ENTI E MINISTERI

Ogm: Germania apre a libertà scelta

Fallito il tentativo di bloccare l'ingresso in Europa del mais Pioneer 1507, si apre uno spiraglio per i paesi - come l'Italia - che chiedono una maggiore autonomia degli stati membri in tema di Ogm. La Germania si è detta pronta a valutare una revisione delle attuali norme sul transgenico.
"La Germania si distacca da un rifiuto completo e si avvicina a una riserva d'esame sull'ipotesi di maggiore autonomia agli stati membri". Le parole del ministro tedesco Barbara Hendricks, durante il Consiglio Ambiente di lunedì, rendono meno compatto il fronte del no alla modifica della direttiva comunitaria sul transgenico e accendono le speranza dei paesi che premono per un maggiore riconoscimento del principio di sussidiarietà.
A sollecitare la ripresa dei negoziati sulla revisione delle norme sugli Ogm era stato, durante il Consiglio Affari generali dell'11 febbraio, il commissario alla Salute Tonio Borg. In quell'occasione, infatti, gli stati membri contrari al transgenico non erano riusciti a riunire una maggioranza qualificata in grado di bloccare la coltivazione del mais 1507 della Pioneer, come riportato da EurActiv.it. E Borg aveva suggerito di riprendere la proposta della Commissione del 2010 che permetterebbe ai 28 di vietare la coltivazione sul territorio nazionale di varietà Ogm già autorizzate a livello Ue.
Riprendendo quella proposta, lunedì la presidenza greca ha sottoposto ai ministri dell'Ambiente una bozza di compromesso, che per la prima volta la Germania si è detta pronta a considerare e che anche altri paesi finora contrari, come Bulgaria, Polonia e Portogallo, potrebbero accettare. L'Italia - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - auspica l'adozione di "un quadro legislativo chiaro" che "permetta di trovare un equilibrio tra il mantenimento del sistema di autorizzazione Ue, basato sulla valutazione scientifica di rischi sanitari e ambientali, e l'esigenza di garantire agli stati la possibilità di vietare la coltivazione di Ogm alla luce delle specifiche caratteristiche sul territorio". Mentre la Francia ha proposto di affiancare al sistema di autorizzazione comunitario, basato sul parere dell'Efsa, un'ulteriore procedura di autorizzazione a livello nazionale. Inamovibile, invece, il Belgio, che a questo punto rischia di trovarsi solo a difendere l'assetto attuale.
Il dossier sarà affrontato nuovamente in un incontro ad hoc il prossimo 13 marzo. La presidenza greca del Consiglio dell'Unione mira infatti a raggiungere un accordo politico in primavera, così da poter adottare il testo entro fine anno. In quel caso a guidare l'ultima fase dei negoziati sarebbe la presidenza italiana.
(Angela Lamboglia - www.euractiv.it)

 


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