FATTI E PERSONE

Possibilità di un lavoro in campagna
E’ sempre di più una vera e propria scelta consapevole per i giovani italiani che preferiscono in maniera sempre più convinta, per i loro studi, gli istituti agrari ed enologici sparsi per tutto lo stivale


La terra conserva ancora un enorme fascino per i giovani di oggi. Se prima si vedeva il lavoro nei campi come ereditario, che si passava di padre in figlio e quindi una forzatura della società, oggi le nuove generazioni lo vedono come una riserva preziosa, capace al contempo di dare soddisfazioni e sicurezza economica. Non più, dunque, una costrizione per mandare avanti l’azienda di famiglia, ma una vera e propria scelta consapevole. Il lavoro di contadino ha così fatto il salto da denigrante e faticoso a soddisfacente e addirittura “figo”. A confermare questa teoria c’è il trend super positivo stilato dal Wine & Spirits Education Trust (Wset), l’organizzazione a livello internazionale che offre una formazione di alto livello nel settore dei vini e dei distillati e che propone una serie di qualifiche mirate in questo campo professionale, che mostra come il numero di iscritti ai corsi stiano aumentando fino ad arrivare, nell’anno accademico 2012/13, a oltre 48.000, in crescita del 12% sull’anno precedente. Gli studenti provengono da 62 Paesi di tutto il mondo, ma a vantare il maggior numero di studenti sono Cina, Regno Unito e Stati Uniti. “Queste cifre - spiega il capo esecutivo Wset, Ian Harris - naturalmente riflettono la continua forte crescita di interesse per il vino in Cina, più la crescita del mercato del vino importato negli Stati Uniti. Devo dire, però, che sono particolarmente lieto di vedere tali buoni dati provenienti dal Regno Unito”.
Anche in Italia il numero di iscritti agli istituti agrari ed enologici sembra aver subito una crescita. La riscoperta del valore della terra, complice forse anche la crisi, ha fatto si che molti studenti che escono dalle scuole medie scelgano istituti che insegnano come vivere lavorando il terreno. “La certezza di un lavoro e l’attrazione per il settore hanno dato all’agricoltura nuova linfa e appeal che si riflette nel numero crescente di iscritti - commenta a WineNews Marco Dal Rì dell’Istituto San Michele all’Adige di Trento, punto di riferimento europeo della ricerca in agricoltura, viticoltura ed enologia - passati dai 940 del 2012 ai 980 di quest’anno”.
Trend che sembra confermarsi anche nella Scuola Enologica di Alba “Umberto I”, una delle più antiche d’Italia, che fa sapere che “il numero degli è cresciuto di quasi il 10% passando da 318 iscritti (annata scolastica 2012/2013) a 350 iscritti per l’anno scolastico 2013/2014. Numero di iscrizioni che non sa di eccezione, ma è il risultato di una crescita costante, che porta ogni anno un crescente numero di studenti”. La voglia dei ragazzi di riappropriarsi del piacere della campagna imparando a scuola come si vive di agricoltura, si riflette anche in un’altra istituzione della formazione enologica del Belpaese, la Scuola di Conegliano I.S.I.S.S. “G.B. Cerletti”, che avrà, nelle sue sedi, per il prossimo anno scolastico, 1.400 nuovi studenti. Numero in netta crescita sull’anno precedente, che ha visto “solamente” 1.250 iscritti. (www.winenews.it)



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