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Newsletter 15 / 11.06.2007


Vinellando 2007
UE: Pressing per la riforma ortofrutta e vino
Degustare ammirando e contemplare assaggiando
Cosa si beve al bar
Dal Ministero delle Politiche Agrarie, Alimentari e Forestali
Pac e condizionalità: “check list” per orientare l’attività delle imprese agricole


Vinellando 2007

Curiosamente, il maggior numero di Aziende produttrici di Morellino di Scansano (DOCG dal 29.11.2006 e quindi attiva dalla prossima vendemmia) non risiedono nel comune di Scansano, come ci si potrebbe aspettare, ma in quello di Magliano in Toscana, un comune limitrofo al precedente e che condivide con quello la prestigiosa Denominazione. Di questi due Comuni quello indubbiamente più attivo sul piano della promozione del prodotto è il secondo e anche quest’anno gli organizzatori della manifestazione “Vinellando”, con in testa il Sindaco Moreno Gregori, sono già in movimento per mettere insieme le numerose iniziative che riempiranno il ricco carnet della kermesse. Sembrerebbe di essere ancora lontani – il periodo previsto va da venerdì 24 a domenica 26 agosto – ma per questi attivi maremmani vale il detto di non rimandare a domani... Già oggi nell’articolata bozza di programma sono previsti un’asta di magnum offerte dalle Aziende che sarà battuta da Dario Cecchini e il cui ricavato sarà devoluto alla fondazione IL SOLE che ha iniziato i lavori di costruzione della casa famiglia, e la premiazione dei tre migliori vini scelti da una giuria composta da giornalisti, ristoratori/enotecari e sommeliers, presieduta dal collega Carlo Ravanello. A questo proposito si stanno prendendo contatti con personaggi del mondo dello spettacolo e della politica (chi ritiene di poter dare una mano a questo attivissimo comitato si faccia avanti !!), mentre, come di consueto, il sindaco stesso premiarà il vino ritenuto più tipico.
Naturalmente, alle premiazioni seguirà una tregiorni di degustazioni in piazza di tutti i vini presentati dalle Aziende partecipanti: un’occasione unica per approfondire la nostra conoscenza sui vini di questa prestigiosa DOCG ormai in decisa concorrenza con le più blasonate “Brunello” e “Nobile”.
Alcuni dati: le Aziende partecipanti che nel 2000, alla prima Edizione di Vinellando, erano 19, sono diventate 40 nel 2006 e sono previste in forte aumento quest’anno. Per questo motivo il Comune ha messo appunto un Disciplinare di partecipazione che regola le modalità di partecipazione delle Aziende vitivinicole alla suddetta manifestazione.
Ufficio Stampa Simposio - carlo@simposio.fastwebnet.it cinzia@simposio.fastwebnet.it
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UE: Pressing per la riforma ortofrutta e vino

Pressing italiano in Europa a una settimana esatta dal varo della riforma europea di mercato per l’ortofrutta e a meno di un mese dalla proposta della Commissione per il vino, due settori che da soli rappresentano un terzo del valore dell’intera agricoltura italiana. E’ questo in sintesi il significato del Forum Internazionale promosso dalla Coldiretti a Bruxelles con lo studio Ambrosetti dal titolo “Dal Territorio salute per la nuova Europa”, alla presenza dei più importanti rappresentanti delle Istituzioni comunitarie, ma anche economisti di fama internazionale come Jean-Paul Fitoussi, oltre al Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro. Dare autorevolezza all'agricoltura italiana nelle trattative comunitarie ed internazionali per affermare l'agroalimentare italiano sui mercati è uno dei principali obiettivi del Presidente della Coldiretti Sergio Marini dal momento della sua elezione e nel corso del Forum ha voluto ricordare come la Coldiretti si batte per “affermare una politica economica europea che riconosca gli elementi di distintività quale l’origine dei prodotti, la riconoscibilità dei territori come elementi di un approccio forte per un mercato aperto, dove al centro ci sia un consumatore consapevole e informato”. “Per la riforma dell’ortofrutta, che sarà all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno, deve essere quindi valorizzata la centralità dell’impresa che va lasciata libera di produrre per il mercato al di fuori di anacronistici vincoli amministrativi”, ha affermato Marini nel sottolineare che sull’applicazione della riforma “occorrerà vigilare attentamente suoi due versanti di attuazione, nazionale e comunitario, per garantire la coerenza con le riforme già realizzate”. L'impegno per rilanciare i consumi - ha precisato il presidente della Coldiretti - deve essere accompagnato da una maggiore trasparenza dell'informazione estendendo anche ai prodotti trasformati come i derivati del pomodoro l'obbligo di etichettatura dell'origine previsto per gli ortofrutticoli freschi. La politica agricola comune - ha continuato Marini - deve agevolare e sostenere l'orientamento al mercato delle imprese e valorizzarne il ruolo multifunzionale, assicurare la distintività delle produzioni per garantire la trasparenza dell'informazione ai consumatori e promuovere l'integrazione e lo sviluppo dei territori. La seconda tappa è rappresentata dalla riforma dell’OCM vitivinicola con la Commissione che il 4 luglio presenterà la sua proposta. “Anche in questa caso la bussola di riferimento che ci guida è la centralità dell’impresa e dei territori nel dare qualità al prodotto, distintività e riconoscibilità per il consumatore, attraverso la trasparenza nei processi e l’uso dei prodotti” ha affermato Sergio Marini nel sottolineare “la forte contrarietà della Coldiretti a tutte le pratiche (zuccheraggio, trucioli e OGM) che portano direttamente all’annacquamento della qualita’ e del legame con il territorio, che rappresentano il valore aggiunto del Made in Italy”. “L’agricoltura può essere al centro delle nuove sfide che vedono coinvolte le questioni legate ai consumi e quelle relative ai cambiamenti climatici” ha continuato Marini nel sottolineare che “l’azione della Coldiretti si concentrerà sempre più dovrà sempre più su: cibo, qualità, sicurezza, territori, servizi ed energia”. Siamo pronti a cogliere le opportunità che vengono dalle nuove domande dei cittadini consumatori per dare sostenibilità ambientale alla crescita economica alla quale l’agricoltura - ha concluso Marini - può contribuire con la produzione delle bioenergie e delle bioplastiche, che rappresenta un esempio di innovazione in cui l’Italia può svolgere una funzione di leadership in Europa.
www.coldiretti.it
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Degustare ammirando e contemplare assaggiando

Degustare ammirando e contemplare assaggiando": è questa la proposta delle Apt Terre di Siena che dedicano il progetto Degustazioni ad Arte a tutti gli appassionati di un turismo lento e consapevole, invitandoli a essere protagonisti dei Laboratori sensoriali, format accolto con grande successo in Italia e all’estero. In questo territorio nel quale l’arte di vivere diventa arte da vivere, i prodotti d’eccellenza, la grande pittura e i paesaggi si fondono in maniera inconsueta e disegnano a beneficio dell’ospite appunti di un itinerario sorprendente attraverso i sensi. Un viaggio alla scoperta dei valori etici di un universo che al centro ha ancora l’uomo e che, ne siamo certi, coinvolgerà il visitatore fino a farlo diventare “cittadino delle Terre di Siena”. I Laboratori sensoriali offrono al partecipante attento un’esperienza sinestetica. Non più due momenti di fruizione separati (prima l’arte poi l’enogastronomia) ma uno solo, contemporaneo, complessivo: la degustazione dell’arte intesa come arte di vivere.
Otto i percorsi proposti dai titoli suggestivi ed evocativi: “Geometrie del gusto nel Chianti”, “Profusione d’oro in Val d’Elsa”, “Paesaggi di sapore in Val di Merse”, “Dolcezza d’Ambra a Siena”, “Sapori eterei nelle Crete”, ”Matericità aromatica in Val d’Orcia” “Gentili profumi in Val di Chiana” e “Dolce serenità del Monte Amiata”.
Percorsi dove il palato incontra i prodotti di eccellenza come i grandi vini (Brunello di Montalcino, Vernaccia di San Gimignano, Nobile di Montepulciano, Chianti Classico e Vin Santo), o ancora il formaggio pecorino, lo zafferano, il panforte, il tartufo, mentre la vista e l’udito si concentrano sulle immagini dei capolavori di Sano Di Pietro, Ambrogio Lorenzetti, Bartolomeo Della Porta, Simone Martini, Il Vecchietta e ancora sulle musiche di Bizet e di Beethoven e su scritti di Mario Luzi, Nico Orengo e Henry James. La magia del genio artistico senese e di prodotti celebri in tutto il mondo trova così una sua nuova dimensione sensoriale, che resterà nella memoria di chiunque vorrà compiere questa esperienza.
I percorsi, infatti, sono pensati con un duplice scopo: quello di consentire una complessiva rappresentazione delle eccellenze delle Terre di Siena e quello di avviare una riflessione sul turismo d’arte e sul turismo enogastronomico. Si tratta di recuperare complessivamente la cultura del fare, di dare al cibo e al vino la dignità di veicolo culturale e di ricontestualizzare, attraverso l’esperienza sensoriale, l’opera d’arte nel vissuto collettivo del territorio.
“Degustazione ad arte” è un progetto ideato dall’APT di Siena e realizzato in collaborazione con l’APT Chianciano Terme Val di Chiana, con la consulenza del giornalista Carlo Cambi, di Filippo Bartolotta giornalista e conduttore dei Laboratori, di Anna Maria Guiducci direttore della Pinacoteca Nazionale di Siena.
Il Progetto conta anche sulla collaborazione del sistema dei Musei Senesi, dei Consorzi dei vini, delle Associazioni dei Produttori, di Confesercenti e Confcommercio.
Ufficio Stampa : Agenzia Freelance sienanews@iol.it
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Cosa si beve al bar

Sempre più poveri! Alle soglie della sussistenza! Italiani con l’acqua alla gola! Questi i titoli dei giornali di ogni giorno. Parrebbe d’essere nel dopoguerra, ma se appena si va a sbirciare quanto si spende in un contesto quotidiano come, ad esempio, i bar, la musica è ben diversa. Il fatturato del comparto ho.re.ca. nel 2006 si è incrementato, rispetto l’anno precedente, del 6,1% a valore e del 5,5% a volume, e le stime circa la tendenza per il 2007 confermerebbero la crescita. A fotografare il “paradosso del bar” è il Consorzio distributori alimentari (Cda). Nel dettaglio dei consumi 2006 degli italiani fuori casa, il canale bar segna le migliori performance di vendita totali (+8,5%), seguito dalla ristorazione (+7%). Analizzando cosa si beve, autentico boom degli energy drink con un +25,2%, degli aperitivi alcolici (+ 23,7%), sostenuti dalla dilagante moda degli happy hour, e i vini Doc (+ 13,82%). Poco dinamico, ma importante in termini di volumi, il mercato delle acque minerali con vendite in sostanziale parità (+2,9%). Gli italiani si confermano grandi bevitori di acque, con circa 200 litri pro capite l'anno. Quelle lisce, o ‘piatte’ che dir si voglia, in particolare, sono le preferite con il 70% dei volumi, contro il 26% delle gassate e il 4% delle effervescenti naturali. Stabili anche i consumi di succhi di frutta (+2%) in volume su tutti i formati. Ma dopo la moda degli stravaganti gusti innovativi si registra un ritorno ai classici: pera, pesca e albicocca. Il settore birra manifesta invece (tanto per cambiare) una certa sofferenza e fa fatica a mantenere le proprie quote. “Una situazione dovuta - spiegano alla Cda - per lo più ai prezzi alti al consumo e da un conseguente spostamento degli italiani verso prodotti a maggior contenuto edonistico (energy drink e cocktail)”. Nel complesso in ogni caso si beve lo stesso quantitativo di birra alla spina (+2%) e nel comparto crescono i consumi in bottiglia (+9,54). Nel 2007 sono stimate positive vendite di cole, the e bevande a base frutta. Stabili i prodotti isotonici, quelli ricchi di sali minerali normalmente richiesti dagli sportivi, e ancora in forte crescita gli energy drink, soprattutto perché abbinabili ai super alcolici che, nel 2006, sono cresciuti del 13,6% in valore e del 12,8% in volume, con una impennata della domanda di vodka (+20,1%), vermouth (+22,3%) e gin (+13%)”.
Incrementi che hanno riguardato anche i prezzi. Nel 2006 si è infatti registrato un aumento medio del 3,16%, con un picco del 5,01% nel mercato della birra (complice l’aumento delle accise) e del 4,55% nel segmento superalcolici. Sostanzialmente fermi i listini del vino da 0,75.
Giuseppe Cremonesi – www.asa-press.com
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Dal Ministero delle Politiche Agrarie, Alimentari e Forestali

Agricoltura, estimi: De Castro, bene emendamento per rinvio
Soddisfazione del Ministro De Castro per l’emendamento firmato dal Presidente della Commissione finanze del Senato, Giorgio Benvenuto, col quale si apre la strada a tempi più congrui per i ricorsi sugli estimi agricoli.
“Grazie a questa iniziativa, che consente di effettuare il versamento previsto entro il 30 novembre conguagliando eventuali differenze senza sanzioni aggiuntive – ha commentato il Ministro – si darà una risposta alle richieste degli agricoltori, permettendo la soluzione dei casi di eventuali inesattezze legate alla rivalutazione degli estimi catastali”.
“Il governo – ha ricordato De Castro – ha già espresso parere favorevole”. Ribadendo che la revisione degli estimi agricoli era ed è una misura necessaria.
Il Ministro De Castro ha sottolineato che “Ora, come auspicato, i contribuenti potranno versare il dovuto mantenendo la facoltà di avanzare ricorso in tempi che consentano loro adeguato respiro”.

Nuova fiducia al comparto con restituzione prelievo ai produttori di bovini da latte
“Finalmente abbiamo dato una risposta intelligente ad un problema che pesava soprattutto al Sud. Ora per moltissime aziende penalizzate dall’emergenza ‘blue tongue’ si chiuderà, con la restituzione del prelievo supplementare, un capitolo difficile”. Lo ha detto il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali on. Paolo De Castro commentando l’ultimazione della procedura per lo sblocco del prelievo supplementare ai produttori di latte legati alla “malattia della lingua blu”, ai sensi dell’articolo 7bis, comma 1, della legge n.81/2006 e dall’articolo 10, comma 30, della Legge n. 119/03.
Grazie al lavoro sinergico compiuto da Ministero delle Politiche agricole, Regioni e Agea quasi 2500 aziende oggetto del blocco della movimentazione del bestiame e del prelievo supplementare latte nella campagna 2002/2003 sono state identificate analiticamente. Nel dettaglio, si tratta di 2.419 aziende - per la maggior parte in Sicilia, Sardegna e Puglia - alle quali ora non è più richiesto il versamento del prelievo corrispondente al 20% del quantitativo di riferimento disponibile, come previsto dall’articolo 1, comma 1087, della Legge n. 296/06. Il prelievo complessivo ammonta a quasi 12.838.753,40 euro, di cui quello già riscosso è pari a 5.984.787,48 euro.
Sarà AGEA a notificare entro breve ai produttori il provvedimento, mentre entro giugno si provvederà a riaccreditare i premi Pac finora trattenuti ai sensi di legge. Viceversa, per la restituzione delle somme già riscosse, si resta in attesa del finanziamento di cui alla Legge 77/2004 da parte del MEF.
“Questo intervento- ha sottolineato De Castro – darà nuova fiducia agli imprenditori di un comparto - quello del bovino da latte - che proprio nelle regioni meridionali ora può guardare al futuro con reali prospettive di sviluppo”.

A passo spedito la campagna di Russia
Prosegue con passo spedito la campagna di Russia del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro. Il 4 giugno l'incontro con Aleksej Vasil'evich Gordeev, ministro dell'Agricoltura russo, con l'impegno dell'Italia per una risoluzione positiva della procedura di accesso della Federazione russa al Wto e l'investitura di un ruolo di primo piano della Russia nella circolazione dei flussi commerciali dell'Europa. Il 5 giugno, l'inaugurazione di 'Vinitaly Cibus Russia', la rassegna organizzata da Ice (Istituto commercio estero), Veronafiere e Fiere di Parma in collaborazione con Buonitalia, società del Ministero, che vede il coinvolgimento di 140 aziende italiane dell'agroalimentare.
"In tutto il mondo conoscono e apprezzano i nostri prodotti, e allora, dico io, portiamoglieli, facciamo in modo che li possano trovare facilmente: nei supermercati, nelle enoteche, nei ristoranti e negli alberghi". E' questa la convinzione del ministro De Castro che durante la presentazione di 'Vinitaly Cibus Russia' così ha ringraziato le aziende che hanno deciso di esportare i loro prodotti: "Ringrazio le oltre 100 imprese qui presenti che hanno deciso di scommettere sul mercato russo. Se vogliamo aumentare la produzione - ha proseguito il ministro - l'export rappresenta un'occasione imperdibile, soprattutto in paesi come la Russia dove la domanda di prodotti alimentari italiani è in costante crescita "
Ecco dunque che il Made in Italy agroalimentare sbarca a Mosca con la ferma intenzione di confermare il successo che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Ed è con un certo orgoglio che il ministro De Castro annuncia: ''Allo sforzo di questo Ministero di sostenere le imprese per potenziare l'export, si affiancano ICE e Buonitalia che renderanno operativo l'impegno delle imprese con ulteriori azioni di sostegno e indirizzo".
E i rapporti fra Russia e Italia si fanno sempre più stretti e cordiali con scambi di inviti e cortesie reciproche : a settembre, infatti, il ministro dell'Agricoltura russo sarà presente alla Fiera del Levante di Bari mentre un mese dopo toccherà a De Castro rispondere all'invito di partecipare alla fiera agricola russa.
"Portare i prodotti e l'immagine dell'Italia nel mondo, diffonderli, difenderli e valorizzarli - ha concluso il ministro - è una delle chiavi strategiche per lo sviluppo del sistema Paese. Noi lo stiamo facendo: nel 2006 l'export è aumentato considerevolmente e secondo le stime quest'anno dovrebbe andare ancora meglio grazie agli interventi a favore dell'internazionalizzazione delle imprese inseriti nella Finanziaria 2007".

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Pac e condizionalità: “check list” per orientare l’attività delle imprese agricole

Una vera e propria “check list” che, in pochi secondi, pone l’imprenditore agricolo nella condizione di sapere se la propria azienda risponde o meno ai requisiti previsti dalla “condizionalità” prevista dalla riforma della Politica agricola comune, definisce il suo livello di non conformità e traccia il suo percorso di adeguamento. E’ questo l’interessante lavoro messo a punto da “Agricoltura è vita”, la nuova associazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori per la consulenza, l’innovazione e la formazione, presentato oggi a Roma durante un seminario che ha affrontato, appunto, il tema della condizionalità che da vincolo può realmente divenire un’opportunità di crescita e di sviluppo. .
Il software informatico della Cia -è stato rilevato durante il seminario- permette di ricavare una “fotografia istantanea” complessiva e dettagliata delle caratteristiche aziendali, evidenziando contestualmente i relativi “campi” di non conformità e di compatibilità rispetto a quanto fissato dai parametri imposti dalla Pac. Il responso del “check” potrà così orientare l’imprenditore agricolo verso scelte consapevoli, guidarlo nella definizione di un proprio piano di adeguamento aziendale, acquisendo quegli elementi necessari per programmare in maniera razionale il miglioramento e lo sviluppo delle proprie strutture e delle tecniche produttive.
Lo strumento informatico -è stato evidenziato- consentirà così alle aziende agricole di definire il proprio percorso di adeguamento su tutti i vincoli proposti, con particolare attenzione alle problematiche attinenti la direttiva nitrati, il benessere degli animali, la rintracciabilità, la sicurezza igienica e sanitaria.
Nel corso del seminario -presieduto dal vicepresidente della Cia Enzo Pierangioli e concluso dall’intervento del presidente nazionale Giuseppe Politi- ha messo in risalto come la riforma della Pac abbia introdotto il principio del cosiddetto “pagamento unico per azienda”, subordinandolo al rispetto di specifiche norme in materia di salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare e protezione degli animali, riassunte proprio con il concetto di “condizionalità”. La condizione, quindi, per poter accedere ai premi previsti dal complesso di norme e regolamenti contenuti nella Pac sia per quanto riguarda il primo pilastro (Domanda unica) che per il secondo (Psr).
La condizionalità -è stato ricordato durante il seminario- è attiva già dal 2005, con un progressivo inserimento di nuove direttive e regolamenti, fino alla definitiva strutturazione avvenuta dal primo gennaio 2007 con 26 vincoli totali.
“Il sistema di vincoli proposto dalla condizionalità -ha sottolineato Politi- è sicuramente un elemento preoccupante di appesantimento burocratico-amministrativo per le imprese agricole, su cui la Cia ha fin dall’inizio espresso una volontà di trovare strumenti di semplificazione e di armonizzazione capaci di tradurre in opportunità di sviluppo dell’impresa, tale complesso sistema vincolistico. Dunque, la “condizionalità” da vincolo può trasformarsi ad opportunità, nella logica di crescita dell’impresa, di maggiore competitività sul mercato, attraverso modelli di agricoltura multifunzionale che i produttori italiani hanno sempre promosso e desiderato”.
Inoltre, nell’ambito dello Sviluppo rurale, la riforma della Pac prevede adeguati strumenti con i quali le Regioni, attraverso in nuovi programmi, possono supportare gli agricoltori negli interventi strutturali di adeguamento alle nuove norme, finanziando interventi di consulenza aziendale sui temi della ottemperanza alla condizionalità e dello sviluppo della competitività.
E qui s’inserisce lo strumento informatico promosso della Cia e il lavoro che aspetta “Agricoltura è vita”.

www.cia.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
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