FATTI E PERSONE

La Cina rallenta, anche per l’Italia
Dopo l’exploit del 2011, quando l’import enoico fece segnare un + 39,4% delle importazioni dai 6 maggiori produttori mondiali, la Cina torna su livelli “normali”: +9,5% nel 2012

Abituati ormai da anni a ritmi di crescita forsennati, i dati delle importazioni enoiche in Cina del 2012 potrebbero destare qualche preoccupazione, anche per l’Italia.
In termini complessivi, come testimoniano i dati della dogana cinese, si è passati dai 241 milioni di litri del 2011 ai 266 milioni nel 2012, pari al + 9,4%, una frenata evidente se paragonato al +39,4% registrato tra il 2010 ed il 2011, quando si passò da 146 a 241 milioni di litri di vino importati da gigante asiatico, con la Francia che passò da 67 a 117 milioni di litri. Tra i 6 Paesi esportatori principali, che mettono insieme più del 90% delle bottiglie importate dalla Cina, guadagnano terreno Spagna (26,7 milioni di litri esportati, contro i 18,9 del 2011, e una quota di mercato del 10,04%) e Cile (20,8 milioni, pari 7,83% del mercato, contro il 7,24% del 2011), a scapito di Francia (che con 128 milioni di litri resta saldamente al primo posto della graduatoria, con il 47,78% del mercato, contro il 48,83% del 2011), Australia (33,8 milioni, il 12,73%, nel 2011 valeva il 13,51%), Italia (19,3 milioni e una quota di mercato che passa dal 7,82% del 2011 al 7,28% di oggi) e Stati Uniti (12,8 milioni e una quota del 4,84%, contro il 5,13% del 2011). (www.winenews.it)

 


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