ENTI E MINISTERI

Contraffazione e frodi agroalimentari, attività operativa 2011 degli organismi di controllo
Nel 2011 sono stati effettuati un totale di 79.167 controlli e sequestri per 36.854.189 euro, le sanzioni amministrative contestate sono state 8.737 e 1.304 persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha presentato i risultati dell’attività operativa 2011, in ambito agroalimentare, dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, del Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari, del Corpo forestale dello Stato e della Guardia Costiera-Capitanerie di Porto.
Gli organismi di controllo hanno effettuato, nel 2011, un totale di 79.167 controlli e sequestri per 36.854.189 euro, le sanzioni amministrative contestate sono state 8.737 e 1.304 persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria.
Ognuno degli organi di controllo ha un’area specifica di intervento e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, Icqrf, è l’organo di controllo ufficiale del Ministero delle politiche agricole e forestali, attraverso controlli sulla qualità, genuinità e identità dei prodotti agroalimentari e dei mezzi tecnici di produzione agricola (sementi, mangimi, fertilizzanti e fitosanitari), è da sempre impegnato nel contrasto agli illeciti, alle frodi e alle contraffazioni che determinano situazioni di concorrenza sleale e minano i diritti dei consumatori. L’Icqrf, nel 2011, ha effettuato 43.452 controlli, contestato 5.513 sanzioni amministrative e sequestrato beni per un valore di 14.988.690 euro.
Il Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari, con un organico di 80 uomini, opera a supporto ed integrazione dei controlli amministrativi svolti dagli altri organismi di vigilanza del Ministero. I controlli straordinari attivati dai Nac, i Nuclei Antifrodi Carabinieri, sono infatti sviluppati con indagini di polizia giudiziaria, secondo metodiche proprie delle investigazioni tecniche e scientifiche, e pertanto sono orientate ad individuare le aree di macro-illegalità che assumono rilievo penale. Due sono essenzialmente le macroaree di intervento dei Nac: le frodi comunitarie e le frodi agroalimentari. Nel 2011 i Nac hanno controllato 1768 aziende, 332 sono le denunce e 187 le violazioni amministrative contestate, hanno accertato illeciti contributi comunitari per oltre 8 milioni di euro, sequestrato oltre 7 mila le tonnellate di prodotti alimentari, hanno sottratto al circuito illegale beni per un valore di 209.
Il Corpo forestale dello Stato Nucleo agroalimentare e forestale ha effettuato 6.171 controlli, sequestrati 12.610 kg di prodotti per un valore di 970.000 euro e segnalato all’Autorità giudiziaria 187 persone.
Infine Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera ha effettuato 27.776 controlli: in particolare, oltre la metà degli accertamenti effettuati dalle Capitanerie di porto si è concentrata nei punti di sbarco che rappresentano il crocevia di transito del prodotto ittico verso la catena della commercializzazione. Inoltre, a tutela del consumatore finale e a garanzia della libera e regolare concorrenza, il personale del Corpo ha eseguito molteplici ispezioni presso tutti quegli esercenti dediti alla compravendita all’ingrosso ed al dettaglio del pesce e ha chiuso 18 esercizi commerciali oltre a sequestrare 186.771,29 kg di prodotti.
Il ministro Catania intervenendo ha dichiarato: “È opportuno evitare duplicazioni e puntare a razionalizzare e semplificare i controlli nel settore agroalimentare, ma dobbiamo sempre ricordarci che quello italiano è il miglior sistema produttivo del mondo anche perché può far leva su un elevato sistema di controlli. Destrutturarlo sarebbe un terribile autogol per il sistema delle imprese: la qualità del controllo è garanzia della qualità delle nostre produzioni”.
“La nostra attenzione - ha poi aggiunto- alle contraffazioni e alle frodi alimentari è rivolta, naturalmente, sia al mercato nazionale che a quello estero. Il Prosecco – ha sottolineato Catania – è una storia di successo del Made in Italy agroalimentare che viene contraffatta all’estero. In Europa il prodotto gode di una protezione sufficientemente garantita, però resta ancora molta strada da fare. Per esempio, stiamo portando avanti la battaglia per ottenere l’obbligo, per ogni Stato membro, di perseguire le contraffazioni sul proprio territorio senza aspettare la denuncia del Paese che si ritiene danneggiato”.
“Al di fuori della Comunità europea, nei mercati dei Paesi terzi come l’Australia, prodotti come il Prosecco – ha spiegato Catania – non vengono tutelati. In questo caso dobbiamo attivarci in sede di Organizzazione mondiale del commercio e pensare di tutelarci anche ricorrendo alla registrazione dei marchi. Un’attività – ha concluso il Ministro – su cui il Mipaaf interviene proattivamente, assistendo i nostri operatori nella registrazione dei prodotti sui più importanti mercati del mondo”. (www.aiol.it)



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