ENTI E MINISTERI

Pesca: Ue, a 30mila euro aiuti Stato 'de minimis' 2014-2020

L'Italia potrà elargire un aiuto cumulativo massimo di 96,3 mln

Dall’1 luglio 2014 fino al 31 dicembre 2020, l'Italia e i Partner europei potranno continuare ad elargire aiuti "de minimis" alle proprie aziende di pesca e acquacoltura.
Si tratta di quegli aiuti di Stato che non richiedono il preventivo via libera di Bruxelles e quindi beneficiano di un iter più rapido.
Ogni Stato membro potrà quindi elargire fino a 30mila euro ad ogni azienda di pesca e acquacoltura, su un periodo di tre anni, e nell'ambito di un importo cumulativo massimo fissato dalla Commissione europea per ogni Partner. Nel caso dell'Italia il limite nazionale é stabilito a 96,31 milioni di euro.
Bruxelles ha introdotto anche una serie di eccezioni alla concessione del piccolo contributo nazionale, per tener conto degli obiettivi della nuova politica e del nuovo Fondo Ue per il settore ittico e marittimo. Tra le eccezioni previste, la Commissione Ue sottolinea che non potranno essere concessi "aiuti subordinati all'impiego di prodotti nazionali rispetto a quelli importati; all'acquisto di pescherecci; alla sostituzione o ammodernamento di motori principali o ausiliari delle imbarcazioni da pesca. Gli aiuti 'de minimis' non potranno neppure essere utilizzati per aumentare la capacità di pesca di un peschereccio; per la costruzione di nuove imbarcazioni o per la loro importazione; per l'arresto temporaneo o definitivo delle attività di pesca, tranne se espressamente previsto. E ancora, nessun aiuto 'de minimis' per le attività di pesca sperimentale e per il trasferimento di proprietà di un'impresa. (www.ansa.it)



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