ENTI E MINISTERI

La Cina passa dalle parole ai fatti: Pechino apre inchiesta antidumping su vino europeo

Tanto tuonò che piovve. La Cina ha ufficialmente aperto un'indagine antidumping e antisussidi nei confronti del vino europeo. Un'iniziativa più volte annunciata nelle scorse settimane e in particolare all'indomani dell'annuncio da parte di Bruxelles di voler introdurre dei dazi sull'import (questa volta in Europa) di pannelli solari prodotti in Cina. Un dazio che, introdotto all'11,8%, dopo 60 giorni salirà– e cioè a partire dal prossimo 7 agosto e in assenza di un accordo amichevole – salirà al 47,6 per cento.

«Delusa» la Commissione Ue
L'annuncio è venuto da parte della stessa Commissione Ue che – secondo quanto riporta una nota del portavoce del commissario al commercio Karel De Gucht, si è detta «profondamente delusa di apprendere di questa azione da parte della Cina. Bruxelles esaminerà «in dettaglio se il caso cinese è coerente con il quadro del Wto».

Dazi sui pannelli solari, la Cina contrattacca e apre la battaglia sul vino europeo
Un'inchiesta innescata anche dai produttori cinesi
L'inchiesta avviata da parte delle autorità di Pechino se sotto il profilo temporale fu annunciata immediatamente dopo la proposta Ue di introdurre dazi sull'import di pannelli solari made in China, tuttavia, fu innescata anche dalle proteste dei produttori cinesi contro l'import di vino europeo. Un flusso di acquisti che secondo gli stessi produttori locali avviene a prezzi stracciati (e da qui l'indagine antidumping) grazie ai generosi sussidi di Bruxelles. Sussidi che in realtà non riguardano le spedizioni fisiche ma solo la promozione dei consumi di vino nei paesi extracomunitari.

Ma il legame forte resta con i dazi Ue sui pannelli solari
Al di là delle proteste dei produttori locali di vino, l'annuncio di un indagine antidumping sull'import vino mantiene un legame forte con la contemporanea proposta dell'introduzione di un dazio Ue sull'importazione in Europa di pannelli solari cinesi. D'altro canto un ipotetico dazio sul vino europeo colpirebbe innanzitutto Francia, Italia e Spagna che – guarda caso - sono proprio i paesi che, qualche settimana fa, votarono a favore dell'introduzione di dazi sui pannelli solari.

Pechino rassicura: decisione solo su fatti oggettivi
Dal canto suo il ministero del Commercio di Pechino ha fatto sapere in queste ore che l'indagine «seguirà strettamente le leggi cinesi come anche le regole e le richieste del Wto. E che durante il processo di investigazione lo stesso ministero seguirà i principi di apertura, trasparenza ed equità, garantirà i diritti legali di tutte le parti ed emetterà una decisione su fatti oggettivi»

Coldiretti: a rischio un flusso di export in grande crescita
Grande preoccupazione per l'avvio ufficiale dell'indagine sul vino europeo è stata espressa dalla Coldiretti secondo la quale l'iniziativa rischia di frenare la crescita delle esportazioni di vino made in Italy, che nel primo trimestre del 2013 è stata record registrando un aumento di ben il 377% rispetto ai livelli del 2008 e cioè ai livelli pre crisi. «Il gigante asiatico – ha concluso la Coldiretti – rappresenta anche il paese nel quale si è registrato il più elevato tasso di crescita nei consumi mondiali, visto che gli acquisti di vino hanno raggiunto a livello nazionale quota 18 milioni di ettolitri. Un dato non molto lontano dai 20 milioni di ettolitri che rappresentano il volume dei consumi in un paese di grande tradizione vitivinicola come l'Italia».

(Giorgio dell'Orefice - www.ilsole24ore.com)

 

 


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