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Master
SMEA
Giovani
patrimonio dell’allevamento e della zootecnia
Agricoltura:
fatturato raddoppia con giovani al timone
Nasce il
marchio Ristorante Tipico - Perugia lancia un modello nazionale
dedicato alla ristorazione
Dal Ministero
delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Master
SMEA
Riservato
ai laureati triennali con lairea specialistica per il conseguimento
del titolo master in economia del sistema agro-alimentare.
Si aprono le iscrizioni per il 24° corso Master in economia
del sistema agro-alimentare della SMEA, l’Alta scuola dell’Università
Cattolica destinato a laureati sia triennali sia con laurea specialistica
presso facoltà scientifico-tecniche, giuridiche ed economiche.
Il corso, di durata annuale, è teso a sviluppare le capacità
organizzative e gestionali necessarie per gestire le aziende agro-alimentari
nell’attuale complesso sistema competitivo.
Per il livello della sua formazione il Master SMEA è accreditato
dall’ASFOR (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale),
un riconoscimento basato su rigorosi criteri di valutazione e tutt’oggi
riservato ad un numero limitato di master in Italia.
Più in dettaglio, il Master è costruito su un cammino
formativo che va da ottobre 2006 a settembre dell’anno successivo,
articolato in tre periodi.
Nel primo periodo (ottobre – dicembre) viene fornita ai partecipanti
una base comune di conoscenze, insieme ad una metodologia articolata
di approccio ai problemi aziendali e di settore.
Nel secondo periodo (gennaio – maggio) si approfondiscono
- anche con l’ausilio di visite in azienda e incontri-dibattito
con dirigenti d’impresa - specifiche tematiche inerenti alle
principali funzioni aziendali e si analizzano le caratteristiche
organizzative del sistema agro-alimentare e, più in generale,
dei mercati.
Nel terzo periodo (giugno-settembre) gli allievi del Master effettuano
uno stage in azienda, dove sono chiamati ad applicare le conoscenze
acquisite a specifiche esigenze aziendali.
La SMEA nasce a Cremona nel 1984 come Scuola di Specializzazione
e Master in Economia del Sistema Agro-alimentare, ad opera delle
Facoltà di Agraria e di Economia dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore e dal 2005 è entrata a far parte
delle cinque “Alte Scuole” dell’Università
Cattolica.
La qualificazione acquisita dagli oltre 500 diplomati nei primi
22 anni di attività della SMEA ha agevolato l’accesso
a professioni qualificate nel settore dell’industria e della
distribuzione alimentare, oltre a interessanti aperture in altri
ambiti.
E per il 23° corso iniziano gli stages
Mentre si aprono le iscrizioni al 24° Master, gli studenti del
23° corso iniziano l’ultimo periodo: lo stage in azienda.
Lo stage rappresenta una fase formativa essenziale nel percorso
del Master, ma è anche il momento di incontro con il mondo
delle aziende.
Proprio in questi giorni – come ci conferma il prof. Renato
Pieri, Direttore dell’Alta Scuola – già 15 allievi
hanno trovato la destinazione definitiva mentre per 8 sono in corso
i colloqui conclusivi. I rimanenti 4 studenti hanno invece scelto
la prosecuzione degli studi presso le università estere partner
di SMEA.
Tutte di primissimo piano le aziende coinvolte negli stage: Accenture,
Auchan, Barilla, Basf, Cargill, Carrefour, Condorelli, Confcooperative,
Bayer, Metro, Parmacotto, Parmalat, SMA, Tecnoalimenti, Terraorti
e Latterie Virgilio.
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Giovani
patrimonio dell’allevamento e della zootecnia
“L’Associazione
provinciale di Verona coinvolgerà sempre di più, nelle
proprie attività future, i giovani, che costituiscono un
patrimonio fondamentale per il futuro dell’allevamento e della
zootecnia”. Lo ha annunciato il presidente dell’Apa
di Verona, Luciano Pozzerle, nel corso dell’assemblea annuale,
che si è svolta a Veronafiere.
Il messaggio di Pozzerle, in particolare, ha anche anticipato le
attività che l’Associazione provinciale allevatori
organizzerà durante Fieragricola 2008 (7-10 febbraio prossimi),
a partire dal Dairy Open Holstein Show. “Durante il confronto
internazionale dedicato agli allevatori della razza Frisona - ha
spiegato Pozzerle - coinvolgeremo lo Junior Club di Verona e di
altre province italiane”.
La volontà di coinvolgere i giovani “in Fieragricola
e in un percorso di crescita costante”, secondo Pozzerle,
nasce anche dalla necessità di salvare l’Istituto tecnico
agrario di Buttapietra, a rischio di chiusura. “Ci rivolgeremo
ai politici e al Provveditorato agli Studi - ha proseguito Pozzerle-
per evitare la chiusura e la perdita di una risorsa che per il mondo
agricolo è imprescindibile”.
Giovani, dunque, sugli scudi. A Veronafiere, per la prossima Fieragricola
2008, infatti, saranno coinvolti gli Istituti tecnici agrari di
tutta Italia, nell’ottica di un appuntamento rivolto agli
imprenditori agricoli, ma anche agli operatori di domani.
Da Fieragricola 2008, inoltre, arriverà un’altra risposta
forte alle esigenze dell’agrozootecnia italiana: la necessità
di comunicare la qualità, la sicurezza e la tracciabilità
delle produzioni primarie alla filiera e al consumatore finale.
In quest’ottica, dunque, sarà dedicata attenzione ai
sistemi e ai meccanismi della comunicazione, rivolta appunto all’agricoltura,
tramite convegni e seminari specifici d’educazione alla comunicazione
e al marketing.
Comunicato stampa del Servizio Stampa Veronafiere
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Agricoltura:
fatturato raddoppia con giovani al timone
Le
imprese condotte da giovani agricoltori fatturano quasi il doppio
(+75%) rispetto alla media nazionale per effetto di una maggiore
dinamicità e capacità di innovazione. E’ quanto
è emerso nel corso dell'incontro promosso dal Movimento Giovanile
della Coldiretti “Giovani imprese: energie per il futuro”
con la partecipazione di quasi duecento giovani impegnati nelle
campagne e provenienti da tutte le province e regioni italiane insieme
al Ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro e al presidente
Nazionale della Coldiretti Sergio Marini. In Italia - sottolinea
la Coldiretti - sono quasi centomila i giovani under 35 che hanno
scelto di porsi alla guida di aziende agricole che possiedono, una
superficie superiore di oltre il 54% alla media (9,4 ettari rispetto
alla media nazionale di 6,1), un fatturato più elevato del
75% della media (18.720 Euro rispetto alla media nazionale di 10.680)
e il 50% di occupati per azienda in più. Inoltre - continua
la Coldiretti - le giovani leve della campagna hanno una maggiore
propensione al biologico (3,7% delle aziende rispetto alla media
nazionale di 2,1%), ma incontrano qualche difficoltà nell'acquisto
del capitale terra che solo nel 54% dei casi è in proprietà
rispetto al 74% della media nazionale. “Le giovani imprese
Coldiretti – ha ricordato il delegato nazionale del Movimento
giovanile Donato Fanelli - sono sicure di portare Energia per il
Futuro del Paese perché sviluppano idee imprenditoriali che
si radicano nel territorio, lo valorizzano, lo rendono più
attraente nei confronti degli altri attori della società
e dell’economia, dando impulso a un circolo virtuoso che va
a vantaggio di tutti i cittadini, investono capitali e risorse umane
nello sviluppo di progetti che puntano al miglioramento dell’ambiente
in cui viviamo, contribuendo alla lotta al cambiamento climatico,
al miglioramento del deficit energetico, alla tutela e al presidio
del territorio e del paesaggio, offrono servizi sociali innovativi
e necessari al nostro territorio – dagli agriasilo ai servizi
per gli anziani – interpretando in chiave innovativa il welfare
e promuovono la tutela del consumatore, producendo prodotti alimentari
sicuri e di qualità, e impegnandosi per la trasparenza, come
dimostra la battaglia fondamentale per l’indicazione obbligatoria
dell’origine in etichetta”. “Occorre cogliere
le opportunità che vengono dal via libera alla società
a responsabilità limitata in agricoltura previsto dall'ultima
finanziaria che può rappresentare un riferimento importante
per le giovani imprese che si vogliono aggregare per superare difficoltà
strutturali del settore”, ha affermato il presidente della
Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “le nuove forme
societarie possono rispondere alla straordinaria capacità
di innovazione rivolta al mercato che le nuove generazioni hanno
dimostrato di esprimere”.
I giovani under 35 nelle campagne italiane a fare impresa
Numero di aziende: 107mila (più di un quinto di quelle europee)
Conduzione femminile: 25 %
Superficie media per azienda: 9,4 ettari (oltre 54% in più
della media nazionale)
Fatturato medio per azienda: 18.720 (75% in più della media
nazionale)
Numero di occupati per azienda: 0,9 unità (50% in più
della media nazionale)
Propensione al biologico: 3,7% (rispetto al 2,1% della media nazionale)
Proprietà terra: 54% (contro il 74% della media nazionale)
Elaborazione Coldiretti su Eurostat
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Nasce
il marchio Ristorante Tipico - Perugia lancia un modello nazionale
dedicato alla ristorazione
Diciassette
i ristoranti che hanno aderito al progetto, sottoscrivendo un disciplinare
basato sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali attraverso
un’offerta di piatti e ricette proprie della tradizione del
territorio. E' questo l'esito di un anno intenso di lavoro che è
giunto ad individuare l'eccellenza della proposta tipica perugina
a tavola.
L’obiettivo è quello che la ristorazione possa riappropriarsi
della cultura alimentare e dei sapori antichi diventandone un volano
di gusto e di conoscenza; il marchio “Ristorante Tipico”
intende dunque identificare un circuito ristorativo d’eccellenza
che promuova il territorio e la tradizione gastronomica locale.
Il disciplinare del “Ristorante Tipico” si basa sulla
ricerca dei piatti tipici e tradizionali di Perugia e della Regione
Umbria: piatti che siano stabilmente acquisisti nella tradizione
culinaria del territorio e che affondino le radici nella tradizione
scritta e orale dell’Umbria.
Il menu dei ristoranti che aderiscono al progetto dovrà comprendere,
tra la gamma proposta, almeno cinque antipasti, cinque primi piatti,
quattro secondi piatti, due contorni, due formaggi e tre dessert
presenti nel disciplinare sottoscritto. I vini dovranno comprendere
almeno un’etichetta del vino Igt e Doc esistente nel territorio
dove si trova il ristorante e almeno cinque altre etichette tra
le tipologie di vini Igt, Doc e Docg della regione. Al fine di promuovere
i prodotti regionali, sarà obbligatorio l’utilizzo
di prodotti tipici: ne è un esempio il carrello degli oli
dove dovrà essere garantita la presenza di prodotti Dop dell'Umbria
provenienti da almeno due delle cinque sottozone in cui la Dop è
suddivisa.
Nel menu dei ristoranti aderenti dovranno comparire, con una adeguata
valorizzazione, i piatti e i vini locali oltre ad indicazioni sull’origine
dei prodotti umbri utilizzati e ad un piatto preparato con il cioccolato:
elemento fortemente radicato nel patrimonio gastronomico del territorio.
“Questo modello - dichiara l’assessore al Turismo del
Comune di Perugia Ilio Liberati - potrebbe essere esportato a livello
nazionale e sicuramente lavoreremo affinchè in Umbria possa
estendersi in modo unitario su tutto il territorio”.
Sarah Scaparone – Club di Papillon
[Indice]

Dal
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
De
Castro, etichetta anche per l'ortofrutta
L'11 ed il 12 giugno, al prossimo Consiglio dei ministri dell'agricoltura
della Ue, Paolo De Castro intende proporre l'introduzione dell'etichettatura
obbligatoria anche per l'ortofrutta fresca. L'annuncio è
stato formulato dal ministro a margine di un convegno, organizzato
dal Movimento giovanile della Coldiretti a Milano.
"Usiamo ancora il condizionale, ha dichiarato il ministro,
visto che il Consiglio si deve ancora tenere, ma la nostra ferma
intenzione è di ottenere l'obbligo dell'etichettatura nell'ortofrutta,
sia nel fresco che nel trasformato". Il ministro ha ricordato
anche il recente decreto ministeriale che prevede l'obbligo dell'indicazione
dell'origine nell'etichettatura degli oli extravergine d'oliva,
per il quale De Castro sta raccogliendo le valutazioni delle parti
sociali.
Anche la pesca fa sventolare
le Bandiere blu
Grazie all'accordo tra la Fee e il Mipaaf, con la collaborazione
delle associazioni di categoria, sottolinea il ministro Paolo De
Castro, l'attività di pesca ha contribuito nel 2007 all'assegnazione
del prestigioso riconoscimento.
"Saluto con piacere l'iniziativa "Bandiere Blu Pesca".
La rinnovata presenza del Ministero nel contesto del progetto testimonia
l'attenzione che tutto il settore della pesca ha nei confronti della
questione ambientale, ad iniziare dalla totale abolizione e collaborazione
contro ogni forma di pesca illegale". Così il ministro
delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro
sul lancio del progetto "Bandiere Blu Pesca".
"Obiettivo dell'iniziativa - ha continuato il Ministro - è
di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche del mare e
valorizzare il ruolo del pescatore nel rapporto con il territorio
e con le Amministrazioni locali e l'impegno del settore della pesca
per la salvaguardia dell'ambiente marino".
"Grazie all'accordo tra la Fee e il Mipaaf e la collaborazione
con le Associazioni di categoria (Agci-agrital, Federcoopesca-Confocooperative,
Federpesca, Lega Pesca, Unci Pesca), - ha concluso De Castro - anche
l'attività di pesca ha contribuito nel 2007 in misura rilevante
all'assegnazione delle "Bandiere Blu" alle Amministrazioni
locali che si sono distinte per la qualità delle acque, la
pulizia delle spiagge, le strutture turistiche e i servizi offerti".
Il panel assaggiatori
dell'Unaprol
Il comitato di esperti è stato riconosciuto dal Mipaaf con
decreto del 4 maggio scorso. Un ambito riconoscimento che premia
gli sforzi dell'organizzazione.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha
riconosciuto un comitato di esperti assaggiatori dell'Unaprol, rappresentativo
di tutte le regioni olivicole italiane, come panel ufficiale con
decreto del 4 maggio scorso. Il comitato di assaggio, presieduto
dal capo panel e consigliere dell'Unaprol Giulio Scatolini, opererà
per il controllo delle caratteristiche organolettiche degli oli
vergini di oliva previsto dall'art. 4 del Regolamento CEE 2568/91
e successive modificazioni ed integrazioni.
Si tratta di un ambito riconoscimento, informa un comunicato, che
premia gli sforzi dell'organizzazione degli operatori e si inserisce
nel solco di un più ampio progetto teso alla valorizzazione
della qualità dei migliori oli extra vergini di oliva targati
made in Italy, che ha già portato alla classificazione di
numerose filiere di settore.
Dotata di una sala di assaggio a norma e certificata dallo stesso
ministero, Unaprol organizza periodicamente, continua la nota, corsi
di degustazione e di educazione al gusto di giovani consumatori
per agevolare il consumo consapevole dell'olio extra vergine di
oliva.
Con questo riconoscimento ufficiale il panel di assaggio Unaprol,
conclude il comunicato, è abilitato a svolgere, nel rispetto
della normativa comunitaria, valutazioni di assaggio al pari di
Istituti di ricerca e di altri enti pubblici.
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore


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