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Newsletter 16 / 20.06.2007


Ocm. Città del Vino e associazioni di categoria a confronto
Il 32,5% della ristorazione italiana coperta dalle pizzerie
Proroga per la revisione estimi catastali dei terreni agricoli
Anteprima Opera: incontro con l’Opera e gli Artisti, i Vini e i Sapori di Verona
Il primo monitoraggio sul “turismo lento”
Controlli e qualità fanno “volare” il Chianti


Ocm. Città del Vino e associazioni di categoria a confronto

Il Commissario europeo all'Agricoltura Fischer-Boel ha presentato al Consiglio dei Ministri agricoli la nuova bozza della proposta di riforma dell'Organizzazione Comune di Mercato per il vino, in vista dell'approvazione formale della proposta stessa, prevista per il prossimo 4 luglio. L’Associazione nazionale Città del Vino giudica positivamente le modifiche apportate alla proposta originaria di riforma comunitaria dell’OCM vino, ma ci sono ancora degli aspetti da chiarire per quanto riguarda la produzione vinicola del nostro Paese. Soddisfazione, infatti, viene espressa per il mantenimento del divieto di zuccheraggio per l’aumento della gradazione alcolica, lo stop degli aiuti di crisi (distillazione), il divieto di importare e miscelare mosti di provenienza extracomunitaria. Giudicati positivamente sia la forte riduzione della superficie prevista di estirpazione dei vigneti sia l’introduzione di importanti criteri che limitano l’impatto sociale, ambientale e paesaggistico dell’eventuale abbandono produttivo. Restano, però, aperte alcune questioni che la nuova proposta di riforma non chiarisce appieno e che riguardano, in particolare, le pratiche enologiche e l’etichettatura.
L’Associazione Città del Vino, ribadisce la necessità di adottare misure per l’etichettatura delle bottiglie di vino che diano ampie garanzie di trasparenza nell’informazione, garantendo ai consumatori una consapevole possibilità di scelta; ribadiscono la contrarietà all’indicazione in etichetta dell’annata e del nome del vitigno per i vini da tavola, provvedimento che invece creerebbe confusione e disorientamento tra i consumatori, mentre invece deve essere ulteriormente valorizzata l’origine del prodotto, magari inserendo in etichetta il nome del Comune dove opera l’azienda vitivinicola.
Preso atto dei positivi, seppur parziali, cambiamenti che sono stati recepiti dal Commissario Europeo all’Agricoltura, l’Associazione Nazionale Città del Vino invita l’intera filiera vitivinicola ad uno sforzo comune affinché la fase finale di questo percorso possa portare alla definitiva approvazione della migliore OCM vino possibile. Produrre meno per produrre meglio è un obiettivo da perseguire e da raggiungere, ma lo si può ottenere senza penalizzare la viticoltura “minore” che invece rappresenta un forte valore aggiunto anche in termini ambientali e paesaggistici, elementi fondamentali dell’identità e della “diversità” italiana ed europea. E’ pertanto da contestare, in questo senso, che la vitivinicoltura europea possa essere assoggettata alle regole della PAC, in quanto non è assimilabile alla gestione colturale di altre colture (cereali, tabacco, ecc.).
Occorre, invece, destinare i finanziamenti europei non tanto all’espianto quanto al rinnovo dei vigneti, per incentivare l’ingresso dei giovani nel mondo agricolo e vitivinicolo in particolare, per valorizzare le produzioni locali rafforzandone qualità e immagine. Occorrono nuovi e più consistenti finanziamenti da parte dell’ente pubblico per favorire la ricerca nel suo insieme. C’è poi bisogno di uno scatto forte in avanti, affinché il mondo del vino possa cogliere l’occasione della nuova OCM vino per riformare la propria struttura economico produttiva.
Per questi motivi, le Città del Vino invitano tutte le organizzazioni di categoria, i consorzi, le associazioni dei produttori, gli enti pubblici a sedere intorno ad un tavolo per concordare una strategia comune che consenta di definire nel dettaglio le ulteriori richieste da consegnare nelle mani del Ministro per le politiche agricole del Governo italiano, perché le possa presentare in sede di Commissione Europea, affinché la nuova OCM possa contribuire davvero al rilancio complessivo della vitivinicoltura italiana ed europea.
Ufficio Stampa Città del Vino, Massimiliano Rella, 347/8872490

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Il 32,5% della ristorazione italiana coperta dalle pizzerie

La pizza è stata inventata in Italia, ma i più grandi mangiatori di questa nostra specialità sono gli americani, che con ben 12 kg pro capite surclassano i nostri 4,8 kg. Ma la qualità? Di certo quella italiana non si discute, soprattutto considerato che oltre il 67% della pizza consumata è artigianale e realizzata secondo il metodo classico che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Sono 22.150 le pizzerie “classiche” in Italia, e il mercato sta godendo di buona salute. Merito dell’eccellenza del prodotto servito, naturalmente. La pizza infatti si sta rivalutando non solo come immagine forte del made in Italy, ma soprattutto come alimento “buono” anche dal punto di vista nutrizionale; questo grazie all’impegno delle associazioni di categoria nel fornire un prodotto realizzato con ingredienti di prima qualità. Una qualità che si paga: gli italiani infatti spendono mediamente 16,65 euro per una cena in pizzeria. Questo non ha però intaccato i consumi: evidentemente la pizza italiana è buona, e vale la pena di spendere qualche euro in più se c’è la garanzia dell’eccellenza.
Visto anche il crescente interesse da parte degli operatori professionali nel comunicare e nel fare assaggiare al grande pubblico dei consumatori quant’è buono il vero prodotto artigianale, la pizza sarà una dei protagonisti alla prossima edizione de Il BonTà di Cremona, in programma dal 10 al 13 novembre, con una serie di eventi, concorsi e degustazioni per scoprire tutti i segreti e le delizie di uno dei prodotti che ha fatto grande il made in Italy alimentare. Già nella passata edizione la pizza ha attirato a Il BonTà centinaia di operatori professionali con un concorso al quale hanno partecipato 40 esperti pizzaioli provenienti da tutta la Lombardia; anche quest’anno a Cremona verrà riproposto l’evento ma i pizzaioli che parteciperanno saranno oltre 100 e da molte regioni italiane, per una vera scorpacciata della migliore pizza d’Italia!
Ufficio stampa CremonaFiere, Paolo Bodini, Tel. 0372-598206, Cell.328-8110115

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Proroga per la revisione estimi catastali dei terreni agricoli

La Commissione Finanze del Senato,ha approvato un emendamento che concede una proroga in merito alla revisione degli estimi catastali dei terreni agricoli, una questione tecnica complessa che sta causando gravi disagi alle aziende.Si tratta in sintesi di una metodologia informatizzata, elaborata da Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), che ha come finalità l’allineamento dei codici catastali alle colture effettivamente praticate sui terreni, adempimento previsto dalla legge 286/2006.
Il problema sta nelle modalità e nelle fonti utilizzate per il reperimento dei dati: l’aggiornamento dei codici catastali viene infatti effettuato sulla base delle dichiarazioni fornite dalle aziende, sull’uso delle singole particelle catastali, per accedere ai premi PAC (Politica Agricola Comunitaria).
La sovrapposizione di metodologie e fonti informative strutturalmente diverse ha provocato numerose incongruenze. Tali anomalie, necessitano di maggiori approfondimenti e richiedono tempistiche adeguate. Inizialmente era stato stabilito, in conformità alla legge 286/2006, che tali aggiornamenti avessero effetto fiscale dal 1° gennaio 2006 e andassero dunque comunicati con la dichiarazione dei redditi 2007, ovvero in queste settimane. Ciò non avrebbe permesso di intervenire per segnalare o risolvere le incongruenze emerse.
L’emendamento ora firmato dal Presidente della Commissione Finanze del Senato concede tempi più congrui per gli eventuali ricorsi e rinvia al 30 novembre i termini per effettuare i conguagli senza sanzioni aggiuntive. Inoltre – come confermato da una circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze - il calcolo e il versamento dell’ICI, riferito alle nuove rendite catastali, avrà decorrenza dal 1° gennaio 2007, anziché 2006. Luigi Pellissier

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Anteprima Opera: incontro con l’Opera e gli Artisti, i Vini e i Sapori di Verona

Anche quest’anno si rinnova la magia dell’estate veronese, grazie alle 49 serate di spettacolo dell’85° Festival Lirico dell’Arena di Verona, che vanno dal 22 giugno all’1 settembre 2007, e alle numerose novità proposte dalla città scaligera e dal Consorzio di promozione Verona Tuttintorno. L’Arena di Verona, il più grande teatro all’aperto del mondo, presenta una straordinaria stagione con cinque titoli di indubbio fascino, tutti opera del genio compositivo italiano. La stagione si apre il 22 giugno con Nabucco di Giuseppe Verdi e termina l’1 settembre con Aida, sempre di Verdi. In cartellone anche Bohème, Barbiere di Siviglia e Traviata. Accanto a questo grande evento annuale anche Anteprima OPERA , dopo il successo della scorsa stagione, testimoniato da oltre 5000 entusiasti e graditi ospiti, si prepara ad aprire la settima edizione che si terrà presso il prestigioso Palazzo della Gran Guardia.
Anteprima OPERA è un’iniziativa nata alcuni anni fa con l’intento di aiutare tutti coloro che amano l’Opera e vogliono approfondirne la conoscenza per vivere lo spettacolo in maniera completa e immediata.
Si tratta di una straordinaria opportunità per entrare in breve tempo nell’affascinante mondo della musica lirica, per capirla e per poter godere appieno dello spettacolo Areniano, evitando così che l’Opera rappresenti un genere per pochi appassionati cultori. Ideata per rispondere alle richieste di un Viaggiatore sempre più informato e consapevole, Anteprima OPERA- incontro con l’Opera, i Vini e i Sapori di Verona arricchisce l’estate veronese con 49 appuntamenti pomeridiani dedicati sia alla scoperta del Melodramma, offrendo una piacevole chiave di lettura all’Opera in programma la sera stessa in Arena, sia alla scoperta della ricchezza enogastronomica scaligera, con la degustazione di grandi vini e sapori tipici.
Questa interessante iniziativa è promossa da Verona TuttIntorno – Regione Veneto con la collaborazione del Comune di Verona, la collaborazione artistica di Fondazione Arena di Verona, il sostegno di Unicredit Banca d’Impresa (major sponsor e partner tecnico), Officine Brennero-Iveco e numerose realtà veronesi. Inoltre, vale la pena ricordare il programma Tra Vino Arte e Sapori, che nei mesi di luglio e agosto accompagnerà i visitatori alla scoperta delle bellezze del territorio e delle note Aziende vinicole, olearie e casearie partner di Anteprima OPERA. Maggiori informazioni sulla Stagione Areniana si possono trovare sul sito internet www.arena.it o telefonando al numero 045 8005151. Informazioni su Anteprima Opera e Tra Vino Arte e Sapori e altre interessanti iniziative, comprese modalità e costi di partecipazione, si trovano sui siti www.anteprimaopera.it e www.veronatuttintorno.it o telefonando allo 045 8009461.
Responsabile del Progetto: Silvano Dalla Valentina- Ufficio Stampa: Dott.ssa Paola Castagnini.

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Il primo monitoraggio sul “turismo lento”

Dopo il Forum Biteg di Riva del Garda (Tn) e dopo l’accordo con l’Associazione dei produttori di camper (Anfia) per sviluppare il turismo all’aria aperta, le Città del Vino fanno il primo monitoraggio sull’offerta ricettiva dei 550 Comuni associati con l’obiettivo di mettere in rete l’enoturismo “lento, sostenibile e amico dell’ambiente”. Un tipo di turismo che mette in primo piano natura, cultura ed enogastronomia, che predilige forme di trasporto a basso impatto ambientale, brevi vacanze ricche di esperienze. Rientrano nella categoria dei “turisti lenti” i cicloturisti, chi sceglie di navigare lungo i fiumi con house boat, canoe o piccole imbarcazioni, chi pratica il trekking, il birdwatching o l’ippoturismo, chi percorre gli itinerari del gusto, del vino e della memoria. Con soggiorni in ambienti rurali o in piccoli borghi per una permanenza media di tre giorni.
Nel 2006 oltre 150 mila persone hanno viaggiato su uno dei 500 Treni Charter, organizzati da Trenitalia per scopi turistici, culturali o religiosi. Dati incoraggianti anche per il primo Treno del Vino che da domenica 17 giugno percorrerà settimanalmente la Val d’Orcia da Siena a Montalcino. Nel corso del 2006 altri 700 mila italiani hanno viaggiato in camper e ben 4 milioni di enoturisti sono andati per vigne e cantine. Ancora pochi, ma comunque in crescita del 20 per cento, i turisti che viaggiano in bicicletta nel nostro Paese, un fenomeno particolarmente diffuso in Germania, Austria e Olanda, dove esistono ampie reti di piste ciclabili. Anche il comparto del turismo all'aria aperta è in forte sviluppo: secondo una recente indagine Nielsen in Italia sono quasi tre milioni le persone che hanno impiegato almeno una volta il camper e in Europa la flotta circolante ha ormai superato il milione di unità.
Nel nostro Paese le aree di sosta attrezzate e censite nel "Portolano di Plein Air" (una piccola bibbia per camperisti) sono oltre 900 e sono destinate a crescere. Anche il Treno Charter di Trenitalia sta riscuotendo successo: un "treno su misura" appositamente studiato per organizzare viaggi collettivi turistici, di lavoro, per manifestazioni sportive e musicali o per partecipare a eventi religiosi. Tutti tipi di turismo che possono trovare nell'enogastronomia e nell'offerta delle oltre 130 Strade del Vino italiane un grande bagaglio di opportunità per nuovi itinerari, pacchetti e destinazioni.
Da una ricerca del 2006 di Ufficio Italiano Cambi e Ciset (Centro internazionale di studi sull’economia turistica) emerge che il turismo culturale, in cui si colloca l’enogastronomia, vale da solo il 53 % di tutto il turismo in Italia. La spesa media giornaliera del “turista culturale” è di 106 €; l’acquisto di prodotti agro-alimentari rappresenta invece il 10,7 % di tutti i consumi turistici in Italia (9,3 miliardi di € su oltre 86). Nel settore agroalimentare si concentra l’11,1% del valore aggiunto turistico (7,6 miliardi di € su 68). Si stima inoltre che nei prossimi 5 anni il turismo di “territorio”, legato alla scoperta della cultura locale, della gastronomia, del paesaggio, registrerà una crescita del numero di pernottamenti tra il 3 e il 7%. Le forme di turismo che prediligono la visita dei luoghi d’arte e la conoscenza del territorio sono quelle a maggior impatto economico.
Ufficio Stampa Città del Vino, Massimiliano Rella 347 8872490.

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Controlli e qualità fanno “volare” il Chianti

Al Consorzio è stato confermato con decreto legge l'incarico di "autentico controllore" della denominazione Chianti DOCG. Con questo provvedimento si conclude la fase sperimentale della delibera "Erga omnes" (dal latino "verso tutti"), iniziata nel 2003, che investiva in fase sperimentale 28 consorzi vinicoli delle funzioni di controllo.
Il Consorzio del Vino Chianti ha dunque ricevuto l'incarico ufficiale di definire un preciso e meticoloso Piano dei Controlli, approvato dal Ministero, e di dotarsi di un efficiente apparato ispettivo per verificare l'effettiva capacità produttiva del Chianti. In sintesi, sono stati affidati al Consorzio tutti i poteri per esercitare il controllo sull'intera filiera produttiva. Controllo esercitato indistintamente su tutte le aziende, socie e non socie. In base al piano approvato dal Ministero, il Consorzio deve vigilare affinché il processo produttivo e il prodotto certificato con la DOCG Chianti rispetti i requisiti stabiliti dal relativo disciplinare di produzione. Come ricorda il presidente Nunzio Capurso "agendo sui controlli sarà possibile intervenire per 'tagliare' tutto ciò che non è adeguato. Il nostro obiettivo è quello di mantenere alto il livello qualitativo del prodotto finale".
Tra le iniziative del Consorzio va ricordata inoltre la firma dell'importante accordo tra il presidente Capurso, i delegati della Regione Toscana e i rappresentanti di una ventina di grandi banche nazionali e locali. L'accordo, siglato a fine marzo, concede finanziamenti per oltre 250 milioni di euro alle aziende del Consorzio, rimborsabili in un periodo tra i 15 e i 20 anni. Potranno accedere al credito le 2.600 aziende che aderiscono al Consorzio, che rappresentano più della metà dei produttori e oltre un terzo della superficie complessiva dei vigneti da cui si ottiene il Chianti.
La convenzione, denominata Progetto Chianti, è una delle più grandi mai siglata nel settore in Italia e concede prestiti per la riconversione di vigneti o per la realizzazione di nuovi, favorisce la razionalizzazione e la crescita dimensionale e/o produttiva delle imprese, agevola il ricambio generazionale, riequilibra la struttura finanziaria assicurando la necessaria liquidità.
Sono inoltre finanziabili le iniziative di sostegno all’acquisto di macchinari e impianti, diritti di reimpianto, la costituzione di scorte per affinamenti nonché i costi per ricerche di mercato, ideazione e progettazione del prodotto, introduzione di norme di assicurazione della qualità e costi di certificazione relativi, compresi quelli per il controllo dei metodi di produzione biologica.
Strategico nell’attenzione al posizionamento del prodotto sui mercati, si è rilevato anche il patto di stabilità sui prezzi: accordo importante che coinvolge l’intera filiera, dalla produzione, alla commercializzazione che impedisce fughe verso l’alto, ma anche svalutazioni eccessive dei prezzi. Più stabilità, maggiori garanzie per tutti.
Giuseppina Garavaglia, Comunicazione Consorzio Vino Chianti, Cell. 338 7972271, e-mail: gigaravaglia@tiscali.it

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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore





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