FATTI E PERSONE

Rischia di sparire il banco alimentare
A Gualtieri uno è gestito da Caritas, l’altro da Un Bambino per Amico, che ha sospeso il servizio per l’estate e difficilmente riprenderà  

A causa della riduzione di scarti decisa dai supermercati, il banco alimentare gestito dall’associazione Un Bambino per Amico Onlus a Gualtieri è stato sospeso per l’estate ed è molto probabile che non riprenderà più.
A Gualtieri esistono due banchi alimentari, uno gestito da Caritas e l’altro dalla Onlus. Spiega <+nero>Amanda Cavaletti<+tondo>, una delle volontarie di Un Bambino per Amico: «A Santa Vittoria dall’aprile 2012 l’associazione ha un locale a Palazzo Greppi, messo a disposizione da Avis, dove due volte alla settimana avviene la distribuzione alle famiglie, soltanto quelle segnalate dai servizi sociali di Gualtieri. Nel capoluogo Gualtieri invece non siamo riusciti a fare rete e il servizio veniva gestito in modo molto più improvvisato: non avendo una sede, al mercoledì andavo io a prendere la merce, convocavo le famiglie a casa mia tramite sms e poi consegnavo immediatamente le borse, per non interrompere la catena del freddo. Lo stesso faceva il lunedì un altro volontario».
Si distribuiva senza criteri prestabiliti, «in base alle famiglie che conoscevamo e che sapevamo in difficoltà. Oppure singoli cittadini che andavano in Coop a chiedere aiuto e venivano indirizzati a me». Un sistema approssimativo: e infatti c’era chi se ne approfittava. «Con il tempo abbiamo scoperto che c’erano famiglie che bussavano alla porta da noi, da Caritas e da Anteas (Associazione nazionale terza ertà attiva della Cisl); insomma gente che in mancanza di verifiche se ne approfittava, mentre senza dubbio ci saranno altre famiglie bisognose che non vengono raggiunte».
Nel capoluogo il banco alimentare di Un Bambino per Amico si basava su una convenzione, stipulata nel 2011, tra la Onlus e la Coop di Guastalla. «Si chiamava “Brutti ma buoni”: loro ci davano alimenti, soprattutto freschi, che venivano rimossi dagli scaffali o perché prossimi alla scadenza oppure perché invendibili per imperfezioni estetiche. Il concetto era quello del last minute market: il surplus alimentare inutilizzato diventava una risorsa per le associazioni che le “giravano” alle famiglie in difficoltà». Per dare un’idea delle dimensioni dell’attività: 92.700 euro è il valore dei prodotti distribuiti in circa due anni, raggiungendo circa 25 famiglie e 2 case famiglia (una a Gualtieri e una a Guastalla).
Ora queste risorse sono ridotte e quasi annullate perché tutti i supermercati stanno cercando di ridurre i costi. In particolare Coop Nordest ha varato un progetto pilota: da giugno i cibi in scadenza vengono messi in uno speciale banco frigo scontatissimo, al 50%. E pare che la sperimentazione funzioni: la merce va a ruba.
Il risultato collaterale è che il rubinetto di rifornimento per le associazioni si è chiuso. «Prima c’era un tale spreco, purtroppo, che ce n’era davvero per tutti: anche per canili e associazioni di altro genere. Ora arriva pochissimo, a fronte di un aumento di richiesta da parte di famiglie bisognose. Prima andavamo due volte a settimana a ritirare i prodotti rimasti sugli scaffali, ed era davvero una grande quantità; ora ci chiedono di andare tutti i giorni alle 20 per vedere cosa rimane nel banco frigo. Noi non ci riusciamo, perché siamo pochi volontari, perché rimane ben poco e quel poco andrebbe conservato in un locale che non abbiamo. Serve molto più tempo per raccogliere molto poco».
Amanda sottolinea che comprende la scelta della Coop («ben vanga una riduzione degli sprechi alimentari»), ma così non rimane più nulla per chi è in difficoltà. «Io ho cercato di spiegare l’accaduto alle famiglie dicendo che invece di avere i prodotti gratis li potranno comprare in Coop al 50%».
Infatti il banco alimentare, sospeso nel periodo estivo, difficilmente sarà riattivato in autunno. «E’ improbabile - conferma Amanda - Siamo in una fase di transizione, abbiamo sospeso il servizio in attesa di capire cosa fare. Ho inviato lettere e cercato di sollecitare un sacco di persone, ma se mi danno così poco cibo, con le nostre attuali forze e organizzazione non siamo in grado di gestirlo».
Il problema, sottolinea Amanda, è anche e soprattutto l’eccessiva frammentazione delle Onlus presenti sul territorio. «Visto che lo scopo della nostra e di tutte le associazioni che fanno il banco alimentare è il medesimo, sarebbe stato bello che ci fosse stata una collaborazione tra associazioni con un indirizzo da parte delle istituzioni. Si potrebbe far fronte alla situazione, se fossimo riusciti a realizzare un progetto naufragato: allestire un banco alimentare unico di distribuzione per tutta la Bassa. In passato ho cercato dei contatti per fare rete, c’è stata anche una assemblea organizzata dai servizi sociali di Gualtieri, ma nessuno si è mosso e nessuno ci ha offerto una sede: l’unico che ci ha provato è stato il Comune di Gualtieri, che aveva individuato un locale, ma poi l’Ausl lo ha ritenuto non idoneo. Con costi irrisori, solo unendo le forze, si potrebbe fare molto. E pensare che avremmo anche i soldi per i frigoriferi: partecipando a un progetto sociale contro la crisi coordinato da DarVoce, abbiamo ottenuto il finanziamento di 4mila euro».
L’autunno si avvicina e Un Bambino per Amico spera ancora nel miracolo. «Si potrebbe riprendere contattando diversi supermercati o discount, ce ne sono molti nella Bassa - conclude Amanda - ma, ripeto, serve più rete, più volontari e una sede».  (Ambra Prati - www.4minuti.it)



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