FATTI E PERSONE

Nei supermercati inglesi frutta e verdura ‘brutta’
A seguito di una delle peggiori stagioni che gli agricoltori hanno vissuto negli ultimi decenni, la catena di supermercati inglesi Sainsbury (la terza nel Regno Unito) ha rivisto le proprie norme relative all’aspetto estetico di prodotti freschi.

Ora sugli scaffali dei supermercati si potranno trovare carote nodose, patate storte, zucchine deformate e cavolfiori scolorati.
Il marzo più secco degli ultimi 59 anni, il giugno più piovoso, piogge e allagamenti autunnali, hanno causato una riduzione di oltre il 50% del raccolto inglese di frutta e verdura, impedendo ai supermercati di avere i normali, bellissimi e senza difetti prodotti che di solito impilano sugli scaffali.
Sainsbury ha rivisto le norme relative all’aspetto estetico dei prodotti freschi e ha accettato di vendere, nei suoi 1,012 supermercati, tutta quella frutta e verdura che normalmente sarebbe tornata indietro.
“Abbiamo preso questa decisione in modo da cambiare radicalmente il nostro approccio relativo all’acquisto della frutta e verdura inglese, soprattutto alla luce delle particolari condizioni climatiche di quest’anno. Questo vuol dire che ci sarà un po’ più di fango sui piselli o che le fragole saranno un po’ più piccole rispetto al solito, ma i nostri consumatori hanno accettato e amano questa idea,” ha detto Judith Batchelar, direttore di Sainsbury’s food.
“Il tempo incerto ha lasciato gli agricoltori con raccolti di frutta e verdura buona ma ‘brutta’ oppure con macchie e imperfezioni. Ci stiamo impegnando ad utilizzare tutta la frutta e verdura che corrisponde alle norme e che abbia un buon sapore e speriamo che i clienti ci aiuteranno ad utilizzare la maggior parte del raccolto britannico, nonostante l’insolito aspetto”, ha aggiunto la Batchelar
Altri supermercati, inclusi Morrisons e Waitrose, hanno dichiarato che anche loro potrebbero modificare i loro standard.
L’azione di Sainsbury’s ha deliziato gli attivisti della difesa del cibo e dei poveri che da tempo sostengono che rifiutare prodotti buoni sulla base di un criterio estetico piuttosto che per motivi nutrizionali è sbagliato e provoca un aumento dei prezzi. La Soil Association che stabilisce le norme delle produzione biologica, ha stimato che circa il 20-40% di alcuni tipi di frutta e verdura britannica viene rifiutata a causa della forma o del colore irregolare, questo persino prima di arrivare nei negozi.
“E’ ora che i supermercati si sveglino e capiscano la necessità di ridurre lo spreco di cibo, accettando frutta e verdura buona ma con forme irregolari. Non bisogna tornare indietro a quando si buttava via un’enorme quantità di cibo semplicemente perche non corrispondeva a specifici standard estetici”, Vicki Hird, un attivista di Friends of the Earth land, ha dichiarato.
La produzione di frutta e verdure nel Regno Unito è disciplinata dalla normativa dell’Unione Europea ma i supermercati obbligano i produttori a presentare prodotti che corrispondono a livelli estetici più elevati, ciò comporta che, spesso, del cibo perfettamente commestibile, venga rigettato.
Il gelo, vento, pioggia e siccità possono scolorire ed ammaccare i prodotti ma non ne modificano le proprietà nutritive. Secondo gli attivisti, la richiesta dei supermercati di prodotti ad alta qualità estetica aumenterebbe il costo del cibo visto che gli agricoltori sono costretti a chiedere p prezzi più alti per i prodotti accettabili per poter sbarcare il lunario.
Una ricerca condotta l’anno scorso dalla Wrap (government's waste reduction body) dimostra che la recessione ha incoraggiato i supermercati a ridurre lo spreco di cibo. Secondo Wrap, ogni anno le famiglie inglesi buttano via quasi 7,2 m tonnellate di cibo un calo del 13% o di 1,1m tonnellate rispetto al 2007. (www.aiol.it)

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