ENTI E MINISTERI

Embargo russo: preoccupa lo stop degli aiuti Ue all’ortofrutta. Serve una soluzione equa e tempestiva

La Cia vigilerà sulle prossime scelte del commissario Ciolos, che dovranno essere rispettose delle peculiarità produttive dei singoli Stati membri.
 
La sospensione degli aiuti europei per l’ortofrutta colpita dall’embargo deciso dalla Russia è motivo di grande preoccupazione, soprattutto per gli agricoltori italiani che sono i primi in Europa con 463 mila aziende produttrici di frutta e verdura. Bisogna trovare una soluzione tempestiva che superi questo stop e garantisca una distribuzione delle risorse Ue più equa a sostegno delle imprese in difficoltà. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
La Commissione europea ha giustificato il blocco delle misure di emergenza con la richiesta sproporzionata di sostegno da parte di alcuni Stati membri, in particolare la Polonia, che ha comportato il superamento del budget messo a disposizione (82 milioni di euro per mele e pere e 43 milioni di euro per altri prodotti ortofrutticoli) -ricorda la Cia-. Ora dobbiamo assolutamente vigilare affinché, nelle scelte che il commissario Ciolos dovrà attivare nel brevissimo periodo, ci sia la necessaria trasparenza nella ripartizione delle risorse e prevalga il criterio dell’equilibrio in relazione alle peculiarità produttive dei singoli Stati membri e, quindi, ai relativi costi di produzione.
L’embargo russo ha ricadute economiche rilevanti sull’Italia: solo nell’ultimo anno le esportazioni tricolori a Mosca sono cresciute dell’8,2 per cento per un valore complessivo di 10,4 miliardi -evidenzia la Cia-. In particolare proprio l’agroalimentare, con un fatturato di quasi un miliardo di euro, rappresenta il 10,3 per cento dell’export totale verso la Russia. (www.cia.it)


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