FATTI E PERSONE

Natale: con la crisi non si butta via niente, durante le feste il 64% delle famiglie più attente al “riciclo” a tavola
Secondo la Cia, complici le difficoltà economiche e l’inasprimento fiscale, gli italiani si scoprono meno “sciuponi”. E nel Natale dei “tagli” a regali e viaggi, oltre la metà degli italiani farà economia domestica riducendo gli sprechi alimentari e reinventando nuovi menù con gli avanzi delle feste. Nel 2011 sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo: oltre 50 euro a famiglia.

La crisi riduce gli sprechi sulle tavole delle feste e inverte la tendenza “sciupona” degli italiani. Quest’anno, complici il calo di potere d’acquisto e reddito disponibile da un lato e l’aumento degli oneri fiscali dall’altro, due famiglie su tre hanno cambiato le proprie abitudini in cucina, comprando con più oculatezza, ma soprattutto “riciclando” gli avanzi evitando la pattumiera. Un trend che coinvolgerà anche Natale e Capodanno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che si tratta di un fenomeno positivo in un Paese come il nostro dove ogni anno finiscono nel bidone della spazzatura dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di cibo, pari a poco meno di 40 miliardi di euro, vale a dire il 2,4 per cento del Pil.
Di fatto -ricorda la Cia- gli sprechi maggiori si concentrano proprio durante le feste, Natale e Pasqua in testa, quando si arriva a buttare fino a un terzo del cibo acquistato, in particolare latticini, uova e carne (43 per cento), seguiti da pane (22 per cento), ortofrutta (19 per cento), pasta (4 per cento) e dolci (3 per cento). Solo l’anno scorso, tra il 24 dicembre e l’Epifania, sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di quasi 1,4 miliardi di euro, più di 50 euro a famiglia.
Ma quest’anno la situazione sarà ben diversa: il 64 per cento delle famiglie ha già diminuito gli sprechi alimentari nei mesi scorsi e dichiara che farà ancora più attenzione a Natale, adottando “trucchi” ai fornelli per non buttare via gli avanzi delle feste.
Aguzzando la fantasia, infatti, sempre più famiglie stanno imparando come cucinare con quel che resta nel piatto -sottolinea la Cia-. E non si tratta più solo di “riscaldare la minestra”, ma di creare nuovi menù con quello che è rimasto nel frigo. Ad esempio Panettone e Pandoro diventano ottime basi per torte, tiramisù, zuppe inglesi e semifreddi oltre che ottimi sostituti delle brioche a colazione. Con il pane avanzato, invece, si può fare il pangrattato, ma anche le bruschette, il pancotto, la panzanella e la pappa al pomodoro; con le verdure le torte rustiche, le zuppe e il brodo vegetale; con la pasta e le uova le classiche “frittate di maccheroni”; con la carne e il pesce rimasti le polpette o il cous-cous. Infine torroni e cioccolatini possono trasformarsi in ottime creme spalmabili e in ingredienti per ciambelloni e dolci.
Ma il vantaggio non è solo economico ed etico. Impegnarsi a non sprecare cibo è anche una scelta ambientale, visto che -conclude la Cia- ogni tonnellata di rifiuti organici genera ben 4,2 tonnellate di Co2. (www.cia.it)


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