numero 1 congiunge il Mar Baltico all'Adriatico e ha un particolare significato anche storico e politico, andando in parallelo con la vecchia "Cortina di ferro" dell'era della guerra fredda. Di fatto, si parte da Helsinki e si arriva a Ravenna, attraverso Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria e Italia, attraverso Udine, Venezia, Bologna e Ravenna. I porti italiani coinvolti sono quelli di Trieste, Venezia e Ravenna, attraverso interconnessioni e lo sviluppo di piattaforme intermodali.
Tra quelli che riguardano il territorio italiano c'è anche il 3, il Corridoio Mediterraneo, che parte da Algeciras, nella zona dello stretto di Gibilterra, e raggiunge Budapest attraversando la Spagna, la Francia, l'Italia e la Slovenia. È il corridoio della Lione-Torino, che prosegue attraverso Milano, Brescia, Venezia e Trieste. Studi di fattibilità riguardano anche la zona vicina al Po, passando per Mantova. I lavori di base del tunnel che collega il tratto sulle Alpi tra Italia e Francia dovrnno partire entro il 2020, mentre entro il 2014 dovranno partire i lavori su diverse tratte del Nord-Est tra Brescia e Trieste. È compreso nel corridoio anche il tratto ferroviario tra Trieste e Divaca in Slovenia.
Il Corridoio 5 collegherà la Finlandia a Malta, passando per Danimarca, Germania, Austria e Italia, dove le tratte interessate coinvolgono, dal Brennero, Verona, Bologna, Roma, Napoli, Bari e – novità rispetto al passato – Palermo. Nel capoluogo siciliano sarà anche possibile realizzare connessioni tra il porto e l'entroterra.
L'ultimo corridoio di interesse diretto per il nostro Paese è il numero 6, da Genova a Rotterdam. Le direttrici di valico alpino sono due, attraverso Novara, il Sempione e il Loetschberg in Svizzera, e Milano e Gottardo. I lavori sui tratti italiani inizieranno entro il 2020. La Galleria del San Gottardo in Svizzera, la più lunga del mondo per il traffico ferroviario, sarà probabilmente aperta in anticipo rispetto alla scadenza prevista del 2017.
Tra gli elementi chiave dei progetti che riguardano l'Italia, la Commissione nella sua lunga lista ha evidenziato l'inclusione di quasi tutti gli assi maggiori che fanno parte della pianificazione italiana sui trasporti per il prossimo decennio, garantendo una copertura molto buona del territorio. È stato incluso anche la tratta Napoli – Palermo, perché il capoluogo siciliano rispetta i criteri necessari per essere considerato un nodo a livello europeo. La Sicilia, inoltre, fornisce i collegamenti più diretti con Malta, dove termina il Corridoio 5. Sulla Torino – Lione, l'inclusione nella lista dei progetti si deve all'accordo tra Francia e Italia sulla condivisione dei costi e sulla soluzione di molti problemi tecnici ancora esistenti.
Gli altri corridoi della rete centrale, che non toccano direttamente il territorio italiano, sono il 2 da Varsavia all'Inghilterra, il 4 da Amburgo a Cipro, il 7 da Lisbona a Strasburgo, l'8 da Dublino a Bruxelles, il 9 da Amsterdam a Marsiglia e il 10 da Strasburgo alla foce del Danubio in Romania. (matteo.fornara@ec.europa.eu)
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La Commissione Ue lancia una campagna sull'utilizzo efficace delle risorse
La giornata del 17 ottobre segna il lancio della campagna dell'UE "Generation Awake. Your choices make a world of difference!", destinata a incoraggiare i consumatori a fare dell'utilizzo efficace delle risorse un'abitudine. La campagna è stata inaugurata in Polonia da Janez Potocnik, commissario europeo per l'ambiente, e da Andrzej Kraszewski, ministro polacco dell'ambiente. La campagna è finalizzata a sensibilizzare i cittadini sulla necessità di consumare in modo razionale le risorse naturali che scarseggiano e incoraggiarli a tener conto dell'impatto sul pianeta nel momento in cui decidono di acquistare qualcosa.
Il commissario responsabile per l'ambiente, Janez Potocnik, ha dichiarato: "di fronte alle difficoltà che sta affrontando l'economia e alla diminuzione delle risorse, è giunto il momento di soffermarci a riconsiderare alcune delle nostre abitudini. Un utilizzo più attento delle risorse, infatti, contribuisce non soltanto a tutelare l'ambiente ma anche a realizzare economie e a ridurre i costi sostenuti dalle imprese. Si tratta di consumare meno per produrre di più. Ognuno di noi può apportare il proprio contributo. Dobbiamo solo risvegliarci!"
RISVEGLIO DI UNA GENERAZIONE. Il messaggio fondamentale è: "consumare in modo diverso e riflettere prima di scegliere". Le scelte giuste ci consentiranno di contribuire a preservare le risorse naturali, a risparmiare, a ridurre il nostro impatto sull'ambiente e a garantire un futuro più sostenibile.
I principali strumenti disponibili sono un clip di grande diffusione su internet, un sito web dedicato al tema e una pagina su Facebook, i cui visitatori vengono incoraggiati ad aderire a "Generation awake'' e ad accettare nuove sfide quali l'uso dei soli trasporti pubblici per un mese o la riduzione della durata della doccia per risparmiare acqua.
Questa campagna, realizzata a livello europeo, è ora in fase di lancio in Polonia, che attualmente detiene la presidenza a rotazione del Consiglio dell'UE. La cerimonia del lancio a Varsavia ha luogo in uno stand in cui i visitatori potranno ricevere consigli su cucina e moda sostenibili nonché sull'utilizzo efficiente dell'energia e comprende un dibattito pubblico sul tema "Le vostre scelte fanno la differenza", alla presenza di Janez Potocnik, del ministro Kraszewski e dei rappresentanti di ONG e del settore privato.
Nel corso dell'anno altre cerimonie di lancio saranno organizzate anche nella Repubblica ceca, in Ungheria e nel Regno Unito.
CONTESTO DELLA CAMPAGNA: PERCHÉ UN UTILIZZO EFFICIENTE DELLE RISORSE? Per utilizzo efficiente delle risorse si intende un utilizzo sostenibile delle risorse - produrre di più con meno risorse e minimizzare l'impatto ambientale. Si tratta di operare le scelte giuste in modo da garantire un buon livello di qualità della vita non soltanto alla nostra generazione ma anche alle generazioni future.
L'utilizzo più efficiente delle risorse naturali è l'unico modo di raggiungere gli obiettivi di salute, prosperità e benessere cui noi tutti aspiriamo entro i limiti del pianeta. L'utilizzo efficiente delle risorse comporta non soltanto il cambiamento del nostro modo di pensare e dei nostri modelli di comportamento ma anche la consapevolezza del fatto che le nostre scelte incidono sulle risorse naturali. Non si tratta di consumare meno bensì di consumare in maniera diversa.
Il nostro futuro dipende dal modo in cui utilizziamo le risorse ora. Preoccupati di migliorare il nostro livello di vita, tendiamo a consumare senza riflettere sulle possibili conseguenze. Dimentichiamo l'incidenza del nostro comportamento sulle risorse naturali, in particolare su acqua, terreni fertili, aria pura e biodiversità. E questo ha un prezzo: man mano che queste risorse incominciano a scarseggiare, mettiamo a repentaglio il nostro benessere futuro.
Le imprese possono sfruttare questa opportunità a proprio vantaggio. Il miglioramento dell'efficienza può ridurre i costi. I prodotti sostenibili e i nuovi servizi schiudono nuovi mercati. L'innovazione può rafforzare la competitività e creare nuovi posti di lavoro. (ec.europa.eu/italia/)
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Riscaldamento globale: animali e piante più piccoli
Uno studio pubblicato su "Nature climate change", indicherebbe una relazione diretta tra l'aumento globale delle temperature e il ridursi delle dimensioni di piante ed animali. A giungere a questa particolare conclusione sono stati i ricercatori David Bickf e Jennifer Sheridan. Secondo i due studiosi, esisterebbe una correlazione significativa tra le minori dimensioni degli animali vissuti in passato e le ere geologiche più calde. Esemplari simili a quelli dalle dimensioni ridotte, che però hanno condotto la loro esistenza in periodi più freddi, risulterebbero invece essere più grandi.
LA RICERCA. Coleotteri, ragni, ma anche piante terrestri e marine; circa 50 milioni di anni fa si rimpicciolirono in percentuali molto significative (addirittura fino al 75%). Confrontando i dati con quelli acquisiti su ricerche inerenti a 85 specie attuali, gli studiosi  hanno verificato che negli ultimi decenni circa il 45% è rimasto invariato, mentre all'interno del restante 55% per cento l'80%  ha ridotto le sue dimensioni, l'altro 20% le ha aumentate.  L'influenza diretta sulla natura del riscaldamento globale sarebbe quindi la causa prima della riduzione delle dimensioni di molte specie animali e vegetali.  Le piante subirebbero gli effetti di una minore riserva d'acqua e dei troppi incendi, ma questi fattori si legano fortemente anche al mondo animale, costretto talvolta a riadattarsi con molta difficoltà ad un nuovo ambiente, distrutto o contaminato, a rinegoziare il suo ruolo all'interno della catena alimentare, rischiando non così raramente l'estinzione. (A.S. - http://www.newnotizie.it)
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Fiume Po, una scala di risalita per salvare storione e anguilla
Una scala di risalita a bacini successivi per salvare i pesci del Po come anguille, storioni e altre specie presenti nel grande fiume. E' quanto proposto da Regione Lombardia all'Unione Europea sul programma Life+. Si tratta di un intervento infrastrutturale che permetta in modo definitivo il superamento della diga di Isola Serafini, che alimenta la centrale idroelettrica. Questa infrastruttura determina l'interruzione ecologica del grande fiume, dei suoi affluenti e dei laghi lombardi. A farne le spese sono soprattutto anguille e storioni, il cui ciclo biologico si completa tra gli oceani e le sorgenti dei fiumi e dei laghi della Lombardia. Queste due specie sono classificate a rischio di estinzione dall'Unione Europea e la loro tutela è obbligatoria per gli Stati e le Regioni. Il progetto prevede inoltre la costituzione di un'apposita cabina di regia presso l'Autorità di bacino del fiume Po, che avrà il compito di monitorare i passaggi delle specie ittiche e, in particolare, di quelle in via di estinzione, mediante boe magnetiche sul delta del Po.
Su proposta dell'assessore regionale all'Agricoltura Giulio De Capitani, la Giunta lombarda ha dato quindi il via libera alla partecipazione dell'istituzione al progetto Con.Flu.Po e alla fase di negoziazione e contrattazione con la Commissione europea nell'ambito del programma comunitario Life+. Il valore dell'intervento supera i 7 milioni di euro. Regione Lombardia, capofila del progetto, partecipa con un finanziamento di 400.000 euro. Aderiscono al progetto tutte le regioni rivierasche, Enel Green Power Spa e il Canton Ticino, che è interessato a dare continuità alle scale di risalita già realizzate lungo il fiume Ticino fino al lago di Lugano. "La salvaguardia dell'ittiofauna lombarda - ha commentato De Capitani - parte anche dal miglioramento degli habitat e dalla realizzazione di interventi idraulici che ne consentano la circolazione nei fiumi e nei laghi lombardi. L'approvazione del progetto Con.Flu.Po, anche grazie all'ampia partecipazione di soggetti pubblici e privati, potrà davvero essere determinante per salvare le anguille e gli storioni dal rischio dell'estinzione". Il progetto è stato ammesso alla fase istruttoria presso la Commissione europea. Se l'esito sarà positivo, il cofinanziamento comunitario supererà i 3 milioni di euro e permetterà l'immediato avvio delle opere. (http://www.regione.lombardia.it)
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La carne di bufalo abbassa il rischio di infarto
Non solo buona ma anche salutare: è la carne di bufalo. Questo, secondo i risultati di una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition.
“Da almeno quarant’anni - spiega il presidente dell’Aspa, Associazione per la Scienza e le Produzioni animali, Giuseppe Pulina - gli zootecnici della Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università Federico II di Napoli hanno dimostrato le peculiari qualità salutistiche e nutraceutiche della carne di bufalo: bassi livelli di colesterolo, favorevoli indici di aterogenicità e trombogenicità, favorevoli livelli di acidi grassi mono e polinsaturi, di omega 3 e omega 6”.
Ora, gli autori della ricerca “Beneficial impact on cardiovascular risk profile of water buffalo meat consumption” concludono che “il consumo di carne di bufalo sembra associato con numerosi effetti benefici sul profilo del rischio cardiovascolare”.
La ricerca è stata condotta su 300 pazienti equamente suddivisi in abituali consumatori di carne di bufalo, in recenti consumatori di carne di bufalo (soggetti che hanno accettato di assumere 600 grammi di carne bufalina alla settimana) e non-consumatori di carne di bufalo.
I risultati più interessanti evidenziano che gli abituali consumatori di carne di bufalo, rispetto ai non-consumatori di carne di bufalo presentano: più bassi livelli di colesterolo e di trigliceridi ematici; una più bassa velocità del battito cardiaco; una migliore risposta ai test agli stress ossidativi; un minore spessore dell’intima della carotide destra; una minore incidenza di ipertensione e di attacchi ischemici.
I recenti consumatori di carne di bufalo (600 grammi di carne bufalina alla settimana) dopo un anno hanno evidenziato: una diminuzione dei livelli di colesterolo e di trigliceridi ematici; una diminuzione della velocità del battito cardiaco; un miglioramento della risposta allo stress ossidativi. (http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com)
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