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Ocm. Città
del Vino e associazioni di categoria a confronto
Il
32,5% della ristorazione italiana coperta dalle pizzerie
Proroga
per la revisione estimi catastali dei terreni agricoli
Anteprima
Opera: incontro con l’Opera e gli Artisti, i Vini e i Sapori
di Verona
Il
primo monitoraggio sul “turismo lento”
Controlli
e qualità fanno “volare” il Chianti

Ocm.
Città del Vino e associazioni di categoria a confronto
Il
Commissario europeo all'Agricoltura Fischer-Boel ha presentato al
Consiglio dei Ministri agricoli la nuova bozza della proposta di
riforma dell'Organizzazione Comune di Mercato per il vino, in vista
dell'approvazione formale della proposta stessa, prevista per il
prossimo 4 luglio. L’Associazione nazionale Città del
Vino giudica positivamente le modifiche apportate alla proposta
originaria di riforma comunitaria dell’OCM vino, ma ci sono
ancora degli aspetti da chiarire per quanto riguarda la produzione
vinicola del nostro Paese. Soddisfazione, infatti, viene espressa
per il mantenimento del divieto di zuccheraggio per l’aumento
della gradazione alcolica, lo stop degli aiuti di crisi (distillazione),
il divieto di importare e miscelare mosti di provenienza extracomunitaria.
Giudicati positivamente sia la forte riduzione della superficie
prevista di estirpazione dei vigneti sia l’introduzione di
importanti criteri che limitano l’impatto sociale, ambientale
e paesaggistico dell’eventuale abbandono produttivo. Restano,
però, aperte alcune questioni che la nuova proposta di riforma
non chiarisce appieno e che riguardano, in particolare, le pratiche
enologiche e l’etichettatura.
L’Associazione Città del Vino, ribadisce la necessità
di adottare misure per l’etichettatura delle bottiglie di
vino che diano ampie garanzie di trasparenza nell’informazione,
garantendo ai consumatori una consapevole possibilità di
scelta; ribadiscono la contrarietà all’indicazione
in etichetta dell’annata e del nome del vitigno per i vini
da tavola, provvedimento che invece creerebbe confusione e disorientamento
tra i consumatori, mentre invece deve essere ulteriormente valorizzata
l’origine del prodotto, magari inserendo in etichetta il nome
del Comune dove opera l’azienda vitivinicola.
Preso atto dei positivi, seppur parziali, cambiamenti che sono stati
recepiti dal Commissario Europeo all’Agricoltura, l’Associazione
Nazionale Città del Vino invita l’intera filiera vitivinicola
ad uno sforzo comune affinché la fase finale di questo percorso
possa portare alla definitiva approvazione della migliore OCM vino
possibile. Produrre meno per produrre meglio è un obiettivo
da perseguire e da raggiungere, ma lo si può ottenere senza
penalizzare la viticoltura “minore” che invece rappresenta
un forte valore aggiunto anche in termini ambientali e paesaggistici,
elementi fondamentali dell’identità e della “diversità”
italiana ed europea. E’ pertanto da contestare, in questo
senso, che la vitivinicoltura europea possa essere assoggettata
alle regole della PAC, in quanto non è assimilabile alla
gestione colturale di altre colture (cereali, tabacco, ecc.).
Occorre, invece, destinare i finanziamenti europei non tanto all’espianto
quanto al rinnovo dei vigneti, per incentivare l’ingresso
dei giovani nel mondo agricolo e vitivinicolo in particolare, per
valorizzare le produzioni locali rafforzandone qualità e
immagine. Occorrono nuovi e più consistenti finanziamenti
da parte dell’ente pubblico per favorire la ricerca nel suo
insieme. C’è poi bisogno di uno scatto forte in avanti,
affinché il mondo del vino possa cogliere l’occasione
della nuova OCM vino per riformare la propria struttura economico
produttiva.
Per questi motivi, le Città del Vino invitano tutte le organizzazioni
di categoria, i consorzi, le associazioni dei produttori, gli enti
pubblici a sedere intorno ad un tavolo per concordare una strategia
comune che consenta di definire nel dettaglio le ulteriori richieste
da consegnare nelle mani del Ministro per le politiche agricole
del Governo italiano, perché le possa presentare in sede
di Commissione Europea, affinché la nuova OCM possa contribuire
davvero al rilancio complessivo della vitivinicoltura italiana ed
europea.
Ufficio Stampa Città del Vino, Massimiliano Rella, 347/8872490
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Il
32,5% della ristorazione italiana coperta dalle pizzerie
La
pizza è stata inventata in Italia, ma i più grandi
mangiatori di questa nostra specialità sono gli americani,
che con ben 12 kg pro capite surclassano i nostri 4,8 kg. Ma la
qualità? Di certo quella italiana non si discute, soprattutto
considerato che oltre il 67% della pizza consumata è artigianale
e realizzata secondo il metodo classico che l’ha resa famosa
in tutto il mondo. Sono 22.150 le pizzerie “classiche”
in Italia, e il mercato sta godendo di buona salute. Merito dell’eccellenza
del prodotto servito, naturalmente. La pizza infatti si sta rivalutando
non solo come immagine forte del made in Italy, ma soprattutto come
alimento “buono” anche dal punto di vista nutrizionale;
questo grazie all’impegno delle associazioni di categoria
nel fornire un prodotto realizzato con ingredienti di prima qualità.
Una qualità che si paga: gli italiani infatti spendono mediamente
16,65 euro per una cena in pizzeria. Questo non ha però intaccato
i consumi: evidentemente la pizza italiana è buona, e vale
la pena di spendere qualche euro in più se c’è
la garanzia dell’eccellenza.
Visto anche il crescente interesse da parte degli operatori professionali
nel comunicare e nel fare assaggiare al grande pubblico dei consumatori
quant’è buono il vero prodotto artigianale, la pizza
sarà una dei protagonisti alla prossima edizione de Il BonTà
di Cremona, in programma dal 10 al 13 novembre, con una serie di
eventi, concorsi e degustazioni per scoprire tutti i segreti e le
delizie di uno dei prodotti che ha fatto grande il made in Italy
alimentare. Già nella passata edizione la pizza ha attirato
a Il BonTà centinaia di operatori professionali con un concorso
al quale hanno partecipato 40 esperti pizzaioli provenienti da tutta
la Lombardia; anche quest’anno a Cremona verrà riproposto
l’evento ma i pizzaioli che parteciperanno saranno oltre 100
e da molte regioni italiane, per una vera scorpacciata della migliore
pizza d’Italia!
Ufficio stampa CremonaFiere, Paolo Bodini, Tel. 0372-598206, Cell.328-8110115
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Proroga
per la revisione estimi catastali dei terreni agricoli
La
Commissione Finanze del Senato,ha approvato un emendamento che concede
una proroga in merito alla revisione degli estimi catastali dei
terreni agricoli, una questione tecnica complessa che sta causando
gravi disagi alle aziende.Si tratta in sintesi di una metodologia
informatizzata, elaborata da Agea (Agenzia per le erogazioni in
agricoltura), che ha come finalità l’allineamento dei
codici catastali alle colture effettivamente praticate sui terreni,
adempimento previsto dalla legge 286/2006.
Il problema sta nelle modalità e nelle fonti utilizzate per
il reperimento dei dati: l’aggiornamento dei codici catastali
viene infatti effettuato sulla base delle dichiarazioni fornite
dalle aziende, sull’uso delle singole particelle catastali,
per accedere ai premi PAC (Politica Agricola Comunitaria).
La sovrapposizione di metodologie e fonti informative strutturalmente
diverse ha provocato numerose incongruenze. Tali anomalie, necessitano
di maggiori approfondimenti e richiedono tempistiche adeguate. Inizialmente
era stato stabilito, in conformità alla legge 286/2006, che
tali aggiornamenti avessero effetto fiscale dal 1° gennaio 2006
e andassero dunque comunicati con la dichiarazione dei redditi 2007,
ovvero in queste settimane. Ciò non avrebbe permesso di intervenire
per segnalare o risolvere le incongruenze emerse.
L’emendamento ora firmato dal Presidente della Commissione
Finanze del Senato concede tempi più congrui per gli eventuali
ricorsi e rinvia al 30 novembre i termini per effettuare i conguagli
senza sanzioni aggiuntive. Inoltre – come confermato da una
circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze - il
calcolo e il versamento dell’ICI, riferito alle nuove rendite
catastali, avrà decorrenza dal 1° gennaio 2007, anziché
2006. Luigi Pellissier
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Anteprima
Opera: incontro con l’Opera e gli Artisti, i Vini e i Sapori
di Verona
Anche
quest’anno si rinnova la magia dell’estate veronese,
grazie alle 49 serate di spettacolo dell’85° Festival
Lirico dell’Arena di Verona, che vanno dal 22 giugno all’1
settembre 2007, e alle numerose novità proposte dalla città
scaligera e dal Consorzio di promozione Verona Tuttintorno. L’Arena
di Verona, il più grande teatro all’aperto del mondo,
presenta una straordinaria stagione con cinque titoli di indubbio
fascino, tutti opera del genio compositivo italiano. La stagione
si apre il 22 giugno con Nabucco di Giuseppe Verdi e termina l’1
settembre con Aida, sempre di Verdi. In cartellone anche Bohème,
Barbiere di Siviglia e Traviata. Accanto a questo grande evento
annuale anche Anteprima OPERA , dopo il successo della scorsa stagione,
testimoniato da oltre 5000 entusiasti e graditi ospiti, si prepara
ad aprire la settima edizione che si terrà presso il prestigioso
Palazzo della Gran Guardia.
Anteprima OPERA è un’iniziativa nata alcuni anni fa
con l’intento di aiutare tutti coloro che amano l’Opera
e vogliono approfondirne la conoscenza per vivere lo spettacolo
in maniera completa e immediata.
Si tratta di una straordinaria opportunità per entrare in
breve tempo nell’affascinante mondo della musica lirica, per
capirla e per poter godere appieno dello spettacolo Areniano, evitando
così che l’Opera rappresenti un genere per pochi appassionati
cultori. Ideata per rispondere alle richieste di un Viaggiatore
sempre più informato e consapevole, Anteprima OPERA- incontro
con l’Opera, i Vini e i Sapori di Verona arricchisce l’estate
veronese con 49 appuntamenti pomeridiani dedicati sia alla scoperta
del Melodramma, offrendo una piacevole chiave di lettura all’Opera
in programma la sera stessa in Arena, sia alla scoperta della ricchezza
enogastronomica scaligera, con la degustazione di grandi vini e
sapori tipici.
Questa interessante iniziativa è promossa da Verona TuttIntorno
– Regione Veneto con la collaborazione del Comune di Verona,
la collaborazione artistica di Fondazione Arena di Verona, il sostegno
di Unicredit Banca d’Impresa (major sponsor e partner tecnico),
Officine Brennero-Iveco e numerose realtà veronesi. Inoltre,
vale la pena ricordare il programma Tra Vino Arte e Sapori, che
nei mesi di luglio e agosto accompagnerà i visitatori alla
scoperta delle bellezze del territorio e delle note Aziende vinicole,
olearie e casearie partner di Anteprima OPERA. Maggiori informazioni
sulla Stagione Areniana si possono trovare sul sito internet www.arena.it
o telefonando al numero 045 8005151. Informazioni su Anteprima Opera
e Tra Vino Arte e Sapori e altre interessanti iniziative, comprese
modalità e costi di partecipazione, si trovano sui siti www.anteprimaopera.it
e www.veronatuttintorno.it o telefonando allo 045 8009461.
Responsabile del Progetto: Silvano Dalla Valentina- Ufficio Stampa:
Dott.ssa Paola Castagnini.
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Il
primo monitoraggio sul “turismo lento”
Dopo
il Forum Biteg di Riva del Garda (Tn) e dopo l’accordo con
l’Associazione dei produttori di camper (Anfia) per sviluppare
il turismo all’aria aperta, le Città del Vino fanno
il primo monitoraggio sull’offerta ricettiva dei 550 Comuni
associati con l’obiettivo di mettere in rete l’enoturismo
“lento, sostenibile e amico dell’ambiente”. Un
tipo di turismo che mette in primo piano natura, cultura ed enogastronomia,
che predilige forme di trasporto a basso impatto ambientale, brevi
vacanze ricche di esperienze. Rientrano nella categoria dei “turisti
lenti” i cicloturisti, chi sceglie di navigare lungo i fiumi
con house boat, canoe o piccole imbarcazioni, chi pratica il trekking,
il birdwatching o l’ippoturismo, chi percorre gli itinerari
del gusto, del vino e della memoria. Con soggiorni in ambienti rurali
o in piccoli borghi per una permanenza media di tre giorni.
Nel 2006 oltre 150 mila persone hanno viaggiato su uno dei 500 Treni
Charter, organizzati da Trenitalia per scopi turistici, culturali
o religiosi. Dati incoraggianti anche per il primo Treno del Vino
che da domenica 17 giugno percorrerà settimanalmente la Val
d’Orcia da Siena a Montalcino. Nel corso del 2006 altri 700
mila italiani hanno viaggiato in camper e ben 4 milioni di enoturisti
sono andati per vigne e cantine. Ancora pochi, ma comunque in crescita
del 20 per cento, i turisti che viaggiano in bicicletta nel nostro
Paese, un fenomeno particolarmente diffuso in Germania, Austria
e Olanda, dove esistono ampie reti di piste ciclabili. Anche il
comparto del turismo all'aria aperta è in forte sviluppo:
secondo una recente indagine Nielsen in Italia sono quasi tre milioni
le persone che hanno impiegato almeno una volta il camper e in Europa
la flotta circolante ha ormai superato il milione di unità.
Nel nostro Paese le aree di sosta attrezzate e censite nel "Portolano
di Plein Air" (una piccola bibbia per camperisti) sono oltre
900 e sono destinate a crescere. Anche il Treno Charter di Trenitalia
sta riscuotendo successo: un "treno su misura" appositamente
studiato per organizzare viaggi collettivi turistici, di lavoro,
per manifestazioni sportive e musicali o per partecipare a eventi
religiosi. Tutti tipi di turismo che possono trovare nell'enogastronomia
e nell'offerta delle oltre 130 Strade del Vino italiane un grande
bagaglio di opportunità per nuovi itinerari, pacchetti e
destinazioni.
Da una ricerca del 2006 di Ufficio Italiano Cambi e Ciset (Centro
internazionale di studi sull’economia turistica) emerge che
il turismo culturale, in cui si colloca l’enogastronomia,
vale da solo il 53 % di tutto il turismo in Italia. La spesa media
giornaliera del “turista culturale” è di 106
€; l’acquisto di prodotti agro-alimentari rappresenta
invece il 10,7 % di tutti i consumi turistici in Italia (9,3 miliardi
di € su oltre 86). Nel settore agroalimentare si concentra
l’11,1% del valore aggiunto turistico (7,6 miliardi di €
su 68). Si stima inoltre che nei prossimi 5 anni il turismo di “territorio”,
legato alla scoperta della cultura locale, della gastronomia, del
paesaggio, registrerà una crescita del numero di pernottamenti
tra il 3 e il 7%. Le forme di turismo che prediligono la visita
dei luoghi d’arte e la conoscenza del territorio sono quelle
a maggior impatto economico.
Ufficio Stampa Città del Vino, Massimiliano Rella 347 8872490.
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Controlli
e qualità fanno “volare” il Chianti
Al Consorzio
è stato confermato con decreto legge l'incarico di "autentico
controllore" della denominazione Chianti DOCG. Con questo provvedimento
si conclude la fase sperimentale della delibera "Erga omnes"
(dal latino "verso tutti"), iniziata nel 2003, che investiva
in fase sperimentale 28 consorzi vinicoli delle funzioni di controllo.
Il Consorzio del Vino Chianti ha dunque ricevuto l'incarico ufficiale
di definire un preciso e meticoloso Piano dei Controlli, approvato
dal Ministero, e di dotarsi di un efficiente apparato ispettivo
per verificare l'effettiva capacità produttiva del Chianti.
In sintesi, sono stati affidati al Consorzio tutti i poteri per
esercitare il controllo sull'intera filiera produttiva. Controllo
esercitato indistintamente su tutte le aziende, socie e non socie.
In base al piano approvato dal Ministero, il Consorzio deve vigilare
affinché il processo produttivo e il prodotto certificato
con la DOCG Chianti rispetti i requisiti stabiliti dal relativo
disciplinare di produzione. Come ricorda il presidente Nunzio Capurso
"agendo sui controlli sarà possibile intervenire per
'tagliare' tutto ciò che non è adeguato. Il nostro
obiettivo è quello di mantenere alto il livello qualitativo
del prodotto finale".
Tra le iniziative del Consorzio va ricordata inoltre la firma dell'importante
accordo tra il presidente Capurso, i delegati della Regione Toscana
e i rappresentanti di una ventina di grandi banche nazionali e locali.
L'accordo, siglato a fine marzo, concede finanziamenti per oltre
250 milioni di euro alle aziende del Consorzio, rimborsabili in
un periodo tra i 15 e i 20 anni. Potranno accedere al credito le
2.600 aziende che aderiscono al Consorzio, che rappresentano più
della metà dei produttori e oltre un terzo della superficie
complessiva dei vigneti da cui si ottiene il Chianti.
La convenzione, denominata Progetto Chianti, è una delle
più grandi mai siglata nel settore in Italia e concede prestiti
per la riconversione di vigneti o per la realizzazione di nuovi,
favorisce la razionalizzazione e la crescita dimensionale e/o produttiva
delle imprese, agevola il ricambio generazionale, riequilibra la
struttura finanziaria assicurando la necessaria liquidità.
Sono inoltre finanziabili le iniziative di sostegno all’acquisto
di macchinari e impianti, diritti di reimpianto, la costituzione
di scorte per affinamenti nonché i costi per ricerche di
mercato, ideazione e progettazione del prodotto, introduzione di
norme di assicurazione della qualità e costi di certificazione
relativi, compresi quelli per il controllo dei metodi di produzione
biologica.
Strategico nell’attenzione al posizionamento del prodotto
sui mercati, si è rilevato anche il patto di stabilità
sui prezzi: accordo importante che coinvolge l’intera filiera,
dalla produzione, alla commercializzazione che impedisce fughe verso
l’alto, ma anche svalutazioni eccessive dei prezzi. Più
stabilità, maggiori garanzie per tutti.
Giuseppina Garavaglia, Comunicazione Consorzio Vino Chianti, Cell.
338 7972271, e-mail: gigaravaglia@tiscali.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore


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