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Newsletter 18 / 10.07.2007


Latte crudo alle stelle
E' donna un turista della grappa su tre
Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, produzione certificata in crescita
Un convegno sul biologico come impresa sociale
In gara i migliori apicoltori nazionali
La posizione CEEV e UIV sulla proposta per la riforma dell’OCM per il vino


Latte crudo alle stelle

Se non fosse per il prezzo del latte crudo alla stalla, che i presenti hanno definito “impazzito”, la notizia dell’assemblea annuale del Consorzio Provinciale Zootecnico Lattiero-Caseario di Vicenza, svoltasi l’altra sera nella storica sede di viale Trento, sarebbe la partecipazione di un nutrito numero di giovani allevatori, come non se ne vedevano da tempo: facce nuove, che promettono bene, per il futuro di un settore, la zootecnia ed il lattiero caseario, che fa del Vicentino la provincia più produttiva del Veneto.
Il latte crudo spunta quotazioni da capogiro: quarantuno centesimi al litro alla stalla contro i trentatre circa di media nel precedente periodo del mese di giugno. E la situazione non sembra destinata a risolversi in una bolla di sapone. Infatti il mercato del latte in polvere, appannaggio soprattutto dell’industria, sconta una penuria dovuta da un lato alla siccità, che ha ridimensionato la produzione del primo fornitore globale, l’Australia e, dall’altro, alla conversione delle coltivazioni cerealicole per usi energetici, a scapito dell’alimentazione delle vacche, “di moda” nel secondo più grande produttore di latte del mondo, gli Stati Uniti.
Il contraccolpo, a cascata, ora dà nuovo slancio al mercato del latte crudo, incluso quello italiano, un settore che negli ultimi anni aveva scontato gravi diseconomie, vedendo la redditività delle nostre aziende agricole calare vertiginosamente. Fino, sembra di poter dire, a ieri.
Tommaso Mario Abrate, presidente nazionale del settore Lattiero-Caseario di Confcooperative, ospite d’eccezione alla riunione, ha messo tuttavia in guardia gli allevatori dai facili entusiasmi, invitando alla prudenza: le difficoltà della zootecnia italiana sono un dato oltremodo annoso. Solo nell’ultimo anno, in provincia, oltre cento fattorie hanno cessato l’attività. Inoltre il mercato dei formaggi è ancora ben distante dall’essersi assestato su posizioni di equilibrio. E’ quindi necessario procedere con estrema cautela.
Sulla revisione del sistema quote-latte, in discussione in seno all’Unione Europea, Abrate non ha risparmiato stoccate al Ministro italiano Paolo De Castro: «Ne abbiamo parlato una sera a cena e mi è sembrato favorevole alla loro abolizione», ha detto alla platea, che pendeva dalle sue labbra per le implicazioni che il sistema “quote” ha, non solo sul mercato del latte, ma anche sul valore catastale delle aziende agricole e sul mercato degli affitti temporanei o delle cessioni definitive di quote di produzione. «Attendo di capire se la posizione ufficiale delle Politiche Agricole sarà favorevole agli allevatori o all’industria ed ai Paesi del Nord. Piaccia o no, il sistema delle quote, nonostante gli “irriducibili” dei Cobas-Cospa ci facciano concorrenza sleale, per noi italiani, che possiamo produrre solo il 60% del fabbisogno nazionale, oggi è comunque una garanzia dall’invasione di latte proveniente dall’estero a prezzi troppo bassi. Il pericolo di un boom della produzione, come conseguenza della deregolamentazione, è ben noto anche a chi ne chiede la revoca, la Germania in primis. I Tedeschi producono il 240% del proprio fabbisogno e, con la Gran Bretagna e l’Olanda, chiedono un “atterraggio morbido”. A mio avviso, per le nostre imprese sarebbe un male minore: diluito nel tempo, ma comunque negativo».
Parole di apprezzamento sono venute per il sistema della Dop, in cui l’Italia eccelle con 33 specialità protette ed in cui Vicenza si contraddistingue per l’Asiago: non sono delocalizzabili e, con il più deperibile, ossia il latte fresco (Abrate lo chiama “la 34esima Dop” - “Infatti hanno cercato di portarcelo via - Tanzi”), sono la miglior garanzia di tenuta di un sistema produttivo capace di esprimere eccellenze, apprezzate e copiate a livello globale, quanto fragile.
All’assemblea, presieduta da Domenico Pojer, hanno partecipato anche il direttore del Consorzio per la Tutela del Formaggio Asiago, Antonio Pozzan, e di Confcooperative Vicenza, Alberto Chiodi. Quella di giovedì sera è stata l’occasione per la consegna di una targa di riconoscimento al sig. Severino Dalla Costa, perito agrario dipedente del Consorzio appena andato in pensione, contraddistintosi per aver sempre lavorato con grande competenza, capacità e spirito di servizio. A lui, prima di rifocillarsi con un semplice banchetto di prodotti tipici con formaggio Asiago, Grana Padano, panini con la Sopressa e vini vicentini a Doc, quando era ormai notte inoltrata, è stato tributato un calorosissimo applauso.
Alpe Comunicazione, Alberto Pertile, tel. 0444-1835290 / 304392, alberto@pertile.org.
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E' donna un turista della grappa su tre

Secondo quanto emerge dalla "Prima ricerca sul turista della grappa" un visitatore di Grapperie Aperte 2006 su tre è di sesso femminile (36% contro il 64% degli uomini). I visitatori delle distillerie sono stati quindi in prevalenza uomini, ma il dato relativo al pubblico femminile è positivo e dimostra una volta di più che esiste un interesse delle donne nei confronti della grappa (la ricerca è stata condotta su 355 visitatori di Grapperie Aperte 2006 tramite un questionario).
Se il visitatore uomo di Grapperie Aperte ha dichiarato di interessarsi alla grappa perché si considera un consumatore attento (30%) o è un appassionato del prodotto (33%), la visitatrice donna entra in distilleria soprattutto per curiosità (così ha risposto il 54% delle intervistate). Nettamente differente anche il modo in cui si sceglie la grappa. Gli uomini si sentono più sicuri di sè: la maggioranza dei visitatori (51%) prova personalmente diversi tipi per farsi un'idea, solo pochi (25%) chiedono un consiglio al venditore, agli amici o a parenti. Anche le donne provano diversi prodotti (39%) ma sono, al contrario degli uomini, molto inclini a farsi consigliare (43%).
Diversa l'opinione anche su cos'è la grappa. Se per la maggioranza degli uomini in visita in distilleria questa è soprattutto un piacere dei sensi (39%) e solo per pochi un digestivo (26%), per le donne il giudizio è pressoché unanime: circa un terzo (35%) la considera un digestivo, ma per quasi un altro terzo è un piacere dei sensi (31%). A dimostrazione della raffinatezza del pubblico femminile che della grappa sa cogliere tanto il momento edonico che quello più tradizionale.
La stessa ricerca verrà condotta nuovamente quest'anno in occasione della domenica delle Grapperie Aperte il prossimo 14 ottobre. In questa data le distillerie dell'Istituto Nazionale Grappa saranno aperte a chi vuole saperne di più sull'acquavite made in Italy. La manifestazione è ormai un appuntamento tradizionale dell'autunno: l'anno scorso sono state circa 17.000 le persone che hanno deciso di passare qualche ora in distilleria.
Istituto Nazionale Grappa - Ufficio Stampa – Carlo Odello - tel. +39 329 7941822 -press@istitutograppa.org.
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Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, produzione certificata in crescita

E’ ancora aumentata nell’ultimo anno la produzione del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, nonostante le difficoltà della stagione appena conclusa. I dati riferiti al ciclo produttivo 2006/2007, raccolti dal Consorzio Tutela, testimoniano infatti una notevole crescita in termini di volumi, più accentuata per il Rosso di Treviso, più attenuata, ma sempre con un trend positivo, per il Variegato di Castelfranco.
Rispetto all’annata 2005/2006 il Rosso di Treviso segna un aumento di quantità certificata dai 364.937,15 kg della scorsa stagione ai 554.814, 46 kg del 2006/2007, con una percentuale del +52,03%. Il Variegato di Castelfranco dai 128.262,83 kg ai 185.331,40 kg (+44,49%).
Dati che in parte trovano una giustificazione nell’aumento del numero di produttori e confezionatori aderenti al sistema certificato, ma che vanno letti tenendo conto del “ruolo cuscinetto” svolto dal prodotto IGP rispetto alla crisi del prezzo. A qualità analoga, i dati rilevano infatti come l’IGP sia in grado di mantenere fisso il proprio Delta (la differenza di prezzo) rispetto al valore del prodotto convenzionale.
«Le condizioni climatiche particolarmente miti hanno significato una stagione non facile per il Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP» ha detto il Presidente del Consorzio tutela Lucio Torresan. «Ma auspichiamo che i prezzi favorevoli abbiamo consentito ad un maggior numero di consumatori di avvicinarsi al Radicchio IGP e di rilevarne la qualità. Come Consorzio ci stiamo attivando, sia logisticamente che attraverso una comunicazione mirata, per far conoscere il prodotto nelle zone finora meno ricettive. Punto fermo rimane la tutela dell’IGP per garantire, sotto l’aspetto economico e qualitativo, sia i produttori, che i consumatori».
Come sottolineato da Luca Giavi, Direttore del Consorzio Tutela (www.radicchioditreviso.it) «I dati su un’annata difficile come questa testimoniano come in caso di crisi il prodotto IGP con i suoi controlli a favore dei consumatori, sia in grado di attenuare il rischio dato dalla diminuzione dei prezzi . Tra i produttori giovani e quelli che hanno scelto la specializzazione, sta crescendo la consapevolezza che l’IGP è la scelta del futuro».
Ufficio Stampa Carry On; tel. 0438 24007; info@carryon.it.
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Un convegno sul biologico come impresa sociale

Si è svolto a Roma, il 3 luglio il convegno “Il biologico sociale”, organizzato da OESSE Officina Sociale, con la collaborazione dell’AIAB, sulle prospettive di un nuovo modello di sviluppo locale, solidale e sostenibile. Il Presidente AIAB Andrea Ferrante ha ribadito “Il ruolo importantissimo dell’agricoltura biologica nella sua capacità di andare oltre la semplice produzione di materia prima. La competitività non è solo economica, ma un concetto molto più ampio: sociale ed ambientale”. Al convegno sono intervenuti i rappresentanti di OESSE e ANCI, che hanno presentato “Biomio” (Imprese economia sociale), un progetto cofinanziato dall’Unione Europea e dal Ministero del Lavoro italiano nell’ambito del Programma di Iniziativa comunitaria EQUAL, che intende sostenere e favorire l’occupabilità e l’occupazione dei soggetti socialmente svantaggiati come giovani, donne, disoccupati di lungo periodo, i diversamente abili, gli ex-detenuti, gli ex-tossicodipendenti. Si cerca di superare in questa maniera l’assistenzialismo, trasformando questi soggetti svantaggiati in imprenditori di se stessi, parte attiva nella creazione di reddito per un’impresa che, secondo Antonietta De Sanctis (OESSE) “deve stare in piedi da sola”. Biomio, inoltre, comporterà la nascita di cinque imprese sociali in quattro regioni italiane con lo scopo di raccordare direttamente i produttori biologici con i consumatori. Il Presidente Rete delle Fattorie Sociali, Alfonso Pascale, ha concluso affermando che l’agricoltura sociale non è un’agricoltura assistenziale ma “un’agricoltura fortemente competitiva vantaggiosa per tutti”. (AIAB) (Bioagricoltura Notizie)
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In gara i migliori apicoltori nazionali

Con 400 grammi pro capite all’anno non si può dire che gli italiani siano oggi dei gran mangiatori di miele, ma indubbiamente la cultura sul “nettare degli dei” sta crescendo, e con la cultura i consumi, che nell’ultimo anno hanno segnato una ripresa. Questo anche perché l’Italia è l’unico Paese al mondo che può vantare moltissime varietà di mieli pregiati, dall’acacia (il più amato) al castagno, dall’eucalipto al girasole, agli ottimi millefiori, oltre 30 varietà pregiate con un giro d’affari che muove oltre 60 milioni di euro per una produzione nazionale che supera abbondantemente le 14 mila tonnellate.
Sono in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte che si trovano i maggiori apicolori nazionali (in Italia sono oltre 50.000) ed hanno un bel da fare: sono infatti più di un milione gli alveari destinati alla produzione, e sono abitati da ben 55 miliardi di api!
Un patrimonio ricco che va difeso dagli attacchi dei produttori esteri, che si affacciano con sempre maggiore insistenza sul mercato nazionale. Ancora una volta è la Cina che spaventa, essendo uno dei maggiori produttori mondiali, ma con una qualità che nulla ha a che vedere con il miele italiano. Proprio con il fine ultimo di promuovere e diffondere sempre più la cultura del nostro prodotto tipico di qualità, nell’ambito de Il BonTà di Cremona, in programma dal 10 al 13 novembre, si terrà un concorso che coinvolgerà gli oltre 150 apicoltori della provincia e che premierà il miele più buono del territorio.
Un’iniziativa che servirà anche per scoprire molte produzioni che spesso sono poco conosciute dai consumatori, ma che rappresentano certamente una delle eccellenze dell’agroalimentare di qualità.
Paolo Bodini, Ufficio stampa CremonaFiere, tel. 0372 598206, cell.328 8110115
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La posizione CEEV e UIV sulla proposta per la riforma dell’OCM per il vino

In occasione della presentazione da parte di Fischer Boel della proposta legislativa della riforma dell’OCM Vino, adottata oggi dalla Commissione Europea, il CEEV (Comité Européen des Entreprises Vins) sostiene la filosofia e gli obiettivi di questa proposta. “Se vogliamo restare leaders mondiali abbiamo bisogno di una OCM Vino adeguata all’evoluzione del mercato, che permetta alle aziende e ai vini europei di essere più competitivi sia sul mercato interno sia su quelli esteri” ha dichiarato Lamberto V. Gancia, Presidente CEEV.
In effetti, proponendo una riforma dell’attuale OCM Vino, la Commissione europea si trova d’accordo con il senso globale della posizione CEEV in quanto:
- mette in evidenza l’inadeguatezza delle misure attuali di gestione del mercato in rapporto agli obiettivi fissati e ai costi considerevoli che essi rappresentano, ritardando gli adattamenti necessari da parte della produzione.
- raccomanda una riforma sostanziale al fine di facilitare gli adattamenti della produzione, in quantità e qualità, per rispondere alle aspettative del mercato.
- manifesta, come obiettivo prioritario, una maggiore ambizione per la conquista di nuovi consumatori e nuovi mercati, mediante il sostegno e la promozione dei concetti di qualità europei come pure mediante la responsabilità e la moderazione nel consumo dei vini.

Il CEEV ritiene tuttavia che la proposta di riforma non sia tanto ambiziosa da assicurare una maggiore competitività e uno sviluppo durevole del settore europeo dei vini, in particolare per quanto riguarda
- il rinvio della data di annullamento della proibizione di nuovi impianti viticoli
- l’assenza di una effettiva strategia commerciale estera europea propositiva e ambiziosa, con mezzi adeguati
- la specificità OCM non sufficientemente affermata in un certo numero settori importanti come per esempio l’etichettatura

“Tutto sommato il CEEV si congratula per la proposta della Commissione Europea che costituisce una solida base di negoziazione. CEEV si affiancherà al programma di negoziazione con il suo fattivo contributo che ha come scopo il consolidamento della competitività della filiera viticola europea” ha dichiarato Lamberto V. Gancia, Presidente CEEV.
Moderata soddisfazione da parte di Unione Italiana Vini. Secondo UIV l’impianto della proposta di riforma dell’Ocm vino formalizzato dalla Commissione guarda al mercato, di conseguenza l’imprenditoria vinicola italiana che si riconosce nella Confederazione Italiana della Vite e del Vino (l’anima politica dell’Unione Italiana Vini) esprime moderata soddisfazione per una filosofia capace anche di scelte coraggiose come l’eliminazione dell’uso del saccarosio. “Al tempo stesso però - precisa Andrea Sartori, presidente della Confederazione - non condividiamo l’idea di riportare l’indicazione di vitigno e di annata sull’etichetta dei vini da tavola e richiamiamo l’attenzione sulla delicata questione della liberalizzazione degli impianti, che dovrà comunque essere ‘guidata’ affinché non sconvolga gli assetti di mercato. In merito alla nuova impostazione sulle denominazioni d’origine, si deve assolutamente evitare il rischio di smontare un impianto che in Europa vanta oltre 200 anni di storia e che è parte essenziale della nostra cultura”. Decisamente positivo il capitolo “promozione”, ma bisognerà prestare particolare attenzione alla questione fondi disponibili anche per il mercato comunitario.
Info: Jose Ramon Fernandez, Secrétaire Général, ceev@ceev.be, www.ceev.be - UIV, Raffaella Leoni, tel. 02 72222855,
e-mail: r.leoni@uiv.it

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