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Vinellando
2007
UE: Pressing
per la riforma ortofrutta e vino
Degustare
ammirando e contemplare assaggiando
Cosa si
beve al bar
Dal Ministero
delle Politiche Agrarie, Alimentari e Forestali
Pac
e condizionalità: “check list” per orientare
l’attività delle imprese agricole

Vinellando
2007
Curiosamente,
il maggior numero di Aziende produttrici di Morellino di Scansano
(DOCG dal 29.11.2006 e quindi attiva dalla prossima vendemmia) non
risiedono nel comune di Scansano, come ci si potrebbe aspettare,
ma in quello di Magliano in Toscana, un comune limitrofo al precedente
e che condivide con quello la prestigiosa Denominazione. Di questi
due Comuni quello indubbiamente più attivo sul piano della
promozione del prodotto è il secondo e anche quest’anno
gli organizzatori della manifestazione “Vinellando”,
con in testa il Sindaco Moreno Gregori, sono già in movimento
per mettere insieme le numerose iniziative che riempiranno il ricco
carnet della kermesse. Sembrerebbe di essere ancora lontani –
il periodo previsto va da venerdì 24 a domenica 26 agosto
– ma per questi attivi maremmani vale il detto di non rimandare
a domani... Già oggi nell’articolata bozza di programma
sono previsti un’asta di magnum offerte dalle Aziende che
sarà battuta da Dario Cecchini e il cui ricavato sarà
devoluto alla fondazione IL SOLE che ha iniziato i lavori di costruzione
della casa famiglia, e la premiazione dei tre migliori vini scelti
da una giuria composta da giornalisti, ristoratori/enotecari e sommeliers,
presieduta dal collega Carlo Ravanello. A questo proposito si stanno
prendendo contatti con personaggi del mondo dello spettacolo e della
politica (chi ritiene di poter dare una mano a questo attivissimo
comitato si faccia avanti !!), mentre, come di consueto, il sindaco
stesso premiarà il vino ritenuto più tipico.
Naturalmente, alle premiazioni seguirà una tregiorni di degustazioni
in piazza di tutti i vini presentati dalle Aziende partecipanti:
un’occasione unica per approfondire la nostra conoscenza sui
vini di questa prestigiosa DOCG ormai in decisa concorrenza con
le più blasonate “Brunello” e “Nobile”.
Alcuni dati: le Aziende partecipanti che nel 2000, alla prima Edizione
di Vinellando, erano 19, sono diventate 40 nel 2006 e sono previste
in forte aumento quest’anno. Per questo motivo il Comune ha
messo appunto un Disciplinare di partecipazione che regola le modalità
di partecipazione delle Aziende vitivinicole alla suddetta manifestazione.
Ufficio Stampa Simposio - carlo@simposio.fastwebnet.it
cinzia@simposio.fastwebnet.it
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UE:
Pressing per la riforma ortofrutta e vino
Pressing
italiano in Europa a una settimana esatta dal varo della riforma
europea di mercato per l’ortofrutta e a meno di un mese dalla
proposta della Commissione per il vino, due settori che da soli
rappresentano un terzo del valore dell’intera agricoltura
italiana. E’ questo in sintesi il significato del Forum Internazionale
promosso dalla Coldiretti a Bruxelles con lo studio Ambrosetti dal
titolo “Dal Territorio salute per la nuova Europa”,
alla presenza dei più importanti rappresentanti delle Istituzioni
comunitarie, ma anche economisti di fama internazionale come Jean-Paul
Fitoussi, oltre al Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro.
Dare autorevolezza all'agricoltura italiana nelle trattative comunitarie
ed internazionali per affermare l'agroalimentare italiano sui mercati
è uno dei principali obiettivi del Presidente della Coldiretti
Sergio Marini dal momento della sua elezione e nel corso del Forum
ha voluto ricordare come la Coldiretti si batte per “affermare
una politica economica europea che riconosca gli elementi di distintività
quale l’origine dei prodotti, la riconoscibilità dei
territori come elementi di un approccio forte per un mercato aperto,
dove al centro ci sia un consumatore consapevole e informato”.
“Per la riforma dell’ortofrutta, che sarà all’ordine
del giorno del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno, deve
essere quindi valorizzata la centralità dell’impresa
che va lasciata libera di produrre per il mercato al di fuori di
anacronistici vincoli amministrativi”, ha affermato Marini
nel sottolineare che sull’applicazione della riforma “occorrerà
vigilare attentamente suoi due versanti di attuazione, nazionale
e comunitario, per garantire la coerenza con le riforme già
realizzate”. L'impegno per rilanciare i consumi - ha precisato
il presidente della Coldiretti - deve essere accompagnato da una
maggiore trasparenza dell'informazione estendendo anche ai prodotti
trasformati come i derivati del pomodoro l'obbligo di etichettatura
dell'origine previsto per gli ortofrutticoli freschi. La politica
agricola comune - ha continuato Marini - deve agevolare e sostenere
l'orientamento al mercato delle imprese e valorizzarne il ruolo
multifunzionale, assicurare la distintività delle produzioni
per garantire la trasparenza dell'informazione ai consumatori e
promuovere l'integrazione e lo sviluppo dei territori. La seconda
tappa è rappresentata dalla riforma dell’OCM vitivinicola
con la Commissione che il 4 luglio presenterà la sua proposta.
“Anche in questa caso la bussola di riferimento che ci guida
è la centralità dell’impresa e dei territori
nel dare qualità al prodotto, distintività e riconoscibilità
per il consumatore, attraverso la trasparenza nei processi e l’uso
dei prodotti” ha affermato Sergio Marini nel sottolineare
“la forte contrarietà della Coldiretti a tutte le pratiche
(zuccheraggio, trucioli e OGM) che portano direttamente all’annacquamento
della qualita’ e del legame con il territorio, che rappresentano
il valore aggiunto del Made in Italy”. “L’agricoltura
può essere al centro delle nuove sfide che vedono coinvolte
le questioni legate ai consumi e quelle relative ai cambiamenti
climatici” ha continuato Marini nel sottolineare che “l’azione
della Coldiretti si concentrerà sempre più dovrà
sempre più su: cibo, qualità, sicurezza, territori,
servizi ed energia”. Siamo pronti a cogliere le opportunità
che vengono dalle nuove domande dei cittadini consumatori per dare
sostenibilità ambientale alla crescita economica alla quale
l’agricoltura - ha concluso Marini - può contribuire
con la produzione delle bioenergie e delle bioplastiche, che rappresenta
un esempio di innovazione in cui l’Italia può svolgere
una funzione di leadership in Europa.
www.coldiretti.it
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Degustare
ammirando e contemplare assaggiando
Degustare
ammirando e contemplare assaggiando": è questa la proposta
delle Apt Terre di Siena che dedicano il progetto Degustazioni ad
Arte a tutti gli appassionati di un turismo lento e consapevole,
invitandoli a essere protagonisti dei Laboratori sensoriali, format
accolto con grande successo in Italia e all’estero. In questo
territorio nel quale l’arte di vivere diventa arte da vivere,
i prodotti d’eccellenza, la grande pittura e i paesaggi si
fondono in maniera inconsueta e disegnano a beneficio dell’ospite
appunti di un itinerario sorprendente attraverso i sensi. Un viaggio
alla scoperta dei valori etici di un universo che al centro ha ancora
l’uomo e che, ne siamo certi, coinvolgerà il visitatore
fino a farlo diventare “cittadino delle Terre di Siena”.
I Laboratori sensoriali offrono al partecipante attento un’esperienza
sinestetica. Non più due momenti di fruizione separati (prima
l’arte poi l’enogastronomia) ma uno solo, contemporaneo,
complessivo: la degustazione dell’arte intesa come arte di
vivere.
Otto i percorsi proposti dai titoli suggestivi ed evocativi: “Geometrie
del gusto nel Chianti”, “Profusione d’oro in Val
d’Elsa”, “Paesaggi di sapore in Val di Merse”,
“Dolcezza d’Ambra a Siena”, “Sapori eterei
nelle Crete”, ”Matericità aromatica in Val d’Orcia”
“Gentili profumi in Val di Chiana” e “Dolce serenità
del Monte Amiata”.
Percorsi dove il palato incontra i prodotti di eccellenza come i
grandi vini (Brunello di Montalcino, Vernaccia di San Gimignano,
Nobile di Montepulciano, Chianti Classico e Vin Santo), o ancora
il formaggio pecorino, lo zafferano, il panforte, il tartufo, mentre
la vista e l’udito si concentrano sulle immagini dei capolavori
di Sano Di Pietro, Ambrogio Lorenzetti, Bartolomeo Della Porta,
Simone Martini, Il Vecchietta e ancora sulle musiche di Bizet e
di Beethoven e su scritti di Mario Luzi, Nico Orengo e Henry James.
La magia del genio artistico senese e di prodotti celebri in tutto
il mondo trova così una sua nuova dimensione sensoriale,
che resterà nella memoria di chiunque vorrà compiere
questa esperienza.
I percorsi, infatti, sono pensati con un duplice scopo: quello di
consentire una complessiva rappresentazione delle eccellenze delle
Terre di Siena e quello di avviare una riflessione sul turismo d’arte
e sul turismo enogastronomico. Si tratta di recuperare complessivamente
la cultura del fare, di dare al cibo e al vino la dignità
di veicolo culturale e di ricontestualizzare, attraverso l’esperienza
sensoriale, l’opera d’arte nel vissuto collettivo del
territorio.
“Degustazione ad arte” è un progetto ideato dall’APT
di Siena e realizzato in collaborazione con l’APT Chianciano
Terme Val di Chiana, con la consulenza del giornalista Carlo Cambi,
di Filippo Bartolotta giornalista e conduttore dei Laboratori, di
Anna Maria Guiducci direttore della Pinacoteca Nazionale di Siena.
Il Progetto conta anche sulla collaborazione del sistema dei Musei
Senesi, dei Consorzi dei vini, delle Associazioni dei Produttori,
di Confesercenti e Confcommercio.
Ufficio Stampa : Agenzia Freelance sienanews@iol.it
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Cosa
si beve al bar
Sempre
più poveri! Alle soglie della sussistenza! Italiani con l’acqua
alla gola! Questi i titoli dei giornali di ogni giorno. Parrebbe
d’essere nel dopoguerra, ma se appena si va a sbirciare quanto
si spende in un contesto quotidiano come, ad esempio, i bar, la
musica è ben diversa. Il fatturato del comparto ho.re.ca.
nel 2006 si è incrementato, rispetto l’anno precedente,
del 6,1% a valore e del 5,5% a volume, e le stime circa la tendenza
per il 2007 confermerebbero la crescita. A fotografare il “paradosso
del bar” è il Consorzio distributori alimentari (Cda).
Nel dettaglio dei consumi 2006 degli italiani fuori casa, il canale
bar segna le migliori performance di vendita totali (+8,5%), seguito
dalla ristorazione (+7%). Analizzando cosa si beve, autentico boom
degli energy drink con un +25,2%, degli aperitivi alcolici (+ 23,7%),
sostenuti dalla dilagante moda degli happy hour, e i vini Doc (+
13,82%). Poco dinamico, ma importante in termini di volumi, il mercato
delle acque minerali con vendite in sostanziale parità (+2,9%).
Gli italiani si confermano grandi bevitori di acque, con circa 200
litri pro capite l'anno. Quelle lisce, o ‘piatte’ che
dir si voglia, in particolare, sono le preferite con il 70% dei
volumi, contro il 26% delle gassate e il 4% delle effervescenti
naturali. Stabili anche i consumi di succhi di frutta (+2%) in volume
su tutti i formati. Ma dopo la moda degli stravaganti gusti innovativi
si registra un ritorno ai classici: pera, pesca e albicocca. Il
settore birra manifesta invece (tanto per cambiare) una certa sofferenza
e fa fatica a mantenere le proprie quote. “Una situazione
dovuta - spiegano alla Cda - per lo più ai prezzi alti al
consumo e da un conseguente spostamento degli italiani verso prodotti
a maggior contenuto edonistico (energy drink e cocktail)”.
Nel complesso in ogni caso si beve lo stesso quantitativo di birra
alla spina (+2%) e nel comparto crescono i consumi in bottiglia
(+9,54). Nel 2007 sono stimate positive vendite di cole, the e bevande
a base frutta. Stabili i prodotti isotonici, quelli ricchi di sali
minerali normalmente richiesti dagli sportivi, e ancora in forte
crescita gli energy drink, soprattutto perché abbinabili
ai super alcolici che, nel 2006, sono cresciuti del 13,6% in valore
e del 12,8% in volume, con una impennata della domanda di vodka
(+20,1%), vermouth (+22,3%) e gin (+13%)”.
Incrementi che hanno riguardato anche i prezzi. Nel 2006 si è
infatti registrato un aumento medio del 3,16%, con un picco del
5,01% nel mercato della birra (complice l’aumento delle accise)
e del 4,55% nel segmento superalcolici. Sostanzialmente fermi i
listini del vino da 0,75.
Giuseppe Cremonesi – www.asa-press.com
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Dal
Ministero delle Politiche Agrarie, Alimentari e Forestali
Agricoltura,
estimi: De Castro, bene emendamento per rinvio
Soddisfazione del Ministro De Castro per l’emendamento firmato
dal Presidente della Commissione finanze del Senato, Giorgio Benvenuto,
col quale si apre la strada a tempi più congrui per i ricorsi
sugli estimi agricoli.
“Grazie a questa iniziativa, che consente di effettuare il
versamento previsto entro il 30 novembre conguagliando eventuali
differenze senza sanzioni aggiuntive – ha commentato il Ministro
– si darà una risposta alle richieste degli agricoltori,
permettendo la soluzione dei casi di eventuali inesattezze legate
alla rivalutazione degli estimi catastali”.
“Il governo – ha ricordato De Castro – ha già
espresso parere favorevole”. Ribadendo che la revisione degli
estimi agricoli era ed è una misura necessaria.
Il Ministro De Castro ha sottolineato che “Ora, come auspicato,
i contribuenti potranno versare il dovuto mantenendo la facoltà
di avanzare ricorso in tempi che consentano loro adeguato respiro”.
Nuova fiducia al comparto con restituzione prelievo ai produttori
di bovini da latte
“Finalmente abbiamo dato una risposta intelligente ad un problema
che pesava soprattutto al Sud. Ora per moltissime aziende penalizzate
dall’emergenza ‘blue tongue’ si chiuderà,
con la restituzione del prelievo supplementare, un capitolo difficile”.
Lo ha detto il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali
on. Paolo De Castro commentando l’ultimazione della procedura
per lo sblocco del prelievo supplementare ai produttori di latte
legati alla “malattia della lingua blu”, ai sensi dell’articolo
7bis, comma 1, della legge n.81/2006 e dall’articolo 10, comma
30, della Legge n. 119/03.
Grazie al lavoro sinergico compiuto da Ministero delle Politiche
agricole, Regioni e Agea quasi 2500 aziende oggetto del blocco della
movimentazione del bestiame e del prelievo supplementare latte nella
campagna 2002/2003 sono state identificate analiticamente. Nel dettaglio,
si tratta di 2.419 aziende - per la maggior parte in Sicilia, Sardegna
e Puglia - alle quali ora non è più richiesto il versamento
del prelievo corrispondente al 20% del quantitativo di riferimento
disponibile, come previsto dall’articolo 1, comma 1087, della
Legge n. 296/06. Il prelievo complessivo ammonta a quasi 12.838.753,40
euro, di cui quello già riscosso è pari a 5.984.787,48
euro.
Sarà AGEA a notificare entro breve ai produttori il provvedimento,
mentre entro giugno si provvederà a riaccreditare i premi
Pac finora trattenuti ai sensi di legge. Viceversa, per la restituzione
delle somme già riscosse, si resta in attesa del finanziamento
di cui alla Legge 77/2004 da parte del MEF.
“Questo intervento- ha sottolineato De Castro – darà
nuova fiducia agli imprenditori di un comparto - quello del bovino
da latte - che proprio nelle regioni meridionali ora può
guardare al futuro con reali prospettive di sviluppo”.
A passo spedito la campagna di Russia
Prosegue con passo spedito la campagna di Russia del ministro delle
Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro. Il 4
giugno l'incontro con Aleksej Vasil'evich Gordeev, ministro dell'Agricoltura
russo, con l'impegno dell'Italia per una risoluzione positiva della
procedura di accesso della Federazione russa al Wto e l'investitura
di un ruolo di primo piano della Russia nella circolazione dei flussi
commerciali dell'Europa. Il 5 giugno, l'inaugurazione di 'Vinitaly
Cibus Russia', la rassegna organizzata da Ice (Istituto commercio
estero), Veronafiere e Fiere di Parma in collaborazione con Buonitalia,
società del Ministero, che vede il coinvolgimento di 140
aziende italiane dell'agroalimentare.
"In tutto il mondo conoscono e apprezzano i nostri prodotti,
e allora, dico io, portiamoglieli, facciamo in modo che li possano
trovare facilmente: nei supermercati, nelle enoteche, nei ristoranti
e negli alberghi". E' questa la convinzione del ministro De
Castro che durante la presentazione di 'Vinitaly Cibus Russia' così
ha ringraziato le aziende che hanno deciso di esportare i loro prodotti:
"Ringrazio le oltre 100 imprese qui presenti che hanno deciso
di scommettere sul mercato russo. Se vogliamo aumentare la produzione
- ha proseguito il ministro - l'export rappresenta un'occasione
imperdibile, soprattutto in paesi come la Russia dove la domanda
di prodotti alimentari italiani è in costante crescita "
Ecco dunque che il Made in Italy agroalimentare sbarca a Mosca con
la ferma intenzione di confermare il successo che lo ha reso famoso
in tutto il mondo. Ed è con un certo orgoglio che il ministro
De Castro annuncia: ''Allo sforzo di questo Ministero di sostenere
le imprese per potenziare l'export, si affiancano ICE e Buonitalia
che renderanno operativo l'impegno delle imprese con ulteriori azioni
di sostegno e indirizzo".
E i rapporti fra Russia e Italia si fanno sempre più stretti
e cordiali con scambi di inviti e cortesie reciproche : a settembre,
infatti, il ministro dell'Agricoltura russo sarà presente
alla Fiera del Levante di Bari mentre un mese dopo toccherà
a De Castro rispondere all'invito di partecipare alla fiera agricola
russa.
"Portare i prodotti e l'immagine dell'Italia nel mondo, diffonderli,
difenderli e valorizzarli - ha concluso il ministro - è una
delle chiavi strategiche per lo sviluppo del sistema Paese. Noi
lo stiamo facendo: nel 2006 l'export è aumentato considerevolmente
e secondo le stime quest'anno dovrebbe andare ancora meglio grazie
agli interventi a favore dell'internazionalizzazione delle imprese
inseriti nella Finanziaria 2007".
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Pac
e condizionalità: “check list” per orientare
l’attività delle imprese agricole
Una
vera e propria “check list” che, in pochi secondi, pone
l’imprenditore agricolo nella condizione di sapere se la propria
azienda risponde o meno ai requisiti previsti dalla “condizionalità”
prevista dalla riforma della Politica agricola comune, definisce
il suo livello di non conformità e traccia il suo percorso
di adeguamento. E’ questo l’interessante lavoro messo
a punto da “Agricoltura è vita”, la nuova associazione
della Cia-Confederazione italiana agricoltori per la consulenza,
l’innovazione e la formazione, presentato oggi a Roma durante
un seminario che ha affrontato, appunto, il tema della condizionalità
che da vincolo può realmente divenire un’opportunità
di crescita e di sviluppo. .
Il software informatico della Cia -è stato rilevato durante
il seminario- permette di ricavare una “fotografia istantanea”
complessiva e dettagliata delle caratteristiche aziendali, evidenziando
contestualmente i relativi “campi” di non conformità
e di compatibilità rispetto a quanto fissato dai parametri
imposti dalla Pac. Il responso del “check” potrà
così orientare l’imprenditore agricolo verso scelte
consapevoli, guidarlo nella definizione di un proprio piano di adeguamento
aziendale, acquisendo quegli elementi necessari per programmare
in maniera razionale il miglioramento e lo sviluppo delle proprie
strutture e delle tecniche produttive.
Lo strumento informatico -è stato evidenziato- consentirà
così alle aziende agricole di definire il proprio percorso
di adeguamento su tutti i vincoli proposti, con particolare attenzione
alle problematiche attinenti la direttiva nitrati, il benessere
degli animali, la rintracciabilità, la sicurezza igienica
e sanitaria.
Nel corso del seminario -presieduto dal vicepresidente della Cia
Enzo Pierangioli e concluso dall’intervento del presidente
nazionale Giuseppe Politi- ha messo in risalto come la riforma della
Pac abbia introdotto il principio del cosiddetto “pagamento
unico per azienda”, subordinandolo al rispetto di specifiche
norme in materia di salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare
e protezione degli animali, riassunte proprio con il concetto di
“condizionalità”. La condizione, quindi, per
poter accedere ai premi previsti dal complesso di norme e regolamenti
contenuti nella Pac sia per quanto riguarda il primo pilastro (Domanda
unica) che per il secondo (Psr).
La condizionalità -è stato ricordato durante il seminario-
è attiva già dal 2005, con un progressivo inserimento
di nuove direttive e regolamenti, fino alla definitiva strutturazione
avvenuta dal primo gennaio 2007 con 26 vincoli totali.
“Il sistema di vincoli proposto dalla condizionalità
-ha sottolineato Politi- è sicuramente un elemento preoccupante
di appesantimento burocratico-amministrativo per le imprese agricole,
su cui la Cia ha fin dall’inizio espresso una volontà
di trovare strumenti di semplificazione e di armonizzazione capaci
di tradurre in opportunità di sviluppo dell’impresa,
tale complesso sistema vincolistico. Dunque, la “condizionalità”
da vincolo può trasformarsi ad opportunità, nella
logica di crescita dell’impresa, di maggiore competitività
sul mercato, attraverso modelli di agricoltura multifunzionale che
i produttori italiani hanno sempre promosso e desiderato”.
Inoltre, nell’ambito dello Sviluppo rurale, la riforma della
Pac prevede adeguati strumenti con i quali le Regioni, attraverso
in nuovi programmi, possono supportare gli agricoltori negli interventi
strutturali di adeguamento alle nuove norme, finanziando interventi
di consulenza aziendale sui temi della ottemperanza alla condizionalità
e dello sviluppo della competitività.
E qui s’inserisce lo strumento informatico promosso della
Cia e il lavoro che aspetta “Agricoltura è vita”.
www.cia.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore


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