FATTI E PERSONE

Spreco di cibo, il 60% degli italiani lo butta almeno una volta settimana
Pochi lo riciclano per gli animali. Snack, carne e pollame i cibi più buttati

Nonostante la crisi, ancora tanto spreco. Quando si parla di cibo, gli italiani ne buttano molto: il 60% butta alimenti ancora buoni nel bidone almeno una volta a settimana.
Questo il dato principale di una ricerca di Last minute market e Università di Bologna, dipartimento scienze e tecnologie agro-alimentari, con la collaborazione del servizio scientifico interno della Commissione europea (joint research centre - jrc) .
Gli scienziati hanno utilizzato un questionario, intervistando un campione significativo della popolazione italiana.
Dietro alla spreco del cibo, quasi sempre errori di trattamento: sbagli nella conservazione (40% degli intervistati), cattivo uso degli ingredienti ed eccesso di cibo rispetto alle possibilità di consumo (20%).
Riguardo al cibo che non si mangia, il 48% lo butta e basta, mentre il 20% lo usa come compost o mangime per animali ed il 4% lo dona. Tuttavia, ci sono anche segnali positivi: contro un 28% che spreca cibo come nel passato, un 52% spreca meno di 2 anni fa.
Infine, la ricerca mostra come vi è un preciso legame tra tipi di alimenti scelti e spreco. Allora, il cattivo utilizzo raggiunge il massimo quando si acquista snack, carne rossa o pollame.
Il lavoro dell'Università di Bologna si lega al piano dell'Unione Europea: con l'aiuto di alcuni Stati, Germania e Francia, i suoi politici vogliono dimezzare gli sprechi di cibo entro il 2020.
A guidare l'azione il Commissario europeo, Janez Potocnik: la sua strategia si basa su uso efficiente delle risorse, lotta agli sprechi (materie prime, energie, cibo) e conseguente riduzione del cattivo utilizzo.
Così il Commissario: "Nell'UE ci siamo dati come target quello di dimezzare lo spreco di cibo commestibile e di eliminare potenzialmente le discariche entro il 2020. Meno sprechi alimentari porterebbero ad un uso più efficiente dei terreni, un migliore gestione dell'oro blu, un impiego più sostenibile del fosforo, con un impatto positivo sui cambiamenti climatici".
(Matteo Clerici - www.newsfood.com)




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