.
Newsletter 12 / 21.05.2007


Master SMEA
Giovani patrimonio dell’allevamento e della zootecnia
Agricoltura: fatturato raddoppia con giovani al timone
Nasce il marchio Ristorante Tipico - Perugia lancia un modello nazionale dedicato alla ristorazione
Dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali


Master SMEA

Riservato ai laureati triennali con lairea specialistica per il conseguimento del titolo master in economia del sistema agro-alimentare.
Si aprono le iscrizioni per il 24° corso Master in economia del sistema agro-alimentare della SMEA, l’Alta scuola dell’Università Cattolica destinato a laureati sia triennali sia con laurea specialistica presso facoltà scientifico-tecniche, giuridiche ed economiche.
Il corso, di durata annuale, è teso a sviluppare le capacità organizzative e gestionali necessarie per gestire le aziende agro-alimentari nell’attuale complesso sistema competitivo.
Per il livello della sua formazione il Master SMEA è accreditato dall’ASFOR (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale), un riconoscimento basato su rigorosi criteri di valutazione e tutt’oggi riservato ad un numero limitato di master in Italia.
Più in dettaglio, il Master è costruito su un cammino formativo che va da ottobre 2006 a settembre dell’anno successivo, articolato in tre periodi.
Nel primo periodo (ottobre – dicembre) viene fornita ai partecipanti una base comune di conoscenze, insieme ad una metodologia articolata di approccio ai problemi aziendali e di settore.
Nel secondo periodo (gennaio – maggio) si approfondiscono - anche con l’ausilio di visite in azienda e incontri-dibattito con dirigenti d’impresa - specifiche tematiche inerenti alle principali funzioni aziendali e si analizzano le caratteristiche organizzative del sistema agro-alimentare e, più in generale, dei mercati.
Nel terzo periodo (giugno-settembre) gli allievi del Master effettuano uno stage in azienda, dove sono chiamati ad applicare le conoscenze acquisite a specifiche esigenze aziendali.
La SMEA nasce a Cremona nel 1984 come Scuola di Specializzazione e Master in Economia del Sistema Agro-alimentare, ad opera delle Facoltà di Agraria e di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal 2005 è entrata a far parte delle cinque “Alte Scuole” dell’Università Cattolica.
La qualificazione acquisita dagli oltre 500 diplomati nei primi 22 anni di attività della SMEA ha agevolato l’accesso a professioni qualificate nel settore dell’industria e della distribuzione alimentare, oltre a interessanti aperture in altri ambiti.
E per il 23° corso iniziano gli stages
Mentre si aprono le iscrizioni al 24° Master, gli studenti del 23° corso iniziano l’ultimo periodo: lo stage in azienda.
Lo stage rappresenta una fase formativa essenziale nel percorso del Master, ma è anche il momento di incontro con il mondo delle aziende.
Proprio in questi giorni – come ci conferma il prof. Renato Pieri, Direttore dell’Alta Scuola – già 15 allievi hanno trovato la destinazione definitiva mentre per 8 sono in corso i colloqui conclusivi. I rimanenti 4 studenti hanno invece scelto la prosecuzione degli studi presso le università estere partner di SMEA.
Tutte di primissimo piano le aziende coinvolte negli stage: Accenture, Auchan, Barilla, Basf, Cargill, Carrefour, Condorelli, Confcooperative, Bayer, Metro, Parmacotto, Parmalat, SMA, Tecnoalimenti, Terraorti e Latterie Virgilio.
[Indice]



Giovani patrimonio dell’allevamento e della zootecnia

“L’Associazione provinciale di Verona coinvolgerà sempre di più, nelle proprie attività future, i giovani, che costituiscono un patrimonio fondamentale per il futuro dell’allevamento e della zootecnia”. Lo ha annunciato il presidente dell’Apa di Verona, Luciano Pozzerle, nel corso dell’assemblea annuale, che si è svolta a Veronafiere.
Il messaggio di Pozzerle, in particolare, ha anche anticipato le attività che l’Associazione provinciale allevatori organizzerà durante Fieragricola 2008 (7-10 febbraio prossimi), a partire dal Dairy Open Holstein Show. “Durante il confronto internazionale dedicato agli allevatori della razza Frisona - ha spiegato Pozzerle - coinvolgeremo lo Junior Club di Verona e di altre province italiane”.
La volontà di coinvolgere i giovani “in Fieragricola e in un percorso di crescita costante”, secondo Pozzerle, nasce anche dalla necessità di salvare l’Istituto tecnico agrario di Buttapietra, a rischio di chiusura. “Ci rivolgeremo ai politici e al Provveditorato agli Studi - ha proseguito Pozzerle- per evitare la chiusura e la perdita di una risorsa che per il mondo agricolo è imprescindibile”.
Giovani, dunque, sugli scudi. A Veronafiere, per la prossima Fieragricola 2008, infatti, saranno coinvolti gli Istituti tecnici agrari di tutta Italia, nell’ottica di un appuntamento rivolto agli imprenditori agricoli, ma anche agli operatori di domani.
Da Fieragricola 2008, inoltre, arriverà un’altra risposta forte alle esigenze dell’agrozootecnia italiana: la necessità di comunicare la qualità, la sicurezza e la tracciabilità delle produzioni primarie alla filiera e al consumatore finale. In quest’ottica, dunque, sarà dedicata attenzione ai sistemi e ai meccanismi della comunicazione, rivolta appunto all’agricoltura, tramite convegni e seminari specifici d’educazione alla comunicazione e al marketing.
Comunicato stampa del Servizio Stampa Veronafiere
[Indice]


Agricoltura: fatturato raddoppia con giovani al timone

Le imprese condotte da giovani agricoltori fatturano quasi il doppio (+75%) rispetto alla media nazionale per effetto di una maggiore dinamicità e capacità di innovazione. E’ quanto è emerso nel corso dell'incontro promosso dal Movimento Giovanile della Coldiretti “Giovani imprese: energie per il futuro” con la partecipazione di quasi duecento giovani impegnati nelle campagne e provenienti da tutte le province e regioni italiane insieme al Ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro e al presidente Nazionale della Coldiretti Sergio Marini. In Italia - sottolinea la Coldiretti - sono quasi centomila i giovani under 35 che hanno scelto di porsi alla guida di aziende agricole che possiedono, una superficie superiore di oltre il 54% alla media (9,4 ettari rispetto alla media nazionale di 6,1), un fatturato più elevato del 75% della media (18.720 Euro rispetto alla media nazionale di 10.680) e il 50% di occupati per azienda in più. Inoltre - continua la Coldiretti - le giovani leve della campagna hanno una maggiore propensione al biologico (3,7% delle aziende rispetto alla media nazionale di 2,1%), ma incontrano qualche difficoltà nell'acquisto del capitale terra che solo nel 54% dei casi è in proprietà rispetto al 74% della media nazionale. “Le giovani imprese Coldiretti – ha ricordato il delegato nazionale del Movimento giovanile Donato Fanelli - sono sicure di portare Energia per il Futuro del Paese perché sviluppano idee imprenditoriali che si radicano nel territorio, lo valorizzano, lo rendono più attraente nei confronti degli altri attori della società e dell’economia, dando impulso a un circolo virtuoso che va a vantaggio di tutti i cittadini, investono capitali e risorse umane nello sviluppo di progetti che puntano al miglioramento dell’ambiente in cui viviamo, contribuendo alla lotta al cambiamento climatico, al miglioramento del deficit energetico, alla tutela e al presidio del territorio e del paesaggio, offrono servizi sociali innovativi e necessari al nostro territorio – dagli agriasilo ai servizi per gli anziani – interpretando in chiave innovativa il welfare e promuovono la tutela del consumatore, producendo prodotti alimentari sicuri e di qualità, e impegnandosi per la trasparenza, come dimostra la battaglia fondamentale per l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta”. “Occorre cogliere le opportunità che vengono dal via libera alla società a responsabilità limitata in agricoltura previsto dall'ultima finanziaria che può rappresentare un riferimento importante per le giovani imprese che si vogliono aggregare per superare difficoltà strutturali del settore”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “le nuove forme societarie possono rispondere alla straordinaria capacità di innovazione rivolta al mercato che le nuove generazioni hanno dimostrato di esprimere”.
I giovani under 35 nelle campagne italiane a fare impresa
Numero di aziende: 107mila (più di un quinto di quelle europee)
Conduzione femminile: 25 %
Superficie media per azienda: 9,4 ettari (oltre 54% in più della media nazionale)
Fatturato medio per azienda: 18.720 (75% in più della media nazionale)
Numero di occupati per azienda: 0,9 unità (50% in più della media nazionale)
Propensione al biologico: 3,7% (rispetto al 2,1% della media nazionale)
Proprietà terra: 54% (contro il 74% della media nazionale)
Elaborazione Coldiretti su Eurostat
[Indice]


Nasce il marchio Ristorante Tipico - Perugia lancia un modello nazionale dedicato alla ristorazione

Diciassette i ristoranti che hanno aderito al progetto, sottoscrivendo un disciplinare basato sulla valorizzazione dei prodotti tipici locali attraverso un’offerta di piatti e ricette proprie della tradizione del territorio. E' questo l'esito di un anno intenso di lavoro che è giunto ad individuare l'eccellenza della proposta tipica perugina a tavola.
L’obiettivo è quello che la ristorazione possa riappropriarsi della cultura alimentare e dei sapori antichi diventandone un volano di gusto e di conoscenza; il marchio “Ristorante Tipico” intende dunque identificare un circuito ristorativo d’eccellenza che promuova il territorio e la tradizione gastronomica locale.
Il disciplinare del “Ristorante Tipico” si basa sulla ricerca dei piatti tipici e tradizionali di Perugia e della Regione Umbria: piatti che siano stabilmente acquisisti nella tradizione culinaria del territorio e che affondino le radici nella tradizione scritta e orale dell’Umbria.
Il menu dei ristoranti che aderiscono al progetto dovrà comprendere, tra la gamma proposta, almeno cinque antipasti, cinque primi piatti, quattro secondi piatti, due contorni, due formaggi e tre dessert presenti nel disciplinare sottoscritto. I vini dovranno comprendere almeno un’etichetta del vino Igt e Doc esistente nel territorio dove si trova il ristorante e almeno cinque altre etichette tra le tipologie di vini Igt, Doc e Docg della regione. Al fine di promuovere i prodotti regionali, sarà obbligatorio l’utilizzo di prodotti tipici: ne è un esempio il carrello degli oli dove dovrà essere garantita la presenza di prodotti Dop dell'Umbria provenienti da almeno due delle cinque sottozone in cui la Dop è suddivisa.
Nel menu dei ristoranti aderenti dovranno comparire, con una adeguata valorizzazione, i piatti e i vini locali oltre ad indicazioni sull’origine dei prodotti umbri utilizzati e ad un piatto preparato con il cioccolato: elemento fortemente radicato nel patrimonio gastronomico del territorio.
“Questo modello - dichiara l’assessore al Turismo del Comune di Perugia Ilio Liberati - potrebbe essere esportato a livello nazionale e sicuramente lavoreremo affinchè in Umbria possa estendersi in modo unitario su tutto il territorio”.
Sarah Scaparone – Club di Papillon
[Indice]



Dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

De Castro, etichetta anche per l'ortofrutta
L'11 ed il 12 giugno, al prossimo Consiglio dei ministri dell'agricoltura della Ue, Paolo De Castro intende proporre l'introduzione dell'etichettatura obbligatoria anche per l'ortofrutta fresca. L'annuncio è stato formulato dal ministro a margine di un convegno, organizzato dal Movimento giovanile della Coldiretti a Milano.
"Usiamo ancora il condizionale, ha dichiarato il ministro, visto che il Consiglio si deve ancora tenere, ma la nostra ferma intenzione è di ottenere l'obbligo dell'etichettatura nell'ortofrutta, sia nel fresco che nel trasformato". Il ministro ha ricordato anche il recente decreto ministeriale che prevede l'obbligo dell'indicazione dell'origine nell'etichettatura degli oli extravergine d'oliva, per il quale De Castro sta raccogliendo le valutazioni delle parti sociali.

Anche la pesca fa sventolare le Bandiere blu
Grazie all'accordo tra la Fee e il Mipaaf, con la collaborazione delle associazioni di categoria, sottolinea il ministro Paolo De Castro, l'attività di pesca ha contribuito nel 2007 all'assegnazione del prestigioso riconoscimento.
"Saluto con piacere l'iniziativa "Bandiere Blu Pesca". La rinnovata presenza del Ministero nel contesto del progetto testimonia l'attenzione che tutto il settore della pesca ha nei confronti della questione ambientale, ad iniziare dalla totale abolizione e collaborazione contro ogni forma di pesca illegale". Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro sul lancio del progetto "Bandiere Blu Pesca".
"Obiettivo dell'iniziativa - ha continuato il Ministro - è di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche del mare e valorizzare il ruolo del pescatore nel rapporto con il territorio e con le Amministrazioni locali e l'impegno del settore della pesca per la salvaguardia dell'ambiente marino".
"Grazie all'accordo tra la Fee e il Mipaaf e la collaborazione con le Associazioni di categoria (Agci-agrital, Federcoopesca-Confocooperative, Federpesca, Lega Pesca, Unci Pesca), - ha concluso De Castro - anche l'attività di pesca ha contribuito nel 2007 in misura rilevante all'assegnazione delle "Bandiere Blu" alle Amministrazioni locali che si sono distinte per la qualità delle acque, la pulizia delle spiagge, le strutture turistiche e i servizi offerti".

Il panel assaggiatori dell'Unaprol
Il comitato di esperti è stato riconosciuto dal Mipaaf con decreto del 4 maggio scorso. Un ambito riconoscimento che premia gli sforzi dell'organizzazione.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha riconosciuto un comitato di esperti assaggiatori dell'Unaprol, rappresentativo di tutte le regioni olivicole italiane, come panel ufficiale con decreto del 4 maggio scorso. Il comitato di assaggio, presieduto dal capo panel e consigliere dell'Unaprol Giulio Scatolini, opererà per il controllo delle caratteristiche organolettiche degli oli vergini di oliva previsto dall'art. 4 del Regolamento CEE 2568/91 e successive modificazioni ed integrazioni.
Si tratta di un ambito riconoscimento, informa un comunicato, che premia gli sforzi dell'organizzazione degli operatori e si inserisce nel solco di un più ampio progetto teso alla valorizzazione della qualità dei migliori oli extra vergini di oliva targati made in Italy, che ha già portato alla classificazione di numerose filiere di settore.
Dotata di una sala di assaggio a norma e certificata dallo stesso ministero, Unaprol organizza periodicamente, continua la nota, corsi di degustazione e di educazione al gusto di giovani consumatori per agevolare il consumo consapevole dell'olio extra vergine di oliva.
Con questo riconoscimento ufficiale il panel di assaggio Unaprol, conclude il comunicato, è abilitato a svolgere, nel rispetto della normativa comunitaria, valutazioni di assaggio al pari di Istituti di ricerca e di altri enti pubblici.

[Indice]

ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore





IMPORTANTE
Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Gli indirizzi E-Mail presenti nel nostro archivio elettronico provengono o da richieste di iscrizioni pervenute direttamente al nostro sito o dalla nostra sede. (D.L. 30/06/2003 n. 196). Il copyright di eventuali pittogrammi presenti nella notizia è dell’ASA e tutti i diritti sono riservati.
Le notizie da noi pubblicate sono state direttamente a noi inviate o selezionate da comunicati o articoli liberi da vincoli.
Per cancellarsi dalla mailing list inviare una email a
newsletter-unsubscribe@asa-press.com (lasciando l'oggetto ed il testo del messaggio vuoti) adoperando l’e-mail da eliminare dal nostro mailing.