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Latte crudo
alle stelle
E' donna
un turista della grappa su tre
Radicchio
Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, produzione certificata
in crescita
Un convegno
sul biologico come impresa sociale
In gara
i migliori apicoltori nazionali
La posizione
CEEV e UIV sulla proposta per la riforma dell’OCM per il vino

Latte
crudo alle stelle
Se
non fosse per il prezzo del latte crudo alla stalla, che i presenti
hanno definito “impazzito”, la notizia dell’assemblea
annuale del Consorzio Provinciale Zootecnico Lattiero-Caseario di
Vicenza, svoltasi l’altra sera nella storica sede di viale
Trento, sarebbe la partecipazione di un nutrito numero di giovani
allevatori, come non se ne vedevano da tempo: facce nuove, che promettono
bene, per il futuro di un settore, la zootecnia ed il lattiero caseario,
che fa del Vicentino la provincia più produttiva del Veneto.
Il latte crudo spunta quotazioni da capogiro: quarantuno centesimi
al litro alla stalla contro i trentatre circa di media nel precedente
periodo del mese di giugno. E la situazione non sembra destinata
a risolversi in una bolla di sapone. Infatti il mercato del latte
in polvere, appannaggio soprattutto dell’industria, sconta
una penuria dovuta da un lato alla siccità, che ha ridimensionato
la produzione del primo fornitore globale, l’Australia e,
dall’altro, alla conversione delle coltivazioni cerealicole
per usi energetici, a scapito dell’alimentazione delle vacche,
“di moda” nel secondo più grande produttore di
latte del mondo, gli Stati Uniti.
Il contraccolpo, a cascata, ora dà nuovo slancio al mercato
del latte crudo, incluso quello italiano, un settore che negli ultimi
anni aveva scontato gravi diseconomie, vedendo la redditività
delle nostre aziende agricole calare vertiginosamente. Fino, sembra
di poter dire, a ieri.
Tommaso Mario Abrate, presidente nazionale del settore Lattiero-Caseario
di Confcooperative, ospite d’eccezione alla riunione, ha messo
tuttavia in guardia gli allevatori dai facili entusiasmi, invitando
alla prudenza: le difficoltà della zootecnia italiana sono
un dato oltremodo annoso. Solo nell’ultimo anno, in provincia,
oltre cento fattorie hanno cessato l’attività. Inoltre
il mercato dei formaggi è ancora ben distante dall’essersi
assestato su posizioni di equilibrio. E’ quindi necessario
procedere con estrema cautela.
Sulla revisione del sistema quote-latte, in discussione in seno
all’Unione Europea, Abrate non ha risparmiato stoccate al
Ministro italiano Paolo De Castro: «Ne abbiamo parlato una
sera a cena e mi è sembrato favorevole alla loro abolizione»,
ha detto alla platea, che pendeva dalle sue labbra per le implicazioni
che il sistema “quote” ha, non solo sul mercato del
latte, ma anche sul valore catastale delle aziende agricole e sul
mercato degli affitti temporanei o delle cessioni definitive di
quote di produzione. «Attendo di capire se la posizione ufficiale
delle Politiche Agricole sarà favorevole agli allevatori
o all’industria ed ai Paesi del Nord. Piaccia o no, il sistema
delle quote, nonostante gli “irriducibili” dei Cobas-Cospa
ci facciano concorrenza sleale, per noi italiani, che possiamo produrre
solo il 60% del fabbisogno nazionale, oggi è comunque una
garanzia dall’invasione di latte proveniente dall’estero
a prezzi troppo bassi. Il pericolo di un boom della produzione,
come conseguenza della deregolamentazione, è ben noto anche
a chi ne chiede la revoca, la Germania in primis. I Tedeschi producono
il 240% del proprio fabbisogno e, con la Gran Bretagna e l’Olanda,
chiedono un “atterraggio morbido”. A mio avviso, per
le nostre imprese sarebbe un male minore: diluito nel tempo, ma
comunque negativo».
Parole di apprezzamento sono venute per il sistema della Dop, in
cui l’Italia eccelle con 33 specialità protette ed
in cui Vicenza si contraddistingue per l’Asiago: non sono
delocalizzabili e, con il più deperibile, ossia il latte
fresco (Abrate lo chiama “la 34esima Dop” - “Infatti
hanno cercato di portarcelo via - Tanzi”), sono la miglior
garanzia di tenuta di un sistema produttivo capace di esprimere
eccellenze, apprezzate e copiate a livello globale, quanto fragile.
All’assemblea, presieduta da Domenico Pojer, hanno partecipato
anche il direttore del Consorzio per la Tutela del Formaggio Asiago,
Antonio Pozzan, e di Confcooperative Vicenza, Alberto Chiodi. Quella
di giovedì sera è stata l’occasione per la consegna
di una targa di riconoscimento al sig. Severino Dalla Costa, perito
agrario dipedente del Consorzio appena andato in pensione, contraddistintosi
per aver sempre lavorato con grande competenza, capacità
e spirito di servizio. A lui, prima di rifocillarsi con un semplice
banchetto di prodotti tipici con formaggio Asiago, Grana Padano,
panini con la Sopressa e vini vicentini a Doc, quando era ormai
notte inoltrata, è stato tributato un calorosissimo applauso.
Alpe Comunicazione, Alberto Pertile, tel. 0444-1835290 / 304392,
alberto@pertile.org.
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E'
donna un turista della grappa su tre
Secondo
quanto emerge dalla "Prima ricerca sul turista della grappa"
un visitatore di Grapperie Aperte 2006 su tre è di sesso
femminile (36% contro il 64% degli uomini). I visitatori delle distillerie
sono stati quindi in prevalenza uomini, ma il dato relativo al pubblico
femminile è positivo e dimostra una volta di più che
esiste un interesse delle donne nei confronti della grappa (la ricerca
è stata condotta su 355 visitatori di Grapperie Aperte 2006
tramite un questionario).
Se il visitatore uomo di Grapperie Aperte ha dichiarato di interessarsi
alla grappa perché si considera un consumatore attento (30%)
o è un appassionato del prodotto (33%), la visitatrice donna
entra in distilleria soprattutto per curiosità (così
ha risposto il 54% delle intervistate). Nettamente differente anche
il modo in cui si sceglie la grappa. Gli uomini si sentono più
sicuri di sè: la maggioranza dei visitatori (51%) prova personalmente
diversi tipi per farsi un'idea, solo pochi (25%) chiedono un consiglio
al venditore, agli amici o a parenti. Anche le donne provano diversi
prodotti (39%) ma sono, al contrario degli uomini, molto inclini
a farsi consigliare (43%).
Diversa l'opinione anche su cos'è la grappa. Se per la maggioranza
degli uomini in visita in distilleria questa è soprattutto
un piacere dei sensi (39%) e solo per pochi un digestivo (26%),
per le donne il giudizio è pressoché unanime: circa
un terzo (35%) la considera un digestivo, ma per quasi un altro
terzo è un piacere dei sensi (31%). A dimostrazione della
raffinatezza del pubblico femminile che della grappa sa cogliere
tanto il momento edonico che quello più tradizionale.
La stessa ricerca verrà condotta nuovamente quest'anno in
occasione della domenica delle Grapperie Aperte il prossimo 14 ottobre.
In questa data le distillerie dell'Istituto Nazionale Grappa saranno
aperte a chi vuole saperne di più sull'acquavite made in
Italy. La manifestazione è ormai un appuntamento tradizionale
dell'autunno: l'anno scorso sono state circa 17.000 le persone che
hanno deciso di passare qualche ora in distilleria.
Istituto Nazionale Grappa - Ufficio Stampa – Carlo Odello
- tel. +39 329 7941822 -press@istitutograppa.org.
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Radicchio
Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, produzione certificata
in crescita
E’
ancora aumentata nell’ultimo anno la produzione del Radicchio
Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, nonostante le
difficoltà della stagione appena conclusa. I dati riferiti
al ciclo produttivo 2006/2007, raccolti dal Consorzio Tutela, testimoniano
infatti una notevole crescita in termini di volumi, più accentuata
per il Rosso di Treviso, più attenuata, ma sempre con un
trend positivo, per il Variegato di Castelfranco.
Rispetto all’annata 2005/2006 il Rosso di Treviso segna un
aumento di quantità certificata dai 364.937,15 kg della scorsa
stagione ai 554.814, 46 kg del 2006/2007, con una percentuale del
+52,03%. Il Variegato di Castelfranco dai 128.262,83 kg ai 185.331,40
kg (+44,49%).
Dati che in parte trovano una giustificazione nell’aumento
del numero di produttori e confezionatori aderenti al sistema certificato,
ma che vanno letti tenendo conto del “ruolo cuscinetto”
svolto dal prodotto IGP rispetto alla crisi del prezzo. A qualità
analoga, i dati rilevano infatti come l’IGP sia in grado di
mantenere fisso il proprio Delta (la differenza di prezzo) rispetto
al valore del prodotto convenzionale.
«Le condizioni climatiche particolarmente miti hanno significato
una stagione non facile per il Radicchio Rosso di Treviso e Variegato
di Castelfranco IGP» ha detto il Presidente del Consorzio
tutela Lucio Torresan. «Ma auspichiamo che i prezzi favorevoli
abbiamo consentito ad un maggior numero di consumatori di avvicinarsi
al Radicchio IGP e di rilevarne la qualità. Come Consorzio
ci stiamo attivando, sia logisticamente che attraverso una comunicazione
mirata, per far conoscere il prodotto nelle zone finora meno ricettive.
Punto fermo rimane la tutela dell’IGP per garantire, sotto
l’aspetto economico e qualitativo, sia i produttori, che i
consumatori».
Come sottolineato da Luca Giavi, Direttore del Consorzio Tutela
(www.radicchioditreviso.it)
«I dati su un’annata difficile come questa testimoniano
come in caso di crisi il prodotto IGP con i suoi controlli a favore
dei consumatori, sia in grado di attenuare il rischio dato dalla
diminuzione dei prezzi . Tra i produttori giovani e quelli che hanno
scelto la specializzazione, sta crescendo la consapevolezza che
l’IGP è la scelta del futuro».
Ufficio Stampa Carry On; tel. 0438 24007; info@carryon.it.
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Un
convegno sul biologico come impresa sociale
Si
è svolto a Roma, il 3 luglio il convegno “Il biologico
sociale”, organizzato da OESSE Officina Sociale, con la collaborazione
dell’AIAB, sulle prospettive di un nuovo modello di sviluppo
locale, solidale e sostenibile. Il Presidente AIAB Andrea Ferrante
ha ribadito “Il ruolo importantissimo dell’agricoltura
biologica nella sua capacità di andare oltre la semplice
produzione di materia prima. La competitività non è
solo economica, ma un concetto molto più ampio: sociale ed
ambientale”. Al convegno sono intervenuti i rappresentanti
di OESSE e ANCI, che hanno presentato “Biomio” (Imprese
economia sociale), un progetto cofinanziato dall’Unione Europea
e dal Ministero del Lavoro italiano nell’ambito del Programma
di Iniziativa comunitaria EQUAL, che intende sostenere e favorire
l’occupabilità e l’occupazione dei soggetti socialmente
svantaggiati come giovani, donne, disoccupati di lungo periodo,
i diversamente abili, gli ex-detenuti, gli ex-tossicodipendenti.
Si cerca di superare in questa maniera l’assistenzialismo,
trasformando questi soggetti svantaggiati in imprenditori di se
stessi, parte attiva nella creazione di reddito per un’impresa
che, secondo Antonietta De Sanctis (OESSE) “deve stare in
piedi da sola”. Biomio, inoltre, comporterà la nascita
di cinque imprese sociali in quattro regioni italiane con lo scopo
di raccordare direttamente i produttori biologici con i consumatori.
Il Presidente Rete delle Fattorie Sociali, Alfonso Pascale, ha concluso
affermando che l’agricoltura sociale non è un’agricoltura
assistenziale ma “un’agricoltura fortemente competitiva
vantaggiosa per tutti”. (AIAB) (Bioagricoltura Notizie)
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In
gara i migliori apicoltori nazionali
Con
400 grammi pro capite all’anno non si può dire che
gli italiani siano oggi dei gran mangiatori di miele, ma indubbiamente
la cultura sul “nettare degli dei” sta crescendo, e
con la cultura i consumi, che nell’ultimo anno hanno segnato
una ripresa. Questo anche perché l’Italia è
l’unico Paese al mondo che può vantare moltissime varietà
di mieli pregiati, dall’acacia (il più amato) al castagno,
dall’eucalipto al girasole, agli ottimi millefiori, oltre
30 varietà pregiate con un giro d’affari che muove
oltre 60 milioni di euro per una produzione nazionale che supera
abbondantemente le 14 mila tonnellate.
Sono in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte che si trovano i maggiori
apicolori nazionali (in Italia sono oltre 50.000) ed hanno un bel
da fare: sono infatti più di un milione gli alveari destinati
alla produzione, e sono abitati da ben 55 miliardi di api!
Un patrimonio ricco che va difeso dagli attacchi dei produttori
esteri, che si affacciano con sempre maggiore insistenza sul mercato
nazionale. Ancora una volta è la Cina che spaventa, essendo
uno dei maggiori produttori mondiali, ma con una qualità
che nulla ha a che vedere con il miele italiano. Proprio con il
fine ultimo di promuovere e diffondere sempre più la cultura
del nostro prodotto tipico di qualità, nell’ambito
de Il BonTà di Cremona, in programma dal 10 al 13 novembre,
si terrà un concorso che coinvolgerà gli oltre 150
apicoltori della provincia e che premierà il miele più
buono del territorio.
Un’iniziativa che servirà anche per scoprire molte
produzioni che spesso sono poco conosciute dai consumatori, ma che
rappresentano certamente una delle eccellenze dell’agroalimentare
di qualità.
Paolo Bodini, Ufficio stampa CremonaFiere, tel. 0372 598206, cell.328
8110115
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La
posizione CEEV e UIV sulla proposta per la riforma dell’OCM
per il vino
In
occasione della presentazione da parte di Fischer Boel della proposta
legislativa della riforma dell’OCM Vino, adottata oggi dalla
Commissione Europea, il CEEV (Comité Européen des
Entreprises Vins) sostiene la filosofia e gli obiettivi di questa
proposta. “Se vogliamo restare leaders mondiali abbiamo bisogno
di una OCM Vino adeguata all’evoluzione del mercato, che permetta
alle aziende e ai vini europei di essere più competitivi
sia sul mercato interno sia su quelli esteri” ha dichiarato
Lamberto V. Gancia, Presidente CEEV.
In effetti, proponendo una riforma dell’attuale OCM Vino,
la Commissione europea si trova d’accordo con il senso globale
della posizione CEEV in quanto:
- mette in evidenza l’inadeguatezza delle misure attuali di
gestione del mercato in rapporto agli obiettivi fissati e ai costi
considerevoli che essi rappresentano, ritardando gli adattamenti
necessari da parte della produzione.
- raccomanda una riforma sostanziale al fine di facilitare gli adattamenti
della produzione, in quantità e qualità, per rispondere
alle aspettative del mercato.
- manifesta, come obiettivo prioritario, una maggiore ambizione
per la conquista di nuovi consumatori e nuovi mercati, mediante
il sostegno e la promozione dei concetti di qualità europei
come pure mediante la responsabilità e la moderazione nel
consumo dei vini.
Il CEEV ritiene tuttavia che la proposta di riforma
non sia tanto ambiziosa da assicurare una maggiore competitività
e uno sviluppo durevole del settore europeo dei vini, in particolare
per quanto riguarda
- il rinvio della data di annullamento della proibizione di nuovi
impianti viticoli
- l’assenza di una effettiva strategia commerciale estera
europea propositiva e ambiziosa, con mezzi adeguati
- la specificità OCM non sufficientemente affermata in un
certo numero settori importanti come per esempio l’etichettatura
“Tutto sommato il CEEV si congratula
per la proposta della Commissione Europea che costituisce una solida
base di negoziazione. CEEV si affiancherà al programma di
negoziazione con il suo fattivo contributo che ha come scopo il
consolidamento della competitività della filiera viticola
europea” ha dichiarato Lamberto V. Gancia, Presidente CEEV.
Moderata soddisfazione da parte di Unione Italiana Vini. Secondo
UIV l’impianto della proposta di riforma dell’Ocm vino
formalizzato dalla Commissione guarda al mercato, di conseguenza
l’imprenditoria vinicola italiana che si riconosce nella Confederazione
Italiana della Vite e del Vino (l’anima politica dell’Unione
Italiana Vini) esprime moderata soddisfazione per una filosofia
capace anche di scelte coraggiose come l’eliminazione dell’uso
del saccarosio. “Al tempo stesso però - precisa Andrea
Sartori, presidente della Confederazione - non condividiamo l’idea
di riportare l’indicazione di vitigno e di annata sull’etichetta
dei vini da tavola e richiamiamo l’attenzione sulla delicata
questione della liberalizzazione degli impianti, che dovrà
comunque essere ‘guidata’ affinché non sconvolga
gli assetti di mercato. In merito alla nuova impostazione sulle
denominazioni d’origine, si deve assolutamente evitare il
rischio di smontare un impianto che in Europa vanta oltre 200 anni
di storia e che è parte essenziale della nostra cultura”.
Decisamente positivo il capitolo “promozione”, ma bisognerà
prestare particolare attenzione alla questione fondi disponibili
anche per il mercato comunitario.
Info: Jose Ramon Fernandez, Secrétaire Général,
ceev@ceev.be, www.ceev.be - UIV, Raffaella Leoni, tel. 02 72222855,
e-mail: r.leoni@uiv.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore


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