ENTI E MINISTERI

Squilibri macroeconomici, sotto osservazione il debito italiano

La Commissione Europea ha pubblicato in data 5 marzo le conclusioni scaturite dagli esami approfonditi relativi alle economie di 17 Stati membri quindi ha valutato i progressi compiuti dagli Stati membri impegnati nella correzione dei disavanzi di bilancio, aggiornando il proprio parere in merito ai documenti di bilancio dell'anno scorso. Si tratta del lavoro che si costituisce durante il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, ossia il ciclo annuale di governance economica nella quale la Commissione collabora con gli Stati membri per creare le premesse per una crescita sostenibile in linea con la strategia indicata nel programma Europa 2020.
Gli squilibri che si sono accumulati nel tempo richiedono un'azione politica costante. La ripresa è però ancora ostacolata da diverse sfide, comuni in tutti i paesi dell'Unione. Sarà quindi essenziale continuare ad affrontare questi squilibri al fine di ridurre il tasso di disoccupazione, che ha raggiunto livelli inaccettabili in molte parti d'Europa. Rimane oltretutto irrisolto l'impatto della riduzione dell'indebitamento sulla crescita a medio termine, i livelli elevati del debito privato e pubblico e le difficoltà di accesso al credito a costi ragionevoli.
Sul fronte del bilancio il ritmo medio di aggiustamento nella zona euro è destinato a rallentare grazie al successo degli sforzi di risanamento compiuti negli ultimi anni. Tuttavia è necessario che alcuni Stati membri intensifichino gli interventi di risanamento di bilancio se vogliono raggiungere gli obiettivi di disavanzo. Secondo le previsioni il rapporto debito/PIL nel 2013 è aumentato ma dovrebbe iniziare a calare.
Nello specifico la Germania dovrebbe orientarsi verso il rafforzamento della domanda interna e della crescita a medio termine, Francia e Italia dovrebbero affrontare gli ostacoli alla crescita a medio termine dedicandosi alle riforme strutturali e al risanamento di bilancio; la Spagna dovrebbe proseguire il processo di riduzione ordinata dell'indebitamento e di trasformazione strutturale dell'economia oltre ad affrontare le sfide sociali.
È necessario puntare sugli investimenti e rilanciare la domanda, affrontare la sfida dell'indebitamento e del riequilibrio a fronte di un tasso d'inflazione molto basso.
In linea con le raccomandazioni del Consiglio dello scorso giugno, gli Stati membri dovrebbero assumersi le proprie responsabilità, a livello individuale e collettivo, per la politica comune nella zona euro al fine di garantire il buon funzionamento dell'Unione economica e monetaria e di sostenere la crescita e l'occupazione.
La Commissione ritiene che siano quattordici gli Stati membri che presentano squilibri. In Croazia, Italia e Slovenia, tali squilibri sono considerati eccessivi. L'Italia deve contrastare un debito pubblico molto elevato e una competitività esterna debole. Entrambi gli aspetti sono imputabili al protrarsi di una crescita deludente della produttività e richiedono un intervento urgente e risoluto per ridurre il rischio di effetti negativi per l'economia italiana e per la zona euro.
I singoli esami degli squilibri e degli squilibri eccessivi costituiscono una base per avviare un dialogo con gli Stati membri nella fase di elaborazione dei rispettivi programmi nazionali di riforma e programmi di stabilità e convergenza. Questi dovranno essere presentati alla Commissione entro la fine del mese di aprile e saranno valutati a inizio giugno, quando la Commissione presenterà una serie di raccomandazioni aggiornate specifiche per paese nella fase conclusiva del semestre europeo. Per quanto riguarda gli Stati membri che presentano squilibri eccessivi, in giugno la Commissione deciderà inoltre se sono necessarie ulteriori azioni.


Francesco Laera e Marta Scotti
Commissione europea
DG COMM
Rappresentanza a Milano
+39 02 46 75 141
mail: comm-rep-mil@ec.europa.eu
http://ec.europa.eu/italia

 


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