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ENTI E
MINISTERI
Quote latte: Galan al question time
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
spiega tutte le contrarietà del suo rifiuto a riaprire una questione
chiusa da tempo e che altrimenti solleverebbe tensioni sociali e pesantissime
penalizzazioni ai nostri conti pubblici.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali interviene,
ancora una volta, sulla vicenda delle quote latte: “Speravo di non
dover più intervenire sulla questione delle quote latte perché
la consideravo una vicenda chiusa. Evidentemente non è così.
Nello scorso mese di aprile, il Comando carabinieri politiche agricole
e alimentari ha diffuso una relazione di approfondimento sui dati utilizzati
per il calcolo del prelievo supplementare. Su queste basi, alcuni operatori
hanno chiesto di sospendere le operazioni di riscossione del prelievo
ai fini di una verifica esaustiva delle relative procedure.
La relazione di approfondimento è stata oggetto di un’attenta
analisi da parte del competente Dipartimento ministeriale, dell’Agea
e del Commissario straordinario, giungendo alla conclusione che allo stato
nessun elemento oggettivo può supportare l’ipotesi che in
passato si siano verificate irregolarità di entità tale
da incidere in modo apprezzabile sul calcolo del prelievo imputato ai
produttori.
Pur riconoscendo lo stato di crisi che sta attraversando il settore non
risulta, al momento, possibile sospendere la riscossione del prelievo
afferente ai periodi dal 1995/1996 in poi in ogni sua forma.
Va ricordato, al riguardo, che la legge 30 maggio 2003, n. 119, aveva
previsto la possibilità, cui molti produttori hanno aderito, di
rateizzare il prelievo dovuto.
Al fine di consentire agli allevatori con elevati debiti pregressi nei
confronti dell’Amministrazione, di far fronte ai propri impegni,
la sopra citata legge n. 33 del 2009, emanata su iniziativa del Governo,
ha autorizzato una nuova rateizzazione del debito pregresso.
Circa la richiesta di sospensione dei pagamenti previsti dai piani di
rateizzazione autorizzati dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, per consentire
ai produttori di affrontare la difficile congiuntura economica, occorre
precisare che la Commissione europea, interpellata in proposito nel mese
di dicembre, ha negato tale possibilità.
Per le ragioni esposte, pertanto, non risulta possibile sospendere la
riscossione del prelievo in nessuna delle forme attualmente in atto.
Abbiamo effettivamente registrato la voce che nell’Ambito della
manovra vi sarebbe l’intenzione di presentare un emendamento che
sospenda la riscossione del prelievo.
Su una norma siffatta sono assolutamente contrario. E’ la contrarietà
del 95% degli operatori del settore (molti dei quali hanno già
pagato le multe dovute). E’ la contrarietà di tutte le organizzazioni
agricole, ribadita a gran voce anche negli ultimi giorni attraverso i
mezzi di comunicazione di massa. E’ la contrarietà del Parlamento
e più in particolare di quasi tutte le forze politiche di questa
Camera che lo scorso anno – in sede di approvazione della legge
33 - costrinsero al ritiro i presentatori di identici emendamenti. E’
la contrarietà della Commissione europea che aprirebbe nei nostri
confronti una procedura di infrazione con conseguenze economiche a carico
dell’Erario di svariate centinaia di milioni di euro. E’ la
contrarietà della legalità, della trasparenza, dei comportamenti
onesti derivanti dall’ordinamento comunitario e da quello nazionale.
Non voglio credere alla eventualità della presentazione di una
norma dagli effetti così devastanti ed immorali. Ma se questa ipotesi
dovesse verificarsi, mi riservo tutte le valutazioni di mia competenza
a salvaguardia di quei valori di cui prima ho parlato. Valori irrinunciabili
ai quali l’Autorità di Governo non può non ispirarsi”.
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