FATTI E PERSONE

Adoc, prima colazione
A casa più cara del 5%, al bar per un caffè e cornetto si spende l’8% in più del 2011

Indagine dell’Adoc sui costi della prima colazione, effettuata al bar o a casa. Secondo le stime dell’Associazione, mediamente i costi per i prodotti da bar sono aumentati del 5,1% rispetto al 2011, mentre i prodotti da consumare a casa hanno subito rincari medi del 4,6%. “La crisi si avverte sin dal mattino mentre si fa colazione – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – tra le mura domestiche i rialzi maggiori li hanno subiti la frutta (+9,3%), lo yogurt (+7,6%), il caffè (+7,3%) e i cereali (+5,6%). Anche la colazione effettuata al bar registra aumenti significativi, soprattutto per brioche (+10%) e tramezzini (+16,2%). Un classico caffè e cornetto costa in media il 7,8% in più. Stabili solo i prodotti a base orzo.
I rincari incidono non solo sul portafogli, ma anche sugli stili di vita degli italiani: secondo un sondaggio dell’Adoc è in aumento il numero degli italiani che la mattina non fa colazione, una scelta condivisa dal 15% dei consumatori, il 7% in più dal 2007, quando iniziò la crisi. E i prezzi elevati dei bar spingono l’89% dei consumatori a fare abitualmente, almeno 5 giorni a settimana, colazione a casa. Percentuale che scende all’80% nel weekend e durante le feste”
L’Adoc ha poi tracciato un profilo delle tipologie di colazione degli italiani. “Il 60% dei consumatori prepara una colazione semplice, composta da una bevanda e da un alimento – continua Pileri – il 23% l’arricchisce con una bevanda o un alimento in più, solo l’11% la fa abbondante, con una o due bevande e due o più alimenti. Mentre il 6% la fa minima, optando per una sola bevanda o un solo alimento. Il 61% sceglie la colazione dolce, il 26% la preferisce salata, mentre il 13% fa un mix di entrambe. Riguardo i prodotti acquistati, sei consumatori su dieci li comprano di marca, mentre il restante li preferisce non di marca. Riguardo le tipologie il 69% acquista prodotti tradizionali, il 21% compra prodotti biologici, in particolare miele e marmellate, mentre il 10% compra per la colazione solo prodotti del mercato equo-solidale, soprattutto caffè e tè.”
Per Adoc una soluzione per rilanciare i consumi presso i bar e caffetterie è aumentare il valore defiscalizzato dei buoni pasto. “Uno spuntino veloce come tramezzino e succo di frutta costa 5,25 euro – continua Pileri – praticamente uguale al valore defiscalizzato di un buono pasto. Un valore inadeguato al costo della vita. In Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell’Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro. Considerato che gli utenti giornalieri sono circa 2 milioni, che sfruttano i loro buoni in 100 mila ristoranti convenzionati, aumentare il valore dei buoni, aiuterebbe i consumatori in un momento di gravi difficoltà economiche”. (www.adoc.org)




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