FATTI E PERSONE

Primavera piovosa e viti in ritardo. La vendemmia 2013 tra speranze e paure
Non ci sono solo gli eventi estremi, come improvvise grandinate che hanno colpito da nord a sud, la peronospora impazza ancora e la maturazione delle uve è in ritardo di almeno una decina di giorni

E' certamente un'annata particolarmente difficile per i viticoltori, in ogni regione d'Italia.
La primavera molto piovosa e fredda, ha lasciato poi il posto a un'estate altalenante, con poche ondate di caldo ad attenuare le infezioni fungine.
La vite sta risentendo inevitabilmente di queste pazze condizioni meteo, ritardo di maturazione e attacchi di peronospora difficilmente controllabili sono il risultato.
In Veneto, al momento, la situazione più difficile, come rilevato nel corso del convegno di VenetoAgricoltura. “Il bizzarro andamento metereologico dei mesi scorsi - ha evidenziato il fitopatologo Michele Borgo – ha favorito quasi ovunque allarmanti attacchi fungini ai vigneti. Una situazione che fa prevedere una progressione dei danni finora registrati, con perdite significative della produzione, in considerazione della virulenza di alcune avversità parassitarie, dei limiti dei prodotti fitosanitari e del previsto ritardo della fase di maturazione dell’uva rispetto a quanto registrato nell’ultimo decennio”. Come se non bastasse, è stato evidenziato, le viti mostrano anche seri stati di sofferenza dovuti a carenze nutrizionali, che contribuiscono ad anticipare la comparsa di sintomatologie collegate a malattie di tipo cronico, quali il mal dell’esca e l’accartocciamento fogliare.
Da parte sua, Patrick Marcuzzo (CRA-VIT), ha rimarcato che le abbondanti precipitazioni e le temperature fredde registrate dal germogliamento della vite fino alla seconda decade del mese di maggio, hanno favorito l’insorgere della peronospora in tutte le cultivar del territorio veneto, tanto che i vigneti usati come testimone (non trattati) mostravano un danno del 100% già dall’11 giugno. Importanti anche i danni segnalati in provincia di Vicenza sul Tai rosso causati dal fungo dell’escoriosi. Oltre a favorire l’insorgenza di fitopatie, il freddo e l’abbondanza di precipitazioni hanno causato un ingiallimento della chioma nelle zone di fondovalle che si è risolto solamente nei primi giorni di giugno con lo stabilizzarsi delle condizioni meteo.
Il freddo, che ha accompagnato gran parte di questa primavera, ha rallentato anche lo sviluppo fenologico della pianta che ha germogliato circa 10/15 giorni in ritardo rispetto al 2012. Inoltre, tra la parte orientale e occidentale del Veneto l’intervallo di germogliamento è stato di 4/6 giorni nella medesima cultivar, diversamente dalle scorse annate quando questa differenza era pari o anche superiore ai 10 giorni. Questo breve intervallo tra il germogliamento e la fioritura comporterà probabilmente una data di vendemmia ravvicinata tra la parte orientale e occidentale della Regione, con le varietà precoci (Pinot grigio, Pinot nero, Chardonnay) che matureranno presumibilmente nella prima settimana di settembre, circa una decina di giorni in ritardo rispetto allo scorso anno. Il numero di grappoli per germoglio e la percentuale di germogliamento fa pensare che per lo Chardonnay la produzione sarà in linea con il 2012 mentre per il Merlot si prevede una produzione inferiore di circa il 10%.
A questa situazione si aggiungono le forti anomalie, come violente grandinate previste anche dopo l'ondata di calore che sta attraversando il nostro paese in questi giorni.
Un violento temporale con forti raffiche di vento e pioggia mista a grossi chicchi di grandine si è abbattuto intorno alle 16 di domenica 21 luglio nell’area Sud di Roma e nella zona dei Castelli Romani. Il maltempo ha investito i vigneti del Frascati doc/docg con furia, causando alle coltivazioni numerosi danni. La vendemmia 2013, già messa a dura prova dal tempo incerto dei mesi di giugno e luglio, potrebbe essere stata compromessa, mettendo a rischio il lavoro di tante aziende e di tanti lavoratori del settore nell'area del Frascati.
Anche la Franciacorta sarebbe sta colpita da ripetuti eventi nel corso delle ultime settimane, con il 10% del territorio viticolo colpito anche se non è ancora stata effettuata una precisa stima dei danni.
In alcune aree l’eccessiva piovosità primaverile ha causato grossi problemi di asfissia radicale laddove i terreni non presentano un buon drenaggio. Ciò ha comportato in alcune aree la ridotta produzione di grappoli e l’impossibilità d’intervenire per tutelare la pianta da peronospora e botrite. A quanto ammontano i danni? I periti della zona del Prosecco hanno analizzato diversi giovani vigneti, con un potenziale di 200 qli/ha che invece ne produrranno solo 40-50 qli/ha.
Notizie non brillanti neanche in Toscana, almeno stando alle indicazioni successive alla visita della consulente francese Valerie del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle nel Sud del Chianti, che si è concentrata sui vigneti. Dopo 8 mesi di pioggia il colore delle foglie, specialmente nei vigneti giovani, rivela la fame delle piante. I tentativi di dare loro nutrimento per via fogliare sono infatti quasi tutti falliti perché la pioggia è arrivata subito dopo i trattamenti portando via azoto, potassio e fosforo. La produzione d’uva è scarsa e la prossima vendemmia sarà di nuovo, per il terzo anno consecutivo, sotto la media normale.

(Alberto Grimelli - www.teatronaturale.it)


Questo sito web utilizza solo cookie tecnici per garantire il corretto funzionamento. Per saperne di pił
Torna all'indice di ASA-Press.com